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ARRENDETEVI ! SIETE CIRCONDATI DAL POPOLO ITALIANO. USCITE CON LE MANI ALZATE…. OVVERO: ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

DI GIOVANNI ZIBORDI
cobraf.com

L’entusiasmo intorno a Beppe Grillo cresce ogni giorno, guardando dei video da Milano e Monza bisogna dire che Casaleggio e Grillo sono dei geni della comunicazione. Sono stati capaci di toccare i tasti emotivi giusti, hanno creato aspettative e speranze parlando di cose più belle e più giuste e allo stesso tempo unificato e dato energia al movimento sparando su un nemico comune di tutti gli italiani (la classe politica..”Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate…) (1). E’ un messaggio geniale, che funziona perchè taglia attraverso le solite sinistra e destra, coalizza tutti contro un odiato nemico comune, ma parla anche di un futuro in cui c’è del latte e miele (…votate per voi stessi…)

Nella foto: comizio di Beppe Grillo in piazza Duomo a Milano (20.02.2013)Elemento cruciale di questo messaggio è evitare qualunque presa di posizione precisa sui problemi economici, il principale dei quali è che l’Italia si è impegnata con tutti in Europa e con i “mercati” ad AVANZI DI BILANCIO DEL 5% DEL PIL (prima degli interessi). In italiano questo significa che lo stato spende 700 miliardi e ne incassa di tasse 780 miliardi ogni anno per cui sottrae 80 miliardi al settore privato (salvo restituirne circa 35 miliardi tramite gli interessi alle famiglie italiane detentrici di BTP, quelle che hanno più soldi). L’Italia si è impegnata a incassare, come stato, 780 miliardi di tasse e spenderne (prima degli interessi) 700 miliardi per gli anni a venire….

Dire “L’ITALIA SI E’ IMPEGNATA” significa che gli altri governi europei hanno dei trattati firmati e il fatto stesso di appartenere all’Europa per imporlo a noi. E significa che “i Mercati” (finanziari) sono in agguato, pronti a vendere 100 o 200 miliardi di BTP facendoli crollare da 100 a 70 se l’Italia “viene meno agli impegni”. E questo salasso permanente di circa (80-35=) 45 miliardi l’anno si somma ad una contrazione del credito che al momento è di circa 50 miliardi (2) l’anno per le imprese e di circa 30 miliardi l’anno per le famiglie (mutui). Totale: 45+50+40= … circa 130 miliardi l’anno che mancano al settore privato.

Grillo urla dal palco che cacciando via i partiti e con i referendum propositivi senza quorum in cui tutti noi decidiamo risolveremo questi problemi. Essendo “fuori” da tutto non ha un programma che viene esaminato come ad esempio i report economici che si accumulano ora sull’Italia esaminano i programmi dei partiti (PDL-Lega, Monti-UDC, PD-Sel o Giannino). E li trovano campati per aria come numeri (“Tagli alle tasse, dai partiti un miraggio da 180 miliardi”) (3), pieni di promesse elettorali che contrastano con “gli impresi presi dall’Italia” in Europa.

Gli italiani sono finiti in una trappola finanziaria che soffoca la loro economia e reagiscono entusiasmandosi per chi promette Alice nel Paese delle Meraviglie (dal punto di vista economico). E non ha il problema di giustificare delle credenziali economiche come Oscar Giannino perchè semplicemente non ne ha, nessuno intorno a lui ne ha e se ne sbatte.

Cioè i partiti promettono ora sotto elezioni miliardi che non sanno come trovare, per la precisione che non possono trovare in nessun modo nel contesto dell’Euro, dell’Eurozona e dei “Mercati”. E gli italiani come reagiscono ? Rivolgendosi a chi (se guardi al freddo lato economico) promette loro di fatto dieci volte tanto…

________________________________________________________-

….Tra le prime incombenze che il nuovo governo si troverà ad affrontare …. La contrazione del Pil viaggia attorno all’1%, contro lo 0,2% indicato dalla Nota di aggiornamento del «Def» di settembre. Per lo scorso anno, il dato certificato dall’Istat è di una caduta del prodotto del 2,2 per cento….il debito pubblico raggiungerà quest’anno il picco del 126,1%…. L’impegno sottoscritto dal governo Berlusconi e confermato dal governo Monti al pareggio di bilancio in termini strutturali non è in discussione. In linea con la lettera inviata la scorsa settimana dal commissario agli affari economici, Olli Rehn, si potranno concordare tempi di rientro meno stringenti, ma non per questo saremo esentati dal conseguire avanzi primari del 4-5% del Pil, condizione indispensabile per ridurre gradualmente il debito….
… le tre maxi-manovre, le prime due (luglio e agosto 2011) varate dal governo Berlusconi, la terza, dicembre (il decreto salva-Italia) dal governo Monti. Tre manovre per un valore complessivo a regime di 81,3 miliardi, pari al 4,9% del Pil, concentrate per oltre due terzi su aumenti delle entrate. Nonostante questo ingente sforzo di consolidamento fiscale, non si potrà deviare dal percorso di rigore nei conti pubblici, per effetto dell’ingente debito e delle perduranti incertezze sul fronte dello spread. ….il nuovo governo dovrà reperire risorse sia per finanziare nuove spese per gli ammortizzatori in deroga e le missioni internazionali (finanziate solo fino a settembre), e trovare 4 miliardi a regime per evitare l’aumento dell’Iva. In tutto, almeno 7 miliardi.

…. Se attuata in toto, la manovra sull’Imu indicata da Berlusconi per la prima casa (restituzione di quanto versato nel 2012 e abolizione nel 2013) comporterebbe un immediato minor gettito di 7,8 miliardi, che evidentemente andrebbe coperto subito con altrettanti tagli alla spesa. Il ricorso ad altre forme di copertura, come l’aumento dell’accisa sui tabacchi e sull’alcol (se pur legittima e “mirata”) si trasformerebbe in un’altra forma di prelievo. L’azzeramento in 5 anni dell’Irap comporterà il reperimento di ulteriori 34-35 miliardi a regime e la manovra sull’Irpef (due aliquote del 23% fino a 43 mila euro e del 33%) altri 22 miliardi dal 2014.

Gli interventi di riduzione della pressione fiscale indicati dalla Lista civica che fa capo a Mario Monti, relativamente a Imu, Irap e Irpef, comporterebbero 29,5 miliardi di minori imposte. Per il 2013, si potrebbero reperire 2,5 miliardi per aumentare da 200 a 400 euro la detrazione Imu sulla prima casa e raddoppiare la detrazione per i figli a carico, ammesso che – come indicato dal dossier – si riesca a contenere la spesa corrente primaria per 3 miliardi. La partita più complessa si annuncia dal 2014 (e dunque da mettere in campo alla fine del 2013) con interventi sulla totale indeducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile dell’Irap, e sull’Irpef a valere sui redditi medio bassi, sia con riduzione delle aliquote che con l’aumento delle detrazioni….

vedi anche “Sogni a confronto” (4)

GZ
Fonte: www.cobraf.com
20.02.2013

1) https://docs.google.com

2) http://www.ilsole24ore.com

3) www.ilsole24ore.com

4) http://phastidio.net/2013/02/18/sogni-a-confronto/

Pubblicato da Davide

  • Tao

    C’ero in piazza Duomo. Sicuramente la piazza era piena fino alla galleria da una parte e ai confini con piazza Diaz dall’altra ma la fauna presente non era delle piu’ raccomandabili per fare una rivoluzione. Per chi ancora non lo avesse capito quello che vuol fare Grillo e’ una vera rivoluzione.

    Se si escludono gruppi organizzati che erano molto vivaci il grosso della piazza sembrava fatta da decine di migliaia di chierichetti in gita domenicale. Nessun mordente, nessuno scatto, solo una certa attenzione come quella che puoi mettere se vai a sentire il cardinale che abita li’ vicino e che ti da pure l’assoluzione plenaria.

    Insomma, non c’e’ l’humus della rivoluzione, del resto era prevedibile, a Milano la crisi si sente relativamente, chi aveva il lavoro quasi sempre ce l’ha ancora e i giovani che non lo trovano magari son pure contenti di passare la giornata a chattare e la serata a trombare tanto c’e’ la borsetta di mamma’ per ogni evenienza.

    I tempi non sono ancora maturi, ancora troppo becero perbenismo in giro, non e’ un caso la sorpresa de sud che invece ha risposto alla grande mentre il nord ancora sonnecchia e finira’ per correre di nuovo dietro alle stronzate dei padanari e del cavaliere.

    Purtroppo questo treno non ripassera’, e’ una di quelle occasioni da capire e prendere al volo, Grillo ormai ha 65 anni e non credo abbia voglia di rimetterci la salute e altri soldi per svegliare milioni di somari completamente inebetiti.

    Insomma, no buono, la rivoluzione puo’ attendere, prenderemo tra il 15 e il 18% vale a dire un cazzzzzz.

    Forza spread! E meno male che la Merkel c’e’!

    Antitrader
    Fonte: http://www.cobraf.com
    21.02.2013

  • Jor-el

    Pazzesco. Continuano a rilevare che al M5S mancherebbe una politica economica… come se gli altri l’avessero! L’articolo contraddice smaccatamente se stesso. Dice che Grillo promette la luna, mentre gli altri – anche gli economisti emeriti e patentati alla Giannino/Monti – promettono… la luna! Persino il mero rispetto dei trattati è inattuabile: salassare 130 miliardi all’anno al settore privato significa distruggerlo in cinque anni. E’ evidente ormai che questi trattati determineranno un’area di instabilità politico economica nel sud dell’europa, a tutto vantaggio del capitale monolpolistico-predatorio franco-tedesco. Significa che Italia e Spagna diventeranno territorio di business, in sostanza come il Kossovo, la Libia post “rivoluzionaria” e l’Iraq “libero”, anche se, FORSE, manterranno una parvenza di civiltà istituzionale puntellata da una repressione brutale delle istanze sociali. Quelle cifre dicono esattamente questo, compreso il trasferimento brutale di 35 miliardi all’anno dalle tasche dei lavoratori a quelle dei redditieri solo attraverso la leva fiscale. Significa che lo Stato è stato sequestrato e trasformato in arma contro i cittadini. Quel che abbiamo visto finora è nulla, la Grecia è nulla in confronto a quel che ci aspetta. Altro che “tagliare le spese”.

  • kenoby

    PRIMA DI TUTTO: è importante cominciare a mettere nei luoghi del potere persone normali e non “i soliti professionisti della politica gia ben armonizzati al sistema fin da quando leccavano i deretani all interno del proprio partito”.
    SECONDO: se dovesse vincere grillo è ovvio che spread, meracati e finanza impazzirebbero, magari trascinando l intera europa e mondo in una crisi sistemica, ma questo è quello che serve per un cambiamento radicale, per una rivoluzione non violenta a favore della gente ed è quello di cui tutti noi abbiamo bisogno. Ovvio che l articolista ha il classico approccio ai problemi e cioè: risolviamo il problema con lo stesso metodo con cui l abbiamo creato… NON FUNZIONA, TI RIPETO NON FUNZIONA E’ ORA DI FARE UNA BELLA FRITTATA E QUINDI QUALCHE UOVO BISOGNA PUR ROMPERLO.

  • roz

    Secondo me, Grillo, il M5S, non si è posto *seriamente* il problema del potere. Non ancora.
    Nel senso che non ha una classe dirigente da transizione. Deve essere formata.

    In termini di real politik è molto meglio non vincere per poco. Trovarsi all’opposizione. Quindi opporsi alle politiche economiche derivanti dai pazzeschi impegni derivanti dai trattati UE.

    Nel frattempo formare una nuova classe dirigente.
    Nel frattempo attendere che le forze centripete della crisi aumentino la pressione sociale, ed è inevitabile che accada.

    Riformare l’italia è un compito da far tremare le vene ai polsi anche al più disincantato vecchio pelo della politica. Figuriamoci ad un gruppo di entusiasti, volenterosi, puliti cittadini. Che si troverebbero impastoiati nella burocrazia, nella riottosità dei funzionari, incatenati in una macchina farraginosa che vuole espellerli come un corpo estraneo e che farà di tutto per evitare il benché minimo successo.

    Dal mio punto di vista di cittadino, di piccolo imprenditore con l’azienda sull’orlo della chiusura, vorrei che le cose andassero molto più velocemente. Purtroppo penso che sia impossibile. Le rivoluzioni non si fanno senza pagare un prezzo. E in Italia per cambiare c’è bisogno di una rivoluzione. Sia pure senza sangue, lo spero. Ma con tale profondo ricambio della classe dirigente da essere definibile una rivoluzione comunque.

    Non è possibile una transizione indolore.
    Senza contare il fatto che si va verso un governo di coalizione e il cemento della paura di essere spazzati via – “nessun futuro” – li terrà attaccati insieme come cozze: piddini, pidiellini, casiniani, montiani.
    Si eleggeranno un loro presidente. Faranno quadrato. Useranno tutte le armi, lecite e illecite per scongiurare il pericolo di ritrovarsi a casa, rischiando la galera quando si conosceranno tutte le porcherie con cui hanno amministrato il paese.

    Parliamoci chiaro: quello che Grillo può dire o non dire sui trattati, sul fiscal compact, sull’euro e sulla UE, in questo momento ha un valore secondario. Non che non sia importante, ma ha il senso della dichiarazione di principio.

  • maurisabba

    Solito articolo di tipo economista che parte dal TINA del fiscal kompact e/o dai vincoli di bilancio imposti dalla troika e approvati dal Parlamento in barba ai cittadini. MA BASTA! Il problema si risolve solo cambiando le regole, fino al limite di uscire da questo euro che ci strangola, recuperando la SOVRANITA’ MONETARIA.
    E il bello è che Grillo è l’unico che ne parla…
    ZIBORDI… ascolta prima di parlare!
    Per quanto riguarda la carenza di ricette precise, regole di ferro e quant’altro, che continuano a venire da economisti di ogni dove, MA TUTTE DIVERSE, per cui improponibili, cito le parole di una blogger a sua volta citata da Gramellini, che si firma Animabella:
    «C’è in giro a pochi giorni dal voto un’ansia di precisione, di dettagli, di promesse circostanziate davvero incomprensibile. Se si votasse per un dittatore dai pieni poteri di un pianeta privo di relazioni con chicchessia forse avrebbe senso chiedere ai candidati degli impegni precisi. Qui invece le condizioni reali in cui chiunque vinca si troverà a operare sono talmente tante e intrecciate tra loro – da quelle strettamente politiche a quelle economiche ed europee – che anche solo chiedere “cosa farai una volta eletto?” ha il sapore di una domanda retorica, alla quale necessariamente si deve rispondere sapendo di mentire. Io non voglio promesse, voglio prospettive. Non mi interessa sapere cosa esattamente tu vincitore farai all’indomani delle elezioni, perché non puoi saperlo neanche tu. Mi interessa conoscere i tuoi valori di riferimento, la tua idea di società, di Italia, di Europa. Cosa intendi per libertà, responsabilità, famiglia, educazione. Mi interessa conoscere l’orizzonte che ti guida, la tua utopia. Non perché ho voglia di ascoltare favole, ma per sapere quale sarà la stella polare nel corso del tuo impegno politico. E capire se sei in grado di muovere almeno qualche timido passo in quella direzione. Sarebbe già tanto. Buon voto a tutti».

    Riempiamo il parlamento di facce pulite.
    Dipende da noi.

  • flowerpower

    Premetto che l’articolo ha ragione, non hanno una politica economica. Perché con le parole puoi tutto, ma poi i numeri dicono se puoi farlo o meno. Detto ciò, e sottolineato che gli altri partiti o movimenti sono identici (forse Giannino no), esempi come Argentina, Costa Rica e Panama possono essere degli spunti da seguire. Sono sempre stato a favore dell’euro e dell’euro zona, ma ormai continuare con questo schiavismo è pura follia. Uscire dall’euro è la vera soluzione. Continuiamo a chiedere l’approvazione dei mercati, che vogliono invece togliercela per soffiarci le aziende strategiche (finmeccanica, saipem, etc.). Io non sono esperto di economia, ma in questo momento dobbiamo valorizzare noi stessi e non chiedere l’approvazione di qualcuno.

  • Mondart

    IDEM CON PATATE: se decido di tagliare la testa al Re, poco mi cale dei suoi editti …

    “Banche” e “Euro” sono le parti BILATERALMENTE sacrificabili di un sistema che si continua a prospettare nell’ immaginario come “contrapposto” e non si vuol vedere in termini di “unione”. Unione effettiva intendo, non millantata su scartoffie di trattati economici farlocchi, vero capestro di entrambe le idee ( sia di nazione che di unione … Ma sono puoi davvero dicotomiche, anzi sono puoi davvero due cose o non una sola ? Il GUSCIO dell’ uovo è cosa “altra” dal contenuto ? … boh ).

    Uscire dall’ Euro come VINCOLO STRANGOLANTE DI CAMBIO è sacrosanto e necessario; ciò detto, la sovranità monetaria può benissimo restare ad una BCE PUBBLICA con funzioni puramente amministrative e compensative. Infatti la cosa che davvero conta è che all’ interno di ogni nazione sia sempre garantito il circolo della “giusta” massa monetaria. Come in Trentino vs. Italia ( e funziona ).

    Poi ovvio che se si consente ad una banca di mettere in atto un moltiplicatore virtuale sul 2% del reale, NIENTE può stare in piedi … LA FINANZA VA DEL TUTTO RIDIMENSIONATA ( con buona pace di chi vedrà sfumare un lucro peraltro illecito ), e riportata al puro necessario che ne so, per costruire infrastrutture. E STOP.

    E chi vuole giocare al casinò vada a farlo a Sanremo: qui non è più la terra dei cachi.

  • Aironeblu

    Non c’ero a Piazza Duomo, sono a qualche decina di migliaia di chilometri, ma comprendo e condivido le tue osservazioni, soprattutto quelle relative alla realtà milanese. Credo però che il M5S supererà le tue aspettative a livello nazionale, andando ben oltre il 15-18%, che in ogni caso non sarebbe un cattivo risultato per un movimento alla sua prima entrata nella scena politica.

  • Saysana

    Economisti di qui, economisti di la’… ma che cazzo ce ne facciamo?
    Cosa hanno fatto (la maggior parte) in tutti questi anni se non sparare puttanate riportate dalla nostra libera “informazione” e infatti ne vediamo oggi i risultati?

    Una rivoluzione non e’ un’invito a cena dicevano, e allora che si soffra ma che si abbia anche una speranza di uscire da questo incubo socio-economico, almeno proviamo a farlo per chi verra’ dopo di noi, costi quel che costi.

  • Aironeblu

    Sottoscrivo tutto, un articolo veramente stupido che cerca di mandare messaggi subliminali a favore della Troika.

  • Aironeblu

    …l’Italia si è impegnata con tutti in Europa e con i “mercati”…

    Forse l’Italia di Zibordi e Giannino, non la mia. Oggi non possiamo che guadagnarne da un’uscita da QUESTA Europa.

  • Truman

    Intanto il fiscal compact è incostituzionale. Quindi va cancellato immediatamente da qualsiasi Parlamento che rispetti le leggi dell’Italia. Il fiscal compact è basato sull’idea che la vita delle persone non conta niente, mentre gli interessi da dare agli strozzini prevalgono su qualsiasi altro valore.

    E allora bisogna tornare alla politica e trovare dei politici che rappresentino il popolo italiano. Poi l’Europa (che notoriamente è un consorzio di banche, conviene chiarire di cosa si parla) o cancella il fiscal compact o se ne va per conto suo. L’Italia, con un governo che la rappresenti, è un Paese sovrano, che può ritirarsi da qualsiasi trattato quando vuole (preferibilmente venerdì dopo le 17, e dopo aver stampato un bel po’ di lire).

  • Mondart

    Anche a Zibordi, che mi è peraltro simpatico, consiglio la lettura di Mc Pirsig: “Lo zen e l’ arte della manutenzione della motocicletta”, per capire tutta la differenza tra UTOPIA e IDEOLOGIA, che vanno nettamente distinte: l’ utopia crea un moto tensivo all’ ideale da raggiungere, l’ ideologia una stasi mortale in una pseudo-convinzione.

    In mezzo c’è tutta la differenza tra mettersi in cammino e stare immobili a pontificare. Personalmente non credo ad un qualsiasi “Eden perduto” ( e quando e dove si sarebbe esattamente verificato, di grazia ? ), quanto piuttosto all’ utopia quale “qualità a cui tendere” ( e sia detto in senso lato, esulando dal topic “Grillo o non Grillo” ).

  • Cartesio

    Se dovesse succedere, e comunque Grillo è l’unica speranza che ciò possa davvero accadere, avrei un orgasmo alle 17.01

  • yago

    Sperare che l’Europa o qualcuno dei nostri politici ci tolga dai guai è da folli.
    Bisogna liberarci di entrambi . Purtroppo la cosa non sarà indolore , uscire da questa trappola significa sottrarsi alle regole della finanza internazionale che in effetti puo’ stritolarci. E’ un rischio che in ogni caso va corso perchè una lenta agonia sarebbe un dramma senza nessuna via d’uscita.
    Il mondo finanziario pero’ sa bene che lItalia non è la Grecia e nessuno puo’ permettersi di uscire indenne da un nostro fallimento.
    Grillo è la sola via d’uscita, io non ne vedo altre.

  • vetusordoseclorum

    Zibordi è un trader, che offre consigli a pagamento ad altri traders su un sito di trading che è COBRAF.COM. Insomma, “fa il sò mestè”.
    Se bazzicate su quel sito e leggete threads, opinioni, scambi di idee, capite che è frequentato da gente che non ha mai avuto un lavoro vero ma vive di mere speculazioni finanziarie e di scommesse “long” o “short”. Ovvio che chi fa questo “mestiere” ha tutto l’interesse che un movimento tipo quello di Grillo non possa avere la forza politica di attuare il proprio programma, altrimenti sarebbe costretto a lasciare la piccola speculazione fatta dal proprio PC e a trovarsi un lavoro.
    Se io faccio il macellaio, difficilmente andrò a propagandare un movimento “Vegan”.
    Comunque il pragmatismo di Zibordi lo capisco e spesso lo apprezzo, anche se sotto elezioni ognuno deve tirare acqua al proprio mulino.

  • ALEX2613

    Sono pienamente d’accordo con yago .
    Ogni giorno trovo sempre più persone che la pensano così e voteranno Grillo perchè non ci sono vie d’uscita.

  • ALEX2613

    Avanti con una bella pulizia !
    Forza Grillo !

  • Hamelin

    Ottimo Articolo.
    Grillo sicuramente convince gli Italiani nel Cuore ma non nella Mente .
    In questo paese fatto di dicotomie fasulle ed insanabili , dove la gente segue sempre o il rosso o il nero ( senza nemmeno preoccuparsi se ci sia l’effetiva possibilità di seguire entrambi ) , non si riesce mai a trovare una soluzione che porti Equilibrio , per questo il paese Italia è insanabile.
    Il M5S è abbastanza ambiguo su tutto l’affair Europa ,infatti non va apertamente contro per inimicarsi buona parte dei votanti e non approva per non inimicarsi l’altra parte .
    Dai numeri è palese come tutto cio’ che il M5S si presupponga di fare va in aperto contrasto con tutti gli accordi Europei .
    Grillo vuole fare una rivoluzione e rifondare la costituzione in Italia ,senza toccare gli accordi con l’Europa ? Palesemente impossibile .
    Il punto focale del disastro Italiano sono le imposizioni Europee che depauperano il nostro paese a vantaggio degli altri peasi “Forti” dell’Eurozona .
    Per il momento sembra che lo scopo di Grillo sia quello di prendere voti ,poi cosa farà chi lo sa…
    Sicuramente un ottima scommessa…
    Ma sarà quella vincente ?
    Personalmente non credo (la scelta vincente per me è il non voto) ,come non credo che L’Italia abbia anche solo 0.01% di possibilità di farcela a scampare il destino Greco prossimo venturo.

  • Hamelin

    E quando mai Grillo avrebbe ripudiato l’Europa ?
    Questa mi manca …

  • Giancarlo54

    Purtroppo l’articolo dice la verità, o meglio descrive quella che è la realtà. Che poi la realtà non piaccia, E A ME NON PIACE PER NIENTE, questo è un altro discorso. Ma non si può pretendere di nascondere la realtà. la realtà è questa. la realtà sono i mercati che ci guardano con il fucile puntato e sono pronti ad affondarci al minimo errore (errore secondo loro). Finchè stiamo in questo sistema, possiamo dire e sognare tutte le cose di questo mondo, ma la realtà è quella che l’articolo dice. Grillo e il M5S non hanno nessuna politica economica da contrapporre a questo sistema. Da questo sistema se ne esce solamente con una Rivoluzione, Rivoluzione che comunque comporterà per tutti lacrime e sangue. In quanto sono disposti a fare questa Rivoluzione? Saremo un centinaio in tutti Italia? Un centinaio penso sia tutto grasso che cola. Signori guardiamo in faccia una benedetta volta la realtà. Se anche Grillo vincesse e governasse, la prima volta che il nuovo governo italiano va a Bruxelles a pensare di “rinegoziare” il MES, oltre al no della kulona si becca un tracollo dei mercati e lo spread a 600. Poi ne riparliamo.
    Ripeto, da questa trappola si esce solo con la Rivoluzione (con relativo codazzo di lacrime e sangue) sennò conviene starsene a casa oppure votate Monti o Bersani.

  • Hamelin

    Discorso errato a mio parere .
    Metti un buon Zibordi o un Bagnai al ministero delle finanze e ti risollevano il pease in un batter d’occhio.
    Il problema è che la maggior parte degli “Economisti Non Allineati ” ai diktat della finanza mondialista vengono ostracizzati e messi a tacere.
    I risultati di oggi sono dovuti alla massa di ignoranti che non sanno nulla di economia e non capendo approvano farabutti tipo Monti ( che non sa nulla di economia , ma si intende bene di affari… ) che passano da grandi luminari .
    Chi è lo stolto ?
    Colui che dice baggianate ( per interesse ) , o colui che se le beve tutte d’un fiato ( per ignoranza ) ?

    PS : Le rivoluzioni se è per questo non le si fanno neanche a pancia vuota …

  • Giancarlo54

    Purtroppo l’articolo dice la verità, o meglio descrive quella che è la realtà. Che poi la realtà non piaccia, E A ME NON PIACE PER NIENTE, questo è un altro discorso. Ma non si può pretendere di nascondere la realtà. la realtà è questa. la realtà sono i mercati che ci guardano con il fucile puntato e sono pronti ad affondarci al minimo errore (errore secondo loro). Finchè stiamo in questo sistema, possiamo dire e sognare tutte le cose di questo mondo, ma la realtà è quella che l’articolo dice. Grillo e il M5S non hanno nessuna politica economica da contrapporre a questo sistema. Da questo sistema se ne esce solamente con una Rivoluzione, Rivoluzione che comunque comporterà per tutti lacrime e sangue. In quanto sono disposti a fare questa Rivoluzione? Saremo un centinaio in tutti Italia? Un centinaio penso sia tutto grasso che cola. Signori guardiamo in faccia una benedetta volta la realtà. Se anche Grillo vincesse e governasse, la prima volta che il nuovo governo italiano va a Bruxelles a pensare di “rinegoziare” il MES, oltre al no della kulona si becca un tracollo dei mercati e lo spread a 600. Poi ne riparliamo.
    Ripeto, da questa trappola si esce solo con la Rivoluzione (con relativo codazzo di lacrime e sangue) sennò conviene starsene a casa oppure votate Monti o Bersani.

  • Giancarlo54

    Infatti, quando mai?

  • Aloisio

    scusate ma per me il commento di antitrader è un tipico commento da c….ne

  • guru2012

    Grillo ha parlato di referendum “sull’europa” il cui risultato, magari, sarebbe quello di rimanere dentro, ma almeno ce ne potremmo fare una ragione..

  • Hamelin

    Ottimo commento.
    Se non uscire dall’Euro almeno rinegoziare tutti i trattati.
    Se minacciassimo l’Uscita credo che potremmo iniziare a trattare alla pari e non prendere ordini come schiavi dalle “Eminenze Grigie” di Bruxelles.
    Ad ogni modo i Tedeschi sanno già che l’unione monetaria verrà rotta , si vocifera che stiano già stampando i nuovi Marchi in Svizzera .
    Ieri Daimler ha emesso un obbligazione scadenza 2015 con una clausola di garanzia per l’Italia che recita : “Il debito potrà essere restituito in una moneta che al momento dei pagamenti nell’agosto 2015 sarà la valuta con corso legale in Italia”.

    Fonte :http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201302151044-eco-rt10065-euro_daimler_bond_con_protezione_per_eventuale_uscita_italia

  • guru2012

    Le rivoluzioni “lacrime e sangue” hanno sempre prodotto mostri e poi, voglio vedere, se smettiamo di fare gli schiavi noi, ci sarà una reazione a catena.

  • qasiqasi

    le seghe mentali degli economisti sono proposte per confondere e sfruttare l’ignoranza e la buona fede dei creduli.non è vero che non si possano sistemare le cose.occorre solo onestà e buona volontà.a tutto c’è rimedio.l’importante è mettere in condizioni di non nuocere i parassiti della società con i loro cantori, i loro paraninfi,i loro manutengoli.voterò m5s e poi si vedrà. se non basterà passeremo alla ghigliottina.

  • Hamelin

    L’Italia non è un paese sovrano dal 08/09/1943 .

  • Hamelin

    Appunto …”un se , forse , si vedrà … “a casa mia è diverso da un “NO” .

  • Hamelin

    Se tutti quelli che pensano di usare la Ghigliottina verso altrui persona si renderessero conto di poterci finire sotto , credo che non la rispolvererebbero cosi’ spesso e volentieri …

    Il Giudizio Umano non è cosi’ infallibile , soprattutto quando va a braccetto con il Kaos …

  • totalrec

    Per fare una rivoluzione occorrono fucili e carri armati. Grillo ne ha?

    Per attuare il programma di Grillo occorre uscire dalla gabbia dell’Europa e dell’euro; e per uscire dalla gabbia occorrono fucili e carri armati. Grillo ne ha?

    Se non ne ha può riempire tutte le piazze che vuole e farle ballare al ritmo della macarena: non serve a un cazzo. Saprò che un politico non sta solo facendo prendere aria alle tonsille, quando si presenterà ad un comizio con il mitra in pugno. Fino ad allora, a votare Grillo andateci voi ché a me mi vien da ridere (o più spesso da piangere, a seconda dell’umore).

    (GF)

  • mixi

    condivido tutto.

  • Arcadia

    chiamiamoli…”effetti collaterali”….

  • yago

    Se Grillo parlasse ora , in campagna elettorale , di uscire dall’euro , sarebbe massacrato dalla stampa di regime e spaventerebbe coloro che sono stati assuefatti all’euro, descritto come cosa buona e giusta.
    Proporre un referendum significherebbe far discutere sul tema e far venir fuori la verità. La gente non è preparata a rivedere l’Italia come una nazione sovrana e molti credono, in perfetta buona fede, che sarebbe meglio farci governare dai tedeschi che dai nostri politici. Per aver detto ” eppur si muove” qualcuno passo’ i guai , eppure èra una cosa ovvia e scontata. Il grillismo stà diventando un pericolo enorme per il potere consolidato e rischia di cotagiare tutta l’Europa.

  • hobie

    Gobetti diceva che il fascismo, ovvero la delega in bianco all’uomo forte, è l’autobiografia degli italiani.
    Il problema è che la massa di tali italiani è tenuta dai media di regime in una apnea di ignoranza che legittima e perpetua il sistema.
    La verità è che lo stato nazione come esperimento storico è finito, per lo meno per l’italia, un paese eternamente incompiuto.
    La verità è che questa europa dei banchieri fa (per assurdo) rimpiangere quella dei nazisti.
    Il grido di dolore e di rivolta di Grillo (in fondo perbenista e piccolo-borghese, non certo rivoluzionario) servirà solo, semmai vincerò il M5S, a farci cambiare padrone, ma il sistema che delega il potere a una casta resterà immutato.
    Non resta che, potendo, abbandonare questo paese di merda e andare in Sud America, dai Chavez, dai Correa dalle Rousseff…dove hanno mandato a farsi fottere mercatismo del FMI e monetarismo della Troika, e dove possiamo andare a prendere lezioni dii democrazia.
    Votare non serve più a nulla. Serve la disobbedienza civile, il boicottaggio, lo sciopero generale, l’autogestione, l’autoorganizzazione e poi la rivoluzione. Solo così si fa la storia. O crediamo veramente alla favoletta di regime che “siamo in democrazia” e che facendo una croce su un pezzo di carta faremo la rivoluzione….se votare servisse veramente a qualcosa, non ce lo lascerebbero fare. E’ incredibile come lo spettacolo delle loro elezioni possa ancora farci cascare qualche ingenua anima candida, ma tant’è: la forza dei media di regime (votaAntonio)…sic

  • yago

    Se ho un credito faccio del tutto affinchè il mio creditore non fallisca. Se penso di non riavere nulla , mi accontento anche di riavere una sola parte.
    Il mondo finanziario fa la stessa cosa. Fin quando Monti-Bersani-Berlusconi lo riassicura che spremerà pr bene gli Italiani pur di fargli pagare debiti ed interessi , sono tranquilli e nessuno si preoccupa tranne gli Italiani, naturalmente.
    Se gira il vento la smetteranno di giocare con gli spread e con tutte le furbate finanziarie. Tutti cercano di suggerire soluzioni ai poteri veri , ma dimenticano che questi le soluzioni le conoscono benissimo, solo che semplicemente applicano quelle che gli convengono. Sicuramente far uscire soldi dalle tasche degli Italiani per loro attualmente è la cosa piu’ conveniente.

  • hobie

    NON PAGARE LE TASSE DI QUESTO REGIME LADRO E INFAME. – NON COMPRARE I LORO GIORNALI – NON GUARDARE LE LORO TV – NON COLLABORARE CON LA LORO BUROCRAZIA , LE LORO BANCHE, I LORO SBIRRI – AUTORGANIZZARSI – AUTOGESTIRSI – USCIRE DALL’EURO SUBITO – SOVRANITA’ TOTALE POLITICA E MONETARIA E IN CULO L’EUROPA DEI TECNOCRATI – NORIMBERGA PER POLITICI E BANCHIERI – ETC
    Vedi, non c’è solo il voto e sono quasi tutto cose che possiamo fare tutti noi da subito (io ad altri già siamo su tale cammino, quando smetterete di credere alla farsa di questo stato, allora il mostro morirà, ma finchè ci credete e lo votate persino, il sistema non cadrà mai). Serve una RIVOLUZIONE. ORA!

  • Truman

    Diceva un nostro vecchio amico:
    I) Combatti le strategie del nemico;
    II) Combatti le alleanze del nemico;
    III) Attacca le fortezze del nemico.

    Il mitra serve dopo. Il Parlamento non è una fortezza.

  • hobie

    SOMARI INEBETITI: Quoto parola per parola. Non potevi dirlo meglio. E i somari non fanno la Rivoluzione. Purtroppo, come diceva Montanelli, in italia la rivoluzione la si fa solo col sindaco in testa a lgruppo e coi carabinieri.
    E’ un paese dii merda, con la pancia troppo piena, sempre più egoista e razzista, sempre più cieco e arrogante, con politici bugiardi e ladri e banchierii corrotti e onnipotenti. Ma i somari, catodicamente eterodiretti dai media, sopportano pazienti, sine die… questa è l’itsalia, sic…

  • giovannizibordi

    [… E’ ORA DI FARE UNA BELLA FRITTATA E QUINDI QUALCHE UOVO BISOGNA PUR ROMPERLO……..una rivoluzione non e’ un’invito a cena dicevano, e allora che si soffra ma che si abbia anche una speranza di uscire da questo incubo socio-economico, almeno proviamo…]
    ==============================================================================

    OK. Avete ragione nel volere un cambiamento radicale, una rivoluzione e rompere le uova, ma dicendo che esiste anche il freddo lato economico si intende che l’Italia non è un paese semplice come l’Ecuador composto di peones sfruttati e latifondisti e politici corrotti sfruttatori. E’ un grande paese con della ricchezza e dell’industria e che HA ANCORA TANTO DA PERDERE. La gente si rivolta quando non ha niente da perdere, ma non è il nostro caso in Italia ora. Nemmeno in Grecia, dove ora vendono il cibo scaduto nei supermercati, la gente si è rivoltata. Hanno rivotato l’anno scorso i partiti di prima e la maggioranza dei greci è anche ora contro l’uscita dall’Euro per cui anche il partito di opposizione, Siryza, dice che non può proporre di uscire dall’Euro. E in Spagna dove sono messi peggio di noi a parte gli indipendentisti catalani non ci sono segni di rivolta su scala nazionale
    ————————————————————————————————————————-
    L’Italia non è composta solo da quelli che leggono siti come questo, siamo in 60 milioni di persone di età media sopra i 40 anni, che in totale hanno circa 7 mila miliardi di euro di ricchezza (immobili, soldi, bonds, fondi….), circa mezzo milione di piccole aziende e 5 milioni di partite iva, 2 mila miliardi di debito pubblico e 1.6 miliardi di debito privato. Qui su DonChisciotte o sul mio sito siamo quattro gatti alla fine, bisogna anche indicare una soluzione logica al problema economico di 60 milioni di italiani (opposta all’austerità).
    Perchè ci sono forze politiche e finanziarie fuori dall’Italia che possono stritolarci, non è un modo di dire, vedi l’Estonia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e ora in parte anche le piccole imprese e il commercio da noi
    ————————————————————————————————————————————
    Bisogna ANCHE parlare dei numeri, rifiutare la logica economica in blocco ed esprimere rabbia e speranze non funzionerà più di tanto. Anche voi a casa vostra e nel vostro lavoro non andate vanti solo a rabbia e speranza. Beppe Grillo e Casaleggio hanno scelto di giocare sulle emozioni di speranza e la rabbia stando”fuori” da tutto, dalla logica dei media, dai dibattiti, dalle alleanze, dalla scelta di personaggi credibili capaci di discutere, dall’economia…Funziona bene per lanciare un movimento in una situazione di crisi, ma quando arrivi al 20% dei voti hai delle responsabilità nazionali. E dovrai affrontare l’Europa, la BCE, il mercato finanziario, i dibattiti, i media, le alleanze, la scelta di centinaia di persone qualificate in posti di responsabilità e la fottuta economia….

  • yago

    Se il voto a Grillo non servirà a niente, averlo votato di sicuro non sarà stato un dramma. Non votare invece significa far decidere chi vince a coloro che vivono con i proventi della politica.

  • yago

    Perchè ci sono forze politiche e finanziarie fuori dall’Italia che possono stritolarci, non è un modo di dire, vedi l’Estonia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e ora in parte anche le piccole imprese e il commercio da noi

    Perchè non lo stanno già facendo? Ci tengono in piedi per depredarci lentamente ,ma inesorabilmente. Se ci fosse un barlume di speranza il tuo discorso avrebbe senso, ma purtroppo , dati e numeri alla mano, non abbiamo vie d’uscita.

  • Truman

    @Giancarlo54: dici la realtà sono i mercati che ci guardano con il fucile puntato.

    Intanto la realtà è una parola abusata. Lo spiegava Keynes che quasi tutto ciò che riguarda il denaro è basato sulle aspettative e i desideri delle persone, non su una fantomatica realtà. Del resto l’economia è un sottoassieme del sociale e nel sociale è noto da tempo il fatto che la realtà è una costruzione umana.
    Insomma nel sistema ideologico dei biscazzieri della finanza l’unica realtà è quella che dà loro da mangiare. La nostra realtà può essere molto diversa, basata sulle persone invece che sui tassi d’interesse.

    Ma i mercati sono pronti a sbranarci…
    Ricordo un mio vecchio amico, un campagnolo duro, di quelli abituati a trattare con il mondo della natura. Robusto e temprato, non aveva paura di nulla, o quasi…
    Raccontava questo mio amico di quando una volta, andando per campi, si trovò di fronte un cane enorme che gli si lanciò addosso ringhiando. Il suo riflesso fu di girarsi e scappare via, ma il cane era molto grosso e molto poco amichevole e il pensiero fu: “Se scappo questo mi sbrana!”.
    Il mio amico si rigirò verso il cane e si piantò a gambe larghe, pronto a combattere, con le mani in alto, pronte a calare sul collo del cane.
    E il cagnone si bloccò, si fermò a distanza e cambiò tono, il ringhio diventò quasi un guaito e poi indietreggiò.

    Vabbuò, non facciamola lunga, le uniche battaglie veramente perse sono quelle che uno ha paura di combattere, quelle che dà vinte in partenza al nemico. E non ci sono mai sconfitte vere quando dopo la sconfitta ci si rialza e si riprende a combattere.
    Noi non ci arrenderemo.

  • Truman

    Giovanni, per andare a capo nei commenti, basta che digiti
    <br>

    lo puoi anche copiare dal mio testo. Fai una prova con l’anteprima del commento se non ti è chiaro.

  • mincuo

    Sicuramente non è gente delle più raccomandabili per fare le Rivoluzioni che hanno in testa i TAO e i TRUMAN. E per fortuna. Quelle le abbiamo già viste. Con il PARTITO, la Linea Del Partito, i Capoccia del Partito, la Polizia Politica del Partito, la Burocrazia che ingrassa col Partito, il lavoro forzato o coatto del Partito, e la gente nella merda peggio di prima in fila con la tessera per un tozzo di pane, e dall’altra parte il solito manipolo di lestofanti, ladri, e assassini miliardari del Partito.

  • mincuo

    E’ sbagliata l’ottica di Zibordi. E anche di molti qui. Sotto il profilo economico e programmatico non vale niente. E’ il profilo culturale, il cambio di alcune logiche a cominciare da quello che hanno in bocca sempre tutti: “il sistema” senza domandarsi mai “che caxxo è questo sistema in fin dei conti”? E’ quello di dx e sx, falsi opponenti. Questo è un cambio culturale. Che non è neanche attuato del tutto nemmeno all’interno del movimento di Grillo, visti molti commenti, perchè parecchi pensano sia un modo per fare la solita rivoluzione targata da una parte, coi suoi stereotipi,e i suoi imbrogli, e come risultato il solito gruppo di potere, e la solita oligarchia finale. Ci vuol tempo. Il valore è instillare l’idea che è possibile la distribuzione di decisioni reali a partire dal basso, e cne consegue lo smantellamento di parecchie intermediazioni politiche, un altro valore è il controllo dell’operato, sun altro sta nell’apertura a un’informazione e conoscenza che riduca almeno indottrinamento di massa (la storia di internet gratis, di una rete TV, di togliere finanziamenti editoria è quello in sostanza). Poi altre cose, cambio di linguaggio, valore delle parole, valore dell’esempio ecc…
    Sullo specifico, governare, programmi, politica economica, finanziaria, non c’è molto salvo anche lì dei principi, e cioè un cambio culturale: l’idea che si può “ridiscutere” quello che hanno inculcato che sia “indiscutibile” come l’Europa, il debito ecc..
    ll valore sta nell’aver capito che sono tutte cose preliminari e necessarie solo a rendere minimamente possibile una società differente. E anche che possono influenzare i comportamenti degli altri, se trovano sempre più consenso.
    Il loro compito in Parlamento e fuori, nei media, e tra a gente, è soprattutto parlare. Non si cambia cultura in quattro e quattr’otto.

  • nuvolenelcielo

    Con il 30% di indecisi fino all’ultimo, il M5S può anche vincere le elezioni.
    Non è che un indeciso vota Pd o Monti per intenderci… l’indeciso è guidato all’ultim dall’emotività non dalla razionalità. Comunque è un’ottima cosa essere nel paese delle Meraviglie…, non vedo la preoccupazione. La razionalità non ha MAI fatto le rivoluzioni e MAI le farà, perché è una funzione secondaria nell’essere umano.

  • gm

    In realtà il voto a grillo (che m’è pure simpatico) minimo farà perdere altri anni per una vera presa di coscienza degli italiani. Questo insistere da parte di alcuni commentatori nel denunciare il presunto carattere controproducente del “non voto” è solo dimostrazione

    1) di essere pervicacemente attaccati al mito del voto

    2) di non afferrare il rivoluzionario valore psicologico di una generale presa di coscienza dell’inganno che si cela dietro il rito delle elezioni (almeno in questo momento e in questo paese)

    3) di non afferrare che solo dopo questa generale presa di coscienza potranno aprirsi prospettive di cambiamento.

  • yago

    Tra coloro che non votano ci sono moltissimi che hanno di meglio da fare che perdere tempo per recarsi ai seggi. Quanti siano gli ideologi del partito del non voto rimarrà sempre un mistero ed assimilarli ai qualunquisti è un gioco da ragazzi. Se si riuscisse ad organizzare un partito degli astenuti il discorso sarebbe diverso , ma cosi’ non è. Andando a votare in ogni caso non si fà nessun danno ad un partito che non c’è. La scheda bianca è almeno un segno di protesta.

  • mincuo

    Il Trentino lo paga da 50 anni il resto d’Italia. Quale giusta massa monetaria? Hanno tirato bombe dagli anni 50 fino agli anni 70 compresi.
    Che stai a dire?

  • mincuo

    Solo per dirne una: 9000 EUR all’anno di risorse per abitante, PRO CAPITE, contro i 1500 di un Veneto. Il 90% delle imposte pagate in Provincia.
    E’ il modello “paghi tu” anche per me, io no, e poi fottiti.
    Mondart e i “concetti”. Il “modello” Trentino. E la “giusta massa monetaria”, pensa un po’.

  • svenassel

    Caro Zibordi, lo capisce l’italiano o no ?? Sono mesi, e 70 piazze che spiega il programma del M5S molto precisamente: ridiscutiamo ogni accordo, ogni legge, ogni debito seduti ad un tavolo. Più concreto di così!!

  • Jor-el

    L’ha detto a Trento e a Bologna, pochi giorni fa. Fuori dall’Euro e sovranità monetaria. http://www.youtube.com/watch?v=C-Dcu33UPzQ

  • flowerpower

    Quando parlo con qualcuno che mi dice di fare la rivoluzione alla ‘vecchia maniera’, la mia risposta e questa:

    Rischieresti tutto quello che hai ora per avere, forse, qualcosa in più domani?

    Puntualmente, le risposte arrivano dopo svariati secondi e gli occhi che mi rispondono non sono mai sicuri della risposta. Perché sanno che sarebbe giusto (o nobile), ma in effetti stare peggio non piace a nessuno.

    Quello che voglio dirti e che per fare la rivoluzione ci devono essere delle condizioni di disperazione sociale che attualmente non ci sono, pertanto forse votare m5s è un modo alternativo (e perché no, moderno e cosciente) di fare una piccola rivoluzione e magari spingerci verso il sud america. Io comunque sto aspettando il giorno dell’indipendenza.

  • A-Zero

    di Lucio Garofalo

    Detesto gli stereotipi e i luoghi comuni, che sono tanto comodi quanto banali. Non sono abituato a valutare con superficialità o pregiudizi, tantomeno sono incline ad emettere facili sentenze, dall’alto in basso. Più semplicemente mi sforzo di pensare con la mia testa, cercando di vagliare bene i fatti e le situazioni, per penetrare in profondità le cose ed afferrare la sostanza del reale. In altre parole, mi piace esercitare la capacità di riflessione e di giudizio autonomo. Una sana abitudine poco apprezzata nel nostro Paese.

    Ebbene, a parte i “vaffa” urlati al vento, che lasciano il tempo che trovano e chiunque può restituire al mittente, a parte i facili improperi destinati (giustamente) alla Casta partitocratica e ai suoi servi in livrea, a parte le manifestazioni di folclore, a metà strada fra neoleghismo e girotondismo, vorrei esternare i miei convincimenti personali.

    Credo che l’opposizione alla classe dirigente di questo sventurato Paese (sventurato anche per i movimenti di rigetto e di protesta che periodicamente produce, a partire dal fascismo squadrista negli anni ’20 del secolo scorso, per approdare alla Lega Nord negli anni ’90) non può estrinsecarsi o limitarsi ad un generico ed inconcludente “vaffa” che non risolve nulla e che chiunque è in grado di urlare facilmente all’indirizzo di un ceto politico composto in gran parte da corrotti, parassiti ed affaristi senza scrupoli, cinici, inetti, imboscati, ladri ed evasori, inquisiti, banditi, mafiosi e chi più ne ha ne metta.

    Questo è un dato di fatto talmente evidente che non mi azzardo a contestare. Al contrario, sono il primo a pronunciarmi aspramente contro la Casta (o la Cosca, che dir si voglia), anzi le Caste e le Cosche di questo Paese. Sono il primo a criticare ferocemente e radicalmente il sistema politico-economico dominante. Ma con altri metodi, altri contenuti e altre forme, soprattutto con altre intenzioni e altre ipotesi di soluzione. Che non hanno nulla a che spartire, ad esempio, con la proposta di esclusione dalla cittadinanza e dai diritti politici di quei precari, disoccupati, operai che, in seguito ad un improvviso licenziamento, sono costretti alla fame o alla ribellione, rischiando la galera e subendo così una censura e una condanna penale. E perdendo, di conseguenza, ogni diritto a candidarsi e ad essere eletto. Insomma, oltre al danno ricevuto (anzi, i danni: licenziamento e carcere), il povero operaio deve subire anche la classica beffa.

    Per sgombrare il campo da eventuali equivoci vorrei spiegare le ragioni che hanno indotto a schierarmi apertamente contro il movimento grillino. Anzitutto perché diffido di qualunque sedicente “moralizzatore” della vita pubblica, specie se trattasi di un ex comico che sparavaffa a raffica. Troppo facili, troppo scontati e convenienti. Con i vaffa non si crea e non si risolve alcunché, e tantomeno si distrugge. D’altronde, così come si ricevono, i vaffa si possono anche restituire al mittente. Inoltre, visto il tipo di protesta a metà strada tra leghismo e girotondismo, e considerate le rivendicazioni avanzate dal movimento, in parte giustizialiste e giacobine, in parte forcaiole, francamente non vorrei ritrovarmi a cuocere dalla classica padella nella brace più rovente, non vorrei dover rimpiangere alla fine l’odiata, maledetta Casta partitocratica.

    Insomma, il ciclone “a 5 stelle” spazzerà via il Palazzo istituzionale in cui si ripara la Casta dei partiti e dei comitati d’affari, e mi potrebbe anche stare bene, ma cosa propone? Quali ipotesi alternative suggerisce e propugna questo movimento pronto ad abbattersi sulla Casta/cloaca come un uragano purificatore? Si invoca un nuovo Parlamento? Semplicemente“ri-pulito”, un Parlamento più “pulito” ed “ordinato”, cioè più disciplinato, allineato ed obbediente? Tutto qua? Dunque, l’idea promossa dal “popolo grillino” è di passare dal“cretinismo parlamentare” al “cretinismo neoparlamentare”? Personalmente potrei anche condividere l’incazzatura e la rivolta del movimento grillino contro l’immondizia e la corruzione del sistema partitocratico borghese (un sentimento sincero che nutro da sempre), ma non posso approvare l’istanza classista e codina contenuta nel disegno di legge per un“Parlamento pulito”.

    Da tali ragionamenti discendono le perplessità che nutro rispetto all’origine e alla matrice disfattista e qualunquista, ovvero autoritaria e poliziesca, del movimento catalizzato attorno alla figura del Grillo Sparlante. Comunque, ancora una volta voglio riassumere in breve la mia posizione critica. A costo di annoiare a morte chi mi legge.

    Quanti sono i giovani precari, i disoccupati, gli operai indifesi che, una volta licenziati, senza uno straccio di lavoro, privi del misero reddito necessario a mantenersi e a mantenere le proprie famiglie, sono costretti a ribellarsi e a manifestare la propria rabbia, per cui corrono il rischio di finire in prigione con l’inevitabile conseguenza della schedatura e della fedina penale censurata? Troppi. E non avendo i soldi per difendersi adeguatamente, per pagare un buon avvocato, non possono ottenere giustizia. Cosa che invece possono concedersi facilmente i ricchi e i potenti, raramente inquisiti, i banditi legalizzati dell’alta finanza, i mafiosi, i corrotti e corruttori che non andranno in galera.

    Inoltre, vorrei rammentare cosa diceva Pier Paolo Pasolini quasi 40 anni fa. Il suo genio“profetico” aveva immaginato e prefigurato che in Italia “il fascismo potrà risorgere a condizione di chiamarsi antifascismo”, vale a dire “grillismo”. Penso altresì alla tesi di Gramsci sul “sovversivismo delle classi dirigenti” in un Paese anomalo e singolare come l’Italia. Un Paese in cui i vari movimenti di protesta e di rigetto antipartitocratico (ed antidemocratico) che si sono avvicendati sin dai tempi del fascismo negli anni ’20 del secolo scorso, per finire alla Lega Nord, passando per il Fronte dell’Uomo Qualunque del 1944 ecc. si rivelano, una volta giunti al potere, più perniciosi ed aggressivi del sistema di potere più retrivo che intendono contestare, della classe dirigente più inetta e corrotta che si propongono di sostituire, dell’ordine più coercitivo ed oppressivo che mirano a sovvertire, a rendere più “ordinato e pulito”, cioè più autoritario e repressivo.

    Usando una metafora chirurgica si potrebbe immaginare che dopo l’ennesimo “trapianto” di organi praticato sul corpo ormai incancrenito del sistema politico italiano, ci si potrebbe attendere il classico rigetto o l’invocazione di un altro inutile “trapianto” per procedere penosamente, con una sorta di “accanimento terapeutico”, fino allo stadio terminale di una malattia incurabile e letale. Restando in tema, la soluzione più giusta sarebbe quella di sopprimere e seppellire definitivamente il corpo decrepito e putrefatto dello Stato borghese, per provare a costruire, se possibile, una società radicalmente rinnovata e migliore, non più ammorbata da “affezioni tumorali”.

    Inoltre, mi permetto di formulare una breve chiosa a proposito dello spazio eccessivo concesso dai mass-media ad una figura come quella del Grillo Urlante, l’eroe del momento, osannato e celebrato da schiere di seguaci adoranti che hanno riempito le piazze, dove ha ricevuto non solo ovazioni ma pure contestazioni che, guarda caso, sono state censurate dai media. E’ curioso che un personaggio simile, già popolare in veste di comico, oltretutto miliardario, abbia usufruito di un’enorme cassa di risonanza che nessun altro, nemmeno Silvio Berlusconi, ha mai ottenuto, malgrado detenga il controllo di varie emittenti televisive e di altri organi di stampa, di informazione e di pubblicità.

    In pratica il movimento di Grillo è fuoriuscito dalla cosiddetta “democrazia virtuale” che viaggia sulle reti web e che va salvaguardata in quanto è attualmente l’unica forma di“democrazia partecipativa” esistente in Italia. Almeno finora. Ebbene, in questa campagna elettorale il Movimento 5 Stelle, anzi il suo capo, che ha deciso di disertare le televisioni, rinunciando a partecipare ai vari talk-show riservati alle chiacchiere della farsa elettorale, ha goduto di un’ampia e generosa ospitalità proprio da parte delle trasmissioni televisive boicottate. Il sospetto, più che legittimo e fondato, è che tale movimento vagamente e confusamente ribelle e protestatario, serva a limitare l’area dell’astensionismo che, se si replicasse il dato registrato in Sicilia, rischierebbe di formare un parlamento delegittimato, ossia privo di quella quota di consenso necessaria al prossimo esecutivo per imporre nuovi sacrifici e nuove porzioni di miseria a scapito delle fasce più deboli e indifese della società italiana. E non è un caso che lo stesso Beppe Grillo abbia più volte sottolineato che senza il suo schieramento politico, che riesce ad intercettare e ad istituzionalizzare le pulsioni di rabbia collettiva e di rivolta popolare, probabilmente ci troveremmo già da tempo in un contesto insurrezionale. Per cui il ruolo di “diga” svolto dal Movimento 5 Stelle di fronte ad eventuali, ipotetiche sommosse o ribellioni di massa, viene focalizzato dallo stesso “guru” del movimento.

  • totalrec

    Il mitra serve dopo. Il Parlamento non è una fortezza.

    Il mitra serve subito. Sia perché il tenerlo in pugno è una garanzia di serietà politica che attira gli elettori, sia perché in presenza di esso i brogli a tuo danno nel conteggio dei voti tendono a ridursi a dimensioni accettabili (o addirittura a favorirti). Inoltre, il Parlamento non sarà una fortezza, ma diventa un fortino assediato nel momento stesso in cui una forza politica che sia REALMENTE alternativa (quindi non il M5S) ne conquista la maggioranza. Meglio dunque prepararsi a difendere ciò che si vuole conquistare o la conquista durerà lo spazio di un mattino.

    (GF)

  • Mondart

    Mincuo, qual’è il tuo problema, si può sapere ??

  • totalrec

    Aggiungo che nel momento in cui si intima a qualcuno di uscire da un dato luogo “con le mani alzate” è consigliabile avere in pugno un’arma di qualche tipo, possibilmente da fuoco, se non si vuole rischiare che i minacciati, dopo l’iniziale sconcerto, si coalizzino contro la fonte dell’intimazione facendone prevedibile scempio.

    (GF)

  • guru2012

    È vero che non c’è solo il voto e che servono azioni concrete, ma per restare in tema, quella di Grillo è una chiamata al “popolo” per farsi comunità, non la richiesta di una delega di rappresentanza. Non molto lontano da quanto tu auspichi, in fondo. Poi si può pensare che grillo stia bleffando e allora è un altro discorso.

  • Georgejefferson

    e nelle rivoluzioni popolari…chi dava in mano il mitra?Il popolo stesso?

  • Georgejefferson

    bella…ma io non capisco cazzo Truman..Siamo in guerra da 3000 anni ed ogni minimo miglioramento(minimissimo)viene svilito ancor prima di cercarlo solo perche si vorrebbe il mondo migliore(non il paradiso)da domani mattina altrimenti tutto e’merda…e solo perche “sicuramente”quel mondo,se mai sara…non potremo vederlo.Bah!

    .

  • Jor-el

    Non è proprio così. In realtà l’articolo allude chiaramente al fatto che la recessione in Italia non è imputabile ai politici, ma conseguenza di fattori ESTERNI (primo fra tutti l’Euro). Se non ci si sottrae alla gabbia dell’Euro sarà completamente inutile “mandare a casa” chi ci ha governato fino ad oggi, perché anche la “gente normale” del M5S non potrà far di più e meglio di quanto abbiano fatto destra, sinistra e centro. Non sarà sufficiente rifiutare i i rimborsi elettorali, tagliarsi gli stipendi, far restituire il maltolto ai ladri. Non basterà a fare riaprire le aziende che hanno chiuso in questi cinque lunghi anni di crisi a catena che sono arrivate tutte dall’estero. L’unica speranza è che Grillo di queste cose è consapevole. Il suo accanimento contro la casta è strumentale, ha scelto di entrare in parlamento e deve farsi spazio. Ma il problema vero è che i politici sono impotenti, che in queste condizioni lo stato è impotente. I futuri eletti del M5S non avranno più possibilità dei politici di oggi. Solo i cittadini, solo il popolo può salvare se stesso. Ci vuole una rivoluzione vera, non un “voto di protesta”.

  • tuccia

    Scusa…ma questi dati cosa significano? premetto che non vorrei dire eresie, in quanto la materia mi è, diciamo, ostica…ma 1. qui la situazione per quanto riguarda la spesa pubblica/abitante (presumo tu intenda quello con risorse/abitante) mi sembra un po’ diversa http://www.dps.tesoro.it/cpt/bd_cpt/serie-storica/spese/pa/tipologia_di_soggetti/LG_CTtab4_1PA.xls con un rapporto trentino/veneto di 2:1
    2. se i numeri sono “regionali”, invece, bisogna ricordarsi le diverse competenze delle 2 pubbliche amministrazioni

    ciao

  • RicBo

    non capisco perchè si continuino a ripubblicare qui articoli da un sito e da un personaggio che hanno una formazione ed una impostazione puramente finanziaria-economica ed un linguaggio che è essenzialmente quello del Potere, come se le idee di questo Zibordi fossero influenti per le sorti del Paese

  • cardisem

    Non credo che l’economia sia una scienza…. Viene prima la decisione politica, poi i ragionieri ed i mastri di conti dovrebbero seguire i dettami della politica… Invece si sono inventati i Mercati, che nessuno sa chi e cosa siano, ma tutti si prosternano davanti al… Mercato!

  • nuvolenelcielo

    perché non è il sito del tuo comitato di partito?

  • gm

    se gli astenuti fossero numerosi quanto e più degli astenuti nelle ultime votazioni in sicilia, nessuno potrebbe mai attribuire quelle astensioni al fatto di “avere altro da fare”! Sarebbe un segnale chiarissimo del rifiuto da parte delle persone (preferisco usare il termine popolo) di questo ignobile, infame inganno delle elezioni.
    Quanto alle “schede bianche” (o nulle) che ritieni preferibili mi sembra che anch’esse siano in qualche modo conteggiate a favore dei partiti. Comunque il rifiuto è molto più radicale e netto col “non voto” piuttosto che con le schede bianche.
    Voterei M5* (faccio una battuta!) solo se grillo avesse fatto del “non voto” la sua principale parola d’ordine, se avesse organizzato scioperi, referendum e quant’altro.
    Invece, anche se in modo divertente e simpatico, ha tratteggiato solo un bel libro dei sogni che ben presto (quando andrà in parlamento) si scontrerà con una realtà molto meno semplicistica di quella con la quale illude e incanta. Grillo è solo un pifferaio … o (senza offesa) un rivoluzionario del piffero. Grillo è solo l’ennesimo rivoluzionario finto ed effimero che farà la stessa identica fine di tutti i suoi predecessori. Ne riparleremo dopo le elezioni anche se sono sicuro che molti si inventeranno mille scuse e alibi anche quando constateremo la sostanziale inutilità del voto al m5s. Ammesso che il m5s sarà in grado di mettere davvero in discussione tutti le questioni (molte anche sacrosante) che ha sollevato, scommetto quello che vuoi che gli permetteranno tutt’al più di sbraitare inultilmente in parlamento e, non appena diventerà troppo invadente e rompiscatole, sarà spazzato via nel giro di una settimana.

  • gm

    un commento un pò lungo (purtroppo la sintesi non è neppure il mio forte) ma totalmente condivisibile nelle sue linee generali anche se traspare un’antipatia verso il m5s che rischia di suscitare un rigetto preventivo da parte dei simpatizzanti di quel movimento.

  • gm

    ho l’impressione che ci sia qualche contraddizione in quello che scrivi.
    Prima chiedi se si è disposti a rischiare di avere , forse, qualcosa in più poi dai per scontato che , dopo una rivoluzione “vecchia maniera” (cosa significa?) si starebbe sicuramente peggio. Avrei altro da aggiungere ma mi limito a questa nota.

  • gm

    Il kaos e la gligliottina (della libertà, della dignità, della giustizia e di tante altre cose) sono già all’opera e non da parte nostra … comunque io preferirei le fucilazioni!

  • gm

    ammesso che così sia, hai altri esempi da offrirci e seguire?
    Nessuno vuole lacrime e sangue ma quando il motore della storia si mette in moto purtroppo è improbabile che passi senza chiedere un tributo di lacrime e sangue. comunque, tranquillo! Per il momento è solo pura fantasia.

  • gm

    se si è o ci si sente schiavi, disprezzati, umiliati, offesi, stracciati, tutto quello che non elimina la schiavitù è giusto che sia considerata solo “merda”.

  • Truman

    @ricBo: scartando tutti gli economisti mainstream non resta poi molto: Bagnai, Barnard (ma è un giornalista), Zibordi, Bottarelli e ultimamente qualche pezzo di Loretta Napoleoni. Abbiamo poi il nostro mincuo (da leggere in qualche modo in cinese) che dice cose interessanti ma a volte è saccente fino a essere irritante. Noi cerchiamo di alternare e confrontare questi nomi, se hai suggerimenti migliori li puoi dire.

  • yiliek

    esatto!!!

  • flowerpower

    Non c’è contraddizione, ma solo una spiegazione mal posta. Nel commento voglio enfatizzare come l’eventuale possibilità di perdere ciò che abbiamo ci porta ad agire per non perderlo. Questo è il mio dare per scontato.

    La rivoluzione ‘vecchia maniera’ è quella violenta, che trovo assolutamente inutile.
    Infine, mi piace discutere ed eventualmente essere corretto, quindi t’invito ad aggiungere i tuoi dubbi.