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CHI DOMINERA' IL MONDO NEL PROSSIMO DECENNIO ?


DI GIULIETTO CHIESA
megachip.globalist.it

Chi dominerà il prossimo decennio? Il Rapporto di Stratfor Global Intelligence, intitolato “Decade Forecast: 2015-2025″ (“previsioni per il decennio 2015-2025”, ndt) è decisamente interessante. Ma più che per le sue previsioni – alcune delle quali ragionevoli, altre assai meno – lo è nella misura in cui riflette il modo di pensare il mondo dei gruppi dirigenti americani. Sicuramente di una parte rilevante di essi.

Leggendolo con attenzione viene subito da pensare che nessuno dei suoi estensori conosca, nemmeno per sentito dire, il fondamentale saggio di Arnold Toynbee, “Il Mondo e l’Occidente”. Infatti non sembra esservi dubbio, per loro, che gli Stati Uniti resteranno la forza dominante, anche se “non più onnipotente”, del pianeta. E non solo nel decennio che si è aperto – il che è probabile, ma non certo – ma perfino molto più in là. Questo non è scritto, perché i ricercatori ci tengono alla delimitazione temporale da loro scelta, ma è implicito nel procedere logico e metodologico che permea lo stile dell’analisi. Ci tornerò sopra tra poco ma, per intanto, mi piace rilevare un altro dato: Stratfor, a distanza di otto anni, continua a ritenere che, nel 2008, la Russia «invase la Georgia».

Davvero singolare, per studiosi che presumono di fare prognosi per il futuro, scoprire che non conoscono il passato recente. Non è infatti esistita nessuna “invasione russa” della Georgia. È esistito invece un proditorio attacco, che produsse ben 900 morti a Tzkhinvali, tra cui una settantina di soldati russi di stanza in quella città, operato dall’allora presidente georgiano Saakashvili. La Russia rispose, con tre giorni di ritardo, respingendo l’offensiva contro l’Ossetia del Sud e inseguendo l’esercito georgiano fin in quel di Gori, per poi tornare indietro. Avrebbero potuto procedere e conquistare Tbilisi, ma non lo fecero. Infatti Tbilisi è ancora capitale della Georgia indipendente. Dunque viene da chiedersi: ma come possono essere veraci le “previsioni” di questi studiosi se essi rivelano involontariamente di avere introiettato la stessa propaganda antirussa che ha orientato la donna e l’uomo della strada dell’Occidente?

Ma questi sono peccati veniali di Stratfor. C’è anche del buono nelle loro previsioni. Per esempio il rilevare che la Russia, nel decennio a venire, cercherà di superare la “forte prevalenza” del suo carattere di esportatore di materie prime, per diventare un produttore di una panoplia di merci a più alto contenuto tecnologico. È quello che sta accadendo alla Russia di oggi, sottoposta alla pressione del basso costo del petrolio, e costretta a rendersi non solo esportatrice di beni intermedi, ma soprattutto produttrice di questi beni sul mercato interno, piuttosto che importatrice di quegli stessi beni.

Altra previsione presumibilmente corretta è quella riguardante il confronto aspro tra Occidente e Russia attorno alla crisi ucraina. Esso – afferma il documento – rimarrà un cardine del sistema internazionale nel corso dei prossimi anni. Gli accordi di Minsk lasciano intravvedere proprio questo scenario, che richiederà un lungo periodo di “adattamento” prima di sfociare in una qualche soluzione istituzionale.

Ma anche qui i ricercatori americani sembrano non individuare il nocciolo delle questioni. L’Europa appare sempre più perplessa, oltre che divisa, sulla opportunità di contrapporsi alla Russia, come vorrebbe invece, senza mezzi termini, la leadership americana.

La tenuta di questo “cardine” dipende dunque, in molti sensi, da ciò che accadrà sia in Russia che in Europa. Sull’Europa tornerò tra poco. Ma è sulla Russia che il giudizio appare davvero affrettato e non corrispondente ai dati di fatto. Stratfor ritiene che la Federazione Russa non sarà in grado di esistere per un intero decennio “nella sua forma corrente”. E che accadrà, sempre secondo Stratfor? «Noi ci attendiamo che l’autorità di Mosca sarà sostanzialmente indebolita e condurrà a una formale e informale frammentazione della Russia». Al punto da trasformare «in un reale allarme» il problema della custodia del suo arsenale militare.

Chi potrà risolvere il problema? Ma è ovvio, gli Stati Uniti. Saranno loro a dover «fronteggiare una prova di prima grandezza». Ecco creato il primo pretesto per un futuro intervento dall’esterno.

Il quadro che viene disegnato è davvero catastrofico. La Russia di Putin vicina a un vero e proprio collasso, che dovrebbe per giunta avvenire nel corso di pochi anni, ripetendo il crollo dell’Unione Sovietica in forme ancora più distruttive.

Vale la pena di seguire in dettaglio tutta la previsione.

A Occidente Polonia, Ungheria e Romania che vorranno «riprendersi le parti di territorio perdute a vantaggio della Russia». Saranno loro – insiste Stratfor – che «cercheranno di trascinare dalla loro parte la Bielorussia e l’Ucraina».

Quali sarebbero queste rivendicazioni territoriali verso la Russia non viene detto. Ma lo si può agevolmente indovinare. Per esempio la Polonia si riprenderebbe la Galizia. Ma, in tal caso, Varsavia si troverebbe a dover fronteggiare una Ucraina furibonda. Sono sicuri i soloni di Stratfor che questo processo avverrebbe in condizioni di pace e di consenso? Ma questo è un dettaglio secondario.

Quello principale è che qui si delinea una vera e propria aggressione contro la Russia da parte dell’Europa (o di una parte di essa), sulla base di rivendicazioni territoriali revansciste: proprio quelle che l’Unione Europea ha considerato inammissibili nei suoi documenti fondativi.

Ipotesi che implica, dunque la fine dell’Europa e l’inizio di una nuova serie di guerre “territoriali”.

È la profezia di un’Europa in fiamme.

Una volta saltate le frontiere ucraine occidentali, non potrebbe che saltare anche la frontiera che divide attualmente la Lituania e la Polonia. Non si dimentichi che, prima della seconda guerra mondiale, Vilnius fu città polacca. Cosa impedirebbe a Varsavia di pretendere la liquidazione della Lituania indipendente, insieme alla riannessione della sua capitale attuale? Niente e nessuno, salvo la Lituania, la quale oggi grida ai quattro venti di temere la “minaccia russa”, mentre dovrebbe stare molto attenta a fronteggiare una minaccia polacca.

Siamo già al limite della comicità. Ma gli studiosi di Stratfor non sono tenuti a conoscere la storia europea. Quel che importa loro è individuare i “punti deboli” sui quali sarà possibile agire per infiammare tutti i contorni della Russia, anche quelli che sono già stati conquistati dalla NATO.

E la previsione (o il progetto?) non finisce qui.

«Al sud la capacità dei Russi di mantenere il controllo del Caucaso del Nord evaporerà e anche l’Asia Centrale risulterà destabilizzata».

«A nord-est la Karelia cercherà di congiungersi con la Finlandia» (questa è una novità assoluta, ma Stratfor deve avere informazioni che a noi mancano, sempre che non le abbia estratte da una scatola di Risiko).

«Nell’Estremo oriente le regioni marittime che sono molto vicine e più legate alla Cina, al Giappone e agli Stati Uniti che non a Mosca diverranno più indipendenti».

Grazie a Dio «non ci sarà una rivolta contro Mosca, ma la decrescente capacità di Mosca di sostenere e controllare la Federazione Russa finirà per aprire un vuoto».

«La questione, nella prima metà del decennio (cioè dal 2015 al 2020, ndr), si concentrerà dunque sul tema di quanto sarà ampia l’alleanza che si formerà tra il Baltico e il Mar Nero». Parole che sembrano tratte direttamente dallo splendido romanzo di Israel Singer, “A oriente del giardino dell’Eden“: «Una Polonia dal Baltico al Mar Nero!. Nelle città principali ogni giorno c’erano manifestazioni contro la Germania e la Russia».

È la descrizione di una nuova, generalizzata, guerra europea, di tutti contro tutti, che potrà avvenire, con l’aiuto attivo degli Stati Uniti, sulle rovine della Russia. Bisognerebbe che questo testo, così illuminante, venisse fatto leggere in tutte le scuole russe, di ogni ordine e grado. Così i russi capirebbero chi e cosa si sta preparando ai loro danni. Avanti a tutta velocità… Verso il passato.

Non hanno letto Toynbee, ma nemmeno Fernand Braudel, che insegnava a distinguere i “tempi della storia”, e metteva in guardia dall’affidarsi al “terzo tipo” di tempo della storia, quello caratterizzato dal movimento rapido e incessante, ma di superficie. Scriveva: «diffidiamo di questa storia ancora bruciante, quale i contemporanei l’hanno descritta e vissuta, al ritmo della loro vita, breve come la nostra, essa ha le dimensioni delle loro collere, dei loro sogni e delle loro illusioni».

Giulietto Chiesa

Fonte: http://megachip.globalist.it/

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=116869&typeb=0&Chi-dominera-il-mondo-nel-prossimo-decennio-

7.03.2015

Pubblicato da Davide

  • FBF

    Ma che domanda è? Lo sanno tutti che da 1800 anni è la Chiesa che comanda. E comanderà per sempre.

  • albsorio

    Punterei su satana e suoi servi dell’1%

  • albsorio

    Che prima poi qualcuno torna a separare la paglia dal grano… 

  • makkia

    Se fossi un occidentale che ha in progetto di dominare il mondo, avrei una paura fottuta dei circa 3 miliardi di persone in paesi prepotentemente emergenti.
    Quelli aspettano ansiosamente che io guardi da un’altra parte (per esempio agli altri quasi 2 miliardi di straccioni musulmani che mi odiano) per cacciarmi un coltello nella schiena e liberarsi della mia ingombrante e aggressiva presenza.
    Non lo farebbero per odio. Ma per semplice razionalità: ho ampiamente dimostrato di essere irresponsabile nei miei appetiti e incontrollabile nelle mie collere. Nessuno mi vorrebbe come partner, se appena potesse farne a meno.

    Al momento la maggior parte di loro si professano non ostili, ma non sono neanche amici.
    Aspettano. I miei errori. Sono pazienti per cultura, quasi tutti. E sanno che se il giorno arrivasse, tra i 2 miliardi scarsi di miei alleati meno della metà (forse MOLTO meno della metà) accorrerrebbe in mio soccorso, la maggioranza di loro tirerebbe un sospiro di sollievo, come gli altri 5 miliardi.

    Non mi sentirei in una posizione gran ché favorevole ai miei piani…

  • cardisem

    Spesso le "previsioni” rivelano soltanto le "intenzioni” e i “desideri” di chi le formula, proiettando il suo "presente” nel "futuro”.

  • gimo

    Wow

  • FreeDo

    Proprio di questo credo si tratti e di conseguenza, benche’ assurde fregnacce, non vanno accantonate come tali ma tenute presenti quantomeno per una chiara interpretazione di eventuali accadimenti futuri.

  • Bellerofon

    In linea di massima, sono tutte questioni che potrebbero porsi seriamente dopo Putin. Il rapporto Stratfor somiglia un po’ ad una minaccia, e un po’ al volo in tondo degli avvoltoi. A meno che Putin non decida in qualche modo di muoversi in anticipo…

  • ilsanto

    secondo me la capacità di mantenere sotto controllo un territorio è direttamente proporzionale al PPA e la Russia è troppo estesa per il suo PPA è pur vero che esiste un correttivo nella potenza militare ma credo che o la Russia aumenta il suo PPA o difficilmente potrà mantenere la sua enorme estensione territoriale.

    Per esempio USA, CINA con 16.000 G$ controllano circa 9 milioni di KMq mentre l’UE solo 4,5 milioni di KMq  ma la Russia con un PPA di solo 2500 G$ in forte decrescita per la crisi del prezzo del gas-petrolio ha ben 17 milioni di KMq da controllare, una impresa disperata.
  • albsorio

    L’1% è trasversale a tutto, sono i "ricchi", non hanno credo ne bandiera e sono molti gli aspiranti ricchi, gente che crede di avere una vita sola, materialisti inutili.

  • albsorio

    ??? 

  • Neriana

    A differenza di qualche anno fa ormai i Presidenti sanno da dove partono le rivoluzioni colorate ,e le primavere  che sempre portano caos e guerra. Chi non lo sapeva era il popolo, affascinato dalla bandiere colarate e dagli slogan,  ma penso che Libia e Siria….ed Egitto… sono ormai un monito anche per le popolazioni che si avvicinano come Hansel e Gretel  alla casetta della democrazia cosparsa di biscotti e caramelle per poi scoprire che dentro c’era la strega che se li vuole mangiare e che le bandiere di tutti colori si trasformano nella bandiera della filibusta con tanto di skull and bones.

    Ora non stupisce il piano statunitense per la balcanizzazione della Russia e dei vari Tan….lo stupore è che per realizzare questo progetto si chiede la partecipazione dell’Europa  che è un po’ come chiedere un hara kiri di tutta l’Europa in favore di un clan di miliardari che giocano sulla grande scacchiera, ma vogliono la partita facilitata con i pezzi bianchi degli scacchi che fanno il gico dei neri, tanto per farli contenti.

    Ora è normale che una Nazione in declino, con una moneta che vale quanto i vestiti del re nudo, tiri fuori questo ambardan di whishes,…ed onestamente c’è da temerli, ma perchè sono Venerabili Maestri della corruzione, e purtroppo l’Europa non ha piu persone alla De Gaulle, o alla Moro capaci di mandarli in quel luogo normalmente in fondo a destra,

    Il problema americano e la politica del muoia Sansone e tutti gli Europe, o meglio…. muoiano tutti gli europei che magari Sansone rimane non è perseguibile, ma bisogna trovare una soluzione per fare uscire gli Stati Uniti dal pantano mentale ed economico in cui si sono impelagati, e svegliari la ragione per evitare i mostri . Come uscire da questa via neocon deleteria per tutta l’Umanità ? A mio avviso bisogna che facciano una trattativa con Europa e Russia per un polo Euro/russo+ USA percreare un polo economico ed industriale che riesca a convivere con la Cina emergente in modo mutuale. Per questo ritirerei fuori il paniere di monete rublo euro dollaro e yen, pensato da DSK, per garantire la sopravvivenza del dollaro. Vero che non avrebbero piu tutto il signoraggio, ma questo verrebbe compensato da una minore spesa militare, di stay behind , e di terroristi mercenerai che non si sa poi che magari prendono il sopravvento .

  • Ercole

    IL PROLETARIATO 

    una giovane classe determinata,di fatto rivoluzionaria.
  • bstrnt

    La dirigenza russa non è scema e men che mai fondamentalista puritana, quindi applicare a oriente la mentalità occidentale credo possa essere deleterio per questi "fini" pensatori.

    Le esplosioni di ira dei fondamentalisti puritani fanatici contro Putin, che rappresenta la fermezza e la dignità del popolo russo, sono dozzinali oltre che stupide e vanno trattate come lo stesso Putin ha trattato uno psicopatico McCain.
    Gli USA cercano di scatenare contro la Russia l’Europa, ben sapendo che, appunto per la dimensione della Russia stessa (quasi 2 volte gli USA), sarebbe impossibile contrastare la risposta (nucleare) russa ad un attacco proditoriamente portato.
    Siamo al "va avanti tu, che a me vien da ridere", ma credo che anche i decerebrati quisling europei comincino a capire il giochino.
    La Russia, vista l’ignobile attacco scatenato dai fondamentalisti puritani e avallato dalle loro colonie, non ha avuto altra scelta che orientare verso l’Asia (quindi verso il 50% della popolazione mondiale) i suoi rapporti commerciali, magari realizzando che certe cose può farsele da sola senza dover trattare con infide controparti.
    Anche militarmente sta nascendo ina specie di NATO asiatica che spezzerà definitivamente le residue velleità occidentali.
    In altre parole, da un multipolarismo emergente, si è ritornati a un bipolarismo di fatto dove poco più del 10% della popolazione mondiale è invisa praticamente a tutto il resto e in questi casi è il tempo ad essere decisivo non ostante i tentativi di destabilizzare l’intero globo da parte di un impero oramai in declino e prossimo al collasso.