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CHE SENSO HA UNA GUERRA MONDIALE “PREVENTIVA” CONTRO LA RUSSIA?

DI F. WILLIAM ENGDAHL

journal-neo.org

Washington continua a collezionare brutte figure internazionali a causa della sua manifesta inabilità di contrastare l’impressione, ormai diffusa nel mondo, che la Russia, che spende meno del 10% di quanto spende il Pentagono in termini di bilancio annuo per la Difesa, sia stata in grado di fare di più contro l’ISIS in sole 6 settimane in Siria che quanto l’intera mitica campagna di bombardamenti della US Air Force non abbia risolto in quasi un anno e mezzo. Un aspetto che attrae particolarmente attenzione è la dimostrazione in campo da parte dei Russi del possesso di nuove tecnologie che smentiscono la largamente accettata visione Occidentale che dipinge la Russia come poco più che una arretrata esportatrice di carburanti e materie prime grezze.

I risultati di una recente riorganizzazione del complesso militare-industriale di Stato Russo, parallela a una riorganizzazione delle forze armate di era sovietica ad opera del Ministro della Difesa Sergey Shoigu sono visibili negli attacchi condotti fin adesso contro l’ISIS ed altri gruppi terroristici sul territorio Siriano. Le capacità militari Russe hanno sicuramente fatto cambiamenti epocali dagli anni della guerra fredda ad oggi.

In guerra non ci sono mai veri vincitori. Eppure Mosca si è ritrovata coinvolta di fatto in una guerra indesiderata almeno da quando l’amministrazione di George W. Bush annunciò il suo folle piano per posizionare ciò che definiscono eufemisticamente “sistema missilistico di difesa balistica”, composto di postazioni missilistiche e postazioni radar avanzate in Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Turchia, progetto implementato dal 2007 in poi. Senza scendere troppo nei dettagli, le tecnologie BMD (Ballistic defense missiles) come concezione sono tutto l’opposto che difensive. Al contrario non fanno che aumentare le possibilità di una guerra preventiva. Chiaramente a ridursi in cenere in un eventuale “scambio” missilistico sarebbero per prime le nazioni della UE che sono state così folli da accogliere l’installazione di sistemi missilistici USA sul loro territorio.

A ciò è seguito il decisamente provocatorio colpo di Stato su istigazione USA in Ucraina del Febbraio 2014, che ha installato una cricca composita di mafiosi, neonazisti e criminali di ogni sorta che hanno iniziato una guerra civile contro i loro stessi compatrioti nell’Est dell’Ucraina, un tentativo maldestro e grossolano di costringere la Russia in un coinvolgimento bellico di terra ai suoi confini. A ciò hanno seguito due veto in sede ONU da parte di Russia e Cina contro la proposta USA di istituzione di una no-fly zone sulla Siria del tipo di quella usata per distruggere Gheddafi in Libia. Adesso la Russia ha stupito l’Occidente accettando la richiesta del Presidente Siriano Bashar Al Assad di aiuto nell’eliminazione del terrorismo che ha devastato la nazione, un tempo pacifica, negli ultimi 4 anni a questa parte.

Il comando generale Russo è stato in grado, attraverso la campagna di attacchi di precisione iniziata il 30 Settembre, di spiazzare i pianificatori bellici Occidentali con sorprese tecnologiche Russe arrivate del tutto inattese. Due tecnologie meritano una considerazione più ravvicinata: il cacciabombardiere Sukhoi SU-34 e quella che è definita Bumblebee hyperbaric mortar weapon, il cannone-mortaio classe “calabrone”.

Il Cacciabombardiere Sukhoi SU-34 “Fullback”:

Questo è l’aereo responsabile per molti degli attacchi più efficaci all’ISIS e ad altre enclaves terroristiche in Siria è costruito dall’industria aeronautica di Stato Russa sotto il nome di Sukhoi SU-34. Ecco come l’agenzia di informazioni Russa RIA Novosti descrive il velivolo:

L’SU-34 è progettato per effettuare bombardamenti aerei di entità considerevole su aree predeterminate, colpire il bersaglio con la massima accuratezza ed essere in grado di mettere in atto azione evasiva contro eventuali aerei nemici in inseguimento”.

L’aeroplano è progettato anche per potersi scontrare direttamente contro aerei nemici, proprio come gli F-16 USA, in combattimenti in volo. L’SU-34 volò nel suo primo volo-test nel 1990, proprio mentre il collasso dell’Unione Sovietica ed il caos degli anni di Yeltsin provocarono ripetuti ritardi nel perfezionamento e collaudo. Finalmente, nel 2010 l’aereo era in piena produzione.

Secondo un reportage pubblicato da US Defense Industry Daily (quotidiano dell’industria bellica) tra le caratteristiche dell’SU-34 riscontriamo:

  • Supporta il trasporto di bombe per 8 tonnellate massime. In grado di caricare armi guidate ad alta precisione, i missili R-73/AA-11 Archer e R-77/AA-12 ‘AMRAAMSKI’ e una mitragliatrice interna da 30mm tipo GSh-301.
  • Massima velocità in quota Mach 1,8.
  • 3000 kilometri di autonomia, estensibili a 4000km caricando serbatoi addizionali. L’SU-34 può anche essere rifornito in volo.
  • Può volare in TERCOM (terrain contour matching: tecnica di mimetizzazione con il terreno) per i voli a basse quote e possiede softwares in grado di assistere diverse manovre altamente complicate.
  • Equipaggiato con il phased array multimode X-band radar (radar multimodalità multiphase a raggi X) che consente modalità radar a monitoraggio del terreno ed altre modalità.

Le nuove tecniche di guerra elettromagnetica

Il velivolo è decisamente impressionante, come è già stato dimostrato negli attacchi alle basi terroristiche in Siria. Ma da questo mese verrà integrato con un altro componente in grado di cambiare l’intero gioco. Parlando allo show aeronautico di Dubai il 12 Novembre, Igor Nasenkov, direttore generale del KRET (Istituto per le tecnologie radio-elettroniche) ha annunciato che questo mese, proprio in questi giorni, i cacciabombardieri Sukhoi SU-34 diverranno strumenti attivi di guerra elettromagnetica.

Nasenkov ha spiegato che i nuovi sistemi di contromisura elettromagnetica Khibiny, installati in punta alle ali, conferiranno ai jet SU-34 capacità belliche elettromagnetiche in grado di lanciare efficaci contromisure elettroniche rivolte contro i sistemi radar, i sistemi missilistici antiaerei, mezzi di controllo e contrasto aereo.

Il KRET racchiude un gruppo di 95 compagnie elettroniche di Stato formate nel 2009 sotto il gigante dell’industria militare di Stato Russa, Rostec.

I progressi Russi in ciò che si chiama eufemisticamente in gergo militare contromisure elettroniche (ECM) stanno di certo causando notti insonni ai pezzi grossi al Pentagono USA. Nelle battaglie nell’est Ucraina pro-Russo nei primi mesi di quest’anno, come nel Mar Nero, come oggi in Siria, secondo fonti militari USA qualificate la Russia avrebbe impiegato tecnologie ECM altamente efficaci come la Krasukha-4, allo scopo di mandare in tilt sistemi radar e di navigazione aerea ostili.

Il Luogotenente Generale Ben Hodges, Comandante delle forze armate USA in Europa (USAREUR) descrive le capacità ECM impiegate in Ucraina come “enormi”, suggerendo che molti ufficiali Americani e NATO sono piuttosto preoccupati da ciò che hanno visto. Ronald Pontius, assistente al Comandante in capo del comando cibernetico dell’esercito, Luogotenente Generale Edward Cardon, in una conferenza tenutasi a Ottobre ha affermato che: “Non possiamo astenerci dal concludere che al momento non stiamo ottenendo progressi al passo che l’intensità della minaccia richiede”. In breve, i pianificatori del Pentagono sono stati colti in castagna per tutti i milioni di miliardi di dollari dei contribuenti USA sprecati per foraggiare l’industria militare negli ultimi anni.

Durante i giorni critici del referendum popolare di Marzo 2014 in Crimea per l’annessione alla Federazione Russa, alcuni reporter del New York Times che si trovavano in Crimea riferirono di aver verificato della presenza di sistemi elettromagnetici russi, noti come R-330Zh Zhitel, costruiti dalla Protek a Voronezh, Russia. Questa tecnologia all’avanguardia si pensa sia stata usata per impedire all’esercito Ucraino una invasione della Crimea prima del referendum. Le forze Russe in Crimea, dove la Russia aveva un accordo legale per mantenere le sue basi stipulato con Kiev, sono state, a quanto riferito, in grado di interrompere tutte le comunicazioni delle forze armate di Kiev, prevenendo così un possibile bagno di sangue nella regione. Ed hanno lasciato Washington con un palmo di naso.

La USS Donald Cook…

In seguito, nell’Aprile 2014, un mese dopo l’annessione della Crimea alla Federazione Russa, il presidente Obama ordinò alla USS Donald Cook di andarsi a stanziare nelle acque del Mar Nero appena al largo della Crimea, dove si trova il porto della flotta Russa del Mar Nero, allo scopo di “rassicurare” gli Stati UE della determinazione Americana. Il Donald Cook non è un regolare incrociatore equipaggiato con missili teleguidati. E’stato rimodellato per essere una delle quattro navi parte dell’ Aegis Ballistic Missile Defense System (sistema di difesa missilistica balistica Aegis) di Washington, mirato in particolare contro l’arsenale nucleare Russo. La USS Donald Cook entrò nel Mar Nero l’8 Aprile dirigendosi spedita verso le acque territoriali Russe.

Il 12 Aprile, 4 giorni dopo, la nave USA lasciò inspiegabilmente l’area delle acque territoriali della Crimea per un porto nello Stato membro NATO della Romania. Da lì in seguito lasciò del tutto il Mar Nero. In un articolo del 30 Aprile sulla edizione online del quotidiano Russo Rossiyskaya Gazeta titolava: “Che cosa ha spaventato l’incrociatore Americano”, dichiarando che mentre la USS Donald Cook si trovava in prossimità nelle acque della Crimea (a quel punto ufficialmente Russe) un bombardiere Su-24 Russo condusse un volo attorno all’incrociatore.

La Rossiyskaya Gazeta continua affermando che il SU-24 Russo “non era equipaggiato con bombe o missili a bordo. Solo una bombola contenente il complesso da guerra elettromagnetica Khibin sospeso sotto la fusoliera”. Mentre si avvicinava all’incrociatore USA il Khibin ha disattivato “i radar, i circuiti di controllo combattimento ed i sistemi trasmissione dati della Donald Cook. In pratica ha disattivato l’intero Aegis come spegnere una televisione premendo il bottone sotto lo schermo. In seguito l’Su-24 ha simulato un lancio di missili sulla nave, ormai cieca e sorda, ripetendo la simulazione ripetutamente, per un totale di 12 volte”.

L’esercito USA ha negato l’incidente qualificandolo come propaganda Russa, ma è un dato di fatto che la USS Donald Cook non ha più provato ad avvicinarsi alle acque Russe del Mar Nero. Né la Donald Cook né nessun altro mezzo navale NATO. Una inchiesta del 2015 dell’Istituto per gli studi sulle capacità belliche di eserciti stranieri (US Army’s Foreign Military Studies Office) ha concluso che in effetti la Russia: “dispone di crescenti capacità di guerra elettromagnetica e i leader politici e militari sono consapevoli dell’importanza… Le crescenti capacità di oscurare o distruggere le comunicazioni digitali possono dimostrarsi di grosso aiuto nel ridurre lo svantaggio nell’affrontare un nemico superiore in termini convenzionali”. Adesso i nuovi sistemi di contromisura elettronica Khibini sono installati in punta alle ali dei cacciabombardieri Russi SUKHOI SU-34 impegnati contro l’ISIS in Siria.

I Calabroni Killer

Una seconda nuova tecnologia militare Russa altamente avanzata, che sta mietendo ansie nel Pentagono del Segretario alla Difesa “Ash” Carter sono i nuovi Bumblebee (Calabroni), che l’esercito Russo classifica come lanciafiamme. In realtà si tratta di armamenti termobarici altamente avanzati in grado di lanciare esplosivi che sono una combinazione di carica esplosiva e carburante altamente combustibile. Quando il razzo raggiunge il bersaglio il carburante si disperde in una nuvola che viene in seguito detonata dalla carica esplosiva. Gli esperti militari USA rispondendo a una domanda di recente posta loro dalla rivista di scienza e ingegneria Popular Mechanics di fornire una valutazione dei “calabroni” hanno concluso che: “l’esplosione generata è devastante, irradia un’onda d’urto e una palla di fuoco di 6-7 metri di diametro”. Gli esperti USA hanno notato che il “calabrone” è particolarmente utile contro: “truppe in bunker, trincee, veicoli corazzati. Il gas che si disperde può entrare da ogni fessura e consentire alla palla di fuoco di esplodere all’interno. Le tecniche termobariche sono particolarmente distruttive per edifici. Una carica termobarica che si inserisca in una struttura può fare collassare un intero edificio dall’interno come risultato della pressione interna”.

Status-6

Non possiamo addentrarci molto dentro questa ennesima nuova tecnologia militare Russa supersegreta. E’stata citata appena da un reportage della TV Russa ma se ne conosce pochissimo. Ciò che viene sviluppato è indicativo di come la Russia si aspetti l’impensabile da Washington. “Ocean Multipurpose System: Status-6” (Sistema multi-funzione Oceanico Status-6) è un nuovo sistema di armamenti nucleari sottomarini progettato per by-passare i radar della NATO come ogni altro sistema di difesa antimissilistica esistente ed essere in grado di causare danni gravi a: “strutture economiche importanti” lungo le regioni costiere nemiche.

Dal poco che trapela si sa che Status-6, causerebbe ciò che nella terminologia dei militari Russi è definito: “danni inaccettabili garantiti” ad una forza antagonista. Dichiarano che la detonazione “in una area costiera nemica” (New York, Boston, Washington..?) risulterebbe in “zone estese di contaminazione radioattiva” che renderebbero la zona inservibile da punto di vista di ogni scopo: “militare, economico, commerciale ed altre attività per lungo tempo”. Lo Status-6 a quanto pare è un gigantesco siluro, progettato come: “veicolo subacqueo a propulsione autonoma”. Ha una autonomia di gittata di 10000km e può operare fino a una profondità di 1000 metri. In un incontro con i vertici militari del 10 Novembre, Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia contrasterà il programma di scudo missilistico NATO, a guida USA, attraverso: “nuovi sistemi d’attacco in grado di penetrare qualsiasi difesa missilistica”. Presumibilmente si riferiva a Status-6.

Il Segretario alla Difesa USA Carter ha dichiarato in un discorso dell’8 Novembre che Russia e Cina stanno sfidando la “preminenza Americana” e la cosiddetta “guida dell’ordine mondiale” di Washington. Carter ha aggiunto che: “l’elemento più disturbante è l’agitare la minaccia nucleare da parte di Mosca” che nella sua visione: “solleva domande sull’impegno per la sicurezza strategica dei leader Russi, il loro rispetto delle norme contro l’uso di armamenti nucleari”.

In maniera non sorprendente, Carter ha omesso l’ancora più rumoroso sbandierare da parte di Washington della minaccia nucleare. In aggiunta all’avanzamento dell’ US Ballistic Missile Defense array (Sistema di difesa missilistica-balistica USA) mirato contro la Russia, Carter ha di recente annunciato che armi nucleari altamente avanzate saranno stazionate presso la base aerea di Büchel in Germania, come parte del programma nucleare congiunto NATO, che coinvolge pure Stati non-nucleari in Europa che al momento alloggiano oltre 200 testate nucleari USA. Questi Stati NATO in Europa, Germania inclusa, diventano di fatto dei potenziali ground zero in qualsiasi guerra nucleare possibile tra Stati Uniti e Russia. Probabilmente è tempo che menti più sobrie a Washington si assumano la responsabilità per riportare il mondo ad una atmosfera pacifica, menti non ossessionate da idee ridicole come, ad esempio, quella di “preminenza”.

F. William Engdahl

Fonte: http://journal-neo.org

Link: http://journal-neo.org/2015/11/16/do-we-really-want-a-new-world-war-with-russia/

16.11.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

Pubblicato da Davide