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BIN LADEN E LO SPREAD: PROVE AUTORITARIE DI SUPERAMENTO DEL CONSUMO

FONTE: FARFALLE E TRINCEE (BLOG)

Poi penso di fermarmi dallo scrivere tutto quello che mi passa per la testa…

Prima furono le torri gemelle, oggi è la crisi. Apparentemente questi due fatti non sembrerebbero avere nulla in comune, in realtà sono due forme di controllo sociale. Un controllo necessario ora che le democrazie tendono a diventare autoritarie, nella gestione dell’uscita dalla civiltà dei consumi, essendo questa non più funzionale al mantenersi del potere.

Detto così può sembrare folle ma in realtà la strada verso cui andiamo è una forma di controllo sociale basata su sudditi volenterosi. Le politiche di controllo hanno fatto passi da gigante ed hanno capito che non è proibendo che si mantiene il potere ma invece concedendo. Il crollo del comunismo ha reso chiaro quello che chiaro è per chiunque abbia un figlio, ossia che dire “non si fa” ha come reazione da parte del bambino il pensare “lo devo fare a tutti i costi”. E quindi partendo dal presupposto che il popolo è un bambino le politiche di controllo si sono sviluppate al punto da rendere difficile pensare ad un modello altro. L’immaginario occidentale sembra dominare ovunque, portando anche culture diverse, come quella islamica, a profondi contrasti interni. Il grande spettro che si aggira per il pianeta è quello identitario.

Su tutto Facebook, che ha reso di fatto le persone degli eterni bambini. Facebook ferma il tempo, permette (anzi facilita) una corsa all’indietro. Si cercano pezzi del proprio passato, come i famosi “compagni di scuola”, quasi mitizzandolo come un’età felice. Per contro non esiste in Facebook il concetto di futuro, esiste al limite un presente competitivo, dove i più battaglieri possono vincere le loro guerre a colpi di like, ma senza costruire nulla. In Facebook è infatti impossibile dialogare, gli interessi di ognuno sommergono gli interessi degli altri, non c’e’ condivisione (nonostante ne esista la funzione) ma c’e’ esibizione. E diciamomolo pure, in Facebook anche la dignità ha un valore del tutto relativo. Il che ha profonde ripercussioni sociali quando applicato alla “realtà”, l’orizzontalità del virtuale porta a contrasti orizzontali, permeati di egoismo, tra la gente; con buona pace di chi “sta sopra”. Forse Beppe Grillo fa paura proprio per il suo “attacco verticale”, ma questa è un’altra storia…

Facebook è riuscito dove la lotta al terrorismo ha fallito, ossia a confondere il pubblico con il privato, abbattendo come conseguenza la sfera individuale ma sbandierando perversamente allo stesso tempo la difesa della privacy. Tutto è in mostra di fronte al potere; mentre per fare una guerra servono soldati motivati per stare su Facebook servono bambini avidi e passivi. Anche la crisi economica serve a questo, a controllare le persone con la paura, quindi non richiedendo partecipazione attiva. Anzi, i messaggi lanciati da chi la crisi dovrebbe combatterla sono l’opposto: non fate nulla e delegate tutto. Paradossalmente mentre a livello politico la gente non votando toglie la delega di fatto la rende più salda che mai. La passività è la delega massima per l’abbattimento dello stato sociale e dei diritti. Ed il pensiero di quella che fu la sinistra, sindacati compresi, sembrano essere in prima linea nel volere un modello di questo tipo: come il posto di lavoro era difeso a scapito del lavoratore oggi lo Stato viene difeso a scapito del cittadino.

La crisi non passerà mai, serve per distruggere il consumatore; figura su cui si reggeva il sistema occidentale, fino a quando si è capito che consumare porta ad esigere. Quindi a ribellarsi. Certo una rivolta non politica e molto soft, dato che si lotta per una marca di caffè e non per un diritto civile, ma è pure sempre una noia per chi governa. E non va dimenticato che spesso le rivoluzioni sono state una presa del potere politico, dopo avere raggiunto quello economico, da parte delle classi medie. Il denaro è potere, questo hanno capito i governanti. E difatti l’obiettivo futuro sarà togliere il denaro di mezzo. Le politiche di abolizione delle transazioni in contanti servono proprio per abbattere il potere rappresentato dall’acquisto. Non è escluso che si arriverà al pagamento di stipendi direttamente in beni e servizi, una sorta di welfare imposto. In sostanza il club dei davvero ricchi ha chiuso il tesseramento.

Oggi abbiamo una commistione di schiavi e piccoli artigiani, schiavi in quanto legati al lavoro quasi fisicamente (oggi il lavoro si insinua nella vita privata, senza sosta. Basti pensare al Black Berry o alla “connessione in mobilità”)  e piccoli artigiani in quanto il datore di lavoro (padrone) non fornisce più alcun servizio, ad esempio le assicurazioni sanitarie, la mensa o altri benefit. Che ancora ci salva è la lotta tra potere politico e potere economico, che rallenta il prendere forma dello Stato futuro. E in tutto questo il tempo diventa astorico, un eterno presente, dove conta sopravvivere. Il velo di Maya è stato calato.

Forse diventare davvero poveri può essere la chiave di volta per uscirne.

Fonte: http://farfalleetrincee.wordpress.com/
Link: http://farfalleetrincee.wordpress.com/2013/07/09/bin-laden-e-lo-spread-prove-autoritarie-di-superamento-del-consumo/
9.07.2013

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Accozzaglia di affermazioni insensate.

    le democrazie tendono a diventare autoritarie, nella gestione dell’uscita dalla civiltà dei consumi, essendo questa non più funzionale al mantenersi del potere.

    Chi o cosa ha determinato che stiamo uscendo dalla civiltà dei consumi? Chi o cosa ha decretato che la civiltà dei consumi non sia più funzionale al potere?

    si è capito che consumare porta ad esigere. Quindi a ribellarsi.
    Questa poi….ma se prima veniva detto che “non è proibendo che si mantiene il potere ma invece concedendo”, significa che più si offre in termini di consumi e più il potere viene consolidato, no? Gli imperatori offrivano Panem et circenses affinchè il popolo non si ribellasse.

    Le politiche di abolizione delle transazioni in contanti servono proprio per abbattere il potere rappresentato dall’acquisto.
    E io che credevo che i pagamenti con carte di credito fossero un metodo efficace per rilevare le preferenze dei consumatori senza spendere soldi con le agenzie di marketing, quindi funzionali ad un aumento di vendite dei prodotti che incontrano il favore del pubblico grazie a tutti i dati disponibili con quel sistema di pagamento telematico…

    Ed il pensiero di quella che fu la sinistra, sindacati compresi, sembrano essere in prima linea nel volere un modello di questo tipo: come il posto di lavoro era difeso a scapito del lavoratore oggi lo Stato viene difeso a scapito del cittadino.
    Storia arcinota. JFK: “Non chiedere cosa lo Stato può fare per te, chiediti cosa TU puoi fare per lo Stato”. E fu così che un terzo dei giovani americani fu mandato a morire in Vietnam.

  • Gariznator

    L’unica parte che ho trovato in qualche modo utile in questo articolo è quella su facebook. Per il resto…

  • Allarmerosso

    “si arriverà al pagamento di stipendi direttamente in beni e servizi”

    arriverà a breve , gia me lo vedo con il presente ticket che certifica le sue ore lavorative avrà 1 mese di corrente elettrica –
    con una settimana ti paghi 30 giorni di telefonate con il cellulare
    con un altra settimana avrai 20 giorni di gas pagato e via così

    A chi invece usa terminologie quali “Accozzaglia ” proporrei di andare a lavorare ma in autostrada a rifare l’asfalto della A1 in pieno agosto.

  • nigel

    Direi che i concetti sembrano un po’ confusi o comunque di difficile interpretazione (almeno per me). Il comun denominatore che accomuna questo ad altri numerosi articoli sembra in ogni caso essere la pacata rassegnazione con cui il popolo bue (99%) si preparerebbe alle ulteriori sodomie programmate dall’elite a numero chiuso dei super ricchi (1%). Per quanto mi riguarda credo che siano seduti su una polveriera, insieme ai loro camerieri politici.

  • Luposolitario

    ……qualche tempo addietro (mesi) era in circolazione un film, si intitolava, credo, “The Time” . Sono certo che avrà fornito ottimi spunti sul come gestire al meglio in un prossimo futuro, questo nostro “gregge” accondiscendente. P.S. sempre che l’idea originaria, già, non sia stata tratta da una agenda programmata.

  • Black_Jack

    L’articolo mi sembra un po’ generico ma condivido alcune idee.

    Se hai tempo ti consiglio caldamente di leggere questo saggio della Trilateral Commission del 1975. E’ scritto da tre autori e l’articolo interessante è quello di Samuel Huntington, quello che Clash of Civilizations (sono 59 pagine e comincia a pag.59).

    http://www.trilateral.org/download/doc/crisis_of_democracy.pdf

    In sostanza si dicono le cose scritte nel post sopra ma dalla parte dei “cattivi”. Io l’ho trovato abbastanza impressionante e ricordo che pochi giorni fa, Gioele Magaldi ha appunto detto che da quel saggio comincia quello che i massoni del GOD chiamano il tentativo della massoneria reazionaria. Ha aggiunto che il piano Rinascita di Gelli non è altro che la versione operativa per gli italiani di quel libro della Trilateral.

  • Tonguessy

    Che fini argomentazioni! Visto che siamo in regime di gentilezze ti propongo di lavorare a saldare tubi sott’acqua con turni di 12 ore consecutive. Portati una bombola di ossigeno di riserva.

  • Tonguessy

    Huntington non fa che diffondere il verbo neocon, questa è la sua missione. Inventarsi scontri inesistenti di civiltà, ad esempio, sulla base di fittizi ragionamenti. Cosa questa sconfessata da Emmanuel Todd, che di professione fa il demografo e certe cose le conosce bene. Come le dinamiche sociali, il ruolo dell’alfabetizzazione e del controllo delle nascite sulle tensioni sociali. Il suo ultimo libro “L’incontro delle civiltà” scritto con con Youssef Courbage (Tropea, 2009) è la sua risposta al “Clash of Civilizations” del trilateral in questione. Se me lo concedi te ne consiglio la lettura, che ho trovato molto interessante. Todd è lo studioso che, in base a certi parametri demografici, aveva correttamente preconizzato il crollo dell’URSS. Successivamente ha scritto che non manca molto al crollo degli USA. E adesso dice che Huntington scrive solo cazzate, che stiamo andando verso un’incontro di civiltà. Secondo Imre Lakatos fa vera scienza colui che sa prevedere correttamente il futuro, perchè quel modello, alla verifica dei fatti, si è dimostrato più affidabile. Staremo a vedere quindi se ha ragione Todd o Huntington. Il primo intanto ha già il punto dell’URSS in tasca. Il secondo ha parecchi soldi, potere e media dalla sua. Basteranno per rovesciare l’esito del confronto?
    Comunque grazie del link, me lo leggo quando ho un po’ di tempo.