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AGITAZIONE SUL MERCATO: PARLIAMO ANCORA DELL’ORO TEDESCO

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
globalresearch.ca

La decisione della Bundesbank tedesca di rimpatriare parte delle sue riserve auree conservate dalla Federal Reserve Bank di New York ha scatenato agitazione sul mercato dell’oro.

Fonti di notizie tedesche riferiscono che gran parte dell’oro tedesco conservato nelle casse della Fed di New York e della Banque de France sta per tornare in Germania.

Secondo gli analisti, questa mossa potrebbe “innescare una reazione a catena, spingendo altri paesi a chiedere di rimpatriare l’oro conservato a Londra, New York o Parigi …. “

Se il rimpatrio dell’oro diventasse una tendenza in tutto il mondo, si paleserebbe che sia gli Stati Uniti che il Regno Unito hanno perso la loro credibilità come guardiani dell’oro. Per i mercati dell’oro in tutto il mondo, questa mossa potrebbe essere il segnale di un cambio di sistema da “oro finanziario” a “oro fisico”, ma il processo è sicuramente nelle sue fasi iniziali.

La decisione di rimpatriare l’oro tedesco è una grande vittoria per una parte della stampa tedesca che, per prima, ha costretto la Bundesbank ad ammettere che il 69% del suo oro è accumulato fuori dalla Germania. Quasi certamente oltre alla stampa tedesca anche qualche legislatore tedesco richiederà una procedura di verifica sui lingotti d’oro che torneranno da New York, solo per essere sicuri che la Germania non riceverà tungsteno placcato d’oro, al posto del suo oro. Sembra che i responsabili politici tedeschi non si fidino più dei loro partner americani.  (Voice of Russia,15-1- 2013)

Se la questione è attivamente dibattuta in Germania, negli Stati Uniti i rapporti finanziari hanno minimizzato l’importanza di questa decisione storica, approvata dal governo tedesco lo scorso settembre.

Nel frattempo, una campagna “Rimpatriamo il nostro oro” è stata lanciata da economisti, uomini d’affari e avvocati  tedeschi. L’iniziativa non vale solo per la Germania ma esorta anche altri paesi a chiedere il rimpatrio di tutte le riserve auree conservate nelle banche centrali estere.

Mentre sovranità nazionale e custodia delle riserve auree tedesche sono oggetto di dibattito, gli osservatori, tra cui diversi politici, si stanno domandando: “Possiamo fidarci ancora delle banche centrali straniere  –  leggi : Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia – che sono in possesso dei lingotti d’oro della Germania?”

Diversi politici tedeschi hanno espresso un certo… disagio.  Philipp Missfelder, capogruppo parlamentare  del partito di centro-destra del cancelliere Angela Merkel, ha chiesto alla Bundesbank di richiedere una ispezione dei lingotti d’oro custoditi a Parigi e a Londra, ma la banca centrale ha respinto la richiesta, motivandola con la mancanza di sale per ospitare le delegazioni nelle zone dove è conservato l’oro. Questo riferisce  il quotidiano tedesco Bild.

Dato il crescente disagio politico sulla questione e la pressione da parte dei revisori, la banca centrale lo scorso settembre ha deciso di far tornare circa 50 tonnellate di oro per ciascuno dei prossimi tre anni, da New York, alla sua sede centrale di Francoforte per  “esami approfonditi” su peso e qualità, rivela il rapporto.

… Molti passaggi della relazione della società di revisione sono stati coperti nella copia inviata ai legislatori, ricordando le preoccupazioni della Bundesbank per la possibile fuga di segreti delle Banche Centrali che custodiscono l’oro.

Il rapporto afferma che la massa aurifera di Londra è scesa  “sotto le 500 tonnellate” dopo le ultime vendite e rimpatri, ma non ha specificato quanto oro sia ancora conservato negli Stati Uniti e in Francia. I media tedeschi hanno ampiamente riportato che circa 1.500 tonnellate – quasi la metà delle riserve totali – sono custodite a New York. (Associated Press, 22-10- 2012)

Comunque non è previsto un rimpatrio pieno e completo di tutte le riserve in oro:

“La Bundesbank prevede di far rientrare 300 tonnellate di oro della Federal Reserve di New York e tutte le  374 tonnellate del suo oro conservato presso la Banque de France a Parigi, a Francoforte a partire da quest’anno.

Entro il 2020, vuole che la metà delle 3.400 tonnellate d’oro del valore di circa 138 miliardi di euro – solo negli Stati Uniti c’è più oro di quanto si trova a Francoforte, dove si conserva circa un terzo delle riserve. Il resto è conservato nella Federal Reserve, nella Banque de France e nella Banca d’Inghilterra.  (Reuters, 16 gennaio 2012)

La Corte dei conti federale tedesca ha chiesto un controllo ufficiale delle riserve d’oro tedesche conservate nelle banche centrali straniere, “perché non è mai stato fatto nessun controllo“.

Si tratta di riserve auree tedesche custodite dalla Federal Reserve “separatamente” o fanno parte di un unico pentolone fungibile della Federal Reserve che contiene tutto insieme il suo patrimonio in oro?

La Federal Reserve Bank di New York ha “Un Asset che distingue dal suo oro fungibile, l’oro che ha solo in deposito”?  La FED potrebbe ragionevolmente affrontare una richiesta di rimpatrio dell’ oro in custodia, fatta contemporaneamente da diversi paesi?

Perché l’oro tedesco non sta in Germania?

“Perché è il nostro oro è a Parigi, Londra e New York” e non a Francoforte?
La spiegazione ufficiale, che confina con l’assurdo, è che la Germania Ovest all’inizio della guerra fredda ha deciso di far custodire le proprie riserve in ​​oro a Londra, Parigi e New York per “metterle fuori dalla portata dell’impero sovietico” che, evidentemente, dava l’impressione di voler saccheggiare il tesoro della Germania.

Scrive la Reuters:

All’inizio della Guerra Fredda, la Germania mantenne le sue riserve d’oro, tenendole fuori portata dell’Impero sovietico.

Ma i parlamentari non si sentono tranquilli e hanno chiesto alla Bundesbank di ispezionare i lingotti e la Bundesbank allora ha provato a cambiare le carte in tavola scrivendo che non è necessario contare o controllare l’oro o la sua composizione perché le garanzie scritte delle  banche centrali sono sufficienti.

Già dalla fine della guerra fredda non sarebbe stato più necessario lasciare le riserve auree della Germania” il più lontano possibile dal cortina di ferro”, ha detto Carl-Ludwig Thiele,  Consigliere della Bundesbank, ai giornalisti. Dopo il passaggio all’euro la Bundesbank ora ha anche più spazio nei suoi depositi. (Reuters, 16-1- 2013)

Tutti i media occidentali durante il periodo della Guerra Fredda avevano, per così dire, incoraggiato a far “custodire” i miliardi di dollari in lingotti d’oro tedesco nelle volte sicure delle banche centrali di Francia, Inghilterra e America contro la minaccia dell ‘”impero del male”.  Questa iniziativa “responsabile”  fu intrapresa da questi tre paesi – “amici della Germania Ovest” – per dare una mano alla Bundesbank che si trovava a Francoforte sul Meno contro un imminente attacco dell’Armata Rossa.

Ma ora che la guerra fredda è ormai finita da un pezzo, la Bundesbank  “prevede di riportare a casa parte delle sue riserve auree custodite negli USA e nella Banca Centrale francese, cedendo alle pressioni del governo che chiede di porre fine al piano di protezione del tesoro nazionale messo in atto durante la Guerra Fredda”.

Qual era l’obiettivo degli Stati Uniti, dopo la seconda guerra mondiale, per fare pressioni su molti paesi e lasciare i loro lingotti d’oro sotto la custodia della Federal Reserve degli Stati Uniti?
Storicamente, l’accumulo di lingotti d’oro nei forzieri della FED americana (per conto di paesi stranieri) è sempre servito a rinsaldare il sistema globale del dollaro, sia durante il periodo del post-guerra (Bretton Woods) del “gold exchange standard” (1946-1971) che nel periodo successivo (1971 -).

La Storia: sull’onda della seconda guerra mondiale

La custodia dei lingotti d’oro non ha niente a che fare con la minaccia sovietica. Ha molto a che fare, invece, con la storia della seconda guerra mondiale e con le sue ripercussioni immediate.
Nei primi anni del dopoguerra le disposizioni delle banche centrali furono dettate dai vincitori della seconda guerra mondiale, vale a dire America, Francia e Gran Bretagna. I governi di occupazione militare di questi tre paesi controllarono direttamente le riforme monetarie messe in atto in Germania Ovest nel dopoguerra a partire dal 1945.

La Germania Ovest era stata suddivisa in tre zone, rispettivamente, sotto la giurisdizione di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia (vedi mappa sotto). Dal 1945 al 1947, il Marco del Reich continuò a circolare insieme alle nuove banconote stampate negli Stati Uniti.


Mappa: Le frontiere tedesche post-naziste e i territori occupati, al centro della Area occupata dall’URSS, Berlino divisa

Nel 1947, le zone di occupazione controllate da USA e GB si fusero nella  “Zona  B anglo-americana”. Nel 1948, nel quadro di una cosiddetta “Prima Legge sulla riforma monetaria” il governo di occupazione militare istituì la Bank deutscher Länder (la Banca degli Stati tedeschi), collegata alla Federal Reserve e alla Banca d’Inghilterra. Le riforme monetarie furono attuate in parallelo con il Piano Marshall, lanciato nel giugno 1947.

La Bank deutscher Länder (BDL) doveva gestire il sistema monetario dei Länder (gli stati federati) nella  zona B sotto la giurisdizione del governo militare US-UK, e questo portò alla creazione del Deutsch Mark nel giugno 1948 , che sostituì  il Reich Marck.

Ludwig Erhard  che divenne ministro delle finanze sotto il governo di Conrad Adenauer e poi cancelliere tedesco (1963-1966) – svolse un ruolo centrale nel processo della riforma monetaria e cominciò la sua carriera politica come consulente economico del governo militare americano (USMG). Nel 1947, fu nominato presidente della commissione della riforma monetaria. Da gennaio 1947 al maggio 1949, il governatore militare americano della zona degli Stati Uniti (USMG), che supervisionò la creazione della nuova moneta fu il generale Lucius D. Clay, detto “Der Kaiser”.

L’ iniziativa del Deutsche Mark poi fu estesa alla zona di occupazione controllata dalla Francia, a novembre del 1948 (accordo “Tri-Zone”),  includendo la partecipazione della Banque de France.

Mentre la Repubblica Federale di Germania (Bundesrepublik Deutschland), nacque a maggio 1949, la Bundesbank fu creata solo 8 anni più tardi, nel 1957.

Le riserve auree della Germania erano sotto la giurisdizione della Bank deutscher Länder (e, successivamente, della Bundesbank). Ma la BdL fu creata durante l’occupazione militare di USA-UK-Francia. Quindi :

La domanda essenziale è questa –  Le procedure e gli accordi stabiliti dai governi di occupazione militare nel 1947-48 prevedevano che una parte di lingotti d’oro della Germania occidentale fosse custodita presso i caveaux delle banche centrali dei paesi vincitori, vale a dire la Banca d’Inghilterra, la Federal Reserve e la Banque de Francia?

Le Riserve Auree del Terzo Reich

La questione delle riserve auree del Terzo Reich è un argomento a se stante, che non è inerente con questo articolo, ma ci sarebbero un paio di osservazioni da fare.

A partire dal 1945, grandi quantità d’oro dal Terzo Reich sono passate sotto la custodia dei governi militari. Parte di questo oro è stato utilizzato per finanziare le spese per i risarcimenti di guerra: a settembre 1946, Stati Uniti, Gran Bretagna e la Francia istituirono una Commissione tripartita per la Restituzione del Monetary Gold (TGC). La commissione aveva le sue radici nella parte III dell’accordo di Parigi sul rimborso dei danni, firmato il 14 gennaio 1946 in materia di riparazioni di guerra tedesche. In base all’accordo di Parigi del 1946, i tre alleati furono incaricati di recuperare l’ oro monetario depredato dalla Germania nazista nelle banche dei paesi europei occupati e creare un “fondo aureo.”

I crediti da recuperare e l’oro da redistribuire dal “fondo aureo” dovevano  essere richiesti ed assegnati dai tre alleati.” ( US State Department, Tripartie Gold Commission,)

Un Foreign Exchange Depositary (FED) fu istituito presso la Reichbank di Francoforte e divenne il Fort Knox della Germania, occupandosi della raccolta dell’oro, secondo le direttive ed in nome del Consiglio di Occupazione Alleato.

L’oro fu raccolto dalla FED, sia in forma monetaria che non monetaria. Entro ottobre 1947 –  contemporaneamente alll’istituzione della Bank deutscher Länder, la FED, aveva accumulato 260 milioni di dollari di oro monetario (al prezzo dell’oro del 1947, questo rappresentava una quantità colossale di lingotti).

Gran parte di questo oro fu restituita a diversi paesi richiedenti, a organizzazioni e persone fisiche. Nel 1950, quello che restava del fondo aureo della FED, che era una quantità minima, secondo il Dipartimento di Stato americano e fu trasferita alla Bank deutscher Länder.

Michel Chossudovsky

Fonte: http://www.globalresearch.ca
Link:http://www.globalresearch.ca/frenzy-in-the-gold-market-the-repatriation-of-germanys-post-world-war-ii-gold-reserves/5319287
16.01.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di ERNESTO CELESTINI

Titolo originale: Frenzy in the Gold Market: The Repatriation of Germany’s Post World War II Gold Reserves

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    Sarebbe piu importante far diventare l’Euro una moneta del popolo emessa senza debito pubblico da una BC dei popoli europei.

  • albsorio

    Non capisco tutta questa attenzione per l’oro, il problema semmai è il capolinea della economia basata sulla moneta privata grantita da debito pubblico e la finanza creativa, nel senso che s’inventa soldi che non ci sono.—- Bisogna poi ricordare che chi crea problemi viene punito, l’ultimo in ordine di tempo che ha giocato con l’oro è stato Gheddafi e il suo Dinaro d’oro, la Germania è certamente succupe degli USA, mi domando quindi il perchè di queste richieste, cioè a che gioco sta giocando l’1%.—- Una cosa importante la FED non sono gli USA, intesi come cittadini americani, ne rappresentano gli interessi degli stessi, è un po come la BCE e i cittadini europei.

  • clausneghe

    Chi s’è pappato l’ORO? Forse codesti,già noti..Ora si chiamano un per cento..(noi siamo il 99%)..

    CIT. Ma perché la libertà sconnetta e rovini completamente la vita sociale dei Gentili, dobbiamo mettere il commercio sopra una base di speculazione. Il risultato di ciò sarà che le ricchezze della terra, ricavate per mezzo della produzione, non rimarranno nelle mani dei Gentili, ma passeranno, attraverso la speculazione, nelle nostre casseforti. La lotta per la supremazia e la speculazione continua nel mondo degli affari, produrrà una società demoralizzata, egoista e senza cuore. Questa società diventerà completamente indifferente e persino nemica della religione e disgustata dalla politica. La bramosia dell’oro sarà l’unica sua guida. E questa società lotterà per l’oro, facendo un vero culto dei piaceri materiali che esso può procacciarle. Fine CIT

    Quizzone: Chissà chi lo sa?

  • manama
  • Highlangher

    A rigor di logica dovrebbe averla detta uno che di oro se ne intende, ne ha parecchio e potesse ci farebbe il bagno come il pdp dei fumetti. Uno che dovrebbe far parte di una maledetta dinastia che una volta faceva Bauer, poi scudo rosso, in tedesco Rotschild. Ho vinto qualche cosa?

  • clausneghe

    Fuoco fuochino..

  • AlbertoConti

    Qui il conto è facile facile, ma allora perchè nessuno lo sa fare (in proprio)? Quanto vale oggi un tonnellata d’oro? Circa 42 milioni di euri. E che spazio occupa? L’oro pesa circa 19,3 volte più dell’acqua, quindi in un metro cubo d’oro ci stanno 19,3 t. (1 t = 1.000 Kg). Per fare 1.000 t d’oro bastano 51,8 m3, ovvero stanno in una stanza di 4 x 4 m di un moderno appartamento (meglio in cantina per non sfondare il pavimento). Vediamo le prime 5 riserve nazionali d’oro, sempre che i dati siano veritieri (espressi in migliaia di tonnellate, cioè di camere da letto piene d’oro): USA 8,1 + Germania 3,4 + Italia 2,45 + Francia 2,43. Totale 16,4 pari a 688 miliardi di euri. Confrontate questa cifra con la “patrimonializzazione” delle rispettive BC, cresciute a botte di QE e LTRO, e capirete che il tesoretto in oro è solo simbolico, anche perchè il circolante reale va ben oltre le capacità delle BC, sia pure ingrassate a dismisura, per come si sono configurate sul modello FED. E’ veramente l’ultima spiaggia la “garanzia” dell’oro come alternativa alla mancanza di fiducia reciproca, in questa fase di detronizzazione del dollaro come valuta unica di riferimento. La Lagarde (FMI) dice: “Abbiamo evitato il collasso, ora dobbiamo evitare una ricaduta” dell’economia mondiale. Vuol dire che il sistema è stracotto, alla frutta, e la ricaduta sarebbe in realtà la ri-ricaduta dopo il 2008 (prove generali di fallimento con tanto di capro espiatorioi in Lehman Brothers). Cioè la fine definitiva, che in realtà è già iniziata in questa fase di transizione verso una Bretton Woods completamente diversa dall’originale del ’44.

  • Ercole

    Bisogna tornare indietro di 40 anni per capire cosa e accaduto nel 1971, gli U.S.A.si accorgono per la prima volta dal dopoguerra che importano piu di quanto esportano e a Bretton Woods dichiarano che il dollaro non deve piu corrispondere ,alle riserve auree che hanno nei caveau delle banche e che quindi la moneta non corrisponde all’economia reale,e da qui che parte il dilungarsi di questa crisi economica , ed e per questo che oggi circola carta straccia equivalente 12 volte il valore dell’economia reale…..a buon intenditore poche parole.

  • albsorio

    Come dicevo nel precedente commento il problema è la fine del modello maneta/debito cioè moneta privata garantita da debito pubblico, di questo bisogna parlare.

  • AlbertoConti

    Sì, bisogna parlarne. Se non altro per guardarlo in faccia nella sua truffaldinità attuale. In realtà sarebbe meglio parlare di “garanzia dei debiti”, come sommatoria di pubblici e privati, essendo quest’ultimi la parte principale, che comanda il gioco.

  • Santos-Dumont
  • ROE

    Alberto Conti ha ragione. A parte il fatto che le banche centrali hanno venduto quasi tutto il loro oro nel secolo scorso, la moneta a corso legale rappresenta solo crediti (non solo verso soggetti pubblici), ormai in gran parte “inesigibili”. Ecco perché questa moneta non ha più alcun valore effettivo. Ma la gente non lo sa.