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BERLUSCONI E LA SPAGNA AFFONDANO L’EUROPA: TIENE BANCO IL NUOVO CAPITOLO DELLA GUERRA TRA LE DUE CRISTINE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Dalla prima linea del fronte della “guerra delle due Cristine”.

Che succede in giro per il mondo? Leggendo e ascoltando i nostri media sembra che non stia accadendo nulla di particolarmente nuovo, né interessante per noi, con l’aggiunta della doverosa tara di cinismo italiano. In Siria si massacrano senza esclusione di colpi, in Iraq muoiono come mosche, in Mali i bombardieri francesi fanno il loro lavoro, preannunciando l’inevitabile avanzata di terra che –da qui a due mesi- imporrà l’intervento della cosiddetta “forza di pace” europea (tra cui i nostri soldati), in India la popolazione si indigna per gli stupri quotidiani di gruppo, e in Usa dei dementi uccidono innocenti, sequestrano bambini, e così via dicendo. Così va il mondo.

Le vicende internazionali del nostro pianeta ci vengono presentate nella sua veste ottimale, da cui ne viene fuori -come inevitabile reazione- l’orgoglio di sentirsi europei. Da noi va tutto bene, con la chicca del nostro circo italiota in piena campagna elettorale, tanto per aggiungere delle spezie divertenti.

Le persone, quindi, sono più che autorizzate a pensare che da noi (in Europa) non sta accadendo nulla se non le consuete mestizie propagandistiche nostrane e speriamo che vinca il migliore (cioè il partito per cui uno ha deciso di votare).

Poi, all’improvviso, compare su qualche giornale un annuncio direi quasi comico. Viene data la notizia che la presidenta argentina Cristina Kirchner, due giorni fa, ha inviato 28 tweet in 26 minuti al segretario del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, come se avesse avuto una specie di attacco isterico o come se stesse protestando per qualche ragione che non viene spiegata, una specie di sfogo pubblico, come se fosse Belen Rodriguez che parla di Fabrizio Corona. I giornali europei ne parlano molto poco (quelli italiani quasi per nulla) e compaiono due articoletti su La Stampa e Il sole 24 ore.

Ma che cosa sta accadendo, in realtà?

E che cosa ha a che vedere con noi?

Direi molto di più di troppo: praticamente tutto.

Perché quei 28 tweet sono la traduzione mediatica immediata, da applicare sui social networks, di furibonde battaglie al fronte di una guerra che non è una querelle isterica tra due donne potenti, non è una questione periferica in quel di Sudamerica, ma che ci riguarda in prima persona tutti. Intendo dire tutti gli italiani. E non solo.

Perché si avvicina la resa dei conti.

Perché l’Argentina, per ovvi motivi storico-politico-culturali, è legata a doppio filo con la Spagna, dove sta esplodendo la loro prima tangentopoli che riguarda Banco Popular, Caxia Bank, Banco Libertador e (surprise!) il Banco Santander con i loro legami con lo Ior e l’opus dei e con le banche italiane (vera motivazione del fatto per cui oggi, 4 febbraio 2013, l’intero comparto bancario europeo va a picco in borsa).

Perché i sindacalisti spagnoli sono andati a spiegare che cosa sta accadendo da loro alla televisione argentina, brasiliana, cilena, uruguaiana. I responsabili del partito socialista spagnolo, intervistati dalla televisione argentina, hanno cominciato a dare specifiche e precise informazioni, con nomi, date, dati, cifre, su “un vasto sistema di corruttela diffusa in tutte le nazioni dell’euro dove una ristretta pattuglia di oligarchi aristocratici si è messa al servizio dei colossi finanziari e prende ordini direttamente dal Fondo Monetario Internazionale devastando e distruggendo l’intera struttura industriale europea, provocando disoccupazione, crollo dei consumi, abbattimento del mercato del lavoro, impoverendo il tessuto sociale, anche e soprattutto dal punto di vista psicologico-esistenziale” (suona, per caso, familiare?).

Il tutto (ovverossia la reazione kirchneriana tweettata) nasce come risposta a un attacco condotto da Christine Lagarde che ha fatto sapere di aver già denunciato l’Argentina presso le organizzazioni internazionali del commercio, prefigurando una possibile espulsione del paese da organismi globali. Perché? Di che cosa è imputata l’Argentina? E perché adesso? Chi è sul banco degli imputati?

Sul banco degli imputati ci sono tre leggi fatte approvare di recente dal parlamento argentino:
1) il divieto per le banche nazionali di operare finanziariamente sui derivati e l’esclusione di investimento da qualsivoglia forma di speculazione sui derivati, con la specifica che il profitto le banche lo devono realizzare facendo affari con le imprese per le imprese.
2)  l’applicazione di un piano (lanciato un anno fa) di protezionismo nazionale applicato a tutte le multinazionali (soprattutto europee) che investono in Argentina nel segmento di mercato “alto” che ha imposto loro il seguente dispositivo subito applicato: “volete vendere le vostre auto di lusso qui a Buenos Aires visto che c’è un grosso mercato? Bene, lo potete fare alle seguenti condizioni: o pagate una aliquota del 50% allo stato per entrare nel mercato, dato che i vostri prodotti non sono essenziali per la felicità della nazione se non per i ricchi che possono permettersi l’acquisto di una vettura che costa 35.000 euro, oppure vi diamo un’altra opzione: il profitto che realizzate lo depositate nelle banche nazionali in modo tale da garantirci che non finiranno nel calderone dei derivati, dopodiché lo investite in loco creando lavoro e occupazione oppure acquistando merci prodotte dall’agricoltura argentina –versione green economy biologico eco-sostenibile- che poi rivendete in Europa e che statisticamente finisce sotto la dizione “esportazioni argentine” e il profitto ricavato lo reinvestite nel paese d’origine.
3) diritto di salario minimo garantito di cittadinanza che rialza di un 4% l’inflazione.

Veniamo al punto 2. Le imprese europee all’inizio hanno protestato con la Lagarde, la quale alla fine è stata costretta a cedere. E che cosa è accaduto? La BMW, la Mercedes Benz, la Audi, la Maserati, Prada, Bulgari, Christian Dior, Ferragamo, La Perla, ecc., hanno scelto di accettare pur di non perdere il mercato. Vendono da matti perché lì i ricconi sono tanti, hanno aperto società che acquistano riso, vino, formaggio, prodotti ortofrutticoli, pelli conciate e semiconduttori elettronici, e li rivendono in Europa e Usa con notevole profitto. Quindi funziona.

Ed è iniziata la guerra. Perché se passa questo modello e la gente lo viene a sapere poi lo vuole imporre dovunque e finisce che si viene a conoscere (nel senso di capire, comprendere) che esiste un’alternativa, che si chiama “glocal” e che ruota intorno a un perno centrale dell’economia che va nella direzione opposta a quella di Bersani/Berlusconi/Monti/Draghi e che consiste nel creare ricchezza nei singoli territori obbligando le imprese e le aziende a reinvestire il profitto per rilanciare l’occupazione creando ricchezza.

In Confindustria hanno perso davvero la testa, perché se passa questo concetto saltano le mafie dell’allaccio diabolico italiano tra aziende/partiti/finanza.

Qui di seguito vi propongo, in copia e incolla, l’opinione della nostra crema industriale, laddove “Il Sole 24 ore” ieri presentava la situazione argentina. Vi riporto l’articolo per intero.

L’ASSURDA POLITICA DI CRISTINA KIRCHNER

Un’idea bizzarra, a dir poco. Apparentemente senza senso. Che se funziona non può essere definita in altro modo che geniale, quasi rivoluzionaria, nel suo piccolo. Ma i risultati dicono che le cose vanno diversamente. L’idea è sbagliata, non solo bizzarra.

Anzi peggio, dannosa. Il genio mancato è quello di Cristina Fernández Kirchner, il presidente argentino che assieme ai suoi ministri sembra aver perso oltre al consenso di inizio mandato, anche il senso della realtà. Per sostenere la bilancia commerciale, ha imposto alle imprese multinazionali che producono sul territorio nazionale di diventare esportatori di prodotti argentini: importi materie prime e semilavorati per cento? Devi esportare specialità tipiche per cento. È così che Bmw è stata costretta ad esportare riso dall’Argentina, Porsche vino e Pirelli miele. Senza arrivare a nulla. Mentre altre società, come l’italiana Indesit o la cinese Huawei, scoraggiate dai vincoli governativi all’import-export hanno rinunciato in partenza a produrre in Argentina. Che idea, signora Kirchner!

La redazione economica
Fonte: www.ilsole24ore.com
Link: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-02-03/lassurda-politica-cristina-kirchner-154244.shtml?uuid=AbCXZpQH
3.02.2013

Fine dell’articolo.

Secondo Confindustria, questo è giornalismo finanziario-economico.

Secondo loro, con questo articolo, hanno spiegato agli imprenditori italiani che cosa sta accadendo in Argentina. In un altro articoletto presentavano lo “sfogo tweetterato” come il prodotto di una isteria femminile ormai allo sbando.

La verità è che nel 2012 il 95% dei professionisti, imprenditori, giovani laureati argentini che nel 2003 erano emigrati in Spagna per via della disoccupazione e della miseria, sono rientrati tutti in patria. Non solo. Considerando che nel Regno di Spagna la disoccupazione ha raggiunto il livello del 27%  e tra i giovani (18-35 anni) tocca ormai la punta del 75%, si sono portati appresso in Sudamerica decine di migliaia di spagnoli diplomati e laureati in cerca di lavoro, i quali riferiscono ai loro compatrioti che sono rimasti a Madrid che “è possibile una alternativa alle attuali politiche europee”. Facilitati dal fatto di parlare la stessa lingua e grazie alla velocità immediata garantita dai social network e dalla rete, gli spagnoli (anche i più conservatori) hanno cominciato a fare domande, a informarsi. Inoltre, per rintuzzare gli attacchi del Fondo Monetario Internazionale, la presidenta Cristina Kirchner ci ha tenuto a rispondere per le rime alla presidente del FMI Christine Lagarde ricordandole “che non accetto nessuna lezione da un paese aberrante e immorale come la Spagna, nazione in cui il Fondo Monetario Internazionale in pieno accordo con la BCE ha seguitato a dare soldi del popolo alle banche i cui dirigenti sono corrotti e ladri” e per non essere accusata di populismo o demagogia ha fatto anche i nomi e i cognomi chiamando in causa i principali dirigenti di Banco Santander e Caxia Bank i quali  sono proprio i soci amiconi del Monte dei Paschi di Siena (e non solo) legati a doppio filo con la Confindustria italiana, essendo Santander sponsor principale della Ferrari auto, e Caxia Bank il legame istituzionale tra la cattolicissima Catalogna e le università e ospedali religiosi italiani finanziati dallo Ior.

Il fronte della guerra tra le due Cristine, quindi, si è allargato, perché ha aperto il fronte europeo (sperando che sia qualcosa di simile allo sbarco in Normandia nel 1944) esplodendo in quel di Spagna. E bisogna impedire a tutti i costi che il modello sudamericano venga preso in considerazione come “potenzialmente interessante perché realistico e sostenibile”.

I cosiddetti “28 tweet” sono una sintesi realizzata dai consulenti della comunicazione della presidenta, i quali hanno fatto un editing di un discorso pubblico durato ben 2 ore e mezza, di una lettera esplosiva inviata a Sua Maestà il re di Spagna, nella quale gli si spiega che passerà alla Storia come il responsabile della distruzione e rovina della nazione iberica, e di una lettera a Christine Lagarde nella quale la Kirchner spiega che non accettano né ordini, né imposizioni e neppure suggerimenti da quegli “organismi internazionali che hanno prodotto negli ultimi dieci anni soltanto aumento della miseria, crollo dell’economia in Europa, disoccupazione spaventosa”.

A onor di cronaca va segnalato il quotidiano La Stampa, dove, se non altro, si è costruito un virgolettato di sintesi che riproduce in maniera veritiera lo scontro tra le due Cristine.

Giustamente è stato firmato. E’ già qualcosa.

E’ apparso ieri.

Eccolo qui, in copia e incolla.

KIRCHNER FURIOSA “DISTRUGGE” IL FMI CON 28 TWEET IN MENO DI MEZZ’ORA

L’attacco della “Presidenta”  dopo che il Fondo Monetario Internazionale aveva condannato  le statistiche “inesatte” su inflazione e Pil dell’Indec, l’Istat argentino

PAOLO MANZO. La Stampa. 3 Febbraio 2013

28 tweet in mezz’ora, alla media record di 140 caratteri al minuto. La presidenta argentina Cristina Kirchner ha sfogato così via Twitter tutto il suo disprezzo nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, che 24 ore prima aveva condannato ufficialmente le statistiche “inesatte” su inflazione e Pil dell’Indec, l’Istat del paese del tango. Ecco in sintesi il “Cristina pensiero” contenuto nei  28 tweet postati a velocità record da una presidenta mai così furiosa e presente su Internet. 

“Chi poteva immaginare allora un mondo trascinato a terra dai mercati finanziari? Néstor il mio compagno aveva previsto tutto. Dove stava il FMI che non ha potuto accorgersi di nessuna crisi? Dove stava quando si formavano non bollicine bensì mongolfiere speculative? Dove stava uno dei suoi ex direttori (il riferimento è allo spagnolo Rodrigo Rato, ndr) quando Bankia, la banca che lui dirigeva, ha dovuto essere aiutata con miliardi di euro? Oggi la Spagna ha il 26% di disoccupati, in gran maggioranza giovani e sfrattati. In quali statistiche sono raffigurate queste tragedie? Quali sono i parametri o le “procedure” con cui il FMI analizza i paesi falliti che continuano ad indebitarsi, con popolazioni che hanno perso la speranza? Che succede con i paesi emergenti come noi che hanno sostenuto l’economia mondiale nell’ultimo decennio e a cui oggi vogliono mettere in conto i piatti rotti da altri? Conoscete qualche sanzione del FMI, qualche decisione contro questi altri che si sono arricchiti e che hanno fatto fallire il mondo? No, la prima misura che prende il FMI è contro l’Argentina. 

L’Argentina alunna esemplare del Fondo Monetario Internazionale negli anni Novanta, che seguì tutte le ricette del FMI e che, quando esplose nel 2001, è stata lasciata sola. Argentina 2003. Da sola, senza accesso al mercato finanziario internazionale l’Argentina ha visto crescere in 10 anni il suo PIL del 90%, la crescita maggiore di tutta la sua storia. L’Argentina che ha costruito un mercato interno con l’inclusione sociale e le politiche anticicliche. Ha pagato tutti i suoi debiti al FMI, ha ristrutturato due volte, nel 2005 e nel 2010, il suo debito andato in default con il 93% di accordi con i suoi creditori senza chiedere più nulla in prestito al mercato finanziario internazionale, per farla finita con la logica dell’indebitamento eterno. E con il business perenne di banche, intermediari, commissioni, ecc, che avevano finito con il portarci al default del 2001. Questa sembra essere la vera causa della rabbia del FMI. 

L’Argentina è una parolaccia per il sistema finanziario globale di rapina e per i suoi derivati. L’Argentina ha ristrutturato il suo debito e ha pagato tutto, senza più chiedere nulla in prestito. 6.9% di disoccupati, il migliore salario nominale dell’America latina e il migliore potere d’acquisto misurato in Dollari statunitensi. Nel 2003 avevamo il 166% di debito su un Pil rachitico, il 90% del quale in valuta straniera. Oggi abbiamo il 14% di debito su un Pil robusto e solo il 10% è in valuta straniera. Perciò mai fu migliore il titolo del comunicato del ministero dell’Economia argentino di oggi: “Ancora una volta il FMI contro l’Argentina”. FMI + FBI contro l’Argentina. Non spaventatevi, il FBI sono i Fondi Buitres (avvoltoi, ndr) Internazionali. Noi continueremo a lavorare e a governare come sempre per i 40 milioni di argentini”. 

Se qualcuno tra i lettori è interessato ad avere delle informazioni complete e complesse, esaustive ed esplicative, può scrivere al seguente indirizzo
Centro de Estudios para el Cambio Social. Correo electrónico:cecso.argentina.2011@gmail.com

È un’ottima e attendibile fonte di informazione e in questo momento sono quelli che stanno fornendo ogni tipo di notizia sulla autentica realtà sociale argentina. Provengono dalla spaccatura della CGT (Confederacion General del Trabajo) il corrispondente argentino della nostra CGIL, di cui la Kirchner era stata una importante membro (è nata come sindacalista agguerrita) ma nel 2010 dopo una furibonda battaglia interna si è spaccata perché il sindacato è stato accusato dalla stessa Kirchner di “essere diventati conservatori, legati a un’idea del mondo che presuppone ancora l’accumulazione capitalista e finisce per mettersi al servizio inconsapevole dei colossi della finanza strozzina; il sindacato, oggi, deve essere dinamico, flessibile e non si deve occupare di condurre battaglie per sostenere privilegi acquisiti, bensì scendere in campo e inventare, produrre e diffondere piena occupazione e lavoro garantito a tutti, soprattutto pagato bene, perché ciò che ci distingue dalle bestie è la dignità di chi nel lavoro trova il ruolo della propria espressione esistenziale e non soltanto veicolo di sopravvivenza”.

Oggi il CECS svolge lavoro di formazione e di consulenza mediatica.

Ecco che cosa sta accadendo in quel di Sudamerica.

Benvenuti nel mese 2 dell’era post-Maya.

P.S. Precisazione: ho chiamato la Kirchner  “presidenta”, a differenza di Christine Lagarde che viene chiamata “presidente”. C’è una ragione specifica, di natura antropologico-politico-culturale. Cinque anni fa, a Buenos Aires esplose un divertente “scandalo” che coinvolse gli accademici della lingua spagnola. In tutta l’Argentina e in gran parte del Sud America si svolsero diverse conferenze davvero gustose relative all’uso del termine “presidenta”, considerato un gravissimo errore grammaticale dato che il termine è un participio presente del verbo presiedere e non ha genere: colui che presiede è alla pari di colei che presiede. La Kirchner insistette sostenendo che la sua elezione dava inizio “all’irruzione sullo scenario pubblico di una modalità dell’interpretazione politica che è tutta femminile, perché  basata sulla cura delle persone, sull’accudimento sociale, sulla ricerca dell’armonia, su una nuova estetica” e quindi impose il neologismo. Finì in un furibondo scontro. Alla fine, gli accademici spagnoli se ne ritornarono in patria con la coda tra le gambe e nei testi ufficiali viene spiegato che in Sudamerica “il dialetto castigliano locale rispetta l’uso della desinenza femminile di genere per convenzione sociale riconosciuta dal 2007, da cui il termine “presidenta” che indica, nello specifico, l’esercizio del potere esecutivo da parte di una femmina”. 

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/02/berlusconi-e-la-spagna-affondano.html
4.02.2013

Pubblicato da Davide

  • Mattanza

    Bell’articolo,bravo.

  • albsorio

    Adesso comincia ad uscire qualche verità sulle banche, sia italiane che straniere, sarebbe bello scoperchiare anche questo pentolone:—-> http://www.strategic-culture.org/news/2013/02/04/world-banking-business-shocking-data.html

  • Ercole

    Se ho ben capito a certe condizioni in Argentina e possibile ricollocare tutti i disoccupati che la politica europea ha prodotto, che le multinazionali a certe condizioni,possono invadere il mercato Argentino e fare profitti pazzeschi perche esiste una borghesia che farebbe incetta di beni e merci che queste aziende producono ,cosi possono smaltire la sovrapproduzione,ma a loro volta devono lasciare una quota di profitti ,e acquistare una parte dei prodotti Argentini per poi rivenderli in europa( sic!ai pensionati)ma guai a pubblicizzare troppo questo modello in quanto esso rappresenta la strada maestra per uscire dalla crisi : in sintesi un nuovo eldorado per i padroni e i disoccupati,il tutto grazie alla “guerra “tra le due Cristine ……e pensare che mi sono sempre opposto alle guerre!!!!!

  • Saysana

    Purtroppo notizie come questa vengono a conoscenza di poche persone, non solo perche’ non vengono date ma perche’ alla maggior parte degli italiani non interessa saperlo, basta guardare gli articoli piu’ letti sui maggiori giornali e si capisce subito dove la curiosita’ dell’italiano medio va a finire.

    E non si rendono conto che anche loro sono vittime di questo sistema ormai marcio alle fondamenta e guidati da gente non solo incompetente ma complice di questo saccheggio che si perpetua ormai da secoli.

    Il mio sogno (utopia?) e’ di vedere, fra qualche anno, una popolazione informata per davvero ed in grado di prendere, e pretendere, decisioni “coraggiose”… sempre che non sia gia’ troppo tardi.

  • Mondart

    Settembre andiamo, è tempo di migrare
    peccato che io non lo possa più fare,
    e inchiodato alla crisi qui debba crepare.

    Mah … questa utopia globalista non segue un po’ troppo la procedura coloniale per essere considerata un “Nuovo Rinascimento” ?

  • Silvio_DellAccio

    Ottimo articolo! Lo diffondo subito. Grazie a Sergio Di Cori Modigliani e a Comedonchisciotte – http://www.silviodellaccio.it

  • Mondart

    Chiarisco meglio il concetto: il sottoscritto, nel suo infinitamente piccolo, è un “retto e giusto” che, massacrato dalla precedente fase ( preparatoria o distruttiva che dir si voglia ) da volgari cazzuti privilegiati e/o ammanicati, non arriverà mai nè probabilmente a vedere nè tantomeno a godere della “rinascita” prossima ventura. La mia fine si collocherà appena uno scalino sopra gli ancor più sventurati che finiscono sotto le democratiche bombe.

    Ora, la domanda è filosofica, e riguarda la tanto millantata “eterogenesi del fine”: DAVVERO il fine giustifica, sempre e comunque, i mezzi ??

    E quanti “giusti e retti” deve sacrificare il sogno massonico per concretizzarsi ?? E quale fascia sociale godrà infine di questo ennesimo “rinascimento” ?? Non saranno forse gli stessi volgari cazzuti privilegiati e ammanicati di prima, solo con una verginità rifatta ??

    … meditate, Fratelli, meditate …

  • Mondart

    Chiarisco meglio il concetto di cui sopra: il sottoscritto, nel suo infinitamente piccolo, è un “retto e giusto” che, massacrato dalla precedente fase ( preparatoria o distruttiva che dir si voglia ) da volgari cazzuti privilegiati e/o ammanicati, non arriverà probabilmente mai nè a vedere nè tantomeno a godere della “rinascita” prossima ventura. La mia fine si collocherà appena uno scalino sopra gli ancor più sventurati che finiscono sotto le democratiche bombe.

    Ora, la domanda -Modigliani, attendo risposta- è filosofica, e riguarda la tanto millantata “eterogenesi del fine”: DAVVERO il fine giustifica, sempre e comunque, i mezzi ??

    E quanti “giusti e retti” deve sacrificare il sogno massonico per concretizzarsi ?? E quale fascia sociale godrà infine di questo ennesimo “rinascimento” ?? Non saranno forse gli stessi volgari cazzuti privilegiati e ammanicati di prima, solo con una verginità rifatta ??

    … meditate, Fratelli, meditate …

  • Masaccio

    Grazie per questo interessante articolo.

  • lucamartinelli

    bene, bene, nulla da eccepire. Il problema è che , essendo tutti i popoli normalmente una accozzaglia di deficienti, occorre una persona eccezionale. Nel caso Argentino è la “presidenta” Noi non abbiamo nessuno in grado di governare con simili decisioni. Noi abbiamo solo ed esclusivamente traditori e affiliati a bande massoniche più o meno criminali, grassatori e puttanieri, col solito codazzo di nani e ballerine. Mettiamoci l’animo in pace, amici, compagni e camerati. Nulla fermerà la discesa nel precipizio della miseria della nostra povera Italietta. La Grecia è già allo sbando eppure il popolo è incapace di reazioni, scioperi a parte. P.S. Ribadisco che le prossime elezioni non cambieranno assolutamente nulla. Spero solo che il buon Dio ci scampi dalla banda Bersani, chierichetto dell’Opus Dei e dal piduista D’Alema.

  • Mondart

    Nella mia visione delle cose, SI VUOLE che i Piigs ( soprattutto ) vengano ora “invasi” ( economicamente, se non fisicamente ) dalla borghesia estera che ne abbia le facoltà economiche, cinese in primis. L’ Europa deve avere lo stesso “destino argentino” descritto nel post, e similmente costituire nel prossimo futuro una ghiotta terra dove prima investire, e poi magari trasfersi a vivere.

    Questo ha un senso pienamente compiuto nell’ ottica globalista ( intesa anche per quello che di virtuoso ideale può avere ) che ha sempre fatto della BORGHESIA il suo veicolo per eccellenza, per una quantità di motivi facilmente intuibili che pongono tale classe ad essere la più dinamica e recettiva. E costringere la borghesia a rilocalizzarsi è la mossa più logica per ottenere quella mescolanza di popoli di cui il progetto necessita.

    E’ QUESTA IDEA a muovere e guidare l’ economia delle varie zone, non il contrario !

  • Mondart

    Parimenti è ovvio come questo stesso post sia un invito alla borghesia europea a “traslocare” ( in Argentina in questo caso ) …

    E non sono affatto “i mercati” i registi, ma la massoneria appunto ( e non intendo il termine nella solita accezione pittoresca e negativa, sia chiaro, ma come “pura dinamica” e costante storica di “motore sociale” ). La “borghesia” è invece l’ interprete principale da sempre prediletto dal regista. Tutto il resto è “palco”, compresa l’ idea un po’ folle che qualcuno voglia impossessarsi del mondo e di tutte le sue risorse produttive … ma qui ci addentriamo nella più difficile analisi delle “leve” psicodinamiche che gli architetti DEVONO usare per “muovere” il corpo sociale. “Etichette” in primis …

  • mincuo

    Una collezione di balle. E dati sbagliati. E naturalmente coi “buoni ” e i “cattivi”. E il capolavoro di girare la verità, cioè una mezza tragedia farla diventare un capolavoro. Non hanno più valuta, hanno diffcoltà, e pagano contro riso e soya le importazioni. Se no niente. Dollari pochetti.

  • rebel69

    In Argentina sono scesi piazza incaxxati come i lupi.Quando mi capitano articoli come questo o simili,li giro immediatamente e 3/4amici ai quali tengo un po di più e che so che hanno i mezzi per comprendere quello che c’è scritto.Alcuni giorni dopo chiedo se lo hanno letto,per confrontarsi e chiedere cosa ne pensano, e la risposta è sempre e solo la solita per tutti.Non ho avuto tempo.Sono sempre più convinto che siamo noi la causa dei nostri mali.

  • mincuo

    Eccoli qua i salari reali, le vendite reali, il reddito da lavoro e il reddito reale delle famiglie. Dati INDEC non Di Cori Modigliani fantasy.
    Image and video hosting by TinyPic [tinypic.com?ref=2qi440z]

    E i dati su debito estero, quelli veri, non Di Cori Modigliani fantasy, si trovano sul sito della BCRA, Banca Centrale Argentina, e riportati volendo da World Bank, o da chiunque altro. Gratis su Internet. Così uno giudica meglio cosa scrive questo, stabile qui su CdC a raccontare favole o inventare calunnie.

    Stavolta mancavano i Cardinali e l’Opus Dei. Stranissimo.
    Il prossimo articolo rimedierà. Dose doppia. Domani dovrebbe essere.
    O tocca a Barnard domani? Non vorrei rischiare di perdermi cosa ha mangiato a colazione, se ha fatto la pipì, e se ha dormito bene.

  • albsorio

    Ti racconto barzelletta.—-Uno trova un ferro di cavallo, tutto contento dice all’amico, “adesso finalmente la sfortuna che mi perseguita finirà” l’amico scettico risponde “ma dai non devi credere a queste cose”… dopo un paio di giorni quello che aveva trovato il ferro di cavallo viene investito da un auto e poi portato all’ospedale, l’amico va a trovarlo e gli dice:”hai visto il tuo ferro di cavallo non vale niente”, l’altro risponde:”ma sei matto se non trovavo il ferro di cavallo sarei morto adesso”.—– Forse gli argentini hanno trovato un ferro di cavallo…

  • albsorio

    non fa ridere vero 🙂

  • vraie

    come avrai capito leggendo l’articolo:
    quello che teme la finanza mondiale non sono i risultati ottenuti dall’argentina – a loro non gliene frega mai nulla dei risultati, anzi spesso pare proprio che perseguano lo “scasso” – ma il “metodo nuovo” usato

  • vraie

    come avrai capito leggendo l’articolo:
    quello che teme la finanza mondiale non sono i risultati ottenuti dall’argentina – a loro non gliene frega mai nulla dei risultati, anzi spesso pare proprio che perseguano lo “scasso” – ma il “metodo nuovo” usato

  • Aironeblu

    Ottimo Modigliani, ottima informazione, anche se c’è sempre chi preferisce abbeverarsi a piene mani ai dati più “seri”, magari diffusi dallo stesso FMI, quei dati che gli indicavano il nuovo default argentino per dicembre 2012… La fede è fede!

    “Avrai un solo Dio, unico e Cristiano”

    “Beh, e gli altri Dei dove li mettiamo? Anche loro esistono”

    “Non esistono altri Dei, è scritto nella Bibbia!”

    “ah, ecco…”

  • Nomoreuro

    QuellA è applicazione MMT.

  • Jor-el

    Ehm, io mi sono letto con infinita pazienza il pallosissimo documento dalla Programacion 2013 della BCRA, con tanto di diagrammi, dati e via andare: il succo è che la Banca Centrale Argentina prevede per il 2013 un calo ulteriore del tasso di disoccupazione, un aumento dei consumi delle famiglie e degli investimenti produttivi favoriti dalla politica di promozione del credito. Non prevedono di tornare immediatamente ai livelli di crescita del 2010-2011, ma sembrano ottimisti. Alle mie orecchie assuefatte all’austerità montiana e bersaniana sembra un documento piovuto da un altro pianeta.

  • mincuo

    E’ carina invece

  • mincuo

    Ma quale metodo…..ma fa un piacere. Magari

  • mincuo

    Jor ele se tu i dati Argentini non li correggi per l’inflazione reale, (Dicembre 25,5%) compresi salari ecc.. e ti tieni il 10% ufficiale è inutile discutere. Sei nel mondo dei sogni. Io non ho nessun interesse aprticolare e per me uno può dire quel che gli pare.
    A memoria però mi pare che mastichi economia. Bene, ora i
    Star lì a discutere se l’inflazione è veramente 10% è ridicolo, cioè qui su CdC no, ma altrove fai ridere.
    A parte tutti gli impliciti, ti bastano queste due cose, ennesime.
    I Sindacati stanno concordando un aumento per i lavoratori del 25%
    .
    Le pensioni (che adeguano due volte, a Marzo e a Settembre) in totale faranno un +28% (se questo sarà 15% come pare).
    Ora a chi non è digiuno di economia questo gli basta, e questo lo trova pure sui giornali, non occorre avere dati. Poi uno digiuno del tutto può pensare che fanno aumenti di 15 punti reali, per la sesta volta mi pare. Non gli puoi neanche dirgli nulla poverino, se uno ti dice così non capisce e non c’è molto da discutere.
    P.S.
    Avevano passato il momento peggio, e c’era un po’ di ripresa dopo la recessione, ma gli ultimi tendenziali non sono molto buoni.

  • reio

    barano tutti tranne l’ argentina?

  • mincuo

    Non devi dire le bugie Airone blu. Non sta bene. Nessun dato può indicare un default, ma la prrobabilità cresciuta di default, e per Dicembre cresceva.
    C’è chi non si abbevera proprio a niente, ma i special modo a lazzaroni come Modigliani. E comunque almeno sa, non essendo un ANALFABETA, che i dati di FMI (che peraltro non sono quelli che guardo) sono i dati UFFICIALI Argentini. Perchè l’Argentina aderisce a un sistema di accounting e gli Organismi Internazionali SOLO QUEI DATI pubblicano. Ma accecato come sei non ti interessa. Nè naturalmente ti interessa verificare le menzogne galattiche di Modigliani, un mascalzone di prima categoria. E basterebbe poco. E anche gratis. Uno scrive debito estero 10% del PIL. MA lo TROVI GRATIS. E vedi che solo quello Governativo è 150 mld USD. E il PIL 446. Poi c’è quello proviciale, e insieme fanno 220mld. Cioè 50% del debito. E questa èè solo una delle menzogne. Fanno bene a fare così. Le scimmie vogliono proprio essere scimmie, guai.