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BILDERBERG 2013: TRAMONTO SU WATFORD

DI CHARLIE SKELTON
guardian.co.uk

Il forum dell’elite mondiale non sarà mai più lo stesso dopo che l’Hertfordshire quest’anno è stato al centro dell’attenzione del mondo

E per un altro anno si spengono le luci. I furgoni satellitari a uno a uno se ne vanno, le pattuglie di polizia si diradano e il recinto di sicurezza viene divelto. Il Bilderberg (1) ha lasciato l’edificio e finalmente i residenti di Old Hempstead Road si riappropriano del loro spazio verde.

Nessuno di quelli che sono stati qui potrà mai dimenticare il Bilderberg di Watford. O “Hertfordshire 2013″ come lo hanno chiamato quelli della sicurezza, con civetteria. (Agli organizzatori non andava giù di chiamarlo “Watford 2013”, non suonava abbastanza “da ricchi”).

Nella foto: Michael Meacher parla alla folla fuori del forum. Foto di Hannah Borno“Hertfordshire 2013” è passato urlando, e non sussurrando, con le sfuriate di Alex Jones ospite a Sunday Politics (2), e con Ken Clarke che ora si ritrova a dover rispondere in Parlamento di suoi passati comportamenti (3). E’ vero, rimangono insolute le questioni delle spese di sicurezza, delle lobby e degli interessi nascosti, ma queste cose saranno sicuramente affrontate nelle settimane future. Per ora, è tempo per Watford di riflettere su quello che è appena successo.

“Non ci sarei mai andato, neanche se me lo avessero chiesto” ha detto Jack Ruck, un veterano della RAF di 87 anni. Jack gettava poi uno sguardo su al Grove Hotel “200 a notte? Preferirei piuttosto dormire in macchina”. A Jack dava molto fastidio pensare ai delegati di Bilderberg che passavano così tanto tempo a parlare nel loro gulag a cinque stelle. “Ma cosa vogliono dalla vita?” si domandava. “Penso che sarebbero stati meglio nel mio giardino intorno a un bel barbecue”.

Tra tutti i politici e politicanti del Bilderberg di quest’anno, il più felice era indubbiamente Michael Meacher. Giovedì scorso ha avuto dei momenti altamente gratificanti nell’area stampa. “Il momento più divertente degli ultimi miei vent’anni di politica”. Talmente divertente da farlo tornare, alla fine della conferenza – per rilasciare un tonante discorso alla folla fuori dal Bilderberg. (4)

Un’esplosione di giusta indignazione. Meacher ha entusiasmato la folla, tuonando contro il fallimento della democrazia che questa conferenza rappresenta, sottolineando l’ironia del fatto che mentre la gente chiedeva ai potenti maggiore trasparenza, la stessa gente non poteva essere più trasparente di così verso quei potenti, con quelli della GCHQ & Co. che controllava le sue mail e i suoi messaggi.

La folla ruggiva e trasaliva, il sole splendeva e Meacher pareva tornare indietro negli anni. Saltellava qua e là sul palco come una saetta, incitato e applaudito dai suoi sostenitori. “Questo è un momento storico” sorrideva Basilio Martins, un giornalista portoghese. “La gente ha bisogno di sapere sul Bilderberg, e ora iniziano a saperne di più”.

Nel weekend, l’area stampa nel parco del Grove Hotel è diventata un’area aperta, e la folla era incredibile. Duemila persone in quello spazio – dalla dozzina di persone che c’erano nel 2009. Una lunga fila di persone andava su e giù per Grove Mill Lane; e si calcolano altre duemila che non hanno potuto avvicinarsi. Quindi possiamo dire non hanno potuto avvicinarsi al Bilderberg di quest’anno più persone di tutte le persone che erano fuori da tutti i Bilderberg del passato messe insieme. Se questo non è un segno dei tempi, non so proprio come chiamarlo.

Ma il grande salto è stato quello della copertura mediatica. Finalmente, dopo 59 anni, Bilderberg ha fatto la sua apparizione sulla stampa internazionale. Basilio mi ha mostrato le fotocopie di alcuni giornali portoghesi. Traducendo dal Diário Económico: “S’incontrano per definire l’agenda politica del mondo”. Il leader dell’opposizione portoghese, António José Seguro, è stato intervistato in televisione dal vivo da alcuni giornalisti che gli hanno fatto domande su Bilderberg. “Era molto arrabbiato, ha girato la faccia dicendo che non avrebbe dato alcuna risposta”.

Anche a David Cameron (5) i giornalisti faranno delle domande sulla sua visita al Bilderberg di venerdì scorso. Ma lui non avrà problemi, considerando le dichiarazioni fatte da Downing Street: “Il Primo Ministro è sempre stato chiaro sull’importanza della trasparenza”. (6)

Tamsin Cave dell’Alleanza per la Trasparenza delle Lobby è alquanto scettico: “Il Primo Ministro è un pubblico funzionario. Il suo mestiere è quello di rappresentare il pubblico interesse. Quando incontra un gruppo di èlite imprenditoriale, che interessi sta rappresentando?”.

Un attivista pro-trasparenza non si è più trattenuto: “Per troppo tempo, quelli al potere hanno preso decisioni a porte chiuse, rilasciato dichiarazioni dietro il velo di un gergo incomprensibile e negato al popolo la facoltà di essere preso in considerazione”.

Questa particolare critica al governo a porte chiuse ci ricorda un certo David Cameron, parlando poco dopo di aver assunto l’incarico di governo. “Questa coalizione sta manovrando una palla demolitrice verso questo tipo di cultura, e questa si chiama trasparenza”.

Cameron non era certo l’unico di Bilderberg 2013 a far dondolare la palla demolitrice della trasparenza. Gli hanno fatto compagnia Jessica Mathews, membro del comitato consultivo di Transparency International, e James Wolfensohn, del comitato consultivo di Transparency International USA. Insieme, ne sono certo, stavano concertando una bella lobby per portare alla luce quest’ultimo baluardo di politica nebbiosa. Se ne hanno trovato il tempo tra una conferenza e un’altra.

C’era ben poco tempo da perdere nel parco del Grove. Quei capi di compagnie petrolifere e finanzieri miliardari dovevano parlare delle “Sfide dell’Africa” e tutti quei “bei dati” da analizzare. Ecco perchè, come mi ha detto il “contatto per la stampa” nuovo di zecca del Bilderberg 2013, il cibo servito alla conferenza sarebbe stato solo a buffet, per tutti i pasti e per tutti i giorni. Impossibile sprecare tempo prezioso per pranzi e cene sedute. Una coscia di pollo e un panino, e giù di nuovo a lavorare sodo.

“Sì, sì, stanno lavorando proprio sodo là dentro” ha detto Jamie Hughes, che ha guidato per sette ore da Kilmarnock per essere all’evento. “Hanno accordi da sottoscrivere, il mondo da globalizzare – mi fa davvero impressione pensare a quanto devono lavorare”.

Jamie è impressionato dalla loro industriosità, se non dal loro candore. “I nostri politici ci hanno mentito per anni. All’inizio questa cosa ti deprime, poi ti fa arrabbiare.” “E’ per questo che lei è qui?” gli ho chiesto “perchè è arrabbiato?” “Sono qui perché non mi fido di loro”.

Fiducia e rotoli di carta igienica, due cose di cui c’era penuria in questi giorni a Watford. Al di là della recinzione di sicurezza, politici e primi ministri se la intendevano con industriali miliardari e grandi gruppi editoriali al più prestigioso evento mondiale delle lobby imprenditoriali, mentre giù, nell’area stampa del Bilderberg c’era talmente tanta gente che scarseggiavano i rotoli di carta igienica. E’ girata voce che gli Hare Krishna hanno avuto un enorme successo con le loro salse vegetariane che sono state distribuite. Un collegamento tra le due cose? Preferisco non sapere.

Il cibo gratis e il sole splendente hanno tenuto alto il morale, e l’unico momento in cui si è visto un poliziotto armato con il braccio intorno a un manifestante è stato per fare una foto ricordo insieme. L’ispettore Moss del Consiglio della Contea di Herts ha passato giornate intere su e giù intorno all’evento per tenere d’occhio la folla. E dopo tanto girare ha emesso il suo verdetto : “E’ stato tutto molto pacifico, nessun problema. Tutti sono stati amichevoli e gentili”.

Il giornalista olandese Jurriaan Maessen ha annuito. “C’è una bellissima atmosfera, bella gente, molto dinamica. Ho delle belle sensazioni” dice. “Ci sono diversi tipi di persone. Opinioni diverse. Non è monolitico”.

Maessen fa servizi su “Hertfordshire 2013″ per explosivereports.com. A meno di un chilometro di distanza, il suo primo ministro è chiuso là dentro e confabula con il capo di Google, il CEO della Royal Dutch Shell e il presidente di Lazard International (meglio noto come Lord Mandelson).

“Avverto un senso di indignazione morale” dice Maessen. “Io pago le tasse, quindi voglio sapere di cosa stanno parlando i miei rappresentanti eletti. E’ così che immagino una politica giusta. E’ tempo che Bilderberg faccia una scelta: restare privata, fare una bella festa, ma senza chiamare la polizia a difendere le porte, assumendosene costi e responsabilità, e facendosi la sua brava riunione tra amici. Oppure non è più privata.”

Per quanto riguarda quello di cui stanno discutendo “Forse stanno seduti tutti intorno e parlano di cose meravigliose. Un gruppo di menti illuminate riunite”.

Maessen sorride al pensiero: “Però, ho seri dubbi al riguardo…”.

Charlie Skelton
Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/11/bilderberg-davidcameron
11.06.2013

1) http://www.guardian.co.uk/world/bilderberg
2) http://www.guardian.co.uk/media/media-blog/2013/jun/10/alex-jones-daily-politics-bilderberg
3)http://www.telegraph.co.uk/news/politics/10111158/Bilderberg-Ken-Clarke-forgot-he-was-a-trustee-of-funding-group.html
4) http://www.guardian.co.uk/world/video/2013/jun/10/bilderberg-fringe-michael-meacher-video
5) http://www.guardian.co.uk/world/video/2013/jun/10/bilderberg-fringe-michael-meacher-video
6) http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/07/bilderberg-group-summit-cameron-damned

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    Basta articoli su BILDERBERG,(massoneria,corporazioni ,loggie ecc..ecc..) altro non è che una delle tante espressioni del dominio e del potere borghese è da secoli che decidono la sorte del mondo e della classe sottomessa ,merita di essere abbattuta come il capitalismo ,è a questo che bisogna protendere.

  • Skoncertata63

    Non si può abbattere una cosa che fino a ieri era sconosciuta. Solo un anno fa a chiunque chiedevo non sapeva neanche esistesse. Era proprio il mistero che rendeva questo forum inattaccabile.

  • alvise

    Beh, io e molti miei amici conoscevamo i Bilderberg da almeno 7 anni, e come noi chissà quante altre migliaia di persone.Ma il problema è un’altro, e drammatico secondo me, cioè che la gente si dica “beh pensavamo che parlassero di come fotterci meglio, invece sono dei bonaccioni”. E si, perchè se qualcuno pensa che i Bilderberg possano veramente dire alla stampa quello che hanno congiurato per anni da quando sono nati come gruppo, a ieri, sono peggio che ingenui, sono….oni