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APPLE, AMAZON, TESLA E IL CAMBIAMENTO DINAMICO DELL'INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA

DI VITALIYI KATSENELSON

institutionalinvestor.com

Per me scrivere è un’esperienza stravagante. A volte mi sembra quasi di avvertire un intervento divino. E non tanto per la divinità, quanto per l’intervento in sé stesso. E’ quasi come se ci fosse un’altra persona ( e spero proprio che si tratti solo di una persona) nella mia mente che cerca di comunicare con i miei lettori. Mi siedo a scrivere e le lettere prendono vita formando parole che a loro volta diventano frasi; è a questo punto che leggendo queste nuove idee penso: “Accidenti, avrei voluto pensarle io”.

Dopo aver pubblicato il mio ultimo articolo sull’innovazione finanziaria della Apple ho scoperto che Spirit, T-Mobile ed ora anche Verizon si stanno battendo come leoni contro le nuove offerte IPhone. La cosa sorprendente consiste nel fatto che, a prescindere da come questa guerra per il wireless sarà combattuta, c’è già un vincitore definitivo: la Apple. Alla fine i competitors perderanno tutti, distruggendo i loro profitti cercando di sostenersi a vicenda. Spenderanno milioni di dollari in pubblicità per attirare nei loro negozi dei clienti che, udite udite, acquisteranno comunque degli IPhone. E se i consumatori sceglieranno il programma IPhone upgrade della Apple, l’azienda diverrà ancora più gigantesca (come avevo già affermato nell’articolo precedente). Allo stesso modo il 2015 sarà l’anno in cui i servizi wireless di AT&T e Verizon US passeranno dalla crescita alla stagnazione. Un altro appunto sulla Apple: tutti i suoi marchi vanno ben oltre l’essere semplicemente attraenti o supertecnologici. Nel corso degli anni la compagnia ha conquistato un incredibile affetto da parte dei consumatori. C’è solo un’altra compagnia che mi viene in mente in grado di fare altrettanto: Amazon.com. Amazon rende lo shopping online facile, il suo servizio clienti è efficiente ed inoltre vanta una grande trasparenza dei prezzi. Infine, non solo permette ai venditori di transare i loro prodotti dai propri siti, ma addirittura li spedisce al cliente.

La fiducia dei consumatori nei confronti di Amazon è così grande che essi oramai non perdono nemmeno più tempo a comparare i prezzi tramite altri canali, saltando Google a piè pari (e questa per Google non è una buona notizia). Di recente, ho preferito pagare qualche dollaro in più su Amazon piuttosto che ricorrere ad un website concorrente sapendo che, in caso di restituzione del prodotto, esso sarebbe avvenuto senza alcun problema. Tutta questa fiducia fa si che Amazon ed Apple possano essere considerate vere e proprie piattaforme (una parola oggi molto in voga negli ambienti di Wall Street) permettendogli dunque di lanciare sul mercato un’enorme varietà di prodotti.

Quando la Apple ha affermato che presenterà la sua nuova Apple car, presumibilmente nel 2019, sarà in grado di conquistare un’enorme fetta di mercato che era prima appannaggio della GM, proprio per l’immensa fiducia che oramai il suo marchio ingenera nei consumatori. Nel momento in cui la mia figlia più piccola, Mia Sarah, che ora ha 2 anni, imparerà a guidare, i motori a combustione interna saranno ormai considerati una reliquia del passato da consegnare ai musei (esattamente come la Ford T). Mi è venuto da sorridere recentemente dopo aver visitato uno store della Tesla ed aver avuto modo di osservare il treno motore di quell’auto. Sembra quasi uno skateboard: di fatto si tratta di una sottile lastra di metallo al cui interno è posizionata la batteria, 4 ruote ed un motore elettrico grande quanto un cocomero. Ebbene si, la Tesla è composta da sole 18 parti meccaniche. Non so quante parti meccaniche possa avere un’auto con motore a combustione ma sicuramente si tratta di un numero che si avvicina al migliaio. Interessante da notare, le auto a combustione hanno anche più componenti elettronici della Tesla.

I broker di Wall Street stanno facendo a gara per arraffare più azioni possibili delle concessionarie di auto (specialmente dopo che la Berkshire Hathaway di Warren Buffet ha acquistato la Van Tuyl Group) e di case produttrici. So di esprimere un’opinione minoritaria, ma credo che la festa stia per finire. Apple di certo non userà le concessionarie per vendere le sue auto. Di sicuro non vuole che l’esperienza di acquisto possa venire rovinata da un cattivo venditore. Esattamente come per l’IPhone, vorrà avere il controllo totale sul processo di acquisto. Se Tesla ed Apple, congiuntamente, decideranno di bypassare il modello di vendita tradizionale, l’industria automobilistica mondiale dovrà affrontare uno svantaggio competitivo enorme. Dovrà abbandonare anch’essa la vendita tramite concessionario. Lo so che la vendita diretta di un’auto non è legale in molti stati americani, ma se è stato possibile emendare la costituzione per ben 27 volte sarà anche possibile emendare la legge che regola la vendita delle auto (tra l’altro un semplice artificio figlio della grande depressione). Sono quindi fermamente convinto che lo schema tradizionale di vendita, vista la situazione economica attuale che porterà per forza di cose a preferire un’auto elettrica, sia comunque destinato a scomparire. Un’automobile con poche parti meccaniche ed un’elettronica ridotta all’osso ha basse possibilità di rompersi; conseguentemente, avendo bisogno di minori riparazioni, strozzerà quello che è uno dei maggiori profitti dei concessionari.

I nati nella generazione del miracolo economico hanno un concetto romantico di auto. Molti di loro ricordano quanti cavalli avevano e tutte le specifiche delle auto che hanno posseduto. Per la generazione successiva (la mia) e per quella nata poco prima del nuovo millennio, l’auto è semplicemente un’interruzione tra Facebook e Twitter. Conosciamo la marca dell’impianto stereo della nostra auto ma se ci chiedono quanti cavalli ha, dobbiamo cercarlo su Google. Siamo poco romantici nei confronti delle nostre auto e proviamo una fedeltà molto maggiore verso Apple o Google. E la cosa strabiliante di queste auto elettriche è che non sono molto diverse da uno smartphone. Il prezzo di questi nel corso degli anni ha subito un forte calo a causa dei loro componenti che sono di fatto diventati beni di largo consumo. A parte le ruote e le candele di accensione non troverete in una Ford o in una GM molti componenti simili tra loro. E la possibilità che tali prodotti diventino beni di largo consumo è decisamente limitata. D’altra parte invece, la semplicità delle auto elettriche e le ambizioni di Apple, Tesla e di chiunque altro vorrà diventare parte integrante di tale mercato porterà a produrre economie di scala e dunque ad un abbattimento dei prezzi. Oggi la Tesla è più un’azienda di software e batterie che una casa automobilistica. D’altronde, come abbiamo da poco scoperto, anche la Volkswagen produce più software di quanto pensassimo.

Ricordo il giorno in cui otto anni fa la Apple introdusse il suo primo smartphone sul mercato. Nessuno allora sospettò che questo piccolo apparecchio (con tutti gli altri smartphone che ne sono poi conseguiti) avrebbe permesso lo sviluppo di Uber, un servizio che sta rendendo praticamente disoccupati tutti i tassisti del mondo. Ma le finora impreviste conseguenze dell’avvento dell’auto elettrica non sanciranno solamente la morte delle concessionarie ed un monumentale spostamento di quote di mercato nell’industria delle automobili. Il gasolio può essere solo un derivato del petrolio (certamente esiste anche l’etanolo, con il piccolo difetto che la sua commercializzazione negli Stati Uniti risulta abbastanza problematica). Le fonti dell’elettricità invece sono molteplici – gas naturale, carbone, energia nucleare e solare, pale eoliche, centrali idroelettriche e petrolio ( e di sicuro ne dimentico qualcuna). Il 70% del petrolio prodotto viene utilizzato per le auto e per i camion. Provate solo ad immaginare i cambiamenti globali nella politica e nelle alleanze se solo il petrolio perdesse il suo appeal. Gli Stati Uniti dimenticherebbero persino il nome dell’Arabia Saudita, e tutto il medio oriente apparirebbe tutto ad un tratto profondamente diverso. La Apple potrebbe essere stata troppo ottimista nell’aver previsto il lancio della sua auto nel 2019, ma comunque vada il suo ingresso nel settore avrà un impatto devastante. Per gli altri, s’intende.

Dopo tutto, la Apple ha già il know how necessario per disegnare un auto (è già partner di carplay, un sistema di intrattenimento creato per le auto ed innestato su Iphone), vanta un network globale di punti vendita, ha delle risorse illimitate ( 150 miliardi di dollari di liquidità che generano un flusso di cassa di oltre 50 miliardi di dollari l’anno) ed una creatività non limitata dall’aver prodotto per decenni solo motori a combustione. Lasciatemi insistere su quest’ultimo punto. C’è una buona ragione per cui la Nokia, un tempo leader mondiale nel campo delle comunicazioni cellulari, ha perso la sfida contro gli IPhone della Apple. Il suo patrimonio di conoscenze è troppo istituzionalizzato. Utilizza centinaia di ingegneri solo per potenziare l’intelligenza di un cellulare che resta sostanzialmente stupido. Ha cercato di trasformare un sistema operativo per cellulari superato come il Symbian in un sistema operativo per smartphone. E malgrado la Apple abbia praticamente tracciato la via su come disegnare uno smartphone, la Nokia insiste ancora nel vedere i proprio prodotti solo come un ulteriore sviluppo di quelli vecchi. La risposta della General Motors nei confronti della Tesla non è stata molto differente. Ha presentato la sua nuova Chevy Volt, nient’altro che un’auto con motore a combustione dentro cui ne è stato installato uno elettrico. A meno che la vecchia industria automobilistica non riesca a creare un reparto totalmente distaccato da tutto il resto delle operazioni, sarà molto difficile che i suoi ingegneri riescano a trasformare il proprio paradigma di pensiero e diventare veri ideatori di auto elettriche.

Vitalyi Katsenelson

Fonte: www.institutionalinvestor.com

Link: http://www.institutionalinvestor.com/blogarticle/3493738/apple-amazon-tesla-and-the-changing-dynamics-of-the-car-industry/banking-and-capital-markets-corporations.html#.Vg4iAXvjCUd

1.10.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO FILIERI

Pubblicato da Davide

  • spadaccinonero

    pc, mp3, tab ecc della apple non mi piacciono per niente

    sono inutili, costosi e inferiori cad aggeggi elettronici con prezzi decisamente più abbordabili
    l’intelligenza dell’utente medio dimostra quanto sia bassa, non a caso quei bidoni con ruote comunemente chiamati suv si vendono a destra e a manca
    p.s. se le cosette apple fanno schifo figuriamoci un’auto fatta da loro…
    probabilmente sarà un successone conoscendo i "gusti" del consumatore
    XD
  • Servus

    Sono un ingegnere, ma riguardo ai telefonini tengo molto in considerazione il parere dei ragazzini, dato che ci marciano sopra tutti insieme appassionatamente. 

    Ebbene mio figlio ha 12 anni, è già un youtuber con centinaia di iscritti, conosceva e usava WhatsApp ben prima che la acquistasse Facebook per 19 miliardi, conosceva e gioca con Minecraft da prima che la acquistasse Microsoft, e riguardo agli Iphone dice: sono i peggiori telefonini del mercato, meglio Samsung.
  • blobbb

    ammazza che sviolinata verso apple e le aziende americane, il tizio non si rende conto che non esistono solo aziende yankee ,ma anche cinesi, coreane ed europee

  • clausneghe

    Ma, secondo me ci vede giusto, il tipo.

    Il futuro è dell’auto (e moto) elettrica, alcune volanti, addirittura, come nel film Blade Runner..
    Dopo la guerra presente, tutto il mondo cambierà paradigmi, compreso quello dei trasporti, e paesi come l’Arabia Saudita torneranno ai cammelli..
  • Boero

    Potranno spendere il loro marchio,ma non introdurranno niente di diverso.

    L’articolo fallisce nello spiegare per quale motivo si dovrebbero comprare auto elettriche che vanno con l’elettricità prodotta col petrolio,piuttosto che con una macchina che va direttamente col petrolio…
    Sposti il problema a monte,ma non lo sposti,oltretutto la rete elettrica riduce l’efficienza energetica perchè nella rete viene persa un casino di energia,non la so quantificare,ma dalla resa più che decente di un diesel moderno intorno al 40%-50% andresti al 20-30%.
    Lo so che molti diranno ma è il futuro,ma sono persone scarsamente propense a ragionare e fortemente circuibili con la storia del ”futuro”.
    Secondo punto:il rapporto peso del combustibile/peso del veicolo,per quanto ne so,non è che siccome sei un ”creativo” che fa gli smartphone ultrasottili,che riesci in qualche anno a risolvere i problemi che tecnici di tutto il mondo non hanno risolto in 50 anni…
    oggi come oggi il rapporto peso del combustibile peso del veicolo è SPROPOSITATAMENTE favorevole al motore a combustione interna,mentre le batterie nell’auto SOLO elettrica peserebbero un casino…
    Quanto durano la carica di un Iphone,un giorno?
    Avete presente come si scaricano in fretta?
    Bhe che credibilità hanno?
    Vogliono fare una macchina che ogni 50 km è ferma?
    E’ il futuro?
    Si facciano furbi.
  • Boero

    Solo per capire quanto l’auto elettrica sia una stronzata è sufficiente sapere che in rapporto peso del combustibile/peso del veicolo è più favorevole nell’auto ad aria compressa che nell’auto elettrica,cioè utilizzando l’aria compressa come conduttore di energia rispetto all’elettricità risparmi,ma non fa figo,non fa futuro non fa Apple…

    non che io sia un sostenitore dell’aria compressa che appunto come l’elettrico sposta il problema a monte,ma non lo risolve.
    La questione è COME viene prodotta l’elettricità.
  • Boero

    Un conto sono i film,un conto è la realtà

  • snypex

    Io non sono un appassionato di smartphone, iphone e simili, ma devo ammettere che il terremoto che scuotera’ un mercato fermo sulla fine del 1800 mi eccita parecchio.

    Ci dobbiamo rendere conto che il motore a scoppio e’ il piu’ inefficiente motore che sia mai stato utilizzato per il trasporto.

    Quando il trasporto su motore a scoppio esplose, contemporaneamente, Nicola Tesla costruiva il primo veicolo a motore elettrico, ma la realta’ ha i suoi manovratori occulti.

    Il motore a scoppio perde piu’ energia di quanta ne mette per smuovere cio’ che trasporta ed e’ il piu’ sporco, inquinante e deficiente (e devo ammettere di essere un tecnico del settore).

    Tutto questo grazie ai petrolieri che speculano sulla nostra ignoranza da oltre un secolo.

    Ammettiamolo: un motore elettrico oltre ad essere molto efficiente, silenzioso e pulito, a regime permettera’ di abbattere i costi del trasporto e di non inquinare piu’ i nostri polmoni e l’ambiente con letali sostanze sotto forma di nano-particolato.

    Era ora che qualcuno demolisse questi dinosauri del cavolo.

  • ohmygod

    prima ho letto l’articolo ARABIA SAUDITA: L’INEVITABILE COLLASSO,
    l’ho trovato zeppo di momenti strani, ingannevoli. sono stato tentato dalla curiosità di argomentarmi correlandomi ai movimenti.
    nel mentre scartabellavo fra gli appunti è arrivata la futuristica Icar.
    non quella dell’articolo. comunque mnemonico l’incipit.

  • blobbb

    e ma il motore a scoppio ha un vantaggio che gli altri non hanno, il rifornimento….

    rapido, efficiente, stabile, e diffuso…
  • yago

    L’Italia è una repubblica fondata sul petrolio. Tutti i parassiti di stato prelevano gran parte  delle loro  laute prebende dalle accise , dai bolli , dalle multe, dai passaggi , dall’iva ecc. Immaginate se la tecnologia riuscisse a superare i limiti attuali delle auto elettriche e di avere due batterie intercambiabili di cui una sempre in carica ed alimentata da pannelli solari e o eolici. Come rapinerebbero gli automobilisti ?

    Che fine farebbero i distributori o i meccanici? E’ una rivoluzione che i nostri politici non possono permettersi e, se sono degli incompetenti su tutto, quando qualcuno tocca i loro interessi si trasformano in feroci armi da guerra pronti a sconfiggere qualsiasi innovazione.  

  • Jor-el

    Quella sull’auto elettrica è una scommessa. Si fanno piani ipotizzando che, in un futuro più o meno prossimo, quella tecnologia diventerà efficiente e sostenibile. Le prime auto elettriche prodotte in scala saranno probabilmente dei gadget, serviranno a fare qualche giretto in centro, nelle vie dove le altre macchine non possono circolare. Questo è quanto ci consente quella tecnologia al momento attuale. Le produrranno Apple e Google, le aziende che hanno alle spalle il Pentagono e la FED. Costeranno parecchio, ma meno delle auto tradizionali. Poi, quando la tecnologia maturerà, quando avremo batterie la cui carica sarà paragonabile o superiore a un pieno di carburante, quando produrre batterie diventerà economico e sostenibile, probabilmente i prezzi scenderanno. Allora le auto costeranno quasi zero, il costo sarà distribuito sui componenti che si consumano (le ruote, le stesse batterie). Un po’ come le stampanti, che ora costano quasi nulla ma bisogna spendere parecchio per sostituire i toner. Quando dagli USA arriveranno le [i]vere[/i] auto elettriche, efficienti, sostenibili e quasi gratis,  l’industria automobilistica europea tenterà di reagire, come reagirono le gloriose telco europee, ma faranno la fine di Nokia e WhatsApp, comprate una dalla Microsoft e l’altra da Facebook. Il modello di business con cui le aziende americane hanno demolito le telco del vecchio continente si è dimostrato una macchina da guerra implacabile. Funzionerà anche per l’industria dell’auto.

    Chi si ricorda i primi anni ‘990? Il "telefonino" in Italia era già popolare quando negli USA usavano ancora i cercapersone. Nei primi 2000 i telefoni Nokia avevano già tutto: il GPS, le mappe, internet, la macchina fotografica anteriore  posteriore, le videochiamate. Dopo appena dieci anni le fiorentissime e avanzatissime telo europee sono SCOMPARSE dalla faccia della terra. Chi ha ereditato quel settore di mercato strategico? Apple, Facebook, Google, Twitter. Tutte aziende "[i]private[/i]", ma che sembrano godere di finanziamenti illimitati. Compagni che fin dall’inizio hanno goduto di crediti bancari spropositati senza mai presentare piani di rientro. Credete davvero che Twitter si finanzi con gli annunci pubblicitari? 
    Un po’ come l’industria cinematografica americana. Vi siete mai chiesti come mai i film americani trovano finanziamenti cento volte più cospicui di quelli europei? Perché sono più belli? perché fanno più incassi? Anche. Ma soprattutto perché il Governo USA considera strategici tre settori: internet, Hollywood e industria aerospaziale. Cos’hanno in comune tre aziende rivali come Apple, Google e Amazon? Il fatto che offrono ai loro clienti servizi in tempo reale. E come fanno? Possiedono tanti datacenter. E i datacenter non sono gratis, tutto il contrario. Credete che i datacenter di Google e di Facebook se li siano costruiti in un garage risparmiando sulle paghette? Un datacenter è un palazzo ipersorvegliato stipato di computer, server potenti, che divorano energia elettrica 24 ore su 24. Solo la sicurezza costa un occhio dalla testa. Sono fra le cose più costose del mondo, milioni e milioni di dollari.
    Poi la gente si chiede perché la FED stampa dollari a manetta…
    L’iPhone vi sta antipatico? Preferite i telefoni basati su Android? Siete "liberi" di scegliere, ma sappiate che dietro hanno tutti gli stessi soldi e la stessa tecnologia.
  • albsorio

    http://archiviostorico.corriere.it/1999/ottobre/31/Col_magnesio_superbatterie_lunga_vita_co_0_9910311369.shtml?refresh_ce-cp 

    Questo per il peso e la sostenibilità, era il 1999…
    Diremo che la nostra società e petrolio-centrica non solo per l’autotrasporto ma anche per prodotti come la plastica e le fibre tessili etc.
    Sulla diffusione dei distributori di energia va tolto il monopolio del trasporto a ENEL
    Il discorso è lungo e va oltre l’auto.
  • MarioG

    Ottimo commento. Per molto tempo ho creduto al mito del ‘geniaccio’ americano che dal garage di casa sua poteva costruire un impero economico, perche’ viveva nella "terra delle opportunita’".

    La realta’ e’ che la grande impresa americana e’ un’apparato ‘politico’ che affianca ed e’ affiancato dagli apparati statali, anche quelli dell’esercizio della forza (non solo militare,ma, e soprattutto, di intelligence).
    La sua forza sta in questa sua integrazione. La logica che  presiede al suo sviluppo non e’ quella della "mano invisibile". E’ quella di  una mano che, piu’ o meno visibile, sa all’occorrenza agitare il tirapugni. 
  • spadaccinonero

    grande Jor e grande Mario

    (:
  • makkia

    Ti sfugge il "concetto" espresso nell’articolo. O meglio il "concept".

    Apple ha lanciato il computer come lo conosciamo oggi. C’erano già un sacco di computer in giro, ma nessuno con finestre, icone, mouse, uno schermo dove lo sfondo è bianco e i caratteri neri proprio come su un foglio di carta, ecc.
    Nel 1984 dicevano che in Apple erano tutti pazzi. Con l’uscita di Windows 95 il PC è diventato quello che Apple diceva già da 11 anni. Certo, Apple ha fatto un favore a Microsoft. Ma ha imposto il suo concept.

    L’iPod era solo uno dei tanti player di MP3. Ma il concetto era che io non devo vantarmi di quanto sono tecnicamente competente nell’organizzare la mia collezione di brani e abile a schiacciare pulsantini minuscoli. Io voglio solo ascoltarli senza pensieri. Oggi i nostri smartphone sono dei player musicali "senza pensieri", come diceva Apple.

    Senza contare che Apple ha legato le enormi vendite dell’iPod al suo iTunes Music Store: tutt’ora i concorrenti che cercano di vendere musica on-line sono ridicoli in confronto. Non hanno ancora capito il concept. Ci arriveranno e potranno fare una barca di soldi anche loro. Ma fino a quel momento iTunes Music Store farà fare miliardi ad Apple.

    L’iPad era ridicolo, appena uscito. Tutti possono fare un tablet. E iCloud? Hah! Non l’ha mica inventato Apple il cloud.
    Però erano robe da NERD e super-tecnici. Adesso appoggiamo i nostri dati su computer remoti e ce li troviamo "sincronizzati" fra PC di casa, telefono e computer di lavoro come se fosse niente. E non è certo perché Sun, HP o qualche altro gigante tecnologico ha fatto il passo: quelli cercavano di venderlo alle grosse aziende, il concetto. E i manager non capivano neanche di che parlavano. Hanno fallito.
    Ma poi, i manager hanno cominciato a usare iPad, iPhone e simili. Li trovavano comodi e neanche sapevano che la comodità veniva da un cloud. E adesso Samsung, Android, Windows Phone, possono vendere perché la strada l’ha aperta Apple.

    Apple fa "passare" i concetti.

    Che a te non piacciano è irrilevante (a parte i computer non piacciono neanche a me e non li ho mai avuti).
    Che DOPO che Apple ha fatto passare il concetto, arrivano gli altri e fanno prodotti migliori, è irrilevante.

    Chi cambia il nostro modo di CONCEPIRE la tecnologia è Apple.

    Dopo che Apple ti ha fatto vedere che funziona e non ti ricordi neanche più di come andavano le cose prima, allora puoi anche sbeffeggiare Apple perché il tuo telefonino (come il mio windows phone) è un quad-core e fa un sacco di cose in più e costa meno: non hai capito il concept.
    Il concept è che il tuo telefonino è modulare come dice Apple; ha le App e uno store dove scaricarle, come dice Apple; si scarica in una giornata invece di durare una settimana perché Apple lo ha reso tollerabile a tutti; digiti su una tastiera disegnata sullo schermo e usi due dita per ingrandire perché Apple ha deciso che quello funziona meglio.
    E letteralmente MIGLIAIA di piccoli dettagli sono come sono oggi e NON POSSONO essere altrimenti perché lo ha deciso Apple.

    Il concept è che Apple è un gigante economico perché re-inventa SUL SERIO il mondo. Non si limita a migliorare l’esistente, come fanno tutti gli altri. E non inventa le tecnologie: decide quali sono destinate a essere usate da tutti e le rende attraenti.

    p.s.: io non li compro
    – in parte perché non mi piace che sia la tecnologia a controllare me, ma viceversa
    – in parte perché costano troppo
    – in parte perché spesso sono troppo "cucciolosi". A Roma chiamiamo "frocerie" le cose che non servono a niente ma sono taaanto stilose. Io sono più spartano, come gusti

    Ma non mi sognerei mai di dire che fanno cagare. So COME sono fatti. Sono perfetti. Non "migliori" per il gusto di avercelo più lungo. Solo fatti da Dio, per il gusto di mettere un punto fermo dal quale non si torna indietro.
    Io non caccio soldi per quel gusto. Ma neanche mi riconsolo dicendomi che posso avere qualcosa di meno che fa finta di essere di più.
    Io uso le imitazioni. Ma non mi illudo che siano funzionali e a buon mercato perché sono ALTERNATIVE ad Apple. Lo sono perché Apple ha reso possibili le imitazioni funzionali e a buon mercato.

  • makkia

    Nokia non è una telco.
    E i suoi concorrenti americani Motorola e Blackberry sono andati a zampe all’aria prima di lei.
    Semplicemente ha sofferto di una pessima gestione e della mancata innovazione di cui gli altri americani hanno ugualmente sofferto.
    E’ arrivata una formidabile (onesta) competizione da iPhone e Andoid. Game Over. E’ cambiato il mondo. E’ caduto il meteorite.
    Sapevano cos’è un GPS? Ma non avevano mai pensato che si potesse usare un accelerometro a tre assi in un telefono. Neanche IMMAGINATO.

    Non diciamo che ci sono strane tattiche.

    Symbian faceva schifo.
    Nokia ha delocalizzato a bestia e licenziato a DECINE di MIGLIAIA le sue maestranze, abbassando la qualità generale.
    Nokia ha fatto il bullo e comprato concorrenti scomodi per affossarne le tecnologie.
    Nokia ha svenduto i suoi gioielli di famiglia con la crisi di innovazione che si è cercata.
    Nokia ha BENEFICAMENTE profittato dell’apporto dell’americana Microsoft ed esiste ancora solo perché i suoi Lumia sono "Nokia/Microsoft".

    Le TelCo sono un altro discorso. E lì hai perfettamente ragione.
    I servizi "gratis" dovrebbero portare grandi profitti… da cosa? Dai banner pubblicitari? Ridicolo!
    Google, Facebook, Twitter, sono aziende permanentemente in rosso. Chi comprerebbe le azioni di una Corp che, anno dopo anno, non denuncia un profitto che è uno?
    Eppure quelle azioni salgono sempre. Qualche coglione compra azioni di aziende che non fanno profitti. E ne compra VAGONI… mhhhh…
    E se fosse la FED che, comprando, innesca una folla gara a comprare fra i bietoloni di Wall Street? E ovviamente poi andrebbe a riscuotere il favore.

    E lì sì, che parliamo di tattiche scorrette: rendere competitive delle pratiche aziendali fallimentari, che buttano fuori mercato chi tenta di innovare, offrendo un prodotto magari inferiore, magari con problemi di privacy inaccettabili ma… E’ GRATIS!
    Come fai a pagare per un servizio migliore quando non sei il tipo col portafoglio da "servizi platinum"?
    Ci rinunci.
    Solo chi ne ha bisogno lo paga. E c’è competizione fra chi offre di più riuscendo a contenere i costi ma puntando su innovazione, qualità, puntualità, customer care, ecc

    Ma contro il GRATIS che puoi offrire?

    Ed ecco che le TelCom europee tirano i remi in barca: a che scopo investire in ricerca e sviluppo, inventare servizi innovativi, pubblicizzarli, penetrare faticosamente il mercato… se tanto poi ti tirano fuori un servizio simile al tuo, sfacciatamente copiato nel "concept" ma non abbastanza da darti sicura vittoria in una causa milionaria (per giunta da discutersi "fuori casa", con arbitri di sudditanza fin toppo nota), inferiore ma non al punto da essere inaccettabile, e soprattutto GRATUITO?

    Ma Tesla NON è una fregatura e Apple non è una che ha BISOGNO di queste tattiche (non dico che non le abbia mai usate, dico che non ne ha bisogno e l’ha dimostrato).
    Qui si parla di HARDWARE. Di ferramenta. Non di servizi immateriali da vendere al prezzo che ha riscontro solo nella proprietà intellettuale (nel cervello di chi li inventa). Tesla ha da tempo capito che il problema delle rinnovabili è l’immagazzinamento dell’energia prodotta, le BATTERIE: quelle sulle quali non si investe perché minacciano il mercato petrolifero.

    E l’industria automobilistica europea, giapponese, coreana e USA reagiranno come hanno reagito le Major dell’entertainment all’avvento delle tecnologie digitali: CHIUDENDOSI A RICCIO.
    Come gli enormi dinosauri che sono, guarderanno stupiti e senza sapere che fare i piccoli, agili, mammiferi che gli devastano l’habitat sotto i piedi.

    E’ in arrivo un altro meteorite
    .
    O, come si diceva una volta, un Cambio di Paradigma.

  • spadaccinonero

    ho avuto sia un pc apple sia un ipod

    troppe seghe mentali
    SONO STATI VENDUTI ANNI OR SONO