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ALLEANZA ANTI-DOLLARO PER FERMARE LE AGGRESSIONI USA

E già passato un po’ di tempo da quando faceva notizia l’Ucraina e la risposta russa alle sanzioni occidentali (quella che ha scatenato e messo in movimento il grande asse eurasiatico, spingendo la Cina e la Russia ad avvicinarsi e ad accelerare l’affare del gas, il “Santo Graal” tra i due paesi).
Non è ancora chiaro però per quale motivo i media occidentali abbiano fatto scendere il livello di copertura dell’Ucraina, come se fosse una patata bollente, soprattutto dopo che è cominciata la guerra civile in Donbas e da quando questa guerra continua ad imperversare con decine di vittime da entrambe le parti.
Nella foto: Sergey Glazyev , consigliere di Putin

Forse il pubblico si è semplicemente stancato di sentir parlare di questo misto tra un gioco di scacchi e dama tra Putin e Obama ed è ritornato a leggersi le notizie di propaganda che circondano gli eventi altrettanto mortali della terza guerra che si combatte in Iraq negli ultimi tre decenni.

Comunque “lontano dagli occhi” può essere proprio quello che vuole l’élite politica russa. Infatti, come scrive Valentin Mândrăşescu di VoR, mentre la grande macchina propagandistica e di distrazione degli Stati Uniti è concentrata altrove, la Russia sta già preparando i suoi prossimi passi. Il che ci porta a parlare del consigliere di Putin, Sergey Glazyev, la stessa persona che ai primi di marzo è stato il primo a suggerire alla Russia di scaricare tutte le obbligazioni USA e di abbandonare il dollaro, come rappresaglia alle sanzioni degli Stati Uniti, una strategia che ha funzionato, perché il Cremlino ha mantenuto il controllo sulla Crimea e le sanzioni occidentali si sono magicamente fermate (e non solo, ma come ha appena segnalato la Banca Centrale russa , il surplus 2014 delle partite correnti del paese potrà arrivare a 35 miliardi di dollari, valore superiore ai 33 miliardi di dollari del 2013, e molto lontano da quel deflusso di capitali dalla Russia (almeno 200 miliardi di dollari) che aveva ipotizzato recentemente Mario Draghi).

Glazyev è stato anche colui che ha spinto strumentalmente il Cremlino ad avvicinarsi alla Cina e a forzare l’accordo sul gas nat con Pechino, anche se il contratto non necessariamente ha spuntato le condizioni più vantaggiose in assoluto per la Russia.

È Glazyev stesso che ha pubblicato un articolo su Argumenty Nedeli, in cui ha delineato un piano per “minare la forza economica degli Stati Uniti” e costringere Washington a fermare la guerra civile in Ucraina. Glazyev ritiene che l’unico modo per far desistere gli USA dal loro progetto di iniziare una nuova guerra fredda è mandare in crash il sistema del dollaro.

Come riassunto dalla dalla VoR, nell’ articolo pubblicato da Argumenty Nedeli, l’assistente economico di Putin e mente propulsiva dell’Unione Economica Eurasiatica : Washington sta cercando di provocare un intervento militare russo in Ucraina, usando la giunta di Kiev come esca. Se il piano funzionerà Washington ne potrà trarre una serie di vantaggi importanti. In primo luogo, permetterà agli Stati Uniti di imporre nuove sanzioni contro la Russia, cancellando Mosca dal portafoglio dei buoni del Tesoro USA, ma più importante sarebbe la nuova ondata di sanzioni che creerebbe una situazione in cui le aziende russe non sarebbero più in grado di pagare i loro debiti alle banche europee.

Secondo Glazyev, la cosiddetta “terza fase” delle sanzioni contro la Russia costituirebbe un costo enorme per l’Unione Europea. Il totale delle perdite stimate potrebbe superare i 1000 miliardi di euro e queste perdite potrebbero danneggiare gravemente l’economia europea, facendo diventare così gli Stati Uniti l’unico “rifugio sicuro” al mondo. Con delle dure sanzioni contro la Russia si riuscirebbe anche a spiazzare Gazprom sul mercato europeo dell’energia, lasciando spalancata la porta al LNG (Liquefied natural gas) degli americani, che costa molto di più.

Cooptando i paesi europei in una nuova corsa agli armamenti e alle operazioni militari contro la Russia, aumenterà l’influenza politica americana in Europa e aiuterà gli Stati Uniti a costringere l’Unione Europea ad accettare la versione americana dell’Accordo di Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, un accordo commerciale che trasformerà sostanzialmente la UE in una grande colonia economica degli Stati Uniti. Glazyev crede che innescare una nuova guerra in Europa, porterà solo benefici per l’America e solo problemi per la Unione Europea. Washington si è ripetutamente servita di guerre globali e regionali per il bene dell’economia americana e ora la Casa Bianca sta cercando di usare la guerra civile in Ucraina come pretesto per ripetere il vecchio trucco.

Il pacchetto di Glazyev prende di mira in modo specifico la forza propulsiva della macchina da guerra USA, vale a dire la macchina stampa moneta della FED. Il Consigliere di Putin propone la creazione di una “grande alleanza anti-dollaro” dei paesi disposti e in grado di far uscire il dollaro dal loro commercio internazionale. I membri dell’alleanza dovrebbero anche astenersi dal mantenere come riserve tutti gli altri strumenti monetari emessi in dollari. Glazyev afferma che si dovrebbero trattare tutti i prodotti finanziari emessi in dollari a livello di titoli spazzatura e che chi controlla i mercati dovrebbe richiedere la piena collateralizzazione di quei titoli. Una coalizione anti-dollaro sarebbe un primo passo verso una coalizione contro-la-guerra che potrebbe aiutare a fermare l’aggressione degli Stati Uniti.

Non sorprende il fatto che, Sergey Glazyev ritenga che il ruolo principale per creare questa coalizione politica debba essere svolto dalla comunità imprenditoriale europea perché i tentativi americani di innescare una guerra in Europa e una guerra fredda contro la Russia stanno minacciando gli interessi del grande capitale europeo. A giudicare dai recenti sforzi per bloccare le sanzioni contro la Russia, fatti dagli imprenditori tedeschi, francesi, italiani e austriaci, l’assistente di Putin ha fatto una valutazione pienamente condivisibile.

È una cosa che potrebbe sorprendere parecchio Washington, ma la guerra in Ucraina potrebbe presto diventare la guerra per l’indipendenza dell’Europa dagli Stati Uniti e la guerra contro il dollaro.

Fonte: http://www.zerohedge.com

Link: http://www.zerohedge.com/news/2014-06-18/putin-advisor-proposes-anti-dollar-alliance-halt-us-foreign-aggression

18.06.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • Gioia_di_Vivere

    Va bene, la vendetta è un piatto che si mangia freddo.
    Non vedo l’ora di vedere le canaglie naziste e i mercenari mandati li dagli Usa con la complicità dell’Europa pagare duramente per le stragi di innocenti che stanno facendo.  Odessa urla vendetta e così tutte le altre atrocità.  I nostri leader sono diventati pazzi.  Apriamo gli occhi prima che sia troppo tardi.

  • sweetwater

    La teoria attribuita a Sergey Glazyev, secondo la quale “Washington sta cercando di provocare un intervento militare russo in Ucraina, usando la giunta di Kiev come esca. Se il piano funzionerà Washington ne potrà trarre una serie di vantaggi importanti. In primo luogo, permetterà agli Stati Uniti di imporre nuove sanzioni contro la Russia, cancellando Mosca dal portafoglio dei buoni del Tesoro USA, ma più importante sarebbe la nuova ondata di sanzioni che creerebbe una situazione in cui le aziende russe non sarebbero più in grado di pagare i loro debiti alle banche europee.” , è una colossale stupidaggine. Gli USA non han bisogno di pretesti, per applicare sanzioni alla Russia, possono farlo, punto; e pur essendo provvedimenti illegali, in base ai trattati internazionali sul commercio, è vano appellarsi agli organismi preposti, perché il massimo che “ il ricorrente” può ottenere dal WTO, è l’autorizzazione ad applicare ritorsioni commerciali. Come dire: “Chi l’ha più lungo, se lo tira”. Piuttosto, bisogna chiedersi perché le amministrazioni americane non abbiano mai attuate le sanzioni, nonostante distruggere la Russia sia, per esse, un fine esistenziale. Probabilmente perché, se ottenessero ciò che teorizza Sergey Glazyev, Putin ricorrerebbe ad armi politiche da fine-del-mondo: revocare il New START, moltiplicando l’arsenale nucleare più letale nel pianeta, stipulare un trattato di mutua difesa con l’Iran, che consentirebbe a Teheran di allestire ordigni nucleari, organizzare un’alleanza con la Cina, Corea del Nord, Vietnam, sul modello “NATO”, accerchiare l’America da Cuba al Brasile, con avamposti militari. Per inciso, ha più soldati Pechino, che il resto del mondo. No, Sergey Glazyev deve nasconderla la verità, non può dire che Mosca e Pechino diffidano l’un dell’altro, che si sono molto odiati (più che con l’America), tanto cannoneggiati, e che deve davvero essere prossima la fine del mondo, perché i due giacciano assieme come USA ed Europa. Invece, temo che Washington voglia che Putin se lo prenda un pezzo d’Ucraina. Così, il virus di qualche milione di pseudo-Madainisti, girerebbe indisturbato per la Russia decretandone la fine.