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CHI UCCIDE LE DONNE ? DI CERTO, NON GLI UOMINI

DI ANTONIO DE MARTINI

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I media ( giornali, Tv, radio) insistono a divulgare l’interpretazione iniziale di psicoanalisti dalla incerta sessualità che ritengono colpevoli “gli uomini” perché spossessati del dominio sulla persona. Il femminicidio nasce in età moderna.

Non credo a questa versione. Uccidono le donne proprio perché non sono uomini.

Un tempo, per affermare il proprio amore ( o bramosia di possesso se preferite), gli uomini si battevano tra loro e il duello era lo strumento principe.

Il grande poeta Puskin morì in giovane età (40) in questo modo.
Il capo del partito socialista tedesco, Lasalle, l’avversario di Bismark, fu ucciso in duello per una vicenda di donne ( sembra su istigazione di Bismark).

Konrad Lorenz ha scoperto una forma di aggressività che tende a non sfogarsi contro il vero avversario ( l’altro maschio) ma diverge verso un altro obbiettivo meno pericoloso: nel nostro caso, la donna.

L’abbandono della educazione maschile in mano alle mamme ( perché il papà deve far soldi o carriera) o alle insegnanti ( attività perlopiù disertata dai maschi), la “sospensione” del servizio militare e la persecuzione persino delle pratiche di nonnismo goliardico hanno disabituato gli uomini al confronto fisico – che nei casi estremi giungeva al duello- parte essenziale della cultura virile che prescriveva la donna come figura sacra e intoccabile “nemmeno con un fiore”.

Abbiamo abbracciato la cultura del supermercato ( dove l’acquirente è la donna), l’ipocrita belato di qualche prete ( che, fino a che ha potuto, ha sempre picchiato duro), l’Omelia del Vescovo anche alle messe di suffragio per i suicidi, il riscatto per i rapitori veri i e finti, il perdono per chi non ci tutela contro i periodici terremoti e smottamenti e lo strame nei confronti di fragili creature che non sanno difendersi, come donne e bambini.

L’appellativo di “eroe” e “martire” viene dato a capocchia. L’ideale della gioventù è fare lo chef o il modello per sarti ribattezzati “stilisti”. Poi, se litigano, lo fanno con muliebre ferocia.

L’uomo ideale di oggi è un effemminato protetto da mammà, non necessariamente omosessuale, che si rivale sulle donne perché non sa affrontare gli avversari, non sa corteggiare le donne e le considera considera come un potere decisore e opprimente.

Antonio De Martini

Fonte: https://www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/antonio.demartini.589/posts/953475231464935?pnref=story

28.08.2016

Pubblicato da Davide

  • InvernoMuto

    Eh si, bei tempi quelli del nonnismo "goliardico"

  • ilsanto

    Discussione noiosa, se un uomo si batte contro un altro uomo è solo perchè considera la donna un oggetto di conquista, incapace di giudizio e capacità decisionale.

    Oggi invece si batte la donna riconoscendole capacità di giudizio indipendenza etc, quindi è un bel progresso non trovi ? Del resto il femminismo a quello mirava.
    Magari in futuro potremmo sperare in un terzo stadio dove a maschi e femmine sono riconosciuti pari diritti e all’amore il posto che gli spetta che non è il desiderio di possesso.
  • uomospeciale

    Madò ancora cò ‘ste donne?….
    Passate alle pecore.

  • GioCo

    Forse sarebbe il caso di distinguere tra generi di violenza competitiva e sessuale. Un conto e se mi misuro l’uccello con un altro "goliardico giuoco" di stampo militaresco (o giù di lì) che poi finisce con il morto ammazzato.
    Un altro è alzare le mani su un bambino o una donna e i motivi possono moltiplicarsi da caso a caso, per questioni contestuali. Ci può stare anche la frustrazione e l’educazione ma di solito questi atti di violenza sono comuni tra i militari che tornano dalle missioni di guerra, un motivo ci sarà, no?
    Sono anche comuni nei contesti di micro-criminalità (furto, scasso, raggiro etc.) dove abbonda il degrado e anche qui possiamo fare deduzioni facili.

    Il "delitto passionale" in genere non è del mammone, ma di chi gioca un po’ troppo a sognare di essere Rambo o Easy Rider e quindi ha una abitudine ormai compulsiva all’uso della violenza come soluzione del conflitto non solo nell’intimità ma sempre e non solo occasionalmente ma di continuo. Naturalmente anche l’alcool e altri spicotropi possono concorrere e spesso concorrono pesantemente.

    C’è una fetta importante di persone che pur non avendo alcuna apparente propensione alla violenza poi in casa diventano dei tiranni. Putroppo viviamo in un mondo in cui le patologie dei disordini emotivi sono diffuse, nascoste e anche poco considerate e ne siamo tutti (chi più chi meno) colpiti.
    Basta vedere la crescita verticale del consumo di benzodiazepine per farsene una ragione. Ma le origini sono complesse e frammentate in una polvere di ragioni individuali non sempre chiare.

    Questo non centra poi veramente un tubo di niente con l’educazione alla mascolinità, ne presente, ne passata, ne futura. Il maschio ha sempre sentito l’esigenza di disciplina e non di sborraggine che gli viene naturale se solo lo si lascia in pace (educativamente parlando). Il maschio ha bisogno di sapersi capace nel fare, e non gli freca un c…o di cosa sia questo "fare". Che sia tirare su un muro, scolpire la pietra, zappare la terra o menare le mani è indifferente. Il maschio misura nel fare pratico la sua mascolinità. In genere è fiero se ci riesce con l’autocontrollo emozionale che di solito gli viene molto (ma molto) male. Per questo i riti di passaggio dell’antichità erano robe tipo passare tre notti all’addiaccio nel bosco o prendere la piuma di un acquila dal nido senza farsi beccare, non "impara ad ammazzare il tuo coetaneo meglio che puoi".
    Per il resto sono d’accordo: i padri dovrebbero occuparsi molto di più della crescita dei loro figli maschi e non lasciarli alle madri (o molto peggio alla TV). Semplicemente perché per un maschio è più facile capire le esigenze di un maschio, esattamente come per una donna è più facile capire le esigenze che ha un altra donna. Detto questo, vedo con sempre maggiore frequenza che la società moderna è inadeguata per le esigenze minime di educazione verso i figli, tutti i figli.

    E’ talmente inadeguata che se uno nasce in Bolivia oggi dovrebbe sapersi molto fortunato a dispetto della disperazione nera per l’indigenza che vi incorre.

  • Vocenellanotte

    Uno che parte parlando di "femminicidio", la dice lunga sul contenuto del post.

    Infatti è un’apologia, peraltro neanche gradevole da leggere come per esempio capita con Fini, della supremazia della cultura.

    L’antropologia, la zoologia, la genetica . . . . tutte materie che possono essere tranquillamente asservite alla cultura.

  • Unaltrouniverso

    Articolo fintamente antifemminicidio, in realtà confermativo del medesimo poichè lo da come esistente e lo rafforza enucleandone le cause. In realtà il femminicidio non esiste, gli omicidi tra sessi sono numericamente equivalenti, solo che quando la donna uccide l’uomo esce soltanto un articoletto sulla cronaca locale, viceversa viene pubblicato su tutti i quotidiani nazionali, con tanto di marce e fiaccolate antiviolenza come si porta da un pò. Il femminicidio è un’invenzione del movimento che ruota intorno ai centri antiviolenza, che hanno come quinta colonna giornalisti, blogger e scrittori (evidentemente il sig. De Martini ne fa parte), per convincere l’opinione pubblica che è giusto finanziare i medesimi centri.

  • Ezechia

    Quoto..
    Articolo delirante e pieno di stupidaggini.
    Chi è violento lo è sempre, preferisce la violenza come metodo di soluzione delle controversie.

  • natascia

    Nessuno vede l’altro nella sua molteplicità .  I genitori non vedono i figli, i coniugi o conviventi intrattengono molto spesso per lo più rapporti d’affari e i conflitti non risolti lasciano vecchi e bambini in balia di chi lucra sulle disgrazie del prossimo. La crescita e la maturazione di ciascuno spesso non avviene.  Il lavoro piu’ grande di ogni individuo :" conosci tè stesso" oggi non solo è quasi del tutto disatteso, ma nella sua assenza  si  ha la pretesa di genere dei figli. Figli  che, con molte probabilità avranno anche il carico di far  essi stessi da genitori. Almeno per i primi tempi.   L’uomo, nel senso di umanità, anela disperatamente a rapporti sinceri, a  porti sicuri  in cui potersi  riposare. La paura dell’abbandono ci porta a sopportare l’inenarrabile purtroppo con esiti nefasti. Prima l’ascolto,  poi la cura e infine  la disciplina personale sono i mezzi con cui ogni individuo può crescere  e riconciliarsi con sé  stesso e con il mondo . Ora, vogliamo parlare degli asili nido notturni?, degli abusi di psicofarmaci, dei sistemi sanitari che pensano al PIL? o di politiche sociali  incuranti dello sradicamento svolte da professionisti  da recuperare a loro volta? In realtà  oggi è il caso di parlare di politiche economiche e sociali  tossiche  per l’umanità intera pensate da èlites convinte di esserne esenti. Auguri a tutti noi.

  • illupodeicieli

    Premetto che non so bene come stanno le cose, almeno circa i dati cioè il numero delle donne uccise , né se è vero che queste vengono ammazzate o picchiate per lo più da parenti stretti o ex, né se è vero che , ad esempio, in Gran Bretagna avverrebbe il contrario ovvero sarebbero gli uomini vittime : in ogni caso , credo che alcuni modi di comportarsi , nell’ambito familiare e sociale, sono stati voluti da scelte commerciali.

    Torna comodo che un uomo si dedichi alla cura dei figli, cambiando i panni o lavando i piatti o il pavimento, se ad esempio la moglie è impegnata al lavoro o va in palestra.
    Cioè è la società stessa che impone , con la persuasione degli spot e dei film, con gli articoli sui media o nei talk show, un modo di vivere diverso da quello che prevedeva di mangiare o sedersi a tavola, dopo i genitori , e sopratutto dopo che aveva mangiato il padre. Per farmi un’idea più precisa vorrei disporre di altri dati .
  • Quantum

    In Italia ci sono solo di affetti da disturbo di personalità borderline circa 500.000 persone per il 98% donne di cui censite e sotto cure farmacologiche per gravi atti di autolesionismo solo 120.000.

    Le border hanno tra i sintomi paure immaginarie, instabilità emotiva, personalità frammentata e un’alta propensione alla violenza e l’aggressività, che esercitano il più possibile di nascosto, salvo poi cercare di apparire loro le vittime.
    Un ragazzino mio sottoposto in un’azienda dove lavoravo aveva un fidanzata con questa sindrome, l’ultima volta che li vidi insieme lei gli stava prendendo a colpi di stampella il cofano dell’automobile per motivi assolutamente futili.
    Un mio amico ha fatto un figlio con una donna in queste condizioni, mi raccontava di padelle lanciate solo perché si permetteva di consigliarle una spezia, atti di sadismo vari del tipo che se lui ritardava a raggiungerla a letto lei si masturbava per potergli dire che si sentiva trascurata ed era costretta a fare da sola. E tentativi di avvelenarlo e poi botte e pugni (lei li dava a lui ovviamente), fino all’ultima volta che ha tentato di accoltellarlo.
    Ora sono in giro per tribunali per l’affido del figlio, e lei continua a fare la vittima dando dell’ossessivo e violento all’ex compagno.
    E ci sono ancora narcisiste patologiche, bipolari, schizofreniche a volontà. Come ce ne sono anche tra gli uomini è ovvio. Ma io in qualche anno di studi di neuroscienze, e sentendo molti amici psicoterapeuti, dico che non ci siamo proprio con le statistiche.
    Poi dicono che gli uomini di oggi hanno paura delle donne. E minkia lo credo bene, mettetevi una borderline in casa e vedrete come la vita vi diventa interessante.
  • Vocenellanotte

    Però cadi nel trabocchetto ideologico di chi propugna l’intercambiabilita dei ruoli quale dato di partenza. Insomma la teoria gender.

    Siccome una volta la famiglia era patriarcale perché l’uomo dominava la donna, oggi che l’uomo non domina la donna (direi che ne è schiavo), siamo tutti uguali e per dimostrarlo . . .  Utero in affitto, fecondazione eterologa e omologa, congelamento dei gameti, e via discorrendo strumentale alla schiavizzazione delle classi subalterne.
  • Holodoc

    " … Il "delitto passionale" in genere non è del mammone, ma di chi gioca un
    po’ troppo a sognare di essere Rambo o Easy Rider e quindi ha una
    abitudine ormai compulsiva all’uso della violenza come soluzione del
    conflitto non solo nell’intimità ma sempre e non solo occasionalmente ma
    di continuo. …
    "

    Quoto in pieno.

    E non è affatto vero che il "femminicidio" è un’invenzione recente, anzi, una volta era socialmente accettabile. Lo dimostra in fatto che una volta i "delitti d’onore" erano puniti meno pesantemente degli altri omicidi.

    E riguardo ai duelli, non servivano a contendersi l’amore di una donna, servivano a difendere solamente l’onore offeso del marito.
    Una volta, come la vuoi mettere, SI UCCIDEVA PER DIFENDERE l’ONORE.
    Se vi sembra un buon motivo per morire… fate voi.

  • Vocenellanotte

    Quoto

  • venezia63jr

    Non c’e’ niente di strano, e’ la natura che si ribella al nuovo che avanza.

    Tutto quello che causa conflitti e dissidi deve sparire, per raggiungere
    la pace nel mondo.
    Hanno iniziato con il fare sparire le religioni, le civilta’, le guerre su larga
    scala, i confini, le differenze razziali, ormai l’uomo non serve piu’ a nulla,
    le macchine possono sostituirlo, l’uomo pu’ essere ricreato in laboratorio,
    migliorandolo, uomini e donne per la scienza siamo d’impaccio ed allora
    se iniziamo a ucciderci fra di noi facciamo un favore.
    Poi i posteri si chiederanno come ha fatto a sparire una civilta’ cosi’
    evoluta.
  • adestil

    ma che dice questo?

    intanto bisogna dire che una delle società più femministe del mondo,gli USA,
    la pensa molto diversamente e non ritiene la donna affatto una vittima..anzi..
    Il nostro becero tentativo di far apparire la donna vittima della brutalità dell’uomo non so bene cosa nasconde forse aizza le donne a rompere la famiglia e lasciare il marito ad ogni più lieve tentativo anche di alzare la voce..
    come dire,donna sei una vittima,ribellati ti aiutiamo noi,se non ti ribelli sei cretina e doppiamente vittima..
    se una volta alza la voce(anche se la alzi 100volte tu,puoi farlo sei donna)
    un giorno potrebbe ucciderti te e i tuoi figli,quindi scappa e lascialo e denuncialo ora che sei in tempo..tanto poi la giustizia lo condannerà e ti pagherà anche gli alimenti a te ed ai figli e poi magari ti rifarai una vita con uno dei tanti negri che preleviamo coi barconi..a cui daremo un lavoro magari di traduttore nei centri di recupero oppure come lavoro socialmente utile..
    mentre i bianchi rischiano di perdere il posto..o l’hanno già perso
    quelli occhio donna poi se ti picchiano i negri magari musulmani però devi capirli purtroppo vengono da altre usanze ,li le donne le amano cosi’,prima o poi li civilizziamo,non venire a lamentarti da noi perchè sei donna si ma l’altro è negro e quindi tu diventi razzista..e non ti spetta più nulla,manco la nostra comprensione,noi che ti abbiamo aiutata a liberarti del maschio bianco violento
    occhio donna..
  • adestil

    per dire come questa operazione di demonizzazione del maschio parte sin dai più alti livelli istituzionali e tutti i media di massa ne sono coinvolti

    nasconde appunto il tentativo di rompere il nucleo familiare italico per crearne un ibrido un melting pot senza identità e più facile da controllare per il potere..

    ultimamente hanno aggiunto due canali tv8 e tv9 e spesso ricsotruiscono omicidi tra amanti,in famiglia,per strada etc..negli USA
    ebbene con una percentuale nettamente superiori di assassine donne..
    hanno si meno forza ma usano intelligenza,commissionano gli omicidi o usano veleni..senza dire che negli USA donne come uomini usano le armi e quindi davanti alle armi non ha senso la forza..

    quindi  una delle società più femministe del mondo,gli USA,
    la pensa molto diversamente e non ritiene la donna affatto una vittima..anzi..
    poi mi sono reso conto che anche noi avevano un programma simile
    visto a volta di straforo a scopo speculativo
    ”amore criminale”
    ebbene mi sono andato a vedere un pò di titoli nelle bacheche dei programmi ed hanno al 99% mostrato casi di uomini che uccidono donne..
    cos’è solo da noi succede o c’è qualcosa che non torna?
    Notare poi che mentre quando un uomo uccide una donna costui viene dipinto come assassino brutale e senza pietà
    quando una donna uccide un uomo si dice che o non ce la faceva più per i soprusi,o è depressa(spesso post partum) ed ogni sorta di scusanti..
    le stesse usate quando la donna elimina i suoi pargoli(la depressione post partum inventata proprio da questo sistema per giustificare l’atto di violenza pure che la donna compie contro i suoi figli)
    negli USA un giudice ha assolto ad una donna che aveva picchiatocon forza  con un bastone  un collega sul luogo di lavoro   perchè l’ha fatto durante il periodo mestruale ,che secondo il medico di questa donna erano particolarmente dolorose e stressanti,quindi  il giudice individua come causa   ormoni scombussolati e non  la donna considerata in quel momento temporaneamente incapace di intendere e di volere..e quindi non responsabile..
    si arriva a questi eccessi da parte di taluni..
     
    poi da notare come molti hominicidi non arrivano alla stampa nazionale ma solo a quella locale..mentre i femminicidi subito guadagnano la platea nazionale..
    questo è un altro segno chiaro del disegno dall’alto…
    me ne sono accorto la prima volta alcuni anni fa quando nella mia città una donna avvelena con veleno per i topi l’amante..che muore..
    rimane nelle notizie locali nonostante la particolarità dell’uccisione..
    ed un  altra volta che una donna uccide il marito con una accetta alla schiena per gelosia..
    niente giornali nazionali..
    pensavo fosse un caso poi mi sono reso conto che tante notizie anche di altri città di uccisioni di uomini da parte di donna,venivano censurate..
    ecco quindi che anche nella persona più oggettiva si ancora la convizione della brutalità del maschio e vittima la donna..
    sfido chiunque a chiedere ad un uomo se  sono più donne che uccidono uomini o viceversa..
    figuriamoci chiederlo alla donna..
    ed invece la realtà è ben diversa..
    potenza dei media asserviti alle elite
     analogo comportamento avviene quando un clandestino uccide un italiano o peggio violenta le assistenti e psicologhe ,spesso violentate nel silenzio anche da minorenni in gruppo..e tacciono per non perdere il lavoro precario..o per paura che qualche giudice dica che li ha provocati sessualmente 
    rimane nella stampa locale..
    se invece un italiano picchia,magari per reazione o difesa,un clandestino violento ed aggressivo(come successo nelle marche poco tempo fa)
    arriva la boldrini in persona a fare la morale sulla povera vittima immigrata e la cattiveria dell’uomo bianco..
  • adestil

    quindi l’uomo bianco è il cattivo per antonomasia..

    poi viene la donna bianca vittima del primo
    poi l’uomo negro/clandestino il più buono ed innocente e vittima di tutti
    (la donna nera invece non viene considerata ,non la si vede proprio,non viene manco imbarcata sui barconi,e  il marito nero la uccide e la maltratta,mi riferisco a quelle nate in Italia,che poi sono le uniche presenti,sono affari loro,infatti in questa nuova società che vuole l’elite non deve essere la donna nera a legarsi con l’uomo bianco ma la donna bianca a legarsi con l’uomo nero per il semplice motivo che è l’uomo il logos che crea e difende i valori e gli ideali,quindi avere un nucleo familiare con uomo bianco donna bianca o uomo bianco donna nera non cambierebbe nulla ai fini di creare una razza senza valori ed ideali ,diritti etc..  l’uomo negro clandestino non ne ha da quando la sua razza fu privata dei suoi padri già ai tempi della tratta dei neri ben anteriore di quella per mano europea)
    si fa di tutto per distruggere il nucleo familiare europeo…
    fino a licenziare i bianchi per mettere i clandestini (anche se a basso prezzo 
    ma tanto potrebbero dargli anche lo stesso stipendio visto che poi non gli darebbero welfare e ferie e diritti,che non sanno manco cosa sono..non avendo mai combattuto per quei diritti,cosa che hanno fatti invece i bianchi)
    bisogna anche sfatare il mito del buon selvaggio,sebbene aizzati dai bianchi,nella guerra utu-tutzi furono uccisi a colpi di macete oltre 1.5milioni di persone,nessuna razza avrebbe potuto tanto,senza quella dose di aggressività e violenza che solo le razze suddette possono esprimere..
    i tedeschi ammettendo che abbiano fatto un analogo numero di morti nei campi di concentramento hanno dovuto usare ogni tipo di tecnica dal gas,alle armi etc..
    questi l’hanno fatto all’arma bianca..
    mentre sul mito del bianco schiavista,senz’altro vero,ma con altrettanti se non superiori maestri..
    infatti grandi schiavisti erano i cinesi che li andavano a prendere in Africa
    ma i primi grandi schiavisti erano i negri  dell’ovest
    che deportavano a milioni altri negri dall’est (dalle stesse cose da cui li prendevano gli americani)
    senza parlare degli arabi musulmani che ancora oggi schiavizzano i negri 
    e senza dire che da sempre anche tra bianchi c’era il padrone e lo schiavo
    o pensate che le piramidi le hanno costruite i 4 gatti di egiziani..
    pochi dicono che l’egitto cosi’ come roma cosi’ come tutte le grandi civilità basavano il loro potere sulla schiavitù altrimenti non c’era modo di costruire grandi città,opere imponenti ,etc..
    se avessero dovuto pagare per quel lavoro prestato nulla sarebbe stato possibile…ed oggi non avremmo quelle grandi opere..
    era cosi’ anche nel medioevo ma si chiamava servitù,come i servi della gleba che venivano venduti insieme al terreno..
    ed anche oggi ,dopo l’avvento della rivoluzione industriale,si assiste ad una schiavitù salariata..
    altrimenti come farebbero pochissime famiglie ad avere tutti quei beni ed a controllarli come fa un pastore con le proprie pecore grazie ai proprii cani?
    non sarebbe possibile senza la schiavitù,reale o simbolica cambia nulla..
    anzi la seconda è più infida..
    infatti prima i negri cercavano di scappare e togliersi le catene..
    oggi vengono dal padrone con tutti i mezzi a rischio della vita
    ed si metterà lui stesso le catene invisibili e per questo molto più strette 
    e difficili da togliere..
    direi che tutti quegli schiavi fuggiti o liberati oggi tornano dal proprio padrone..
    direi proprio che non sanno stare senza..un pò come lo Zio Tom..
    alla ricerca sempre dello Zio Sam..che oggi è l’elite dominante
    in passato lo sono stati gli egizi,i romani,i greci,cinesi..e gli schiavi erano la principale ricchezza..
    se poi penso all’India e le sue caste e i pariah,i senza casta,ossia gente che viene pagata per la sua manodopera,ma in maniera studiata,talmente poco,un poco calcolato,in modo che nulla riescono a mettersi da parte,senza lavorare un giorno non saprebbero cosa mangiare o bere e morirebbero …
    sono schiavi per definizione,ma senza essere ritenuti in catene,senza che scappino che odino il padrone,anzi lo cercano per vivere..
    lo vogliono vivo non morto,perchè la sua morte non darebbe loro da mangiare..
    non hanno tempo per pensare ma solo per fare figli che poi saranno pariah
    l’India è di fatto la nazione più razzista di tutte..e le caste il sogno di ogni società schiavistica..
    dove gli schiavi non possono elevarsi possono solo lavorare riprodursi e morire come animali come buoni (tranne in india dove sono sacri!)
    etc,..
  • natascia

    Nella tua sensata analisi non consideri la progressiva robotizzazione del lavoro bruto. La stessa che permetterà la costruzione di ogni tipo di piramide senza sforzo umano. La schiavitù umana è sempre un fatto mentale con risvolti fisici non trascurabili, basta osservare la nostra scuola pubblica. Molta strada e’ stata fatta anche in India e certi pensieri un tempo nemmeno potevano essere concepiti. Concordo sul fatto che l’attacco all’uomo bianco è colossale. Resta comunque il ricordo e l’esperienza di tempi in cui si lottava, o si credeva di farlo, per il nostro tempo, il nostro tenore di vita con esiti positivi.  La questione  femminile è annosa. La società dei consumi ha puntato sulla frivolezza  femminile, e tuttora lo fa, sulla sua emotività affinché tralasciasse  le cure domestiche in nome di una inutile e dannosa uguaglianza.  Una società dei consumi  che ha tutti gli interessi alla  distruzione finale dell’istituto familiare. Oggi è impensabile un ritorno in seno familiare della femmina, essere purtroppo molto calcolatore.  Quindi non resta che una presa di coscienza maschile  di tale valore assoluto  per la salvaguardia della società, certo temporanea, ma necessaria.