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CHE COS’ IL FRONT NATIONAL DI MARINE LE PEN (DEDICATO A QUELLI CHE LA DICOTOMIA DESTRA-SINISTRA NON C'E' PIU')

DI MORENO PASQUINELLI

sollevazione.blogspot.it

I recenti successi elettorali del Front national di Marine Le Pen stanno seminando il panico nel fronte unico degli euristi, di destra e di sinistra. Questi sono terrorizzati all’idea che le prossime elezioni europee consegnino ad esso una clamorosa vittoria. Un simile esito sarebbe il segnale che l’asse carolingio o franco-tedesco, già in crisi, avrebbe imboccato la via del tramonto, con buona pace dell’euro.

Primo: sbarazzarsi dei tabù

Nella sinistra d’Oltralpe prevale, prevale, davanti alla valanga lepenista (ma questo vale anche per quella italiana), uno spavento irrazionale, basato a sua volta su di un doppio tabù: quello della sovranità nazionale e quello del fascismo.
In psicanalisi un tabù è un pensiero inammissibile, o un atto proibito; mentre per gli etnologi equivale ad un divieto sacrale di avere contatto con qualcosa o qualcuno.
Per la sinistra, mentre la sovranità nazionale è un pensiero proibito, col fascismo qualsiasi contatto è considerato peccato, quindi proibito anch’esso.
Andiamo dicendo da anni che se non ci liberà di questi tabù, nulla si capisce dei profondi processi sociali e ideologici in atto, e chi nulla comprende ha il destino segnato.

Secondo: capire

Matteo Salvini, a nome di una Lega Nord con l’acqua alla gola, ha strombazzato ai quattro venti l’accordo raggiunto il 15 gennaio scorso a Strasburgo con Marine Le Pen in vista delle elezioni europee. Marine le Pen, da parte sua, ha tenuto il basso profilo, parlando delle “inquietudini comuni”. E lo ha fatto a ragion veduta. Se Salvini si fosse peritato di leggere il vasto e articolato programma del Front National, ovvero l’irrevocabile rifiuto di ogni concezione federalista della nazione e la concezione dura e centralista dello Stato, anche lui sarebbe stato più prudente circoscrivendo il “patto” ad un mero accordo tattico di convenienza.

Questa nostra raccomandazione a studiare attentamente il programma del Front National —per l’esattezza MON PROJECT. POUR LA FRANÇE ET LES FRANÇAIS, sul quale il FN ha condotto la campagna per le presidenziali del 2012— vale a maggior ragione non solo per le sinistre che hanno la tremarella all’idea che i lepenisti vincano le prossime elezioni. Vale anzitutto per le disperse e litigiose forze che in Italia si battono per la sovranità e l’uscita dall’euro e dall’Unione.

Sovranisti che?

Nel campo sovranista, sarebbe colpevole omissione nasconderselo, esistono correnti che guardano con simpatia al Front National. Non parliamo solo di pezzi in libera uscita dal blocco berlusconiano —La Destra di Storace e l’ectoplasma che sta a cavallo tra Fratelli d’Italia, il gruppo di Alemanno e alcuni personaggi di Forza Italia come la Santanché—, parliamo di diverse associazioni anti-euro nate di recente e che non hanno apparentemente contatto alcuno con i cascami politici del berlusconismo. Per alcune di queste, che non nascondono di guardare a destra o addirittura di essere nostalgiche del fascismo, la simpatia per il Front National è, come dire, un riflesso condizionato.

Ci sono anche altre associazioni sovraniste che, pur proclamando ai quattro venti la loro matrice democratica, repubblicana e costituzionale, simpatizzano con il Front National e, seppure a mezza bocca, dicono che lo voterebbero se fossero in Francia.

Mi era già capitato di polemizzare con simili posizioni. Lo feci, alle porte delle presideziali francesi della primavera scorsa, polemizzando col compianto Costanzo Preve, sottolineando che :

«Il sovranismo nazionale di per sé, se non è una convenzione semantica, è solo un concetto che, calato nella pratica, può assumere diverse forme, e alle forme corrispondono diversi contenuti. Il sovranismo può essere revanchista, reazionario, sciovinista, razzista, fascista e imperialista, come appunto quello del Fronte Nazionale francese, o può essere, al contrario, democratico, antimperialista, socialista, internazionalista e rivoluzionario. Tra i più accaniti sovranisti, ad esempio, si annoverano nord-americani e israeliani, di cui speriamo Preve non nutrirà alcuna ammirazione —e che non vorrà, per una tarda infatuazione di matrice idealistica dello Stato-nazione, porre sullo stesso piano dei patriottismi cubano o palestinese».

Certi sovranisti nostrani commettono lo stesso errore di Preve, si fermano alla superfice, all’apparenza. Preve confessava che basava il suo giudizio solo sulla lettura di un recente libro della Le Pen (Pour que vive la France) mentre come si sa non bisogna mai giudicare qualcuno da ciò che dice di sé stesso. Non lesse con la dovuta attenzione il programma politico del Front National.
I nostri amici sovranisti che si dicono democratici hanno letto e studiato davvero questo programma? Ne dubitiamo, poiché se ne avessero preso visione le cose sono due: o si sbagliano o la loro fede democratica è solo fuffa.

Keynesismo temperato o liberismo moderato?

Tutta la prima parte del programma del Front National è dedicata all’economia ed espone in dettaglio le misure che esso prenderebbe una volta salito al governo.

(1) Sui salari si promette un salario minimo di 1500 €. Il ribasso delle tariffe di gas ed elettricità del 5% [l’energia da fonte nucleare non si tocca, come l’alta velocità, Nda] e dei carburanti alla pompa. Per quanto riguarda il sistema pensionistico si promette un aumento delle pensioni minime portandole a 750€, ristabilendo il diritto alla pensione dopo 40 anni di lavoro o 60 anni di età. Nulla si dice contro il meccanismo contribuitivo vigente in Francia.

(2) Si promette la sovranità monetaria (ritorno al franco con l’euro che diventa “moneta comune”, [supponiamo di conto tra le diverse banche centrali, Nda] e il controllo sui movimenti di capitale.

(3) Per quanto non prometta una politica di piena occupazione (nel programma non c’è alcun accenno ad un piano centrale per il lavoro) si propongono il contrasto delle delocalizzazioni, la protezione delle produzioni francesi, la difesa del commercio al dettaglio contro la grande distribuzione.

(4) Si propone di colpire (senza esagerare però) la bancocrazia e la finanza speculativa. Non si chiede la nazionalizzazione del sistema bancario, né l’abolizione delle banche d’affari. Non si chiede nemmeno che la banca centrale torni in mano allo Stato, ma si afferma che deve prestare soldi al governo senza interessi.

(5) Sulla fiscalità si propone un sistema progressivo semplificato per le imposte sul capitale, un regime di agevolazione per le piccole e medie imprese, una mini-parimoniale e un ribasso dell’IVA sui prodotti di prima necessità.

Si tratta, come ognuno può capire, di un programma all’insegna di un keynesismo temperato, molto temperato. L’obbiettivo centrale non è la piena occupazione (è evidente la preoccupazione di conservare una quota di disoccupati così da tenere sotto controllo le spinte salariali), mentre non c’è traccia di nazionalizzazioni, né dell’idea che lo Stato debba essere il perno attorno a cui deve girare l’economia.

Se mi è consentito: un keynesismo temperato che può ben sfociare in un liberismo temperato. Un programma attentamente calibrato per sfondare a sinistra e conquistare voti nel proletariato e nel ceto medio, ma senza spaventare affatto la borghesia, se non i suoi settori apertamente speculativi, e nemmeno la Germania e i centri oligarchici dell’Unione europea. Il grosso di queste misure sono tuttavia ampiamente condivisibili. Un eventuale governo popolare, contestualmente all’uscita dall’euro, non potrebbe che applicarle.

Tutto qui? magari!

Le dolenti note

Il programma continua, anzi la parte più corposa viene dopo. Vediamo.

(6) Sull’immigrazione e l’accesso alla cittadinanza (naturalizzazione) si propone una radicale modifica dell’attuale Jus soli, ovvero condizioni molto più severe per ottenere la cittadinanza —si chiede apertamente l’assimilazione degli stranieri. Gli immigrati, pur legalizzati, che si trovino senza lavoro, saranno “incitati” a tornare nel loro paese d’origine. I clandestini o coloro che si “mantegono illegalmente” [anche quelli che vivono alla giornata o lavorano precariamente?, Nda] saranno immediatamente espulsi. Le aziende saranno obbligate ad assumere anzitutto i cittadini francesi. Ogni legge che prevede di regolarizzare i clandestini sarà soppressa. Gli stranieri che fossero condannati al carcere saranno espulsi e dovranno scontare la pena nei loro paesi d’origine. Saranno infine, udite! udite!, vietate tutte le manifestazioni “di appoggio ai clandestini”.

Misure draconiane che, per chi frequenta anche solo un poco, lo Stato di diritto, significa de facto la sua pur camuffata soppressione. Solo due esempi. Espellere uno straniero dopo una condanna di primo grado significa ledere i suoi diritti alla difesa, tra cui l’appello ad un’altra corte. Come potrà appellarsi un cittadino straniero gettato in una prigione lontana dalla Francia?
Il divieto di manifestare per i diritti degli immigrati illegalmente entrati nel paese è un provvedimento inaudito, apertamente fascista. Ogni regime autoritario fa il primo passo per rompere la diga dello Stato di diritto infilandosi in una faglia. Dopo il primo, c’è il secondo, poi il terzo e così via. E quando la resistenza non s’arrende ecco il pretesto per giustificare poteri speciali e un regime di dittatura.

(7) “Una politica di tolleranza zero sarà instaurato sull’insieme del territorio nazionale”. Aumenti delle pene, privazione dei diritti sociali ai condannati a pene superiori ad un anno, più poteri ai corpi di polizia, aumento degli effettivi dei corpi repressivi, aumento deil numero dei magistrati, avvio di un vasto piano carcerario per ottenere 40mila nuovi posti: Dulcis in fundo: ristabilimento della pena di morte e nessuno sconto di pena ai condannati all’ergastolo.

Tutto il capitolo sulla “sicurezza” è un delirio sicuritario. Ne vien fuori uno Stato di polizia in perenne Stato d’eccezione, che usa il pugno di ferro contro tutte le forme di anomalia e “devianza” sociale.

Il limes oltre il quale c’è la repressione di ogni forma di antagonismo sociale è sottilissimo.

(8) E’ dentro questa cornice sicuritaria che il Front National inscrive lo specchietto per le allodole della “democrazia diretta”, ovvero della centralità dei referendum, che a malapena maschera una coerente concezione plebiscitaria e populista-totalitaria della democrazia. Scontata è dunque la difesa del sistema presidenzialistico, con la possibilità di un solo mandato. Inquietante la giustificazione: “L’elettoralismo è diventato una vera piaga per il nostro paese”.

(9) Per quanto riguarda la forza armata il Front National propone un grande programma di riarmo della Francia, la difesa e lo sviluppo della sua deterrenza nucleare, il rafforzamento della filiera industriale militare. E’ in questa cornice che si promette l’uscita della Francia dalla NATO. Qui non si tratta solo della famigerata grandeur française, o di semplice nazionalismo, ma di un vero e proprio richiamo al revanchsimo nazionale e allo sciovinsimo imperialista.

(10) Siamo quindi ai cosiddetti “diritti civili”. Il Front national si oppone ai matrimoni omosessuali come al diritto d’adozione da parte di coppie omosessuali. Sì invece ai PACS. Propone quindi politiche di incoraggiamento della natalità delle famiglie patriarcali mononucleari. Per finire FN liscia il pelo alla consolidata tradizione secolarista e laicista tipica della tradizione francese, proponendo non solo il rifiuto di ogni finanziamento statale a qualasiasi comunità religiosa, ma pure il divieto categorico di ostentazione di simboli religiosi in ogni luogo pubblico (scuole, uffici, mezzi di trasporto, ecc.), un divieto che, secondo chi scrive, lede pesantemente un diritto fondamentale, quello alla manifestazione del proprio pensiero, oltre che alla effettiva libertà di culto, e quindi calpesta quelli di minoranze importanti (come quella islamica).
Di qui la concezione nazionalista e centralista di uno Stato forte, come quando si stabilisce che la Costituzione sarà modificata ficcandovi il principio per cui “La Repubblica non riconosce alcuna comunità” se non la propria.

Conclusioni

I sovranisti italiani che si dicono di fede democratica e che, alla leggera, strizzano l’occhio al Front National sono avvertiti. Ora sanno qual è la Francia a cui aspira Marine Le Pen. Accetterebbero essi, in Italia, di aiutare una simile forza a salire al governo? Accetterebbero essi a cuor leggero di ottenere l’uscita dall’euro in cambio della democrazia e dei diritti di libertà? Infine: dal momento che siamo in molti a propugnare la nascita di un Comitato di Liberazione Nazionale per tirar fuori il Paese dalla gabbia eurista, accetterebbero essi un sodalizio o un’alleanza politica con una simile forza reazionaria? Che fine farebbero i vostri giuramenti sulla Costituzione?

Un ultimo pensiero corre ai seguaci della teoria secondo cui sarebbe destituita di fondamento ogni “dicotomia destra-sinistra”. Forse la sinistra si è eclissata, ma l’inabissamento di uno dei due poli non è la scomparsa della polarità, non è la fine della dicotomia, è la vittoria di un polo sull’altro. L’avanzata del Front National, verace partito della destra più dura e reazionaria, si spiega appunto con l’inganno ideologico che esso non è né di destra né di sinistra.

Occorre stare attenti alle trappole semantiche, che precedono quasi sempre la capitolazione politica.

Moreno Pasquinelli

Fonte: http://sollevazione.blogspot.it

Link: http://sollevazione.blogspot.it/2014/01/che-cose-il-front-national-di-marine-le.html

17.01.2014

Pubblicato da Davide

  • oggettivista

    Moreno, fatevene una ragione. Avete perso la vostra battaglia ideologica e, per dirla con un vecchio slogan, IL FUTURO APPARTIENE A NOI!

  • Xeno

    Un estremista di sinistra poteva parlare bene dell’estrema destra?
    Pasquinelli,fare un mea culpa no?
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  • Giaurro

    Se oggi Mazzini fosse vivo imputerebbe a questa nuova marmaglia le stesse colpe intellettuali che imputava al marxismo. Sovranismo nazionalista = Egoismo materialista. Tra un universalismo della povertà e un particolarismo della ricchezza è meglio il primo. Meglio il Reich europeo che non la schiera della Revanche, considerando scontato che un universalismo della ricchezza sia impossibile.

  • tania
    Quando si usano espressioni del tipo : "né Dx né Sx , l’importante è la
    Patria , la Nazione" "né Dx né Sx , l’importante è il Mercato" "né Dx né Sx ,
    l’importante è la Tradizione" "né Dx né Sx , l’importante è l’ Ordine" eccetera
    eccetera ( di solito si usa quest’espressione nel nome della Nazione … )
    in realtà si fa propaganda di Destra . Perchè la persona (
    la libera emancipazione della persona , ciascuna come vuole , in
    uguale dignità ) viene annullata in nome di un
    Valore  oltreumano ed escludente .

  • Giaurro

    Quello che scrivi ha senso soltanto – e nemmeno sempre – in riferimento al periodo che succede al 1789. Oppure vuoi buttare dentro il calderone della "destra" – come l’inetto Popper buttava dentro il calderone del "totalitarismo" – Platone, Aristotele, Paolo, Agostino, Tommaso e in definitiva tutta la tradizione del pensiero occidentale – e non solo occidentale – pre-moderno e pre-umanistico?

  • tania
    Certo
    , il cleavage Destra/Sinistra ha senso solo a partire dalla Modernità . Non
    serve cioè a dare nome a tutti i conflitti di potere e di saperi che hanno
    segnato la storia occidentale , a spiegare la lotta fra Cesare e Pompeo , o
    quella fra Guelfi e Ghibellini eccetera . Ha senso solo , come fai giustamente
    notare tu , quando compare il soggetto , razionale , libero e uguale ( che come
    sappiamo nel mondo premoderno non esisteva )

  • oriundo2006

    A me pare un programma già abbastanza completo, notevole sui punti citati per primi, poco ( ma in parte si’: suscitare il tema ‘Nato’ è prova di estremo coraggio e personale rischio…) condivisibile sui secondi, espressione di un paese spaventato dall’ incipiente impoverimento e regressione sociale dovuta all’immigrazione senza limiti e sopratutto dalla concorrenza internazionale che vede un po’ tutti i paesi europei perdenti il loro status privilegiato di fronte all’ex terzo-mondo…Ho avuto il ‘coraggio’ recentemente di sorbirmi su di una Tv via satellite un comizio della signora, dall’inizio alla fine. Ne ho tratto l’idea che il suo punto fermo, quello che incardina il suo discorso politico è di carattere religioso, si’, cattolico d’antan, e su questo punto ( non espresso chiaramente per motivi ‘modernistici’ ) è facilmente attaccabile, in quanto la Francia che sogna è in realtà il suo passato, quello che si è ‘evoluto’ poi nell’oggi in crisi forse irreversibile. Mi spiego meglio. Se la sua lotta ad esempio all’immigrazione ( non lo dice, ma quella di matrice maghrebina e dunque musulmana ) è cosi’ accesa è perchè non ne accetta i comportamenti ( ad esempio il vivere spesso alle spalle dello stato sociale ) e sopratutto le idee ( che a loro volta spregiano la Francia in quanto paese non-muslim: parli un po’ di quando in quando con qualche algerino o tunisino su come giudicano l’Occidente, s’il vous plait caro Pasquinelli… ) ma lo fa a partire dai valori ‘eterni’ della Francia in quanto paese ‘cristiano’ (  fille aînée de l’Église ): su questa base storicamente contraddittoria, perchè guarda al passato che tuttavia si è evoluto nella Francia repubblicana, tutto il suo discorso appare facilmente attaccabile perchè antistorico ed in fondo solo ‘bassamente’ nazional-popolare. Ed in fondo è solo resuscitare Le Pen padre dimenticando che oggi in Francia queste idee tradizionali appartengono solo ad una parte modesta della popolazione. Se vuole conquistare il potere deve dare soluzioni molto piu’ universali ed accettabili da chiunque: ma trovarle da destra come da sinistra è forse oggi impossibile. Limitare i danni si puo’ e si deve, invece. 

  • lucamartinelli

    Oh, mio dio, ci risiamo. Dopo una breve primavera ecco che il vecchio ritorna. Sembrava che il popolo bue , becero e semianalfabeta cominciasse a capire che era giunta l’ora di cessare ogni divisione tra destra e sinistra. Invece no! Ecco un articolo che ricalca il vecchio. Quindi quando spiegavamo che dividersi tra destra e sinistra era come cadere nella più subdola della trappole dei padroni abbiamo dato perle ai porci, come si suol dire? pare di sì. Bene, anzi male, vuol dire che le menti raffinatissime degli illuminati  hanno vinto ancora. Non è sevito nemmeno dimostrare, dati alla mano, che "loro" non si dividono mai ma indossano la giacca rossa o nera a secondo della bisogna. Esempi fulgidi come la storia politica e le fratellanze di Napolitano non hanno insegnato nulla….e allora credo che nessun cambiamento sostanziale sarà possibile. D’altra parte Renzi, il nulla che avanza, quando starnazzava che lavorava per cambiare i musicisti, è stato salutato da ovazioni altissime. Eppure non dicevamo che volevamo cambiare la "musica" e non i musicisti?

  • ericvonmaan

    Se siamo arrivati al punto che solo gli ex fascisti possono salvarci da questo mostro che è l’ EU, ed è così è un dato di fatto , la reponsabilità è solo di voi venduti della "sinistra". Ma stateve zitti almeno

  • Pellegrino

    Lapidario quanto sacrosanto

  • Black_Jack

    A bello, ma vogliamo parlare dei venduti di destra?
    Ma vogliamo parlare di voi middle class che votavate Berlusconi?
    Che votavate Fini perché "si vede che è una persona onesta"?
    Dei middle class del kazzo mangiatori di merda che si sono sempre preoccupati solo di evadere il fisco, o se non evadevano di trovare la raccomandazione per il figlio?
    Dei piccoli borghesi senza dignità che si lamentavano quando i lavoratori scioperavano e richiedevano limitazioni al diritto di sciopero?
    Dei borghesucci miserabili pitocchi che ce l’avevano con lo Stato e pensavano che la soluzione fosse privatizzare?
    Ma chiudete il becco nullità sociali e umane che non siete altro.

  • Pellegrino

    "votavate" a chi???

  • ericvonmaan

    BlackJack è inutile che ti scaldi, la (sia pur condivisibile, almeno nello spirito generale) pappardella contro berluscao non cambia i FATTI, cioè che le firme sui contratti ce le hanno messe i rappresentanti della "cosiddetta" sinistra. Senza consultazione popolare, senza dibattito, raccontandoci un sacco di balle ("con l’euro lavoreremo un giorno in meno guadagnando come se lavorassimo un giorno in piu" oppure "l’euro ha salvato l’Italia" … cit. Prodi) e intascando i lauti compensi del baratto. Per non parlare della privatizzazione della banca d’italia e la svendita dei beni di stato, chi li ha fatti berlusca??? il quale ha una marea di altre colpe ma per quanto riguarda la mia frase, ripeto: sinistroidi che comunque voterete renzi, ma stateve zitti

  • mimmogranoduro

    Caro Blak-Jack,è inutile che strilli,(te lo dice uno che la prima volta che ha votato ha votato PCI,per poi finire nel gruppo degli astenuti)-se Berlusconi ci ha rotto le palle per 20 anni,la colpa è della sinistra(lui non era candidabile)-la peggiore riforma della scuola(la quale è una delle principali responsabili del degrado sociale del paese) ,la si deve alla sinistra-le peggiori riforme,delle pensioni ,senza toccare mai i privilegiati,lo si deve alla sinistra-le peggiori riforme sul mondo del lavoro,sono state fatte dalla sinistra,i peggiori accordi contrattuali industriali,sono stati firmati dai sindacati di sinistra,la TRIPLICE tanto per intenderci-Le menzogne sull’euro lo si deve alla sinistra-La perdita della sovranità nazionale e lo sfascio dello stato sociale lo si deve alla sinistra-

    Tu mi dirai,ma la destra allora cosa ha fatto? me ne frego di quello che ha fatto la destra(certamente ha collaborato allo sfascio),io non l’ho mai votata,il mio consenso era per la sinistra,la quale,con fare maramaldesco,ha carpito la mia fiducia per poi usarla contro di me e la mia famiglia,io mi sento tradito da coloro che ho votato,no da coloro che non ho mai votato-premesso ciò,è opportuno dire,che la sinistra degli ultimi 20 anni,tutto era tranne che sinistra,quindi,scoperto l’inganno(mi sembra abbastanza evidente)sarebbe opportuno mandarli tutti a fare in culo,cominciando proprio da quell’ebete di Renzi-Io da uomo di sinistra,mi sento profondamente offeso,quando sento questi politicanti di oggi definirsi di sinistra,sono degli usurpatori d’identità,mascalzoni allo stato puro,ben vengano le Le Pen-
  • Hamelin
    Il Quotone è d’obbligo , Frase Sacrosanta.

  • aristanis

    Le riflessioni dell’autore in merito ai provvedimenti blandi in tema di regolamentazione del sistema bancario sono condivisibili.
    Ammetto però di non aver letto il programma, quindi non so se sia vero tutto ciò che l’autore ha scritto.
    Resta il fatto che oltre al ritorno graduale e concordato ad un sistema monetario a cambio flessibile, quello delle Banche rimane, poi, un problema fondamentale.
    Invece, l’autore non approfondisce l’aspetto più rivoluzionario del programma, ossia l’uscita dalla NATO, con la composizione di un regolare esercito francese autonomo e non mercenario nè criminale.
    Non sottolinea nemmeno l’importanza, all’interno dell’Occidente secolarizzato che corre verso il disordine sociale familiare, della modifica della legge Taubira, dunque non riconoscendo i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ed impedendo loro -come ora- di non adottare bambini. Sotto questo punto di vista, il programma è più rivoluzionario -e cristiano!- di aspetti come il divieto di esternare eccessivamente in luoghi pubblici la propria fede, che invece l’autore sottolinea come esempio di laicità e come, allo stesso tempo, esempio di repressione del libero pensiero. Lo Stato, invece, addirittura agirebbe come invece dovrebbe agire la Chiesa impaurita che non alza più la voce, salvando l’ordine sociale che invece i soliti ambienti mirano a disfare in tutto l’Occidente.
    Poi, vorrei sapere cosa Le Pen pensa di accordi commerciali della Francia con Russia, Iran, Siria, Ucraina, Bielorussia, ecc.
    Nel complesso, quello della Le Pen resta un programma rivoluzionario e socialista, populista. E sono felice che non sia democratico -il che vuol dire criminale- perchè l’elettorato,al giorno d’oggi, corrotto dai media mainstream, non è libero di votare il meglio per lui, perchè non ha più le capacità di pensare e riflettere, è marcio fino al midollo, abbandonato ai piaceri futili e disordinati, non ha senso dello Stato, anzi odia lo Stato ed ama le Istituzioni Sovranazionali. Ben venga l’irrigidimento delle strutture sociali e la nuova educazione del proletariato all’insegna dell’amore della propria Terra, dello Stato, delle Tradizioni e Cultura, e dei Valori fondanti, con la libertà religiosa garantita a cristiani, ebrei, musulmani.
    L’autore dovbrebbe spiegare cosa intende per democrazia, perchè ora non siamo in democrazia, ed ogni modifica radicale del regime attuale è molto più democratica della democrazia attuale.

  • Black_Jack

    Lo so che non siete elastici.
    Non ce l’avevo con Berlusconi se non per metterlo come una delle colpe della piccola borghesia di m… che è la vera responsabile della situazione attuale.
    Voi vi limitate a rispondere su Berlusconi, Pellegrino dice che non l’ha votato…non importa ho fatto un elenco delle responsabilità della piccola borghesia che è la vera responsabile di tutto.
    La sinistra ha tradito perché è andata dalla parte della piccola borghesia di m…
    Ora voi andate dalla Le Pen è finite di completare la frittata.
    Sì, in una primissima fase è meglio la Le Pen dei tecnocrati europei ma siccome so come la pensate so anche cosa state per combinare.
    Questo è il guaio della democrazia, l’eccessiva libertà concessa alla piccola e media borghesia.
    Infatti ho sempre sostenuto un feudalesimo solidale, altro che democrazia del borghesume di m…

  • Fernesto
    tra l’altro anche Silvio …. anche Umberto , Storace , Fini e Casini ….
    hanno votato in parlamento a favore dei Trattati di Maastricht e
    Lisbona… l’unica forza parlamentare che aveva votato contro era
    stata Rifondazione .   

  • Fernesto

    ma che "in una primissima fase è meglio la LePen" ?!?? cazzo …. una volta che
    ero d’accordo con te… due righe sotto mi scrivi una boiata ….

  • Black_Jack

    Non sei elastico nemmeno tu.
    Eppure li hai letti i commenti in questo thread, no?
    E ALLORA NON CAPISCI CHE SIAMO NEL MONDO REALE E BISOGNA RIVOLGERSI A PERSONE IN CARNE E OSSA?
    NON TI VIENE IN MENTE CHE MAGARI ANCHE TU E IO (
    soprattutto tu ovviamente) POTREMMO, AGLI OCCHI DEGLI ALTRI, AVERE DELLE COLPE O DIFETTI DI CUI NON CI RENDIAMO CONTO?

    Quindi per adesso   la prima cosa sarebbe almeno rendersi conto che abbiamo un nemico in comune e che esiste una gerarchia fra i nemici; è molto più pericolosa la tecnocrazia europea che la Le Pen.
    Ovviamente non vengo dall’area ideologica del FN, ma come diceva la celebre madre badessa: "A’ rega’…a’ guera è guera!".

  • Fernesto

    Cazzate …. la finanziarizzazione dell’economia è una conseguenza del fatto che
    anche il piccolo e medio borghessuccio francese doc da generazioni , o
    padano doc da generazioni , non otteneva più profitti come durante i Trenta
    Gloriosi … non è colpa di un nemico esterno che ha tramato , con un
    cappuccio in testa in stanze segrete , contro un popolo
    omogeneo… come sti fascisti di merda fanno credere …

  • Black_Jack

    Ma dai, per cortesia.
    E’ vero che non esiste il "popolo omogeneo" ma proprio perché è stato scientificamente smembrato con programmi scolastici da imbecilli, con tutta una serie di messaggi violentemente persuasivi in trasmissioni televisive che avevano l’unico scopo di rincoglionire per sempre i ragazzini e gli adulti che li guardavano, nelle pubblicità, nella cultura mainstream, con politiche economiche micidiali per la coesione sociale.

    Certo che esiste il nemico esterno ossia delle élites che vogliono creare una apartheid all’incontrario dove gli isolati saranno loro, in un mondo perfetto ipertecnologizzato mentre il resto dell’umanità diventerà una specie di casta inferiore alla quale sarà concesso, a quelli che ubbidiranno ai padroni, di essere dei "consumatori".

    Hai ragione a preoccuparti dell’immondo livello culturale e umano delle classi medie (anch’io ne provo un profondo ribrezzo) ma bisogna prendere atto del fatto che dovremo combattere al loro fianco, non abbiamo scelta.

  • Fernesto

    Sul rincoglionimento siamo d’accordo ( anch’io sono rincoglionito senza saperlo
    ) ma non c’è nessuna trama oscura dietro… è la pubblicità …. e la pubblicità
    serve a vendere la merce… e se non si vende la merce non esiste nemmeno la
    classe media … è un loop…
    e non ce nessun nemico esterno … in borsa ci
    ha giocato fino all’altro ieri anche il francese medio che aveva due risparmi ,
    e non sapeva come farli valorizzare , e adesso magari vota per la LePen che gli
    dice che è colpa del nemico esterno ..

  • Black_Jack

    Non sono per niente d’accordo.
    Ci tengo solo a chiarire che non sto parlando di complotti tipo Illuminati, Retiliani o UFO.
    Penso che la classe dominante sappia benissimo come manipolare le masse le quali ovviamente non se ne rendono conto (se no non si chiamerebbero "masse").

  • Georgejefferson

    La dicotomia e’ sempre presente.Si vede bene sempre.Anche qua,colpa interna o colpa esterna?E’ un concorso di colpa ed e’ ovvio,e con mille sfumature anche.Eppure ci si blocca sempre allo scontro dicotomico.Un’altra cosa e’:ai vertici di elite,i cortigiani che litigano con posizioni dicotomiche vengono presi per il culo.

  • Fernesto

    Si , è vero … quella del "concorso di colpa" forse è la risposta più
    sensata….
    Però volevo dire che non è che esista la Spectre e sotto ci
    i sono popoli…. altrimenti , se qualcuno conosce i nomi di questa cazzo
    di Spectre , li tiri fuori , lo dica a tutti , dovrebbe tappezzare i
    muri e i siti internet con i loro nomi , finchè un bordello di gente inizia a
    saperlo … e così si va finalmente a prendere a calci in culo questi
    cattivi … e i "popoli" sono salvi …
    Ovviamente non è così , è
    un pò più complicato…