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CELENTE: NEL 2013 FINIREMO IN UN COLLASSO FINANZIARIO

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DI ERIC KING
KingWorldNews.com

Il più attendibile analista sulle tendenze del mercato, Gerald Celente, ha parlato con King World News su quello che, lui crede, ci porterà ad un collasso finanziario nel 2013. Celente ha anche parlato del boom dell’oro e dell’argento, e ha detto che lui stesso, in questo momento, sta investendo in oro e argento. Celente è il fondatore di Research Trends, ed è l’uomo che molti considerano il maggior analista finanziario sulle tendenze del mondo.

Eric King: “Gerald, ho voluto dare un’occhiata alla tua ultima pubblicazione e leggo:  ‘ E’ ora di smetterla con le obbligazioni! La bomba delle obbligazioni è pronta ad esplodere con un fragore che minaccia di far sembrare, non solo le bolle immobiliari o le dot-com, ma persino la Grande Depressione, molto simili a semplici scossoni di mercato. Ce ne puoi parlare ? “

Celente: “Sì.. Questo pezzo l’ha scritto il Dr. Paul Craig Roberts, ex Assistente Segretario del Tesoro, sotto Ronald Reagan. E lui è convinto che la bolla delle Obbligazioni stia per scoppiare. Infatti questa situazione non può continuare ad andare favanti così com’è da tanto tempo. Tutti sanno che il gioco è truccato, e quindi ….

“L’intero gioco è truccato. E’ pronto per crollare, e il dr. Paul Craig Roberts crede che il 2013 sarà il momento in cui si dirà “basta alle obbligazioni”  ed esploderà una bolla obbligazionaria che provocherà un disastro finanziario ancora peggiore della Grande Depressione.”

Eric King: “Sta dicendo che siamo sulla strada per un collasso finanziario e che, appena scoppia, tutto andrà a gambe all’aria? “.

Celente: “Certo.  Perché il mondo intero si è poggiato su queste obbligazioni fittizie che ormai stanno portando al collasso. Prima o poi deve accadere. I tassi di interesse stanno per ricominciare a salire, e quando lo fanno esplode la bolla delle obbligazioni. Non si possono tenere i tassi di interesse a zero per tanto tempo senza aspettarsi che di arrivare a qualcosa di diverso da un disastro”.

Eric King: “Gerald, ci sono un paio di altre cose di cui voglio parlarti su quello che scrivi sul prossimo numero del Trends Journal, sull’andamento dell’oro e dell’argento, sulla evidente manipolazione e sulle misure da adottare. Ci puoi parlare del boom delle vendite di oro e argento che abbiamo visto di recente? “

Celente: “Ma come potrebbero scendere i prezzi di oro e argento? Abbiamo appena sentito il presidente della Federal Reserve che ha ripresentato un altro QE, e lo ha chiamato QE4. Abbiamo ascoltato il capo della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che ha annunciato che si procederà aun “numero illimitato di operazioni finanziarie”. Possiamo avere tutto il denaro che si può desiderare.
Draghi ha promesso di fare tutto il possibile per sostenere il mercato e abbiamo appena visto insediarsi un nuovo primo ministro del Giappone (Shinzo Abe). Che cosa ha detto per prima cosa?  Ha detto che vorrebbe che anche la Banca del Giappone facesse una politica di Quantitative Easing, e che stampasse più soldi in modo da svalutare la loro moneta.
Se si guarda all’enorme quantità di oro e d’argento scambiata in borsa, si capisce quanto sia facile manipolare questi dati. E li stanno manipolando per lo più nei mercati asiatici, di notte (quando le borse occidentali sono chiuse).
Con l’oro sono nate le civiltà. L’oro non va da nessuna parte come l’argento. Non voglio dare nessun consiglio finanziario, ma io ho un conto per la mia pensione. Ora è la fine dell’anno e ho dovuto metterci dei soldi. Indovina che cosa ho comprato? Oro e argento“.

Si tratta di un colloquio molto importante con Celente perché dà modo a chi segue KWN di conoscere in anteprima molte delle parti chiave del suo prossimo Trends Journale parla del recente boom dell’oro e dell’argento. L’intervista audio di KWN con Gerald Celente è già disponibile e si può ascoltare CLICCA QUI. 

KWN ha pubblicato anche la prima parte dell’atteso colloquio con il famoso analista Andrew Maguire, dove si racconta quello che succede dietro le quinte della guerra dell’oro e dell’argento e la si può ascoltare CLICCA QUI.

Per altre interviste di KWN CLICCA QUI.

Eric King
Fonte: KingWorldNews.com
Link: http://kingworldnews.com/kingworldnews/KWN_DailyWeb/Entries/2012/12/23_Celente__This_Will_Usher_In_A_Massive_Financial_Collapse_in_2013.html
23.112.2012

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • Georgejefferson

    In passato, i banchieri centrali facevano le loro manipolazioni e moltiplicazioni monetarie sotto il velame del tabù che i pochi media non osavano violare; l’economia monetaria era materia esoterica, che i giornali non spiegavano mai; ma oggi c’è internet e ci sono i blog alternativi, che spifferano e dissacrano, e riconoscono immediateamente, sotto i panni augusti del Venerato Maestro, il Solito Stronzo o il Ben Noto Marpione. Si aggiunga che proprio in tempi di emergenza come questi, i giocolieri devono fare operazioni dove il trucco rischia di vedersi. Tipico esempio, lo LTRO fatto da Mario Draghi.

    Come abbiamo detto, tutti gli inghippi, i limiti legali e la «indipendenza» della Banca Centrale servono a far credere alla gente comune che di denaro, per lei, non ce n’è. Ma come farglielo credere, dopo che la gente ha visto Draghi dare1000 miliardi alle banche all’1%? Vero è che la BCE ha fatto finta di sborsare quei soldi facendosi dare dalle banche, in cambio, titoli posseduti da queste, titoli di credito; ma di tale bassa qualità, e così dubbia esigibilità, che un politico tedesco, Frank Schaeffler, ha sibilato rabbioso: «Se continua così, la BCE accetterà in garanzia anche vecchie biciclette».

    Insomma, s’è visto che quella era creazione monetaria ex nihilo bella ed buona, fatta in quel modo indiretto per consentire un profitto alle banche private, che con quei soldi all’1 dovevano comprare i Bot al 5 o al 7%; in modo da «aiutare», prestando loro ad interesse, gli Stati che s’erano indebitati fino all’insolvenza per aiutare le loro banche, accollandosi (cioè accollandoli al contribuente) i buchi delle loro follie… La ragione fornita è che la Banca Centrale europea ha il divieto di prestare direttamente agli Stati. Banca d’Inghilterra e Federal Reserve hanno invece creato dal nulla fondi, in parte per comprare debiti sovrani dei loro Stati; ciò che va a profitto della collettività, perchè il debito costa meno caro ai contribuenti. La regola generale implicita dei divieti, dei miti e dei terrorismi («Austerità, o il default e l’uscita dall’euro!»), è quella: prima le banche. Per questo la promessa di Draghi di «fare tutto ciò che serve per salvare l’euro», può anche suonare: «Lotteremo finché sarete tutti morti»…..BLONDET

  • Georgejefferson

    DA VALIS… “Il potere ha tempo e non è nato ieri.”
    Nietzsche – ‘Al di là del bene e del male’……

    Il potere non è nato ieri e sa che non morirà ne domani ne dopodomani.
    Voi (Noi) siamo nati ieri, massimo l’altro ieri. E la nostra unica preoccupazione è domani.
    Non dopodomani, non oggi.
    Fino a che la nostra situazione non cambierà, il potere avrà non solo la certezza di poter vivere fino a dopodomani e prosperare fino a domani, ma anche il ragionevole dubbio di poter vivere in eterno senza dover fare un cazzo.

  • Nauseato

    Ammetto che pur con tutta la mia buona volontà riesco dove più dove meno a seguirli sì, ma sempre “fino a un certo punto” questi argomenti. Che poi sono tra quelli caldi e più presenti su C.D.C. Non mi sto riferendo ai tuoi interventi nello specifico, sto parlando del tutto in generale e indipendentemente da chi ne scrive.
    E se da una parte mi verrebbe il desiderio di approfondire (o “studiarli” come gentilmente auspicato da Barnard…) per poterli afferrare del tutto e maneggiare con la dovuta sicurezza, dall’altro ho talmente tante menate di ogni genere alle quali dover star dietro, che lo slancio e la voglia francamente mi passano.
    Non di meno ci sarebbe da aggiungere che ognuno ha una sua formazione che non sempre si concilia come occorrerebbe.

    Vien poi anche da chiedermi sì, ma a che pro? Quand’anche tu, io o il signor X fosse perfettamente a conoscenza di quel che sta avvenendo e come, potrebbe davvero “importare” a qualcuno? Potrebbe essere in un qualsiasi pur minimo modo utile?
    Al di là di come si possa valutare Barnard che pure ha un suo seguito, ha forse qualche reale speranza di poter incidere nella realtà?
    Molto poco temo.

    Bastano 5 minuti di panzane sparate dalla televisione per vanificare qualsiasi altra verità. Lo sappiamo bene.

    Lo dico avvertendo un senso di debilitante sconforto. Perché tutte le volte che cerco di trattare questi temi sia in VL che in RL (Real Life, opposta a VL, Virtual Life …) mi trovo davanti o all’indifferenza PIÙ TOTALE e ASSOLUTA o all’ignoranza spacciata per sapienza o a chi più o meno millantando superiori conoscenze in tema, liquida qualsiasi osservazione in due battute; nel casi migliori. Nei peggiori aggiunge un evidente sarcastico disprezzo…
    Scarsissima se non nulla capacità critica, nessun mettere in dubbio, nessuna voglia di capire e far capire. La totale o quasi accettazione dello status quo. Quando non addirittura ci si imbatte nei realisti più realisti del re… Deprimente.

  • Georgejefferson

    hai ragione.Ma intanto puo permettere a te di non farti prendere per il culo,Di capire che qualcuno ride delle masse come verso bambini imbecilli,dopo il contributo a forgiarli,e magari insegnare ai propri figli il ragionamento,con le proprie capacita,al di la di chi abbia ragione,io compreso.Senza forzare chi non vuole inconsciamente ragionare oltre un limite,perche inutile.Viviamo in una specie di Matrix

  • Tonguessy

    La moda del momento è tuffarsi a capofitto nel mondo dell’economia, e questo succede perchè è l’economia ad avere sbancato ogni banco. Il problema è che l’economia è una dottrina, e come tale va osservata e studiata. Non è che capirci qualcosa serva, a meno che non si sia insider e si facciano affari (finchè durano). Non è che Celente abbia smosso qualcosa, nè che il vecchio Krugman (quello attuale è molto più mainstream) abbia risolto alcunchè.
    Tutti parlano e siccome siamo in democrazia possiamo parlare anche noi. Ma qui finisce la storia. Certo, possiamo informarci e dire un sacco di belle cose, profetizzare come Celente la fine dei mercati così come li conosciamo. Ma questo non smuove di un millimetro il megalite su cui si basa la dottrina economica che nel corso degli ultimi decenni ha fatto scendere la politica a ruolo di mera comparsa.
    Il neoliberismo, l’ultima frontiera della moderna economia, si basa proprio sullo svuotamento della democrazia e sull’imposizione della propria dottrina. Dottrina che ha avuto campo libero dopo il crollo dell’URSS al punto da avere decretato la “fine delle ideologie” (per imporre la propria) e addirittura la “fine della Storia” (Fukuyama).
    Che possa seguire anche la “fine dei mercati” come preconizza Celente è possibile, ma che abbia ancora senso parlare di economia quando nessun discorso sull’economia viene tenuto in minima considerazione (generi cioè un qualche cambiamento nel senso a noi caro), è ancora tutto da dimostrare.
    Quindi continui pure Celente a fare la Cassandra (e noi a fare il tifo): nè la BCE nè la FR se ne preoccuperanno troppo.

  • Georgejefferson

    quale tifo?questo e’il classico in stile scuola austriaca con l’apologia dell’oro,il classico anarco capitalista che sparla del decadimento dell’impero,pari pari a chi ne urla il disastro da cent’anni

  • Georgejefferson

    la MANCATA comprensione dei fondamentali dell’economia e’il massimo apice della sottomissione delle masse verso alcune elite.Diffondere maggiore comprensione dovrebbe essere il preludio al ritorno dell’etica in predominio sul mero strumento dell’economia.Ma e’un cammino lungo di cui il problema non sta nel sperare al mondo migliore domani,o nell’arco della nostra vita,ma ostacolare le intenzioni della retrocessione in atto,pianificata per il lungo termine.
    Il progresso civile vero e’cosa lunga,ma come vederlo nei pur minimi piccoli passi realizzati se si attua retrocessione nella consapevolezza?Per profitto/egemonia?

    Una riflessione personale mi induce a convincermi che l’uomo in se avrebbe tutte le potenziabilita di creare un mondo migliore,non perfetto,ma piu equo e di vita dignitosa,se solo ci fosse piu cooperazione,senso di responsabilità,ma prima di questo dovrebbe cambiare l’uomo ponendone le basi,accrescere culturalmente ed eticamente ed allontanare le abitudini genetiche deviate costruite,volontariamente o no,dal susseguirsi delle abitudini negli eventi storici del passato.

    Prima di sperare in una cooperazione ottimale e umana negli scambi,va combattuta la propaganda che induce e stimola nell’inconscio collettivo la visone ideologica della legittimazione costruita/modellata sulla legge del piu forte,quella pseudo legge di natura che parte nell’inganno gia dal termine..

    La parola”forza” sottointende istintivamente ad una connotazione positiva..niente di piu falso in realta,perche non e’altro che l’imposizione degli ideali dell’istinto predatorio antico ed ancestrale,del piu scaltro/furbo/sleale chiamato furbamente”forza”.E’quell’impulso che portiamo tutti dentro in eredita dall’antica e millenaria lotta per la soppravvivenza,un tempo necessaria,ma che spesso tanti uomini col loro sentimento e ragione hanno cercato di ridimensionare per meglio crescere culturalmente insieme.

    l’evoluzione spacciata come naturale e progressista(di cui la globalizzazione ne e’un chiaro aspetto)non ha in realta niente di evolutivo o progressista sotto tanti aspetti allo stato attuale,umanamente parlando(nel senso alto del termine).
    E’spesso invece un chiaro tentativo di ripristinare gli antichi ordini.L’indietro spacciato per avanti con l’inganno.

  • AlbertoConti

    Tutto si basa su un principio falso, quello che ogni emissione di moneta deve corrispondere ad un pari controvalore esistente, un tempo l’oro, oggi i debiti di qualcuno che si è impegnato (spesso sotto ricatto) a restituirli in futuro. Dal 1971 si è semplicemente spostato il controvalore dal passato certo al futuro incerto (in teoria, in pratica questa traslazione temporale l’hanno inventata i banchieri da quando facevano uè-uè sul seggiolone, col ciuccio in bocca). Dai principi ai fatti: la moneta-debito si è trasformata in moneta-truffa, grazie all’ingegneria della truffa finanziaria, delle “obbligazioni” marce, tramite quel grazioso giochino della “cartolarizzazione” che le banche si vergognano a fare in prima persona, mascherandosi dietro le “società veicolo”. Già che c’è, lo chef finanziario aggiunge altri ingredienti tossici a base di “rischio calcolato”, cioè di un ossimoro. Con questi barbatrucchi da luna-park di quart’ordine si può generare merda all’infinito, scambiandola per moneta “buona”, valorizzata dal sudore di miliardi di schiavetti che non ci capiscono una beata fava della truffa che li sovrasta. Si chiama “industria del risparmio gestito”, cioè del più grosso produttore di imbroglio sociale mai visto sulla faccia della Terra, abitata da greggi di umani sempre più numerose. Così una buona percentuale di liquidità viene drenata continuamente dai “mercati” fisici per confluire nei “mercati finanziari”, da monetizzare in proporzione alla loro ipertrofica crescita a onde cicliche. Non è più “accumulazione capitalistica”, è puro e semplice circuito denaro-denaro che corrisponde al tradimento di qualsivoglia patto sociale alla base della civile convivenza. Eppure il principio è così semplice da recuperare alla verità: la moneta non può essere solo “debito di qualcun’altro”, ma dovrebbe essere, in una società sana ed onesta, prevalentemente ricchezza collettiva, che vive di vita propria e può essere unicamente una questione sociale, di bene comune, cioè emessa da uno Stato vero e responsabile senza alcun debito. Ma per questo anche la gestione (sistema bancario) dev’essere una faccenda di Stato, supercontrollata in funzione dell’importanza che ricopre tale ruolo. L’indipendenza bancaria è il cancro dell’umanità tecnologica, che non ne guarirà fino a che non lo avrà capito (cura freudiana).

  • Tonguessy

    Mi pareva di avere capito che neanche a te questo sistema di controllo dei capitali andasse bene. Per il resto il fatto che l’oro sia un cosiddetto bene-rifugio (come una volta era il settore immobiliare) dipende dal fatto che è ancora redditizio. Cioè lì i capitali fruttano ancora, diversamente da certi altri investimenti. Non ci vedo la scuola austriaca dietro tutto questo, come non vedevo quella o altre scuole dietro ai subprime.
    In realtà l’anarcodittatura regna sovrana nel settore economico. E questo potrebbe non interessarmi se tale settore non avesse pieni poteri su qualsiasi settore della vita, tanto sociale che individuale: dispongono delle nostre esistenze a loro piacimento e le nostre libertà vengono sempre preventivamente allineate ai loro bisogni. Le nostre vite sono la loro merce di scambio.

  • Georgejefferson

    sono il primo a consigliare oro nel mantenimento del risparmio.Non e’quello il punto tonquessy

  • Tonguessy

    Posso essere d’accordo, ma bisognerebbe prima dimostrare che “diffondere maggiore comprensione” porta necessariamente a qualche risultato pratico.
    Qui su CDC ad esempio sono anni che si parla di questi temi. Hai qualche risultato da evidenziare a fronte di tanto sforzo informativo?
    Come giustamente annota Nauseato:
    Bastano 5 minuti di panzane sparate dalla televisione per vanificare qualsiasi altra verità.

  • Ercole

    i proletari debbono adoperarsi per la bancarotta dello stato ,spero che tutto cio accada , e l’unico modo per creare i presupposti per cancellare il capitalismo dal pianeta!!!!!!!!!

  • mincuo

    In realtà è un pò sbagliata questa storia del controvalore in oro della moneta, come ho spiegato in un post dedicato.
    Per riassumere in due righe, e semplificando, si può dire che la moneta emessa da un Re, un’autorità, non era garantita da nulla, se non dall’autorità riconosciuta da tutti, fin dall’antichità.
    La parola “fiat” significa autorità.
    Bastino qui come esempio i tally sticks, che erano dei bastoncini di legno che erano moneta, del valore anche di 20.000 Sterline l’uno, e durati più di 700 anni in Inghilterra come moneta. Qui una foto
    http://faberex.wordpress.com/2009/03/18/tally-sticks/
    Parallelamente a questo si sviluppò un sistema privato di cartamoneta garantito da oro (nota di banco, o banconota, cioè una ricevuta del deposito in oro avuto dagli orafi) questo inizialmente garantito in pieno dai depositi in quanto gli orafi non avevano l’autorità di uno Stato. Ma acquisirono fiducia e poterono emettere più banconote di quanto fosse l’oro a loro disposizione, poichè man mano non veniva richiesta fisicamente che una minima parte di oro, e la gente scambiava invece direttamente le banconote rappresentative del deposito, per cui agli orafi bastava tenere a disposizione solo l’oro eventualmente richiesto fisicamente (riserve) e potevano cioè emettere multipli di queste ricevute (banconote) rispetto all’oro effettivamente detenuto. In sè questo, se sottoposto a controllo, non era un male, e permetteva di espandere commerci e intraprese.
    Anche durante il gold standard la garanzia in oro era fittizia essendo il circolante svariati multipli dell’oro in deposito, ed essendo di fatto le transazioni in oro limitate a pochi soggetti.
    Il sistema privato (che diventa man mano fiat in quanto alle banche viene riconosciuta una crescente autorità) e quello pubblico, diciamo così, si sono poi man mano fusi e confusi, a partire soprattutto dal 1700, in un sistema unico dove l’interesse privato (che ha peraltro anche significato pubblico in quanto motore di economia) si è commisto (come minimo) con quello pubblico e ne ha influenzato più o meno gli indirizzi in un senso vantaggioso a monopoli privati e spesso, anche se non sempre, a discapito della collettività.
    La creazione di moneta è per il 90% il credito bancario, che non è nei sistemi attuali, se non in minima parte, dipendente, come si crede, dall’emissione centrale di moneta (la cosiddetta moneta ad alto potenziale o M0 emessa da Banche Centrali) ma dipende invece dall’economia, dalla domanda di credito, dai tassi e da considerazioni di trade off.
    Il problema centrale è la regolazione e il ripristino delle finalità, dell’autorità, delle competenze e delle priorità. Cioè il bastone di comando. Che dovrebbe essere lo Stato in quanto espressione dei cittadini, l’autorità da loro conferita appunto, e che dovrebbe avere le due funzioni e poteri principali: l’indirizzo (fare leggi e regole ecc..) e il controllo (farle rispettare) più che la proprietà, che può anche andar bene, ma non sarebbe necessaria (e talvolta è anche controproducente) e comunque secondaria quando esistono e sono forti le altre due prerogative, che sono quelle fondamentali.
    Le complicazioni ulteriori sono due: che i Governi hanno sviluppato, in parte più o meno rilevante, dei rappresentanti cooptati, che fanno sempre più riferimento o sono espressione di quel sistema di potere oligopolistico sovranazionale, e meno espressione degli interessi generali dei cittadini che pure glia hanno conferito autotità a quel fine.
    E la seconda che gli Stati vengono appunto diluiti in sistemi sovranazionali costruiti in maniera autoreferente, non sottoposti ad elezioni o controlli, in modo da ulteriormente diminuire la rappresentanza dei popoli.
    Questo evita che un forte movimento dal basso di un solo popolo, che miri a riprendere controllo dell’autorità, possa avere un grande effetto su tutto l’impianto sovranazionale, ma abbia semmai effetto solo su rappresentanze nazionali che sono a loro volta però sempre più svuotate di poteri reali, conferiti man mano a questa entità sovranazionale. La propaganda, semre appannaggio di questi poteri, fa il resto e chi nota questo problema di rappresentanza viene subito tacciato di “nazionalismo”.

  • nigel

    Io di economia non capisco un c…o ma meravigliosamente avevo capito tutto molto tempo fa. Le deduzioni sono semplici, a questo punto

  • AlbertoConti

    mincuo dice: “… Che dovrebbe essere lo Stato in quanto espressione dei cittadini, l’autorità da loro conferita appunto, e che dovrebbe avere le due funzioni e poteri principali: l’indirizzo (fare leggi e regole ecc..) e il controllo (farle rispettare) più che la proprietà, che può anche andar bene, ma non sarebbe necessaria (e talvolta è anche controproducente) e comunque secondaria quando esistono e sono forti le altre due prerogative, che sono quelle fondamentali.” == E il profitto? Dove lo mettiamo il profitto parassitario delle banche private? (6 miliardi l’anno solo per i draghi-bond italiani di plusvalenza). Ci pagano le tasse, quando non evadono (che per loro è come rubare le caramelle a un bambino scimunito, qual’è lo stato residuale dal potere bancario), ma sono comunque soldi rubati al sistema sociale, privatizzati a favore dei sempre più ricchi. Ma il problema cruciale resta oltreconfine, e se buttato fuori dalla porta può rientrare dalla finestra, anzi è certo, visto che porte e finestre sono spalancate (Maastricht tanto per dirne uno). Occorre che molti popoli prendano coscienza della truffa monetaria internazionale, per riprendersi sovranità in casa propria e riscrivere le regole di buon vicinato (commercio, rapporti valutari onesti, federazione delle monete locali che ne rispetti l’indipendenza). Certo che qualcuno deve pur cominciare, e se non lo fanno i più cornuti e mazziati dalla moneta-truffa, come noi, chi altro dovrebbe proporlo?

  • Kansimba

    Ciao hai un buon libro da consigliarmi che parla della storia della moneta che descriva anche la parte contemporanea?

  • mincuo

    Il “profitto” è uguale, “parassitario” o no, che cambia? Sempre lì siamo. Uno Stato (degli Stati) che non fanno quello che devono, indirizzo, regole e controllo.
    La gestione e proprietà Statale sono un fatto secondario, e per certe cose è conveniente per altre inece è controproducente. Ma di suo non è il fattore principale, e meno ancora se le prime due prerogative (indirizzo e controllo) non ci sono, perchè di fatto allora gestisce una lobby Statale fuori indirizzo e controllo.

  • mincuo

    Credo che io e Istwine nel post fatto da me sul forum sulla “moneta FIAT” poi abbiamo suggerito anche dei testi, durante la discussione.

  • AlbertoConti

    Vallo a dire alle corporation private, alle S.p.A. o anche solo alle PMI che la proprietà “non è il fattore principale”, tanto vale che la cedano! (magari quasi gratis allo Stato, come nel caso inverso di molte privatizzazioni). Comunque te lo dico cosa cambia, che il percipiente dell’utile è lo Stato, che può così rinunciare ad altri “gettiti fiscali” recessivi, vista l’abitudine di scaricarli sui meno abbienti. La “lobby” statale è per definizione fuori controllo perchè è tradimento della patria a copo di lucro privato ed illecito. E’ ovvio che se lo Stato viene tradito, non c’è, viene meno, non può neppure essere “virtuoso”. Perfino uno stato corrotto qual’era quello ai tempi di Nino Galloni (prima repubblica) funzionava comunque in modo molto più virtuoso di quello attuale, ai tempi nostri delle privatizzazioni spinte dei draghi e dei monti.

  • mincuo

    Il “percipiente” è sempre lo Stato secondo i modi i cui regola (fa le leggi) quanto, come, quando percepire e poi percepisce tutto quello che deve percepire visto che la sua seconda funzione è il controllo. Il guasto E’ CHE NON LO FA. Il guasto è che manca quello.
    Le tasse le percepisce da un’impresa statale o privata ugualmente e i puffi e gli imbrogli li fa con una o l’altra ugualmente.
    Se mancano indirizzo e controllo allora è uguale, tant’è che poi te lo possono pure svendere, (e non vendere) specie quello che fa reddito, come nel 90. Oppure anche poi riacquistarselo a 30 volte tanto quello che avevano svenduto prima.
    Non è una cosa difficilissima da capire ma sembra di sì, per cui mi arrendo.

  • mincuo

    Ancora più semplicemente lo STATO fa le leggi nell’interesse collettivo, e le fa rispettare in nome dei cittadini. In campo economico le fa rispettare tanto alle imprese private che a quelle Statali (che è una gestione, niente di più). Ma se lo Stato manca a quei 2 compiti fondamentali o non li rappresenta, i puffi e le truffe le fai con quelle private e quelle Statali ugualmente, e di queste ultime hai migliaia di esempi. Il termine “Pubblico” è diverso da “Statale” e Statale è diverso da “gestione statale” che è solo una gestione. Senza i 2 compiti PRIMARI dello Stato la sola “gestione statale” di per sè è spesso e volentieri solo un taxi per far truffe anche maggiori, se è per quello.

  • Tanita

    Grave errore. L’Economia é una scienza sociale.

  • Tanita

    Ed é molto semplice.

  • FreeDo

    Altissimo ragionamento, che presuppone capacita’ di introspezione e profondita’ che tuttavia, a me personalmente, lascia qualcosa di amaro.Perche’ e’ proprio in quelle capacita’ che vedo un ostacolo enorme (in chi ne e’ deficitario). Il limite e’, secondo me, proprio nella modalita’ di funzionamento della mente umana oggi preminente. Si ragiona in estensione, si vive in estensione, si brucia tutto come in un fuoco di paglia e nulla rimane, nulla che possa condurre dove tu auspichi. Sono comunque d’accordo sulla positivita’ della comprensione che crea consapevolezza, anche se questa poi magari ci fa’ sentire soltanto un po’ piu’ soli.
    Saluti, FreeDo.

  • Tanita

    “fiat” non significa “autoritá”. Significa “permesso concesso dall’autoritá”, “sanzione ufficiale”, ordine o decreto arbitrario, decisione, atto di volontá che realizza qualcosa. Poi usato per definire la “moneta fiat”, cioé moneta non convertibile automaticamente in qualcosa di concreto. Una moneta basata nella credibilitá e/o autoritá di chi la emette. Questo é molto importante e fate voi ad interpretarne il significato. Ció che é senz’altro vero é che la moneta ha un valore RELATIVO (qualsiasi moneta). Infatti. Bisognerebbe rendersene conto e pensare in tutto ció che i cittadini europei stanno rassegnando nell’altare dell’Euro, una moneta di valore assolutamente relativo, strumento con il quale stanno svaligiando l’Europa. Difficile da credere, veramente. Come se la Storia non avesse insegnato nulla da milenni, sin da quando Giulio Cesare sconfisse i celti (che ne avevano di oro…) e costruí le mura e i monumenti romani sui loro detritti.

  • Tonguessy

    Le scienze sociali non sono scienze precise. Il che è bellissimo se vuoi, ma le rende molto vulnerabili. Sono facilmente manipolabili dai teoremi che intendono dimostrare, e si creano argomenti circolari ad ogni dove. Il libero mercato ad esempio, è assurto a regola generale di regolamentazione delle interazioni umane senza che sia stato prima dimostrata la sua utilità. O senza che sia stata fissata prima una regola che ne determina l’utilità e l’utilizzo. Queste cose succedono molto meno nelle “hard sciences” dove esiste la verifica delle teorie, e questa verifica è così difficile pure nel regno del dimostrabile e verificabile da avere fatto nascere quella branca della scienza che è l’epistemologia. Figuriamoci nel regno dell’impreciso…..

  • Tanita

    Infatti, ma non per questa ragione puoi fare dell’Economia qualcosa che non é. L’Economia non é una scienza esatta. Siccome é scienza sociale viene manipolata per la dominazione. Questo bisogna intendere, altrimenti caschiamo nelle trappole dei “tecnici”. Chi l’ha detto che gli indici da loro stabiliti sono quelli che contano? Che cosa e soprattutto CHI fa “lo spread” (che é uno strumento di estorsione, peraltro)? A quale scopo? Perché rendere un’intero paese, la sua economia, la sua cultura, la ricchezza, la storia, sull’altare di una moneta pensata per fregare gli Stati e i popoli? Cosa vi tiene legati all’Euro? Da dove nasce la paura? Come mai riescono a tenere tutti terrorizzati al punto che nessuno si rende conto che basterebbe dire “basta” e tutto cambierebbe drasticamente? E’ incredibile che non si riescano a capire queste cose. In Economia c’é un concetto detto “costo di opportunitá”. Sarebbe ció che ti perdi di fare, ció che rassegni per conto della decisione presa. Ebbene, il costo d’opportunitá di stare nel’Euro é veramente drammatico. Eppure ci stanno, persino la Grecia che potrebbe farcela con i prodotti turistici pregiati in tutto il mondo, non parliamo poi dell’Italia. Ma lo perderá tutto, perderá persino il “made in Italy”, l’Italia, nell’altare dell’Euro. Inconcepibile. Se non lo vedessi con i miei occhi, non ci crederei. Ma sta accadendo.

  • Tonguessy

    Siamo d’accordo. Il mio commento, in due parole è e rimane: ma com’è successo che ci stiamo affidando ad una dottrina che per definizione è tutto tranne che esatta per finire scientificamente sul lastrico?
    E anche quando avessimo tutti noi compreso che è una truffa su scala mondiale, cosa cambierebbe? Quello che è successo con l’economia è che tutto è stato virtualizzato. Con Merton e Scholes sono arrivati i derivati, e questo non è che una virtualizzazione. Anche lo scontro è stato virtualizzato. Per molto meno 50 anni fa si rischiava la guerra civile. Oggi nonostante tutto sembra che gli scontri e le tensioni sociali siano parte del sistema. E’ tutto virtuale o, per dirla alla Debord, è tutto spettacolarizzato. Truman Show.
    A questo punto mi dici a cosa serve comprendere la truffa se viviamo comunque all’interno di uno show che non ci permette (ancora) di interagire al livello che ci interessa? Solo per virtualizzare ancora, e parlarci addosso?

  • Tanita

    Si, siamo d’accordo. A cosa ci serve comprendere la truffa? Per non cascarci, per reagire. Il problema é precisamente che il sistema di propaganda montato (che non ha nulla da invidiare a quello nazi, anzi!) ostacola precisamente la comprensione della realtá. La RAI ad esempio (che si puó guardare anche da noi, RAI International), é una macchina di disinformazione. Guardo i programmi, i dibattiti, e di nuovo stento a crederci. Sará possibile che la stragrande maggioranza delle persone non si renda condo di quanto sta capitando? Oppure vengono pagati per fare un lavoraccio del genere? (Il ché potrebbe essere, da noi ne rimangono di “giornalisti” del genere).

    Ho amici del PD che mi hanno bannato dal loro gruppo perché ho sostenuto che in Italia come altrove (Grecia, ad esempio) sono avvenuti “golpes” che hanno rimosso i governi eletti (quando Papandreou volle fare il referendum sull’Euro, quando Berlusconi cominció a dire che il problema era la moneta unica). E i popoli greco e italiano se la sono bevuta tutta, grazie ad una macchina di disinformazione efficientissima (e allo spread!). Entrambi sono stati screditati violentamente (cosa peraltro abbastanza semplice poiché tutti e due impresentabili) eppure avevano ragione sulla questione di fondo: il problema grave é l’Euro.

    Il caso Berlusconi é paradigmatico: Figli di put….na che screditano un figlio di put…na. Tuttavia, i vari Monti sono di gran lunga peggiori eppure vengono melifluamente lodati in un modo che davvero fa venire la nausea. Quindi quando adesso un Berlusconi dice diverse cose, molte delle quali infatti, vere (http://www.huffingtonpost.it/2012/12/31/berlusconi-costretti-a-us_n_2386824.html), la sua credibilitá é zero. Tra l’altro, il puttaniere viene screditato dai pedofili.
    La strategia di dominazione é il terrore. Persino le parole che usano promuovono il terrore. Sono terroristi tout court; altrove usano bombe micidiali, proiettili chimici, radiattivi (ammazzano a mansalva e poi “denunciano” i “morti di regime” come in Afghanistan, Irak, Libia o adesso Siria). In Europa usano la paura intanto portano avanti un saccheggio e una devastazione che alla fine sará (in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia…) forse irreversibile. E menzogne: tonnellate di menzogne, specie su ogni governo o leader che si contrappone ai loro discorsi e alle loro politiche totalitarie (Chávez, Kirchner, Morales, Correa ed altri). Anche da noi ricorrono ai “golpes” parlamentari, che sono riusciti a realizzare in Honduras, in Paraguay (ottenendo la rimozione di Zelaya e Lugo rispettivamente) e ad ogni tipo di azione di destabilizzazione (“manifestazioni” contro i governi promosse dai media corporativi, campagne di propaganda basate su “informazione” inventata o tergiversazione dei fatti, mercenari di ogni tipo, ecc).

    Se riusciranno a far “tenere” la dominazione in Europa sará molto difficile e bisognerá vedere come evoluzionano i processi alternativi in corso in Sudamerica e con quali alleati (Russia, Cina?). Se i popoli d’Europa reagissero invece potrebbe avviarsi un cambio di paradigma a livello globale. In ogni caso il percorso é lungo, difficile, complesso e il risultato molto incerto.

  • Tonguessy

    Quindi non c’entra nulla l’economia come prassi scientifica, c’entra come dottrina basata sulla propaganda. Questo è esattamente quello che ho scritto. Le dottrine usano la propaganda per contrabbandare ipotesi sballate per verità. Basterebbe ragionare su dio e affini: il fatto che esista o meno è assolutamente irrilevante almeno da duemila anni a questa parte, e lo scontro dialettico tra credenti, agnostici ed atei non ha portato a nessuna conclusione definitiva. E questo proprio per i mezzi usati che hai citato.
    Concludendo: non cascarci ha sicuramente un forte valore individuale, ma reagire ha senso ha una valenza collettiva che viene costantemente azzerata dalla disinformazione, la quale fa leva su convenzioni e paure. Per questo dico che va bene informarci, ma ad un certo punto diamoci un taglio, che l’informazione (quella che mette in luce la verità) può gran poco di fronte alla “macchina di disinformazione efficientissima” (parole tue) di cui dispongono i sostenitori della finanza (quelli che si sono comprati la politica).
    Mi rendo anche conto che le nostre apparenti divergenze di visuale sono determinate dalla geografia. Il laboratorio sudamericano (cui va il mio sincero augurio che possa essere d’esempio per tutto il mondo) è ben diverso da quella ormai vecchia baldracca imbellettata che è il vecchio continente. Il confronto che fai tra qui e lì è semplicemente impietoso. Il re è nudo, ma qui nessuno può dirlo, sennò la vecchia baldracca fiera della propria decadenza ci perde la faccia e applica le dovute ritorsioni. Siamo una colonia USA e anche i metodi che stiamo adottando si rifanno a quel penoso angolo del pianeta. Amen…

  • Tanita

    No, non dire “amen”.
    Se dopo le macellerie vere e proprie che gli USA hanno fatto (o fatto eseguire) da noi praticamente durante tutto il secolo scorso, specie dagli anni cinquanta in avanti, con la loro sciagurata e subumana macchina dal terrore (sequestri, torture spietate fino alla morte, rapina di beni sotto tortura delle loro vittime, distruzione, genocidi fino al punto di gettare persone vive da aerei ed elicotteri sull’Atlantico, appropriazione dei bambini delle loro vittime, stupri a catena persino di donne incinte e anziane, bombardamenti, rilascio di contaminanti chimici e quant’altra perversione ti possa venire in mente il ché dubito poiché noi non siamo cosí bestiali e non possiamo quindi neppure articolare nelle nostre teste le spaventose idee que questi disgraziati portarono e portano alla pratica)… Dicevo, se nonostante tutto questo noi siamo riusciti a far scaturire delle alternative… Se la storia dell’intervenzionismo USA viene raccontata nelle nostre reti della TV pubblica, nelle radio… Allora anche voi dovete essere capaci di reagire. Lo dovete a voi stessi, ai giovani e i bambini e lo dovete anche al resto del mondo poiché delle loro porcherie gli USA vi hanno fatto allo stesso tempo complici e vittime.

    Penso che in fondo non abbiamo troppe differenze di pensiero.

  • Firenze137

    complimenti per la sintesi e la “prosa” molto incisiva e calzante. Riguardo alla conclusione : ” L’indipendenza bancaria è il cancro dell’umanità tecnologica, che non ne guarirà fino a che non lo avrà capito (cura freudiana)..” io mi permetto di dire che nell’ l’umanità tecnologica ci siamo più o meno tutti volenti o nolenti. E anche quando siamo nolenti ci viene imposto di usare il computer, come ad es. quest’anno per iscriversi a scuola. Il cancro è quindi voluto dalle “bande bassotti” in giro per il mondo che hanno scoperto uno “strumento” prezioso per fregare il prossimo. Mi viene a mente quella porcata che è la HFT. Io non sono tanto sicuro che ci sarà il botto perchè un mio amico di Siena dice sempre: “fra cani rognosi non si mordono..” e prima o poi un accordo lo trovano sempre e a spese dei più. Vedremo…