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CAOS ITALIA, QUALE STRATEGIA PER LA POLITICA TEDESCA ?

FONTE: SENZASOSTE.IT

La notizia dell’annullamento, da parte di Giorgio Napolitano, dell’incontro con Peter Steinbrück, candidato cancelliere per la SPD alle prossime elezioni di settembre, è l’occasione per delineare alcuni elementi di lettura del comportamento della politica istituzionale tedesca verso l’Italia. Comportamento che, fa bene ricordarlo, altro non è che la linea politica del paese egemone dell’eurozona non una questione qualsiasi di politica estera. La notizia fa poi ancora più sensazione, a livello diplomatico, nel momento in cui sia Napolitano che Steinbrück appartengono, seppur in diversi ruoli, alla stessa famiglia politica del socialismo europeo.Ma perché Napolitano si è rifiutato di incontrare Steinbrück? Perchè il candidato cancelliere della SPD ha definito, in un meeting pre-elettorale, Grillo e Berlusconi “due clown” che compongono il quadro catastrofico dell’attuale politica italiana. Frase irrituale, quella dei clown, per la politica istituzionale tedesca. E’ evidente che Napolitano, che deve cominciare la più complessa fase di consultazioni tra forze politiche dal 1945, non può accreditare un incontro con un personaggio che ha dato del clown ai rappresentanti di quasi i tre quinti dell’elettorato italiano. Steinbrück, a differenza di Angela Merkel, ha cominciato una campagna aggressiva sulla questione della situazione italiana. Per due motivi principali: il primo è dettato dalla necessità di recuperare nei sondaggi, interpretando le angosce dell’opinione pubblica tedesca rispetto all’Italia, mentre il secondo segue la linea di una serie di critiche permanenti che Steinbrück rivolge ad Angela Merkel. Per Steinbrück infatti, il dispostivo di governance europea (legato sia alle politiche di bilancio che all’intervento coordinato sulla legislazione del lavoro a livello continentale) non si sviluppa con le politiche di attesa promosse dall’attuale cancelliere tedesco.

C’è anche un’altra questione di cui tener conto, visto che stiamo parlando di un ex ministro delle finanze (del governo di coalizione con la Merkel) ben attento agli equilibri delle borse. Steinbrück parla la stessa lingua, in queste ore, della stampa inglese ed americana. Gli umori che interpreta in Germania sono simili ai titoli del Financial Times, del Guardian o del Wall Street Journal. Eppure, nonostante la geografia ufficiale della politica avvicini Napolitano a Steinbrück, è proprio il comportamento attuale della cancelleria di Berlino ad essere più gradito all’attuale presidenza delle repubblica italiana. Innanzi tutto per i toni, che in politica contano, di Schauble, potentissimo ministro delle finanze tedesco e della stessa Merkel. Entrambi hanno parlato di rispetto per l’espressione popolare del voto italiano. Nonostante che Schauble abbia parlato di “rischio contagio dall’Italia”, che riguarda la dimensione finanziaria, ci si è tenuti lontano, anche in presenza degli scivoloni di Monti, dal dibattito sull’Italia anche prima del voto del 24-25 febbraio. Ma c’è un punto sostanziale per cui, al momento, la politica di Merkel e Schauble è la più adatta per la presidenza della repubblica italiana. Lo si capisce da un articolo, scritto su die Welt, da Thomas Straubhaar docente di economia delle relazioni internazionali all’università di Amburgo e direttore, sempre nella città anseatica, del prestigioso istituto di studi sull’economia mondiale.  Su Die Welt, vicino alla Merkel ma anche a Weidmann, falco presidente della Bundesbank, Straubhaar attacca le posizioni allarmistiche sull’Italia facendo evidente riferimento a Steinbrück. Ma espone, parlando del nostro paese, una strategia più articolata di contenimento del caos sistemico che, per il neoliberismo europeo, sembra essere rappresentato dal risultato delle elezioni italiane. Straubhaar, dopo la classica argomentazione storica sull’instabilità cronica dei governi italiani, propone due vie di contenimento degli effetti politici e finanziari del caso italiano. Entrambe passano attraverso un ruolo minimo della politica istituzionale tedesca a) lasciar regolare al Dax, l’indice di borsa tedesco, prezzi di azioni e obbligazioni in riferimento all’Italia senza un intervento diretto della politica tedesca b) lasciar fare alla Bce, e questo piacerà meno a Weidmann le cui ragioni sono di solito presenti su Die Welt, l’eventuale politica di regolazione dei prezzi delle obbligazioni sovrane italiane.

La presa in carico del caso (e del caos) Italia, interpretando Straubhaar, adesso passa quindi attraverso il laissez-faire della politica di Berlino ed il comportamento attivo dela borsa tedesca e il ruolo di sostegno della Bce. Se questo ruolo debba anche prevedere un commissariamento di fatto dell’Italia Straubhaar non lo dice. Ma lo dicono i trattati Sme e Omt ed oltretutto anche le dichiarazioni di Draghi dello scorso agosto, alla base di tutto il comportamento dei mercati finanziari rispetto all’euro degli ultimi mesi. Siccome al momento è la Merkel al potere in Germania, e non Steinbrück, c’è da prevedere, per una complessità di fattori, che questo sarà il comportamento tenuto da Berlino all’inizio della crisi italiana. Nella speranza che una grande coalizione, costituita a Roma da diverse esigenze politiche e finanziarie, prenda prima possibile le redini del nostro paese. Ci sono però tre fattori che possono impedire il dispiegarsi pieno di questo comportamento, oltre alle differenze di linea interne alla Bce e il comportamento imprevedibile degli attori tedeschi sul mercato: 1) il protrarsi dello stallo politico a Roma, e quindi l’assenza di un identificabile referente in Italia, ben oltre le previsioni degli attori politici e finanziari di Berlino e Francoforte 2) L’acuirsi della crisi francese, economica e finanziaria, che può mettere in difficoltà le strategie di Bce di contenimento del “contagio” italiano 3) il montare delle scommesse dei fondi speculativi sul caso Italia ben oltre la capacità di risposta della Bce.

Come era prevedibile da diverso tempo la crisi italiana, una volta arrivata ad una prima maturazione, è diventata immediatamente una grave questione continentale. Che riguarda Berlino e la Bce più di qualsiasi altre crisi precedenti. I conflitti tra gli attori tedeschi della crisi, e tra quelli italiani, determineranno i comportamenti del prossimo futuro. Ma siamo di fronte ad una stagione politica, ed economica, inedita. Le sorprese non mancheranno nè per Roma nè per Berlino.-

Fonte: www.senzasoste.it
Link: http://www.senzasoste.it/internazionale/caos-italia-quale-strategia-per-la-politica-tedesca
28.02.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Le dichiarazioni sprezzanti di politici e ministri tedeschi di diversi partiti, dirette contro il popolo italiano prima ancora che contro politici nazionali vecchi e nuovi, ci riportano indietro di decenni, ai tempi della seconda guerra mondiale e dell’armistizio, tempi in cui i crucchi indossavano le divise nere delle SS e consideravano gli italiani un popolo di vili e di traditori, non risparmiandogli violenze indiscriminate e stragi di massa. Oggi, invece, gli è sufficiente aspettare che moriamo di disoccupazione e deindustrializzazione, cioè di euro.

    Ammettiamo pure che non c’è mai stato amore e concordia fra molti popoli d’Europa e i tedeschi, i quali hanno rappresentato un grave problema per il vecchio continente fin dalla prima guerra mondiale, per non parlare della seconda da loro stessi scatenata. Sono i tedeschi che hanno contribuito, con Hitler e il nazismo, a dare il colpo di grazia a quello che per secoli era stato il vero e il solo “centro del mondo”, cioè la cara, vecchia e tormentata Europa, che è dovuta sottostare, dopo l’immane disastro bellico scatenato dai tedesco-nazisti, alla divisione del mondo in blocchi e poi, dopo la fine dell’Urss, all’egemonia americana, fino all’affermazione completa dell’egemonia mercatistico-globalista che vorrebbe controllare il pianeta. In questi anni, in perfetta linea con la volontà di potenza mercatista delle élite finanziarie internazionalizzate, i tedeschi hanno contribuito attivamente alla distruzione delle economie e dei sistemi di protezione sociale nei paesi europei meridionali e mediterranei, producendo gravissimi danni a tutti noi e compromettendo irreparabilmente il nostro futuro.

    Dopo la ricostruzione postbellica della Germania e la riunificazione, pagata con denaro sonante dai paesi Europei occidentali, i crucchi irredimibili hanno indossato le divise euronaziste e hanno ripreso ad attaccare, per sottometterci e depredarci. Il “veicolo” che gli euronazisti utilizzano contro di noi non è un nuovo modello di panzer, ma bensì la moneta unica, da qualcuno definita in passato supermarco, alla cui persistenza siamo costretti a sacrificare tutto, anche il futuro. Attraverso l’euro e i trattati rigoristico-unionisti (trattato di stabilità fiscale, patto di bilancio o fiscal compact) i tedeschi sono in grado di mantenere la camicia di forza che ci imprigiona e di tenere sotto tiro i paesi meridionali, eliminando la sgradita concorrenza manifatturiera come nel caso italiano.

    Dobbiamo chiederci, a questo punto: possono amare gli italiani, o i greci e gli spagnoli, un popolo arrogante, sopraffattore e saccheggiatore delle altrui risorse, che contribuisce a radere al suolo le loro economie e le loro società? E’ logico, quindi, che i tedeschi siano malvisti e temuti in Europa, come lo erano ai tempi del primo nazismo che marciava trionfale verso la guerra. Al bombardamento di Guernica dell’aprile 1937 si è sostituito il bombardamento dello spead con il bund, senza dover alzare in volo una nuova legione condor, senza dover rischiare perdite e abbattimenti. I nuovi nazisti, con il suffisso euro davanti, a differenza dei primi sono degli autentici vigliacchi, ancor più avvoltoi, avventandosi sui più deboli per trarne vantaggi industriali e commerciali, spolpandone le carcasse senza ritegno. Abbiamo compreso, ormai, che i tedeschi euronazisti rappresentano per noi nemici mortali, dal capoccia socialdemocratico Peer Steinbrueck che taccia Grillo e Berlusconi di essere dei pagliacci (insultando così i milioni di italiani che li hanno sostenuti), al ministro Scheuble che paragona terroristicamente la situazione italiana a quella greca, lanciandoci di fatto un ultimatum: o un direttorio europoide in Italia – un governo che piace a lui e agli investitori onnipotenti, come quello ellenico collaborazionista di Samaras – o si scatenerà l’inferno nella penisola. Il disprezzo tedesco verso l’Italia è tale che Steinbrueck ci ha insultato durante la visita in germania del tremebondo Napolitano, da sempre loro “amico”. Agli euronazisti Steinbrueck e Scheuble per bombardarci non serviranno gli Junker 88 pilotati da tedeschi o da collaborazionisti, perché ci penseranno i mercati a ridurci a mal partito se non ci adegueremo ai diktat.

    E’ questa la tanto decantata ”amicizia” fra i popoli europei? E’ questa la prospettiva che porta agli “stati uniti d’Europa”? Ebbene, se le elezioni politiche italiane con esito populista contageranno altri paesi europei, come mostrano di temere anzitutto i tedeschi, forse riusciremo tutti insieme – italiani, greci, spagnoli, portoghesi e altri popoli fratelli che saranno i benvenuti – a liberarci dal gioco dell’euro, dalla costrizione unionista, dal dominio delle élite finanziarie e dei loro collaboratori euronazisti, come gli arroganti Steinbrueck e Scheuble, che rispettivamente ci insultano e ci minacciano.  

    L’ultimo eurocentrico

    Eugenio Orso
    Fonte: http://pauperclass.myblog.it
    Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2013/02/28/l-unionismo-l-euro-e-la-germania-euronazista-di-eugenio-orso.html
    28.02.2013

  • MassimoContini

    Tao calmati,

    respira forte

    ed incomincia leggerti un po’ di lìbri di storia

    magari di quelli meno ovvi delle scuole dell’obbligo.

  • MassimoContini

    ah meno male, è un riporto di un articolo altrui …

  • MassimoContini

    Eugenio Orso è da TSO.

  • nigel

    “……Per Steinbrück infatti, il dispostivo di governance europea…….non si sviluppa con le politiche di attesa promosse dall’attuale cancelliere tedesco..” E certo, la Merkel e’ troppo tenera… il nostro Steinbruck invece sa il fatto suo e pretende giustamente che Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e a breve anche Francia, accettino di farsi rapidamente suicidare con il sorriso sulle labbra, aderendo incondizionatamente all’euromarco e alla politica economica tedesca (Deutschland uber alles ). Questo e’ il loro DNA e quindi, come fa notare Tao, nulla e’ cambiato nella logica di lorsignori rispetto all’ultima guerra. La risposta inevitabile sarà quindi un rabbioso e corale “vaffanculo” come già nel passato, ma sarebbe importante rendersene conto e urlare subito questa pia esortazione, se non altro per limitare i danni. Potremmo incominciare noi.

  • nigel

    Grande articolo grande articolo grandeeeeeeee!!!!!!

  • castigo

    argomenti no??
    perché vedi, freguggin, il signor Orso ha tragicamente ragione……

  • ireneo

    Al di là della lettura “macchiettistica” del tedesco cattivo, retaggio delle 2 guerre mondiali perdute, ho sempre più l’impressione che la Germania sia in mano ad un gruppo ben definito di veri vincitori dell’ultimo conflitto mondiale che usano la sua potenza economica ( che controllano ampiamente) CONTRO l’Europa mediterranea. Il centro di tutto mi pare non a caso Francoforte e confesso di aver sorriso quando ho appreso che persino il nuovo Presidente dello IOR è di Francoforte. Bingo.

  • master75

    Difficile fare di meglio.
    Comunque, se veramente sarà l`Italia il paese che per primo riuscirà ad aprire una breccia nelle oppressive mura della prigione economica chiamata zona euro, creando poi con un effetto a catena un progressivo affrancamento dei popoli europei dalla follia euro, allora potremo un giorno dire di non essere vissuti invano, ma di essere stati protagonisti prima e testimoni poi, di un grande accadimento storico……

  • Santos-Dumont

    Quoto e al vaffanculo associo pure una presa d’armi (per ora solo metaforica, ma con questa gente hai visto mai…) e una bella sfida in greco, giusto per rincarare la dose. Parafrasando il celebre detto dello spartano Leonidas alle Termopili, rivolto ai persiano che gli intimavano di consegnare le armi: MOLON LABE! VENITE A PRENDERLE!

  • Allarmerosso

    Si , e fa navi da guerra.

  • Tanita

    Ragazzi, prendiamoci tre minuti e facciamoci quattro risate.

    http://dailystorm.it/2013/02/25/top-5-fail-delle-elezioni2013-il-peggio-dei-social/

  • Aloisio

    Peer-la Steinbrueck

  • Masaccio

    Il Bignami faceva comodo alle medie, ma ora forse è arrivato il momento di leggere dei libri di storia seri, caro Tao.

  • castigo

    quali??

  • yago

    Bhè la cosa dovrebbe consolarci , pensiamo di avere i politici peggiori del mondo , ma come si vede gli idoti sono equamente distribuiti.

  • Ransome

    Forse Steinbruck ha fatto quelle dichiarazioni perche’ per l’Italia vuole un bel governo PD-Monti,per continuare con la politica tanto cara alle oligarchie finanziarie e spolpare fino all’osso il popolo italiano.
    Lasciamo stare per favore le cazzate sul popolo tedesco cattivo…Sono usciti distrutti da due guerre mondiali….
    Io nei miei ultimi viaggi in Germania tutta questa ricchezza in giro non l’ho vista.Ho visto molte persone andare in giro a cercare bottigliette di plastica e vetro vuote che al supermercato gli pagano 25 centesimi…ma i contenitori in giro per la citta’ sono vuoti…
    I politici come Steinbruck sono sempre al servizio di qualcuno…anche in Italia ne abbiamo….Monti ne e’ l’esempio più lampante…e pure chi ha sostenuto il suo governo.Del resto lo sapevano anche i bambini che noi Italiani eravamo un popolo di formiche….O tiriamo fori i cojones noi Italiani uscendo dall’euro e ridiventando uno stato sovrano o molti di noi diventeranno dei poveracci come i Greci…Altre alternative non ne vedo.

  • geopardy

    Noln mi sono mai voluto associare a generalizzazioni, ma questa volta, alla luce di ciò che sta succedendo ai paesi mediterranei e non, una somma del curriculum tedescofono bisogna la tragga.

    Da quando è nata la Germania come nazione abbiamo avuto 2 guerre mondiali, l’Europa da centro del mondo è divenuta colonia ad est ed ovest, ora è tutto ovest.

    L’ulitma guerra 50 milioni di morti solo in Europa.

    Sulla base del trattamento agli ebrei si è incentivata la creazione dello stato di Israele (cominciarono gli inglesi, ma senza l’olocausto sarebbe stata assai dura), quindi, è stata scaricata sugli arabi l’eredità delle azioni tedesche.

    Si riunificano e fanno un euro senza stato basato sul marco scaricando principalmente sugli altri i costi di questa scelleratezza.

    Non c’è che dire, sono senz’altro virtuosi, ma sono inclini a scaricare sulle spalle degli altri le loro decisioni deleterie, non mi sembra un paese molto responsabile sotto questo punto di vista.

    Premetto che ho sempre stimato i tedeschi ed ho amici e parenti lì, ma mi sta sorgendo qualche dubbio in merito al loro ruolo egemonico in Europa.

    Come minimo non si rendono conto che gli altri non sono tedeschi, quindi, hanno preso una decisione assai affrettata nel voler fare l’Europa subito dopo la caduta del muro, ci sarebbe voluto almeno tutto questo secolo di scambi culturali e spargimento della vistuosità tedesca prima di portare avanti un simile progetto, (questo lo penso da tanti anni).

    ora siamo nei guai seri e senon si ripensa una nuova Europa la vedo assai dura per il futuro di questo continente.

    Geo

  • clack

    Una volta di più abbiamo la dimostrazione che il progetto neonazista che si nasconde dietro il falso comunitarismo europoide non crea soltanto disastri in forma diretta, ma è anche causa di ingovernabilità in qualsiasi paese della comunità sia bersaglio delle sue politiche di rapina e devastazione sociale. Ovvero i cosiddetti PIIGS per primi: due su due, prima Grecia e poi Italia, arrivati al momento della consultazione elettorale, hanno dato il medesimo risultato, ripetuto in Grecia più volte. Quello dell’ingovernabilità, conseguenza alla spaccatura degli elettori su tre fronti contrapposti, sostanzialmente inconciliabili. A meno di non ricorrere a super inciuci, che però di per sé stessi non sono altro che ulteriore fonte di immobilizzazione a causa dei veti contrapposti che si oppongono l’un l’altro i loro componenti, e quindi in ultima analisi di più profonda e irrecuperabile ingovernabilità.
    Naturalmente pretendere di ascoltare un’analisi del genere da parte dei paladini dell’UE, la cui ottusità appare ogni giorno più chiara, non si sa se per convenienza o convinzione, equivale a voler raggiungere la luna per mezzo di una scala.
    Dunque l’Economist continuerà nei suoi titoli, assieme a tutto il resto della stampa serva di poteri ormai ben riconoscibili, forrnendo un sostegno culturale e materiale per chi vuole continuare a premere l’acceleratore per correre più velocemente verso il precipizio. Non fosse altro che per una mera questione di consenso elettorale.
    Tuttavia è proprio di questo che si deve prendere atto: al di là di quelle sociali, le conseguenze della politica germanocentrica oggi egemone nell’UE non può portare che a questi risultati.
    Stando così le cose, le alternative sono due: o si riesce a scalzare la Germania dalla sua posizione di dominio in ambito UE, oppure si deve uscirne. In caso contrario le conseguenze non potranno che essere esiziali.

  • Gracco

    dunque, secondo Steinbruck nel parlamento italiano siedono due clown, eletti dal popolo: Berlusconi e Grillo…ma è solo metà della verità: per dirla tutta bisognerebbe aggiungere che nello stesso parlamento siedono anche un Dracula e un Quaquaraqua. Quest’ultimo ovviamente è il Bersani, a sua volta portavoce di un quaquaraqua istituzionale che è il PD.
    Passando all’Europa, bisognerebbe far notare al sig. Steinbruck che nel cuore del continente esiste una Stato-quaquaraqua che è la Repubblica federale tedesca, gigante economico e nano politico da quando è nata. I Tedeschi che fanno la voce grossa con noi sono i servi fedeli e striscianti dell’imperialismo USA-UK al pari dei loro cugini orientali del Sol levante: non sanno cos’è la dignità nazionale, ma essendo forti economicamente sono di pessimo esempio per il resto d’Europa: questa è la cosa più grave. Esagerato e fuorviante ogni paragone con la storia di ieri: al massimo, sono dei nazisti ammansiti, cioè appunto, dei quaquaraqua.