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CIRO, E I MEDIA ROVESCIANO LE PARTI

GastoneDI CARMELO ALBANESE

Contropiano

Ormai era una regola. Prima l’omicidio. Poi la speranza di avere anche un mezzo sospetto sull’omicida per darlo in pasto all’opinione pubblica. Al suo irrefrenabile desiderio di vendetta. Era una regola.

Finora era andata sempre così. Dell’omicida, anche se solo indiziato, anche di striscio, in un minuto veniva rivelato tutto. Foto in tutte le pose. In spiaggia, coi figli, con la madre. Figure intere di lui da piccolo vicino l’albero di Natale. In vacanza con le sue tre ex fidanzate e per ognuna tanto di foto, meglio se in costume. Dopo le foto seguiva il resto. Interviste ai professori che aveva avuto fino all’ora x, dall’asilo alle superiori. Particolari rivelati dai suoi amici di sempre, dai vicini di casa. Storia e dettagli del suo vissuto visti da mille angolazioni diverse. Sembrava impossibile che andasse diversamente.

Finora è così che ce li avevano dati in pasto i sospettati dell’omicidio. C’è anche da dire che nella prassi era prevista anche una certa tutela della vittima. Qualcosa anche di quest’ultima veniva rivelato, ma meno. Come se persino un meccanismo così oleato di sciacallaggio mediatico, volesse dimostrare un barlume di pudore. La vittima no! Di lei non vi diciamo. Oppure vi diciamo, ma fino a un certo punto.

E invece con Ciro Esposito è andata da subito diversamente. Nel caso del ragazzo di Napoli tutto ha funzionato al contrario. Lui era la vittima, eppure gli è stato riservato il trattamento che di solito si da al carnefice. Di lui abbiamo visto foto, conosciamo i parenti, sappiamo dove abitava, chi era la sua ragazza, ci hanno detto che avrebbe voluto sposarla. Poi conosciamo cosa faceva per lavoro, i suoi soprannomi, il credo religioso della madre. Abbiamo da subito conosciuto anche le patologie riscontrate dopo il ferimento e ci hanno (in verità poco), aggiornato (quando non potevano farne a meno diciamo), sulla sua cartella clinica. Insomma, tutto! Il trattamento che di solito è riservato al carnefice nel caso di Ciro è stato riservato alla vittima.

E dire che il sospettato c’era in questo caso sin da subito! Anzi, più che il sospettato c’era proprio lui. Il probabile esecutore materiale del ferimento mortale. L’assassino insomma. Daniele De Santis, detto Gastone, punto.

Già, punto; perché in questo caso tutti i racconti intorno all’omicida iniziano e finiscono qua. Di lui non ci hanno detto niente. Non ci hanno detto come mai è ancora in ospedale, per esempio. Ci hanno detto che è stato pestato dagli amici di Ciro dopo che lo aveva ferito per ucciderlo, ma niente di più. D’accordo, pestato, ma dopo un mese e passa è ancora in ospedale? Cosa gli è stato riscontrato? Perché non ce lo avete detto? Non fosse altro per giustificare il fatto che continuasse a trovarsi lì, anziché nei luoghi dove solitamente portano gli indiziati di omicidio presi in flagranza di reato! E poi chi è? Nemmeno un approfondimento storico?

Si è vero, avevate iniziato a dirci che era stato sempre lui a far sospendere il derby Roma Lazio nel 2004, ma lo avete solo accennato. Siete stati molto vaghi, per usare un eufemismo, d’altronde anche nel 2004, non è che abbiate molto approfondito quegli eventi. “Frequenta ambienti di estrema destra”, si è detto sempre vagamente. Ma quali sono questi ambienti di estrema destra ? Dove stanno? Che cos’è veramente quel posto chiamato prima “Trifoglio” ed ora “Ciak” di cui era il custode e da dove è partita l’aggressione ? ( gli è sfuggita qualche foto inequivocabile degli interni che lo stesso De Santis aveva pubblicato sul suo profilo Facebook ma cos’è veramente quel posto continuano a non dircelo) …. Chi sono i suoi amici di sempre? Suo padre? Sua madre? Le sue eventuali ragazze? La Sciarelli? Non si è appassionata? Perchè non ci avete detto che si è presentato alle elezioni? Si, con il “popolo della vita” per Alemanno. Fa ridere? Non lo avete detto perchè è grottesco il nome “popolo della vita” da associare a un probabile assassino?

Eh sì, fa ridere, ma mica tanto! E’ inquietante piuttosto, e magari è utile per capire…per capire con chi era lì per esempio! Ha dichiarato qualcosa al momento dell’arresto? E nei giorni seguenti? Perché lo avete avvolto fin dall’inizio in una sorta di protezione? La stessa che di solito si da ai capi di Stato? Non venite a dirmi che lo avete fatto perché si temevano rappresaglie contro di lui. Ma come? Lui e altri che probabilmente erano con lui e ancora sono in giro per Roma hanno dimostrato concretamente una volontà omicida e voi vi preoccupate per qualcosa che è completamente campato in aria? Parole di vendetta espresse in libertà un po’ qui e un po’ la e che dovrebbero arrivare da Napoli?

Ancora un ragionamento al contrario? Ancora le vittime che vengono fatte passare come potenziali carnefici? E allora per Ciro? Per la madre? Per lo stesso “Gerry à carogna” additato al pubblico ludibrio ? Loro non rischiavano? Perché avete voluto salvaguardare, questa volta, l’onorabilità del carnefice invece di quella della vittima e delle vittime?

Non era questa la regola. Per quanto, a pensarci bene, potrebbe esserci una regola anche in questo caso da dover rispettare. Quella che di solito si segue, quando ci si preoccupa di quello che il carnefice potrebbe rivelare. Solo in quel caso lo si protegge contro ogni evidenza e decenza. In quel caso, è vero, si procede al contrario.

Perché magari potrebbe uscire fuori che Daniele De Santis, insieme al suo carissimo amico e camerata Giuliano Castellino era, fino a poco più di un anno fa, accompagnatore fisso del sindaco Gianni Alemanno in tutte le sue uscite ufficiali … e questo dopo svariati annetti dal suo altro momento da protagonista e nonostante questo precedente, quel famoso “derby del bambino mai morto” del 2004 … cosa che evidentemente non aveva impedito che fosse poi stato addetto alla sicurezza personale del Sindaco con la celtica … anzi forse era una “referenza” positiva in questo senso …

O potrebbe uscire fuori anche che, sempre insieme all’amico Castellino, De Santis si era distinto negli anni scorsi in altri due tipi di occupazione/speculazione similari al Trifoglio/Ciak… dove da 11 anni si affittano abusivamente i campi sportivi del Coni ed era proprio De Santis a riscuotere …. le altre due occupazioni sono quella del cinema Augustus in Corso Vittorio e poi quella dell’ex Cral del Poligrafico a breve distanza dal luogo dell’agguato a Ciro … praticamente di fronte al Trifoglio/Ciak ma dall’altra parte del Tevere … occupazioni ufficialmente fatte a scopo “sociale” ma immediatamente dopo sub-appaltate ad una società che vi aveva realizzato abusivamente due discoteche di lusso dove erano stati visti spesso, con tanto di foto sui giornali specializzati, non solo Alemanno con signora ma anche Gasparri, Storace, La Russa, la Meloni e persino l’ex Presidente del Coni Pescante …

Due occupazioni, che a differenza di quella del Trifoglio/Ciak, per la quale sembra che il Coni ( guarda caso allora diretto proprio dal Pescante poi avvistato spesso al Poligrafico) non abbia nemmeno mai sporto denuncia … sono poi state sgomberate … ma non per “scelta politica” come avviene per le occupazioni di case o per qualche centro sociale “de sinistra” in questi giorni un po’ in tutta Italia … ma solo perché, essendo luoghi malamente insonorizzati, le due discoteche impedivano il sonno a tutti i residenti delle rispettive zone di Roma che ovviamente hanno protestato …

Ecco sì, è così che dev’essere andata per il camerata Daniele De Santis. Ops, mi è scappato… volevo scrivere, per Gastone, “ultrà giallorosso” …

26.06.2014

Link: http://contropiano.org/interventi/item/24890-ciro-e-i-media-rovesciano-le-parti

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Pubblicato da Truman