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ALTRO CHE GRECIA. L'ITALIA E' LA BOMBA INNESCATA SOTTO L'EURO

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

..Ed anche Renzi ha avuto il suo “Berlusconi’s Moment”: meno tasse per tutti! Via l’IMU prima casa! 45 miliardi che restano nella vostre tasche! Così, adesso, si vede benissimo perché ce l’hanno messo sopra, quegli stessi che ci avevano messo sul collo Mario Monti e il Letta GeyAr: per rimbambirci di annunci contrari alla realtà, farci sperare (sempre meno) in “riforme” che non hanno alcuna intenzione di fare – le vere riforme urgenti sarebbero l’abolizione delle Regioni e l’espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania, eventualmente, e la riduzione dei vitalizi dei magistrati (ciascuno dei quali va’ in pensione con 9 mila euro mensili netti). Monti e Letta jr non erano bravi – non abbastanza spudorati – a cacciare balle come questo qui, per questo li hanno sostituiti.

Perché intanto, come ha comunicato Unimprese, “prendiamo atto con stupore delle promesse del premier. Il presidente del consiglio parla di un taglio delle tasse da 45 miliardi di euro. I numeri ufficiali dello stesso governo vanno nella direzione opposta. Col Documento di economia e finanza già approvato è stato certificato, per i prossimi 5 anni, l’aumento della pressione fiscale oltre il 44% e si va incontro a una stangata fiscale da oltre 100 miliardi. Dal 2015 al 2019, le entrate tributarie dello Stato cresceranno costantemente e arriveranno fino agli 881 miliardi del 2019. Complessivamente nel prossimo quinquennio i contribuenti italiani dovranno versare nelle casse pubbliche 104,1 miliardi in più rispetto allo scorso anno (+13%). Sulle imposte dirette e indirette – principalmente Irpef, Ires e Iva – ci sarà una stretta da quasi 80 miliardi. Il bilancio statale non sarà sforbiciato: le uscite cresceranno di quasi 38 miliardi(+4%) e sono stati sterilizzati gli investimenti pubblici, che resteranno stabili attorno ai 60 miliardi l’anno.”

In altre parole: le caste parassitarie e inadempienti, invece di ridursi i privilegi ormai scandalosi, gestiscono l’austerità dettata da Berlino, Bruxelles e BCE. Come sapete, ci hanno ordinato di rientrare entro il 60% del rapporto debito pubblico sul Pil. E loro lo fanno, perché così si legittimano agli occhi di quelli là sopra, e possono continuare le loro dilapidazioni e delle loro ricchezze indebite. Renzi? Fa’ il commento musicale alla nostra discesa negli abissi.

Naturalmente non riusciranno al loro scopo. L’austerità obbligata è precisamente quella che aumenta il debito pubblico rispetto al Pil (che decresce). E’ già stato provato, è la ragione della rovina inarrestabile e incurabile della Grecia.

Una sola magra consolazione: sarà la nostra Italia, esplodendo, a far esplodere l’eurozona. Una soddisfazione da kamikaze…

Se n’è accorto l’austriaco Der Standard:

http://derstandard.at/2000019132046/Faule-Kredite-in-Italien-auf-193-Mrd-Euro-gestiegen

Che ha gettato un occhio sui problemini del nostro settore bancario. Un grafico molto eloquente è questo:

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E’ la mappa dei crediti andati a male – di cui i debitori non pagano più i ratei – che aggravano le nostre banche. Il costo delle “autonomie” delle Regioni criminali (pardon, meridionali) salta agli occhi. Ma non è che le regioni “rosse” e il Lazio (parassiti pubblici) stiano tanto meglio. Il 10,1 per cento dei crediti accordati dalle banche italiane non “funziona”. Si tratta del livello più elevato dal 1996. Le imprese italiane private e produttive – specie le piccolo-medie – muoiono come mosche, incenerite da otto anni di recessione –depressione e dal nodo scorsoio del fisco. Cessano ovviamente di pagare i fidi. I privati cessano di pagare i mutui. Le famiglie non pagano le rate per l’auto…una parte enorme della società è insolvente e non in grado di rimborsare i loro crediti. L’ammontare dei crediti “non funzionanti” era, a maggio, di 193, 7 miliardi di euro; in aumento di 25,1 miliardi rispetto al maggio 2014. E la cosa sta per peggiorare, come mostra quest’altra tabella:

Oltre ai prestiti andati completamente a male (NPL, non-performing loans), si vede qui la crescita dei prestiti “di qualità inferiore”, dove i debitori sono in una lista di allarme, quelli i cui ratei non sono stati pagati da oltre due mesi…

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Dunque: le banche italiane crollano sotto il peso di crediti dubbii (350 miliardi); lo stato italiano aumenta il proprio debito pubblico rispetto al Pil, e tuttavia i “mercati” comprano i nostri titoli di debito a tassi bassi, come se l’Italia fosse “sicura”. E forse perfino lo è: dopotutto, siamo il quarto paese come crediti andati a male. Prima di noi ci sono Grecia (ovviamente), Irlanda, e Slovenia.

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Solo che il nostro debito pubblico è il più grosso, che le nostre banche sono strapiene di debito pubblico italiano (vero che l’hanno comprato coi trilioni creati da Draghi all’1 per cento), e la caduta dell’economia, dei consumi e delle imprese non si ferma, in un paese per di più in tale fase di invecchiamento, che nel nostro futuro c’è l’ovvio aumento di spese sanitarie e assistenziali per una popolazione sempre più improduttiva, non fosse che per limiti di età.

La BCE continua a pompare 60 miliardi al mese di denaro creato dal nulla, ciò che probabilmente ritarda il peggio. Fino al prossimo imprevisto, probabilmente in autunno, l’incendio che l’Italia estenderà all’Europa farà apparire quello della Grecia un piccolo falò.

Lo spettacolo del resto del mondo non è più confortante. La Cina, si calcola, ha un debito attorno al 220 % del Pil, e il suo Pil rallenta. Il rallentamento trascina un paese prospero in un insospettabile declino: l’Australia. Causa: il crollo dei prezzi dei suoi prodotti minerari perché il principale cliente, la Cina, non compra più. Il minerale ferroso, che si vendeva a 180 dollari a tonnellata nel 2011, adesso viene 50. Il carbone è calato da 150 a 60. Sicchè il debito pubblico australiano sta crescendo (è al 60%), e il principale conglomerato minerario, Hankock di Perth, ha avvisato i suoi dipendenti: o accettate un taglio del 10 per cento dei salari, o cominciamo a licenziare.

Il debito del mondo: 3 volte il Pil mondiale

Direte: che senso ha occuparci dell’Australia, con i problemi che abbiamo in Europa, anzi in casa? Perché uno sguardo d’orizzonte sul globo mostra un fatto inquietante: se la Terra fosse uno stato, il suo debito (unendo debiti pubblici, di famiglie e di imprese) sarebbe 286% del suo Pil. Il che pone un enigma: chi sta prestando i soldi al mondo, visto nel sistema solare, fino a Plutone, non sembra esistano mercati finanziari funzionanti?

Global-Debt-Growth2

Scherzi a parte, anche la trentennale corsa della mega-finanza a indebitare il mondo sembra aver raggiunto una specie di capolinea. Si arriva al punto in cui il credito non produce più crescita; questo punto viene rimandato con alcuni trucchi molto visibili oggi, essi stessi sintomi malsani: l’abbassamento artificiale dei tassi d’interesse (da parte delle banche centrali) che allo stesso tempo aumenta il reddito disponibile (per esempio delle famiglie per comprarsi a rate l’auto nuova) che “punisce” il risparmio, due molle potenti per indurre ad indebitarsi ancora un po’… finchè anche questo “ancora un po’” finisce. Oggi, coi tassi d’interesse sui depositi sotto zero e i gli interessi sui debiti quasi zero, si vede che si è raggiunta la condizione tristissima di “saturazione del debito”: anche inondare il settore finanziario con altro credito non innesca nuove richieste di prestiti né porta avanti i consumi.

E non è affatto strano che il tentativo di espandere i consumi produca ritorni calanti: il reddito netto degli individui e famiglie ristagna per il 95% della popolazione in basso, perché il 5 per cento (e non parliamo dell’1% supremo) hanno cercato la massima efficienza dei loro capitali, consistente nel retribuire sempre meno il lavoro. E ridurre ancor più il prezzo del denaro, con gli interessi a zero, è semplicemente impossibile. Aggiungiamo che la vasta espansione del debito pesa sulle deboli spalle di indebitati sempre più « marginali », quelli che riempiono le banche di crediti andati a male, dubbi e in ritardo di pagamento – lo stato italiano in fondo è uno di questi debitori marginali, solo enormemente più grosso, il che accresce appunto il rischio delle banche, rischio di non vedere più indietro quel che hano prestato (creando denaro dal nulla), e rischio insomma di collasso sistemico.

La causa iniziale, il divorzio Tesoro-Bankitalia

Magrissima soddisfazione di tipo filosofico : la finanza globalizzata raccoglie infine i danni delle liberalizzazioni che aveva comandato (via governi e massonerie) allo scopo di estrarre per sé un tributo maggiore dall’economia reale. Per quanto riguarda l’Italia – ma la stessa cosa avvenne in Francia negli stessi anni – tutto è cominciato col « divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia » . Il matrimonio consisteva in questo : che quando il Tesoro (lo Stato) emetteva titoli del debito pubblico, la Banca centrale comprava la quota di essi che restava eventualmente invenduta sul mercato finanziario privato. Ciò calmierava gli interessi passivi che lo Stato doveva pagare per indebitarsi ; in più, poteva accedere ad una anticipazione di tesorerie presso la Banca d’Italia fino al 14% delle spese iscritte a bilancio, ed aveva il potere legale di modificare il tasso di sconto.

Oggi vi fanno credere che con questo sistema (si chiama sovranità monetaria) lo Stato spendeva e spandeva. In realtà, nel 1980, il debito pubblico era il 56,8 per cento del Pil. Poi, il 12 febbraio 1981, il ministro del Tesoro di allora scrisse al governatore di Bankitalia una lettera che sanciva il « divorzio ». Da quel momento lo stato dovette cercare i prestiti sui « mercati », e fu in loro balia. « Si assistette a una vera e propria esplosione della spesa per interessi passivi. Se alla fine degli anni ’60 essa si assestava poco sopra il 5%, nel 1995 aveva raggiunto circa il 25%. Il tasso di crescita della spesa per interessi tra il 1975 e il 1995 fu del 4000%. In valori assoluti, la spesa per interessi passivi, sostanzialmente stazionaria fino a quell’anno, passò dai 28,7 miliardi di Lire del 1981 ai 39 dell’anno successivo, fino ai 147 del 1991. La crescita del deficit annuo rispetto al PIL, derivante dalla spesa per interessi passivi, portò in pochi anni il rapporto debito/PIl dal 56,86 del 1980 al 94,65% del 1990, fino al 105,20% del 1992. Tale rapporto, nonostante le politiche di austerità degli ultimi 20 anni, non è diminuito”.

http://www.ereticamente.net/2014/03/il-divorzio-tra-banca-ditalia-e-tesoro.html

Perché mai il governo italiano abbandonò un sistema così vantaggioso (il matrimonio fra Bankitalia e Tesoro aveva finanziato le opere pubbliche del boom) per adottare un sistema così palesemente disastroso per noi cittadini e contribuenti? Il nome del ministro di allora – Beniamino Andreatta – e del governatore di Bankitalia del tempo – Carlo Azeglio Ciampi – fa’ intuire la risposta: l’obbedienza ad un ordine internazionale, di stampo massonico. Come dicevo, la stessa cosa fece il governo in Francia nello stesso periodo: governo socialista. I più fedeli servi del grande capitale.

Si conferma il detto di Ezra Pound: “Un popolo che non s’indebita fa’ rabbia agli usurai”.

O detto altrimenti: la finanza speculativa transnazionale non sopportava di esser tagliata fuori dalle rendite del debito pubblico. Voleva estrarre il suo esoso tributo dai contribuenti di tutti i paesi occidentali, quanto più possibile; e tenere gli Stati in sua balia, preda delle oscillazioni e delle paturnie dei “mercati”. Ne ha divorate, di rendite, dalle nostra tasche; trilioni, nei decenni, di interessi lucrati, sottratti allo sviluppo del Paese. Adesso è l’avidità usuraria ha raggiunto il proprio limite. I suoi trucchi sono sempre meno efficaci – e Renzi è il più sfiatato di questi.

(Naturalmente, vera riforma sarebbe: nazionalizzare la banca centrale, riassoggettarla al Tesoro…Ma non si può. La UE è lì che veglia).

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it/

Link: http://www.maurizioblondet.it/altro-che-grecia-litalia-e-la-bomba-innescata-sotto-leuro/

21.07.2015

Pubblicato da Davide

  • riefelis

    Mi viene sempre un senso di fastidio nel leggere Blondet.  Ora scimmiotta Barnard ma è assolutamente privo della competenza e la genuinità di questu’ultimo anzi le sue parole sembrano sempre essere sempre di disprezzo verso stranieri, meridionali ecc.

  • cardisem

    di Sicilia, Calabria e Campania, eventualmente
    —-

    quasi quasi ci metterei la firma per un ritorno allo stato borbonico: sovrano e indipendente… Staremmo meglio, come stavamo meglio con i Borboni…

  • MarioG

    Ho i miei dubbi che un giornalista come Blondet vada "scimmiottando" Barnard.

    Appunto perche’ c’e’ un certo qual divario culturale tra i due.
  • The_Essay

    Buona sera!
    Un sito in cui scrivono,commentano,postano utenti non conformisti,
    a mio avviso,non so quanto giustamente, dovrebbero essi (utenti)per lo meno essere non conformisti o meglio oggettivi,ri-sottolineo oggettivi,
    nel formulare commenti (mi riferisco al post Barnard vs Blondet di riefelis).
    Per cui  eventuali,ripeto eventuali, critiche all’autore Blondet,che non conosco di persona,a rigor di logica si dovrebbero eventualmente fare,qualora ci fossero problemi:

    a)circa la veridicità o meno dei dati che ha riportato, e/o la palusibilità
    di affermazioni tipo:
    "La BCE continua a pompare 60 miliardi al mese di denaro creato dal nulla,  
     ciò che probabilmente ritarda   il peggio.  Fino al prossimo imprevisto, probabilmente in autunno, l’incendio che l’Italia estenderà all’Europa farà apparire quello della Grecia  un   piccolo falò.

    b)qualora ci si chieda se la cultura cattolica italiana o presunta tale   tollera o meno affermazioni del tipo:
    "le vere riforme urgenti sarebbero l’abolizione delle Regioni e l’espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania, eventualmente , e la riduzione di vitalizi dei magistrati".

    SE notate negli anni certa,[ a scanso di equivoci, non mi riferisco proprio ovviamente all’astante in oggetto], cultura cattolica solo ultimamente(leggi qualche anno) è stata critica verso certi poteri(si ricordino, certi matrimoni,di non lontana memoria, di mafiosi fatti negli appartamenti dei latitanti,documentati in libri recenti di magistrati);quindi prendersela con la magistatura italiana mi sembra un poco esagerato e non so quanto giovi a questo paese(eufemisticamente)disastrato.Recentemente un alto magistrato ha denunciato in un suo libro che qualcuno aveva pensato di regalargli duecento chili di tritolo(chissà se si leggono tali cose?)

    c)Circa al netiquette di CDC e se ci soffermassimo su tale frase:
    "le vere riforme urgenti sarebbero l’abolizione delle Regioni e l’espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania, eventualmente ,
    e la riduzione die vitalizi dei magistrati (ciascuno dei quali va’ in pensione con 9 mila euro mensili netti)".
     Faccio tale annotazione perchè nonostante tutto continuo a considerarmi Italiano,e non quanto giustamente la redazione di CDC dovrebbe,forse, attenersi aLa redazione non esercita un filtro sui commenti dei lettori.
    Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti
    sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org
    potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi.
     La redazione informa che verranno immediatamente rimossi:
    – messaggi con contenuto razzista

    Gentile dr.Blondet prima di fare certe affermazioni sui meridionali per cortesia
    legga: Terroni di Pino Aprile,http://www.edizpiemme.it/libri/terroni
    altrimenti è ovvio che qualcuno poi invoca il regno Borbonico.

    Bye,Bye The Essay

  • alsalto

    "espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania"


    e dopo ‘sta perla si puo’ fare a meno di leggere il resto se non altro.
  • MarioG

    c)Circa al netiquette di CDC e se ci soffermassimo su tale frase:
    "le vere riforme urgenti sarebbero l’abolizione delle Regioni e l’espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania, eventualmente ,
    e la riduzione die vitalizi dei magistrati (ciascuno dei quali va’ in pensione con 9 mila euro mensili netti)".
     Faccio tale annotazione perchè nonostante tutto continuo a considerarmi Italiano,e non quanto giustamente la redazione di CDC dovrebbe,forse, attenersi aLa redazione non esercita un filtro sui commenti dei lettori. 
    Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti 
    sono gli autori degli stessi e che in nessun caso comedonchisciotte.org 
    potrà essere considerato responsabile per commenti lesivi dei diritti di terzi.
     La redazione informa che verranno immediatamente rimossi:
    – messaggi con contenuto razzista
     

    Gentile dr.Blondet prima di fare certe affermazioni sui meridionali per cortesia
    legga: Terroni di Pino Aprile,http://www.edizpiemme.it/libri/terroni
    altrimenti è ovvio che qualcuno poi invoca il regno Borbonico.


    Ha le idee un po’ confuse se pensa che la suddetta frase di Blondet sia a contenuto razzista.
    (Questo anche sorvolando sul fatto che la frase ha probabilmente un tono volutamente paradossale).
    PS. Avere una posizione critica su certe realta’ meridionali, non significa ignorare i fatti post 1860 avvenuti nel Regno Borbonico. 


  • ebertuol

    Vero, "Il Direttore", ‘e un grande!!! Grazie Maurizio!

  • annibale51

    Mah…invece di espellere Campania, Sicilia… e se fosse il Veneto-Triveneto ad andarsene dall’ Italia? …in maniera democratica, senza violenza, naturalmente, e con la sua parte di debito pubblico pro-quota. Le altre regioni potrebbero rimanere unite. Ne guadagneremo tutti!

  • dainroad

    Apprezzo molto la linea di "Comedonchisciotte" e poco importa se a scrivere sia Blondet o Barnard o altri l’importante è che scrivano, che offrano al loro opinione a mio avviso spesso pungente ma competente : si chiama libertà d’informazione e non è un fattore da ritenersi scontato!

    Grazie per il Vostro impegno e servizio.
  • PietroGE

    Sono assolutamente d’accordo con Blondet quando afferma che occorre una riforma delle regioni (con drastica riduzione del loro numero) e, aggiungo io, una ri-nazionalizzazione della spesa sanitaria, uno stipendiario fisso per tutti i dipendenti pubblici e una diminuzione drastica dei centri di spesa.

    L’espulsione d Campania, Calabria e Sicilia la trovo esagerata, il loro commissariamento no. Un Paese che vorrebbe diventare moderno e competitivo non può andare avanti con un quarto del territorio controllato dalla criminalità organizzata e con le decine di miliardi dei profitti mafiosi che ogni anno prendono la via dell’estero.

  • Affus

    "espulsione dall’Italia di Sicilia, Calabria e Campania"

    questo ci fa capire alla fin fine quali sono i parametri reali del Blondet arrabbiato , cioè parametri economici , parametri utilitaristici, dove   alla fine si dimostra servo egli stesso  di quella finanza massonica che  critica .  Come quando i comunisti dicono : "tutta colpa  a dell evasione perché se tutti pagassero le tasse, sarebbero basse !!!  " Intanto sono Cinquant’ anni che aumenta il gettito fiscale ma le tasse aumentano di anno in anno e l italia è il paese del latrocinio ….. 
    Voglio dire che con questo modo di intendere lo stato e la politica come ci propina Blondet a altri  incazzati  neri , non si va da nessuna parte . 
  • lucazz

    Perfettamente d’accordo !!! Uno che scrive di espellere Sicilia Calabria e Campania dovrebbe essere preso a calci in culo dalla Sicilia, passando dalla Calabria, attraversando la Campania fino ad espellerlo, sempre a calci in culo dall’Austria passando dal Trentino dove io abito…… Ma per favore blondet (scritto volutamente in minuscolo), i problemi dell’Italia son ben altri, ma anche sto burattino farà parte di qualche cricca disi formatrice……..ma per favore va……..vergognati !

  • riefelis

    Preferisco un milione di volte la cultura del buon Barnard.

    Blondet è quello che che ha accusato la casa editrice Adelphi come facente parte di un movimento iniziatico a favore di Satana. 
    Documentatevi sulle "belle" teorie che ha elaborato in passato!
  • MarioG

    Quindi in quel caso, almeno, non ha "scimmiottato" Barnard!

    Qui non doscutevo sulle sue preferenze, ma sul singolare giudizio riguardo a all’imitazione di Barnard.
  • oriundo2006

    Ti do’ ragione completamente. Una revisione della carta Costituzionale a questo proposito si imporrebbe se non fossimo in mano a persone che non conoscono bene l’Italia avendo nel cuore un altro stato ( http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/07/21/renzi-israele-paese-nostre-radici_7fa07a38-224c-42c5-a4dd-d7fc2b6f0419.html: come giudicare un’asserzione simile ? Alto tradimento ). Primo, abolizione delle Regioni ‘speciali’ e ri-ammissione in questa categoria solo quelle a posto. Attualmente la Sicilia ad esempio non lo è di certo, nè per i suoi conti, nè per le infiltrazioni mafiose, né per il continuo circo equestre dei suoi rappresentanti cialtroni. Secondo, accorpamento di regioni contigue. E così via. Non succederà mai. 

  • The_Essay

    Buona sera!
    Non amo fare polemiche ,ma trovo fuori luogo certe difese di ufficio.
    Se si hanno idee critiche verso il meridione,non è
    un reato esprimerle, ma si deve essere costruttivi.
    Provi a sommare le reazioni positive e le negative all’articolo del dr.Blondet ,
    e si renderà conto che la sua difesa serve a ben poco.

    Bye,Bye The Essay
    Mi riferiscono che dopo tale articolo in Home i Fratelli Bandiera si sono rivoltati
    nella tomba:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_Bandiera
    N.B.:riposano a cosenza e il posto della loro sepoltura è meta di pellegrinaggio
    di tante,tante persone
    http://www.webalice.it/davidefranceschiellocs/citta/vallone.htm

    http://www.illuminotecnica.com/progettazione-illuminotecnica-per-i-centri-storici-l-ara-dei-fratelli-bandiera-a-cosenza.html

  • Truman

    Quel che è solitamente giudicato come certo è che il nome [Italia] inizialmente indicasse solo la parte posta nell’estremo meridione della Penisola, la Calabria. All’inizio doveva limitarsi a quell’estrema parte della Calabria che giace a sud dei golfi di Sant’Eufèmia e di Squillace, oppure, secondo un’altra possibile interpretazione delle fonti, pressappoco al Cilento, tra i fiumi Sele e Lao.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Etimologia_del_nome_Italia

     

  • MarioG

    Provi a sommare le reazioni positive e le negative all’articolo del dr.Blondet ,
    e si renderà conto che la sua difesa serve a ben poco.


    Spero che non pretenda che esprima solo opinioni "nella media".

    Ironicamente, le suddette regioni sono a loro volta abbastanza fuori media riguardo a certi non trascurabili canoni, diciamo socio-economico-amministrativi, e la sua difesa serve pure a ben poco, o meno ancora.

    Con buona pace dei fratelli Bandiera in quel di Cosenza e dei loro pellegrini. E ci metta pure di Gioacchino da Fiore con rispettivi pellegrini ("abbondiamo", direbbe Toto’).


  • Vocenellanotte

    Le regioni italiane, così come disegnate dalla Costituzione del 1948, sono un residuato prerisorgimentale e ricalcano in linea di masima gli staterelli in amministrazione fiduciaria dei sovrani europei, che formavano la penisola e la panura padana.

    Sono almeno 25 anni che vado ripetendo che le Regioni vanno abolite. Sono un centro di potere concorrente alle finalità dello Stato e il covo di un parassitismo sfrenato e fuori controllo. Non c’è il contatto con gli elettori e non ci sono sistemi di amministrazione responsabile.

    E’ solo un sistema di collettamento dei finanziamento per le truppe cammellate partitiche.

    Uno schifo insomma. E la Lombardia non è da meno della Calabria, caro Blondet.

  • riefelis

    A  me sembra invece di si. Ora mostra dati macroenomici e parla di moneta e debito ecc. e forse le sue consuete tematiche non interessano più tanto ai lettori.

  • MarioG

    Dice "ora"?

    Magari si sbaglia, controlli un po’.
  • FlavioBosio

    Sottoscrivo, fuori subito la Padania dall’Italia!

    Dov’è che devo firmare?