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BLITZKRIEG

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Come 74 anni fa, la risposta tedesca è stata un “arrendetevi senza condizioni”: all’epoca, i panzer scesero rapidamente a Marburg, Lubjana, Zagabria, Sarajevo, Belgrado, Sofia, Salonicco ed issarono la bandiera nazista sul Partenone. Poi, arrivarono gli italiani, che erano ancora fermi a Gianina, sui monti dell’Epiro. Oggi – metaforicamente – Schauble (il vero Mefistofele della vicenda) ha dato nuovamente l’ordine a Guderian di fare piazza pulita – con ogni mezzo – della resistenza greca. Il generale Tsipras è stato obbligato a chiedere un armistizio: tre giorni di tempo per consegnare 50 denari, 50 denari che equivalgono – approssimativamente – al valore delle Cicladi, o delle antichità greche. Il resto lo pagherà il popolo greco, in comode rate da fame.

A noi interessano poco i mezzi, ossia i tassi di cambio, i numeri del debito, le sagge o spocchiose analisi, le dietrologie, i complottismi, il “picchia la pecora per far capire alla capra” ed un’infinità di “l’avevo detto” che ci stufano e ci strufugliano i cosiddetti, poiché il dato politico è su tutto: enorme, lapalissiano, che solo i ciechi non riescono a vedere.
Una provincia dell’Impero s’è ribellata – il ridare la parola alla gente è già ribellione – una provincia dell’impero è stata debellata. Le legioni hanno vinto, Spartaco è stato crocifisso sulla via di Capua. Fine.

Tutti avevano gioito – erano persino corsi ad Atene per vivere lo “storico momento”, per respirare l’aria di ribellione che non riuscivano e non riescono a portare a casa propria – ma, prima ancora che i panzer accendessero i motori, s’erano già squagliati come neve al sole. Beppe Grillo, sul suo blog, oggi titola che “Il Parlamento europeo approva il reddito di cittadinanza”. Ci fa un immenso piacere, Beppe, che ci sia stato quel voto: peccato che l’assemblea europea conti come il due di coppe quando la briscola è bastoni. Perché, oggi – dopo una mano nella quale è stata denari, e tutti si sono messi a far conti e conteggi – è saltata a bastoni: per i greci, 50 denari in tre giorni, zitti e mosca. E, il buon Beppe, si è ricordato che la parola è d’argento, ma il silenzio è d’oro.

Perché, vedi Beppe, il Parlamento Europeo – una fra le tante – approvò persino (“Libro bianco sui trasporti: 2000-2010”) che le grandi linee di trasporto sarebbero dovute essere a “Quota zero” – ossia sul mare – per una semplice questione fisica che tutti possiamo facilmente capire. Invece, i burocrati s’inventarono il famoso “corridoio 5” – Lisbona-Kiev – che, guarda a caso, comprendeva anche la TAV italiana, ossia il disossamento della Val di Susa. Hai capito cosa conta un voto del Parlamento Europeo? Niente, è fuffa, aria fritta per allocchi. Perché ti faccio questo appunto?

Per far capire a te ed ai tanti sussa…in che ti girano attorno o che trovano l’Uovo di Colombo nella tal dichiarazione, nella tale società segreta, nel tale think-tank…che il dato è uno solo e si chiama po-li-ti-ca. Tsipras, per resistere, avrebbe avuto bisogno di un sostegno politico da parte tua, del tuo blog e dei tuoi parlamentari (la tua gente c’era, sicuro), la stessa cosa avrebbero dovuto fare Podemos ed il Seinn-fein irlandese, con dichiarazioni forti, minacce, manifestazioni di piazza. Non vendere aria d’Atene in bottiglia mentre si confabula con Farage.

Nella sconfitta greca, però, forse un dato positivo c’è: la gente potrà capire di che pasta sono i cosiddetti “antagonisti politici” – che nel bel mezzo della crisi greca dissertano di scuola, reddito di cittadinanza, ed altre facezie – e la vera faccia di Bankeuropa (noi già l’abbiamo capito da tempo, ma chissà mai che anche altri aprano gli occhi), la quale non accende più i motori dei panzer – com’è stato stupido Hitler! altri tempi… – ma attiva un semplice programma per PC, che ha chiamato “Grexit”. E, in assenza della vera politica, del dissenso politico, basta ed avanza.

Per ottenere cosa? Per spaventare la Francia, per salvare i bilanci delle banche, per convincere una parte (quella ricca) della popolazione greca…per mille altre ragioni…che si chiamano po-li-ti-ca. Alla quale, chi credevamo in grado d’opporre almeno un dito, chi pensavamo avesse capito che ci si salva tutti insieme dal naufragio-Europa (mica per tutti, è un naufragio solo per italiani, greci e compagnia terrona) non ha fatto beh. Hanno respirato aria d’Atene, l’hanno pure messa in bottiglia, pronti a rivendercela al prossimo appuntamento elettorale. Gli stupidi. Pubblicato

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2015/07/blitzkrieg.html

13.07.2015

Pubblicato da Davide

  • FlavioBosio

    I mezzi di scambio e la moneta sono fenomeni che si originano dal mercato. È la condotta di chi scambia sul mercato a determinare quale sia il mezzo di scambio o moneta. L’occasione di occuparsi dei problemi monetari si presenta alle autorità allo stesso modo in cui queste, di fronte ad una inadempienza contrattuale, sono chiamate a decidere se sia giusto intervenire in maniera coatta per far rispettare gli obblighi. Se entrambe le parti risolvono in modo sincrono ed istantaneo le loro obbligazioni, come regola non c’è nessun motivo che spinga una delle parti a rivolgersi ad un giudice. Ma se invece una delle due parti rimanda nel tempo l’adempimento dei suoi obblighi, può accadere che tocchi a una corte stabilire come i termini del contratto debbano essere applicati. Se di mezzo c’è un pagamento in denaro, questo significa determinare che significato dare alle cifre a cui il contratto si riferisce.

    Così tocca alle leggi del paese e alle corti definire che cosa le parti in causa avevano in mente quando parlavano di una certa somma di denaro e stabilire come l’obbligo a pagare quella somma debba essere assolto, secondo i termini pattuiti. Devono decidere che cosa debba essere considerata, o meno, moneta a corso legale. Nello svolgere questa mansione, la legge e le corti non creano la moneta. Un bene diventa moneta soltanto grazie il fatto che chi scambia beni e servizi lo usa come mezzo di scambio. In un’economia di mercato libera da interventi statali, la legge e i giudici, nell’attribuire ad una certa “cosa” la qualità di essere moneta a corso legale, in realtà stabiliscono solo che, secondo quelle che sono le usanze commerciali prevalenti, le parti in causa si riferivano proprio a quella merce nel loro accordo, quando parlavano di trasferire una certa somma di denaro. Le corti interpretano le usanze del commercio alla stessa maniera in cui procedono quando sono chiamate a decidere quale sia il significato dei termini usati in un contratto.

    Il conio è stato per lungo tempo una prerogativa di chi governa un paese. Tuttavia, questa attività del governo non aveva in origine nessun altro scopo se quello di marchiare e certificare i pesi e le misure. Il marchio delle autorità piazzato su di un pezzo di metallo serviva a certificarne il peso e il contenuto. Quando, più avanti, i principi ricorsero alla sostituzione di parte dei metalli pregiati con altri più a buon mercato, pur mantenendo l’immagine e la denominazione originale delle monete, lo fecero in modo furtivo e consapevoli del fatto che stavano cercando di ingannare il pubblico in modo fraudolento. Non appena la gente si accorgeva di questi maneggi, le monete svilite venivano scambiate a sconto con quelle vecchie e migliori. I governi allora decisero di ricorrere alla coercizione. Decretarono che fosse illegale discriminare nel commercio e nel pagamento dei debiti tra monete “buone” e “cattive” e fissarono prezzi massimi in  monete “cattive”. Tuttavia il risultato ottenuto non fu quello i governi a cui miravano. Questi decreti non riuscirono infatti a fermare il processo di aggiustamento dei prezzi delle merci (in termini di moneta svilita) al nuovo stato delle cose. Inoltre apparirono quegli effetti che vengono descritti dalla legge di Gresham.

    La storia delle interferenze del governo sulla moneta non è, tuttavia, solo un susseguirsi di svalutazioni e tentativi falliti di sfuggire alle inevitabili conseguenze. Ci furono governi che non guardarono ai loro privilegi di conio come una prerogativa che permetteva loro di ingannare quella parte del pubblico che aveva fiducia nell’integrità dei suoi regnanti e che, per ignoranza, era disposta ad accettare le monete svilite al valore facciale. Questi governi considerarono la produzione di moneta, non come una fonte di guadagno fiscale mascherato, ma come un servizio pubblico designati per salvaguardare il buon funzionamento del mercato. Ma anche questi governi, vuoi per ignoranza o dilettantismo, spesso ricorsero a misure che interferivano con la struttura dei prezzi, anche se non erano state pianificate deliberatamente come tali. Poiché, infatti, due  metalli preziosi venivano usati parallelamente come moneta, le autorità ritennero ingenuamente che fosse loro compito unificare il sistema monetario decretando un tasso di cambio fisso tra oro e argento. Questo sistema bimetallico si dimostrò un fallimento completo. Non portò il bimetallismo ma un alternarsi di standard. Il metallo che, comparativamente rapporto di mercato tra oro ed argento, era sopravvalutato dal cambio fisso, predominava nella circolazione interna, mentre l’altro spariva. Alla fine i governi furono costretti ad abbandonare il loro vano tentativo e accettarono passivamente il monometallismo. La politica di acquisto d’argento che sta mettendo oggi [1949 ndT] in pratica il governo americano non è una politica monetaria. È solo un mezzo per alzare il prezzo dell’argento e beneficiare i proprietari delle miniere d’argento, i loro dipendenti e gli Stati che possiedono quelle miniere. È un sussidio nascosto male. Il suo significato monetario consiste soltanto nel fatto che viene finanziato facendo emettere banconote dalla Federal Reserve, che portano una scritta “Silver Certificate” la quale in realtà non vuol dire nulla.

    Tuttavia la storia economica fornisce anche esempi di politiche monetaria ben costruite e di successo da parte di quei governi la cui unica internzione era di equipaggiare il loro paese con un sistema monetario ben funzionante. Il liberalismo laissez-faire non abolì la tradizionale prerogativa del governo di coniare le monete. Ma nelle mani di governi liberali la natura di questo monopolio di Stato fu completamente alterata. L’idea di considerarlo uno strumento per attuare politiche interventiste fu completamete scartata. Non fu più utilizzato per scopi fiscali o per favorire alcuni gruppi alle spese di altri. Le attività monetarie del governo avevano un solo obiettivo: facilitare e semplificare l’uso del mezzo di scambio che la condotta delle persone aveva fatto diventare moneta. Un sistema monetario nazionale, fu concordato, doveva avere solide fondamenta. Questo principio significava che le monete, alle quali le leggi assegnavano il corso legale, dovevano essere pezzi di metallo propriamente lavorati e coniati in modo che fosse semplice scoprire manipolazioni, abrasioni e contraffazioni. Al marchio del governo non veniva attribuito altro ruolo che certificare la qualità e il peso del metallo contenuto. I pezzi consumati dall’uso o ridotti in peso oltre il limite di tolleranza perdevano il corso legale; le autorità stesse ritiravano dalla circolazione questi pezzi e li riconiavano. Per chi riceveva una di queste monete non era necessario ricorrere a bilance e quant’altro per conoscere il loro contenuto e il loro peso. Dall’altra parte, gli individui potevano portare il metallo alla zecca e farselo trasformare in monete senza pagar nulla se non un costo di signoraggio che di solito non superava le spese incorse nel processo di conio. Così le varie monete nazionali divennero genuine monete d’oro. Fu raggiunta la stabilità del cambio tra la moneta nazionale e quelle degli altri paesi che avevano adottato gli stessi principi. Il sistema internazionale del gold standard venne così alla luce senza trattati o istituzioni intergovernative.

    In molti paesi il gold standard emerse a causa degli effetti della legge di Gresham. Il ruolo che le politiche governative giocarono in Gran Bretagna non fu altro che ratificare i risultati della legge di Gresham. Si trasformò uno stato di fatto in uno di diritto. In altri paesi i governi abbandonarono deliberatamente il bimetallismo nel momento in cui il rapporto di merca
    to tra oro e argento avrebbe prodotto di fatto una sostituzione delle monete d’argento con quelle d’oro. Per tutte queste nazioni l’adozione formale del gold standard non richiese altro contributo da parte dell’amministrazione che firmare un paio di leggi.

    Fu diverso per quei peasi che volevano sostituire una moneta cartacea o d’argento con il gold standard. Quando la Germania negli anni ’70 dell’Ottocento decise di adottare il gold standard, la sua moneta era l’argento. Non poteva realizzare il suo piano imitando semplicemente ciò che avevano fatto quei paesi nei quali lo stabilire uno standard aureo era solo una ratificazione dello stato d’affari esistente. Doveva scambiare fisicamente le monete d’argento nelle mani del pubblico con quelle d’oro. Fu un processo che impiegò tempo e complicate operazioni finanziarie che richiesero cospicui acquisti di oro e vendita d’argento da parte del governo. Le condizioni furono simii in quei paesi che miravano a sostituire una moneta cartacea con l’oro.

    È importante ricordare questi fatti perchè illustrano la differenza tra le condizioni che prevalevano durante l’era liberale e quelle che vi sono oggi durante quella dell’interventismo statale.

    Ma a voi non interessano tutti sti tecnicismi..

  • Gil_Grissom

    La differenza tra Tsipras e Spartaco e’ immensa: il secondo preferi’ morire da uomo libero che morire da schiavo e si porto’ con se nei campi Elisi numerosi romani sconfitti in battaglia prima di essere a sua volta sconfitto, Tsipras ha schierato le sue legioni minacciosamente ma si e’ poi arreso prima che la battaglia cominciasse, tradendo ogni sua precedente dichiarazione. Non confondiamo gli eroi coi marxisti.

  • brumbrum

    facile arrendersi porgendo il culo degli altri

  • Gil_Grissom

    Appunto tradimento doppio.