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BREVIARIO DEL CRETINO: OVVERO PERCHE' NON CI SI RIBELLA ?

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Stiamo diventando un popolo di cretini?
Ne ho il sospetto.
Solo una popolazione europea di cretini può accettare lo stato attuale delle cose senza provare la voglia di menar le mani.
E cosa è accaduto di così profondo tanto da rimbambirci in tal modo?

Una immane mutazione antropologica, una frattura continentale, uno iato spaventoso; si è insinuato nel sangue un virus zombificante, favorito dal parallelo e debordante progresso tecnologico. A forza d’incoraggiare l’elemento immaginifico dell’uomo, il suo lato emozionale, uterino, isterico, vegetativo, siamo giunti al punto di rottura epocale, alla devoluzione della ragione.
Punto di rottura. 100 gradi celsius. Un attimo primo c’è l’acqua, l’attimo dopo il vapore. È ancora acqua, ma solo chimicamente.
Ed esattamente cosa si è rotto?
Rispondo: il principio di non contraddizione.
Il principio dei principî. L’architrave dell’homo occidentalis: “Non può essere che una cosa sia e non sia una certa cosa allo stesso tempo e nel medesimo rispetto”.
Esempio: Io sono più alto di Mario, qui e ora. Non posso essere più alto e più basso, allo stesso tempo, ora, nei confronti di Mario.
O sono più alto o sono più basso.
Facile, no?
Da ciò deriva il principio di identità (Io = Io; Mario = Mario) nonché l’amabile principio del terzo escluso: ogni proposizione dotata di senso può essere o vera o falsa. Ch’io sia più alto di Mario può essere o vero o falso.
Se non è zuppa è pan bagnato, e viceversa. Non ci sono ulteriori alternative: tertium non datur.
Per il cretino no, non è così. Tremila anni di logica ‘au cabinet’, per dirla con Alceste.
Ma se crolla tale sommo architrave cosa accade?
L’apocalisse della razionalità.
La si può condensare nella formula dello pseudo Scoto: “Ex falso sequitur quodlibet”: tutto è permesso. Se è ammissibile la suprema contraddizione (che una cosa sia e non sia) allora tutto vale, ogni follia è permessa; siamo ai Saturnali della logica, al Carnevale della deduzione, al tana-libera-tutti della causalità.
Il supremo principio non viene più riconosciuto, né applicato.
Ecco la vera new age: lasciata alle spalle l’era dello stupido, entriamo trionfanti in quella del cretino. Il cretino risponde solo a stimoli bassamente emozionali, ad anacoluti logici, al volemose bene dell’inferenza. Per lui tutti i gatti sono grigi.

Esempio 1: Siamo un partito di lotta e di governo.
Esempio 2: Mi piace Céline, ma anche Fabio Volo.
Esempio 3: Mi ha messo le corna eppur mi ama ancora.
Esempio 4: La scoperta dell’alba è un grande romanzo.

E via così.
Ma esiste un cretino integrale, perfetto?
Certo, il cretino 2.0. Sta facendosi strada velocemente. Purtroppo residuano ancora delle sacche di razionalità e buon senso, specie nelle vecchie generazioni. Qualcuno ancora s’ostina, disperatamente, a tramandare ai discendenti basici elementi di logica; tuttavia il dado è tratto: ancora mezzo secolo di Occidente e i cretini 2.0 erediteranno la terra. Sì, mezzo secolo, di questo passo, è più che sufficiente, ve lo dice uno stupido.
Nel frattempo trastulliamoci delineando una (provvisoria) fenomenologia del cretino.

1. Ci sono due tipi di cretino: il cretino-cretino (old style) e il cretino 2.0 (coming soon).

2. Il nocciolo duro delle convinzioni del cretino-cretino sono i pregiudizî. Su quelli non transige. I pregiudizî del cretino: la tradizione familiare, l’imparaticcio scolastico, la chiacchiera, le gazzette.

3. Il cretino-cretino, infatti, ha un piccolo serbatoio di pensieri e frasi fatte a cui non applica il minimo ragionamento o critica. Quando tale angusto orticello è messo criticamente in pericolo, il cretino-cretino può arrivare al turpiloquio, al fanatismo, all’offesa più sanguinosa.

4. Al cretino-cretino puoi far credere tutto, basta lisciarlo nei pregiudizî.

5. I pregiudizî assicurano il cretino-cretino del possesso d’un pensiero.

6. Il fiume del cretino-cretino si perderà naturalmente nello sterminato oceano del cretino 2.0.

7. Il cretino 2.0 è il cretino integrale, il cretino del futuro.

8. Al cretino 2.0 va bene tutto. Per lui, in fondo, tutto è possibile. Per lui un evento può essere bianco o nero. Tertium datur. Ma anche quartum, quintum e sextum. Rosso, verde, a pois. Perché no?

9. Per il cretino ogni posizione, a ben guardare, è desiderabile. Come quelle di Desdemona nelle parole di Iago: “With her, on her, what you will”.

10. Il cretino 2.0 ha finalmente abolito il nesso di causalità. Se vede il fumo non inferisce il fuoco, a meno che glielo annunci il telegiornale o un conoscente cretin-autorevole. Per lui una colonna di fumo può arrivare a significare tutto tranne l’incendio. Di solito quando il cretino 2.0 si ritrova coi piedi bruciati, dà la colpa al destino cinico e baro.

11. Se il cretino 2.0 protesta contro una gabella gravosissima lo fa sotto gli stessi vessilli del politico che l’ha imposta. Se urlacchia contro gli immigrati lo fa al fianco di chi ha firmato il trattato di Schengen. Se sfila a favore della famiglia tradizionale lo fa mano nella mano con un divorziato. Se si batte per il libero amore divorzierà dalla moglie che l’ha reso cornuto. Si può andare avanti per giorni.

12. Il cretino 2.0 è un conformista di prim’ordine. Anche nell’anticonformismo.

13. La cretineria 2.0 è comune a ogni gradino sociale o gruppo o casta o consorteria o carboneria.

14. Il cretino 2.0 è un appassionato di meteorologia; egli compulsa avidamente i referti di tale scienza poiché desidera, sempre e comunque, il bel tempo da cartolina. Il cretino 2.0, infatti, è un congenito homo turisticus.

15. Il cretino 2.0 si stanca presto. Egli può sinceramente darti la mano e sancire: “Combatterò assieme a te, senza requie e tentennamenti, la politica nefasta delle Teste Tonde!”. Qualche ora dopo potrai trovarlo sulle barricate a urlare: “Abbasso le Teste Piatte, viva le Teste Tonde!”. Cambia idea col volgere del clima, come si cambia una casacca fuori stagione.

16. Al cretino 2.0 manca lo sguardo d’insieme, la visione generale, il panorama a volo d’aquila, il colpo d’occhio del genio. Lui si interessa alle minuzie, agli attimi. La sua vita, infatti, è frantumata in attimi e minuzie. È un uomo liquido: un cretino, appunto.

17. Il cretino 2.0 è facile agli entusiasmi. Ogni iniziativa lo esalta. Quasi sempre, però, abbandona il balocco dopo qualche giocata.

18. Il cretino 2.0 ama divertirsi: in fondo è un goliarda. Quando agli eventi appiccano il cartello ‘questo è davvero divertente!’, egli si diverte ancor di più. Il cretino 2.0 applaude tutto quello che si muove. Se le gazzette scrivono d’un film: ‘commovente’, il cretino 2.0, alla visione, si commuove: si sentirebbe altrimenti a disagio.

19. Il cretino 2.0 ambisce alle vacanze a Formentera, in Provenza, a Londra, al Cairo, in Nepal o nella Death Valley. Il Colosseo, Paestum e gli Uffizi, invece, lo annoiano sino allo sbuffo.

20. Al cretino 2.0 piacciono i calembour, i giochi di parole, le storpiature, i doppi sensi, le parodie, il plagio, la freddura, il centone, l’impressione, la fantasticheria, lo psicologismo; tutti debitamente privi d’arguzia. Tale bolsa e superficiale ginnastica mentale sostituisce presso di lui la lettura, lo studio assiduo, la tranquilla profondità, la solida saggezza.

21. Quando dieci cretini 2.0 s’intruppano insieme fondano una corrente politico-filosofico-letteraria o un think-tank. Il cretino 2.0 in solitaria tende, invece, all’estensione di romanzi o memorie o consimili aggrumati di fonemi.

22. Per il cretino 2.0 il passato non esiste, e neanche il futuro. Esiste il qui e ora, eternamente ripetuto e affermato. Il cretino 2.0 è senza storia. Come presentì Eraclito: “Per lo sciocco il sole è nuovo ogni giorno”.

23. Come tutti coloro che si occupano di minuzie, bagattelle e piccinerie, il cretino 2.0 possiede un’alta considerazione di sé stesso. Manca di ironia, di scetticismo, di tutte le qualità, insomma, che derivano dalla comprensione generale della vita e dei fenomeni umani. Egli degenera spesso in un burocrate oppressivo, e devoto ai cavilli di quella legge di cui ignora lo spirito.

24. Il campo d’azione del cretino 2.0 è il proprio pollaio.

25. Poiché manca d’una visione generale dei problemi, il cretino 2.0 cambia spesso idea o non ne ha alcuna; è un testardo che si impunta su delle sciocchezze o su interpretazioni sbagliate o fasulle. Non guarda il cielo, né la luna, ma neanche il dito; di solito si guarda il ciuffo.

26. Il cretino 2.0 non riconosce i propri predatori. Nonostante questo non si estinguerà: anche i predatori sono, infatti, cretini 2.0, ma con la villa al mare.

27. Il cretino 2.0 si propaga in ragione esponenziale.

28. Quando il cretino 2.0 dominerà la Terra, non avrà altri umanoidi a cui fare la morale. Allora, solo allora, si squarceranno le porte del cielo e Azathoth, il Dio cieco e idiota dello Sfacelo, fra l’infernale strepito di flauti e buccine interstellari, gorgoglierà sbavando il testamento dell’umanità.

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link: http://pauperclass.myblog.it/2016/03/27/breviario-del-cretino-ovvero-perche-ci-si-ribella-alceste/

27.03.2016

Pubblicato da Davide

  • falkenberg1

    Tutto sommato, Alceste, ciò che lei elenca, in modo mirabile ed esemplare, è stato già sintetizzato in una mitica datata canzone: QUELLI CHE BENPENSANO!!

  • spartan3000_it

    Piu’ che i cretini che non sono mai mancati io temo l’uomo-robot, i manchurian candidate, gli automi non-pensanti chiamati soldati. Ho nostalgia invece degli analfabeti di una volta con tanto senso pratico della vita.

  • giannis

    Ma perche’ il popolo italiano si dovrebbe ribellare se mangia beve e dorme ???

  • Servus

    Possiamo anche dire che l’italiano medio è come il il pappataci di Rossiniana memoria, che prima ha fatto incitrullire il Bey musulmano di Algeri e poi si è incitrullito pure lui.

    Che fa il pappataci? Mangia, bevi, dormi e taci.
  • Holodoc

    Il ribellarsi comporterebbe:

    – uscire dalla UE e NATO
    – introdurre dazi su prodotti stranieri per incentivare la produzione nazionale e proteggere il salario dei lavoratori. Tale protezionismo andrebbe applicato soprattutto verso i paesi che tengono bassi i costi di produzione tagliando i salari.
    – tendere all’indipendenza dall’estero riguardo ai beni primari, introducendo incentivi (e dove necessario NAZIONALIZZANDO) per sostenere l’agricoltura e allevamento nazionali, la produzione di energia e la distribuzione dell’acqua.
    – disincentivare comportamenti una volta giudicati viziosi ma che oggi vengono considerati virtuosi quali GIOCO D’AZZARDO, INDEBITAMENTO PRIVATO in quanto HANNO COME CONSEGUENZA COSTI SOCIALI ENORMI.

  • olmo

    AL di là che possa essere un divertente passatempo festivo stilare certe classificazioni è inutile se prese troppo sul serio.
    A parte che ci finiscono dentro tutti quelli che non la pensano come noi (quindi per rotazione tutti!) mi da sempre l’impressione che sia tarata per colpire la gente comune che non chi del pensiero fa mestiere.
    Flaiano in una pseudointervista a chi gli chiedeva ( erano i primissimi anni 60!)
    se anche lui era d’accordo sul fatto che la tv avesse abbassato il livello culturale degli italiani rispose: " mah!.. io penso che la tv abbia abbassato il LIVELLO CULTURALE DEGLI INTELLETTUALI!"
    Se non partiamo da qui secondo me è inutile prendersela con il popolo come fanno tutti del resto ( tutti gli intellettuali o professoroni che che evacuano pensieri nei programmi tv arrivano sempre a dire che "la gente usa la pancia " che il popolo è populista quindi sostanzialmente una merda) perchè siamo in una epoca dove il più famoso dei pensatori alle prese con problemi reali dice boiate grosse quanto se non di più di quasiasi persona presa in un bar!

  • spadaccinonero

    a volte, come ben dice Alceste, ci troviamo di fronte ad una marea (prafrasando mincuo) di teleutenti incapaci di pensare in maniera indipendente, plasmati fin nel midollo dal ciarpame che gira in tv…

    ma non sempre parlerei di limiti intellettuali bensì di VIGLIACCHERIA
    un sacco di volte ho visto persone che tra le mura di casa si lamentano della tassa x della riforma y, poi appena vedono un mezzo consigliere comunale si prostrano manco fosse una divinità (giusto per fare un esempio)
    con questo non voglio riesumare ghigliottine o altro, dico semplicemente che comportarsi da vili lecchini legittima di fatto tutto quello che ci stano facendo
  • rossland

    E infatti, troverei più che giusto mettere una tassa sul lecchino vile e cretino.
    E’ ben il lecchino ad abbassare le mutande per il piacer di servire.
    Ed è questo suo piacere, a condannarci: se vi è chi lecca con piacere e a gratis, naturale si pensi che ciò che piace al vile lecchino piaccia anche a tutti i vili silenziosi, ai vili tremebondi, ai vili opportunisti, ai vili lecchini sponsor consenzienti delle proprie ghigliottine.
    Il vile lecchino per questo andrebbe tassato extra standard: a ogni leccata una pedata…

  • spadaccinonero

    grande Ross (:

  • FlavioBosio

    Ha scritto un libro, e si poteva riassumere in meno di 10 parole..

    Il cretino-cretino votava PCI
    Il cretino 2.0 vota PD
  • FlavioBosio

    Appunto!

    Conosci un altro paese al mondo in cui puoi andare al lavoro, timbrare il cartellino ed andartene in spiaggia per anni senza che nessun collega abbia da ridire?
    Conosci un altro paese al mondo in cui puoi ottenere una pensione di invalidità essendo perfettamente sano e continuare per anni a percepirla senza che nessuno abbia da ridire?
    Che paese meraviglioso…. 
  • spadaccinonero

    il cretino che si finge intelligente (e talvolta ha il portafoglio pieno) vota sciolta civica

    XD
  • bublinski

    Il cretino 2.0 ti ubriaca con raffiche di "piuttosto che" e "quant’altro" ad ogni discorso, premette che lui non è razzista, ma ……,  che l’Olocausto non si tocca perché sei milioni di morti od uno solo è sempre un crimine,  si proclama subito Charly per difendere i sacri valori dell’occidente, applaude ai funerali, è quello che premette di essersi informato ed infila una serie di epistolare terrificanti, che in definitiva non dubita mai di essere tale. La sua forza, in definitiva. È la forza di chi lo manipola, che invece lo sa benissimo.

  • FlavioBosio

    Mah!

    Secondo me il cretino che si finge intelligente vota e basta!
    A prescindere dal partito o dalla lista..
  • Arco

    Il Permeista.com

    Il Permeismo nasce dalla folle unione tra il paradossale utilizzo assolutistico del relativismo culturale e l’errata cognizione del diritto alla libertà di espressione.

    Permeismo s. m. [der. dalla locuzione per me, che in un discorso viene sovente utilizzata come preludio a un’opinione personale]. Forma di relativismo assoluto che, in nome della libertà di espressione, pretende che ogni opinione sia valutata degna di rispetto e considerazione, prescindendo da logica, conoscenza o evidenza empirica.

  • AcidBoy

    Ahahah bravo Alceste! Ce ne sono di veramente azzeccate!

  • spadaccinonero

    non pensavo fossi come me appartenente alla categoria degli astensionisti..

    buono a sapersi
  • sotis

    Il cretino 2.0 vota PD perchè vuole aver male al culo.

  • makkia

    Sono 10 e non "meno di dieci".
    E l’articolo (ben fatto) riguarda una fattispecie più ampia, molto più ampia, della ormai asfittica base elettorale del PD.

    Comunque anche puntare il dito su qualcuno in modo generico e dire "quello è proprio un cretino" è in sospetto di auto-assolvimento.

  • makkia

    Se queste ti sembrano "prendersi sul serio" allora leggiti (o rileggiti) l’autentico panegirico che Baricco dedica ai cretini 2.0 (ma senza chiamarli così), nel suo "I barbari": secondo lui sono "la nuova razza" che erediterà questo millennio. E la proposta SERIA di Baricco è di farseli piacere perché bisogna rassegnarsi al "nuovo mondo" e imparare a viverlo con pienezza.

    E, ovviamente, hai ragione tu: il cretinismo colpisce tanto più dolorosamente e profondamente chi di partenza avrebbe un buon cervello.

    Ma la cosa seria dell’articolo di alceste è quella sul "principio di non contraddizione", non il breviario.

    Infatti, il fenomeno del cretinismo è relativo non tanto all’intelligenza quanto al modo di usarla.
    Un atleta chiuso in una grossa ruota per criceti produce solo rumore, non prestazioni sportive. Allo stesso modo una persona intelligente e colta, chiusa in un ambiente di pensiero asfittico, produce circoli viziosi.

    Baricco descrive l’apparenza del fenomeno (un diverso tipo di intelligenza) ma, perso dietro alle sue argutissime analisi, non coglie che si tratta di una patologia dell’intelligenza: l’intelligenza è sempre quella, da Platone a Croce, da Sun Tzu a von Clausevitz, da Gilgamesh a Tolstoj, da Imhotep a Le Corbusier.

    Il precedente illustre è "il cretinismo parlamentare" di Karl Marx.
    Che non vuole essere un insulto (nell’800 il cretinismo era considerato una disabilità, come la cecità o la zoppìa). Era semplicemente l’effetto di avvolgersi nelle beghe parlamentari, fra proposte, emendamenti, alleanze, giochi di corridoio, ed entrare troppo nel meccanismo. Per cui la enorme soddisfazione di vincere una votazione non aveva alcun riscontro nel contenuto e nell’importanza della votazione stessa.
    Il parlamentare si ritrova ad esultare per "l’eroica impresa" di aver fermato gli avversari che vogliono imporre la nuova tassa sulla julienne di carote. Impresa invero difficile, perché i proponenti avevano raccolto una solida maggioranza attorno alla proposta della nuova tassa. Ribaltare l’esito della votazione richiede dunque abilità, dedizione e spregiudicatezza degne di un maestro di scacchi.
    Peccato che lo stesso giorno di questa brillante azione politica, senza patemi e scossoni particolari, il parlamento raggiunge un accordo sul dichiarare guerra a un’altra nazione.

  • makkia

    Se queste ti sembrano "prendersi sul serio" allora leggiti (o rileggiti) l’autentico panegirico che Baricco dedica ai cretini 2.0 (ma senza chiamarli così), nel suo "I barbari": secondo lui sono "la nuova razza" che erediterà questo millennio. E la proposta SERIA di Baricco è di farseli piacere perché bisogna rassegnarsi al "nuovo mondo" e imparare a viverlo con pienezza.

    E, ovviamente, hai ragione tu: il cretinismo colpisce tanto più dolorosamente e profondamente chi di partenza avrebbe un buon cervello.

    Ma la cosa seria dell’articolo di alceste è quella sul "principio di non contraddizione", non il breviario.

    Infatti, il fenomeno del cretinismo è relativo non tanto all’intelligenza quanto al modo di usarla.
    Un atleta chiuso in una grossa ruota per criceti produce solo rumore, non prestazioni sportive. Allo stesso modo una persona intelligente e colta, chiusa in un ambiente di pensiero asfittico, produce circoli viziosi.

    Baricco descrive l’apparenza del fenomeno (un diverso tipo di intelligenza) ma, perso dietro alle sue argutissime analisi, non coglie che si tratta di una patologia dell’intelligenza: l’intelligenza è sempre quella, da Platone a Croce, da Sun Tzu a von Clausevitz, da Gilgamesh a Tolstoj, da Imhotep a Le Corbusier.

    Il precedente illustre è "il cretinismo parlamentare" di Karl Marx.
    Che non vuole essere un insulto (nell’800 il cretinismo era considerato una disabilità, come la cecità o la zoppìa). Era semplicemente l’effetto di avvolgersi nelle beghe parlamentari, fra proposte, emendamenti, alleanze, giochi di corridoio, ed entrare troppo nel meccanismo. Per cui la enorme soddisfazione di vincere una votazione non aveva alcun riscontro nel contenuto e nell’importanza della votazione stessa.
    Il parlamentare si ritrova ad esultare per "l’eroica impresa" di aver fermato gli avversari che vogliono imporre la nuova tassa sulla julienne di carote. Impresa invero difficile, perché i proponenti avevano raccolto una solida maggioranza attorno alla proposta della nuova tassa. Ribaltare l’esito della votazione richiede dunque abilità, dedizione e spregiudicatezza degne di un maestro di scacchi.
    Peccato che lo stesso giorno di questa brillante azione politica, senza patemi e scossoni particolari, il parlamento raggiunge un accordo sul dichiarare guerra a un’altra nazione.

  • ProjectCivilization

    Grazie , Alceste , chiunque lei sia…..

    Queste cose vanno ripetute finche’ non si trovi la forza  di organizzare un feralismo morale -intellettuale . Due governi , due ambienti , due economie….anzi una Economia e una finanza…

  • ProjectCivilization

    Il "cretino" – cittadino , e’ come il "Manchurian" .Ha meno potere , ma e’ la cecita’ la  sua caratteristica . Si rifiuta di cambiare , si rifiuta di dare al governo gli strumenti per cambiare , si rifiuta di governanrsi….ma insulta…..Il cambiamenro , dobbiamo farlo noi , fare costume , non aspettare Palazzo Chigi . Ma avremmo anche potuto scippare Renzi all’oligarcjia ..se solo avessimo avuto una capacita’ di produrre Democrazia… Ogni cambiamento che applichiamo sul lavoro , conta .

  • ProjectCivilization

    Perche’ ci sono altri aspetti del vivere ? Anzi , quelli come lei , non devono ribellarsi , perche’ non compete loro la Coscienza . Gli altri devono  farlo . Subito . Ribellarsi implica esistere .

  • ProjectCivilization

    federalismo

  • ilsanto

    Forse non ci si ribella non tanto perchè siamo cretini come Lei pensa ma perchè il mondo è una piramide e se la cima stà bene anzi direi ottimamente farà il possibile perchè il livello successivo approvi o quanto meno pensi che diversamente perderebbe i suoi privilegi. Ora scendendo succede che gli ultimi debbano pensare alla fine mese e non si pongano problemi ed ancora più giù i problemi non siano più gestibili in modo razionale ma rispondano solo alla domanda stasera cosa mangio e dove dormo. Il problema diventa allora diverso non tanto che noi siamo cretini ma quanto Lei e le elite  siano in grado di gestire il problema, ma questo penso sia troppo.

  • ilsanto

    Pensandoci bene il problema è molto semplice i cretini hanno in effetti sbagliato perchè lavorano come matti per permettere ad una grassa ed inutile elite intellettuale, che ha preteso la democrazia rappresentativa, di esistere, in effetti sarebbe meglio che spariste dalla faccia della terra e che ritornassimo alla democrazia diretta. La prego si faccia da parte .