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BEWEGUNG FUNF STERNE

DI KTHRCDS
goofynomics.blogspot.it

Lo scorso maggio è nato in Germania il “Bewegung Fünf Sterne”, il M5S tedesco, che non parteciperà alle elezioni di settembre, ma presenterà “candidati indipendenti” alle europee e alle comunali e regionali. Non si può fare a meno di notare la coincidenza con l’avvento sulla scena politica di Alternative für Deutschland, con cui si può essere d’accordio o meno, ma che non è un raggruppamento di patetici pulcinella, come quelli che abbiamo visto sorgere in Italia negli ultimi anni, poi scomparsi senza lasciare traccia.

In un’intervista a Linkiesta* , il fondatore Wolfgang van de Rydt rimescola un po’ di banalità del tipo “anche in Germania la gente sente il bisogno di mandare tutti i politici a casa”.
E sì che dovrebbe ormai essere evidente che quando si inizia con “la gente vuole…” si comincia male, e si finisce peggio.

Curiosamente, Wolfgang van de Rydt è un consulente della “Boehringer-Ingelheim, una tra le prime 20 aziende farmaceutiche al mondo, che opera a livello globale con 140 affiliate e più di 46.000 dipendenti”.
Dopo aver esordito con un florilegio delle solite frasi fatte: “Vogliamo ridurre gli stipendi dei politici dando l’esempio […], vogliamo un’altra umanità nella politica. Siamo trasparenti. Ci impegniamo, non per interesse, ma per la volontà di cambiare le cose” – certo, come no, e tutti noi siamo Carlo Marx -, van de Rydt spiega che il movimento non parteciperà alle elezioni di settembre, e che “per ora abbiamo lanciato un appello al boicottaggio delle elezioni federali” – toh, che strana coincidenza -; però parteciperà alle europee e alle prossime locali, e i “candidati che saranno eletti rinunceranno a una parte dello stipendio […] Rinunceranno anche alla pensione che viene concessa dopo soli due mandati”.
Dopo questa struggente manifestazione di intenti, il nostro consulente largheggia con la retorica un tanto al chilo, che può essere riassunta con “tutti i politici sono criminali”. Ovviamente il sottinteso è che loro, invece, sono fior di galantuomini, la cui unica missione nella vita è quella di ridare dignità alla politica.

Alla domanda “Qual’è la vostra proposta alternativa per l’Europa?”, il grillo d’oltralpe frinisce in pompa magna:

«Vogliamo un equilibrio. Vogliamo la libertà e il rispetto dei diritti dei cittadini non solo in Germania, ma anche in tutti gli altri paesi. […] Non crediamo che debba essere abbandonato l’Euro, però pensiamo che debba cambiare l’intero sistema del denaro. Così com’è ora favorisce solo alcuni, per tanto dev’essere riformato. In questo ambito ci sono numerose alternative a partire dal reddito di cittadinanza.
[…]

Partiamo dalla convinzione che ogni membro è responsabile per sé. […] In particolare teniamo a due principi: il cittadino è responsabile per sé. […] Abbiamo fiducia nelle persone».

Ora, se si guarda a ciò che è accaduto in Italia, notiamo che i politici sono rimasti saldi al loro posto, mentre i M5S si mandano a casa da soli.
E di questo ce ne faremmo volentieri una ragione, ma il guaio è che la voluta inanità del M5S ha creato un pericoloso vuoto politico che, nel caso che i M5S tedeschi mandino a ramengo le elezioni di settembre, sarà prontamente riempito secondo quelle stesse dinamiche e modalità che hanno preso avvio in Italia nel novembre 2011, e che subiranno un’accelerazione che nessuno potrà contrastare con i normali strumenti della dialettica parlamentare già oggi ormai del tutto ininfluente.

kthrcds
Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2013/07/just-in-case.html#comment-form
20.07.2013

* http://www.linkiesta.it/movimento-cinque-stelle-germania

Pubblicato da Davide

  • Vocenellanotte

    Mi congratulo con l’acuta analisi politica dell’autore alla fiera delle sub-banalita’.

  • robotcoppola

    Ooohh mancava l’ennesimo articoletto contro il M5S, con la “variante” che passa per la germania.

    La conclusione


    “…Ora, se si guarda a ciò che è accaduto in Italia, notiamo che i politici sono rimasti saldi al loro posto, mentre i M5S si mandano a casa da soli. E di questo ce ne faremmo volentieri una ragione, ma il guaio è che la voluta inanità del M5S ha creato un pericoloso vuoto politico …”

    è fenomenale. D’altronde l’UNICA vera OPPOSIZIONE contro un parlamento COMPLETAMENTE al servizio dei banchieri internazionali, schermati dall’€uropa, poteva fare miracoli … Come no ? Un ragionamento che farebbe invidia ad una scimmia …

    Non è che sorge il dubbio che è proprio l’atteggiamento dei FRIGNONI/URLATORI/LAMENTONI da 4 soldi, bravi solo a scaricare le PROPRIE RESPONSABILITÀ su fattori esterni, ad averci portato in questa situazione.

    NO signori troppo facile!

    La colpa è del M5S 😀

  • jesskarton

    caro kthrcds, almeno mettici qualche vocale.. in caso contrario:vfcl

  • totalrec

    Diventa sempre più chiaro quale sia la funzione che i suoi ideatori hanno inteso assegnare al M5S e ai suoi omologhi sparsi per l’Europa.

    Cioè, diventa sempre più chiaro per tutti, tranne per i rincoglioniti come i 3 commentatori qui sopra.

    Ecco perché ha perfettamente ragione l’articolista nel voler tenere “la gente” lontana dalle cose serie, che richiedono una dose d’intelligenza dei meccanismi della politica assolutamente indisponibile tra gli omarini della strada.

    (GF)

  • cardisem

    Non mi piace il tono sguaiato e di sufficienza dell’articolo. Faccio parte di 5 stelle: quanto per giocare a carte scoperte e non affettare una ipocrita neutralità, ma con assoluto rispetto per ogni posizione critica verso chi qui ora scrive.

    L’unica cosa che trovo interessante è la notizia di un Movimento analogo sorto in Germania… Se mi riesce, ne prenderò contatto.

    Perfino Bersani ha riconosciuto che non si è mai visto negli scenari occidentali una forza politica che da zero balza subito al 25%…

    Questo solo fatto meriterebbe una maggiore cautela sul piano dell’analisi… Sul piano politico mi pare implicito nell‘articolo che questo 25 % altro non avrebbe dovuto fare che concedersi allo stesso Bersani…

    Ed invece io credo che l’elemento di novità e di forza politica sia proprio il dire a tutti gli altri “andatevene a casa”… Una novità che si sarebbe subito dissolta, appena i “nuovi” si fossero messi ad inciuciare con i vecchi…

    È curioso come per scongiurare il “nuovo” si siano subito messi insieme quelli che si presentavano agli elettori come il diavolo e l’acqua santa e che ora per conservare le loro poltrone stanno legati con la catena al piede, come due condannati…

    Tutto quello che dicono, la crescita che ci sarà, bla bla, sono tutte chiacchiere… La crescita non ci saranno e loro non sono in grado di porre rimedio a quei mali che proprio loro hanno creato…

    Di Alfano lo vediamo subito cosa sa fare: dare addosso a quelli del No Tav…

  • consulfin

    “la voluta inanità del M5S” sarebbe voluta da chi? Dal movimento stesso? Cosa propone l’autore (chiedo scusa ma non l’ho capito) per evitare le inanità? Un consenso plebiscitario a Fratelli d’Italia?

  • consulfin

    sono un omarino qualunque (di un viottolo, neanche di una strada come si deve). Mi deve scusare ma non riesco a capire il suo commento (così come non capisco il senso dell’articolo).
    Con lei ho già scambiato qualche commento a proposito della manfestazione del 15 ottobre (del 2011, naturalmente!). Lei, ricordo, pur non avendovi preso parte, la condannava come evento di frustrati: “non si fa”. Scopro ora che le sue critiche erano partorite da una mente in grado di produrre intelligenze indisponibili altrove.
    Ora scopro che non si deve neanche votare M5S, altrimenti si attribuisce importanza alla “funzione che i suoi ideatori [gli] hanno inteso assegnare” (lei è intimo degli “ideatori” fino a questo punto?).
    Quindi, scendere direttamente in piazza (cosa che molti ritengono che sia ostacolata dall’esistenza M5S), no; votare il M5S, no. Se il il novello Pico Della Mirandola ci volesse degnare di concederci un po’ di luce per riconoscere il cammino…

    P.S. magari senza attribuire patenti di ottusità a chicchessia, perché, vede:
    rincoglionire v. tr. e intr. [der. di coglione, col pref. rin-] (io rincoglionisco, tu rincoglionisci, ecc.; come intr., aus. essere), volg. – Rendere, diventare ottuso, minchione; rimbambire: la vecchiaia lo sta rincoglionendo; questa influenza virale mi ha rincoglionito (per estens., frastornare: con tutte quelle chiacchiere mi hanno rincoglionito); nell’intr., rincoglionisce (o, come intr. pron., si rincoglionisce) ogni giorno di più; dopo l’amplesso con il Ticino, padre Po rincoglionisce letteralmente e assume l’aspetto d’un inquieto serpentone dalle larghe e inutili spire (Gianni Brera). ◆ Part. pass. rincoglionito, anche come agg. e s. m. (f. -a): ormai è un vecchio rincoglionito; Dove saranno i mandorli fioriti Per i versaioli rincoglioniti? (Papini).

  • totalrec

    Consulfin ha scritto:

    Con lei ho già scambiato qualche commento a proposito della manfestazione del 15 ottobre (del 2011, naturalmente!). Lei, ricordo, pur non avendovi preso parte, la condannava come evento di frustrati: “non si fa”.

    Gentile Consulfin, Lei ricorda molto male. Il mio punto non era che “non si fa”. Non sono Dio, non distribuisco tavole della legge. Se uno crede che scendere in strada e spatasciare qualche vetrina a sprangate sia un atto di qualche utilità, può farlo tranquillamente, per quel che me ne importa. Il moralismo idiota lo lascio a tutti coloro che non sanno vedere il mondo con altri occhiali. Io facevo solo notare che bisogna essersi bevuti completamente il cervello per attribuire a simili cretinerie un qualunque valore politico. Quando i pezzenti si sfasciano i carretti a vicenda, il potere, quello vero, non viene neanche a saperlo, tanto è indifferente a queste piccolezze da pescivendoli. Invece, gli sguatteri del potere vero (quelli che attualmente governano il nostro paese) lo vengono a sapere, eccome, e ci si fanno le più matte risate. Già in queste poche righe sono contenute due lapalissiane verità che, se assimilate dall’omarino della strada, potrebbero semplificargli la comprensione delle cose:

    1) Chi occupa le istituzioni in Italia non è un potere di qualche tipo, bensì i suoi inservienti di quart’ordine. Il potere che ci governa è ben lontano da qui, sta da tutt’altra parte. Quindi chi va a votare per qualunque partito (compreso il M5S, il cui sguatteraggio verso il potere d’oltreatlantico è lampante e reso, se possibile, ancor più evidente dall’odierna intervista a Casaleggio) lo fa per suo passatempo, non certo per obiettivi politici di qualsivoglia attendibilità razionale. Cosa legittima. Tutti hanno i loro hobby. E non è nemmeno vero che non votare sia più utile del sottomersi, sicut pecus, all’antico rito (più dignitoso sì, ma è un altro discorso, che non tutti capiscono). Basta però che non vengano da me a vantare le gloriose sorti e progressive che ci preparano i beneficiari delle loro crocette copiative messe a capocchia, perché se lo fanno li prendo a schiaffi nel muso o a spingardate, ché è ancora meglio.
    Con questo non voglio dire – come Lei erroneamente deduce – che votare sia sempre e necessariamente inutile. In alcuni casi specifici (ad esempio quando si è in presenza di una o più parti politiche che sostengono interessi legati al territorio e condizionati dall’acquisizione di qualche grammo di rilevanza geopolitica) può essere strategicamente opportuno sostenere l’una o l’altra in vista del raggiungimento di certi obiettivi politici di fase. Per fare questo, però, occorre intanto che l’occasione sia propizia (al momento non lo è neppure lontanamente); e poi occorre essere ben consapevoli di quali siano i veri ingranaggi che fanno funzionare la macchina del potere. Chi sa fare solo discorsi beghini del tipo “sono tutti ladri” o “riduciamoci/gli lo stipendio” o “vogliamo le energie alternative” è meglio che si dedichi al giardinaggio (sempre che ne sia in grado, curare le begonie è anch’essa un’occupazione che richiede un certo livello di competenza tecnica, inadatta agli scimpanzè).

    2) La consapevolezza di essere governati da sguatteri porta con sé anche un’altra illuminazione: protestare contro gli sguatteri è del tutto inutile. Tanto più se i pezzenti lo fanno spaccandosi le ossa a vicenda o “scendendo in piazza”. Posso solo immaginare le risate che mi farei, se fossi un parlamentare, nel vedere questi cialtroni che si scannano tra loro – e che credono pure che a me freghi qualcosa delle loro piccole sommosse! Dio, ma sono buffi!
    La rivoluzione (non mi stanco di ripeterlo) non ha niente a che vedere con la rivolta o la sommossa. A differenza di queste ultime, essa presuppone una direzione politica avente un obiettivo preciso, una visione assai chiara del potere e dei suoi meccanismi, un contatto diretto con gli ambienti in cui detto potere prende le sue decisioni ed emana le sue direttive e (last but not least) un finanziamento di qualche tipo garantito da qualche fazione in lotta, perché non si è mai vista una rivoluzione senza denari produrre i suoi effetti rivoluzionari per più di un batter di ciglia.

    Per fare una rivoluzione occorrerebbe buttare nel cesso l’ambientalismo, il moralismo beghino, i discorsi su Berlusconi, sulle sue TV, sulle sue troie vere o presunte, i diritti delle donne, i diritti degli immigrati, i diritti dei froci, le favolette imbecilli sulla democrazia, sul popolo oppresso che si ribella e tutta la marmellata di scemenze che da vent’anni a questa parte viene fatta passare per politica al solo scopo di nascondere il fatto che da vent’anni, essendoci totalmente assoggettati agli Stati Uniti, una politica non l’abbiamo più; e occorrerebbe tornare a ragionare – come si sapeva fare benissimo una quarantina d’anni fa – con le categorie del pensiero geostrategico anziché con quelle del pietismo gesuita. Ma basta dare un’occhiata anche fuggevole al cosiddetto “programma politico” del M5S, che di tali frescacce è zeppo, per capire che esso esiste al preciso scopo di impedirci di seguire proprio questa strada.

    (GF)

  • PikeBishop

    Citazione: Per fare una rivoluzione occorrerebbe buttare nel cesso l’ambientalismo, il moralismo beghino, i discorsi su Berlusconi, sulle sue TV, sulle sue troie vere o presunte, i diritti delle donne, i diritti degli immigrati, i diritti dei froci, le favolette imbecilli sulla democrazia, sul popolo oppresso che si ribella e tutta la marmellata di scemenze che da vent’anni a questa parte viene fatta passare per politica al solo scopo di nascondere il fatto che da vent’anni, essendoci totalmente assoggettati agli Stati Uniti, una politica non l’abbiamo più; e occorrerebbe tornare a ragionare – come si sapeva fare benissimo una quarantina d’anni fa – con le categorie del pensiero geostrategico anziché con quelle del pietismo gesuita. Ma basta dare un’occhiata anche fuggevole al cosiddetto “programma politico” del M5S, che di tali frescacce è zeppo, per capire che esso esiste al preciso scopo di impedirci di seguire proprio questa strada.

    Commento:

    STANDING OVATION E OLA!!!!

    Mi mancano i post sul tuo blog….

  • PikeBishop

    Gianfranco, che piacere leggere di nuovo commenti intelligenti in un mondo dove l’intelligenza e’ vista con sospetto.

    Mi mancano i post sul tuo blog….

  • totalrec

    Mi chiamo Gianluca, ma sei perdonato. 😀

    Anche a me mancano i tuoi post su LC. Negli ultimi due anni, ormai, lo leggevo solo per quelli.

    (GF)

  • PikeBishop

    Cazzo, che casinista! Scusa Gianfr… Gianluca.

    E’ il Parkinson dato dall’eta’ e dall’alcool.

    Se vuoi leggere cosa scrivo (pochissimo, sono pigrissimo) puoi andare qui, ecco il mio ultimo articolo:

    http://ilporticodipinto.it/content/roberto-quaglia-ed-il-babbo-natale-del-male

    Spero di vederti commentare le minchiate che mi sparo, non prendere prigionieri!

    Ciao.

  • consulfin

    Dunque, adesso mi sembra che le idee siano leggermente meglio argomentate. La mia domanda resta comunque inevasa. Lei argomenta che “protestare contro gli sguatteri è del tutto inutile”; che la rivoluzione non è una rivolta (non mi sembra una novità, anche un normale vocabolario da bancarella le da ragione); che per fare la rivoluzione occorrono i contatti giusti; che siamo assoggettati da vent’anni agli stati uniti; che il programma politico del M5S non è la rivoluzione cambogiana ma, anzi ha un programma pieno di frescacce…
    Ma allora, secondo il suo pensiero, come dovremmo MUOVERCI? dal suo breve ragionamenteo non raccolgo altro che un invito all’immobilismo. Questo immobilismo (non solo italico) ci ha condotti fin qui. Lei colloca il centro dell’impero oltre atlantico e, stando a quanto afferma, sarebbe un impero ancora in fasce (almeno nei nostri confronti). C’è anche chi, carte alla mano, dirige lo sguardo semplicemente oltre manica e fa risalire l’anzianità della cappa addirittura ad epoche preunitarie (cfr. M.J. Cereghino e G. Fasanella), cappa contro la quale abbiamo reagito restando semplicemente immobili.
    Possibile che se diamo noia ai camerieri dell’impero non caviamo un ragno dal buco? Cosa facciamo, aspettiamo un nuovo Lenin? E se quelli che hanno i contatti giusti fossero i camerieri di un altro impero?

  • totalrec

    Scrive Consulfin:

    Ma allora, secondo il suo pensiero, come dovremmo MUOVERCI? dal suo breve ragionamento non raccolgo altro che un invito all’immobilismo.

    L’ossessione del movimento coatto non risparmia nessuno, vedo.

    Domanda: come dovremmo MUOVERCI per andare a prendere il sole in spiaggia in un giorno in cui piove a catinelle?
    E in cui, oltre a ciò, siamo a letto con le gambe ingessate?
    Semplice: non ci muoviamo. Aspettiamo che smetta di piovere e che le gambe siano un po’ più solide, poi, quando sono presenti le condizioni minime per agire con qualche possibilità di successo, decidiamo il da farsi.

    No, non è un pretesto per poltrire: è un principio elementare di strategia, noto ad ogni generale di accettabile capacità militare fin dall’antichità più remota. Devo per forza citare sempre Sun Tzu? E va bene, ma è troppo facile, basta aprire il suo libriccino su una pagina a caso:

    “Si attenda in prossimità del luogo di scontro chi ne è ancora lontano; si attenda con truppe riposate un nemico affaticato e con truppe ben nutrite un nemico affamato. Così si controllano le forze.
    Non si incroci un nemico che ha i vessilli in perfetto ordine e non si attacchi chi è schierato in modo imponente. Così si controllano i mutamenti”
    .

    Da notare che non è vero affatto che sia stato l’immobilismo a condurci in questo pantano. Proprio il contrario: è stato il muovere il culo disordinatamente e freneticamente, al solo scopo di mostrare all’universo mondo quanto fossimo attivi e “impegnati”, senza avere la più pallida idea non dico di una strategia di lotta da adottare, ma nemmeno di chi fosse il nemico o di quale fosse la sua posizione o la sua linea d’azione. Siamo “scesi in piazza” come coglioni tarantolati (e mi ci metto dentro anch’io), molto spesso sotto la guida degli stessi nemici di cui ignoravamo la natura, per strepitare contro Craxi, contro la guerra in Iraq, contro Berlusconi, contro Israele, contro questo e contro quello, senza mai fermarci un attimo a riflettere su come funzionasse il meccanismo geopolitico su cui credevamo di poter intervenire con slogan e battutine idiote. E’ da meno di un decennio a questa parte che pochissimi ed isolatissimi pensatori su internet, tra mille berci del pubblico primate, hanno iniziato a rendere pubblica una riflessione politico/teorica sulla situazione internazionale, sulle sue cause, sulle sue dinamiche (tra costoro San Gianfranco La Grassa, sempre sia lodato). Senza una teoria politica di base (di cui non vedo traccia né nel M5S, né tantomeno nei suoi decerebratissimi adepti), vale a dire, senza una mappa interpretativa che ci permetta di dare un senso agli eventi nazionali e internazionali che si verificano intorno a noi, non si va da nessuna parte, se non dritto in bocca al nemico soverchiante; così come un bambino messo alla guida di un’auto non andrà da nessuna parte se non giù da un cavalcavia.

    Il “momento di muoversi” non sembra lontanissimo nel tempo: l’impero centrale appare indebolito dal suo stesso affannarsi nel tentativo di circoscrivere l’azione delle potenze che, in modo che appena vent’anni appariva del tutto imprevedibile, hanno minato la sua apparentemente incontrastabile supremazia. E’ ancora molto forte e agguerrito, con molte carte da giocare, ma presto potrebbero aprirsi delle crepe nella sua organizzazione tali da pregiudicare la stretta che esso esercita sulle colonie periferiche; e in queste crepe una forza politicamente consapevole (sempre che si riesca a crearla per tempo) potrebbe intrufolarsi. Io non mi preoccuperei del fatto che chiunque prenda le redini di un’iniziativa rivoluzionaria sarà comunque (e inevitabilmente) legato ad un potere che lo finanzia e che lo controlla (o crede di poterlo controllare). Intanto, Dio grazie se una classe dirigente degna di questo compito fosse anche solo lontanamente visibile all’orizzonte, a prescindere dai referenti internazionali che si sceglie (e dei quali è molto difficile fare a meno). Inoltre, esistono molti livelli di subalternità e anche differenti modelli di dignità e d’intelligenza nel relazionarsi con un padrone; e i topi di chiavica che infestano oggi le istituzioni (M5S compreso) rappresentano il livello più basso, il modello più infimo di servilismo, la forma di vita più repellente che si possa immaginare. Non si può finire peggio di così, si può solo migliorare. Del resto, la storia, così come la vita, è definita dal mutamento; e il peggio che può succederle è ritrovarsi cristallizzata per decenni o secoli in un pantano politico senza uscita. Questo sì è un immobilismo che equivale alla morte: il terribile fossilizzarsi del succedersi degli eventi umani in un sarcofago relazionale immutabile. Meglio davvero, a questo punto, un (parziale) salto nel buio che abbia una chance di rimettere la storia in moto; purché condotto almeno con la bussola di una teoria politica, con la lampada ad olio di una strategia di qualche tipo, con la conoscenza dei tratti salienti dell’ambiente oscuro in cui ci si muove. Non era Lei che, poco fa, cantava le lodi del “muoversi”? E aveva ragione, perché il movimento, in sé, è vita. Rischia di trasformarsi in morte solo se si manifesta in uno sculettare scomposto, ubriaco e inconsapevole dinanzi alle postazioni dei cecchini nemici.

    (GF)

  • Bigrex

    “Si attenda in prossimità del luogo di scontro chi ne è ancora lontano; si attenda con truppe riposate un nemico affaticato e con truppe ben nutrite un nemico affamato. Così si controllano le forze.
    Non si incroci un nemico che ha i vessilli in perfetto ordine e non si attacchi chi è schierato in modo imponente. Così si controllano i mutamenti”. Attenzione a non fare la fine però dello “sfortunato” generale Mack ad Ulm.
    Potremo ritrovarci, come lui, circondati e costretti alla resa incondizionata.

  • totalrec

    Mack è il perfetto esempio di ciò che non si dovrebbe fare quando si ha di fronte un nemico molto più forte ed organizzato.

    Avrebbe dovuto ritirarsi verso sud, dopo l’invasione della Prussia da parte dei francesi, portando così in salvo le sue truppe in attesa di un momento migliore per intervenire; invece prima si ostinò a difendere Ulm contro ogni probabilità di successo, poi gettò le sue truppe allo sbaraglio prima a Wertingen, poi a Gunzburg, perdendone gran parte e riducendole allo stremo. Aveva già perso molto prima di arrivare all’umiliante resa di Ulm.

    (GF)

  • consulfin

    Scrivo senza molta speranza di essere letto (ormai l’articolo è vecchiotto).
    Dunque, “non ci muoviamo. Aspettiamo che smetta di piovere” Le faccio presente che sull’altro fronte sono muniti di ombrello.
    Ancora l’arte della guerra? Ehh, sì: fa chic citarlo. Fa molto realpolitik. E va bene! ma tra tante citazioni, doveva ricorrere proprio a questa? “Si attenda in prossimità del luogo di scontro chi ne è ancora lontano; si attenda con truppe riposate un nemico affaticato e con truppe ben nutrite un nemico affamato. Così si controllano le forze.
    Non si incroci un nemico che ha i vessilli in perfetto ordine e non si attacchi chi è schierato in modo imponente. Così si controllano i mutamenti”.
    Se devi attendere qualcuno nel luogo di scontro, ti devi essere mosso prima di lui. Quale sarebbe il mio nemico “affaticato” e “affamato”? Chi poltrisce e si pasce a mie spese? Non devo scontrarmi con un nemico schierato imponentemente: si vede chiaramente che lei in piazza non c’è mai sceso. Se l’avesse fatto saprebbe che gli schieramenti delle forze cosiddete dell’ordine, sono e si fanno sempre più imponenti. Stando al suo stratega preferito, mi conferma che non ci si deve muovere. bisogna fare come il prodi di guzzanti: restare immobili.
    Altro appunto: dove l’ha visto questo muoversi di culi disordinati? Io li vedo sempre ben seduti. Se li muovessimo, i culi, anche disordinatamente, non saremmo a questo punto: ne sono convinto.
    avevo esordito nel commento precedente scrivendo che aveva argomentato un po’ meglio… ritiro tutto: “Senza una teoria politica di base (di cui non vedo traccia né nel M5S, né tantomeno nei suoi decerebratissimi adepti)” la sua tendenza all’offesa gratuita non l’abbandona, evidentemente è la sua ombra.
    Sono andato a rileggermi il suo articolo “Teste di gomma” del 16 ottobre 2011. E’ illuminante: se sei una donna e ti permetti di fare una manifestazione sei una baldracca. Non solo: la “rivoluzione” delle baldracche finisce come di consueto con“Automobili di cassintegrati date alle fiamme, negozi sfasciati, supermercati saccheggiati (soprattutto gli alcolici, che conferiscono alle Big Babol un gradevole retrogusto di cognac), pompe di benzina distrutte, manifestanti dispersi con gli idranti, caos ovunque, una settantina di feriti, tra i quali alcuni in gravi condizioni.” Addirittura le pompe di benzina distrutte. Ad ogni modo sorvolo su qualcosa commentata già altrove. Più oltre: “Non avrei mai pensato di poter un giorno invidiare i celerini, eppure ieri avrei voluto essere a Roma, al posto di uno di loro, per far sputare la cicca in un cestino alla gentile signorina a forza di randellate sui denti. Sua mamma non avrebbe dovuto permetterle di perdere due giorni di scuola. I minorati mentali ne hanno un bisogno disperato.” Una lirica!
    Non so che dirle signor Freda. scrive e discetta di strategia militare (ad un altro commentatore, ho visto che ha risposto sulle ragioni per cui un determinato generale anzichè accerchiare è stato accerchiato…). Parla di attendismo. Di occasioni che prima o poi si presenteranno. Ripeto: non so proprio che dirle. Io, se aspetto ancora un po’, mi ritrovo stecchito. Io, Caro signor (ma dovrei chiamarla Prof.) Freda, mi ritrovo a scegliere se fare una vacanza (di due settimane, non di più) o pagare l’affitto. Io, carissimo, corro dalla mattina alla sera (ora parecchio di meno, perchè ci sono da pagare gli interessi sul deibto pubblico, ci sono le spesucce militari da fare, ci sono i buchi dell’INPS da coprire, ridotti a voragini dai mancati pagamenti dei contributi dei dipendenti pubblici… e se ci sono queste “urgenze”, non c’è spazio per erogare i soliti – mica di più: i soliti – servizi sanitari) da un punto all’altro di Roma, per cercare di rimediare la stozza. Io, esimio, mi sono laureato la prima volta nel lontano 1992: «eh, carissimo», mi diceva il mio amato relatore, «siamo entrati in una crisi nera». E questo voleva dire “niente lavoro” (anche allora, c’erano altre cose da fare, altre urgenze). Poi mi sono laureato la seconda volta nel 2008, e che te lo dico a fare!
    In questi giorni sto facendo i conti per vedere quanto devo sganciare al taglieggiatore appostato sul ponte della fine 1400-quasi mille e cinque. Ebbene, le cifre parlano chiaro: il 44% di quanto ho sudato correndo come un matto dalla mattina alla sera, mettendo a rischio la mia vita e anche quella degli altri che mi incrociano. Il 44%. Il 100% da cui quel 44 si estrae, è già al netto di un taglieggiamento: il caporalato è ubiquitario (mi fa ridere chi parla di mafia come di un’entità con un inizio ed una fine contro cui si deve costituire un’altra entità definita antimafia per inscenare la faida del buono contro il cattivo. Ma il discorso è lungo). Ubiquitario e vorace.
    La busta paga di un dipendente pubblico con un reddito paragonabile al mio, caro prof., è tassata al 33% (ricorda? 33, 33 e 33, sempre per rifarmi al mille e quattro-quasi mille e cinque). 33% di uno stipendio che si prende tredici volte in un anno, senza stare lì a pensare che se vai in vacanza non incassi: offre la ditta. Chi paga il 33% porta nel MIO INPS un buco miliardario che io devo contribuire a colmare (e ciò che verso serve solo a quello: non prenderò pensione a seguito di quei versamenti, parola di Mastrapasqua: mi hanno detto che è un mangiato-dai-cani con il potere di bello e cattivo tempo sulla mia pensione) affinchè il dipendente pubblico stesso (mr 33, che non è John Holmes) possa pascersi della sua bella pensioncina.
    Caro GF, rileggo il suo articolo “Teste di gomma”. Rileggo il suo commento sull’arte di aspettare il nemico sulle sponde del fiume. Vedo che lei INSEGNA. Non so perché, signor Freda, mi viene da fare 1+1 (ricorda? ho la mente di un omarino: mi devo adeguare. Non posso impelagarmi in calcoli difficili). Faccio il mio conto e divento malizioso. Fino ad un certo punto, però: non so offendere, è un mio limite. Quindi penso “solo” che lei il tempo per aspettare il cadavere del suo nemico ce l’ha. Io, se aspetto ancora, vedo passare il mio di cadavere e, francamente, credo che non stia bene presenziare al proprio funerale.
    Poi mi chiedo: ma il mio nemico coincide col Suo?

    P.S. Lei, Prof. Freda, insegna. Ebbene, nonostante il suo lavoro, credo che non si renda conto di una cosa: il suo desiderio (incoffessabile per la maggior parte dei benpensanti e pertanto, credo, sincero) di trovarsi al posto del celerino per picchiare sui denti una “baldracca” che potrebbe ritrovare seduta tra i suoi allievi, dovrebbe essere analizzato da un esperto. In fondo, lei e il celerino, vi trovate sullo stesso fronte ed è il fronte opposto a quello della “baldracca”. Quest’ultimo è composto da chi una sedia sotto il culo non ce l’ha, per questo è disposto a muoverlo, il culo. Il vostro, di culo, ha meno gradi di libertà e più disposto ad “aspettare” momenti propizi.

    P.S. 2 Mi permetto di suggerirle, come lettura estiva (dato che credo possa permettersi un po’ di vacanza), le teorie della scuola dei fisiocratici. Erano tipetti simpatici, ormai completamente estinti, che avevano idee a dir poco singolari. Anche se le ha lette, colga l’occasione per rileggerle.

  • totalrec

    Se devi attendere qualcuno nel luogo di scontro, ti devi essere mosso prima di lui.

    Certo, ma è il cervello che bisogna muovere. E’ difficile spiegarlo a un grillino, ma l’anatomia umana, oltre al culo, contempla un sacco di altre cose.

    Per il resto siamo alle solite: il suo intervento è un lungo piagnucolìo sulle sue difficoltà economiche. Delle quali, ovviamente, mi dispiace, anche perché somigliano un bel po’ alle mie. Per questo le dò il seguente consiglio: i problemi di questo tipo non si risolvono con la politica, né con l’andare in piazza, né tantomeno discettando di questioni internazionali. Si risolvono interessandosi nello specifico della propria situazione, analizzandola, cambiando lavoro o – alle brutte – cambiando nazione. Non si può ragionare di politica o di geopolitica a partire dalle nostre difficoltà personali, dalle nostre insoddisfazioni, dai nostri crampi allo stomaco. La politica è sì causa di tutte queste cose, ma lo è come l’attrazione gravitazionale è causa dell’alta marea. E’ un fenomeno che segue logiche e regole di complessità infinita, in gran parte ignote ai più, e non è assolutamente possibile pretendere di comprenderla o di intervenire su di essa in modo efficace a partire dal nostro desiderio di sciacquarci i piedi sul bagnasciuga. Per comprendere queste regole occorre studiare, leggere, riflettere, interpretare, eventualmente sbagliare e poi ripartire da capo. Non ci sono scorciatoie; e chi le cerca, tentando di ricondurre le dinamiche che non comprende alle logiche del proprio metabolismo, dimostra semplicemente di non aver voglia d’impegnarsi, di non riuscire a concepire nulla di un po’ più grande e complesso del microcosmo che ha sotto la punta del naso. Non riuscirà mai e poi mai a cambiare nulla se prima non si ferma a riflettere non sulle proprie miserie personali (che lasciano il tempo che trovano), ma su come funziona il meccanismo su cui vuole intervenire.

    Io vedo intorno a me giovani e vecchi, giovinastri e vegliardi, che curano molto il culo e poco o per niente cervello; e non avendo altro che il culo, pensano che esso sia un passepartout per interagire con qualsiasi epifenomeno. Così partono per rivendicare i propri inviolabili diritti e la propria intangibile libertà di esseri umani armati solo di spranghe, di cicche di merda ruminate nel cavo orale e di un po’ di turpiloquio, nel quale si esaurisce la loro intera dotazione lessicale. Inutile dire cosa succede ai loro preziosi culi quando si scontrano con un potere mille miliardi di volte più forte di loro, della cui esistenza e della cui natura non hanno nemmeno una cognizione precisa. Lei ha ragione a dire che nutro per questi individui il massimo disprezzo. E’ la loro pigrizia mentale, la loro ignavia, il loro analfabetismo intellettuale che ci ha portati alla rovina, impedendoci di capire, tra un moto di natiche e l’altro, quali fossero le vere cause e i veri artefici del nostro declino nazionale. Se lei è convinto – come la baldracca del citato mio articolo – che nello scontro politico attualmente in atto i periodici e penosissimi match esagitati/celerini rivestano un qualsivoglia rilievo, mi spiace dirglielo ma è lei che dovrebbe rileggersi Quesnay. Non tanto la parte sul dispotismo illuminato, ma quella sul ruolo dell’agricoltura nella vita sociale. Un’attività che a differenza della geopolitica – che è meglio lasciare a chi ha voglia di studiarla – può ancora portarle grandi soddisfazioni.

    (GF)

  • consulfin

    Non ho tempo per argomentare come si deve. Ma per un vaffa di cuore lo trovo volentieri.

  • totalrec

    Cerchi di trovarlo, il tempo. I vaffa sono inutili, come già sta avendo modo di constatare e meglio potrà constatare in futuro. Con simpatia.

    (GF)