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CACHET GABANELLI

DI BERNARDO LURASCHI
liberi-pensieri.info

Volete un rimedio a tutti i malanni d’Italia?

“Cachet Gabanelli”

Passa il mal di testa e anche il mal di calli.

Signori miei a ragionar così si va verso derive che spaccano il movimento e il paese, spero che la Gabanelli dimostri maggior buon senso di chi l’ha votata e non privi il paese del suo prezioso contributo di giornalista indipendente. Pensare di eleggere al Quirinale una giornalista investigativa, mi sembra una follia, cosa credete che faccia? Continui le sue investigazioni? Non può, il Presidente rappresenta l’unità degli italiani, e se voi pensate che questa unità possa essere impersonata da una giornalista investigativa, state pensando una follia, tanto più che i giornalisti sono altrettanto responsabili dei politici di quaranta anni di cancrena italiana e la Gabanelli comunque non è estranea a quel mondo avendo iniziato a collaborare con la RAI nel 1982 e a lavorare con Giovanni Minoli dal 1989.

In certe frasi, nell’ossessiva ripetizione di un mantra, sento l’amaro sapore di un Comitato di Salute Pubblica, sento la volontà giustizialista di Robespierre, ma non ne vedo l’ingegno, la statura politica e la cultura.

Bernardo Luraschi
Fonte: www.liberi-pensieri.info
Link: http://www.liberi-pensieri.info/2013/04/cachet-gabanelli/
16.04.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Il risultato delle Quirinarie del MoVimento 5 Stelle è eloquente. Sotto tanti punti di vista. Ma in particolare su uno. Partiamo dalla fine: al nuovo partito di Grillo urge assolutamente un giornale. E urgono dei giornalisti. 

    La scelta finale di Milena Gabanelli come candidata è una speranza e una contraddizione allo stesso tempo, ma ci torniamo sopra alla fine.
     

    Per ora, torniamo al punto: urge, in altre parole, uno strumento di informazione professionale. Ciò che risalta sopra ogni altra cosa, infatti, è il fatto che almeno la maggioranza (web-democratica) che ha partecipato alle votazioni on-line per la scelta del candidato da sostenere in Parlamento ignori alcune cose basilari. Questa “ignoranza” – nel senso letterale del termine – si traduce, nella più classica dimostrazione dell’assunto semplicissimo che “solo una cittadinanza informata può scegliere liberamente e con cognizione di causa”, nella generazione di mostri. Come le scelte, al primo turno, di Prodi, Bonino e anche Rodotà (come se quest’ultimo non fosse un antico residuo di un’era comunque prettamente sistemica). 

    Beninteso, quanto sosteniamo non c’entra assolutamente nulla con le battaglie che il partito di Beppe Grillo sta portando avanti sull’abolizione dei contributi pubblici all’editoria e sull’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti. Battaglie in larghissima parte condivisibili, soprattutto se si entra nei meccanismi attraverso i quali vengono concessi tali contributi e quelli che permettono, o viceversa precludono, l’accesso all’Ordine per esercitare la professione. Lo ripetiamo a scanso di equivoci: queste due sono battaglie in larga parte giuste. Forse un pelo ingenue nel loro radicalismo, che evita di entrare accuratamente in due ambiti che varrebbe invece la pena sondare più in profondità e con opportuni distinguo, ma in senso generale ci siamo. Solo un suggerimento di riflessione: siamo veramente sicuri che un giornale debba vivere solo ed esclusivamente se “il mercato” (cioè le vendite) lo premia? Non potrebbe essere necessario un giornale, un media, (carta o digitale non è questo il punto) che sia pubblico, quindi sostenuto da finanziamenti pubblici per la reale importanza della sua missione? 

    Quello che vogliamo dire è dunque un’altra cosa: è assolutamente necessario, per un partito come il MoVimento 5 Stelle, passare a un tipo di comunicazione, inteso nella duplice accezione di informazione e cultura, che sia di tipo professionale. Cioè che sia curato da chi per professione fa questi mestieri. Ordine dei Giornalisti o meno, con testate sovvenzionate o meno, non è questo l’aspetto dirimente. Il fatto che è intollerabile, è che un partito di massa come è diventato quello di Grillo possa avere tra i propri attivisti, e soprattutto tra quelli più tosti, cioè quelli che partecipano attivamente alle votazioni su questioni così importanti, delle lacune informative (e forse cognitive? E culturali?) così grandi da mettere in imbarazzo, almeno speriamo, tantissimi altri elettori dell’M5S stesso. Se queste carenze ci sono – e ci sono – allora è il caso di correre ai ripari. Servono informazione e cultura. E mezzi per poterli diffondere. 

    In merito alle “quirinarie”, in altre parole, il dato più importante che emerge è questo. Non è poi così essenziale disquisire sui numeri di quelli che hanno partecipato alla votazione (una cifra ridicola rispetto al totale dei votanti dell’M5S). Non lo è sulla sicurezza dei metodi utilizzati (tutto si può migliorare e certamente si può arrivare a un sistema on-line non meno infallibile di quello analogico, con le classiche cabine elettorali). E non lo è neanche, alla fine, unicamente nei nomi scelti per le candidature al Quirinale uscite fuori da questa consultazione. 

    La necessità che ci permettiamo di far rilevare al partito di Grillo è proprio strutturale. 

    Non è possibile, soprattutto non lo è per un partito che si intende “rivoluzionario”, che si pretende “informato” in modo opposto all’informazione di massa, che si propone come altro rispetto al “teatrino” dell’infotainment e delle televisioni spazzatura, continuare ad andare avanti facendo emergere ogni giorno delle posizioni individuali tanto sciatte, ingenue e malinformate come quelle che stanno venendo fuori ogni giorno. Soprattutto se, e questo è uno degli elementi chiave del partito, tali posizioni vanno poi a confluire, mediante la democrazia diretta che si tenta di portare avanti, nelle decisioni alle quali vengono sottoposti tutti. 

    Il caso delle quirinarie, come accennato, è solo l’ultimo in ordine di tempo. Circa 9 milioni di elettori, ma solo 50 mila votanti on-line. Poche decine o centinaia di preferenze per il candidato più votato. E i parlamentari di Grillo a dover sostenere alle Camere, per tutti, l’improbabilissimo nome risultato vincente. C’è qualcosa che non va, ammettiamolo. Tanto da aver imposto, infatti, a votazioni in corso, le messe a punto tempestive da parte di Travaglio e di Casaleggio, sul blog di Grillo, in un dibattito che rischiava seriamente di impantanarsi nell’ignoranza delle più semplici informazioni da tenere a mente nella scelta dei candidati. Dalle persone improponibili per motivi tecnici (età, eleggibilità) a quelle per motivi intrinseci di assoluta estraneità col MoVimento stesso (Prodi? Bonino? Rodotà? ma vogliamo scherzare?). 

    Ma il discorso, come detto, è di carattere generale. E riguarda proprio tutta l’impalcatura comunicativa di un partito così grande e rilevante a livello nazionale come è diventato il MoVimento 5 Stelle. 

    L’auspicio è che si pensi presto – e che la base lo capisca – che il partito ha veramente bisogno di avere un organo di informazione condiviso. Non necessariamente “di partito”. Ma almeno da tenere in considerazione e da suggerire ai propri elettori. E non si ceda alle obiezioni classiche che già sembrano echeggiare: esiste già il blog di Grillo, esiste “La Cosa” (la webradio partita durante lo Tsunami Tour), esistono alcuni giornali considerabili d’area, esiste, in definitiva, il web nel suo complesso a poter offrire l’informazione della quale i grillini hanno bisogno. Sono sciocchezze, e i risultati si vedono, inequivocabilmente. 

    Che si decida il mezzo da utilizzare, o i mezzi, o una rete di mezzi, analogici o, meglio, digitali. Che li si affidi a persone di provata fiducia. E, altro aspetto importante, di provata capacità. Professionale, intendiamo. Che in questo settore, piaccia o no agli elettori di Grillo, si chiama giornalismo. 

    Gli stessi che si scagliano contro questa professione, all’interno del MoVimento 5 Stelle, sono poi quelli che pretendono – giustamente! – che di energia rinnovabile parlino ingegneri e non politici affaristi, che su tanti altri temi specifici parlino e si seguano dei veri esperti. Ribadiamo: come è giusto che sia. Ma allora perché, pur affermando le giuste battaglie per demolire una informazione di massa asservita ai poteri dei soliti noti, il MoVimento 5 Stelle non pretende allo stesso tempo che a livello informativo e culturale debbano essere persone che di questi due ambiti, allo stesso modo, hanno fatto la loro professione? Parliamo di giornalisti, sì. E di intellettuali, e studiosi, e professori. Altrimenti si rischia che quell’ignoranza di base, nella base dell’M5S, continui a rimanere tale e quale a quella che sta puntualmente venendo fuori ogni giorno. E che non è affatto incoraggiante, per un partito che punta (giustamente) ad aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno… 

    Scrive, giustamente, Giuseppe Turrisi: 

    ”Ogni democrazia è conseguenza diretta della informazione e della comunicazione, se la comunicazione è libera anche la democrazia che ne scaturisce sarà libera. Il potere finanziario conosce perfettamente questa dinamica ed è per questo che detiene con forza la gestione della comunicazione a cominciare dalla scelta delle informazioni fino alla loro fine manipolazione.” 

    Insomma, che l’informazione debba essere libera – e onesta – è fuori discussione. Proprio per il funzionamento stesso della democrazia. E su queste pagine, da sempre, ne sappiamo più di qualcosa. Ma sul fatto che debba essere anche professionale, contrariamente a quanto appare dalle volontà degli attivisti dell’M5S, non ci pare possano esserci dei dubbi. 

    La scelta finale della Gabanelli rappresenta la speranza: alla fine, la designazione, per quanto sarà ovviamente irricevibile da parte di un Parlamento che in buona parte è in causa con la brava giornalista di RaiTre, indica che onestà e professionalità sono riconosciute in seno al MoVimento 5 Stelle stesso. Ma indica anche la contraddizione di fondo cui facevamo riferimento: non è contro i giornalisti e i giornali che ci si deve scagliare. Anzi dei primi e dei secondi (analogici o digitali) c’è un disperato bisogno. È ora che il partito di Grillo si muova in tal senso. 

    Valerio Lo Monaco
    Fonte: http://www.ilribelle.com 
    Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/4/16/confusionarie-m5s-gabanelli-for-president.html 
    16.04.2013

  • A

    sarà un cachet ma ho come il presentimento che il mal di testa oggi è venuto al povero barnard. ma non è il solo a stare male, mettila così, oggi il travaso di bile tocca al pd, femminismi e affini. gabanelli domani rifiuta e tocca a strada…nuovo travaso di bile ma nell’ area pacifisti centri sociali che urlavano al pericolo fascista. strada rifiuta anche lui e sotto con rodotà, stavolta il travaso di bile tocca a tutta la sinistra radicale area manifestointernazionale. in pratica, una mossa, e ha fatto saltare tutto l’arco che attaccava il 5 stelle, da sinistra. e meno male che grillo era uno scemo, pensa se era sveglio.

  • Behemot

    …. ma guardate un po’, ….. se ci trovate uno, del quale sareste contenti ……

  • Clausewitz

    e allora teniamoci Amato-Finocchiaro-Letta-D’Alema e poi un bel governissimo PD-PDL.
    Così potremo starcene qui su CDC a gridare al complotto e che sono tutti d’accordo e che è tutto un magna magna….se no dopo come inganniamo il tempo?

  • alvise

    Egregio DI BERNARDO LURASCHI, le dico due cose. Regan era un attore, e fece anche film western, quindi uno che ha fatto il pistoleronei film non può fare i presidente di una nazione.Peccato che i fatti la smetiscono, egregio Luraschi. Io ho votato Imposimato, ma chi ha votato la Gabanelli lo ha fatto con un pensiero, che fino a prova contraria non è mai stata indagata, come per esempio PRODI per l’affaire NOMISMA. Ricordiamoci che la porcata di prodi con questa società, rigorosamente a nome della moglie, portò ad una interrogazione in parlamento. Ma si sa, se il migliore ha la rogna, il meglio che possa esprimere l’assemblea avrà la rogna, lapalissiano…

  • Firenze137

    Secondo ma il toto-presidente di cui ormai tutti i palinsesti TV si fregiano con dovizia di particolari ed enfatizzando le “convenienze/vantaggi della destra o della sinistra ( che non contano e non sognificano ormai più niente !! ma non l’avete capito ?) è un’ennesima “occasione” per scatenare – sopratutto se trattasi di femminuccia-presidente (wow.. la novità !) il tifo da stadio, che ci fa dire : ” Ma nooo la Bonino no..quella lì noo non mi piace ” .. “Siii la Gabbanelli siii.. lei è brava è quella che fa Report .. lo sai è quella che vuole togliere il contante. così sconfiggeremo la mafia.. ” ah ah ah ecc.

    Ma non abbiamo ancora capito che tutti i politici sono dei maggiordomi di 1° o 2° livello delle Banche ? Che gliene fotte alla BAnche della Gabbanelli e della Bonino ? NIENTE !.

    Loro sanno come mettere gli uomini ( ed ora sicuramente anche delle belle e valide bocconiane senza scrupoli.. ) giuste al posto giusto. Chiunque prenderà il posto di Napolitano sarà ufficialmente il “garante”, della Costituzione, (anche se presa come un vero e proprio giochetto con le regole ed “personaggi” tipici un gioco di ruolo imbottito di fiumi di soldi) , ma nella realtà vera sopratutto delle Banche e dei poteri finanziari, forse con qualche sfumatura di un “personaggio rispetto ad un altro, sulla velocità con la quale l’uno/a rispetto all’altro/a sarà capace di dare corso alla distruzione/svendita del nostro Paese al miglio offerente.

    Anche il video che circola con la battutine di Grillo sulla Gabbanelli che dovrebbe “vedersela” con la Merkel e andare a riguardargli le bucce come fa in Report, è una presa per i fondelli di Beppe verso TUTTI NOI che continuiamo col tifo da stadio che – come moltissimi di quelli che si riempiono la bocca mostrandosi grandi esperti di calcio – vogliamo dare ad intendere che siamo dei grandi “esperti” e che “è l’ora delle donne..” “è l’ora di cambiare perchè le donne sono una garanzia in più.. ” ed altre menate di questo genere.

    E quelli, “lorsignori”, mentre noi tifiamo sul niente, se la ridono beatamente…

  • ProjectCivilization

    che votare una giornalista populista a cariche importanti sia folle , e’ vero . Ma e’ folle anche tenersi i rappresentanti della finanza . Anche supporre che il PDR sia il rappresentante dell’unita’ degli Italiani….e’ sconvolgentemente cretino .Che M5S scelga una persona legata al PD cose’ ? Che abbia funzionato l’inganno di legare il PD , nella immaginazione della gente , alle sue origini nella rivoluzione russa ?

  • haward

    Quante persone hanno votato? Quanti voti, rispettivamente, hanno avuto i singoli candidati nel “secondo turno” delle quirinarie? Sarebbe corretto fornire questi dati.

  • Jor-el

    Per giudicare correttamente le “quirinarie” è necessaria una buona dose di sense of humor. E’ roba da Internet: sempre, intrinsecamente un po’ ridicola.

  • albsorio

    Sinceramente non saprei cosa dire, Gabanelli fa il suo mestiere di giornalista, la visione di abolire il contante non mi trova d’accordo, poi le scie chimiche o geoingegneria che di si voglia per lei non esistono anche se sono li davanti ai nostri occhi, 11 settembre tutto ok 4 beduini scesi dal cammello… credo che sarebbe allineata col sistema, altrimenti non ti fanno andare in prima serata a rompere le palle in TV.

  • anacrona

    Dato che dei dieci eletti i primi tre di sicuro declineranno l’incarico sepero vivamente di avere Gustavo Zagrebelsky come presidente …

  • roz

    Da simpatizzante attivista del m5s non mi piace. Non mi piace a diversi livelli. Il fatto che siano state fatte queste “primarie” in questo modo, il concetto di democrazia che sottende a questa scelta. Non mi piace il risultato.

    Ho cercato di spiegare qui: A ciascuno il suo livello si incompetenza [vocialvento.com]

  • lucamartinelli

    Aria fritta, amici, compagni e camerati. E’ solo aria fritta. non ci sarà nessuna Gabanelli alla presidenza. La regola è ferrea e ogni complottista che si rispetti dovrebbe conoscerla: Via un massone ne arriva un altro: Se avete notato tutti i nomi dei candidati espressi dal mondo politico tradizionale sono massoni, da D’Alema (P2) a Giuliano Amato, passando da Prodi. “loro” non sono così stupidi da lasciare un posto di potere enorme. Infatti, al di là delle stupidate che ci dicono da sempre, il presidente della Repubblica Italiana ha un potere enorme, quasi “ricattatorio”, può infatti sciogliere le camere e , credetemi, non è affatto poco..saluti a tutti

  • castigo

    non avrei saputo dirlo meglio.
    la prima serata uno che sia DAVVERO di rottura se la sogna…….

  • yakoviev

    Hai ragione, ha un grande potere checché se ne dica, e ormai ne può persino abusare visto che nessuno gli dice nulla. Certi abusi diventeranno ormai “consuetudine” accettata, purtroppo…