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APRIL 22, 2014 AT 06:06PM

DI GIUSEPPE GENNA

giugenna.com

Il primo ministro Matteo Renzi ha tolto il segreto di Stato, declassificando gli atti su Ustica, Peteano, Italicus, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Gioia Tauro, stazione di Bologna e rapido 904. Per me e Gianluca Neri, che si inventò la benemerita “Banca della memoria”, con un archivio di sterminata documentazione, significa che si è posto un discrimine tra un’epoca e un’altra. Oggi non è più ieri: sarebbe ovvio, non lo è in Italia. Però non va bene. Non va bene perché in quelle carte non c’è nessun segreto, i presidenti dei famigliari delle vittime dicono che non è rilevante, senatori che vissero Sessantotto e Settanta vogliono sapere da chi come quando e in quali casi fu apposto il segreto. Ora, proprio non mi si può dire di essere renziano.

Mi limito a osservare tutto il nichilismo e il reazionariato emotivo che compongono, in un tristo melting-pot incivile e indigeribile, la caratura nazionale.

Questo Paese mi fa schifo. I 2.0 mi fanno schifo. Ma spero che spazzino via le componenti del Paese che mi fanno schifo da molto più tempo.

Giuseppe Genna

Fonte: www.giugenna.com

Link: http://www.giugenna.com/2014/04/22/april-22-2014-at-0606pm/

22.04.2014

Pubblicato da Davide

  • radisol

    Ma non c’è nessun segreto di stato in quelle carte ….

    Ci sono sì documenti riservati, classificati ecc. ecc. ma tutti già noti a magistrati, commissioni parlamentari e giornalisti … e non sono serviti, tranne in parte che per l’ultima strage, quella del rapido 904 del 1984 ( matrice mafiosa con partecipazione camorristica e fascistoide), a trovare con certezza i colpevoli.
    Utile che possano essere pubblicati, cosa finora non possibile anche se nulla vietava a media e storici di parlarne senza però poter pubblicare i documenti propriamente detti, ma appunto nulla di decisivo per poter scoprire esecutori e soprattutto mandanti …
    Senza dimenticare che quelle carte, soprattutto quelle dei servizi militari e civili, sono piene anche di clamorose "bufale", spesso anche volutamente depistanti, tipiche appunto delle "informative" dei servizi segreti …
    Insomma, un altro "spottone" renziano.
    Dopodichè, però, è anche vero che tutti i predecessori di Renzi, il primo a prometterlo fu addirittura Craxi nella seconda metà degli ottanta, questa "declassificazione" non l’hanno fatta … ed invece è giusto che si faccia …
    Però, se qualcuno pensa che con questa operazione si svelerà chissà che, pensa decisamente male …
  • Gil_Grissom

    Un’altra operazione di marketing dell’ineffabile presidente del consiglio: togliere il segreto di Stato a queste vicende che rappresentano un vulnus per la democrazia e per tutto il popolo italiano non avvicinera’ di un solo centimetro alla verita’. Del resto credo per i due fatti forse piu’ importanti, alludo a Ustica e a Piazza Fontana, siamo in condizioni simili a quelle in cui si trova il popolo americano con l’omicidio del presidente Kennedy: non si sapra’ mai il cento per cento della verita’, ma ad eccezione di qualche dettaglio sul come e sul chi erano i sicari, penso che ormai tutti abbiano capito chi erano i burattinai che hanno mosso i fili di queste orribili vicende. Dovremo come sempre accontentarci di una condanna morale senza che ad essa si aggiunga quella giuridica.  

  • Tao

    Squilli di trombe, rulli di tamburo: Renzi cancella il segreto di Stato sulle stragi. Era ora! Solo che si tratta di chiacchiere perché:

    a- già da una ventina di anni, il segreto di Stato non è opponibile alla magistratura che procede per reati di strage o eversione dell’ordine democratico;

    b- di conseguenza, la magistratura, sia direttamente che tramite agenti di pg e periti, ha abbondantemente esaminato gli archivi dei servizi e dei corpi di polizia, acquisendo valanghe di documenti che sono finiti nei fascicoli processuali;

    c- anche le commissioni parlamentari che si sono succedute, sul caso Moro, sulle stragi, sul caso Mitrokhin hanno acquisito molta documentazione in merito (anche se poi è finita negli scatoloni di deposito e non in archivi pubblici);

    d- una larghissima parte della documentazione finita nei fascicoli processuali e nelle commissioni di inchiesta è stata resa consultabile dalla “ Casa della Memoria di Brescia [www.28maggio74.brescia.it]”, dove chiunque può accedere, e …dalla Regione Toscana (strano che Renzi non lo sappia);

    e- già a suo tempo, la documentazione acquisita dai magistrati è stata consultata da giornalisti che l’hanno avuta dagli avvocati delle parti ed è finita in migliaia di articoli;

    f- diversi consulenti parlamentari e giudiziari (a cominciare dal più importante, Giuseppe De Lutiis a finire al sottoscritto) hanno successivamente utilizzato abbondantemente quella documentazione per i loro libri.

    Per cui, siamo alla “quinta spremitura” di queste olive: ci esce solo la morga, robaccia. Vice versa, restano ancora da risolvere i problemi degli archivi inarrivabili e per i quali occorrerebbe far qualcosa per renderli accessibili:

    -quello della Presidenza della Repubblica che ha sempre rifiutato ogni accesso, per quanto minimo, alla magistratura in nome dell’immunità Presidenziale;

    -quello dell’Arma dei Carabinieri (alludiamo all’archivio informativo, non a quello amministrativo) che non si capisce dove stia;

    -quelli delle segreterie di sicurezza dei vari enti e dei relativi uffici Uspa che sono protetti dal segreto Nato.

    Per cui, se Renzi vuol davvero fare qualcosa di nuovo sulla strada della fine dei segreti della Repubblica, può:

    -invitare il Capo dello Stato a valutare l’opportunità di rendere accessibile il proprio archivio oltre le carte del Protocollo attualmente visibili;

    -chiedere all’Arma dei carabinieri un rapporto ufficiale sulla sistemazione dei propri archivi informativi;

    -porre in sede Nato la questione del superamento del segreto dopo un congruo periodo di segretazione. Per esempio, poco dopo la “rivoluzione dei garofani” in Portogallo, la Nato avocò a sé tutto il materiale della e sulla Aginter Presse: possiamo vederlo?

    Ma soprattutto, se il Presidente del Consiglio vuol fare sul serio è bene che si ricordi che il suo ente è in ritardo di anni su precisi impegni presi. Nel 2007, per far digerire quell’orrore di legge di “riforma” sui servizi, venne inserito un complicato sistema che avrebbe dovuto assicurare la decadenza automatica della classifica di segretezza dopo un certo periodo; premessa necessaria per poter inviare i documenti agli archivi di Stato (non solo quelli sulle stragi ma tutti). Però occorreva prima fare i regolamenti attuativi: stiamo ancora aspettando questi regolamenti dopo sette anni. Poi il governo Monti promise che entro il 2012 avrebbe comunicato l’elenco dei vari archivi esistenti con le diverse sedi dei depositi (cosa che non è stato mai possibile avere). E stiamo aspettando ancora anche questo elenco.

    Se la sente Renzi di fare sul serio o è solo fumo elettorale?

    Aldo Giannuli

    Fonte: http://www.aldogiannuli.it [www.aldogiannuli.it]

    22.04.2014

  • Stopgun

    Per Ustica basterebbe svincolare dal segreto professionale quel giornalista che aveva saputo del fatto da un suo amico che lavorava al controllo radar di Ciampino………

  • lucamartinelli

    Alludi ad Andrea Purgatori? Fu la sua vecchia tata ad avvertirlo dopo avere ricevuto una telefonata dal figlio radarista.

  • lucamartinelli

    Caro Stopgun, se non ricordo male abbiamo scambiato lunghe chiacchiere su Ustica……..Cmq Purgatori parlò subito e per primo di un missile. Il radarista aveva visto le tracce di due caccia che intercettavano il Dc9. Il problema era quello di capire la nazionalità dei caccia. E da qui è nato il dibattito, ricordi?

  • Stopgun

    Oriana Fallaci e’ stata condannata perché non ha voluto rivelare il nome di un testimone dell’omicidio Pasolini..

    Nel caso in esame invece, nulla questio……