Home / ComeDonChisciotte / CASO UVA, ALTA TENSIONE FRA TESTIMONE E PM – REPUBBLICA TV – LA REPUBBLICA.IT

CASO UVA, ALTA TENSIONE FRA TESTIMONE E PM – REPUBBLICA TV – LA REPUBBLICA.IT

DI GIUSEPPE GENNA
Giugenna.com

E’ urgente e necessario che si condivida e ci si esprima su il video di questo interrogatorio impressionante, a cui è stato sottoposto il testimone chiave del caso Giuseppe Uva. Contro il pubblico ministero Agostino Abate, che nel video potete vedere come conduce l’interrogatorio, il ministero di Grazie e Giustizia ha avviato un’azione disciplinare. Tutta la mia solidarietà al testimone Alberto Biggiogero e alla famiglia Uva.

Per informazioni sul caso, che manifesta purtroppo tragiche analogie con l’omicidio di Stefano Cucchi, il link per informarsi è questo: http://ift.tt/1msZSBm

Giuseppe Genna

Fonte: www.giugenna.com

Link: http://www.giugenna.com/2014/01/22/caso-uva-alta-tensione-fra-testimone-e-pm-repubblica-tv-la-repubblica-it/

Pubblicato da Davide

  • MassimoContini

    Agostino
    Abate assai pessimo
    ma la vera domanda è:

    come è possibile che
    Repubblica abbia accesso
    al video di un interrogatorio?
    Ma indagare su
    come trafughino questi documenti (€€€) no eh ?

  • Quartino

    Bella domanda!

  • yakoviev

    E’ agli atti? E’ nella disponibilità dell’avvocato dell’interrogato? E’ secretato? Bisognerebbe saperlo. Per me glielo ha passato semplicemente la difesa del testimone. E ha fatto bene.

  • yago

    Potrebbe toccare a tutti , meditate. Qui non si tratta di un interrogatorio ad un accusato, ma ad un semplice testimone. Ci si può ritrovare accusati di qualcosa in qualsiasi momento , anche per fatti di cui si è del tutto estranei . Il caso Tortora è l’esempio più eclatante. Consiglio di rivedere " detenuto in attesa di giudizio " del grande Albertone. E’ uno spaccato della giustizia Italiana di molti anni fa ma che è tuttora attualissimo.

  • RenatoT

    vergogna.

  • Simec

    Questo paese fa semplicemente orrore. E i suoi sbirri paura! Mi vergogno di essere italiano. Mi vergogno, mi vergogno, mi vergogno. che schifo! !

  • Simec

    domanda assurda. perchè l’importante è il metodo inquisitorio di uno stato che prima ammazza in carcere e poi intimidisce peggio della mafia. ma chi sei, uno dei servizi?…

  • clausneghe

    "Lei ci espone al pubblico "ludibrio" dice, il semi-analfabeta pm.

    E’ per colpa di personaggi simili, tanto tracotanti quanto rozzi (anche nella dizione) da apparire balivi di provincia, se la Giustizia versa nelle condizioni pietose che conosciamo. Parla da questurino meridionale con pesanti inflessioni dialettali. Dopo averlo espulso sarebbe utile che lo Stato lo obblighi ad un corso accelerato di dizione, questo troglodita che vuole giudicare il prossimo. In che mani siamo. Povera Itaglia!
  • Hamelin
    Se questa è il livello dei PM siamo a posto .
    Ovvio che l’ingiustizia regni sovrana nel paese .

  • lucamartinelli

    ottimo consiglio, condivido….

  • IVANOE

    Purtroppo succede più spesso di quello che pensate… anche per cose più stupide ad esempio semplici testimonianze per cause condominiali…dove sei spesso messo in soggezione sventolando la falsa testimonianza e quindi da una causetta di 1000 euro del condominio rischi di beccarti un procedimento penale perchè non hai esposto con le parole giuste la testimonianza….
    Signori questa è l’italia questa è la palude in cui ci fanno vivere…

  • rebel69

    La mafia opera nella clandestinità il fascismo è istituzionalizzato

  • cdcuser
    Infame!
    "Cosa vuol dire avere 
    un metro e mezzo di statura, 
    ve lo rivelan gli occhi 
    e le battute della gente, 
    o la curiosità 
    di una ragazza irriverente 
    che si avvicina solo 
    per un suo dubbio impertinente: 
    vuole scoprir se è vero 
    quanto si dice intorno ai nani, 
    che siano i più forniti 
    della virtù meno apparente, 
    fra tutte le virtù 
    la più indecente. 
    Passano gli anni, i mesi, 
    e se li conti anche i minuti, 
    è triste trovarsi adulti 
    senza essere cresciuti; 
    la maldicenza insiste, 
    batte la lingua sul tamburo 
    fino a dire che un nano 
    è una carogna di sicuro 
    perché ha il cuore toppo, 
    troppo vicino al buco del culo. 
    Fu nelle notti insonni 
    vegliate al lume del rancore 
    che preparai gli esami. 
    diventai procuratore 
    per imboccar la strada 
    che dalle panche d’una cattedrale 
    porta alla sacrestia 
    quindi alla cattedra d’un tribunale, 
    giudice finalmente, 
    arbitro in terra del bene e del male. 
    E allora la mia statura 
    non dispensò più buonumore 
    a chi alla sbarra in piedi 
    mi diceva Vostro Onore, 
    e di affidarli al boia 
    fu un piacere del tutto mio, 
    prima di genuflettermi 
    nell’ora dell’addio 
    non conoscendo affatto 
    la statura di Dio. "
    Fabrizio De André (1976) – "Un Giudice"
  • Onilut

    Da un commento postato qui [http://baruda.net/tag/alberto-biggiogero/]:

    Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 di mattina di sabato 14 giugno 2008 da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada del centro di Varese. Uno dei due carabinieri all’interno della volante riconosce Uva, lo chiama per nome e inizia a inseguirlo mentre questo tenta la fuga. Alberto Biggiogero cerca di correre in aiuto di Uva, richiamato dalle grida di questo, per impedire al carabiniere di colpire l’amico. L’altro carabiniere, che guidava l’auto, lo immobilizza e gli impedisce di intervenire. Poco dopo sopraggiungono due volanti della polizia di stato, Biggiogero verrà spinto a forza in una di queste, Giuseppe Uva verrà invece costretto in quella dei carabinieri. Le tre macchine arrivano nella caserma dei carabinieri verso le 3.30 (i quattro agenti delle due volanti di polizia vengono raggiunti dall’altra volante in servizio quella notte, tutti e sei i poliziotti restano in caserma per le successive due ore fino a quando Uva non verrà trasportato in ospedale, saranno due di loro, tra l’altro, ad accompagnare in ambulanza Uva al pronto soccorso, secondo una procedura del tutto anomala). I due amici vengono separati, Biggiogero resta in una stanza collocata a sinistra dopo il portone d’accesso alla caserma, controllato a vista da poliziotti e carabinieri. Da lì sente chiaramente le urla dell’amico provenienti da un’altra stanza, posta probabilmente sulla destra del corridoio, per un lunghissimo lasso di tempo. Grida ai presenti di smetterla di “massacrare” l’amico e viene minacciato di subire la stessa sorte.

    Verso le quattro del mattino, approfittando degli attimi in cui viene lasciato solo, chiama con il proprio cellulare il 118, chiedendo l’intervento di un’ambulanza in caserma perché lì era in corso un massacro. L’operatore del 118 dice che manderà un’ambulanza, dopo due minuti chiama in caserma per accertarsi che ci sia veramente bisogno dell’intervento del mezzo, riferendo di essere stato contattato da un signore che denunciava un pestaggio all’interno della caserma. Il carabiniere che ha risposto al telefono lo fa attendere in linea per verificare, al suo ritorno all’apparecchio dice che si tratta di due ragazzi ubriachi e che ora si sarebbero occupati di toglier loro il telefonino (la trascrizione delle due telefonate è agli atti e disponibile).
    Biggiogero fa anche in tempo a chiamare il padre e chiedergli di venirlo a prendere prima che il cellulare gli venga portato via. Biggiogero dichiara, poi, di non aver sentito le sirene dell’ambulanza ma che dopo circa 20 minuti dalla sua telefonata si è presentato in caserma un uomo in impermeabile con una valigetta che viene indicato come “il dottore”. Nel frattempo arriva anche il padre di Biggiogero che riuscirà a portare a casa il figlio e si dice disposto a portare personalmente Uva al pronto soccorso. I carabinieri diranno che non ce n’è bisogno in quanto l’arrivo del medico è sufficiente. Alle 5 del mattino (presumibilmente mezz’ora dopo che Biggiogero e il padre uscivano dalla caserma) una telefonata dei carabinieri alla guardia medica richiede un’ambulanza e dice che alla persona fermata deve essere effettuato un Tso. Uva viene trasferito quindi al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo, dove viene richiesto il Tso e così, dopo circa due ore (verso le 8.30 del mattino), Uva viene trasferito nel reparto psichiatrico presso lo stesso ospedale. Due ore dopo viene constatato il decesso per arresto cardiaco.

    Dagli esami tossicologici risulta che gli sono stati somministrati dei farmaci, inequivocabilmente e tassativamente controindicati in caso di assunzione di alcol. L’arresto cardiaco è stato provocato da questo “errore”. La testimonianza del Comandate del posto fisso della polizia di stato ubicato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Circolo riporta alcune affermazioni estremamente significative.
    La prima: si è venuti a conoscenza della morte di Uva in ritardo “pur non trattandosi come si evince dall’allegato referto medico di evento non traumatico” (si legga: è stato un evento traumatico). La seconda: la salma di Uva giaceva “supina e senza abiti, con la parte ossea iniziale del naso in zona frontale, munita di una vistosa ecchimosi rosso-bluastra, così dicasi per la parte relativa del collo sinistro, le cui ecchimosi proseguivano con discontinuità, su tutta la parete dorsale, lesioni di cui non viene fatta menzione nel verbale medico di accettazione”. Il comandante aggiunge: “che non vi è traccia degli slip del de cuius e su chi abbia provveduto alla loro rimozione dal corpo, indumento tra l’altro, neppure consegnato ai parenti (probabilmente perché intrisi di sangue).
    E tuttavia non si può sottacere il riscontro obiettivo di pseudo macchie ematiche riscontrate a tergo sui pantaloni poi posti successivamente sotto sequestro unitamente agli altri capi di vestiario con un particolare inquietante riscontrato anche sulle scarpe di stoffa che stanno verosimilmente ad indicare una estenuante difesa ad oltranza dell’uomo effettuata anche con calci”. Ciò è evidenziato dal fatto che “la parte anteriore di entrambe calzature destra e sinistra, si presenta vistosamente consumata”. L’autopsia è stata fatta in maniere platealmente sbrigativa e parziale, senza gli esami radiologici necessari ad accertare fratture e minimizzando o ignorando l’importanza delle lesioni presenti sul suo corpo, in particolare sul dorso e nella regione anale.

  • cirano60

    Non per essere accusato di razzismo domestico ma vorrei fare una semplice constatazione: la casta dei magistrati è in prevalenza di origine napoletana, in parte, anche le forze dell’ordine sono del meridione
    Lungi da me qualsiasi deduzione ma non dimentichiamo che solo 160  anni or sono, la polizia borbonica e i magistrati del Re ,che agivano nel regno delle due sicilie, erano reputati gli organismi più efficienti e spietati d’europa. Altra cosa da ricordare è  che al sud esistono mafia,camorra,n’dangreta.
    Record italiano nel mondo per un territorio così piccolo, tuttavia con la globalizzazione si sono un tantino diluite.

  • biancorosso

    la storia è stata scritta dai vincitori, leggiti i libri della Pellicciari

  • consulfin

    i miei più sinceri complimenti al testimone. È difficile mantenere quella calma quando ti trattano così. Io non ci avrei pensato due volte a mettere le mani al collo al mio aguzzino.