Home / ComeDonChisciotte / CARA NAOMI TI SCRIVO
14512-thumb.gif

CARA NAOMI TI SCRIVO

DI BARBARA TAMPIERI

ilblogdilameduck.blogspot.it

Pregiatissima e graziosa Naomi Klein, considero il tuo libro “The Shock Doctrine” uno dei testi fondamentali per la comprensione della realtà attuale. Quando lo lessi una triade di anni fa mi si aprì un mondo, anche se quel primo capitolo dedicato al progetto MKULTRA mi fece sulle prime sospettare qualche deriva sensazionalistica di troppo, pur non ignorando che la mia categoria, quella degli psicologi, si fosse macchiata di crimini su mandato dei politici tanto quanto i nostri fratellastri medici. Purtroppo invece gli esperimenti del Dottor Cameron sulla “cancellazione” della personalità per poterne forgiare una nuova sulla tabula rasa ottenuta furono triste e trista realtà.

Per fortuna quelle torture dimostrarono solo che la mente non è manipolabile se non quando il soggetto non è cosciente del fatto di venire manipolato. Insomma, avrebbero fatto di più – per quanto concerne l’Italia – la televisione commercializzata degli anni ’80 e gli insegnamenti del Dott. Goebbels applicati alla comunicazione dei media mainstream, di tutto l’LSD e scopolamina usati nei laboratori dei neopavloviani.

Amo “The Shock Doctrine” e fa parte del mio ideale Pentateuco, perché è il primo testo che iniziava finalmente ad unire i puntini, a partire dai golpe reazionari in Sud America negli anni settanta, passando dall’era reaganiana e thatcheriana al dissolvimento dell’impero sovietico; dalla crisi delle tigri asiatiche fino all’economia dei disastri seguita alle guerre del “Progetto per un Nuovo Secolo Americano” i cui scopi sono ben descritti anche in Confessioni di un sicario dell’economia” dell’insider John Perkins.
Il disegno che si otteneva unendo analiticamente tutti questi fatti storici era la figura di un’élite agguerrita ed assai decisa a riprendersi indietro tutto ciò che, in termini di privilegi, le era stato preso con la forza con le rivoluzioni del Settecendo e del Novecento e fatto concedere sotto pressione dai movimenti progressisti nel corso di duecento anni di storia. Un’élite neoaristocratica per spirito e denaro, pericolosamente lasciata senza rivali dal crollo del Muro e decisa a portare l’ultima estrema sfida al mondo attraverso la restaurazione del proprio dominio, attraverso una dittatura globale del profitto.
Il libro era anche una bella critica al pensiero economico dominante, quel neoliberismo imposto con la forza del “There Is No Alternative” dalle avanguardie politiche dell’élite, formate direttamente dai propri uomini e donne e dalle forze “di sinistra” cooptate: attraverso l’illusione di progressismo della globalizzazione scambiata per internazionalismo, per coloro i quali si arruolarono in buona fede, e comperate a dobloni sonanti gli altri.
“The Shock Doctrine” è del 2007 e l’ultimo capitolo era dedicato ad una pregevole analisi del futuro dell‘industria della sicurezza, il cui paese più all’avanguardia era allora ed è oggi Israele. Era un’ottima intuizione sul futuro, che ci sta confermando il sospetto di Gaza come laboratorio di sperimentazione di tecniche di repressione, prossimamente da vendere a peso d’oro a paesi che dovranno fronteggiare rivolte da parte di popolazioni impoverite dalle politiche economiche recessive e a privati che, potendolo, dovranno pagarsi chi ne difenderà la privacy domestica da coloro che attueranno il ripopolamento kalergico con modalità sempre meno amichevoli, una volta che raggiungeranno l’entità numerica sufficiente. Sono certa che ti suono troppo apocalittica ed anche un po’ fascista, ma l’idea me l’hai data tu.
Ora però vengo al punto. L’anno dopo l’uscita del tuo libro, nel 2008, iniziò la più grave crisi economica sistemica dal 1929, quella che sta tuttora mettendo in crisi le nostre certezze in termini di benessere e diritti acquisiti.
In questi anni, grazie a chi ci ha pazientemente raccontato giorno per giorno ciò che da anni la teoria economica aveva ampiamente previsto, e cioè che il vincolismo monetario avrebbe ucciso le economie europee, dimostrando in pratica la premeditazione delle azioni dei nostri carnefici, abbiamo capito che la Shock Economy da te descritta, ovvero il disegno politico epocale di dominio dell’élite anti-proletaria ed anti-borghese, era giunta al fine in Europa per completare il tour mondiale iniziato quarant’anni prima.
Se pensiamo alla crisi argentina del 2001, vero antefatto di certe attuali tragedie greche e case study di disastro da vincolismo, ed ancora all’annessione o Anschluss nel 1990 della RDT alla Germania occidentale, descritta con crudezza da Vladimiro Giacché, osserviamo che i laboratori sono sempre in attività e, tessera dopo tessera, il mosaico si sta completando.
Ecco, io mi sarei aspettata, quando ormai la situazione europea fosse stata abbastanza chiara, sicuramente quindi dal 2012 in poi, dopo i golpe con il silenziatore ed il cuscino in faccia ai popoli in Grecia e Italia, che tu facessi uscire un’appendice al libro, con il titolo: “La dottrina dello shock in Europa. L’assalto finale alle conquiste democratiche attraverso lo strumento del vincolo monetario”. (Bel titolo, vero?)
Apprendo invece che hai dedicato l’ultimo libro alla insostenibilità del capitalismo e ad un inno alla decrescita, oltre che ad un’invocazione generica alla rivoluzione. Sei insomma ritornata ad una versione soft ed ahimè assai radical chic della protesta. Tutti da Naomi il sabato sera.
Eppure ci sarebbe stato da sferrare l’ultimo attacco ideologico alle forze che vogliono distruggere la democrazia imponendo più democrazia, la dittatura omeopatica, dopo aver dichiarato con insolenza inaudita la fine della storia, dimostrando oltretutto che la tua analisi precedente era stata puntuale e precisa nel descriverne gli antefatti.
Invece no. Che ti è successo? Un attacco di piddinite transoceanica? Il vizio della sinistra di non vedere il marcio se la sinistra vi è implicata e vi è dentro con entrambe le zampe? E’ la luce che emana dai “despoti illuminati” ( copyright T. Padoa Schioppa) che ci governano, che ti acceca e non ti fa vedere quale minaccia globale stiamo subendo, con Obama in missione per conto delle corporation, che crede di poter sfondare in Europa usando le corna della Merkel come ariete contro la Russia? Per poi magari lasciar risolvere una volta per tutte a Putin l’annosa e fastidiosa questione tedesca? L’unico paese che ha imparato dalla seconda guerra mondiale ed ha capito che doveva rinunciare alle velleità imperiali è stato il Giappone. Sappiamo come. Vogliamo che i tedeschi rimpiangano di non aver subìo la dottrina Morgenthau a suo tempo?
Non è abbastanza grave la situazione? Non senti un desiderio irrefrenabile di denunciare questi criminali mossi solo dal profitto, questi fascisti, (li chiamo fascisti così capisci che sono gli stessi del Cile?) Non ti senti sopraffare dall’indignazione? I didn’t expect the Spanish Inquisition but…
Si, ti do’ atto, Renzi non ti convince. E’ un po’ pochino, in verità.
Oddio, per dirla tutta, già sull’undici settembre in “The Shock Doctrine” mi avevi mancato di unire un puntino, lo avevi saltato. Ti era mancato l’ultimo passaggio logico ed ora forse se ne vedono le conseguenze.
Ti ho vista in televisione intervistata dalla body-builderberg, che ti ha dato subito della No Global, tanto per marcare il territorio. E’ la stessa che la sera delle mazzate tante ai manifestanti di Genova si vantò di mostrarne le immagini al telegiornale facendo passare il gesto come giornalismo d’assalto, sai? In realtà la gente doveva vedere bene cosa sarebbe successo se le fosse venuto ancora l’uzzolo di osare criticare la Santa Globalizzazione. Ti ho vista e tu hai recitato la parte della fatina verde. Non nel senso dell’assenzio ma in quello del verde che copre le altre magagne e si porta su tutto. Mi hai ricordato l’altra fatina verde, quella che confessò, sciaguratella, che, senza l’euro, per il suo paese, la Germania, sarebbe stata la catastrofe.
Scusa Naomi, ma in questo momento il fracking non è un problema, visto che il petrolio a prezzi da discount se lo sta già fottendo sopra e sotto e in tutti i canali. Il capitalismo non è in discussione perché questo non è più capitalismo ma la sua neoplasia ed antitesi e noi dobbiamo recuperare il vero capitalismo, quello della piena occupazione, prima di passare al meraviglioso futuro senza emissioni e con le fonti rinnovabili della nuova Arcadia. Perché non mi vorrai anche tu uscire da sinistra, spero, come dei sollevatori verso il basso qualunque?
Mi dispiace ma mi ricordi un po’ Grillo ed il suo gate-keeping. Il suo abbaiare alla Luna salvo poi chetarsi quando le faine entrano nel pollaio.
Ripensaci, ritira fuori le palle. Questa in Europa è shock economy bella e buona e prima o poi arriverà anche in Canada. Vi bullate con i cugini americani perché lasciate le porte aperte ed avete la sanità gratuita. Non temete, è questione di tempo, guerre mondiali permettendo. La madre dei Monti e dei Renzi è sempre incinta.
Barbara Tampieri
8.02.2015

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Cara Barbara,
    mi vengono battutacce circa "le palle" della Klein, ma solo per gioco, non voglio offendere nessuno ne divagare circa la tua "richiesta" diretta all’interessata.
    Non ho letto Shock Doctrine, ma in compenso ho letto un sacco su psyop, sul progetto Mk Ultra e sulle operazioni complesse portate avanti dal pentagono e dalla CIA dal secondo dopo guerra ad oggi. Non solo articoli, ma anche libri. Mi sono anche confrontato con alcuni attivisti impegnati e il problema che emerge è sempre lo stesso.
    Bisogna cambiare la mentalità. Associato a questo problema ve ne sono altri strutturalmente complessi da gestire. I mezzi per raggiungere la popolazione sono inaccessibili o sotto pressione costante. Lo stesso internet è uno tsunami perpetuo di cazzate con dentro qualche goccia di senno, senza nessuno strumento concreto (a parte la sensibilità personale e una dose abbondante di fortuna) per orientare la navigazione. Questo ovviamente con centomila altri impedimenti, tra cui l’analfabetismo digitale, il dilagare dei malware, il codice chiuso degli smartphone sempre più sostitutivi dei PC per la massa.

    L’organizzazione in strada sarà molto presto complicata dall’imperversare di strutture paramilitari semi-private come la fantomatica eurogenfor [rossellafidanza.altervista.org], ufficialmente forza militare europea di intervento per l’estero, in un Europa politica (per altro) inesistente gestita da ministri eterodiretti, che si affiancheranno a quelle già operative occulte, come visto in Grecia o Ucraina.

    La situazione politica non potrà che complicarsi con i teatri baltici appena aperti dall’impero del Caos, ma anche non dovessero attecchire, già Libia e Ucraina sono più che sufficienti per metterci in ginocchio, nel senso che mettono in secondo piano tutto il resto, dottrina dello shock economico incluso. Questo accelererà inevitabilmente il processo di collasso disgregativo europeo, credo che a questo si riferisse il famoso " Fuck the EU [www.bbc.com]" della Nuland. Non era nei piani avvenisse in questo modo ma per Washington (la cui politica è legata Wall Street e agli speculatori) non fa molta differenza. Ma la lungimarnza della poilitica estera di un impero che non ha mai avuto bisogno per cinquant’anni di una seria politica estera (perché veniva imposta dai piani economici e bancari) è quella di una talpa che guarda il sole. Cioè zero. Quindi adesso la palla rimbalza sui mass-media classici, Hollywood e network televisivi in testa, per azzerare il merdaio con massicce dosi di propaganda "distrattiva".
    In questa fase quindi si aggiunge alla lista il problema che "chi urla più forte e più spesso a ragione" e la voce della Kelin credo in questo contesto varrebbe meno valida di una scoreggia di ratto 30 mt sotto terra.

    Quindi coerentemente cercherò (immagino) di guadagnarsi attenzione con argomenti più neutri in attesa che le acque si calmino a sufficienza. Sempre non fosse un agente alle dipendenze di qualcuno. Comunque le acque non si calmeranno prima del 2020-30, decennio in cui convergono i due più grossi obbiettivi di ordine mondiale: il più che probabile collasso sistemico climatico e le guerre di geo-ingegneria (le due cose non sono slegate tra loro). In quell’occasione ci sarà modo (credo) di imporre l’obliterazione forzata di massa, tipo "tessera del pane" della guerra: per l’acceso ai beni primari (come il cibo) dovremo accettare "per il nostro bene" un qualche tipo di marcatura elettronica corporea riconoscibile a distanza satellitare. A quel punto la Klein penso possa scrivere qualunque fottuta "rivelazione", che non avrà più importanza.

  • borat

    Cara Naomi mi hai proprio scocciato e non comprerò più i tuoi libri.

    Il motivo è che sono noiosi e tutti uguali: prendono un argomento condivisibile cercano di dimostrare che è vero portando miriadi di esempi che nulla aggiungono al concetto
    ma se tu non facessi così un tuo libro potrebbe stare tranquillamente in due o tre paginette di intervista sull’Espresso o su Panorama
  • consulfin

    "recuperare il vero capitalismo, quello della piena occupazione"? qui o non ho capito niente io o non ha capito niente l’Autrice

  • delino

    Io sto leggendo il libro della Klein, e non mi pare che abbia un’impostazione soft, radicalchic o piddiota. Ho l’impressione, invece, che sia l’autrice dell’articolo sia chi ha rilasciato i commenti non abbiano letto.

  • cipperimerlo

    I <i>radical-chic</i> si caratterizzano sempre per un atteggiamento sopra le righe.

    E si dividono in due categorie:
    – i <i>fan</i> che vivono di santini e <i>ipse dixit</i>: "Berlinguer ha detto", "Lenin ha fatto", "Neruda ha ribadito"!
    – gli <i>iconoclasti</i>, che si nutrono di sensazionalismo e protervamente sui <i>santini</i> ma, stranamente, quelli che potrebbero essere più pericolosi per il potere.
    Io non so chi sia e quali meriti abbia la signora Tamperi. Ma ho certezza di cosa vuole fare: vuole entrare nei salotti buoni.
  • furibondius

    Tamperi, partenogenesi Barnardiana, ti confesso di credere nella decrescita felice. La piena occupazione, quella che auspicate senza dire per  chi e in quale misura, è il mio infelice presente.

  • makkia

    Secondo me l’ha letto, invece, ma fa il tipico errore nostrano: il provincialismo.
    Noi siamo l’ombelico del mondo, e tutto ciò che ci succede o ci interessa dev’essere il primo pensiero anche degli altri, seppure di nazioni e culture diverse (e quindi, inevitabilmente, con la possibilità di avere altri interessi).

    Mi ricordo un "campeggio internazionalista" cui ho partecipato in gioventù, dove i capoccia tenevano dei "seminari" a tutti noi (vacanze intelligenti e balle simili).
    E lamentavano un disinteresse dei ragazzi stranieri: erano "spoliticizzati" e "apatici".
    I capoccia parlavono un inglese da ripetenti, io invece mi accorgevo che quei ragazzi (inglesi, tedeschi, olandesi, ecc) non sapevano un tubo delle grandi lotte socialiste dell’America Latina e quindi semplicemente si cuccavano i seminari senza intervenire… ma sapevano invece parecchie cose di Africa e Asia (ex-colonie e quindi parte delle loro culture), e ne parlavano volentieri, e alcuni erano pure "dde sinistra".
    Ma questo non interessava ai capoccia, il centro del mondo era in America latina, al massimo in Palestina, tiè.

    Idem con la Naomi: andava bene finché, con Shock Economy, denunciava le malefatte dell’Impero in Cile e Argentina (quella di Videla, non quella di Menem). Mo’ è "disimpegnata", non parla di quello che vuole la nostra autrice.

    [Autrice che, fra l’altro, non ha notato che le "Confessioni di un sicario dell’economia" che tanto le sono piaciute, non descrivono AFFATTO "gli scopi del Nuovo Secolo Americano". Perkins si è schifato di essere un sicario alla fine degli anni 70: la prima stesura del libro è dell’84.
    Il PNAC era di là da venire, alcuni dei neo-con ancora tiravano spinelli "dde sinistra" nei campus norteamericani, e Perkins ci parla del "vecchio" impero USA: quello "proselitico", che non esportava democrazia e anzi i dittatori gli piacevano tanto-tanto ma in compenso menava il torrone con l’American Dream. Insomma: guerra fredda, Dottrina Monroe, Repubbliche delle Banane, quelle robe lì]

    La Naomi dovrebbe parlare di quello che è importante per Barbara Tamperi! Come si permette di parlare d’altro? La povera Barbara le aveva trovato pure il titolo "giusto"… e la Naomi che ti combina? Si permette di scrivere su quello che le pare a lei: ma che impudenza!

  • marcello1991

    e chi la dovrebbe "realizzare" la decrescita felice, un mucchio di disoccupati
    diperati e  senza soldi che c’hanno da tirà a campà?

    Comunque devi
    essere già abbastanza contento visto che stiamo già decrescendo…. per qualcuno
    però non felicemente!

    SERIAMENTE:
    NON SIAMO NELLA CONDIZIONE IN CUI
    POSSIAMO DECRESCERE FELICEMENTE SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA’ (…E QUESTO E’
    UN DATO OGGETTIVO!), ALLORA MA LA VOLETE RACCONTARE UNA VOLTA PER TUTTE QUALE
    SAREBBE QUESTA SOLUZIONE??

  • Veron

    Cara Barbara, condivido parola per parola.
    Aggiungo che la signora Klein, come l’arcinoto Chomsky, appartiene alla cosiddetta "opposizione intellettuale" di matrice giudaico-progressista, e guadagna molti soldi con libri, articoli e conferenze. Costoro sanno bene che non possono spingersi oltre un certo limite tollerato dal potere, che consente loro di continuare a guadagnare. Per esempio, ricordi quale è la posizione di Klein e Chomsky sull’11 settembre?