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BILDERBERG 2013: BENVENUTI NEL 1984

DI CHARLIE SKELTON
guardian.co.uk

Tranquilli: grazie a Goldman Sachs e ad altri “donatori”, la conferenza di quest’anno sarà a “costo zero” per l’Hertfordshire – nonostante la costruzione della Grande Muraglia di Watford

L’auditorio si è fatto silenzioso quando ha preso la parola un consigliere anziano di Watford. Il team di polizia e sicurezza era visibilmente nervoso. Era stato precedentemente presentato ed illustrato il piano della sicurezza per questo “evento unico”: zone anti-terrorismo, blocchi di sicurezza, restrizioni alla circolazione delle autovetture in prossimità di questa “importante conferenza internazionale”. Ma ecco che ora prendeva la parola la “gente” di Watford.

Nella foto: Christine Lagarde, capo del FMI, attesa al Bilderberg 2013. Foto di: Michel Euler/APChe significherà per loro questa tre giorni di vertice politico internazionale, con la sua corposa lista di partecipanti tra finanzieri e miliardari, capi di partito e di gruppi d’informazione, ben protetti dalla più grande operazione di sicurezza a cui Watford abbia mai assistito finora?

“A me importa soprattutto una cosa:” ha tuonato il vecchio consigliere. “si sta o non si sta stabilendo un precedente per il parcheggio delle macchine vicino a Old Hempstead Road?”

Ed è poi iniziata una discussione di quasi un’ora/un’ora e mezza sull’argomento se le macchine e i mezzi stampa avessero o meno il permesso di parcheggiare sulla striscia di prato che corre lungo la A41, di fronte al Grove Hotel. E’ stato come un bizzarro e distopico episodio di “Manteniamo le apparenze”. Non importa se i nostri ministri si stanno incontrando di nuovo in segreto con i vertici della Shell, della BP, di Google e di Amazon – parliamo invece della striscia di prato!

C’è stato un sussulto quando l’Ispettore Capo Rhodes, dopo incalzanti domande, è stato costretto ad ammettere, citando un’ordinanza, che i divieti di parcheggio sulla striscia non erano legali: non c’era alcuna legge in proposito… Una donna ha iniziato a sbracciarsi dalla platea “Ehi, ci sono i mezzi d’informazione qui! Questa storia verrà fuori, sapete?”. La striscia di prato non sarà mai più la stessa, grazie a Bilderberg.

La platea era piuttosto mista. Metà erano residenti preoccupati dei danni che le ruote delle macchine avrebbero inflitto alla striscia verde; l’altra metà erano giornalisti da tutto il mondo preoccupati per le implicazioni geopolitiche di una conferenza dove la BAE, Stratfor e il generale Petraeus avrebbero discusso delle “Sfide dell’Africa”.

Tutte e due le metà erano anche preoccupate per il finanziamento della gigantesca operazione di sicurezza. La polizia ha assicurato ai residenti (scettici) che la conferenza sarebbe stata “a costo zero” per l’Hertfordshire, in parte grazie ad una “donazione” da parte degli organizzatori della conferenza stessa. Questa donazione sarebbe venuta, almeno in parte, dall’Associazione Bilderberg, un ente di beneficenza inglese che riceve donazioni dalla BP e da Goldman Sachs.

Possiamo quindi dire che, in un certo senso, la polizia dell’ Hertfordshire sta facendo beneficenza per conto della Goldman Sachs. Il che deve essere un bel sollievo per quelli della Goldman Sachs presenti all’evento: il vice-presidente, un direttore ed il presidente della Goldman Sachs International. Hanno la loro squadra di beneficenza personale che pattuglia e mantiene gli obbiettivi a debita distanza.
Ad un certo punto dell’incontro, durante un vivace scambio di idee sui piani contingenti per quelli che portano a spasso i cani, Rhodes si lascia sfuggire che l’ “Operazione Discussione” ( il nome in codice per l’operazione della sicurezza di Bilderberg) andava ormai avanti da diciotto mesi. Residenti e giornalisti sgranano gli occhi. “Diciotto mesi?” Il motivo di tutta questa segretezza: “Terrorismo”.


Il grande muro di Watford

Dopo 59 anni di ospiti di Bilderberg che si muovono furtivi nell’ombra, usando specchietti per le allodole ed evitando accuratamente i mezzi d’informazione, è tutto qui il motivo? Lo stesso motivo si cela presumibilmente dietro la Grande Muraglia di Watford, una recinzione di ferro e cemento che circonda l’Hotel. Brutta tanto quanto inutile. Ha l’aspetto di una di quelle cose alte dove un recluso di un campo di concentramento si getta contro e tenta inutilmente di scavalcare poco prima di venire sparato dalla vedetta sulla torre di guardia. Si potrebbe dire di sapore “fascista”, se si considera il fascismo la fusione tra il potere delle aziende e quello governativo, come la definì Mussolini.

La stessa minaccia di terrorismo è stata utilizzata per giustificare le aree precluse al passaggio e alla sosta dei pedoni nei pressi dell’evento. La polizia ha spiegato la logica delle misure: “Non abbiamo specifiche informazioni di intelligence riguardo a una minaccia terroristica”. Come nei recenti incidenti avvenuti quali Boston e Woolwich: prima degli incidenti non c’erano state alcune allerte di intelligence. Quindi, l’assenza di minacce di azioni terroristiche di solito preclude proprio ad una azione terroristica. E’ la mancanza di una minaccia ad essere una minaccia.

Benvenuti nel 1984. Rhodes ha ammesso che le zone anti-terrorismo erano flessibili e che ai residenti era permesso passare liberamente nelle strade delle loro abitazioni. L’importanza delle misure adottate, ha detto, era che se si fossero raggruppate delle persone non residenti “potevano essere fatte sgomberare facilmente” – e non perché fossero dei terroristi, ma semplicemente perché si stanno raggruppando in un certo posto. Ecco la grande forza della minaccia di terrorismo: è applicabile praticamente ovunque.

Detto questo, la squadra di collegamento polizia/sicurezza è stata davvero incredibile e quest’anno ha segnato davvero un punto di svolta nella storia di Bilderberg. Sotto la pressione dei giornalisti, e grazie soprattutto alla squadra di collegamento della polizia locale dell’Hertfordshire, vicino all’Hotel è stata istituita un’area “stampa”. La pressione è stata contenuta grazie all’emissione anticipata della lista dei delegati all’evento, lista fatta uscire in gran fretta dagli organizzatori della conferenza, talmente in fretta che hanno dimenticato di cambiare la data in alto alla pagina web dal 2009 al 2013. Ma la cosa più clamorosa è stata la scritta in calce alla pagina. Due parole: “Media contact”.
Benvenuto nel mondo, Bilderberg! Improvvisamente, miracolosamente, siamo entrati nel nuovo e ardito mondo della normalità: un vertice di politica internazionale a cui partecipa il capo del FMI, il presidente (e vice presidente) della Commissione Europea, il Primo Ministro dell’Olanda, una dozzina di altri ministri, un numero infinito di CEO di aziende da tutto il mondo e banchieri, i presidenti della Swiss e della Dutch National Bank e il nostro stesso Cancelliere, finalmente entra in un rapporto di lavoro normale con i mezzi di stampa. Incredibile, un fatto storico!

E poi, solo qualche ora dopo, l’indirizzo email del “media contact” è misteriosamente scomparso dal sito internet. Come un fauno nervoso, Bilderberg è spuntato fuori da un angolo, ha annusato l’aria, ha avvertito il pericolo e si è ricacciato nella sua tana. Eppure, c’è stato un primo passo coraggioso, e sicuramente non sarà l’ultimo. Girano voci che alcuni delegati sono stufi (stranamente) di tutta questa segretezza, e vorrebbero che tutto avvenisse in modo più trasparente. A questi delegati noi diciamo: continuate a insistere; continuate. Detto tra noi, un giorno ci arriveremo.

Prima che il “media contact” svanisse nel nulla, sono riuscito a stabilire un’amichevole corrispondenza via mail e dal portavoce della conferenza ho ricevuto subito delle risposte alle mie domande. Il tono delle risposte era più o meno così: nessuno dei partecipanti paga per partecipare; nessun delegato si collega via telefono o via satellite; il programma della conferenza non prevede mai “momenti di intrattenimento o spettacolo”; e per quanto riguarda il cibo “è solo a buffet, per tutti i giorni e per tutti i pasti”.

Sono un pò deluso per il buffet. Speravo nel cigno arrosto avvolto in foglia d’oro e farcito di uccelli canori. Come lo era sicuramente Ken Clarke.

Charlie Skelton scrive per 10 O’Clock Live, per Have I Got News for You e un abituè di “fan” di Bilderberg dal 2009. Quest’anno da Watford twitterà da @deYook

Fonte: www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/05/bilderberg-2013-goldman-sachs-watford
5.06.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

LEGGI ANCHE: BILDERBERG 2013 AL GROVE HOTEL DI WATFORD

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Mi sembra un articolo inutile.

  • nigel

    Grazie alla rete dei loro servi e alla nostra imbecillità hanno realizzato le riforme (globalizzazione, governo della finanza, etc.) che ci porteranno inesorabilmente dove vogliono loro. Non hanno più bisogno di segretezza, anzi, è il momento di ostentare “trasparenza”. Non so se c’è dell’ironia nella frase ” ……Girano voci che alcuni delegati sono stufi (stranamente) di tutta questa segretezza, e vorrebbero che tutto avvenisse in modo più trasparente. A questi delegati noi diciamo: continuate a insistere; continuate..” Ma se non c’è ironia, l’Autore può anche gettarsi in mare