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Al di là dell’invisibile

 

DI GRIGORIOU PANAGIOTIS

greekcrisis.fr

Il racconto degli incidenti a Lesbo, dove i migranti sono più dei greci, che preannuncia un futuro fosco di scontri, che il governo Tsipras non fa nulla per evitare. La rabbia è cavalcata dagli estremisti di Alba Dorata e molti temono che presto la situazione degenererà. Molti greci sono ormai su posizioni nazionaliste e rifiutano apertamente ogni forma di integrazione dei nuovi venuti. Un cocktail esplosivo di crisi e paura. E intanto Tsipras avalla il passaggio dei beni pubblici sotto la gestione di un ente governato dalla Troika.

Settembre, già affascinante. Si attendono i pescherecci, così come spesso si attendono le imbarcazioni dei migranti dalla Turchia. I numerosi turisti che sfilano davanti ad Epidauro o camminano per le strette vie di Nauplia, non notano quasi l’implosione greca che si accelera come non mai nei fatti così come nelle cose. E non vedranno niente nemmeno dell’esplosione parallela che ha luogo a Lesbo, dove la gente si è rivoltata e non supporta più la distruzione (finale?) della sua economia, dei suoi beni e delle sue stesse abitudini di vita da parte dei circa seimila migranti presenti sull’isola.

Gli abitanti di Lesbo in rivolta. Stampa greca, settembre 2016

Nella versione riportata da lesvosnews.gr: “nel pomeriggio (del 18 settembre) il porto di Mitilene è diventato luogo di tensione e scontri quando un gruppo di “solidali” con i migranti ha tentato di sbarrare la strada al drappello di soldati che, come d’abitudine, stava raggiungendo l’antica capitaneria della città per l’ammaina bandiera d’onore.

I “solidali” probabilmente anarchici, gridavano slogan provocando gli abitanti di Lesbo, che osservavano la scena attoniti dall’altro lato della strada. Il loro comportamento ha generato l’indignazione di tutti, facendo pericolosamente salire la tensione. Ben presto sono giunti i reparti antisommossa per impedire scontri.

“Al momento di abbassare la bandiera, il drappello militare si avvicinò, seguendo la fanfara. I “solidali” continuarono a provocarli con i loro slogan, fino a che alcuni migranti che stavano nei pressi, sono rimasti colpiti, vittima probabilmente di alcuni istigatori. Gli abitanti locali non potevano più sopportare di vedere i manifestanti rovinare in quel modo la cerimonia, e così alcuni di loro si sono avvicinati ai ”solidali”. La tensione è salita alle stelle e solo l’intervento della polizia ha evitato il peggio”

Scontri a Mitilene, Lesbo. 20 settembre (stampa greca)
Il campo dei migranti devastato dall’incendio del 19 settembre, Lesbo.
Alexis Tsipras parla dei migranti all’assemblea generale ONU, 19 settembre.

“i manifestanti non hanno smesso di gridare i loro slogan al momento dell’ammaina bandiera, tuttavia sono stati sovrastati dagli abitanti che scandivano Grecia-Grecia e che poi cantavano l’inno nazionale. Il video che vi presentiamo è eloquente!”

Queste sequenze di “Lesvosnews” (di cui esiste un’altra versione QUI) arrivano come uno squarcio che si apre incerto sul caos, e sono certo frutto di un montaggio, ma impongono comunque di fare una riflessione… esplosiva.

Prima i Greci (e questo si verifica ad ogni occasione) onorano il proprio esercito come mai accaduto da quanto è caduto il regime dei colonnelli. I membri delle ONG “solidali” con i migranti, finanziate dai vari enti sovranazionali e dal finanziere Soros, incarnano un ben nefasto ruolo, diffondendo false voci tra i migranti, provocando (in tutti i sensi) il sentimento patriottico (ferito) dei greci.

E’ il vento dell’indifferenza che soffia. Atene settembre 2016
Una certa allegoria greca. Peloponneso. Settembre 2016
Rappresentazioni e mentalità. Atene settembre 2016

Alla fine, quelli di Alba Dorata (il processo che riguarda alcuni di loro per l’uccisione di Pavlos Fyssas è appena ripreso ad Atene) approfittano del momento difficile per aumentare i consensi. Momenti tristi, per davvero. “La situazione a Lesbo è incontrollabile” ricorda la stampa di Atene (Kathimerini, 20 settembre).

”Tutto è cominciato stamattina, a seguito delle voci diffuse nel campo di possibili rimpatri forzosi ed espulsioni verso la Turchia. La protesta ha subito preso i caratteri di una ribellione, coinvolgendo circa 300 migranti, che sono usciti dal campo, tentando di organizzare un corteo di protesta diretto in città. La Polizia li ha fermati, cercando di ricondurli all’interno del campo, dove si sono verificati degli scontri, che hanno poi causato degli incendi sia negli alloggi che nell’uliveto che circonda la recinzione. Si è diffuso il panico e molti migranti e rifugiati sono scappati per salvarsi la vita”. “In precedenza, il giorno stesso, c’erano già stati incidenti durante una marcia di protesta organizzata dagli abitanti dell’isola contro la presenza di un eccessivo numero di migranti. In mezzo ai 500 manifestanti si sono introdotti, secondo alcuni testimoni oculari, degli esponenti di Alba Dorata. Quando il corteo ha raggiunto il Municipio, costoro hanno cominciato a gridare slogan nazionalisti. Più tardi, hanno aggredito tre donne, note sull’isola per il loro aiuto ai migranti all’interno dei campi (…). Domenica scorsa, il consiglio comunale ha chiesto di limitare il numero dei migranti sull’isola a 3000 (Lesbo conta oggi 5600 abitanti) e di far uscire le ONG dai campi.

Storia antica Nauplia, settembre 2016
Turisti a Epidauro.  Settembre 2016
Passato pietrificato, Nauplia settembre 2016

Come talvolta è solita fare, una certa stampa francese, come ad esempio Le Figàro, ha pensato di riferire quanto accaduto senza scrivere neanche una riga sulle condizioni di vita e sulle reazioni degli abitanti di Lesbo: disinformazione o mancanza di fonti?

Alexis Tsipras, in ritardo di un giro, proclama dalla tribuna dell’ONU “se non agiamo, se non troviamo un accordo sullo sforzo necessario per sostituire le rotte illegali dell’immigrazione con altre giuridicamente accettabili e compatibili con una visione umanitaria, se non affrontiamo le cause profonde dell’immigrazione (…) avverrà il peggio sotto i nostri occhi e daremo spazio alle forze xenofobe e nazionaliste, che mostreranno il loro vero volto per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale” (To Pontiki, 19 settembre)Ora una relativa, precaria calma è tornata (secondo i reportages) a Lesbo. Il “governo” Tsipras è alla ricerca di un traghetto dove alloggiare i migranti sfollati a causa dell’incendio al campo di Moria, intanto che si riparano i danni. Il paese ritiene di poter ancora trattenere il respiro… fino a quando?

L’altra Grecia – turisti ad Atene. Settembre 2016
La bellezza non basta per calmare l’uomo. Golfo Saronico, settembre 2016
Ristorante “La Grecia” – Nauplia, settembre 2016

La bellezza dei paesaggi non basta per calmare l’uomo… nella sua accezione più profonda. Yannis Makridalis, scrittore e attivista “altromondialista” impegnato, ha scelto di tornare all’autarchia vivendo a Volissos, vicino a Chios, sua isola natale e lancia lui pure un campanello d’allarme.

“La situazione derivante dal problema dei rifugiati nel Mar Egeo settentrionale è grave ed in via di peggioramento, non si vedono prospettive di soluzione, perchè sembra mancare la volontà politica di cercarle. Al contrario, tutto fa pensare che presto avremo scontri più gravi e anche dei morti sulle nostre isole”. “Chios è, di fatto, una prigione per più di 3500 rifugiati e migranti, dei quali 2000 vivono in tende di fortuna e prefabbricati sparsi per i campi del capoluogo. Sono disperati, senza prospettiva di ritrovare una vita normale, e pure senza soldi, parcheggiati qui semplicemente perchè la UE e il governo greco hanno adottato la stessa posizione: arrangiatevi (lui in modo più espressivo ha usato l’espressione “tagliatevi la gola” [ndt: il nostro “impiccatevi” o “cavoli vostri”]). In questo modo, tutto è risolto e i migranti diventano un problema della gente del posto.

Natura … attenuante, Peloponneso, settembre 2016
Nelle Isole , settembre 2016
Dans les îles. Grèce, septembre 2016

“E’ esattamente quello che succederà ben presto e allora non bisognerà chiedersi come è potuto succedere. A Chios già molti abitanti che vivono a ridosso dei campi (Hot Spot), nel capoluogo come presso i villaggi, sentono gli effetti dell’incertezza, fatto senza precedenti per la storia dell’isola e, come è facile intuire, parecchio fastidioso. In un’isola dove nessuno chiudeva mai la porta di casa, nè di giorno nè di notte, all’improvviso regna l’incertezza, per la piccola delinquenza del quotidiano che però, se va avanti così, rischia di aggravarsi rapidamente. E tutto ciò a causa della totale mancanza di azione da parte dello stato o, piuttosto, per la scelta deliberata di sacrificare sia la popolazione locale che i rifugiati stessi alla propria linea politica di “leccare il culo” [ndt: così nel testo originale] della Merkel”.

”Il quadro fa presagire non solo spari, ma l’odore prossimo venturo del sangue. Presto avremo il primo morto, tra i rifugiati, tra i greci o anche tra gli esponenti delle ONG installate qui, e sarà la semplice conseguenza della politica dell’”arrangiatevi” che da così tanto tempo il governo greco applica sull’isola” (dal blog di Yannis Makridakis).

Dappertutto la Grecia è in ebollizione e già gruppi di genitori si oppongono apertamente all’inserimento nelle classi dei figli dei migranti. A volte gli argomenti utilizzati sono apparentemente … asettici, ponendo in primo piano il – reale – problema sanitario posto dalla loro presenza in Grecia. Altre volte, la verità largamente condivisa dalla stragrande maggioranza dei greci viene apertamente a galla “non vogliamo che questa gente che viene da un’altra cultura, da un’altra religione, con un’altra visione del posto delle donne nella società e, a dirla tutta, anche un’altra visione della democrazia, si mescolino ai nostri figli. E poi non ci avevate detto che non si sarebbero fermati, che erano solo in transito?” (lettera aperta di un gruppo di genitori a Filippiade. Epiro).

 

Atheaton, cioè … l’invisibile . Grecia, settembre 2016
Il… visibile. Atene, settembre 2016
Meglio la Dracma. Atene, settembre 2016

Così è la vita, preparandosi, talvolta, alla morte. Eleni, madre di un bambino in un villaggio della Tessaglia e fedele elettrice del Partito Comunista, viene da una svolta epocale delle sue posizioni, sia pratiche che politiche.

“Il nostro villaggio (vicino alla città) dopo la crisi ha perso 350 dei suoi 1200 abitanti. I giovani sono andati a lavorare in Germania o in Svizzera e si sono portati via anche i figli, diversamente da quanto facevano gli emigranti greci negli anni ‘60. Quelli che partono oggi vedono chiaramente che non ci sarà futuro in Grecia, per i loro figli. La scuola elementare rischia di chiudere e per evitarlo, le autorità ci chiedono di iscrivere i figli di famiglie gitane che vivono nelle vicinanze. I paesani non vogliono, sono stupidi (sic). Io gli ho detto chiaramente come la penso: siete degli idioti. Questi bambini sono greci, di religione ortodossa come noi, fanno il militare ed abitano vicino a noi da secoli. Se non li accetterete, ci faranno arrivare i figli dei migranti (già c’è un campo di 300 persone) e sarà una catastrofe. Svegliatevi!”  

Grecia pacifica. Nauplia, settembre 2016
Grecia pacifica. Peloponneso , settembre 2016
Grecia turistica. Atene, settembre 2016

“Syriza ha offerto tutti beni posseduti dallo stato a una super-cassa controllata dalla Troika, cioè dagli stranieri [ndt: è la riedizione della tristemente famosa Treuhandastalt, l’ente che curò lo smobilizzo dei beni della DDR dopo l’unificazione tedesca. L’ente agì in modo così sporco che dovettero fare, negli anni successivi, una legge per garantire l’immunità agli ex dirigenti. La storia completa è contenuta nel fondamentale libro Anschluss di V.Giacché] E’ un tradimento nazionale che supera quello perpetrato da Syriza verso la sinistra. Ecco il risultato di Syriza. Il nostro paese è sotto un’occupazione coloniale mai vissuta prima. Il generale Metaxàs o i Colonnelli non sono mai arrivati così in basso. Tsipras e i suoi sono una banda di criminali politici, è il governo più venduto di tutti i tempi” dichiara apertamente Alèkos Alavànos, ex capo della stessa Syriza su Radio 90.1 del Pireo. E’ la constatazione che sento tutti i giorni dal 90% dei greci, che poi aggiungono, nel loro stile “bisognerebbe impiccarli”. Inutile commentare oltre.

Tra la crisi in sè e come Syriza l’ha gestita, come diventa ogni giorno più chiaro, la classe politica non è mai stata così odiata da lungo tempo. A questo si aggiunge la crisi importata e imposta attraverso i migranti ed ecco il quadro completo: un cocktail più che esplosivo.
I nostri numerosi turisti sfilano davanti ad Epidauro o si aggirano nelle stradine strette di Nauplia e non si accorgono in alcun modo dell’implosione greca che invece accelera come non mai, sia nei fatti che nelle cose. Vivamente… profondamente estate 2017.

Dall’alto gli unici esseri sensati in Grecia ci guardano

 

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2016/09/Fr0530.html#deb

22.09.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANZ

 

I rari esseri sensati. Atene., settembre 2016

Pubblicato da Davide

  • salve
    come da programma in agenda UE/NATO/ONU e l’avvallo di “el papa”, la distruzione della cultura classica e della religione greca-ortodossa e cattolica, procede a gonfie vele.
    Qualcuno comincia a dare segni di risveglio, basterà ? o siamo già condannati e, con noi, i nostri figli ?
    saluti e buon fine settimana
    Piero e famiglia

    • aNOnymo

      Purtroppo non sono molti che riescono a vedere alcune decisioni che secondo me sono catastrofiche per la nostra societa’ prese e avvallate dal papa.
      Oltre alle varie decisioni del passato, L’incontro con i Luterani sara’ la botta finale.
      L’eucarestia, simbolo indiscutibile del cattolicesimo, verra’ messa in discussione proprio in quell’evento dove verra’ essenzialmente equiparata ad una semplice cena “in ricordo ” di Cristo, cancellando la sua natura soprannaturale e conferendole una dimensione umana, relativizzandola.
      Io sono sempre piu’ convinto che una massa di uomini soli, individualisti, senza nessuna radice morale e spirituale sia piu’ facile da plasmare e controllare.
      Nonostante tutto quello che ha passato la Grecia negli ultimi anni c’e’ ancora molta gente che nelle manifestazioni sta seduta al bar a prendersi il caffe’.
      La speranza per un risveglio e’ ormai svanita.
      Gli uomini si riuniscono per combattere insieme perche’ credono in determinati valori comuni. Nel momento in cui la societa’ produrra’ mezzi uomini vuoti di spirito e senza un senso etico-morale condiviso e senza indole, sara’ la fine per l’intera umanita’.
      Non e’ catastrofismo, prendo semplicemente atto della realta’. L’essere umano e’ arrivato ad una bassezza ineguagliabile.
      Ciao

  • aNOnymo

    Grande Panaghioti.
    Sempre lucido e fedele nel raccontare la realta’.
    Piu’ sono i migranti piu’ aumenta l’offerta di lavoro.
    Piu’ aumenta l’offerta di lavoro e piu’ i salari tenderanno ad abbassarsi.
    E’ un fenomeno indiscutibile e di una certezza pressoche’ assoluta.
    Quindi il livellamento degli stipendi e’ in atto. Ce lo chiede il capitalismo.
    Non possiamo dirgli di no perche’ siamo troppo presi dal nostro smart phone, che in fin dei conti tanto smart non e’.
    La Grecia non esiste piu’.

    • robespierre

      SENZ’ALTRO, MA IL CANE ALLA FINE SI MORDERA’ LA CODA. CON LA POVERTA’ DILAGANTE, ANCHE I GRANDI POTERI ECONOMICI MONDIALI A CHI VENDERANNO I LORO PRODOTTI?

      • aNOnymo

        Diciamo che i dueterzi del mondo, che abbiamo schiacciato e sfruttato per avere il nostro benessere, sono pronti a prendere il nostro posto. Cina e India fanno 2 miliardi e mezzo di persone. Fai te.
        Il problema ora e’ che concedere mercato a loro significa cedere l’egemonia sul mondo perche’ piu’ e’ grande la tua potenza economica piu’ e’ grande la tua potenza militare, piu’ e’ grande il controllo sul mondo intero.
        Usa docet.
        In effetti gli Stati Uniti stanno bombardando qua e la con la speranza di prendere il controllo dell’approvvigionamento energetico cinese.
        Comunque stai tranquillo che loro una soluzione la troveranno.
        Male che va distruggono tutto per poi ripartire da zero.

        • robespierre

          Concordo con te, ma di fatto gli USA, anche distruggendo tutto, poi appunto a chi rivenderanno i loro prodotti? Qui si tratta di un circolo vizioso. Il piano Marshall del secondo dopoguerra di fatto serviva a quello, ovvero rilanciare le economie occidentali europee, evitando che finissero sotto controllo sovietico, e poi rapportarsi a loro economicamente appunto per vendere i loro prodotti, cosa di fatto accaduta.

    • Torrido

      E perchè L/Itaglia esiste?

  • guardiamoci in faccia, in Grecia si muore di fame, arrivano immigrati a valanga e la preoccupazione più grande è una ipotetica crescita di sentimenti nazionalisti?

    per voi questa gente dovrebbe accettare di buon grado il dover cedere il proprio posto agli stranieri?

    bene, perché non cominciate oh voi testimoni di levi?

    p.s.

    i Greci continueranno ancora per molto a sostenere partiti pro euro e pro immigrazione?
    quanto può un popolo essere autolesionista???

    • Tizio8020

      Non è quello che stanno facendo anche gli Italiani?
      Non si incazzano con il Governo (che i migranti li va addirittura a raccogliere sulle coste libiche!) ma con i migranti stessi.
      E’ una cosa voluta, appunto per impoverirci e farci sfogare la rabbia.
      Se hai la pancia piena, magari pensi.
      Se devi fare “qualunque” lavoro a “qualunque” prezzo, per riuscire a sopravvivere, magari non ti resta tanto tempo per pensare.
      I Greci hanno bed deciso COSA volevano fosse fatto, votando al referendum.
      Il clone (del bamboccione nostro) ha fatto esattamente il contrario.
      Come mai cammina ancora con le sue gambe?
      Avrebbe fatto un figurone, ruota a ruota con Schauble!

      • sono convinto che con sfigas ci fanno pure i serfi quando lo incontrano per strada…
        chi è causa del suo mal

  • fastidioso

    È solo questione di numeri.
    Anche in Italia ci ridurremo nelle stesse condizioni.
    Fin qundo non si dirà chiaro e tondo che non c’è più posto arriveranno arriveranno arriveranno. Ormai il tam tam è partito : in Italia c’è posto.
    Il proposito di aiutarli nel loro paese non può unzionare.
    Migration act ?
    Sempre che trovino il modo di raccattare qualche milione di euro, finanzierà qualche dittatorello.
    L’ONU di bankimoon (accusatore, corrotto, ella Russia per i morti siriani) che dovrebbe accollarsi il problema è un’altra organizzazione al servizio dei soliti criminali US_raeliani.

    • Tizio8020

      E daglie!
      NON stanno “arrivando”: li stanno “facendo venire” (via terra, la maggioranza) ed “andando a prendere” (via mare).
      Arrivando presuppone che sia loro volontà.
      Dobbiamo capire che i Siriani a casa loro stavano bene (relativamente alla zona).
      I Tunisini, i Libici, etc. stavano meglio che qui.
      Avevano bisogno di comprimere i salari, e la concorrenza data dai migranti è un’ottima arma.
      Fra un pò gli daranno anche il diritto di voto, così potranno legittiomare ciò che hanno già fatto.
      Ma come avrebbero potuto rimediare all’enorme problema dell’invecchiamento della Popolazione Italiana?
      Non nel modo logico, cioè creando le condizioni (lavoro, contributi per i figli, assistenza etc.) per far fare figli agli Italiani.
      Troppo facile.
      Hanno scelto due vie.
      La prima, importare chi i figli li farebbe comunque, in numero elevatissimo (l’Africa ha triplicato la popolazione in pochissimo tempo).
      La seconda, mettere l’Italiano in condizione tale da esser contento di trovare poveracci disposti a lavargli il culo ed accudirlo per pochi euri al mese.
      Negli ultimi anni c’è stato il boom delle badanti e delle “Case famiglia per anziani”.
      Nello stesso tempo l’anziano che volesse vendere la sua casa perchè, rimasto solo, non sa che farsene e non riesce a mantenerla..non ci riesce.
      I prezzi degli immobili sono raddoppiati in pochi anni, anche grazie a tassi bassi. Poi tasse sulla casa , mancanza di mutui (non c’è lavoro) , e quindi stasi de mercato immobiliare, hanno di fatto reso invendibili gran parte degli immobili vecchi.
      Vero che c’erano le detrazioni fiscali, ma le ha utilizzate la classe alta, che invece di pagar tasse ha ristrutturato immobili a spese nostre.
      Provate a cercare un immobile in affitto con un lavoro normale , cioè precario!
      Prezzi alle stelle e rifiuti a gò-gò.