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CINQUE STELLE: UNA SCISSIONE PILOTATA DA CASALEGGIO ?

DI FRANCESCO SANTOIANNI

francescosantoianni.it

La moltitudine dei “fedeli” di Grillo, ovviamente, non ha capito nulla e continua su Facebook e sui Meetup a lanciare strali di accuse e improperi contro i cinque senatori Cinquestelle (Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani) che, senza troppi clamori da parte di Grillo, se ne sono andati via dal Gruppo parlamentare dopo l’incomprensibile espulsione “ratificata dalla Rete” (ma sull’affidabilità di questa ci sarebbe molto da dire ) di altri quattro senatori: Battista, Bocchino, Campanella e Orellana. Tutti e nove finiti al Gruppo Misto, perché questo è imposto dal Regolamento del Senato.

A meno che…

A meno che non si costituisca un nuovo Gruppo parlamentare e per questo ci vogliono almeno 10 senatori: ad esempio inglobando qualcuno dei già espulsi tempo fa (Gambaro, De Pin, Anitori, Mastrangeli) o qualche altro in procinto di esserlo. Un nuovo Gruppo parlamentare che – senza la defatigante raccolta di firme – avrebbe la possibilità di presentarsi alle elezioni, come “partito”. Un partito di “grillini” ma – almeno, agli occhi dell’opinione pubblica – affrancati dalla sudditanza a Grillo. Capace di intercettare, così, nuovi e vasti strati di popolazione (in primo luogo base PD e area “Lista Tsipras”).

Insomma, specularmente, la stessa altrimenti inesplicabile “scissione” Berlusconi-Alfano. Marketing elettorale che (ed è questo l’aspetto più interessante) permetterebbe a Grillo, se andasse in coalizione con la lista degli ex (ex?) grillini, a fare il pieno di seggi grazie a questa o alla prossima legge elettorale. A suffragare questa ipotesi, al momento soltanto “voci” e una possibile spiegazione dell’altrimenti incomprensibile “cupio dissolvi” di Grillo (in realtà di Casaleggio) che ora, per una quisquilia, minaccia di espulsione addirittura il suo pupillo: Federico Pizzarotti, sindaco di Parma.

In ogni caso, (anche se non siamo stati certo teneri con il suo probabile leader) salutare sarebbe la creazione di un clone del Movimento Cinque Stelle. Se non altro perché permetterebbe finalmente un confronto e quindi una crescita tra i tanti attivisti “grillini” oggi, ( per l’inesistenza di una qualsiasi struttura organizzativa e decisionale) atomizzati nella palude di internet e delle votazioni dielettori certificatiche si direbbe esistano solo nei data-base della Casaleggio.

Francesco Santoianni

Fonte: www.francescosantoianni.it/

Link: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2014/03/08/cinque-stelle-una-scissione-pilotata-da-casaleggio/

8.03.2014

Pubblicato da Davide

  • amaryllide

    c’è un piccolo problema: chi garantisce a Casaleggio che i dissidenti grillini nel nuovo partito staranno zitti e buoni come NON sono stati in quello vecchio, in cui pure avevano il massimo della coercizione possibile, essendo il marchio  M5S proprietà PRIVATA di Grillo?
    Crea un altro partito di proprietà privata di Casaleggio? In questo caso i casi sono due:
    1)  i senatori dissidenti vogliono la libertà di dire la loro anche nel nuovo partito. Nuove espulsioni e un terzo partito per coprire gli elettori d’accordo coi nuovi dissidenti?
    2) i senatori dissidenti hanno fatto finta di essere in disaccordo con Grillo, in realtà nel nuovo partito saranno ancora più ubbidienti di quelli rimasti nel m5S.
    CHi vota il 5 stelle bis, lo fa perchè vuole un partito vicino a Grillo, ma in grado di dire no quando delira. Se ci si accorge che è la copia carbone, la gente ci casca una volta, non la seconda.
    Insomma, mi sembra un gioco che non vale la candela. A meno che Grillo e Casaleggio non pensino che i due partiti serviranno a vincere le elezioni, e dopo faranno quello che pare a loro, per cui delle elezioni successive se ne fregano.

  • Primadellesabbie

    Tutto é possibile, ma non vedo in queste persone lo spessore indispensabile a portare a compimento manovre di questa portata.

    Questa é, e non potrebbe essere diversamente, gente che ha imparato ad essere ossessionata dai problemi di tutti i giorni che ne condizionano pesantemente i modi di pensare e di agire. Tutto l’ambiente familiare e no che li circonda li spinge a questo modo di essere.
    Difficile trovare oggi in Italia persone diverse da queste, anche se, a mio modo di vedere, Grillo ci ha generosamente, coerentemente e ostinatamente provato.
    Il successo del suo movimento dipende da questa scommessa, più che dalle mosse giuste o sbagliate, dal regime "padronale" o dalle finalità misteriose.
  • dana74

    " – affrancati dalla sudditanza a Grillo."


    no affrancati da un programma votato dagli elettori cosa ben diversa.

  • Aironeblu

    Una tesi geniale…

    Casaleggio manovra le espulsioni dei finti dissidenti che poi "faranno il pieno di seggi" coalizzandosi nuovamente con Grillo!!! Proprio come Berlusconi e Alfano, che hanno stravinto le elezioni con questa strategia imbattibile!
    Per fortuna c’è Santoianni che ha capito tutto, mica come "la moltitudine dei fedeli di Grillo"….
  • yakoviev

    Non ci credo minimamente. Anche perchè sul Fatto (tesi confermata anche in un’intervista da una deputata del PD, che la deputata ha provato a smentire ma che il giornalista ha registrato) si sostiene, in maniera credibile, che i contatti e le cene tra esponenti del PD e "dissidenti" siano in corso da diverso tempo.

  • clausneghe

    Questo sì che è un genio. Ha capito tutto l’arguto Santogianni.

    Abbiamo anche noi la lista civetta, anzi gufetta, eh,eh..
    Ah, questi studiosi-osservatori del moVimento più lo guardano e meno ne capiscono.
  • cardisem

    L’articolo mi sembra cervellotico.

    Parlo da "attivista certificato” ed esisto in quanto tale, e voto pure, quando mi arriva la segnalazione di voto… Non sono una "invenzione” di Casaleggio.

    Mi sembra che la lettura migliore, più corrispondente alla verità, sia la più semplice:

    Epulsi e dimissionari si sono trovati "miracolati” in Parlamento, senza alcun loro merito, ma per una sorta di videogioco, che non era un gioco, ma una cosa seria. Una volta eletti, non sono poi stati all’altezza dell’impegno MORALE e politico che il Movimento comporta.

    In queste condizioni, guardarsi in faccia e negli occhi è stata la cosa migliore.

    Non ci vuoi stare? Ti interessano i soldi? Ti sei lasciato sedurre?

    Vattene!

    Non abbiamo bisogno di te e non farti più vedere se non vuoi prenderti calci in culo. Ringrazia Iddio che il Movimento ha fatto una scelta consapevole e determinata di Nonviolenza! Ma vattene!

    Il principio "tutti a casa" e "nessuna alleanza” è di elementare semplicità.

    Se ora gli "espulsi” pensano di avere le mani libere, facciano pure! Ma non in nome del Movimento…

    Trovo veramente curioso il credere che una qualsiasi condiscendenza prima con Bersani, poi con Letta, ora con Renzi sia la Soluzione al problema, la "proposta” finalmente realizzata. Mai una parola è stata tanto stupida e abusata: il «cambiamento»! Che non c’è! Sul «gattopardo» Friedman vi ha pure scritto un libro! Il «giaguaro» che doveva essere «smacchiato» da Bersani è poi diventato il suo «alleato». I «Duellanti» di un Ventennio hanno dimostrato (grazie al Movimento) di aver sempre bleffato e di non essere altro che «Compari» in una repubblica «consociativa» dove ora è finito il tempo delle vacche grasse… E vogliono ora che il Movimento li salvi dalla loro resa dei conti?…

    Mah!

    Il tempo è galantuomo: vedremo!

  • francescosantoianni

    Mi sembrano obiezioni più che lecite. Provo ad avanzare una qualche
    risposta.

    1)     
    Intanto i Parlamentari espulsi NON sono stati “dissidenti”;
    hanno, sì,  avanzato qualche timida
    critica ma è robetta.

    2)     
    Sono consapevoli del ruolo ad essi “afffidato”
    da Casaleggio? Non lo so.

    3)     
    I parlamentari del nuovo gruppo ipotizzato non
    hanno nessun peso elettorale né radicamento sul territorio. Al massimo possono
    sperare di intercettare un po’ di voti al loro primo apparentamento con la
    lista di Grillo. Poi, o rientrano nel Cinque Stelle o si dissolvono. Certo, potrebbero riempire di contenuti politici il loro neopartito e tentare di
    sopravvivere ma mi sembra una impresa difficile.

     

  • francescosantoianni

    Tutto può essere. Comunque, nessuno dei neo espulsi ha votato la fiducia a Renzi.

  • francescosantoianni

    Intanto gli espulsi "non si sono tenuti i soldi" come farneticano i fedeli di Grillo su Facebook. Sono certamente in crisi (come tutti i parlamentari Cinque Stelle) in quanto considerando lo stato del Movimento Cinque Stelle (che Grillo non ha mai voluto si trasformasse in un vero movimento – vedi l’allucinante questione del "Portale" promesso da tre anni e mai realizzato) si trovano a rispondere del loro operato non già ad un movimento finalmente radicato nel territorio ma soltanto a Grillo e ai suoi "fedeli".

  • Truman

    Per quanto ricordo, tutte le volte che si è provato ad andare alle politiche italiane separatamente invece che insieme, contando così di raccogliere più voti, si è visto che divisi si perde. Se serve faccio una ricerca, ma dovrebbe essere facile da verificare.

    Una volta c’era anche un importante quotidiano che ricordava questo principio nel suo nome, ma poi si è convertito al Pude (partito unico dell’euro) come i suoi padroni.

  • alvise

    Ammesso e non concesso che 10 parlamentari del 5 stelle formino un nuovo partito, qualche dissidente, o gli stessi che lo creassero, non si illudano e non illudino gli italiani, che questo partito nascerebbe solo per avere libertà di parola, non è così. Un partito siffatto, con tutti i propositi del M5S, sarebbe una schifezza, perchè questo partito non potrebbe fare a meno di vendersi ad alleanze, e quindi non avrebbe l’anima per cui è nato il movimento di provenienza.Non giochino sulle parole i 9 inf… parlamentari mandati gentilmente a…..

  • francescosantoianni

    Forse una volta era così. Ma oggi con l’abominevole premio di maggioranza per le coalizioni credo che la musica sia un’altra

  • Truman

    Evidenzio anche qui l’imbarazzante coincidenza che i problemi di parlamentari dissidenti sembra si stiano verificando solo al senato. Eppure alla Camera dovrebbero esserci più parlamentari.

    Se teniamo presente però che alla Camera il PD, grazie all’incostituzionale premio di maggioranza, ha la maggioranza assoluta, è come se le polemiche si sviluppassero solo dove esiste un mercato.

    Insomma alla Camera non ha senso un mercato dei parlamentari e non succede niente.

    Al Senato è da quando è stato introdotto il porcellum (ormai emendato) che si vedono movimenti di senatori. In qualche caso è stato dimostrato che c’era stata una compravendita.

    E’ imbarazzante che le leggi del mercato possano spiegare quanto succede molto meglio di discorsi politici complessi.

  • cardisem

    Mio caro,
    io sul territorio ci sto e vedo crescere il Movimento.

    Quanto a Grillo non è l’ultimo dei cazzoni.

    Ha una "autorevolezza" che nessuno può negare.
    Per me le parole di Grillo hanno infinitamente più senso che non le quattro cazzate di un Battista che mi giungono via etere…

    Poiché vogliono "apparire" in televisione a tutti i costi, pensando di fare i "divi", mi accorgo invece di tutta la loro inconsistenza.

    Quanto ai "soldi" è il meno… ed è da vedere come andrà a finire quando non saranno più vincolati al Movimento. La "riduzione” dello stipendio era ed è una "condotta” del Movimento, un "codice" del Movimento, al pari come lo era il non fare dichiarazioni in contrasto pubblico con il Movimento… A Napoli si dice: “cca nisciuno è fesso!”.

    "Fedeli" a chi? "Farnetica” chi? In crisi chi? "Vero" Movimento che? Il Movimento vive nel radicamento territoriale e dove mi trovo io i consensi, le adesioni e l’entusiasmo aumento ad ogni riunione… Ai "sondaggi" non ci credo, e neppure ad analisi come le tue, che non trovano riscontro alcuno nella mia prassi.

    Infine, Grillo e Casaleggio hanno quella "testa” che decisamente manca ai transfughi che ho potuto sentire nelle loro "apparizioni” televisive e di cui ho potuto farmi un giudizio… La De Pin si era perfino avventurata a fare una citazione in un latino che non conosce, venendo pure ridicolizzata dalla signora che ad "L’aria che tira” l’aveva invitata con il chiaro intento di diffamare il Movimento… e la Tizia si è prestata al gioco… o se non lo aveva capito, vuol dire che era proprio un idiota…. E dovrei io lasciarmi guidare da simili idioti? Non li ho votati! E per il Movimento sono morti e sepolti.

  • cardisem

    I "dissidenti” o "dimissionari” sarebbero portatori di "contenuti politici”? Proprio non ne vedo. È vero sono finiti in parlamento per una sorta di "videogioco”… Il metodo di selezione attraverso la rete può e deve essere migliorato, ma è già infinitamente più "democratico” delle nomine fatte negli altri partiti…

    Non è a prova di frode… Ma la "frode” è appunto una "frode” non un fatto di valenza politica… Una "frode” delegittima ipso facto chi viene eletto in tal modo… Scoprire o non scoprire poi una siffatta frode è cosa diversa dal principio politico della scelta dei candidati attraverso la rete…

  • goldstein

    Trovo questo post un riuscitissimo esperimento che replica per l’ennesima volta l’innata democraticita’ dell’informazione in Rete.

    I commentatori hanno arricchito – o se vogliamo seppellito – con informazioni argute e circostanziate, un articolo altrimenti insulso, tanto privo di argomenti quanto intriso di una insopportabile spocchia.
    Non mi e’ tuttavia chiaro il meccanismo per il quale un poco piu’ che anonimo blogger debba improvvisarsi politologo esperto, espertissimo del M5S, cercando di emulare i piu’ tristemente noti megafoni televisivi.
    Loro almeno riescono a mantenere una parvenza di credibilita’ (non avendo un confronto) e a portare a casa l’avvelenata pagnotta, ma in questo caso, sembra forse mero autolesionismo.
  • francescosantoianni

    Mi sembra una giustissima considerazione.

  • francescosantoianni

    Forse non sono un “politologo esperto” come, ritengo, il
    signore qui sopra immagina di essere ma, certamente un attivista del Movimento
    Cinque Stelle che si pone alcune domande sul perché stiano avvenendo nel suo
    movimento (e solo al Senato, come giustamente fa notare – un paio di commenti
    sopra -Truman) eventi che si pretende possano essere spiegati solo con un
    davvero improbabile “cupio dissolvi” di Grillo 
    & Casalegggio. Che poi questo sia a finalizzato a portarmi a casa una
    “pagnotta avvelenata”, francamente, mi è incomprensibile. È questo che fanno i “politologi
    esperti”? Se si, inviterei il signor Goldstein di scrivermi le sue considerazioni
    su cosa si prova a mangiarsela. 

  • amaryllide
    "io sul territorio ci sto e vedo crescere il Movimento"

    se solo si potesse presentare alle elezioni, come NON è successo in Sardegna 😀

  • cardisem

    Non so se è una battuta di spirito, se una critica o un commento. Preciso che il territorio di cui parlo è il mio Municipio, non il territorio nazionale e meno che mai la Sardegna, dove in vita mia ho messo piede una volta sola…

    Anche nel mio Municipio ho visto tuttavia fenomeni, personalismi e ambizioni forse simili a quelli di Sardegna. Ma ci siamo liberati degli opportunisti e il Movimento è andato avanti, per cui posso confermarti quello che ho scritto sopra: “io sul territorio ci sto e vedo crescere il Movimento”.

    Il mio impegno non mi consente di poter battere in lungo e largo il territorio nazionale. Se fosse un parlamentare, ne avrei oltre che la possibilità pratica (rimborso spese) anche il dovere… Ma al momento è già tanto, se riesce a dare il mio contributo nel luogo in cui vivo e sono radicato…

    Vivo a Roma ed una ulteriore possibilità potrebbe essere la Calabria, ma qui non conosco nessun altro cui associarmi…

  • cardisem

    Post Scriptum:

    quello che ho detto è da intendere con la clausola: hic et nunc, ora e adesso. Per il futuro non posso sapere e non mi piace proferir verbo.