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CHI RIESCE A CAPIRE QUESTO GRAFICO ?

DI MIKE WHITNEY

counterpunch.org

Significa che gli Stati Uniti sono in mezzo alla fase di recupero post-crisi più scadente nella storia delle crisi economiche dalla seconda guerra mondiale ad oggi. “Ma come può essere?” potremmo chiederci, dopotutto la FED non ha mantenuto i tassi di interesse a zero per 7 anni consecutivi mentre allo stesso tempo innaffiava l’intero sistema finanziario con più di 4000 miliardi di dollari?

Senz’altro hanno fatto tutto questo, ma ciò che essi definiscono stimolo monetario ha fallito nel far risollevare l’economia dal suo languore e produrre la robusta ripresa promessa e ripromessa ad nauseam. Al contrario, il PIL Statunitense si è trascinato su un 2,2% dal 2009 ad oggi, marcatamente al di sotto del 3,6% che è il dato medio dei precedenti 60 anni. Conclusione: non c’è modo che l’economia esca da una fase di stagnazione a lungo termine a meno che le decisioni politiche non cambiano radicalmente di segno. Diamo una occhiata a questo grafico che illustra i risultati dell’operato della FED, tratto da un articolo del Fortune:

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Ed il commento dello stesso Fortune:

“Come possiamo notare le revisioni, in generale, mostrano dati che marcano una crescita post-recessione ben più anemica del previsto. Dal 2011 all’anno scorso, l’economia USA, in media, è cresciuta solo del 2% annuo, molto al di sotto della media post bellica di oltre il 3% annuo”. (da:The post-recession economy is worse than we thought, Fortune).

Difficile a credersi, non è vero? Difficile credere che la FED possa scaricare 4000 miliardi di dollari nel sistema finanziario e non colpire nemmeno l’obiettivo della soglia del 2% di inflazione? Come può essere? Credevo che più soldi in circolo generassero maggiore inflazione? Mi sbagliavo?

Si e no. Le politiche della FED, infatti, hanno creato inflazione, semplicemente non il genere di inflazione che riflette un intensificarsi dell’attività economica. Ciò che la FED ha creato è inflazione degli assets finanziari, facendo lievitare i prezzi di azioni e obbligazioni, cosa che ha portato ad instabilità finanziaria e difficili periodi di riaggiustamento. Lo S&P è più che raddoppiato dal 2009, il Dow Jones è addirittura triplicato. I prezzi delle azioni sono balzati alle stelle e gli speculatori di Wall Street hanno guadagnato alla grande. Solo i “poveri scemi” che lavorano non hanno beneficiato delle politiche della FED perché di quei soldi nulla ha raggiunto l’economia reale, ovvero il luogo dove potrebbero anche servire. Al contrario, resta tutto congestionato nel sistema finanziario stesso, gonfiando una bolla dietro l’altra.

Ecco una rappresentazione grafica dell’operazione di pompaggio denaro della FED:

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Fonte: MarketOracle.co.uk

Notiamo come la linea nera schizza alle stelle ad ogni nuovo giro di alleggerimento quantitativo? Così funziona la misura della FED. I ricchi diventano tranquillamente più ricchi mentre la gente che lavora cerca di barcamenarsi tra meno ore di lavoro, salari peggiori, spese sanitarie più care e zero risparmi per la pensione. E ci meravigliamo se Bernie Sanders ha ottenuto il suo bel seguito?

Adesso se guardiamo il grafico con attenzione possiamo notare che la FED ha smesso di pompare denaro nel sistema nell’Ottobre 2014, un anno e mezzo fa circa. Da quel momento i prezzi sono saliti ulteriormente, fatto che dovrebbe riflettere accuratamente solidi fondamentali sottostanti questo valore. Chi mai ci crederebbe?

Nessuno, che i prezzi azionari attuali sono bolle gonfiate lo sanno tutti. Infatti la FED non può nemmeno iniziare a dire “stringere” senza mandare i mercati direttamente in picchiata. Ad esempio a Dicembre, dopo ripetuti e straripetuti annunci dell’intenzione di alzare i tassi di miseri 25 punti base, la FED li ha alzati solo la metà di questa percentuale, un intero punto percentuale sotto il tasso di inflazione corrente (altro non significa che la FED sussidia la il prestare). Anche così, i mercati hanno avuto un colpo che li ha mandati giù rotolando nel peggior inizio nuovo anno finanziario nella storia.

Perché?

Perché tutti sanno che i prezzi sono falsi. Tutta schiuma montata dagli interessi zero e dall’alleggerimento quantitativo (QE), tutto, ma proprio tutto. E non c’è un possibile fondo che si possa toccare per fermarsi, ecco perché la FED è in apprensione, perché se il mercato fa un movimento inatteso e i prezzi dell’azioni vanno in caduta libera non si può sapere dove andranno ad atterrare. Potremmo assistere al crash del secolo in poche settimane. Nessuno può dirlo.

Un articolo eccellente sulla tematica è apparso poche settimane fa su Yahoo, l’articolo si intitola: “La FED è la causa del 93% di tutte le operazioni di borsa dal 2008 ad oggi”.

Secondo l’analista economico Brian Barnier, i prezzi azionari hanno raggiunto tali livelli stratosferici perché “La Federal Reserve si è messa a inondare di dollari i mercati finanziari attraverso l’acquisto di obbligazioni”.

Ok, ma se la FED è responsabile del 93% della festa, quanto devono abbassarsi i prezzi affinché riflettano veramente i fondamentali?

Molto e a lungo, più di quanto chiunque possa immaginare. Ecco perché la FED non ha venduto e probabilmente mai venderà nessuno dei 4500 miliardi di titoli finanziari attualmente sul suo bilancio. Sono troppo preoccupati che gli investitori possano interpretarlo come un segno che la FED ha deciso di smettere di fare da stampella ed imboccare i mercati, fatto che innescherebbe un circolo vizioso di vendite compulsive. In parole povere la FED non ha altra scelta che tenersi un bilancio interno gonfiato fino al giorno del giudizio o oltre.

Tornando alla questione iniziale: come mai i prezzi delle azioni hanno continuato a salire quando, nel 2014, la FED ha interrotto le sue operazioni di pompaggio di liquidità?

Risposta: I Buybacks (pratica di vendere e ricomprare le proprie stesse azioni allo scopo di manipolarne il prezzo al rialzo)

Osserviamo questo grafico tratto da contra corner di David Stockman. Aiuta a comprendere le modalità di rialzo dei prezzi, non per i solidi fondamentali, ma perché i grossi amministratori delegati hanno preso pesanti prestiti dal mercato obbligazionistico allo scopo di ricomprare le loro stesse azioni.

Proprio così, i grandi boss delle corporations hanno accumulato debiti su debiti per gonfiare i prezzi delle azioni delle rispettive aziende in maniera da poter mietere faraonici profitti sotto forma di bonus per il loro operato. Manipolazione sfacciata e di bassa lega, tuttavia perfettamente legale.

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(Chart Of The Day: The Perfect Correlation——Stock Buybacks And The S&P 500 Since 2010, Contra Corner)

Ecco qual è il fattore che mantiene i prezzi elevati. Non le false statistiche sull’occupazione, non la fantomatica ripresa dell’immobiliare e di certo non la fiducia nella magra ripresa vantata dalla Yellen (Governatore Federal Reserve USA). Il tutto si basa su approvvigionamento di denaro facile per le banche, ingegneria finanziaria e frode. Ecco il succo del mercato finanziario attuale.

Ecco un estratto shock da Bloomberg:

“I titoli dello Standard & Poor’s 500 hanno ricomprato, secondo stime 165 miliardi di dollari in azioni in questo quarto, avvicinandosi al record del 2007” (There is only one buyer keeping S&P’s 500 bull market alive, Bloomberg).

165 miliardi di dollari in un quarto si traduce in 660 miliardi l’anno, è una barca di soldi, sufficiente a fare salire i prezzi indefinitamente, almeno finché i piccoli investitori non ne possono più e se ne tirano fuori. E lo stanno già facendo. Secondo una relazione recente della Bank of America (Buyback Blackout Period Starts Monday: Is This The Catalyst That Ends The S&P Rally?, Zero Hedge)):

“I clienti BofAML (sezione investimenti di Bank of America) sono stati venditori netti di azioni USA per 7 settimane consecutive….Hedge funds e clienti privati altrettanto…

Coclusione di BoFa: “I clienti non credono nella tenuta dei titoli e continuano a vendere” e vendono perlopiù alle aziende la cui attività di ri-acquisto è vicina ai massimi storici: “i buybacks aziendali sono accellerati per la terza settimana consecutiva raggiungendo il livello massimo negli ultimi 6 mesi, livello superiore al livello analogo dello stesso periodo dell’anno passato” (Buyback Blackout Period Starts Monday: Is This The Catalyst That Ends The S&P Rally?, Zero Hedge)

VENDERE.VENDERE.VENDERE. Pare che gli unici che non si avviano verso l’uscita siano i grossi dirigenti aziendali che vogliono un’altra scorpacciata prima che il mercato dica addio. Ancora da Bloomberg:

“I buybacks aziendali rappresentano l’unica fonte di domanda per le azioni delle grosse aziende quotate sui mercati”, Dave Kostin, capo della strategia azionistica di Goldman Sachs Group Inc. ha così affermato in una intervista televisiva a Bloomberg del 23 Febbraio scorso”. (Bloomberg).

“L’unica fonte di domanda?” Cioè, gli unici che comprano queste azioni sono gli stessi che le offrono sul mercato?

Proprio così, e se c’è una colpa è dei loro fedelissimi amici alla FED. Non fosse stato per la politica dei tassi zero e i 4000 miliardi di QE, l’ultima ondata suicida di speculazione finanziaria non avrebbe avuto luogo. Ammettiamolo, con tassi normali gli amministratori delegati non potrebbero prendere in prestito denaro per ricomprare le loro azioni. Sarebbe una operazione troppo cara e il problema non ci sarebbe affatto. Il credito facile gonfia bolle e di gran lunga il maggior produttore mondiale di soldi gratis al mondo oggi altri non è che Janet Yellen.

Quindi, dove va a parare tutto questo? Che intenzioni ha la FED? Di certo, dopo 7 anni della stessa cosa ripetuta all’infinito, la FED si aspetterà qualcosa di diverso, no?

No, assolutamente no, dopotutto alla FED non sono malati di mente, tutt’altro. Sanno benissimo quello che fanno. Sanno che la loro politica monetaria consiste nel “tirare la corda finché tiene” e che non ha nessun beneficio per il lavoro, l’investimento o la crescita, come sanno perfettamente anche che il QE non scatenerà l’inflazione almeno finché i salari sono tenuti sotto controllo. Lo sanno così bene perché hanno ottenuto gli stessi risultati in ogni paesi dove hanno applicato la stessa combo di easy money e austerity. Teniamo a mente che la cricca delle banche centrali ha applicato lo stesso identico programma in Gran Bretagna, Unione Europea, Giappone, Stati Uniti. In ognuno dei casi elencati la classe politica ha messo la crescita in sordina (tagliando la spesa pubblica), mentre le banche centrale pompavano allegramente miliardi nel sistema finanziario. E il risultato è stato esattamente quello che ci si poteva aspettare: la classe dei grossi investitori ha messo mani sui miliardi mentre l’economia languisce attaccata al respiratore. Servono altre prove?

Come detto, il fenomeno non si limita all’America. E’ una ristrutturazione in corso delle economie occidentali dominanti che consiste in un progressivo allontanamento da un modello democratico dove i Governi rappresentativi decidono le loro politiche. Il Nuovo Ordine è fatto di cambiamenti nei fondamenti dell’economia politica, una economia che oggi serve esclusivamente gli interessi dell’1% al top. Benvenuti nel Mondo Nuovo della FED (gioco di parole con Brave New World di Aldous Huxley nell’originale).

La chiave per le elites del potere reale, che controllano l’intero apparato effettivo dietro le colonne di fumo rappresentate dalle banche centrali, è l’inflazione. Finché l’inflazione si mantiene bassa le banche centrali possono tenere attiva la corsia automatica che spinge sempre più ricchezza verso i ricconi dominanti. Ecco perché non si può consentire all’economia di crescere, se l’economia crescesse più velocemente e più gente lavorasse la pressione salariale generata costringerebbe le banche centrali ad alzare i tassi.

Le elites questo non possono permetterlo, un rialzo dei tassi di interesse minaccerebbe il loro treno di soldi facili su pilota automatico. Per questo motivo l’economia va strangolata con l’austerità così che gli ultraricchi possono continuare a razziare lucro per loro stessi. Nessuna sorpresa se l’economia si manterrà stagnante nel prevedibile futuro. E’ una scelta politica precisa.

Ecco il motivo reale dietro l’austerità. Niente a che vedere con preoccupazioni rispetto al debito federale o ad ampliamento del deficit. Aria fritta. Il succo è solo e soltanto controllare l’inflazione in maniera desiderata in maniera che agli oligarchi vada sempre e comunque la fetta grossa della torta. Fine della storia.

Come detto prima, la FED sa benissimo quello che sta facendo, proprio come tutte le banche centrali lo sanno. Non c’è nulla di difficile da capire, è un piano piuttosto lineare ma disonesto per ristrutturare l’economia in modo che un pugno di plutocrati già ricchi da far schifo finiscano per controllare letteralmente tutto. Questo è l’obiettivo. Prima di essersi presi tutto non si fermeranno.

Come si può invertire questo andamento?

Sfortunatamente a questa domanda non ho più risposte.

Mike Whitney

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2016/03/23/can-you-figure-out-what-this-chart-means/

23.03.2016

Traduzione per www.comedoncisciotte.org a cura di CONZI

Pubblicato da Davide

  • annibale51

    Premetto che sono un contadino non tanto sveglio ma veder la Yellen intervenire così pesantemente con i QE  per salvare dei cadaveri finanziari non vi ricorda gli interventi centralisti-dirigisti delle economie COMUNISTE? Altro che capitalismo… 

  • mincuo

    Non capisco perchè chi non capisce assolutamente niente di finanza ed economia poi debba per forza scrivere di finanza ed economia. O meglio si capisce: hanno una tesi "politica" che poi è sempre quella. Prendono fischi per fiaschi, mescolano  argomenti a sproposito e poi traggono le loro "conclusioni".
    Ad esempio: i tassi a ZERO hanno ovviamente spinto gli asset azionari visto che gli obbligazionari rendono ZERO. E a parte che spingere l’azionario significa anche creare reddito non solo per i "ricchi" ma per il detentore normale di risparmio (specie in USA) che in grandissima parte è allocato in risparmio gestito vale a dire fondi comuni bilanciati o azionari, ma questo è un argomento minore. Il punto è che hanno portato i tassi a zero altrimenti l’indebitamento sia degli Stati che dei privati (famiglie e imprese) era a tassi del 5% o 6%. L’idea era (ed è) di 1) alleviare il servizio del debito e liberare risorse per spesa e investimenti. 2) Di attuare un deleveraging, cioè una riduzione dell’indebitamento. Che poi abbia funzionato bene è un altro discorso. Che cosa sarebbe stato senza è un altro discorso ancora.

  • annibale51

    @mincuo: non esistono tassi 0 (ZERO) in una economia capitalista. Come fai a remunerare chi mette a disposizione il capitale? Non è capitalismo! I tassi zero erano una prassi in URSS negli anni pre-crollo…

  • AlbertoConti

    "Le politiche della FED, infatti, hanno creato inflazione, semplicemente
    non il genere di inflazione che riflette un intensificarsi dell’attività
    economica. Ciò che la FED ha creato è inflazione degli assets
    finanziari, facendo lievitare i prezzi di azioni e obbligazioni, cosa
    che ha portato ad instabilità finanziaria e difficili periodi di
    riaggiustamento. Lo S&P è più che raddoppiato dal 2009, il Dow Jones
    è addirittura triplicato. I prezzi delle azioni sono balzati alle
    stelle e gli speculatori di Wall Street hanno guadagnato alla grande.
    Solo i “poveri scemi” che lavorano non hanno beneficiato delle politiche
    della FED perché di quei soldi nulla ha raggiunto l’economia reale,
    ovvero il luogo dove potrebbero anche servire. Al contrario, resta tutto
    congestionato nel sistema finanziario stesso, gonfiando una bolla
    dietro l’altra."

    Solo chi non capisce niente di economia può contestare quanto sopra.

  • Suntsu

    "… anche creare reddito non solo per i "ricchi" ma per il detentore normale
    di risparmio (specie in USA) che in grandissima parte è allocato in
    risparmio gestito vale a dire fondi comuni bilanciati o azionari
    ". Non sono economista e mi guardo bene dal commentare articoli di cui sopra, ma per esperienza diretta vissuta sul campo, l’affermazione in corsivo è assolutamente fuori luogo. Negli ultimi due anni e mezzo il cosidetto piccolo risparmio, ultra-gestito, ultra-moderato, ultra-bilanciato ha subito continue perdite. Ed è l’esperienza comune per tutti i miei amici. E non ci sono spiegazioni esaustive nemmeno da parte dei "tecnici" che gestiscono. Qualcosa sta andando storto, volutamente o non…

  • ilsanto

    Ovviamente Lei ha ragione, ma la FED e non solo stanno cercando di evitare una crisi ancora peggiore, stanno cercando di non far saltare i conti degli stati stra-indebitati diminuendo gli interessi sul debito e contemporaneamente far affluire danaro nelle società produttive con un duplice interesse, far crescere il valore delle azioni creando l’effetto ricchezza che aiuta i consumi e permettere alle aziende di investire il massimo. Quindi non cerchiamo altro, se il cavallo non bese il problema non è la FED ne il povero MARIO DRAGHI, ma tre fenomeni esterni al loro raggio d’azione e cioè la globalizzazione, l’automazione e la concentrazione, più uno la burocrazia/corruzione. Non credo che Lei abbia bisogno di spiegazioni ma nel caso sarò lieto di spiegare meglio l’effetto deflattivo, la disincentivazione agli investimenti in patria, il fenomeno dell’elusione fiscale, la morte delle piccole aziende occidentali, la decrescita degli stipendi, l’implosione dei sistemi economici occidentali, il drenaggio di risorse statali, l’arricchimento dell’uno percento o anche meno, persino le guerre, l’inquinamento, la fine delle risorse e la prossima inevitabile catastrofe.

  • AlbertoConti

    Il mondo è complesso e tutti i suoi mali non sono imputabili ad un’unica causa, questo va da sè.
    La FED è semplicemente al vertice del sistema bancario americano, e quindi è un simbolo mondiale dei fenomeni monetari, economici, politici da molti decenni, in particolare da dopo il 1971 (come insolvente di un patto mondiale siglato a Bretton Woods). Da lì inizia una concezione di moneta nuova, e a mio avviso degenerativa, che anzichè aumentare i controlli sull’espansione monetaria (non più limitata da vincoli fisici) non fa che liberalizzare tutti gli artifici finanziari per instaurare un ciclo denaro-denaro come moltiplicatore (fasullo) e soprattutto riallocatore (vero) di ricchezze. Poi arrivano i segnali forti della inevitabile crisi della finanziarizzazione selvaggia: 2001 e 2008, con la stagione dei QE ed ora dei tassi negativi per salvare l’insalvabile. Fa piacere che di tanto in tanto qualcuno, anche in america, se ne accorge.

  • ilsanto

    Peccato che chi vuole limitare questa espansione, vedi Germania, non sia vista molto bene.

    Forse perchè ripeto le cause non sono nella moneta anche se non ancorata all’oro in quanto solo mezzo di scambio a cui si sta dando la colpa di tutto ma la sottostante economia reale che è stata pesantemente colpita da globalizzazione, automazione, disoccupazione, riduzione salariale, deflazione, concentrazione, evasione, burocrazia, corruzione. tanto per dire che senso ha avere una economia dove solo tra il 2 e il 5% è impegnato in agricoltura/allevamento e solo il 20% nell’industria con la prospettiva di ridursi notevolmente nei prossimi 10 anni e poi esiste un 75% di gente nei servizi ? cioè sovrastrutture e commerci, cavolo è una follia. Ovvio che poi qualcuno resti a casa.
  • Cataldo

    Il tasso a zero è un esproprio dello stock di capitale, in forme dirette ed indirette, è una pesca a strascico nel futuro delle famiglie.

  • Cataldo

    Il capitalismo si basa anche sul dogma della "scoperta del prezzo", il controllo sempre più centralizzato delle informazioni ha eliminato questo meccanismo alla radice, diventa difficile un utilizzo del termine "capitalismo"  in ogni contesto senza dargli altri connotati semantici a supporto.