Home / ComeDonChisciotte / BARNARD: TUTTA LA VERITA' SUL DISASTRO DEL MODELLO TEDESCO
12267-thumb.jpg

BARNARD: TUTTA LA VERITA' SUL DISASTRO DEL MODELLO TEDESCO

FONTE: LIBREIDEE.ORG

Ecco il disastro del modello tedesco, quello che secondo i tromboni televisivi dovrebbe essere il nostro modello. Le fonti sono autorevoli, cioé: Ocse, German Institute for Economic Research, Peterson Institute for International Economics, Wsj. Non aggiungo commenti, se non ci arrivate da soli…

Il modello di competitività della Germania porta un solo nome: tagliare gli stipendi. Solo abbassando i redditi la Germania è riuscita a rimanere la prima economia dell’Eurozona, perché è riuscita ad esportare masse di prodotti a costi bassi. Ci hanno guadagnato in due: le multinazionali Neomercantili tedesche, e i numerini sui computer del Tesoro di Berlino. Ci hanno perso tutti gli altri tedeschi. Carsten Brzeski, del colosso assicurativo Ing, ci dice che la Germania si è sostenuta durante la crisi esportando fuori dalla Ue; ma ora, col crollo dei paesi emergenti, dei Brics in particolare, la Germania è esposta a shock economici pericolosissimi.Questo conferma uno dei capisaldi della Me-Mmt, che sconsiglia a qualsiasi economia di contare sull’export. La bassa disoccupazione tedesca è una truffa: hanno creato posti di lavoro part-time, flessibili, a stipendi da miseria e senza le tutele sociali delle generazioni precedenti, e li hanno contati come occupazione. Oggi la Germania ha la proporzione più alta di lavoratori sottopagati, a fronte del reddito nazionale medio, di tutta l’Europa. La Commissione Europea non ha ancora cancellato la sua stima di “stagnazione” dell’economia tedesca. Il fatto è che la cosiddetta ripresa ci segnala solo che le stime al ribasso non si sono verificate, ma nulla nel senso di una crescita. I consumi in Germania rimangono a livelli bassissimi, infatti la cosiddetta ripresa della “fiducia in business” ha favorito solo gli azionisti in Borsa, ma ha ignorato l’economia reale dei cittadini.

La Germania ha il tasso di giovani lavoratori con istruzione superiore più basso fra Canada, Giappone, Usa, Francia, Spagna e Gran Bretagna. Berlino non ha affatto investito nelle sue università pubbliche, e nemmeno il settore privato ha fatto granché in questo settore. La sbandierata produttività della Germania pro capite è una bufala. Il Pil prodotto in Germania per ora lavorata è il più basso di tutta la media Ocse. Di fatto, le aziende tedesche possono competere solo tagliando gli stipendi e producendo nell’Est europeo. La Germania ha avuto stipendi medi stagnanti e non al passo dell’inflazione per 10 anni. Lo testimonia l’autorevole “Real Wages in Germany, numerous years of decine”, di Karl Brenke del German Institute for Economic Research.

Il 15 marzo del 2013 il “Wall Street Journal” pubblicava i dati sugli investimenti in Germania: il quadro era deprimente, col governo tedesco che ha ignorato gli investimenti in infrastrutture, istruzione e tecnologia per almeno 20 anni, particolarmente nel settore pubblico, con lo sguardo invece sempre rivolto all’export. I danni sono oggi evidenti. Questa è la verità del tanto sbandierato modello tedesco, nel nome del quale gente come Monti o Letta stanno devastando l’Italia. Non so come dirlo, ma veramente il livello dell’informazione che i media italiani vi forniscono non è neppure al livello di… bè, vorrei usare un termine moderato, e scelgo questo: spazzarcisi il culo.

(Paolo Barnard, “La verità sul disastro del modello tedesco”, dal blog di Barnard del 4 settembre 2013)

Fonte: www.libreidee.org
Link: http://www.libreidee.org/2013/10/barnard-tutta-la-verita-sul-disastro-del-modello-tedesco/
1.10.2013

Pubblicato da Davide

  • MartinV

    Il modello tedesco è quindi ricalcato sul modello cinese…

  • Hamelin

    Bhè dipende chi sei.
    Se sei un popolano Tedesco potresti avere ragione , se sei un industriale o un asset manager hai torto marcio.
    Il Modello Tedesco non è altro che un modello neoliberista , che da mazzate ai poveri ed avvantaggia i ricchi come tutti i modelli neoliberisti.
    Il sistema in cui ci hanno portato si basa sulla sperequazione e la distruzione della classe media avvantaggiando i ricchi a discapito dei poveri…proprio innovativa questa globalizzazione …

  • Hamelin

    Il modello è Globale.

  • dana74

    si i tedeschi sono un branco di straccioni. Noi siamo tutti lords e la povertà non esiste. Siamo invasi dai tedeschi che cercano un futuro prospero in italia

  • marcello1991

    La questione va intesa in termini relativi e non assoluti, i tedeschi stanno e staranno peggio di prima e in buonissima parte la cosa è voluta. Questo è fuori discussione.

    Poi comunque con il tuo ragionamento di cosa ci lamentiamo… guarda come sono messi quegli straccioni dei greci in confronto a noi lords!

    …a già ma quelli se la sono cercata, statalisti e spendaccioni che non sono altro.

    ciao

  • McBane

    Barnard, visto che sostieni che le cose vanno viste con mano fatti un giro in Germania invece che leggere solo i numerini… È vero che anche lì non é il paese della cuccagna, il mondo del lavoro é piú precario di prima, é anche vero che il modello tedesco prima o poi (nel giro di cinque anni) crollerà miseramente. Ma…

    È vero anche il seguente: le universitá pubbliche sono praticamente gratuite, gli stipendi non saranno alti come un tempo ma consentono in generale una vita decorosa e soprattutto garantiscono una certa indipendenza ai piú giovani, che da noi sono costretti a vivere con mamma fino a 30 anni con conseguente impossibilità di progettare qualcosa per il futuro. Il traffico merci é molto più efficiente che in altri paesi, sia su strada, che per mare o che per fiume. Recentemente é stata anche inaugurata una ferrovia Amburgo-Cina…Si utilizza di piú il trento anche per il trasporto intermodale. C’é uno sfruttamento delle energie rinnovabili: sole e vento, che in Italia te lo scordi… Quindi non diciamo che non ci sono stati investimenti in infrastrutture. E’ una balla.

    Il costo della vita (affitti, prezzi case, alimentari, ristorazione, benzina…) é generalmente più basso che in Italia.

    Ogni cosa che può avere un minimo interesse turistico, fosse anche una pietra dove Sigfrido della leggenda si dice si sia allacciato uno stivale, viene valorizzata e sponsorizzata. In Italia sono riusciti a svendere pure Pompei e a chi… ai tedeschi… questi idioti… eh?

    La struttura dell’istruzione in Germania é diversa (presumo) da quella canadese, giapponese o altro, quindi paragonarle é difficile. Non tutti vanno all’universitá, anzi… ma molti frequentano istituti tecnici che probabilmente non sono contemplati nelle statistiche e che formano mot

    Caro Paolo, potrei andare avanti, ma non credo serva… concordo che l’euro abbia avvantaggiato i tedeschi più degli altri stati, ma non raccontarci che lassù regna la miseria… se no ti metti al pari dei giornalisti che tanto disprezzi.

    Saluti.

  • McBane

    EDIT:

    Barnard, visto che sostieni che le cose vanno toccate con mano per farsi un opinione personale, fatti un giro in Germania invece che leggere solo i numerini… È vero che anche lì non é il paese della cuccagna, il mondo del lavoro é piú precario di prima, é anche vero che il modello tedesco prima o poi (nel giro di cinque anni) crollerà miseramente. Ma… È vero anche il seguente: le universitá pubbliche sono praticamente gratuite, gli stipendi non saranno alti come un tempo ma consentono in generale una vita decorosa e soprattutto garantiscono una certa indipendenza ai piú giovani, che da noi sono costretti a vivere con mamma fino a 30 anni con conseguente impossibilità di progettare qualcosa per il futuro. Il traffico merci é molto più efficiente che in altri paesi, sia su strada, che per mare o che per fiume. Recentemente é stata anche inaugurata una ferrovia Amburgo-Cina…Si utilizza di piú il treno anche per il trasporto intermodale. C’é uno sfruttamento delle energie rinnovabili: sole e vento, che in Italia te lo scordi… Quindi non diciamo che non ci sono stati investimenti in infrastrutture. E’ una balla. Il costo della vita (affitti, prezzi case, alimentari, ristorazione, benzina…) é generalmente più basso che in Italia. Ogni cosa che può avere un minimo interesse turistico, fosse anche una pietra dove Sigfrido della leggenda si dice si sia allacciato uno stivale, viene valorizzata e sponsorizzata. In Italia sono riusciti a svendere pure Pompei e a chi… ai tedeschi… questi idioti… eh? La struttura dell’istruzione in Germania é diversa (presumo) da quella canadese, giapponese o altro, quindi paragonarle é difficile. Non tutti vanno all’universitá, anzi… ma molti frequentano istituti tecnici che probabilmente non sono contemplati nelle statistiche e che formano spesso molto piè dell piú blasonate università… Caro Paolo, potrei andare avanti, ma non credo serva, concordo che l’euro abbia avvantaggiato i tedeschi più degli altri stati, ma non raccontarci che lassù regna la miseria e che senza di loro saremmo i padroni d’Europa… se no ti metti al pari dei giornalisti che tanto disprezzi. Saluti.

  • ericvonmaan

    Concordo al 100%… questa gente spara opinioni a casaccio senza avere verificato di persona

  • eresiarca

    Un commento a latere… che pena quello striscione con Marx: sì, proprio un vero tedesco!

  • AB

    E poi chi l’ha mai visto un napoletano comunista?

  • Giaurro

    L’errore di Barnard è non aver capito che la coscienza dei fatti fonda l’essere dei fatti (l’Io pone il Non-Io, diceva Fichte). Se uno sta male, ma crede di stare bene, allora sta bene. E non si può dire né che “in verità” sta male, né che “dovrebbe” stare male. E’ chiaro come il sole che i tedeschi, avendo riconfermato Merkel di buon grado, pensano mediamente di stare bene. Cioé, “stanno” bene.

  • ilsanto

    Scusa non sono nessuno ma parlar male della Grande Germania è un grande errore, stiamo parlando del più grande esportatore al mondo superiore agli USA, al GIAPPONE ed alla mitica CINA ( vedi il sito cia.org ) quindi di che stai parlando ? del fatto che in una globalizzazione folle qualcuno si sia organizzato mentre altri ( vedi italia ) aspettano la manna dal cielo ? E’ chiaro che se in Cina ed India paghi una miseria non solo operai ma anche ingegneri devi adeguarti o chiudere. Mi sembra strano che una persona come te non lo capisca.

  • alvise

    No un momento, dirò una frase banale, ma devo dirlo:mio figlio lavora in germania da 6 anni, e mi ha scritto questo…

    sento dire (ad eccezione della rete) che in Germania abbiamo superato la crisi, che ora stiamo tutti bene, che la Kanzlerin ha lavorato nell’interesse dei tedeschi e bla bla bla bla.

    Non sento dire da nessuno, ma proprio nessuno, che si stanno allargando come la peste i cosiddetti ZEITARBEIT, i lavori interinali.

    Stanno distruggendo il lavoro.

    Una volta li avevano spacciati per “lavoretti” part-time che poteva fare lo studente o il pensionato per tirar su qualcosa, e per un pó é stato cosí.

    Adesso si stanno sostituendo ai lavori canonici: 8 ore al giorno (o anche peggio) per 400 €.

    Questo non lo sento dire da nessuno.

    La cosa non é circoscritta, é dappertutto qui.

    Anzi, prima si sviluppa nei centri piú grandi, e poi arriva in quelli piú piccoli, come Karlsruhe.

    Per esempio a Berlino é tutto call centers, freelance e zeitarbeit.

    E non c’é salario minimo.

    Allora gli ho chiesto se gli risulta così in tutta la germania (perchè lui non lavora in una grande città).La sua risposta:

    non so com’e di preciso la situazione in tutte le provincie che esistono in Germania, non faccio statistiche di lavoro, ma il trend é questo.

    Quelli che parlano bene della loro situazione qui, o sono fortunati (e glielo auguro) o sono dei contaballe che vogliono far vedere agli altri che “ce l’hanno fatta”.

  • Arazzi

    Che strano, dopo l’ultimo post tutti i grandi guru da tastiera si sono azzittiti…

  • Giaurro

    Lasciano con ammirevole liberalità un po’ di spazio ai pagliacci.

  • McBane

    La crisi del lavoro in Germania c’é… eccome! Come pure quella degli aiuti sociali, ecc… Da lì a scrivere le castronate del solitamente buon Barnard ce ne passa.

  • Jor-el

    Be’, la Merkel non è che ha fatto una campagna elettorale sul tipo: ” Ragazzi, vi taglio lo stato sociale, vi bastono i salari e vi precarizzo ancora un po’, votatemi compatti!”, ha detto, invece: “Ragazzi, sto difendendo stato sociale, salari, posti di lavoro dagli attacchi di quegli spendaccioni PIIGS scansafatiche di italiani che, a furia di sperperi, ci stanno rubando le risorse per sostenerli, votatemi compatti!”. Così ha fatto, e loro hanno abboccato. La Merkel fa la stessissima politica dei nostri: il modello è globale.