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ALTA FINANZA: IN ATTESA DELLA TERZA CRISI

DI G. COLONNA
clarissa.it

Mentre il sistema bancario italiano assiste ad una crescita del 22% delle cosiddette “sofferenze” (i debiti che i clienti non riescono a ripagare), arrivando al record di 128 miliardi di euro e ad una previsione di 19mila posti di lavoro in meno nel settore – per l’alta finanza internazionale nulla sembra cambiato.
Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), un istituto internazionale con sede a Basilea, la quota di crediti ad alto rischio concessi dalle banche di tutto il mondo rappresenterebbe oggi ben il 45% del totale, con una crescita di trenta punti percentuale rispetto al minimo registrato durante la crisi e di ben dieci punti rispetto a prima dello scoppio della crisi stessa: una crisi che, nei soli Stati Uniti, ha cancellato otto milioni di posti di lavoro e miliardi di dollari di risparmi.Mentre i cittadini dell’intero occidente sono alle prese con i duri sacrifici imposti dall'”austerità”, con la crescita della disoccupazione e con una crescente pressione fiscale, l’alta finanza internazionale ha continuato a produrre enormi dividendi, stabilendo un record dopo l’altro: basta citare il caso di Wall Street, che nel 2011 ha distribuito alle società finanziarie e del credito la somma più alta di tutti i tempi, 60 miliardi di dollari di utili. Secondo Snl Financial, una società di analisi americana, il reddito medio dei banchieri è aumentato del 22 per cento, ed anche in questo caso sono stati raggiunti record personali non da poco: John Stumpf, per esempio, amministratore delegato di Wells Fargo, è in cima alla classifica con 23 milioni di dollari di guadagno, un bel progresso rispetto ai 12 milioni di dollari che aveva incassato nel 2007, l’ultimo anno del boom.

Come nulla fosse accaduto, senza che nessun gruppo dirigente occidentale sembri preoccuparsene, sono tornati a crescere anche i complessi strumenti finanziari che sono stati il principale strumento della speculazione sui subprime (i mutui concessi a persone non in grado di ripagarli): solo nella prima metà del 2013, infatti, a livello mondiale sono stati venduti dalle grandi banche e società finanziarie internazionali 424 miliardi di dollari in asset backed security (Abs), uno degli strumenti il cui ruolo nella “democratizzazione del debito” è ben nota a chi ha analizzato i meccanismi che hanno innescato la crisi finanziaria.

Tutto ciò avviene nonostante in questi anni si siano moltiplicate le prove, anche in sede legale, della condotta spregiudicata, per non dire truffaldina, delle grandi società finanziarie: ci limitiamo a ricordare il caso più recente, i 920 milioni di multa che JPMorgan, una delle prime cinque aziende mondiali del settore finanziario, ha accettato di pagare per chiudere, con ammissione di colpa, la vicenda delle speculazioni sui derivati con le quali due trader della sua filiale di Londra avevano coperto le perdite della società sulle operazioni in derivati. Il fatto che una grande società come JPMorgan accetti senza colpo ferire una simile condanna, riconoscendo responsabilità ed errori, fa chiaramente comprendere che la questione non è, come ha affermato Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, di voler essere considerata “la banca migliore” dai regolatori oltreché da clienti e azionisti: non ha importanza sborsare cifre così ingenti, in un momento in cui i profitti lievitano senza difficoltà, non ha importanza che qualche funzionario o qualche dirigente venga allontanto, quel che conta è evitare che venga messo in discussione il sistema che continua a garantire profitti tanto elevati alla speculazione finanziaria.
Le grandi multe salvano Wall Street e la City londinese dal rischio di una “rivoluzione” nel rapporto fra politica ed economica che costringerebbe questi operatori a cambiare metodi e strumenti di lavoro.

I miliardi di dollari con cui le banche sono state soccorse da tutti i governi occidentali, seguendo il principio del “troppo grandi per fallire”, hanno permesso all’alta finanza internazionale di procedere indisturbata nelle proprie strategie di creazione e distribuzione del debito, strangolando l’economia reale attraverso le politiche restrittive degli Stati e favorendo l’accumularsi della ricchezza di chi possiede capitali e liquidità.
Questo è stato possibile grazie all’intreccio sempre più inestricabile fra potere dei partiti e potere della finanza, bene descritto recentemente dall’economista americano James Kwak, che scrive: “La deregolamentazione della finanza ha conquistato consensi a Washington perché gli interessi delle grandi aziende dominavano il Partito repubblicano, mentre i democratici non volevano turbare Wall Street per non precludersi ricchi finanziamenti. I banchieri e gli immobiliaristi volevano vendere case a tutti i costi. I lobbisti avevano ormai agganci potenti nel governo. E tutti erano contenti della crescita”.

Sono queste le forze che continuano a dominare l’economia e la politica occidentale, nonostante abbiano dato tremenda prova di sé, travolgendo nella speculazione miliardi di ricchezza costruita onestamente con il lavoro e le capacità di impresa. Qualche settimana fa, per fare un esempio, Rick Rieder, un alto dirigente della maggiore società di gestione finanziaria al mondo, Blackrock, di cui ci siamo spesso occupati, dava questa lezione a La Repubblica: “Guardate cosa è successo qui in America: fino a quando non si è cominciato a rifinanziare direttamente le banche, con iniezioni di capitale dirette, aumenti di capitale sottoscritti dallo Stato, prestiti straordinari (che peraltro sono stati già restituiti con tutti gli interessi), fino ad allora non si riusciva ad impostare una ripresa strutturale. Per fortuna, mentre la Federal Reserve garantiva il quantitative easing [la “produzione” di dollari forniti al sistema bancario a condizione politiche] ed i bassi tassi di interesse, il Tesoro con un’insperata forma di coordinamento avviava tutte le misure che dicevo. Il risultato è stato il consolidamento del settore bancario che non ha fatto mancare le risorse al settore industriale. Finito il credit crunch, la stretta creditizia, è finita la crisi”. Ora che l’Italia ha “un governo ragionevole”, prosegue il dirigente, Blackrock è tornata ad investire in titoli di Stato italiani.

Questa dunque la ricetta che i grandi finanzieri Usa hanno imposto a livello mondiale, finanziare le banche con il denaro dei cittadini, affinché le stesse continuino a sviluppare le proprie speculazioni, giacché, come ben sappiamo, anche delle enormi somme che la Bce ha pompato nel sistema bancario europeo ben poco è arrivato alle piccole e medie imprese, alle famiglie, al terzo settore – vale a dire all’economia reale che permetterebbe di vivere onestamente a milioni di cittadini europei.

G. Colonna
Fonte: www.clarissa.it
Link: http://www.clarissa.it/editoriale_n1910/Alta-finanza-in-attesa-della-terza-crisi
23.09.2013

Pubblicato da Davide

  • neutrino

    “…travolgendo nella speculazione miliardi di ricchezza costruita onestamente con il lavoro e le capacità di impresa”
    Diciamo piuttosto che le banche questa ricchezza fittizia hanno contribuito a costruirla, favorite dai governi, che volevano perpetuare il più possibile un sistema, quello consumistico/industriale, ormai decotto da decenni.
    Il lavoro onesto e la capacità d’impresa esistono ancora, ma la domanda non riesce a tenere al passo con l’offerta, a causa dell’innovazione tecnologica, da almeno 30 anni, senza che i salari vengano depressi a livelli da fame.
    Questa visione del mondo dominata dall’etica del lavoro, e dalla proporzionalità tra fatica e ricchezza, è una trappola che sta prolungando senza motivo una struttura sociale, quella capitalista/consumista, ormai sorpassata.
    E’ il tempo della proprietà distribuita dei mezzi di produzione, e della liberazione definitiva dalla schiavitù del lavoro.

  • AlbertoConti

    Dopo la prima parte promettente, mi sarei aspettato un crescendo di prove schiaccianti della truffa bancaria ai danni dell’umanità, o di conclusioni sull’usurpazione del potere tramite il furto (cleptocrazia), o di soluzioni “rivoluzionarie” per sanare questa situazione tanto assurda quanto insostenibile. Invece niente, l’ultima dichiarazione di un addetto ai lavori sembra quasi spiegare tutto in modo pacato e convincente, del tipo: “calma ragazzi, abbiamo fatto la cosa giusta, vedete che tutto si è risolto nel migliore dei modi!”. Questo “moderatismo” intellettuale comincia a darmi sui nervi. Le “enormi somme che la Bce ha pompato nel sistema bancario europeo” non sono la soluzione, neppure se andassero tutte all’economia reale, se non cambia il sistema di gestione della moneta e dell’economia. O non si è imparato nulla da questa crisi? Questa sì è la cosa più grave, significa disadattamento ambientale cronico, il cui capolinea è l’estinzione.

  • Hamelin

    La Prima cosa che dovrebbe insegnare questa crisi e che invece non ha fatto è che non si puo’ cercare di fare risolvere I problemi a coloro che li hanno creati e che sono il problema stesso.
    Le Banche ed il sistema finanziario vanno completamente abbattuti e rifondati su basi di utilità pubblica , altrimenti diventeranno sempre piu’ il ricettacolo per la peggior specie di criminali in circolazione.

  • AlbertoConti

    Concordo in pieno

  • Jor-el

    Su questo non ho dubbi. Il punto è che quelli che hanno creato i problemi oggi reclamano più poteri sovrani. Tengono il mondo sotto la minaccia di un’altra crisi economica se non gli si consegna ancor più potere e ricchezze.

  • ilsanto

    Giusto, mettiamoci pure la globalizzazione che ha sostituito milioni di lavoratori ben pagati in occidente con salari da fame in Cina, India etc.
    Questo ha avuto un enorme effetto deflattivo originando la crisi.

  • alvise

    Tranquillo, l’hanno imparata eccome, anzi l’hanno creata, ma è proprio perchè l’hanno creata che il Bilderberg Letta, ma anche i predecessori o successori, massoni, non faranno nulla per il popolo.Vuoi che dica una frase banale?Il popolo è un popolo, ma di pecore da tosare, e per riuscirci basta mistificare, con i media, che ti diranno “tengo famiglia”, la verità, cioè tenendo nell’ignoranza la gente con i vari media spin doctor.Questa è la triste realtà, piaccia o no, frasi banali e ovvie, o no.D’altra parte senza i giornalisti della carta o delle tv, rimangono i piccioni viaggiatori per farci avere notizie che altri non diranno mai, ma penso che il meccanismo sia un pochino complicato.Cosa fare?Ne hanno dette tante, sia su CDC, sia su moltissimi blog.Niente, vegetare e creare altre piante…

    Purtroppo quelli della mia generazione non potevano immaginare in quale canto Dantesco saremmo finiti, avendolo previsto non avrei fatto nascere mio figlio.Perchè farlo nascere oggi, ma anche ieri, sapendo a quali sacifici lo avrei messo al mondo?Stipendi da fame (eppure ha un diploma importante, ma è solo carta straccia, lo so bene), quando lo stipendio c’è, e la pensione solo un miraggio, ecc?Parlo per me, “semplice” lavoratore, senza nessuna conoscenza particolare? (così va il mondo).Ecco perchè dico “non l’avrei fatto nascere”, per non dare la materia prima ai bastardi vampiri, cui hanno persino il culo di non morire se non in tarda età, non prima di averci succhiato tutto il sangue possibile.