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CHI HA PAURA DEL REDDITO DI CITTADINANZA ?

FONTE: ILSIMPLICISSIMUS2 (BLOG)

Qualcuno s’indigna, altri non capiscono o si stupiscono. Per esempio Alessandro Gilioli si chiede come mai il Pd per bocca di Fassina rifiuti la proposta di reddito di cittadinanza avanzata dal M5S con l’argomento sbrigativo e peraltro scorretto* che non ci sono coperture. La risposta è che l’ira piddina nasce dal fatto che la proposta dei cinque stelle è quella che il partito avrebbe dovuto avanzare da molto tempo, insomma una sorta di cattiva coscienza nei confronti di uno strumento che l’Europa ci stimola ad usare ormai dieci anni e che anche gli economisti alla Cipolletta vedrebbero con favore.Probabilmente c’è anche questo elemento, ma la risposta vera è molto più complessa e affonda le sue radici nella creazione del modello Italia dentro il quale si è sempre cercato di sostituire i diritti con privilegi ad personam o di categoria, dove il welfare è stato sempre interpretato come una sorta di voto di scambio e proprio per questo è rimasto gracile, soffocato dalle elargizioni di posti e prebende, di “favori” e aiutini sotto molteplici forme.

Il sistema politico da molti decenni e forse da sempre è stato orientato a trattare con clientes piuttosto che con cittadini costruendo proprio su questo un patto sociale anomalo, ambiguo e fonte di corruttela. E’ chiaro perciò che la prospettiva di un reddito di cittadinanza o minimo che peraltro esiste in tutto il continente, è qualcosa che si scontra direttamente con la struttura del potere. Persino i sindacati sono fortemente contrari temendo di perdere presa nel mondo del lavoro, soprattutto quelli che sono a libro paga dei padroni del vapore.

Il dramma è che la disoccupazione e la povertà dilagano a causa della doppia crisi che si è abbattuta sul Paese: una tutta nostra causata dal disfacimento di un modello ormai insostenibile, l’altra quella globale che ha creato una superinfezione su un organismo già debilitato. Il dramma è che non c’è via d’uscita a provvedimenti che in un modo o nell’altro riescano a sostenere un livello di vita e di consumi minimi per salvare non solo la dignità, ma anche ciò che resta dell’economia. Senza questo il malcontento sarà destinato ad esplodere come una bomba ad alto potenziale non appena il “welfare” familiare avrà esaurito le risorse accumulate nel tempo. E tuttavia si traccheggia, si tira il culo indietro perché l’establishment italiano (mafie comprese) teme che un reddito minimo eroda le fondamenta del proprio potere e finisca per trasformare i clienti in esigenti cittadini non più facilmente ricattabili sia sul lavoro che dentro le urne. Cittadini che magari si mettano in testa la bizzarra idea di volere un buon governo, una sanità che non sia il bancomat dei partiti e degli speculatori, un’amministrazione pubblica efficiente e non lottizzata, appalti senza tangenti.

Il problema politico non è se l’Italia debba dotarsi di strumenti normali nella stragrande maggioranza dei

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Paesi europei, ma di come e in che misura attuarli: a seconda dei livelli e dei metodi utilizzati si può infatti stimolare la rinascita di un’economia sana, seria e intraprendente che non ha bisogno di immiserire materialmente e culturalmente la popolazione, oppure abbassare a tal punto il minimo vitale da dare spazio alle imprese di rapina, ai salari da fame e soprattutto a una precarietà che grazie ai soldi pubblici e alla sopravvivenza garantita da essi, mandi alle stelle i profitti privati. La Germania da questo punto di vista è un’ottima rappresentazione diacronica della doppia personalità del reddito  minimo: sino alla fine degli anni ’90, grazie a un generosi sussidi il reddito di cittadinanza ha favorito la nascita di un sistema economico basato sull’alta qualità e sulla competenza, poi con la drastica diminuzione dei sostegni è stato invece incoraggiato il meraviglioso mondo liberista della precarietà, dei mini jobs e dei salari da fame. Così che il Paese è adesso una sorta di dottor Jekill e mister Hide, dove il meglio e il peggio si confondono e ancora non deflagrano grazie alla capacità di far aderire le vittime al pensiero dei carnefici o magari creando il feticcio delle cicale del Sud per riversare su cause e timori esterni il malcontento.

Come si vede le cose non sono affatto semplici e ci sarebbe ampio spazio per far valere le differenze di idee e prospettive dei vari schieramenti, battendosi tra reddito di cittadinanza o reddito minimo ( la differenza c’è eccome) e sui loro eventuali livelli a patto però di far politica e di non limitarsi a difendere il decotto sistema – Italia e i rappresentanti del medesimo. Dire semplicemente che il reddito di cittadinanza non si può fare, non è nemmeno più politica, è solo aggrapparsi al passato come del resto fa da sempre una certa destra padronale sciocca, avvilente e ignorante, tipica del berlusconismo bottegaio e paradossalmente priva di etica del lavoro.

* L’esperienza fatta dal dopoguerra dimostra che i redditi di cittadinanza o i redditi minimi , finiscono tutti in consumi di base e quindi  tornano al 70% nelle casse dello stato sotto forma di imposte indirette (iva per esempio), tassazioni dirette dovute all’aumento delle attività economiche e minori spese di assistenza. E per altro, come è stato recentemente dimostrato (qui un articolo molto tecnico per i curiosi), determinano un aumento dell’occupazione e non la sua diminuzione, come superficialmente si potrebbe credere e come fanno credere i media. 

Fonte: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com
Link: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2013/11/09/chi-ha-paura-del-reddito-di-cittadinanza/
9.11.2013

Pubblicato da Davide

  • radisol

    E certo, Grillo propone di fare una cosa che esiste, sia pure con forme diverse, in tutta Europa … solo da noi e in Grecia non c’è … e tutti si scandalizzano …

    Certo, propone, per poter fare questo, di toccare tre “sancta sanctorum” del potere …

    1) Le “pensioni d’oro”, spesso corrispettivo della “casta”, non solo di quella strettamente politica …

    2) Le spese militari …

    -) I privilegi della Chiesa …

    E certo per Fassina – alla faccia del fatto che lui rappresenterebbe la “sinistra” del Pd, figuriamoci quindi la “destra” interna a questo partito, rappresentata invece da Renzi ! – questi “sancta sanctorum” non si possono toccare …

    Un altro ottimo motivo per votare, da comunista come mi dichiaro orgogliosamente, il Movimento 5 Stelle !!!

  • rossland

    Tendo a credere che la resistenza all’introduzione di un reddito di cittadinanza da parte di Pd e sindacati sia da mettere in relazione agli ammortizzatori sociali oggi presenti in Italia e, da quel che so, assenti in ogni altro paese europeo: mobilità, cassa integrazione e cassa integrazione in deroga. Mi pare naturale che, nel caso si decida di approvare un reddito di cittadinanza per tutti, quei molti lavoratori che oggi sono ancora, almeno parzialmente, tutelati da questi strumenti, non ne sarebbero contenti.
    Ora, anche se solo per un limitato periodo che varia a seconda delle situazioni, incassano molto di più della media dei redditi di cittadinanza degli altri paesi europei.
    E forse non è un caso, che siano proprio questi lavoratori quelli maggiormente tutelati dalle organizzazioni sindacali.
    Sarebbe interessante sentire la voce di questi lavoratori, in merito alla questione, per avere almeno un’idea di cosa ne pensano loro, perché se chi è precario o disoccupato senza alcuna tutela ne sarebbe certo contento, forse questi altri lavoratori, no.

  • AlbertoConti

    Nel paese dei furbi privilegiati tutto ciò che non è privilegio suscita orrore. Quindi nessuna meraviglia, le forze reazionarie con o senza la L ergeranno barricate.

  • iVi

    È presto detto perché questi plutocrati infami e con mamma p…..a non vogliono il RMC: essi fanno gl’ interessi degli speculatori e se passa il RMC chi andrebbe a lavorare all Expo del 2015 di milano per 500€ al mese? Chi andrebbe a farsi schiavizzare nelle coop rosse e bianche che fanno ricca la GDO? Chi andrebbe a prostituirsi da loro per un posto di lavoro?

  • grillone

    del reddito di cittadinanza hanno paura quasi tutti i politici attualmente seduti in parlamento, uniti a varia altra umanità. comunque, secondo me, il reddito di cittadinanza non deve servire a consumare di piu, o a fare piu debiti, o altre cose del genere, ma deve piuttosto essere l’occasione per cambiare tutti stile di vita; vivere in modo piu tranquillo, con piu tempo libero, e meno ricatti del sistema; e se poi non saremo piu una potenza industriale cissenefrega!! la qualità della vita è piu importante di queste cose, e comunque, oggi, che bene o male lo siamo(una potenza industriale, intendo)abbiamo piu poveri di quando eravamo un paese rurale!!! forse il gioco(della competitività)non vale la candela…

  • karson

    Ti sbagli rossland, prova a chiedere ad un semplice operaio che ha famiglia e che si trova in cassa integrazione quanto prende al mese… beh te lo dico io: circa 900 euro al mese se gli va bene… e se anche ha figli maggiorenni, sempre quelli sono! ora con la legge proposta dai 5stelle se lui si ritrova a casa e ha un figlio maggiorenne ne prenderebbe 1200… per non parlare del fatto che chi è in cassa integrazione vive nell’incubo di quando finirà… cosa faccio dopo? vado a rovistare nei cassonetti dei rifiuti x mangiare? vado alla caritas? io sono convinto che loro sarebbero i primi a “brindare” se la legge passasse…

  • clausneghe

    Eh certo, quei deficienti del PD preferiscono spendere i soldi nelle guerre per la pace, piuttosto che aiutare coloro che sono rimasti indietro, e sono tanti, anche grazie alle politiche scellerate messe in atto dalla triplice Industria Sindacato Partiti, anima di questo Stato canaglia infido e corrotto nemico pubblico n°1 delle persone. Uno Stato che non tutela i suoi sudditi più deboli non ha ragione morale di esistere. Peraltro io sarei un diretto beneficiario dell’eventuale reddito di sopravvivenza, dal momento che sono disoccupato senza reddito e senza scorte, ma rinuncerei volentieri se solo mi si prospettasse un lavoro decente,fuori dalla prepotenza interessata dei caporali delle agenzie interinali,cosa impossibile ora, si deve per forza passare da loro, mantenendo però non si sa a fare cosa, le inutili inefficaci dispendiose Agenzie per il lavoro.

  • clack

    Condivido con Radisol le intenzioni di voto e con Clausneghe le condizioni attuali.
    A suo tempo ho postato un commento con le mie convinzioni al riguardo, quindi non annoio nuovamente i lettori.
    Mi limito a riproporre quanto ho inserito nel blog di Gilioli e a dre un link da cui si scarica gratuitamente un pdf che reputo illuminante riguardo alla questione reddito minimo

    Fassina dimostra così di possedere i tratti genetici del piddino doc: parlare con lingua biforcuta e disabitudine totale al confronto delle proprie dichiarazioni con la realtà del mondo concreto. Il tutto abbinato all’impossibilità materiale di imbattersi in qualche seguace del suo partito che sia in grado di comprendere la ormai totale dissociazione tra le due cose.

    In caso contrario il caro Fassina si premurerebbe di spiegare come mai per gli F-35 e le operazioni di guerra definite missioni di pace i soldi si sono trovati senza problemi. Per non parlare delle decine di miliardi in versamenti fiscali e sanzioni abbonati ai gestori del gioco d’azzardo.
    Il che equivale a dire a sé stessi.

    Viceversa, per dare un parziale rimedio ai danni incalcolabili prodotti dalle politiche di macelleria sociale praticate da quel partito, in parte direttamente e in parte a causa del suo totale asservimento collaborazionista alle logiche del vincolo esterno e della moneta unica quale mezzo di disciplina dei lavoratori, mediante disoccupazione, precarizzazione e demansionamento che sono i suoi effetti, improvvisamente le difficoltà di reperire le coperture diventano insormontabili.

    Ma forse Fassina dovrebbe spiegarci come mai a questo proposito il partito europeista oltre il muro dell’idolatria insiste da oltre 20 anni a non tenere in alcun conto le raccomandazioni UE. E’ dal ’92 che siamo invitati invano a riconoscere il reddito garantito.
    Ma guarda un pò la combinazione: stavolta il “celochiedel’europa” non ha la valenza di imperativo che assume ogniqualvolta si tratti di smontare pezzi di welfare e di sicurezza di vita o sul posto di lavoro.

    Già così ce ne sarebbe più che abbastanza perché un qualsiasi individuo dotato del minimo sindacale della dignità, una volta rilasciate certe dichiarazioni per dovere di partito, andasse a nascondersi senza più avere il coraggio di mettere fuori il naso, ma in realtà il bello deve ancora venire.

    Eh già perché Fassina, il grande economista, contando sul livello intellettivo a cui anch’egli ha contribuito a ridurre il suo uditorio medio, dimentica minuziosamente di rilevare che il reddito minimo garantito, di cittadinanza o chiamiamolo come si vuole, una volta distribuito agli aventi diritto ha la curiosa prerogativa di non scomparire all’interno di uno spaventoso buco nero.
    Ovvero non si comporta come le decine di miliardi che riguardano lo scandalo MPS, la banca PD per antonomasia.

    Viceversa, sorpresa delle sorprese, entra in circolo.
    Addirittura, è destinato a essere speso.
    Destino inimmaginabile per del denaro, vero?
    Per la sua totalità o per una percentuale praticamente coincidente con essa.
    Si dà il caso, allora, che già per la questione dell’IVA, oltre il 20% rientri direttamente nelle casse dello stato, attraverso l’erario.
    Un’altra cospicua percentuale rientra tramite l’Irpef dovuta da chi a seguito della vendita delle merci acquistate per mezzo del reddito garantito ha incassato i relativi pagamenti. E già così siamo oltre il 40%.
    Ulteriore caratteristica, che l’economista Fassina ancora una volta omette minuziosamente di rilevare, è che una volta speso la prima volta, quel denaro non si smaterializza.
    Invece, può essere speso consecutivamente più e più volte.
    E, fatto davvero inconsueto, per un esperto del calibro di Fassina a ogni passaggio di mano genera altra IVA e altra IRPEF!
    Un calcolo prudenziale permette di stimare almeno al 70% delle somme distribuite inizialmente il maggiore gettito fiscale che rientrerà nelle casse dello Stato grazie all’adozione del reddito garantito.

    Non solo, per il suo tramite si innescherà quello che si definisce un circolo virtuoso, dato che quel denaro indurrà una maggiore propensione alla spesa.
    Cioè all’acquisto di merci, che avranno bisogno di essere prodotte.
    Generando altro gettito, altra ricchezza, altro benessere.
    E, avendo bisogno di manodopera ai fini della loro produzione, andando di per sé stesso a risolvere per buona parte il problema della disoccupazione.

    Vuoi vedere che è per questi motivi che il Fassina e il PD sono tanto contrari al reddito di cittadinanza? Proprio perché capace di generare uno scenario di crescita e recupero di benessere, quando invece la politica di quel partito è il regresso del paese e lo smantellamento del suo sistema industriale, sociale ed economico.

    Vorrebbero passare per pasticcioni, ma sanno perfettamente:
    – quello che fanno
    – perché
    – chi ha dato gli ordini
    – cosa ci guadagnano.

    http://domenicods.files.wordpress.com/2009/04/8882101711.pdf

  • ilsanto

    Mi ero illuso che il PD fosse la sinistra ed ero deluso dal M5S che non ha voluto saperne di entrare in poitica, mi ricredo rivoto M5S .

  • Anais

    Penso che sia esattamente e perfettamente come da te ben descritto, Clack: ottimo post informativo che rovescia sul PD e sul Fassina che io francamente non posso neanche ascoltare quando parla, quel che si merita: un sacco di verità “economiste”, quelle verità che nascondono da sempre, perché in realtà il PD è oramai un partito “sinistro” altro che di “sinistra”,progressista e dalla parte dei deboli, dei lavoratori, degli anziani,dei bambini, come purtroppo avevo creduto a vent’anni.
    Si scagliano tutti contro il M5S perché sanno che potrebbero davvero innescare maremoti incontrollabili, non recuperando mai più quei consensi residui che ancora molti italiani gli tributano (vuoi per fidelizzazione passiva, per clientelismo o perché non vogliono cambiare davvero).
    Se il M5S riuscisse nell’intento, credo sarebbe una gran bella vittoria sul sistema mummificato e incardinato nei loro privilegi. Dovrebbero cedere risorse finanziarie che dirottano altrove, da sempre.

  • rossland

    Sì, questo è il pensiero che faccio anch’io arrivando alle tue stesse conclusioni. Ma resta che non ho nessun riscontro diretto su cosa ne pensi davvero un cassintegrato, magari senza figli, o qualche lavoratore magari vicino all’età di pensione che ha vissuto di certezze una vita e ora si vede a dover fare i conti con la prospettiva pensione che si allontana e un’eventuale riduzione di quei 900€ con i quali campa già ora in ristrettezze.
    Non è una questione facile né uno può vivere con 600€ di reddito di cittadinanza se ha affitti da pagare.
    Meglio che un pugno in un occhio, sia chiaro.

  • clack

    Gran bella definizione, Anais, quella del PD partito sinistro, altro che di sinistra.
    Mi sa che con il tuo permesso me la rivendo. 🙂

  • vraie

    Il reddito di cittadinanza puzza di comunismo mentre i piddini usano lo stesso deodorante di obbama

  • gm

    In un passato piuttosto lontano, Pciisti , sindacalisti e altri farabutti vari giustificavano la loro avversione – a quello che allora si chiamava “salario minimo garantito” – col fatto che questo avrebbe creato parassitismo mentre la battaglia giusta da fare era quella per il lavoro.
    Naturalmente non fecero nè l’una nè l’altra cosa!
    Agli spudorati mentitori di quel tempo sono succeduti gli infami opportunisti borghesi attuali che, però, hanno mantenuto intatta tutta la spudorata capacità mistificatrice dei loro “antenati”.
    Cosicchè oggi vanno cianciando di “mancanza di coperture” oppure che dall’eventuale introduzione di un qualche “salario minimo garantito” riceverebbero un danno tutti gli attuali lavoratori in cassa integrazione e quant’altro.
    Ma ammesso e non concesso che il salario garantito sarebbe inferiore a quanto attualmente percepito dai lavoratori in cassa integrazione, chi o cosa impedirebbe di mantenere entrambe le forme di assistenza?
    Possiamo tranquillamente rispondere che sarebbero le lobby di bruxelles coi loro terminali italiani – e, segnatamente, all’interno proprio del PD attuale – e le loro politiche restauratrici di un indiscusso potere capitalistico che schiacci ogni pretesa popolare.
    Quanto alla musica sulla “mancanza di coperture” sarebbe troppo facile replicare e comunque lo hanno già ampiamente e convincentemente fatto molti altri.
    Certo è che tra un destro sfacciato di nome “renzi” e un “destro” cammuffato di nome fassina trovo molto più odioso il secondo … sebbene butterei giù dal muro entrambi.

  • Ercole

    Anche con il reddito di cittadinanza il capitalismo resterebbe con tutti i suoi mali e la società resta divisa in classi sociali :non abbiamo bisogno di elemosina per sopravvivere ma mettere al cento della questione la cancellazione di questo sistema sociale . Mettiamo la parola fine a questi specchi per le allodole.

  • alvise

    Sono profondamente disgustato da questa sinistra di cui un tempo votavo, una sinistra che ha nelle sue fila gente come fassina e democristiani come letta e renzi.Nel mio girovagare per il web mi sono imbattuto in un pistolotto di Bagnai.Ora sono ancora più disgustato.Purtroppo non conosco la figura del suo interlocutore.Questo è solo un passaggio di quello che ho letto, non ho avuto il coraggio (o stomaco) di proseguire.

    “Un anno fa, discorrendo con Aristide, chiedevo come mai la sinistra italiana rivendicasse con tanto orgoglio la paternità dell’euro: non vedeva quanto esso fosse opposto agli interessi del suo elettorato? Una domanda simile a quella di Rossanda. Aristide, economista di sinistra, mi raggelò: “caro Alberto, i costi dell’euro, come dici, sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.” Insomma: “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”. Ovvero: so che non sai nuotare e che se ti getto in piscina affogherai, a meno che tu non “decida liberamente” di fare la cosa giusta: imparare a nuotare. Decisione che prenderai dopo un leale dibattito, basato sul fatto che ti arrivo alle spalle e ti spingo in acqua. Bella democrazia in un intellettuale di sinistra!”

  • babuskin

    Il partito di classe è rivoluzionario, rappresenta gli interessi immediati e storici della classe sfruttata, pertando propone la riduzione dell’ orario di lavoro a parità di salario e il salario garantito per i disoccupati pagato dai capitalisti, questa è una momentanea soluzione alla crisi, ma il compito del partito è distruggere il capitalismo, diventato un ostacolo allo sviluppo delle forze produttive.
    Se non si affronta alla radice la causa della disoccupazione é chiacchierare invano
    In due parole: da che parte si sta! ( E trarre le dovute posizioni politiche)

  • babuskin

    Niente è gratis neanche i diritti naturali, sola con la lotta si conquistano posizioni politiche ed economiche.
    Mai visto tanti chiacchieroni riuniti e sai dove!

  • Anais

    Certo che sì che puoi, quel che di losco e ipocrita, malevolo e manipolatorio tipico dei “loschi figuri” permea completamente il PD e lo dico e confermo in pieno, ciao 🙂

  • castigo

    te lo do io un riscontro.
    sono in mobilità ad 871 € mensili, che sommati allo stipendio di mia moglie fanno circa 1600 € al mese.
    da soli potremmo vivere discretamente, ma abbiamo due gemelli di quasi 10 mesi, l’assegno familiare è davvero ridicolo e quindi dobbiamo fare affidamento sull’aiuto dei nonni.
    il problema è che la mia mobilità prima o poi finisce, come TUTTI i sussidi di disoccupazione, e allora saranno cazzi amari se nel frattempo non avrò trovato un altro lavoro, cosa peraltro molto difficile in questo periodo.
    avere un sostegno sicuro nei momenti di difficoltà tra un lavoro ed un altro, oltre ad un aiuto concreto per le spese relative a figli e casa, sarebbe più che benvenuto.

  • mazzam

    Semplicissimamente e fuori da ogni teoria politica, rilevo dalla tabella allegata che in paese peggiore non avrei potuto compiere i miei 18 anni. Grazie Italia, grazie italiani.

  • karson

    Giustissimo!! oltre il 40% dei giovani è disoccupato mentre gli altri x la maggior parte sono occupati in aziende e imprese di vario tipo con stipendi di 500-600 (se non gratis) euro al mese, non abbassano le tasse x il loro mal governo… ma gli danno un aiuto… sacrificando il futuro dei nostri figli.
    non lo voteranno perché perderebbero pure il voto di chi i giovani li sfrutta in questo modo.

  • Allarmerosso

    ma ancora con gli ISMI ??? Comunque si vede che l’Europa è comunista e l’Italia non è Europa , siamo una via di mezzo fra paesi balcanici e NordAfrica

  • rossland

    Che “avere un sostegno sicuro in caso di difficoltà”, cioè un reddito di cittadinanza, serva e subito, non ci piove. Ma giusto per ragionarci sopra un po’: mettiamo che come finisce la mobilità (cioè il tuo diritto a percepire gli attuali 871€), tu abbia nel frattempo diritto a 600€ perché hanno intanto approvato il reddito di cittadinanza.
    E mettiamo anche che, come sta succedendo in altri paesi, per poter continuare a incassarlo, tu debba però renderti disponibile a fare qualsiasi mini-job da 350€, così che mentre hai il mini-job, incassi solo la differenza fra i 600€ e i 350€ del mini-job.
    Cioè mettiamo che tu sia obbligato a fare qualsiaisi lavoro, ti piaccia o meno, per mezza giornata avendo alla fine sempre 600€ al mese.
    Come la vedi?
    Non hai un lavoro ma sei costretto a un lavoro di qualsiasi genere per mettere insieme fra te e tua moglie 1400€ con cui campare.
    In quattro, visti i 2 bambini.
    Ce la faresti a provvedere alle necessità della famiglia? Intendo a mangiare, pagare le bollette, (e magari un affitto o un mutuo), spese di condominio, assicurazione auto, dio non voglia ticket per visite mediche etc., senza chiedere comunque aiuto a qualcun altro?
    Pensi che avranno diritto ai 600€ anche ognuno dei tuoi figli?
    E se il diritto scatta quando compiono 18 anni, come ci arrivi fin là?
    Sono domande, come dicevo, che sto facendo a me stessa.

  • marcello1991

    il lavoro garantito dallo stato invece no è? troppa grazia?

    o troppo rivoluzionario… e ce ne sarebbe anche di molto bisogno…

    Mi meraviglio sempre di più dei commenti qui su CDC…

    esempio:
    c’è una signora inferma nel letto alla quale le domiciliari facevano visita (pagate) 3 -4 volte alla settimana; ora con i tagli queste persone hanno lo stipendio ridotto ad un 1/4 e anche le ore dedicate a questa signora…

    Ditemi voi cosa c’entra il reddito di cittadinanza con la REALTA’ in particolare quella presente. ..SVEGLIA…!!!

  • gm

    Se la rivoluzione anticapitalistica fosse dietro l’angolo, è ovvio che sarebbe ridicolo anzi reazionario parlare di “salario garantito”.
    L’obiettivo immediato sarebbe semplicemente la distruzione del capitalismo e, conseguentemente, il lavoro per tutti.
    Purtroppo non credo che ci troviamo in una fase del genere e, quindi, è inevitabile porsi obiettivi più limitati e immediati come quello di “garantire un salario minimo” .
    E’ ovvio che la battaglia migliore sarebbe per una riduzione generale dell’orario di lavoro, ma siamo in una tale situazione di disorganizzazione politica, talmente ancora in balia di figuri alla monti, fassina, e & che per il momento è illusorio riuscire a realizzare un obiettivo del genere.
    Accontentiamoci di qualcosa di meno difficile e più immediato.
    Purtroppo temo che neppure per questo limitato obiettivo ci siano forze adeguate per la sua realizzazione…a meno che fassina non riceva nuovi ordini di scuderia da bruxelles e dalla merkel.

  • karson

    dunque la tua opinione è che x tutti quelli che si trovano nella condizione di castigo è: meglio nn avere niente piuttosto che 600 euro… e cercare un lavoro più remunerativo? beata te… da come parli si capisce che questo tipo di problemi nn ti hanno mai nemmeno sfiorata… io parlo così perché nel cortile dove io abito invece c’è una famiglia che mangia x lo più perché riceve aiuti da amici e dai pacchi alimentari che qui da la chiesa… x le bollette e l’asilo dei figli gli da una mano il comune, ma è frustrante… e te ne accorgi quando li incroci… quasi nn parlano.
    io penso che se gli dessero quei 600 euro… nn si porrebbero tutte le domande che ti poni tu, ognuno poi è libero di pensarla come crede… ma se nn mangi nn ti riesce nemmeno di pensare

  • rossland

    No, non è questa la mia opinione. Come ho chiarito nei commenti precedenti il reddito di cittadinanza non è in discussione: arriva tardi ma che arrivi è comunque un bene. E la cosa non mi è così indifferente come pensi.
    Solo mi sto chiedendo se questo, dato il momento drammatico, non finirà per essere un’arma di ricatto e possibili ulteriori umiliazioni proprio per chi, come la famiglia che citi, già dipende per la sopravvivenza da mille aiuti già umilianti in sè.
    Poi mi chiedo in quale forma verrà (se fosse) approvato, con quali clausole, con quali vincoli per chi ha diritto a percepirlo.
    Varrà per ogni singolo cittadino, o sarà solo per chi è disoccupato? Sostituirà altri aiuti (tipo quelli che la famiglia che citi riceve ora dal comune), o andrà a integrarli?
    Perché non vorrei che andasse solo a essere una sorta di sussidio di disoccupazione per chi non ha un reddito, ad esempio. Lasciando magari fuori quelli che già non ce la fanno a campare con una pensione magari di 450€. E se sarà dato anche ai figli, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno un’età lavorativa, perché se 600E fossero solo per il capofamiglia disoccupato magari con figli in età scolare, non so come potrebbe farcela comunque.
    Sono domande, non certezze.
    Nemmeno sappiamo se o come sarà, nel caso venga approvata una legge in tal senso.
    Mi pare però importante non illudersi che saranno quei 600€ a risolvere la situazione disastrosa in cui si trovano oggi molte persone.

  • vraie

    il pci – purtroppo – era più atlantista della dc
    il pd lo è più del pdl
    5s …
    noi non esistiamo come entità autonoma (i balcani potrebbero invece dare qualche sorpresa?!)

  • Evitamina

    Due anni fa, meno qualche giorno, è stato nominato dal Presidente Napolitano, Monti alla guida del governo del nostro paese.
    Un governo tecnico non ha apparenti accordi con elettori di qualsiasi shieramento politico.
    Da allora il nostro debito pubblico (nonostante tutti gli sforzi fatti dagli italiani) è aumentato di 158 miliardi, 100 miliardi in più di quanto è il costo stimato per il reddito di cittadinanza in due anni.
    Dalle due una, o mi sfugge qualcosa fondamentale o in Italia c’è qualcosa di così tanto marcio che rischia di coinvolgerci tutti.

  • Evitamina

    Concordo in pieno. Io ti do un reddito minimo tu mi dai in cambio ore di lavoro. Per fare un esempio su 600 euro al mese si dovrebbero garantire 40 ore di lavoro mensili.
    Questa è una risposta vera all’articolo 1 della nostra Costituzione.

  • BIGIGO

    Il reddito minimo di cittadinanza … riflettiamo….
    porta con se rischi da non sottovalutare: In un mondo ove, grazie alla tecnologia e progresso degli ultimi 30 anni, sarebbe sufficiente il lavoro del 25-30% dei cittadini per far fronte ai bisogni della società. Il reddito minimo renderebbe molto dipendenti (schiave) le persone che lo ricevono dall’alto, portandole ad accettare qualsiasi imposizione pur di continuare a ricevere tale reddito garantito (ad esempio ad accettare di farsi impiantare un microchip, con la scusa di monitorare loro ai fini di evitare truffe sul reddito garantito erogato). Assai meglio sarebbe fare una legge che agevola il lavoro part time 3-4 ore al giorno per tutti, invece che 8-10 ore solo per alcuni che mantengono anche gli altri con il reddito di cittadinanza. In questo modo sarebbe garantita la dignità del lavoro e del proprio mantenimento ed INDIPENDENZA maggiore. Inoltre il reddito di cittadinanza può portare le persone ad un appiattimento della volontà e capacità di automantenimento e dignità….. Molto meglio ridurre le ore di lavoro per lavorare un po tutti….
    Ad ogni modo sono scelte da non sottovalutare, si passerebbe presto da una società basata sul lavoro ad una basata sulla sussistenza, con questo non voglio dare giudizi, ma pensiamoci bene !

  • Truman

    In sostanza condivido Ercole, anche se nella situazione attuale sono favorevole al reddito di cittadinanza, purchè venga visto come un palliativo e non una soluzione.

  • gm

    Certo che sarebbe meglio una diminuzione dell’orario di lavoro quantomeno per ridurre la disoccupazione.
    Ma oggi quali forze ci sono per realizzare un obiettivo del genere in questo paese e in europa? NESSUNA! Questa è la triste realtà attuale.
    Quanto agli effetti negativi che paventi nel caso di introduzione di un eventuale reddito minimo garantito credo che siano immaginari o esagerati. Penso anzi che dare un minimo di sicurezza economica alla gente sarebbe uno stimolo per avere ancora di più … e mi riferisco non tanto ad altri soldi quanto al lavoro. Specie le generazioni più giovani non credo che potrebbero accontentarsi di un salario minimo e non cesserebbe in loro la ricerca di un lavoro meglio remunerato e più soddisfacente anche da punto di vista professionale.
    Ma possiamo essere certi che i farabutti e ladroni attuali al governo non lo concederanno mai e poi mai a meno di dure battaglie che purtroppo ancora non si vedono. Forse sono anche talmente stupidi e arroganti che non si rendono neppure conto che andando avanti di questo passo , presto o tardi non potrà non esplodere la rabbia popolare con conseguenze peggiori di quelle che oggi si immaginano.

  • karson

    Mi sembra giusto!

  • BIGIGO

    spero proprio che tu abbia ragione.
    Ma purtroppo temo che per quelli che possono permettersi di stampare tutto il denaro che vogliono, non sia affatto un problema darci un reddito garantito… credo che ce lo faranno sudare in modo che noi penseremo di essercelo conquistato !
    Credo sia una grande trappola perchè renderà la maggior parte della gente dipendente da tale reddito e come tale obbediente… ad esempio chi riceverà tale reddito, voterà per quelli che intendono mantenerlo, che poi sono quelli che possono stampare tanti soldi e quindi una eventuale rivoluzione dal basso diverrebbe impossibile… la maggior parte della gente sarebbe legata a doppio filo col sistema !
    Oltretutto non avrebbero (uso il condizionale, perchè voglio ancora sperare che non sia come temo) neanche fatto tanta fatica a ingegnare questo “cavallo di Troia” già in passato la mafia lo ha utilizzato per ottenere voti di scambio ed il sistema comunista sovietico si basava sul reddito garantito a tutti….

  • gm

    Visto che consideri tanto semplice stampare soldi e concedere il reddito minimo garantito, come mai nessuno, proprio nessuno pensa di stampare questi soldi? Tu dici che succede perché vogliono farcelo sudare e illuderci che ce lo siamo conquistato. Intanto l’italia non può stampare un bel niente. in secondo luogo il reddito garantito esiste già in vari altri paesi capitalistici … compresa la truce germania, e non si capisce perché a noi vorrebbero “farcelo sudare” diversamente che ai tedeschi, francesi ecc.
    No, proprio non mi convince la tua opinione. Al contrario penso che non lo concedono per la solita litania che “non ci sono coperture”! Ci sarebbero ma non le scovano perché i centri di potere europei vogliono ridurre le condizioni di vita popolari (specie di quelle del sud europa) fino a livelli da terzo mondo. Se lo concedessero quest’obiettivo salterebbe perché (illusione o no) la gente avrebbe un pò più di respiro e oserebbe presto pretendere di più.
    Quanto al ricattto che esso faciliterebbe a vantaggio di questa o quella forza politica non posso escludere del tutto un effetto simile ma credo che sarebbe un effetto parziale, del tutto secondario e molto dipenderebbe dal livello di coscienza popolare della propria forza e dei suoi sacrosanti diritti a un’esistenza dignitosa.
    La presenza di una forza politica in grado di essere punto di riferimento per buona parte delle masse popolari credo che potrebbe scongiurare abbastanza facilmente il pericolo che paventi. Purtroppo si sta lasciando gestire questa questione importante a una forza come il M5s che, ammesso che riesca a realizzarlo, ho molti dubbi che sarebbe in grado poi di gestire la situazione in modo da dare degli sbocchi più avanzati alle aspettative popolari (mi riferisco, appunto, alla riduzione dell’orario di lavoro come unico vero rimedio alla disoccupazione).
    Comunque mi sembrerebbe masochistico rinunciare a priori a questo obiettivo di un salario minimo garantito. Speriamo poi che emerga una vera forza politica popolare per andare oltre questo obiettivo minimo e temporaneo.