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CAUSE E CONSEGUENZE DELLA CADUTA DEL MERCATO AZIONARIO CINESE IN 5 SEMPLICI PUNTI

FONTE: RT.COM

Dopo aver sperimentato una crescita senza precedenti del 150% in meno di dodici mesi, il mercato azionario cinese ha registrato nelle ultime tre settimane perdite per oltre 3.900 miliardi dollari in capitali. Che cosa ha causato questo crollo del mercato azionario del gigante asiatico e quali saranno le conseguenze?

I piccoli investitori

La rivalutazione del mercato azionario cinese del 150% in meno di un anno ha attirato molti investitori: incitati da prezzi ragionevoli hanno scelto di entrare nel mercato. Tuttavia, oltre ad investitori professionali numerosi risparmiatori cinesi sono stati sedotti dalla tendenza rialzista. Molti di loro si indebitarono per acquisire più valori, riferisce Bloomberg.

Tra giugno 2014 e maggio 2015 sono stati aperti oltre 40 milioni di conti. Molti di questi investitori cinesi non avevano molta esperienza in borsa e sono entrati con una tendenza al rialzo: il loro scopo era quello di comprare caro e vendere ad un prezzo ancora più alto, ma la situazione attuale non gli permette più di farlo.

La causa della caduta vista da Occidente

Gli esperti imputano la caduta del mercato azionario cinese allo scoppio di una “bolla”. Anche se nel 2014 la Cina ha superato gli USA, diventando la più grande economia in termini di PIL a parità di potere d’acquisto, il ritmo di crescita è rallentato. Di conseguenza, vi è stata una differenza significativa tra la crescita reale del paese e l’aumento esorbitante della borsa. I prezzi dei titoli erano cresciuti molto più velocemente del ritmo di sviluppo economico e dei profitti aziendali.

Parallelismi con il ‘crack’ del 1929 negli USA

Per prevedere il possibile futuro del mercato azionario cinese alcuni esperti guardano alla storia degli Stati Uniti ed evidenziano un parallelismo con una delle più famose bolle nei mercati azionari della storia, che si verificò nel 1929. Anche allora venne registrato un insolito boom nei mercati azionari alimentato da prestiti.

A quei tempi negli Stati Uniti, come oggi in Cina, il livello di istruzione e di urbanizzazione crebbe rapidamente. Ciò significava che il commercio azionario era diffuso tra la maggior parte della popolazione che salivano a bordo con denaro preso in prestito. Di conseguenza, l’enorme aumento nel mercato azionario degli Stati Uniti tra il 1926 e il 1929 fu seguito da un crollo della borsa e dalla peggiore crisi economica della storia americana. Ma la situazione non è uguale per entrambi i paesi, dato che l’economia cinese ha aspetti positivi che mancavano agli Stati Uniti.

Cina: gli speculatori, l’unica ragione della caduta

A differenza degli economisti occidentali, le autorità cinesi hanno spiegato il crollo del mercato azionario con un presunto attacco ribassista. Il governo ha iniziato ad agire con l’obiettivo di determinare se il mercato è stato vittima degli speculatori.

Inoltre, il governo cinese ha adottato una serie di misure per fermare la caduta: la banca centrale ha abbassato i tassi di interesse, è stato proibita l’uscita di nuove società sul parco azionario e alle società quotate è stato chiesto di acquistare azioni proprie. Giovedì le autorità cinesi hanno permesso alle banche di ridurre i requisiti di garanzia per i prestiti garantiti da azioni. Allo stesso modo, le banche offrono prestiti a condizioni migliori alle aziende che svolgono il riacquisto di azioni proprie.

Fine della caduta?

Dopo le misure adottate dal regolatore cinese, questo giovedì gli indici di borsa in tutta la regione Asia-Pacifico hanno vissuto un aumento, riporta Bloomberg. L’indice della borsa di Shanghai (SSE Composite Index, inglese) è aumentato del 5,7%, che ha compensato il calo del 3,8% in mattinata e ha causato il recupero dal livello più basso del 17 mar. Nel frattempo, l’indice Shenzhen (SZSE) è aumentato del 3,7% e Hong Kong (Hang Seng) del 4,5%. Le azioni di oltre 400 aziende in Cina hanno subito un aumento del 10%, che rappresenta un limite giornaliero.

“Mentre la Cina intensifica gli sforzi per salvare il mercato, con la partecipazione del Ministero della Pubblica Sicurezza, la situazione migliora”, ha detto Qian Qimin, analista di Shenyin Wanguin Group Co.

Fonte: http://actualidad.rt.com

Link: http://actualidad.rt.com/economia/179697-causas-consecuencias-caida-bolsa-china

10.07.2015

Traduzione dallo spagnolo per www.comedonchisciotte.org a cura di TORITO

Pubblicato da Davide

  • Dario88

    Ma adottare, anche politiche post-keynesiane?

  • makkia

    Quelle del penultimo capitoletto vanno appunto nella direzione dello stato che rifinianzia l’economia 😉
    Quantunque si faccia sempre la differenza fra "economia reale" e quella borsistica, e il keynesismo sia pensato di solito come riferito alla sola economia reale, la direzione è sempre quella (inoltre molti rifiutano che vi sia una distinzione così netta fra economia reale e finanziaria).

  • GioCo

    Interessante sviluppo incrociato: l’eurogruppo ci tiene a farci sapere con un documento succinto (appena 15 pagine) per i suoi standard le sue intenzioni riguardo la grecia. Sarà pure scritto in politichese e per ciò nel solco tipico anglofono di una "politica corretta" demoniocratica (dire ogni orrore con grazia e sorriso da "gentlemen", in quanto la cafoneria è controproducente) ma lascia pochi spazi ai dubbi sulla sorte dei paesi UE minimamente ribelli all’austerità.

    Di contro abbiamo la fima dell’accordo con l’Iran e l’evidente imbarazzo di Istraele. Non dimentichiamo che la direzione USA sta combattendo una guerra interna tutta grottesca, ricco cibo per menti complottiste, che vede il capo del gabinetto alias presidente-quasi-nero Obama, contro il concresso. In teoria il primo dovrebbe rappresentare tradizionalmente l’ala governativa d’azione il secondo l’ala più burocratica e di controllo dell’esecutivo, ma avendo invitato il premier Israeliano contro la volontà di Obama, il congresso ha consumato una spaccatura istituzionale davvero stramba (quanto inutile). Segno più che altro del nervosismo alleato, dovuto forse a quelle "doccette fredde" che l’esecutivo di Obama fa regolarmente calare sui bollenti coppini dei falchi israeliani. Niente che possa rallentare l’azione ovviamente, ma comunque sufficienti a indurli a "tastare il terreno", casoami l’alleato pugliali alle spalle: siamo dentro tradizioni millenariste, non possono smentirsi! :))
    Ma tra lo sporco lavoro Ucraino, evidentemente dagli scarni risultati, dalla frattura che si fatica a ricucire con l’UE, dal parallelo sostanziale fallimento parziale nella politica del contenimento Cinese (dal Nabucco fallito, all’ambiguità Turca e il fallimento tragicomico delle pressioni economico-politico-militari in Siria) ora c’è pure il fronte Greco evidentemente fuori controllo FMI e che di fatto costruisce una coscienza pubblica contraria all’UE, aumentando pericolosamente le pressioni politiche centrifuge interne all’europa e la spaccatura con gli USA, come già bene reso dagli analisti più bravi di me.
    Ora Obama pare essere il rappresentante della politica dei Falchi repubblicani, anche se lui dovrebbe in teoria rappresentare l’ala moderata e democratica, dato che tramite il cattolicissimo J. Biden, successore del super falco Cheney, conserva rapporti più che amichevoli con il molto repubblicano McCain, noto quest’ultimo tristemente per essere il gioppino che tiene le fila dei più tristi interventismi atlantisi dei falchi repubblicani dell’ultima ora. A chi risponda quest’ultimo è arduo determinarlo, ma di sicuro il suo apporto strategico non è sgradito a Israele, oltre ad essere costante fonte di imbarazzo del presidente. Da qui forse l’apprente appoggio del congresso contro la volontà dell’esecutivo. Tutta una manovra? Forse, ma è chiaro che la successione al soglio presidenziale non è ancora pronta e la fase della crisi con la Russia sta culminando in una serie di insuccessi politici sullo scacchiere mondiale che chiudono proggreressivamente l’amministrazione americana entro spazi decisionali sempre più ristretti, dovuti all’impossibilità pratica di mostrare le alternative, magari qualche nuovo gingillo che sbuchi dalle basi segrete. Forse (suggerisce qualche malizioso) perché proprio non ci sono, anche loro come tante altre fortune Made in USA, sono solo "chiacchere e celluloide", per parafrasare il Capone di R. DeNiro. Alemeno per ora.

    In questo quadretto arriva la caduta della borsa Cinese. Uau, che tempismo, meglio degli attentati terroristici Palestinesi che timbrano il cartellino Israeliano di l’inizio "lavori al massacro", con puntualità svizzera.
    E se i soliti noti dell’aristocrazia atlantica avessero in testa di spingere verso azioni più vaste? Chessò, mettendo un pochino in crisi i Cinesi per rallentare i processi in corso e gli accordi presi. Solo un ipotesi, neh?