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CHARLIE HEBDO: NON ESATTAMENTE UN MODELLO DI LIBERTA' DI PAROLA

DI DIANA JOHNSTONE

counterpunch.org

[…] A dire il vero Charlie Hebdo non era un modello di libertà di parola ed è finito – come gran parte dei “difensori dei diritti umani di sinistra” – per difendere le guerre – guidate dagli Stati Uniti – contro i “dittatori”.

Nel 2002, Philippe Val, allora redattore capo, denunciò Noam Chomsky per anti-americanismo e per eccessiva critica di Israele e dei media mainstream.

Nel 2008, Sinè (nella foto), un altro dei più famosi vignettisti di Charlie Hebdo, scrisse una breve nota che faceva riferimento a Jean, il figlio del presidente Sarkozy, che stava per convertirsi all’ebraismo per sposare la ricca ereditiera di una catena di elettrodomestici. Siné aggiunse un commento, “Questo ragazzo, andrà lontano!” e per questo, Philippe Val lo licenziò per “anti-semitismo”. Siné fondò subito un giornale rivale, che si prese una buona parte dei lettori di Charlie Hebdo, rimasti disgustati per i due pesi e due misure che usava C.H.

In breve, Charlie Hebdo è un esempio estremo di tutto quello che è sbagliato nella linea “politically correct” della sinistra francese di oggi. La vera ironia sta nel fatto che l’attacco omicida di questi assassini – apparentemente islamici – improvvisamente ha santificato questa espressione sfocata di una rivolta adolescenziale, che stava ormai perdendo il fascino che l’aveva caratterizzata ai suoi inizi come bandiera eterna di Stampa Libera e di Libertà di espressione.

Indipendentemente dai motivi che hanno spinto gli assassini, questo è quanto hanno ottenuto. Oltre che prendersi delle vite innocenti, sono riusciti sicuramente a rendere più profondo il caos brutale che regna in questo mondo, a far aumentare la diffidenza tra i gruppi etnici in Francia e in Europa e, senza dubbio, a fare anche tanti altri danni.

In questa epoca di sospetti, tutte le teorie del complotto potranno proliferare di sicuro.

Diana Johnstone

Fonte: www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/2015/01/07/what-to-say-when-you-have-nothing-to-say/

7.01.2015

Estratto da: “What to Say When You Have Nothing to Say?”

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Davide