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AFFONDA IL BARCONE

DI RICCARDO VENTURI

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Affonda il barcone. Ma non solo quello dei migranti, settecento, novecento, mille esseri umani che si rovesciano in mare tra lacrime di coccodrillo da una parte, e ferocie consolidate e diffuse dall’altra.

Affonda il barcone di questi signori qua sopra, e dell’Europa intera. Affonda il barcone delle Istituzioni, europee e nazionali. Affonda il barcone di un sistema intero, tanto barbaro quanto inutile. Affonda il barcone di parlamenti, di commissioni, di fondi monetari, di banche centrali e persino mondiali.

Affonda il barcone delle stupide vetrine della pancia piena, mangiare, mangiare, Expo, Eataly, padiglioni dei grandi architetti, pizzicagnoli alla Farinetti che pontificano, eccellenze alimentari mentre due terzi del pianeta crepa di fame.

Affonda il barcone del capitalismo e delle multinazionali, e affonda nel modo più che consueto: la guerra. Affonda senza nemmeno più un barlume di umanità. Affonda nella devastazione delle politiche di “rigore”. Affonda nei fascismi e nella repressione. Affonda nei cazzari e nel loro fare. Affonda nei CIE, nelle operazioni, nelle missioni di pace che hanno generato sempre più guerra.

Affonda il barcone delle preghierine dal balcone, una bella pregatina con aria compunta e trasmessa in mondovisione e tutti son bell’e a posto. Affonda il barcone delle religioni, fabbriche di morte e di razzismo a ciclo continuo. Affonda il barcone della carità, da sempre perfettamente funzionale al mantenimento dei sistemi e degli status quo. Affonda il barcone dell’umanitarismo sempre più disumano e impotente.

Affonda il barcone della paura creata ad arte come sistema di controllo. Affonda il barcone del terrorismo del tutto organico allo stabilimento della schiavitù generalizzata. Affonda il barcone del lavoro e dei suoi miti di carta.

Affonda il barcone dei simboli di questo tempo, quando si è riusciti persino a santificare uno stupido venditore di idiozie come Steve Jobs.

Affonda il barcone dei critici radicali, sempre più slegati dalla realtà, persi in teorie che nessuno conosce e nessuno legge semplicemente perché sempre più incomprensibili, tronfie, noiose e inapplicabili. Affonda il barcone dell’utopia, ridotta oramai a un sofistico esercizio di stile autoreferenziale e fine a se stesso.

Affonda il barcone di tutti, e sembra quasi che non ce ne accorgiamo pur essendoci tutti sopra. Affonda inesorabilmente, perché crediamo che sia inaffondabile. Affondiamo nel Canale dell’Indifferenza e nello Stretto dell’Inumano. Affondiamo nel barcone, senza morire perché siamo già morti.

Riccardo Venturi

Fonte: http://ekbloggethi.blogspot.it

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20.04.2015

Pubblicato da Davide