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CHI VOLEVA LA MORTE DI GHEDDAFI ?

DI GIANNI PETROSILLO
conflittiestrategie.it

Chi voleva Gheddafi morto? Noi, cioè la Nato, ovvero l’aggregazione dei Paesi democratici che esporta la libertà e la civiltà coi bombardamenti e le esecuzioni mirate. Portatori di droni di pace in ogni angolo del pianeta.

L’Italia, che fino al primo raid, in quel fatidico marzo del 2011, era stata amica e partner della Libia, in un interessante quadrangolare geopolitico nel mediterraneo, con Russia ed Algeria (e in un secondo momento anche la Turchia, interessata al progetto di gasdotto South Stream, di cui Roma era titolare con una partecipazione maggioritaria) si schierò con francesi, inglesi ed americani (in ordine inverso di aggressività) per eliminare il dittatore.

Perché lo fece avendo tutto da perdere e niente guadagnare?  Perché rimettere in discussione i profittevoli accordi e la strategia vincente, tanto commerciale che diplomatica, concordata col leader arabo-africano, peraltro, dopo aver ammesso le proprie responsabilità coloniali risarcendo i libici?

Il governo italiano, che inizialmente provò almeno a restare fuori dalla guerra, proprio per il rispetto dei patti stretti con Tripoli, all’improvvisò si schierò per l’intervento attivo. Berlusconi non era affatto contento ma i suoi ministri degli esteri e della difesa, dapprima dichiaratisi apertamente contro la soluzione militare perché loro stessi pienamente coinvolti nell’imbastitura di entente con Gheddafi, mutarono atteggiamento. A parere di Umberto Bossi, membro di quel gabinetto, fu il Presidente della Repubblica a fare pressione sugli uomini dell’esecutivo che parlarono, senza mettere B. al corrente, coi vertici della Nato. C’è da crederci se si pensa che oggi Franco Frattini è candidato alla segreteria dell’Organizzazione del trattato Nord Atlantico e che La Russa, dopo aver sostenuto il mero appoggio logistico alla coalizione, fece lanciare ordigni sul territorio libico (secondi solo alla Francia per quantità di missioni e di sganciamenti)  tentando di nasconderlo alla pubblica opinione.

Adesso, il Fatto quotidiano ritiene, avendone ricevuto da notizia da ambienti diplomatici e d’intelligence, che B. avesse chiesto ai servizi di uccidere Gheddafi per timore che questi rivelasse fatti compromettenti. In realtà, sempre a detta di Bossi, B. aveva paura che le barbe finte del colonnello si mettessero sulle sue tracce per l’infame voltafaccia. Ma con l’escalation del conflitto e le difficoltà del Rais, sempre più isolato internazionalmente, con Russia e Cina che non opposero il veto allo stabilimento della No Fly zone,  questa eventualità risultava piuttosto remota.

Più di chiunque altro, a voler Gheddafi fuori dai giochi, erano gli stessi che lo avevano sdoganato, molto prima dei governi italiani, e che si erano sentiti traditi per i business perduti, a favore di russi e connazionali. Fu George Bush ad abolire, nel 2003, alcune sanzioni decretate da Ronald Reagan, perché così vollero le multinazionali petrolifere americane. Qualche anno dopo, nel 2006, Tripoli sparì anche dalla black list dei rogue state. Nel 2009 la Gran Bretagna restituisce  Abdel Basset al-Megrahi, l’ “eroe” Lockerbie  a Gheddafi che reclamava un segno di amicizia per favorire gli appalti petroliferi della Bp, la quale si lamentava di essere stata danneggiata dalla concorrenza di altre società estere. Infine, il presidente francese Sarkozy, il vero “nanonapoleone” della campagna di Libia,  accreditatosi agli occhi del mondo come il nemico più acerrimo del satrapo della Jamaria. Costui era quello che più di tutti aveva qualcosa da far dimenticare, i finanziamenti del Colonnello alla sua corsa alla presidenza. Furono i rafale francesi ad intercettare il convoglio governativo che scappava attraverso il deserto e a colpirlo ripetutamente. Gheddafi fu preso dai mercenari ribelli che lo torturarono, poi una manina compassionevole, o, forse, fin troppo lesta ad eseguire gli ordini superiori (francesi) premette il grilletto in nome e per conto dell’inquilino dell’Eliseo.

Questi gli eventi. B. non ha mai controllato la Sicurezza nostrana per avanzare richieste così ardite, come l’annichilimento di un leader straniero, tanto che il suo sport più sgradito era farsi fotografare in tutte le pose, presso la sua villa in Sardegna, con gli 007 distratti dal mare e dal sole. Forse, ad un certo punto, anche lui si è augurato la morte di Gheddafi ma non ha mai voluto che il nostro paese s’infilasse in quel meschino conflitto nel quale danneggiavamo la quarta sponda del Belpaese. Questa resterà la macchia più grande sulla sua carriera politica, perché la Storia perdona le scappatelle ma non le fughe vigliacche di fronte alle responsabilità epocali.

Gianni Petrosillo
Fonte: www.conflittiestrategie.it
Link: http://www.conflittiestrategie.it/chi-voleva-la-morte-di-gheddafi
14.06.2013

Pubblicato da Davide

  • Servus

    Sono d’accordo con tutto l’articolo.

  • alvise

    Oppure dell’oro Libico che si trovava nelle sacrestie delle banche americane, che non avevano più, e che Gheddafi voleva indietro, come anche quello depositato in UK.Se non era tutta una fola quella che lessi in un sito, sullo stato sociale Libico, allora la Libia era una Sangrilà.Uno stato sociale da baciargli le mani, ma non il baciamano vigliacco e giudeo di B.Un’altro grande errore di G, fu quello di pretendere il pagamento del suo petrolio, con la nuova moneta che stava approntando, il Dinaro d’oro, e non in carta straccia verde, e quando tocchi il dollaro si muore

  • ireneo

    La persona che in Italia ha ordinato il voltafaccia COMPARE nell’articolo, prima o poi, e non credo tra molto, la nemesi della storia, ironicamente, colpirà.

  • vraie

    concordo
    (in più la Libia aveva le maggiori riserve di acqua di tutta l’Africa … la vicina Israele ne necessiterebbe).

  • Allarmerosso

    Senza aggiungere il Great man made river e il satellite per le telecomunicazioni Africano che voleva lanciare Gheddafi togliendo di fatto una valanga di soldi all’Europa che il satellite glielo affitta…

  • Allarmerosso

    Di questa vicenda comunque la cosa che più mi colpisce è che NESSUNO parla mai dei tedeschi come se non c’entrassero nulla nella vicenda , sono proprio esclusi dal dibattito …

  • Ercole

    Nella guerra tra bande di ladri gli imperialismi piu forti decretano la morte di quello piu debole :si chiamano interessi , il tutto è determinato dal profitto .

  • cardisem

    Per motivi che non sto ora e qui ad illustrare sono stato un sostenitore di Berlusconi fino alla svolta Geddafi. Da allora mi sono accorto della sua impotenza, colpevole impotenza, perché non avrebbe dovuto permettere quel che è di fatto successo… Anche io ho letto di Napolitano, ed ho notato altre volte il “tradimento” di Frattini che faceva il contrario di ciò che Berlusconi diceva (a proposito della nomina all’Unesco di un egiziano…), quanto poi a La Russa basta guardarlo in faccia…

    È un governo di Pulcinella, il paese di Pulcinella… il nostro…

  • alvise

    veramente volevo scrivere Shangri-La

  • Jor-el

    L’astensione di Russia e Cina all’imposizione della No Fly Zone consegnò la Libia ai predoni della Nato. Fra questi c’era anche l’Italia di Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano. Questa è la storia. Russia e Cina dimostrarono di essere quel che sono: soci di minoranza di quel comitato di affari (sporchi) che è l’Alleanza Atlantica. Che Berlusconi abbia potuto chiedere l’eliminazione fisica di Gheddafi può essere plausibile: perchè un traditore dovrebbe fermarsi a metà? Dite quel che volete, oggi Gheddafi è sotto terra, Berlusconi è ancora al governo.

  • lanzo

    Infatti anche Saddam firmo’ la sua condanna a morte decidendo di vendere il petrolio anche in euro… Credo che questi signori, arrivati ad essere “grandi capi incontrastati” si sono talmente inebriati di potere che hanno dimenticato chi sono i veri padroni, purtroppo poi le conseguenze le hanno subite anche centinaia di migliaia di civili che non c’entravano niente.

  • bstrnt

    Berlusconi sta con una gamba al governo, con l’altra sotto terra!
    Dicotomia tutta italiana!

  • bstrnt

    Qualcuno poteva aspettarsi un comportamento diverso da un paese il cui presisente della repubblica è, almeno per il sottoscritto, una brutta replica di Vidkun Quisling?
    Questo individuo che dovrebbe essere accusato quantomeno di alto tradimento, invece è stato rieletto a “garante” della Costituzione ultraottuagenario con la compicità di una casta che si autodefinisce rappresentante del popolo italiano.
    Evitiamo poi di parlare dei ministri di interni, esteri e difesa che non possono accedere a tali posizioni se non sono perfetti cani da riporto dei terroristi a stelle e strisce.
    Ma la nostra intelligence dov’era quando il nano gargoyle francese e il viscido tenutario inglese si muovevano per destabilizzare il mediterraneo?
    Incomprensibile poi, il mancato veto sino-russo.
    Il grave errore di Gheddafi credo sia stato il dare credito alla tana di serpi occidentali, che prima lo hanno derubato, poi bombardato e quindi ucciso; dovrebbe essere un buon monito per il resto del mondo.
    Qualora non fosse bastato possiamo anche vedere la faccenda Cipro dove i soliti rapinatori e terroristi si sono impossessati dei soldi dei cittadini (soprattutto russi) con una azione praticamente a mano armata!
    Dove pensa di andare questa banda di avidi truffatori con tendenze omicide se non farci precipitare nel medioevo?