Home / ComeDonChisciotte / CECCHINI A MAIDAN: CHI LO SAPEVA E CHI NON LO SAPEVA ? LO SAPEVANO TUTTI

CECCHINI A MAIDAN: CHI LO SAPEVA E CHI NON LO SAPEVA ? LO SAPEVANO TUTTI

Free Image Hosting at www.ImageShack.usTHE SAKER
vineyardsaker.blogspot.it

Così (ieri mattina) ci hanno fatto una ” rivelazione” : i funzionari della UE stanno discutendo sul fatto che i cecchini di Maidan non sono stati affatto inviati da Yanukovich, ma che invece erano insorti che sparavano su tutti.

Ma che sorpresona !

Beh , qualcuno di quelli che chiamano ” inutile complottista” aveva già detto qualcosa di simile, ma per il “Popolo degli assuefatti-razionali” (quelli che guardano la TV e leggono i giornali) questa è una grande sorpresa.

Forse vi chiederete chi è veramente che ha passato la notizia. Ve lo dico io . L’hanno già fatto tanti anni fa, nelle guerre di Croazia, Bosnia e Kosovo.

Ecco come funziona il lavoro di intelligence

Un buon modello per far funzionare un lavoro di intelligence è quello delle ” Tre A” :

Acquisizione – Analisi – Accettazione. Vediamole una per una :

Acquisizione: Questo è il momento in cui si raccolgono le informazioni e i dati grezzi, incluse le traduzioni da tutto il mondo e, soprattutto, dalla stampa locale e di tutti gli altri tipi di ” fonti aperte “, come blog, riviste, conferenze stampa e comunicati, bollettini di notizie ufficiali. Al livello successivo ci sono le fonti originali ma non classificate formalmente. Rapporti di Think tank, documenti bancari e commerciali, note aziendali, ecc. Poi arriva il livello in cui si cercano le fonti, i metodi e i mezzi che devono mantenersi protetti e nascosti dalla conoscenza del pubblico: conversazioni informali con funzionari, intercettazioni radiofoniche, conversazioni con i banchieri, con i funzionari dei trasporti (camion, treni, compagnie aeree, spedizionieri), le relazioni di addetti politici e militari e gli scambi con altri servizi di intelligence. HUMINT il sistema di “spionaggio attuale” accede anche a questo livello. Tutte queste fonti di informazione multi-livello forniscono simultaneamente dati grezzi che poi vengono analizzate ad un livello più alto.

Analisi: Inizialmente i dati Vengono classificati in base alla fonte, in un sistema che fa una prima valutazione: A) sulla fonte stessa (se affidabile o meno) – B) sul tipo di informazioni ricevute (se confermate o credibili). Le informazioni vengono poi trasmesse dall’analista al livello successivo, che le elaborerà e farà una sintesi con le sue conclusioni per un capo dipartimento (per area geografica o per specializzazione). Questi analisti mettono insieme le informazioni selezionate e le presentano in un incontro dipartimentale il cui esito sarà sottoposto ad un livello più alto.

Accettazione: questo è un livello cruciale perché quelli a cui arrivano le informazioni elaborate dalla sezione di analisi, non sono ancora specialisti di intelligence, ma gente comune ( in realtà è gente della politica), funzionari governativi ed altri che decidono cosa fare con le informazioni che ricevono. Possono arrivare anche ad esprimere la loro soddisfazione, o la loro delusione, per il lavoro di intelligence presentato, cosa che può avere un impatto diretto sulla carriera dei responsabili di alto livello incaricati delle analisi. In parole povere questo significa che gli analisti migliori si assumono un grosso rischio se fanno filtrare informazioni “politicamente scorrette “ o , piuttosto ”politicamente indesiderate” dalla catena di comando. Di conseguenza, consapevolmente o inconsapevolmente, si dà maggior credibilità a quegli analisti che non provocano a nessuno delle situazioni difficili.

Questo sistema funziona abbastanza bene quando si tratta di bassa visibilità o di questioni politicamente neutre o minori. Ma quando un governo mette tutto il suo peso dietro la “teoria A” questo sistema blocca tutto e comincia a trasmettere solo le informazioni che vuole la catena di comando. Così nessuno si vedrà stroncare la carriera e la “Teoria B” scompare rapidamente.

L’esempio della Bosnia:

Posso testimoniare personalmente il fatto che la stragrande maggioranza delle fonti riferì che le cosiddette “Aree sicure delle Nazioni Unite” in Bosnia, quelli che avrebbero dovuto essere completamente smilitarizzate, erano piene zeppe di forze bosniache musulmane e che nella maggior parte c’era addirittura un intero Corpo d’Armata. Allo stesso modo, tutti sapevano che gli Usa e la Turchia facevano volare aerei armati che bombardavano le zone controllate dai bosniaci-musulmani. Inoltre, la maggior parte degli analisti erano anche consapevoli che i bombardamenti sul Marcale Market non sono opera dei serbi, ma di individui sconosciuti che sparavano dalle aree bosniache-musulmane. In base all’esperienza questa informazione è stata semplicemente ignorata al livello dei capi dipartimento. Non è stata negata, si badi bene, tutti i capi dipartimento ne parlavano nelle conversazioni private, ma l’informazione si è fermata qui, a questo livello.
Il pretesto? Sempre lo stesso: “è una voce, un dettaglio che non è davvero importante nel quadro generale”.

Non importa se era una informazione che arrivava da tante fonti diverse, comprese quelle di alto livello. Non importa che questa informazione fu confermata più volte . E non importa nemmeno se, senza questa informazione, ne esce un quadro completamente diverso, frutto di una operazione false flag, che ha portato ad un coinvolgimento militare di USA e NATO.

Quindi, chi organizza una operazione di “false flag” per prima cosa utilizza i propri contatti sui media generalisti per far trapelare le informazioni. A questo punto i grandi e “rispettabili” media si girano a vicenda e, letteralmente, fanno rimbalzare una storia da una testata all’altra, a volte qualcuno aggiunge un dettaglio (serve a completare la manipolazione) o una pura speculazione. Così quello che propongono i politici è presentato dai mass-media che letteralmente gridano qualcosa come: ” Il mondo è piatto! Il mondo è piatto!”. Se tutto va bene si troverà anche qualche trafiletto che dice: “alcune fonti dicono che il mondo sia rotondo!”.

Riuscite ad indovinare da che parte si metteranno i politici?

Torniamo all’intercettazione sui cecchini di Maidan

Ora ascolta attentamente la reazione della Ashton alle notizie sui cecchini ribelli :

“Penso che vogliano indagare, cribbio ! “

Che cosa? Sta seriamente pensando che il nuovo regime, quello che è salito al potere per gentile concessione di questi cecchini, autorizzerà seriamente indagini su se stesso ? Sarà tanto stupida? Certo che no ! Ma è infastidita da questo argomento così si fa scivolare via tutto e fondamentalmente dice ” non mi interessa , ci pensino gli Ukies” (ben sapendo che non lo faranno).

Il ministro degli esteri estoni Urman Paet ha capito subito il messaggio e ha dato una nuova versione della sua precedente indicazione: ha rivelato queste informazioni non per indignazione ma solo perché se questa storia dovesse essere vera questo “danneggerebbe la nuova coalizione”. Ma che bello da parte sua, si preoccupa che se venisse fuori la verità sugli euro-fascisti questo sarebbe imbarazzante. La prossima volta non parlerà neppure, questi politici dell’Europa centrale stanno imparando veramente velocemente dai loro padroni occidentali.

Ma Lady Ashton non è contenta nemmeno di questo, lei vorrebbe parlare di altro infatti comincia a fare pie dichiarazioni su quanto sia importante che la Rada funzioni bene.

Fine della puntata, voltiamo pagina, avanti il prossimo!

Ecco come si fa. Lo so . Io ci ho rimesso la carriera per qualcosa di simile.

Per quanto riguarda i media , è ancora peggio .

Ci sono due tipi di reporter in una zona di conflitto :

Tipo A: non lascia mai il suo hotel-bunker fortificato e frequenta solo i briefing di chiunque li faccia. Poi manda un articolo a casa e dice che il rapporto viene “dalla zona di battaglia “. Avrebbe ricevuto le stesse notizie in videoconferenza, seduto a casa, ma questo non importa .

Tipo B : è il vero giornalista in prima linea. Si sposta e corre sotto i proiettili, fa interviste ai comandanti delle fazioni in lotta, spesso su entrambi i fronti, passa notti a bere robaccia con gli uomini della mafia locale o con i mercenari e spesso è molto, molto ben informato. In realtà, i suoi rapporti sono spesso utilizzati dai servizi segreti (sia di comune accordo o per altre strade).

Il “tipo A” ripete a pappagallo quello che sente. Il problema del “tipo B” è che benché sia in genere molto ben informato spesso ha simpatie per una delle parti in gioco, Se si immedesima con gli interessi dei “locali” e comincia ad avere simpatia per ” quelle canaglie”, deve cercarsi subito un altro lavoro, di solito con un giornale locale o con una rivista più piccola, oppure la sua carriera termina qui. Se invece le sue simpatie vanno a “quei bravi ragazzi” ( si solito sono i burattini del potere) allora il suo ruolo viene apprezzato come uno che racconta la guerra dall’ interno, che spiega perché odiare l’altra parte e usa i suoi lettori per riempirli di tutte le peggio bassezze che riesce a scovare.

Conclusione: Anche se ci sono dei giornalisti molto ben informati, il sistema è talmente potente che i loro rapporti di solito vengono ripresi solo da qualche piccolo Media, spesso solo a carattere locale. C’è una sola eccezione a questa regola: le Riviste specializzate. Durante la guerra di Bosnia si riusciva ad avere informazioni più obiettive da riviste come US Army’s Parameters, USN Proceedings o Reports of the US Military Studies Office, oppure Occasional Papers della Royal Military Academy di Sandhurst che riportano notizie molto più attendibili del Washington Post o del Wall Street Journal. Ma questo vale anche per i paesi non di lingua inglese come Francia, Belgio, Russia , Brasile ecc. – ovunque le riviste specializzate spesso sono molto meglio informate della grande stampa./p>

Per voi che significa tutto questo?

Tutto questo significa che le informazioni che stiamo ricevendo dai nostri politici o dai media ufficiali sono nella migliore delle ipotesi inutili e sono anche invenzioni propriamente studiate. C’è solo una cosa che si può fare al riguardo: buttare via il televisore , buttare via la radio, non leggere mai i giornali e fondamentalmente evitare che il cervello si inquini con quel tipo di notizie. Il passo successivo è cercare informazioni solo su Internet, preferibilmente da fonti “non importanti” tra cui: siti locali di media ( per locali intendo ” dalla zona del conflitto ” ), blog , forum specializzati e siti web professionali.

È vero, c’è un sacco di immondizia su Internet, quindi è necessario fare la stessa cosa che fanno gli analisti: valutare le fonti e poi affidarsi soprattutto su quelle di cui ci si fida. Allo stesso modo, si può anche cominciare a dare un voto alle informazioni stesse. La lingua può essere un problema, ma si può fare un elenco di fonti affidabili e di cui si conosca la lingua locale.

E lo sapevate che si stima che l’80% di tutte le informazioni utilizzate dai governo siano “open source” – a disposizione di tutti e per quel che riguarda il restante 20% si tratta per lo più di noioso materiale tecnico che diverrà pubblico, poco dopo anche se per il momento è ancora considerato “critico”. Non è roba di cui si ha assoluto bisogno.

Non è tanto difficile come sembra e quasi tutti potremmo fare qualcosa del genere istintivamente. Con un po’ di tempo e di fatica ci si può estraniare dalle informazioni passate dai media generalisti per cominciare a cercare delle fonti fidate, su Internet, che ci faranno avere una visione completamente diversa del mondo. Poi quando ci si esporrà all’informazione dei media generalisti si resta stupiti dalle stupidaggini che sentiranno e ci si meraviglierà che una quantità di persone di ascolto a ad un sistema idiota. È abbastanza divertente, o forse scoraggiante. O tutti e due.

L’ eccezione:

C’è una sola eccezione a questa regola: i nuovi grandi media, apparsi in questi ultimi anni, che si presentano come alternativa alla CNN nell’informazione a carattere mondiale. Per prima, al-Jazeera, poi Russia Today, Telemundo, Press TV, etc. Ci hanno messo tanta passione per sfatare le bugie dell’impero e perl raccontare fatti veri. Comunque, l’esempio di al- Jazeera che è diventata quasi all’improvviso uno strumento di propaganda durante la guerra in Libia dovrebbe farci restare cauti e attenti e tenere sempre d’occhio se qualcuno di questi canali di TV-Internet stiano diventando essi stessi strumento di propaganda.

Conclusione:

Quest’affare dei cecchini non ci porterà da nessuna parte. Tutti lo sanno e non gliene importa niente a nessuno. Proprio come tutti sanno che l’Estrema Destra e Svoboda sono partiti neo-nazisti, così come tutti sanno che il nuovo regime è illegale, illegittimo e che è arrivato al potere con l’inganno e con la violenza. Tutti lo sanno e nessuno se ne preoccupa finchè “vincono i nostri “. Allora prendiamo questa occasione per “vendicarci ” contro la plutocrazia che controlla l’intero spazio informativo, tranne che Internet, e respingiamo le loro fonti.Tutte.

Cordiali saluti e molte grazie.

The Saker

http://vineyardsaker.blogspot.it

Link: http://vineyardsaker.blogspot.it/2014/03/maidan-snipers-who-did-or-did-not-know.html

5.03.2014

Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte ComeDonChisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque.Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • cardisem

    Anche io in questo campo ho avuto una personale esperienza, che è stata molto istruttiva. Sul merito dell’articolo ho una sola osservazione: mi urta sentir parlare di "nazismo" o "fascismo". Credo che ad ogni cosa bisogna dare il giusto nome senza usare termini impropri, che nel caso citato hanno per me limiti cronologici ormai conclusi. "Fascismo" e "nazismo" sono finiti nel 1945. Per fatti come quelli qui descritti si cerchini altri nomi, ma non si usino termini che hanno ormai un significato puramente ideologico, anzi neppure ideologico: pseudo-ideologico. "Fascismo" e "nazismo” avevano un loro proprio ideologia, non condivisibile e deprecabile quanto si vuole, ma che sono cosa diversa dalla fauna ucraina di questo marzo 2014.

  • MassimoContini

    bellissimo articolo – grazie per la traduzione.

  • adriano_53

    Grazie al traduttore. Ottima, come sempre, l’analisi di Saker.

  • clausneghe

    Buon articolo. Da un mucchio di tempo esorto la gente che mi capita a tiro, anche sui Siti, a buttare letteralmente il televisore con dentro Rai mediasert e compagnia cialtrante. Lo faccio spesso anche sul Blog di Grillo che dovrebbe, tra virgolette, essere un pensatoio evoluto. Ebbene non mi crederete quanti improperi mi becco, quando tocco l’argomento e li accuso di essere tossico tele dipendenti. Mi azzannano. Sarebbero pronti a farsi buttare fuori i denti sulle barricate ma non a spegnere il televisore. Quello no.

  • kefos93

    Sono 14 anni che non vedo TV.
    Vale la pena !!!
    Ciao

  • Silvio_DellAccio

    Ma "fascismo" e "nazismo" ormai sono diventati anche i nomi di tipiche
    distruttive patologie, purtroppo sempre presenti e ben descritte da
    molti, come Wilhelm Reich, in "Psicologia di massa del fascismo" http://www.aforismario.it/wilhelm-reich.htm [www.aforismario.it] 

  • FreiKorp

    Fascismo e Nazionalsocialismo sono fenomeni politico-filosofico-economico-sociali storicamente determinati. Putin lo sa benissimo come tutta l’intellighenzia russa, Dughin in primis; Dio li conservi.

    Noi no.

    E’ venuto il momento, visto che si presenta penso l’ultima occasione, di riprenderci la storia d’Europa dall’oblio e dalla mistificazione in cui l’abbiamo gettata.