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CHI SPERA, CHI SPARA

DI MARCO TRAVAGLIO

ilfattoquotidiano.it

Forse esagera Gherardo Colombo, sopraffatto dall’emozione per l’assassinio dell ’ ex collega e amico Ferdinando Ciampi, quando collega la sparatoria di ieri al Palazzo di Giustizia di Milano al “brutto clima ” che si respira intorno alla magistratura. Ma il folle ragionamento che ha portato il killer Claudio Giardiello a incolpare per la sua bancarotta non se stesso, ma il giudice, il pm e il coimputato-testimone, e a scaricare su di loro il piombo della vendetta, non è inedito né isolato. Sono trent ’ anni che qualunque potente finisca alla sbarra per i propri delitti se la prende regolarmente con i magistrati che l ’ hanno scoperto, invece di guardarsi allo specchio e battersi il mea culpa sul petto

E siccome gli imputati eccellenti possiedono giornali e tv, o hanno amici che li possiedono, o avvocati in Parlamento, o magari vi siedono essi stessi, sono riusciti a dirottare l ’ attenzione dai crimini e da chi li commette verso i pm che li smascherano e i giudici che li processano. Da dove nasce l ’ ossessione con – tro i magistrati, i pentiti, i testi – moni e le intercettazioni, che ha prodotto una raffica di leggi per smantellare i più preziosi stru – menti di indagine e di raccolta delle prove, se non dall ’ ansia di una classe dirigente ad altissimo tasso criminale di liberarsi del controllo di legalità per delin – quere indisturbata?

È la stessa radice “ culturale ” che ha appena prodotto la legge – unica al mondo – sulla responsabilità civile dei magistrati, che consente a qualunque imputato (nel pena – le) o denunciato (nel civile) di chiedere i danni allo Stato – senza filtri di ammissibilità – per qualsiasi decisione sgradita del suo giudice, nella speranza di costringerlo ad astenersi, cioè di sbarazzarsene al più presto e di trovarne un altro più morbido o più spaventato.

Il killer Claudio Giardiello non disponeva di questi strumenti per spaventare i suoi giudici. Non aveva un partito alle spalle, né avvocati famosi e/o parlamentari, né tv o giornali dispo – sti a scatenare campagne mediatiche a suo favore. Non poteva contare su una maggioranza parlamentare pronta ad approvare mozioni sulla nipote di Mubarak. Né sguinzagliare 150 fra deputati e senatori per cingere d ’ assedio il Palazzo di Giustizia di Milano, come fecero gli eletti del Pdl l ’ 11 marzo 2013, prima con un s i t- i n sulla scalinata e poi con l ’ ascesa in massa fino all ’ aula di Tribunale al quarto piano, dove si celebrava una delle ultime udienze del processo Ruby. Chissà se quell ’ indegna gazzarra è tornata in mente al cosiddetto ministro dell ’ Interno Angelino Alfano. Il quale, due anni fa, guidava la falange berlusconiana all ’ assalto del tribunale milanese.

E ieri balbettava, alle prese con l’ennesima catastrofe della sicurezza nazionale nello stesso identico edificio. Il tutto, a due settimane dall’inaugurazione di Expo nella stessa identica città, Milano, che dovrebbe essere la più presidiata d’Italia, dopo le ricorrenti minacce dell’Isis in vista dell’evento. Il fatto poi che a garantire la sicurezza (si fa per dire) del Palazzo di Giustizia di Milano – come di quasi tutti quelli del resto d’Italia – sia una ditta di vigilanza privata aggiunge un tocco di tragicommedia al tutto.

Pochi lo sanno e molti l’hanno scoperto ieri: ma da anni non sono più i carabinieri e le altre forze dell’ordine a presidiare i tribunali. Sono imprese di guardie giurate a cui lo Stato (si fa per dire) ha deciso di appaltare il servizio di sorveglianza dopo averlo “esternalizzato”. Esattamente come ha fatto con il servizio delle intercettazioni, affidato a ditte private, da cui lo Stato affitta ogni anno le apparecchiature con costi esorbitanti (senza contare quelli che impongono le compagnie telefoniche allo Stato concessore incapace di imporre loro il servizio gratuito).

Salvo poi scoprire, per esempio, che il manager della milanese Research Control System, appaltatrice delle intercettazioni delle Procure di Milano e di Palermo, aveva rubato la bobina di un colloquio segretato tra Fassino e Consorte e l’aveva donata a Berlusconi per il Natale del 2005, e soprattutto per la campagna elettorale del Giornale del 2006. La stessa fu poi incaricata di distruggere le intercettazioni Mancino-Napolitano sulla trattativa Stato-mafia il 22 aprile 2013, dopo la sentenza della Consulta. Con quali garanzie di segretezza, meglio non pensarci. È la privatizzazione strisciante della giustizia e dell’intero Stato, che accomuna i governi degli ultimi anni, di destra e di sinistra, politici e tecnici, all’insegna –tutta da verificare –del risparmio e dell’efficienza. Chi ha mai condotto una seria analisi del rapporto costi-benefici dell’esternalizzazione del servizio di intercettazioni e, soprattutto, di vigilanza nei tribunali?

Davvero ingaggiare dieci o venti contractor costa meno che piazzare agli ingressi altrettanti carabinieri o poliziotti? E come vengono scelte le imprese appaltatrici dai Comuni e dal Viminale?

E queste con quali criteri assumono il personale?

Siamo sicuri che, a vigilare sulla sicurezza e sull’incolumità di magistrati, avvocati, testimoni, imputati, parti civili, collaboratori di giustizia, uomini delle scorte e personale ausiliario, non ci sia qualche mafioso o qualche amico degli amici?

O, più semplicemente, qualche travet con la divisa e il pistolone che ama giocare alla guerra ma, al primo cenno di pericolo, corre a nascondersi al cesso o sotto un tavolo per portare a casa la pelle? Per queste ragioni, alcuni anni fa, i pm di Palermo si ribellarono alla proposta di privatizzare la sicurezza del loro Palazzo di giustizia, che infatti è uno dei pochissimi ancora presidiati dall’Arma.

Di questo si dovrebbe discutere al Csm, in Parlamento e in Consiglio dei ministri, ora che si chiude il pollaio quando la volpe è entrata. E con la massima naturalezza è riuscita là dove avevano fallito persino i terroristi e i mafiosi: fare strage in un’aula di tribunale.

Marco Travaglio

Fonte: www.ilfattoquotidiano,it

10.04.2015

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Capisco Travaglio che di mestiere fa sostanzialmente il cronista giudiziario.
    Senza adesso voler per nulla entrare nel merito e senza il alcun modo voler giustificare o coprire un qualsiasi omicidio o uccisione, ormai però da anni ho abbandonato il luogo comune che suona:

    «ho fiducia nella magistratura, nei giudici, nella Giustizia…»

    nel suo contrario che suona:

    «NON ho fiducia nella magistratura, nei giudici, nella Giustizia…».

    Perché mai?

    Bene che vada i “Giudici” non sono essi stessi i creatori del diritto, ma i suoi esecutori in nome del Popolo italiano.

    Ma chi fa le leggi?

    Sono quelli stessi che siedono in parlamento, autentici ceffi, di cui in buon numero appartengono a categorie professionali come: giudici, professori ordinari, avvocati, giornalisti… e qualche rimasuglio che corporativamente conta poco o nulla.

    Ed il popolo?

    Quale popolo?

    Esiste? Lo si vede? E quando? Dove?

    Dunque, ripeto senza nessuna giustificazione dell’accaduto, io preferisco pensare agli innumerevoli imprenditori o lavoratori suicidi piuttosto che a quelli che preferiscono essere “omicidi” piuttosto che “suicidi”…

    La materia è tuttavia delicata e non pretendo di aver dato qui un giudizio definitivo e indiscutibile. Perché poi ci si scandalizza tanto assai (a rete unificate e in un martellante succedersi della stessa notizia) per il gesto “omicida” di un uomo rovinato e si ignorano del tutto i tanti “suicidi” che la crisi produce ogni giorno?

    La cosa mi puzza…

  • haward

    E sì, povera magistratura che non conta nulla, in Italia, ed è costretta a
    subire torti ed angherie a ripetizione dalla casta dei politici corrotti,
    incapaci e ladri! Infatti i presidenti della Repubblica e del Senato, tanto per
    rimanere alle due prime cariche dello Stato, che mestiere facevano? E i Casson,
    i Violante, le Finocchiaro, i Di Pietro, i Mantovani, gli Imposimato, i De
    Magistris? Per non parlare di quanti magistrati in aspettativa o in
    pensione occupano ruoli decisivi in più di un ministero ad iniziare,
    ovviamente, da quello di Grazia e Giustizia.

     

  • Evitamina

    Tra le cose più interessanti che ho trovato in questo post:  È la privatizzazione strisciante  della giustizia e dell’intero Stato,  che accomuna i governi degli  ultimi anni, di destra e di sinistra,  politici e tecnici, all’insegna –tutta da verificare –del risparmio  e dell’efficienza. Chi ha  mai condotto una seria analisi  del rapporto costi-benefici  dell’esternalizzazione del servizio  di intercettazioni e, soprattutto,  di vigilanza nei tribunali? 

    Questa mi sembra una interessante domanda, circa 9 anni fa la trasmissione "Report" si era occupata del rapporto, costi benefici delle esternalizzazioni in genere, in questi 7 minuti quello che è venuto fuori.  https://www.youtube.com/watch?v=_ZCQ-cpXOZU
    Ai magistrati che dire, siete uno dei poteri dello Stato, se la maggioranza di voi la pensa come Travaglio, che da anni governi di destra e sinistra, hanno fatto un po quello che hanno voluto, rispondete alle vostre coscienze, forti del potere che vi è stato conferito.
  • Neriana

    Girovagavo nei forum di Difesa, e uno dei problemi che assurgeva era la professione militare. Una mole di persone non piu idonea alla guerra, che per questo con diritto alla pensione anticipata. Mi chiedo, ma non possono essere messi a presidiare i tribunali o altri luoghi sensibili visto che hanno comunque uno stipendio?  La spending revue non puo’ contemplare la mobilità di questi soggetti per professioni attinenti alle loro competenze senza spendere per vigilantes privati ?

  • Neriana

    Prima ho espresso un pensiero di ordine economico….ma sapendo come funziona la Giustizia,( ad esempio ad Amanda Knox) ,  non penso che sia lontano il tempo in cui si renda necessario farsi giustizia da soli. D’altra parte stiamo vivendo i tempi di decivilizzazione.

  • Hamelin

    Piu’ che altro si dovrebbe discutere sul perchè la gente si suicida poichè lo Stato gli ruba la vita .

    Personalmente mi aspettavo di assistere a un caso come questo già da parecchi anni.
    Perchè non tutti si suicidano.

  • RenatoT

    Già…

  • BillyMartini

    Travaglio, ancora colla solita tiritera: " … E’ tutta colpa di Berlusconi!"

    Ma basta … con tutti I milioni che hai messo via cavalcando l’ onda dell antiberlusconismo sarebbe anche ora che, se non hai nulla di interessante da dire, te ne stai un po’ muto.

    Tra l’ atro, oso anche notare in questo noioso articolo un perbenismo da ballatoio che non ha nulla a che vedere col giornalismo. Forse che, a parte il caso specifico (nessuna offesa contro il povero estinto) di cui tu fai un caso generalizzato, tutti I giudici sono dei poveretti tartassati ‘dalla politica’ che si battono indefessi contro il crimine e la corruzione? Che bello! Finalmente abbiamo individuate I Buoni della storia.

    Ma allora come mi spieghi le innumerevoli assoluzioni dei vari politici e accoliti che hanno permesso all Italia di essere e continuare ad essere in mano alle varie mafie col colletto bianco, sempre di piu da mani pulite in poi. Ci saranno e ci sono di sicuro anche giudici onesti, ma il tuo articolo categorizza la questione a livello da fumetto Marvel – i buoni che si battono contro il Male. 

    Tra centinaia di esempi cito solo Buzzi, assolto e riassolto anche con evidenza lampante di reato. Tutti santi, I giudici, e la colpa e’ sempre del Cavaliere. Complimenti a Travaglio per la profondita’ dell analisi e dell indagine giornalistica.








  • giosinoi

    Concordo tue affermazioni

  • rebel69

    Quoto, tutto il resto è menare il can per l"aia.Teavaglio insegnava agli italiani a non guardare il dito ma la luna che il dito indicava e su questo articolo parla solo del dito.

  • Georgejefferson

    Un omicidio e’ sempre da condannare per principio di civilta, a mia opinione.

    Detto questo un caso dei tanti non mostrati dai media:

    De Benedetti / Prodi / Infostrada.Dove erano i giudici coscienziosi e coraggiosi?

    E poi , i giornalisti?

  • mincuo

    La giustizia Italiana è al 140° posto su 168 Paesi. E in Europa spende solo meno della Francia. Stranamente per giustizia si parla sempre negli articoli solo di quella penale, ma è quella civile la più importante in una società. In Italia non c’è nessuna certezza. Qualunque impresa, qualunque società, appena può costituisce la sede legale in un altro Paese, ed ellegge quello foro competente. Non per "evadere" ma per non avere processi di 15 anni, fatti da incompetenti   che mirano però a succhiare tutto quel che si può da un attivo. Quelle che non possono, e i privati, vengono presi in mezzo in questa lotteria dell’orrore, dove non c’è certezza di niente, nè del diritto, nè dei tempi.
    E questa casta si è sempre opposta a qualunque riforma, che non era sulla sua "indipendenza" che poi è arbitrio assoluto,  ma sulla sua efficienza.
    Guadagnano come i politici di cui parlano, e non lavorano. Non hanno avanzamenti di merito, ma scatti automatici di carriera.  Sono divisi in cosche da sempre, spesso rivali, il cui scopo non è certo la giustizia ma la difesa di privilegi e sempre attaccati a qualche carro politico, di cui fanno parte e in cui fanno carriera e che a seconda blandiscono o minacciano. Di giudici che hanno continuato imperterriti la carriera si trovano perfino pedofili colti in flagrante. Quando sbagliano rovinando società e famiglie intere non pagano mai. Qualunque abuso è coperto da loro stessi. Se ne sono fatti un baffo degli Italiani per decenni,  che avevano votato un referendum sulla responsabilità civile. Hanno condotto e distorto la politica di 50 anni a loro piacimento, chiudendo gli occhi per gli uni e tenendoli apertissimi per gli altri. Travaglio non si è accorto di tutto questo. Anche lui d’altronde ci campa su questo.

  • zingaro

    Non so chi sia il signor Claudio Giardiello, se sia  un imprenditore onesto o se veramente abbia fatto una bancarotta fraudolenta. Però so, che se tutti gli imprenditori onesti, che credendo e ponendo fiducia nelle istituzioni hanno creduto di essere i fautori del loro fallimento e quindi si sono suicidati, avessereo veramente compreso "cosa" li ha portati al fallimento e che le istituzioni sono complici e colpevoli (se pure nelle singole persone ignare di cosa sta accadendo e del fatto che vengono usati per fini a loro sconosciuti e ben celati) avessero ucciso un avvocato e un giudice ci sarebbero molti validi imprenditori vivi e molti posti di lavoro vacanti nei tribunali (anche perché capendo, queste istituzioni chi le difenderebbe più?).

    I poteri forti hanno deciso di fare la guerra al genere umano, usano i governi e le istituioni come (ignari) alleati (quindi complici). Siamo in guerra, "dobbiamo" difenderci e se per difenderci dobbimo uccidere uccidiamo. La guerra è guerra, vince chi resta vivo, non chi butta la palla in rete.

    Se il signor Giardiello è un imprenditore onesto che ha reagito nell’ultimo modo possibile per difendersi (cosa che presumo ma della quale non posso esserne certo) io lo propongo come "Eroe della resistenza"

  • Gracco

    Anch’io non conosco il signor Claudio Giardiello, conoscevo invece Fernando Ciampi e so che era un giudice onesto, schivo e sempre desideroso di mediare tra le parti. Da bambino aveva perso la mano sinistra a causa di una bomba che esplose nel campo dove giocava. Lo ricordo chino a lavorare nel suo orto con una sola mano, come se ne avesse tre.

    Tu invece, senza conoscere né l’uno né l’altro, hai già eletto il primo a "eroe nazionale". 
    Tipi come te è meglio non incontrarli per la strada, sarebbe pericoloso…
    Ho sempre detestato gli anarchici, soprattutto quelli di destra.
  • zingaro

    Intanto rileggiti la frase, all’inizio c’è un "se" che implica un condizionale, poi il Giudice Ciampi, mano sinistra si, mano sinistra no, comunque era un soldato dalla parte sbagliata della barricata, complice (probabilmente inconsapevole, come ho premesso) dei poteri forti di cui non sto a precisare per non dilungarmi inutilmente, e in quanto soldato è solo carne da cannone, deve accettare di morire in ogni momento (cosa che può succedere ai dipendenti di una banca, di equitalia, del comune, ai poliziotti, finanzieri, carabinieri eccetera). Come dicevo siamo in guerra, ma non l’ho dichiarata io la guerra, nemmeno quelli come me (che poi sarebbero la maggioranza dei cittadini, la massa, il popolo), io ne ho solo preso coscienza.
    In questa guerra c’è chi usa armi sofisticate, e fa si che i nemici si suicidino, diventino poveri, vadano in galera, si diano le colpe loro stessi e si autopuniscano o accettino le punizioni a loro infitte come giuste e inevitabili. Chi invece non ha accesso alle armi sofisticate (perché non era sua priorità fare guerra a nessuno) si arrabatta con le armi che trova e i risultati sono questi. Come appunto titola l’articolo, c’è chi spera e chi spara.
    E’ vero, tipi come me è pericoloso incontrarli per la strada, ma solo se hai cattive intenzioni perchè per un "anarchico" (né di destra e né di sinistra perché gi anarchici sono apolitici, e qui si vede quanto ne sai di anarchia) come me è rivolto al bene comune e mira a risvegliare le coscienze (cosa pericolosissima di questi tempi)
    Comunque non te la prendere, tra coloro che ancora non hanno le idee chiare sei in buona  e abbondante compagnia. Abbi fede, arriverà il tuo turno.

  • Gracco

    le notizie su Fernando Ciampi le ho da mia diretta conoscenza, quelle sul suo assassino invece le devo attingere dai giornali, che ne danno un quadro non proprio edificante. Devo credere al Corriere della Sera? E’ il giornale che quattro anni fa mentiva spudoratamente su Gheddafi e un anno fa mentiva ancora spudoratamente sulla strage nazista a Odessa. E’ credibile su quanto riporta a proposito di Giardiello: bancarottiere, non semplice "fallito", ma ladro e imbroglione nei confronti dei suoi soci? per scrupolo, dovrei dubitare, perché chi mente una volta, mente quasi sempre, anche nella cronaca nera. Attenderò il processo, nel quale verrà in luce il vero volto di tale individuo e allora potremo emettere un giudizio definitivo sotto il profilo sociale e politico. Ironia della sorte, potrebbe succedere che in base alle leggi e alla procedura vigente questo "eroe" (così lo vedono certi  "combattenti" per la libertà e per la proprietà a lui affini) tra dieci anni sarà libero o semilibero di circolare per le strade, magari pentito e assolto dal suo confessore.

  • makkia

    Davvero pensi che se ognuno sparasse a un rappresentante dello stato si starebbe meglio?
    E quando vogliono sparare a te ti difendi da solo, presumo.
    Oppure no: magari tu conti su una sicurezza privata che, essendo pagata e dipendendo dalla propria efficenza per sopravvivere, sarebbe molto migliore di quella statale. Naturalmente idem per la giustizia, la scuola, la sanità, i trasporti…

  • zingaro

    All’attuale stato delle cose si.
    C’è una guerra in atto, tra alcuni poteri forti e la gente comune, i governi sono complici di costoro, quindi, coloro che lavorano per il governo o comunque dipendono dall’apparato statale, sono altrettanto complici.
    Se in guerra non uccidi il soldato che ti punta il fucile contro, lui uccide te. Quel soldato magari è una brava persona (senza la divisa), ma ti punta il fucile contro, vedi tu.

  • zingaro

    Appunto, è il quesito che mi sono posto anch’io. Siccome io non credo alla stampa mainstream per pertito preso (ormai me ne hanno fatte troppe, non gli credo più), ho solo ipotizato il caso che questo imprenditore sia un uomo onesto sopraffatto da un meccanismo che non conosce (come la stragrande maggiornza, di cui però nessuno parla).
    Ovvio, che se siamo davanti ad un iprenditore che voleva fare il furbetto del quertierin ed è stato preso con le mani sprche di marmellata… Eh no! Era nel torto ed era giusto che pagasse, anche se a condannarlo è il più becero degli esseri umani. Io non sono contro i giudici in quanto tali, fanno quello che pensano che sia il loro dovere in quello che credono sia il migliore dei modi (è la migliore definizione per quello che facciamo tutti, nel bene o nel male). Il problema appunto, sta nel loro dovere.