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CARE DONNE, SCUSATE E' ANCHE COLPA VOSTRA

DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it

Le donne hanno fatto un altro passo avanti sulla strada della parità. Prima morivano sette anni dopo gli uomini, adesso questo scarto si è dimezzato: 3,8. Ben gli sta. Hanno voluto entrare nel mondo del lavoro maschile e ne hanno assunto tutto lo stress, fumano, bevono, si fanno di coca. Eppoi nella competitività sul lavoro – altra fucina di nevrosi- non hanno rivali. O, per essere più precisi, li hanno: sono le loro colleghe, soprattutto le cesse. Per non retrocedere allo status di cesse sono costrette ad acrobazie faticosissime.

Già la manutenzione del corpo di una donna impegna un paio di ore al giorno, fra maquillage, capelli, depilazioni, abluzioni accuratissime. Adesso si sono aggiunte la palestra, l’acquagym, lo jogging (pratica particolarmente insensata: nessuno ha mai pensato seriamente che le gambe delle donne siano fatte per camminare tantomeno per correre).

Le donne sono le prime vittime della modernizzazione. Fanno un doppio lavoro. Quello in ufficio e quello a casa. L’antropologia non si può ingannare, l’accudimento dei figli spetta a lei e per un periodo piuttosto lungo perché il cucciolo dell’uomo è il più tardivo a svezzarsi. Forse per questo riluttano a farli. Ma arrivate vicino alla quarantina sentono che manca loro qualcosa e sono prese dall’angoscia. Perché i figli non vengono quando ti pare. In linea di massima ci vorrebbe un partner stabile, ma anche lasciando perdere questo trascurabile particolare l’età della massima fecondità della donna sono i 27 anni, a 37, 38, 40 le cose si fanno più difficili. Eppoi quegli ex feti, quegli esseri misteriosi sparati fuori dalla loro inquietante vagina hanno una vitalità impressionante, che per essere governata ha bisogno di una vitalità altrettanta, che a vent’anni si ha, a quaranta molto meno.

Sono perennemente insoddisfatte. A parte quelle che lamentano ‘depressioni cupissime’, ‘solitudini infinite’, non ce n’è una fra le mie amiche, quelle comprese fra i 25 e i 55 anni (oltre diventa inutile discutere, perché nessuno le scopa più, se non per dovere d’ufficio) che non sia attratta da esoterismi, Osho, Milarepa e altre stronzate orientali. Segno che manca loro qualcosa, qui in Occidente. Il maschio. Mentre infatti la donna si mascolinizzava (guardatele camminare: non camminano, marciano su tacco 12) l’uomo si femminilizzava. Peraltro all’uomo sono venute a mancare le situazioni per far valere la propria virilità. Non c’è più la guerra, non ci sono più ideologie un po’ truculente come il comunismo o il fascismo, la tecnologia ha reso superflua la forza fisica. E l’uomo ha bisogno di dimostrare se non la forza almeno il proprio coraggio. La donna no, preparata ai dolori del parto il coraggio ce l’ha, ma quando serve, altrimenti è capace di svenire se un topolino di campagna le passa fra le gambe (e questo la rendeva deliziosa). Ma anche in questo campo assistiamo ad un rovesciamento straordinario, in particolare nel mondo musulmano: le donne vanno a fare la guerra come ci raccontano le cronache dall’Iraq (prima gli mettevano il burqa, adesso gli permettono di combattere). E’ una distorsione totale dell’universo femminile. La donna, che dà la vita, ha sempre avuto orrore di queste carneficine ai suoi occhi insensate, per l’uomo la guerra è sempre stata il grande gioco, ‘il gioco di tutti i giochi’, che gli permetteva di appagare il suo oscuro istinto di morte.

Infine se dovessimo dare un minimo credito di intelligenza ai ‘padroni delle ferriere’ dovremmo pensare che l’emancipazione femminile l’hanno inventata e foraggiata loro. Prima lavorava uno solo e ci manteneva tutta la famiglia. Adesso devono lavorare tutti e due e spesso non basta. Ergo: paghi uno e prendi due. Elementare Watson.

Massimo Fini

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

18.10.2014

Pubblicato da Davide

  • Maxim

    Roba del genere poteva  scriverla il mullah Omar ( il capo dei talebani ) per dimostrare che la sua visione del ruolo che deve avere la donna nella società’ afghana  è vantaggiosa  per  le donne .

  • Giovina

    Davide, guarda che su quella specie di tavolo-consolle manca lo specchio…..

  • mazzam

    comprendendo banalità e caricature, davvero non vi chiara l’affettuosa carezza che, con quest’articolo, Fini tenta di fare al mondo femminile?

    e poi ha ragione, il mondo femminile ha trovato la sua parità con la parificazione al mondo maschile invece di esprimere le proprie risorse (caratteristiche e tipologie prettamente femminili) e questo per Fini, a cui le donne piacciono perchè donne (e non maschi con le tette), è un gran peccato. e io mi associo.
  • Rosanna

    “Quella inquietante vagina” di cui parla Massimo Fini, autore che apprezzo perché sempre trasgressivo e provocatorio,  consiste in quel cantuccio caldo, accogliente, piacevole,

    da cui gli uomini come lui, sono usciti a malincuore il giorno della nascita, e poi hanno trascorso tutta la vita presi dal desiderio di volerci rientrare   (come ha detto qualcuno, non ricordo più chi …)

  • neroscuro2014

    Forse per inquietante intende dire che lo inquieta come un pensiero fisso?

  • SanPap

    bukowski

  • mazzam

    a malincuore si! ma noi sai quanto!

    saluti cordiali.
  • SanPap

    spirito dei tempi

    Roma – Monumento a Matteotti

    http://foto.museiincomuneroma.it/details.php?gid=234&pid=5316 [foto.museiincomuneroma.it]

    Parigi – Place Vendome

    http://www.les-crises.fr/ [www.les-crises.fr]

  • uomospeciale

    Magari ci fosse la vera parità fini, ancora non l’hai capito come stavano veramente le cose? Queste qua volevano i nuovi diritti uniti ai vecchi privilegi,
    ma avendo fatto i conti senza saper prevedere  i meccanismi economici e consumistici del capitalismo, e ci son rimaste fregate.

    Ben gli sta.

    Comunque molto meglio oggi che ieri, il mondo mica poteva continuare ad andare avanti con metà del genere umano ( gli uomini..)  che innovavano, inventavano, costruivano, producevano, mentre l’altra metà stava a casa limitandosi a lavare, cucinare, e smerdare i poppanti,  no?

    Meglio oggi che ieri sen’altro……….. E senza rimpianti.
    E se il tasso di natalità dovesse calare……..MAGARI! Tanto siamo quasi 8 miliardi, e il mondo sta letteralemnte scoppiando.

  • oriundo2006

    Ho letto che il limite degli otto miliardi è quello necessario per la trasmutazione dell’umanità con apocastasis finale, trasmutazione indispensabile per far uscire la farfalla dalla crisalide: ovvero, raggiunto il termine, ci sarà una estinzione di massa ‘guidata’ dalle ‘potenze celesti’ ( va da sè che si serviranno come sempre dei terrestri, animali fatti per servire, come dicevano le tavolette cuneiformi, i quali amano in modo supremo la distruzione, talvolta mascherata da rivoluzione, infarcita di belle parole e di reiterate orazioni: ma quello che conta sono sempre le teste mozze, lo sterminio e la distruzione dell’altro…). Dunque, fra non molto lo spettacolo è assicurato. Quanto a Fini, che ho conosciuto di persona, è meglio lasciarlo perdere ultimamente: si sta talibanizzando a vista d’occhio. Forse si prepara ad una sua prossima incarnazione…

  • Unaltrouniverso

    A femmena adda sta’ a casa a cucina’!!!

  • Unaltrouniverso

    Infatti loro hanno capito tutto. Lo si vede anche dalla poligamia, visto che il maschio è chiaramente poligamo. Nell’Islam i sessi hanno ruoli differenti ma parità di diritti. 

  • MarioG

    Dopotutto Fini e’ un estimatore del Mullah Omar.

  • MarioG

    Ma anche lei (o tu) ne e’ uscita!

  • Vocenellanotte

    Ancora adesso però i morti sul lavoro su 1000, 990 sono uomini. Non mi sembra abbiamo raggiunto alcuna parità.

  • GioCo

    Quando rammentavo che la donna è la regina della casa, pensando a mia madre e come lei adorasse letteralmente fare la casalinga (contrariamente a tutte le donne che conosco, lei pur con mille limiti perchè non era certo perfetta, andava contro corrente e ha combattuto per essere casalinga, quando mio padre la voleva lavoratrice) pensavo a qualcosa che era "casa", un concetto che riassume l’accoglienza, l’amore per il nucleo famigliare e "il tetto ove fare famiglia". Persino la gommosa barbie non viveva in un motel ed era il centro di questa "eresia".
    Si discute oggi se l’uomo debba essere assieme alla partner un elemento di questo puzzle, ma il punto secondo me è "cos’è il maschio" e "cos’è la femmina" della specie umana. Oggi abbiamo solo distrutto il significato del ruolo della donna e dell’uomo, tutto, il lato positivo come quello negativo.
    Il che va bene, ad esempio se si considera lo sfruttamento e la condizione in cui versava la donna solo cento anni fa. Ma c’è un ma. La conquista dell’emancipazione femminile non è mai stata una ragione delle donne, del loro bisogno anche solo meramente biologico, ma del mercato e di una minuscola porzione di individui che il mercato l’hanno reso il dominatore incontrastato che è oggi, quelli che hanno in testa da sempre la necessità di abbassare (con qualsiasi mezzo) la fertilità umana, perchè guidati da una precisa ideologia: siamo troppi rispetto le risorse limitate del pianeta e le consumiamo senza dare tempo di rinnovarle o di compensare le non rinnovabili con la ricerca di alternative. Ed è vero, ma solo dentro quell’ideologia di mercato che nessuno si è mai chiesto se ci serve, se ci conviene veramente (tutti, dominanti compresi) e se la vogliamo davvero così com’è oppure se quel desiderio non è solo una formula dovuta ad un auto-suggestione collettiva.
    Quindi la donna non è emancipata per sua convenienza, ma solo perché così è meno fertile: l’evidenza è inopinabile. Questo Fini lo evidenzia molto bene.
    Da qui però a dire che è necessario "tornare indietro" le balle che ci raccontiamo si torcono dentro a un dilemma: non sappiamo l’alternativa, nemmeno se esiste una alternativa. In questo dilemma si consuma il dramma della donna "emancipata a forza" di calci in culo. Perchè senno come evidenzia bene "Unaltrouniverso": "A femmena adda sta’ a casa a cucina’!!!"
    Che vuol dire in sostanza che la se stai in casa in cucina allora sei un essere umano svilito, non che sia fondamentale avere un punto di riferimento centrale nella famiglia e che questo ruolo è naturalmente riassunto nella donna-madre. Forse però la donna avrebbe desiderato semplicemente essere valorizzata nel suo ruolo, non esserne totalmente esautorata per averne un altro che non serviva a nessuno (lei compresa). Questo processo va ovviamente di pari passo con lo sradicamento del ruolo maschile, perchè il maschio ha senso se è un supporto del nucleo famigliare che vede la componente femminile troppo spesso sotto pressione (per forza di cose). Non un ruolo inferiore, ma complementare e diverso.
    Tuttavia l’uomo non riesce a capire che la parità va raggiunta nella conservazione delle rispettive esigenze che non sono mai le stesse per nessuno. La serializzazione antropologica è un parto delle allucinazioni di quest’era industriale che aspira alla perfezione solo per giustificare la marcia a tappe forzate verso l’annientamento della vita.

  • imsiddi

    La parità verrà raggiunta quando le donne, oltre che a stare sedute in ufficio, o in generale lavorare nel settore terziaro (quello diciamo + semplice a livello fisico), le troveremo anche nelle fabbriche, nei cantieri e sui marciapiedi (ma non a fare le prostitute).

  • Gil_Grissom

    Questo articolo conferma, ove ancora ve ne fosse bisogno, che i pseudo intellettuali di destra, quando tentano di diventare intellettuali e basta, falliscono clamorosamente.

  • uomospeciale

    Allora non verrà raggiunta mai.
    Ad affiancare prima, e sostituire poi gli uomini nei lavori più faticosi, pericolosi, e usuranti arriveranno i robot, non certo le donne.

  • consulfin

    Probabilmente sia l’Autore sia molti commentatori hanno un’esperienza esclusivamente urbana-piccolo borghese del ruolo femminile. Nell’alta borghesia (e nella nobiltà) ma anche nel mondo rurale, da cui provengo, le cose non stavano affatto così.
    A casa dei miei, mia madre aveva voce in capitolo su tutto. Sua era l’ultima parola.
    Inoltre, il lavoro nei campi non mancava per nessuno, neanche per me bambino. Ho visto mia madre alzarsi alle quattro di mattina per andare a legare il fieno finchè era umido di rugiada; dopo, col caldo, sarebbe diventato come vetro. Se è vero che i lavori più pesanti li faceva mio padre, mia madre non perdeva tempo perchè aveva la vigna da sistemare o la stalla da governare. Questa rigida divisione uomo al lavoro-donna a casa, da me non l’ho mai vista. E mia madre di figli ne ha avuti sette, alla faccia del lavoro che rende sterili.
    La verità, a mio avviso, è che a rendere sterili sono i rapporti di lavoro con i padroni, che ti vogliono sempre produttivo, e non il lavoro in sè. È anche vero, però, che non esistono padroni se non c’è chi si fa servo. E in questo Fini ha ragione: la donna si è voluta far serva al pari dell’uomo. In tutto, tanto che ora va perfino, orgogliosa, a fare i militare, che, quando esisteva la leva, gli uomini facevano di tutto per evitare. Da questo punto di vista, mi sembra di vedere una certa forma di istero-cretinismo dilagante.

  • feipu

    … e ha da puzzà dell’omo suo

  • Unaltrouniverso

    Ihihi….

  • Unaltrouniverso

    E fa bene. Da meridionale devo ammettere che il più grosso difetto di Fini è quello di essere un po’ razzistello nei nostri riguardi ma per il resto ha ragione da vendere.

  • Unaltrouniverso

    La parità ci sarà quando le donne la daranno con nonchalance e non come contropartita come avviene oggi.

  • Simplicissimus

    l.e carezze bisogna saperle fare e qui il tono è completamente sbagliato.Forse perché a una certa età si dovrebbero dismettere gli abiti giovanilistici e l’anticonformismo un po’ fine a se stesso per dire cose un po’ più pregnanti e interessanti. La verità è che Fini ha un’idea del mondo assolutamente passatista e ritiene che la crisi di identità, di futuro, di pensiero, di vita che coglie tutti (trovatemi una persona felice, fuori dagli spot) dovrebbe essere ppannaggio dei soli maschi, mentre non è all’altezza delle femmine il cui scopo è quello di partorire e allevare figli: l’unico compito che le realizza e che dovrebbe essere attribuito loro.

  • Tetris1917

    finì

  • Giovina

    Non sapete nulla, altrimenti tacereste.

    Non sapete nulla di quante donne in fabbrica sono preferite in prima linea, ai lavori piu’ ripetitivi e massacranti, alle macchine. Si immagina una macchina che liberi da sforzi e manualita’ pesante. Purtroppo questo non le’ la norma ma l’eccezione.
    Piuttosto la macchina la si lancia al massimo, o si investe in una piu’ potente e produttiva per lasciarvi a "controllo", nel carico spesso manuale, e nella sistemazione finale dei prodotti finiti etc…., una sola persona, spesso donna. Con la scusa che molte fasi intermedie sono state eliminate, e che il robot o macchina solleva dall’espletamento di quelle, si aumentano ritmo e produzione, eliminando il numero in esubero di operai per affidare a uno minore, quello che e’ diventato il doppio o il triplo dello sforzo umano di prima.
    Non potete nemmeno immaginare cosa sia in fabbrica per una donna.

    Per gli argomenti maschilismo-femminismo io non mi scalmano mai. Mai stata di quella o di quell’altra fazione.
    L’uomo e’ uomo e la donna e’ donna.
    Ma in questo frangente si e’ ignorato qualcosa di veramente grave.

    Si’, a sapere, e a vedere, tacereste: le vostre madri, le vostre sorelle, le vostre figlie, andreste a riprendervele per riportarle a casa.

  • Hamelin

    Mettiti il cuore in pace questo non avverrà mai …

  • GiovanniMayer

    Potresti dire cosa ritieni giusto e cosa sbagliato di quello che ha scritto Fini.

  • sun

    Signor Fini, lei ha parlato di una mutazione antropologica della donna che è più o meno condivisible, però, in qualità di donna podista, penso proprio che le gambe delle donne, come anche quelle degli uomini, siano adatte per camminare, correre e saltare, altrimenti la natura non ci avrebbe dotato di arti inferiori così lunghi.
    Aggiungo solo una cosa al suo articolo: noi donne siamo nate per essere madri, madri di voi uomini.
    Stia bene, figliolo.

  • GiovanniGreco
  • GiovanniMayer
    "Hanno voluto entrare nel mondo del lavoro maschile e ne hanno assunto tutto lo stress, fumano, bevono, si fanno di coca. Eppoi nella competitività sul lavoro – altra fucina di nevrosi- non hanno rivali. O, per essere più precisi, li hanno: sono le loro colleghe"

    "La manutenzione del corpo di una donna impegna un paio di ore al giorno, fra maquillage, capelli, depilazioni, abluzioni accuratissime. Adesso si sono aggiunte la palestra, l’acquagym, lo jogging"

    "Le donne sono le prime vittime della modernizzazione. Fanno un doppio lavoro. Quello in ufficio e quello a casa. L’antropologia non si può ingannare, l’accudimento dei figli spetta a lei e per un periodo piuttosto lungo perché il cucciolo dell’uomo è il più tardivo a svezzarsi. Forse per questo riluttano a farli. Ma arrivate vicino alla quarantina sentono che manca loro qualcosa e sono prese dall’angoscia […] l’età della massima fecondità della donna sono i 27 anni, a 37, 38, 40 le cose si fanno più difficili. Eppoi quegli ex feti […] hanno una vitalità impressionante, che per essere governata ha bisogno di una vitalità altrettanta, che a vent’anni si ha, a quaranta molto meno."

    "Sono perennemente insoddisfatte […] Segno che manca loro qualcosa, qui in Occidente. Il maschio. Mentre infatti la donna si mascolinizzava […]l’uomo si femminilizzava (per esempio depilandosi n.d.a.)".

    "Prima lavorava uno solo e ci manteneva tutta la famiglia. Adesso devono lavorare tutti e due e spesso non basta."

    Qualcuno mi spiega dove sbaglia Fini?

    Aggiungo, forse la donna si sarà emancipata e avrà acquisito alcuni diritti –  e il "forse" è d’obbligo – ma a che prezzo?
    Ha perso il suo più grande diritto: il diritto di fare la madre e la moglie a tempo pieno. Diritto non vuol dire obbligo.
    Oggi, salvo mariti con lavori molto, molto, ben remunerati, le donne sono costrette a lavorare, perdendo, di fatto, il diritto sopracitato.
    • Questa grave perdita si riperquote non solo sulle donne, ma su tutta la società. Infatti procreando più tardi (o meglio, da  vecchie, perché biologicamente una donna di 40 anni è vecchia, specialmente per procreare) e lavorando, si sacrifica, per forza di cose, il tempo per i figli, la cui educazione e formazione sarà delegata a terzi per gran parte delle giornate. Questa è una delle concause del degrado culturale e sociale delle nuove generazioni, ed è sotto gli occhi di tutti.
    Diverso è il discorso per le donne single o senza ambizioni di maternità, almeno loro non rischiano di danneggiare la società con figli senza valori educati per delega dal sistema.
  • Georgios

    Devo dire che quest’articolo di Fini, anche con qualche esagerazione (forse voluta), dice molte verità ed in un modo particolarmente esilarante. Non considero per niente "cattivo" il contenuto, anzi direi che esprime non semplicemente simpatia ma un amore vero verso il, mi sia permesso, in questi tempi bisogna stare attenti, gentil sesso.

    Ho apprezzato anche la maggior parte dei commenti che si ispirano più o meno allo stesso senso e mi ha toccato particolarmente il commento della signora o signorina Giovina (10:23:39 BST) che dice grandi verità.

    Il problema. secondo me, e’ comune tra i sessi ed e’ dovuto al secondo passo, essendo stato il primo la introduzione forzata della donna nel processo dello sfruttamento del lavoro altrui. Gli incentivi sono stati di vari tipi, non starò ora ad elencarli, ma si possono concentrare nella parola "consumismo".

    Ora arriva il secondo passo che mira a schiavizzare la società intera. Si tratta della creazione del mondo unisex il che comporta, tramite un’apparente ed astratta "parità di diritti", la distruzione di ogni valore, distinzione di ruolo e particolarità qualitativa tra uomo e donna. In parole povere la distruzione del nucleo famigliare che fino a qualche tempo fa era la fucina dell’uomo e della donna esseri responsabili e socialmente svezzati, cioè cittadini. Almeno potenzialmente.

    Questo secondo passo e’ stato affrontato in un articolo apparso qui

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13993

    come anche nel commento (12:34:20 BST) che ho fatto recentemente in occasione di un altro articolo

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14068

    Donne, come diceva una canzone: You’re in the army now! (ora se nell’esercito). Non e’ cosa che riguarda "particolarmente il mondo musulmano" come afferma Fini.

  • Georgios

    ora sei (o siete) nell’esercito

  • Rosanna

    Visione nettamente cattocomunista dell’altro sesso, del sesso degli angeli, con qualche sfumatura di maschilismo nel finale …

    infatti la donna deve essere appunto l’angelo del focolare, non si azzardi ad aprire la bocca, a lavorare, a pretendere una propria autonomia economica, perché il suo destino è quello di lavorare tra le mura domestiche, per la cura dei figli e del marito, sempre soggetta al volere, alla paghetta, alle decisioni del marito.

  • polidoro

    Sempre più sottile, quasi trasparente, da il Massimo di sé con affermazioni illuminanti tipo "Non c’è più la guerra".
    È sempre un passo avanti:   Non c’è più la guerra

  • GiovanniMayer

    Sbagliato Rosanna. Ho detto che deve avere il diritto di poterlo fare senza essere "costretta" a lavorare.

  • GiovanniMayer

    Se potessi lo farei con mia moglie e lei me ne sarebbe grata. Non è bello vederla piangere perché a causa di un lavoro (di merda) assolutamente necessario, e va già bene che c’è, ha poco tempo da dedicare ai nostri figli.

  • Fedeledellacroce

    Eccone un altro che, come Fini, scopa poco….

  • Rosanna

    La visione era un po’ ideologica, quando i figli sono piccoli è giusto che la madre resti a casa, ma poi dovrebbe poter scegliere in piena libertà e la donna oggi sceglie sempre di lavorare per poter raggiungere la propria autonomia, per aiutare la famiglia, per salvare la propria identità.

    La donna è stata tenuta per secoli sotto la custodia dell’uomo, con la scusa dei figli, questo le ha impedito di crescere, di studiare, di partecipare, purtroppo molto spesso è stata anche maltrattata, nell’ultimo anno in Italia ci sono state più di 100 donne uccise dai loro ex compagni, mariti, fidanzati.

    Questa non è emancipazione, è sfruttamento, misoginia, violenza verso le donne, che restano comunque il sesso emarginato e sfruttato dal sistema maschilista.

    Naturalmente non è un’accusa che faccio al tuo intervento, volevo solo riportare la mia visione "femminile e femminista" del problema, io stessa mi sono svegliata tardi.

    Le donne infatti perché non partecipano, su questo blog quante donne ci sono? pochissime, proprio perché sono state escluse per secoli dall’esercizio del loro pensiero e dalla presa di coscienza delle loro potenzialità.

    Adesso ci si mette anche la crisi econiomica ad escluderle, infatti sono le prime vittime della disoccupazione, senza parlare della lettera di licenziamento "in bianco" che devono firmare al momento dell’assunzione.

    ciao da una femminista (fallita)

  • GiovanniMayer

    Su alcune cose sono più d’accordo su altre meno, ma il mio commento è incentrato su questo (ti cito): 

    "ma poi DOVREBBE POTER SCEGLIERE in piena libertà"
    Questo oggi avviene solo per le classi più agiate ed è molto grave.
         
  • RicardoDenner

    Il limite di Fini è che quando si arriva a qualcosa di serie..come Osho..Guenon..e i fondamenti della Tradizione..arretra come il solito intellettuale decadente e maledetto..in linea con quel pensiero debole che vorrebbe contrastare..

    Il risultato è solo un discorso da bar..simpatico..ma alla fine inconcludente..cioè.."moderno"..
  • Jor-el

    "La donna oggi sceglie sempre di lavorare per poter raggiungere la propria autonomia, per aiutare la famiglia, per salvare la propria identità."


    Sì, il lavoro rende liberi.
    Immenso è il potere del Capitale!
  • BillyMartini

    Sia che si sia daccordo o meno con tutti I punti citati, i miei complimenti a Fini per il coraggio nel parlare di tali argomenti scottanti. Come nel medioevo era tabu discutere dogmi religiosi, ora lo e’ accendere dibattiti su argomenti come questo.

    Dico solo: molte volte George Soros e David Rockefeller vengono chiamati "filantropi". Georgy persino alle volte viene chiamato "comunista". Questo perche’ sostennero e sostengono decine di ONG ed altre associazioni volte alla liberalizzazione degli animi e dei costumi. Tra le svariate cose, notoriamente dettero grande supporto al movimento femminista negli anni che furono.

    Ergo: a chi veramente e’ convenuta questa liberalizzazione della donna? Senza dubbio e’ indiscutibile che uomo e donna debbano avere stessi diritti (e stessi doveri), e che gli insulsi pregiudizi sciovinisti dell epoca passata andassero eliminati. Ma alla fine, hanno veramente guadagnato le donne da tutta questa liberalizzazione?

    Fino a pochi decenni di anni fa, un capofamiglia con un lavoro decente non solo manteneva moglie e vari figli, ma in qualche anno di duro lavoro forse riusciva pure a comprar casa. E I figli venivano educati secondo tradizioni centenarie piuttosto che dai messaggi, subliminali o meno, dei video games, dei film d’ azione americani, dai reality show ecc. ecc.

    Quindi, caro Fini, sebbene opinabile in certe frasi mi sa che hai sollevato un ottimo punto.

    E’ la cultura il punto di tutto. I grandi volponi che progettavano il controllo del mondo, capirono bene che per riuscire a controllare un popolo bisogna prima privarlo della sua cultura. Cosi’ hanno pensato, cosi’ si sono operati, ed ora nel corso di 50 anni stiamo arrivando al capolinea. 

    Rilfettiamo, gente, riflettiamo.

     

      


  • Rosanna

    Il Paradiso Terrestre è finito da tempo, in particolare quando Eva (è stata lei la prima zoccola …) ha colto la mela dall’albero della sapienza e l’ha donata ad Adamo.

    Per questo sono stati cacciati dal Paradiso (colpa di Eva naturalmente, la seduttrice), ma del resto Adamo era stato fabbricato ad "immagine e somiglianza di Dio", poi si annoiava, dunque Dio ha fabbricato per lui, per divertirlo, per il suo piacere, da una sua "costola", Eva.

    Se lei non avesse colto la famosa mela , sarebbero ancora lì. Invece Dio li ha cacciati dal Paradiso, dicendo loro: "Tu Adamo, sarai condannato a mantenerti col sudore della tua fronte, e tu Eva sei condannata a partorire tra atroci sofferenza".  (Antico Testamento, Genesi)

    Provateci voi a liberarvi da codesto frame mentale che dura da tremila anni …

  • Earth

    Ho provato a cercare ovunque su internet ma non ho trovato nulla sulla storia degli 8 miliardi, neanche in inglese

  • Teopratico

    A me la penna di Fini non piace e arriva irrimediabilmente con decenni di ritardo. Quindi è intellettualmente inutile il suo discorso. Anch’io dico spesso in sostanza le stesse cose quando sono al pub, il chè è tutto dire, mi aspetterei di più da un articolo. Comunque spero sia un incentivo per far riflettere, le donne e gli uomini e le femministe in special modo. Per esempio affinchè la donna lavori meno degli uomini a parità di stipendio, non di più per meno come avviene oggi. Ché non è detto che il "viaggio" di Penelope sia stato inferiore a quello del mascolino Ulisse. Ché è paradossale per le donne oggi abortire nell’età di massima fertilità e farsi assistere nella fecondazione artificiale quando l’ora è ormai scaduta. Ché la donna non perda quel grande si che porta dentro, chè non imbracci alcun fucile sopra il suo grembo se la sua casa non è minacciata da uno straniero. E qui c’entra sempre il sistema capitalistico, con turbo e intercooler contemporanei, la religione dell’individuo e del suo sacro consumo, a spese del proprio corpo, della propria mente e del pianeta a far si che le misere mie parole e quelle ineleganti di Fini si confondano fra il tintinnare dei boccali colmi.

  • Earth

    Perché ci si prende la briga di contare le donne uccise mentre gli uomini uccisi non li conta nessuno? Sappiamo che  il rapporto tra gli uomini e le donne uccisi in un anno è circa 4/1 [www.interno.gov.it]: perché 99 donne uccise fanno notizia e 400 uomini uccisi no? Perché le 99 donne uccise vengono contate e i 400 uomini uccisi no? Valgono forse meno?

    C’è stato chi ha obiettato che l’emergenza femminicidio c’è, perché la percentuale di donne uccise sale di anno in anno. Invece l’emergenza femminicidio non c’è, perché il numero di donne uccise scende di anno in anno.  Erano 192 nel 2003; 172 nel 2009; 156 nel 2010; 137 nel 201 [www.tempi.it]1,  124 nel 2012 [bologna.repubblica.it]. E come mai, se il numero assoluto di donne uccise diminuisce di anno in anno, la percentuale sale? Perché  il numero assoluto di omicidi compiuti nel nostro paese scende di anno in anno [www.interno.gov.it], ma scende più velocemente per gli uomini che per le donne (anche a causa della maggior diffusione degli omicidi con vittime maschili).

    Infine c’è chi ha commentato: “I numeri dei delitti passionali parlano chiaro: il 60% delle vittime sono donne”. È vero, ma riflettiamo. Più dell’80% degli omicidi ha come autore un uomo. In ambito familiare o affettivo abbiamo un uomo ed una donna, quindi in tale ambito dovremmo avere una percentuale di vittime femminili dell’80%. Invece la percentuale è più bassa. Come dice il  Rapporto sulla Criminalità in Italia del Ministero dell’Interno [www.interno.gov.it], mentre gli uomini uccidono più uomini, e più fuori casa, le donne uccidono più uomini e più in casa. Ossia: sicuramente gli uomini hanno una tendenza omicida più marcata (come la spiegano, gli ideologi di genere?), ma sono più pericolosi fuori casa che in casa; mentre le donne sono più pericolose in casa che fuori. Esattamente il contrario di quanto afferma la vulgata del femminicidio.

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-femminicidio-ma-gli-uomini-uccisi-sono-di-piu-7062.htm

  • Jor-el

    Be’, per rimanere nella metafora biblica, pretendere una retribuzione per quelle atroci sofferenze sarebbe già un passo in avanti, per le donne (e non solo).

  • Rosanna

    Sono d’accordo con te, ma il fatto è che le donne sono uccise da uomini (molto spesso ex mariti e compagni), mentre gli uomini non sono uccisi dalle donne, ma da altri uomini.

    C’è una gorssa differenza, mi sembra. La violenza appartiene alla dimensione maschile, non femminile.

  • MarioG

    Questa e’ da incorniciare.

    Quando fa comodo ve la cantate.
  • Rosanna

    Perché non è vero? Le statistiche parlano chiaro.

  • uomospeciale

    Guarda che la maternità è già più tutelata della sacra sindone.
    Anche TROPPO TUTELATA, specie considerando che mediamente, una negra o una sudamericana con ZERO tutele e aiuti di stato, ha un tasso di fecondità che le nostre donne si sognano.

    E inutile dire poi che da quelle parti oltre a fare figli come conigli le donne lavorano pure nei campi con i bambini in groppa senza tante storie.
    Altro che le nostre donne che si atteggiano a "martiri" solo perché magari fanno un ( UNO..) figlio magari a 35 anni, mentre lavorano anzi lavoravano, ( si fa per dire..) in un comodo ufficio con aria condizionata, pausa caffè, e tutti i comfort possibili e immaginabili.

    Non lo vedi che in televisone è tutto un trionfo di pubblicità fibre e yogurt diretti alle donne perchè essendo sempre col DERETANONE cellulitico su una sedia, l’ano  ce l’anno, ( si può dire l’ano ce l’hanno…..?) sempre inceppato.

    Son tutte TAPPATE.