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AFFARE MORO: 180 SECONDI PER UNA STRAGE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Affare Moro, ultima commissione d’inchiesta, che lavorerà su uno dei capitoli più oscuri della storia d’Italia, promossa dal Piddì a 36 anni dagli eventi (2014). Certo è arrivata al momento giusto, per oscurare altri eventi socialmente molto più sensibili, ma che devono restare assolutamente ignoti al grande pubblico: il TTIP, una riforma autoritaria e classista della scuola, una legge elettorale simil porcata, l’eliminazione dispotica del Senato della Res pubblica, meglio identificatasi come Res privata, una disoccupazione giovanile al 43%, il Jobs Act che precarizza a vita il lavoro, 40 miliardi all’Esm in tre anni, e infine una mutazione etnica della popolazione europea, sempre più vecchia e troppo assuefatta ai diritti democratici, con quei disperati replicanti profughi che approdano sulle nostre terre. Con tutta la stampa disposta a fare da grancassa al progetto di regime, non gli sarà difficile al Piddì distrarre definitivamente le facoltà mentali dei suoi elettori, già di per sé cerebrolesi allo stato naturale.

Certo la regola prima consiste nel non nominare mai il nome dell’euro invano, insieme a quello del neoliberismo, così da produrre una disinformazione sistemica, per cui quelle capre espiatorie del piddì, insieme con le loro naturali badanti selline e tsipriote, non potranno mai capire quello che la loro arguzia proverbiale potrebbe permettere almeno di intuire, tra un massacro sociale, una legge Fornero e una sequela seriale di tasse borsaiole. Insomma per distrarre dai problemi causati dalla prospettiva del “fogno europeo” e per giustificare scelte politiche sgradevoli, si deve abituare il grande pubblico all’ingoio di rospi indigesti …

Dunque se si deve parlare del “Caso Moro”, allora parliamone, cercando di ricompattare le migliaia di tessere di quel maledetto puzzle, perché nonostante tutto vuol dire anche raccontare la storia del potere nell’Italia di quel tempo, che si riflette in maniera speculare su quello attuale, quando l’Italia si trovava appunto ostaggio, come oggi, di interessi incrociati non solo nazionali ma anche stranieri … Forse Dc e Br divennero ostaggio di un illusionismo paranoico gestito da un potere particolarmente abile che li ha pilotati entrambi verso l’esito finale, sta di fatto che l’esito non era per nulla scontato, se non che la rivoluzione impossibile delle BR venne soffocata nelle stanze del potere stesso e Aldo Moro venne ucciso, perché doveva necessariamente morire.

Il Memoriale di Moro è un testo sui generis, molto complesso, che comprende le risposte scritte da Moro agli interrogatori delle BR, e insieme le sue riflessioni politico esistenziali. Il Memoriale poi ci è stato trasmesso attraverso tre tempi e modalità diversi, il primo pezzo è stato consegnato direttamente dalle BR ed era un brano dedicato a Paolo Emilio Taviani, aprile ’78, un altro pezzo è stato rinvenuto nell’ottobre del ’78 durante il blitz del generale Dalla Chiesa che ha scoperto il covo di via Monte Nevoso a Milano, ed era composto da numerosi dattiloscritti, non firmati, poi una terza parte nel 1990 quando venne ritrovato il resto del Memoriale, sempre nello stesso appartamento, sotto l’intercapedine di una finestra, dietro un pannello di cartongesso, composto da fotocopie di manoscritti autografi.

Le due missive del 29 marzo sono indirizzate una a Cossiga, ministro dell’Interno, e l’altra al collaboratore di Moro, Nicola Rana, segretario particolare, lettere recapitate insieme e consegnate privatamente, nella prima è chiaro che Moro descrive la sua situazione di prigionia, afferma che i brigatisti potrebbero indurlo a rivelare segreti di stato, e auspica che la trattativa arrivi alla sua liberazione. Le Br le consegnano privatamente in maniera raffinata dal punto di vista comunicativo, perché mentre Cossiga stava leggendo la lettera, la stessa usciva sulla stampa, e aggiungeva satira non solo su Moro, ma su tutta la DC, facendo una netta distinzione tra la politica del palazzo, oscura e truffaldina e quella invece delle BR, forza rivoluzionaria, energica e vincente, che voleva rendere pubbliche gli sporchi maneggi del potere. Quindi mentre le Br affermano pubblicamente che tutto avrebbe dovuto essere divulgato al popolo, in realtà sono le stesse Br che pubblicano la lettera a Cossiga ma non quella a Nicola Rana. Insomma tutelavano l’esistenza di un canale privilegiato, che era funzionale ad aumentare in modo esponenziale il valore dell’ostaggio, perché in gioco c’era la realizzazione di un possibile canale di transito tra il potere e le BR.

Non esiste la certezza che il canale privilegiato abbia funzionato, però abbiamo la certezza che Moro pensasse che quel canale funzionasse, quindi le Br si prendono gioco di Moro e del popolo, cui si appellano. Ma i servizi segreti nazionali e internazionali avevano capito che quella vicenda avrebbe potuto destabilizzare il sistema di potere esistente in quel momento in Italia. Ormai è dimostrato che una trattativa segreta ci fu col Vaticano, che prevedeva la proposta del pagamento di un grosso riscatto, perfino Andreotti era pronto a pagare un riscatto, naturalmente che restasse segreto, perché anche la controparte avrebbe avuto interesse a mantenere riservata la questione.

Il giornalista Carmine Pecorelli, che viveva di soffiate e di relazioni pericolose, dopo il blitz del ’78 aveva scritto su OP, Osservatorio Politico, un articolo dal titolo “Dalla Chiesa, meglio un uovo oggi che una gallina domani”, e qualche giorno dopo in maniera ancora più esplicita: “Nei prossimi giorni probabilmente leggeremo almeno un’altra trentina di lettere. Reggerà il quadro politico?” poi nel 1990 sempre nello stesso appartamento furono ritrovate altre e più numerose carte scritte da Moro durante gli interrogatori, questa volta fotocopie di manoscritti, ma ancora mancanti di una parte che non sarà mai più ritrovata.

Moro attacca duramente i suoi amici di partito, Zaccagnini, Andreotti e Galloni, Piccoli è definito un povero idiota, giudizi positivi su Craxi, Fanfani è indicato come l’unico esponente democristiano che si comporta in maniera coraggiosa nelle trattative. Una cospicua parte è dedicata ai servizi segreti, Moro racconta lo scontro interno ai servizi, spaccati tra due correnti contrapposte, quella legata agli israeliani, appoggiata da Mario Tanassi, e l’altra filoaraba che faceva capo a Miceli, e collegata alla strategia internazionale di Fanfani. Quindi le carte ritrovate nel 1978 son solo una minima parte dell’intero memoriale, una buona fetta del quale è rappresentata da molte pagine non divulgate e da altre rimaste assolutamente irreperibili, però da quel primo ottobre ’78 si sapeva che mancavano ancora molte, troppe carte e che si sarebbe subito aperta la caccia.

L’omicidio Moro poi non equivale al “regicidio classico”, come quello di Giulio Cesare o Kennedy, in cui l’opinione pubblica ha sempre saputo distinguere il killer (Bruto, Oswald) dalle dinamiche del potere che avevano armato la mano omicida. Se ci fosse stato un “regicidio” Moro sarebbe stato ucciso il 26 marzo 1978, invece viene risparmiato dall’agguato e ucciso dopo 55 giorni. Le finalità sono diverse, perché le Br misero in atto una raffinata operazione di propaganda armata, di comunicazione del terrore che serviva a destabilizzare un determinato quadro politico, cioè distruggere la moralità politica di Moro ed impedire che lasciasse eredi. L’intento era appunto quello di demolire definitivamente la strategia politica di Moro, quella nazionale ma soprattutto quella internazionale.

Le Br nei loro comunicati dicono che quell’ostaggio è in loro possesso, e attraverso l’uso delle sue lettere, portano al massimo livello di tensione la sfida di carattere spionistico informativo, dicendo appunto che Moro stava parlando, stava comunicando segreti sensibili, stava svelando le trame del potere italiano, i rapporti di quel potere con la sua dimensione internazionale, e che Moro insomma era collaborativo, e tutto quanto lui avrebbe confessato sarebbe stato rivelato al popolo.

Il primo pezzo del memoriale è importante perché con esso le BR volevano indicare che Moro iniziava a fare confessioni scomode e fortemente allusive sui retroscena del potere, infatti Paolo Emilio Taviani, a cui Moro rivolge la prima lettera, è stato il fondatore di Gladio o Stay Behind, struttura segreta che faceva capo a quelle attività paramilitari che difendevano gli interessi atlantici nel quadro della guerra fredda. Il secondo ritrovamento fa capo ad una doppia omissione, secondo la quale il generale dalla Chiesa non avrebbe consegnato tutti i dattiloscritti alla magistratura, ma ne avrebbe trattenuto una parte, poi sarebbe stato estromesso dalle indagini dalla parte piduista della DC, che avrebbe lasciato una parte del memoriale nascosto nell’intercapedine della finestra fino al 1990. E questo aveva un senso perché far ritrovare solo i dattiloscritti dell’ottobre ’78 aveva consentito alla stampa italiana, con i suoi Feltri, Padellaro, Mieli, di fare una campagna di disinformazione e di depotenziare il ritrovamento del Memoriale.

Il terzo ritrovamento non è casuale perché nell’estate ’90 cade la prima repubblica, il comunismo era già caduto nel 1989, il Pci sta avviando la sua trasformazione in DS, la legge Mammi ha consolidato il monopolio delle tv private a Silvio Berlusconi, Cossiga Presidente della Repubblica punta alla rielezione, e Andreotti rende pubblica l’esistenza di Gladio, e fa della rivelazione una cifra emblematica dello scontro con Cossiga, perché denuncia il fatto che di Gladio avesse oscurato l’esistenza e ammicca al partito comunista nella lotta per il Quirinale. La disinformazione comunicativa non avviene solo nascondendo le cose, ma anche distraendole, e la rivelazione di Andreotti è servita a divulgare la convinzione che Moro avesse parlato soprattutto di Gladio, ma si è inserita anche nella lotta sorda e oscura tra i vari servizi segreti e la P2, infatti dopo la rivelazione su Gladio Cossiga iniziò con le sue famose “picconate”contro le fantomatiche discrasie del potere, di cui però lui stesso aveva fatto parte.

C’è poi una parte di memoriale completamente scomparsa dai manoscritti del ’90, che non abbiamo mai letto, e ciò traspare dalle testimonianze di quelli che lo hanno letto tutto, anche le parti oggi mancanti, rintracciate tra le tante testimonianze da Miguel Gotor nel suo libro molto documentato (Il memoriale della Repubblica), che ha seguito lo stesso metodo degli archeologi, i quali attraverso pochi reperti riescono a ricostruire il pezzo intero, la struttura complessiva della statua o dell’affresco.

Infatti Mino Pecorelli nel ’78 cita una frase che verrà poi ritrovata solo nel ’90, relativa alla denuncia di Moro per i finanziamenti illeciti della corrente andreottiana da parte di Caltagirone, Pecorelli fa riferimento al golpe Borghese, di cui non si parlava precedentemente, oppure informazioni riguardo alla fuga di Kappler, garantita dall’appoggio dei servizi segreti italiani.

Di questi testi non esistono gli originali, esistono i dattiloscritti o fotocopie di manoscritti. Dove sono gli originali? Per di più tutto ciò che noi conosciamo della vicenda Moro, lo conosciamo grazie ai ritrovamenti delle squadre antiterrorismo e anche grazie alla casualità della storia, mentre le BR del memoriale non hanno detto nulla, benché fossero state loro stesse a dire che lo avrebbero fatto. Perché non hanno reso pubblico quello che avevano promesso?

Insomma la vicenda Moro è talmente complicata che offre diversi livelli di lettura, che vedono l’accadersi di un evento storico traumatico, che segnerà uno spartiacque tra il clima culturale formatosi nel secondo dopoguerra ed una politica che si stava avviando a grandi passi verso una mutazione neoliberista di tutto il sistema politico nazionale, anche del PCI. Certamente la vicenda non può essere letta e interpretata solo in chiave nazionale, data la forte tensione internazionale esistente tra USA e URSS di quel momento. Per di più i 3 minuti, cioè i 180 secondi, che sono serviti ai brigatisti per sequestrare Moro, uccidere i cinque agenti della scorta, lasciare illeso l’ostaggio e sparire senza lasciare traccia, non possono essere attribuiti legittimamente alle competenze militari e organizzative delle BR, spesso rivelatesi disorganiche e confuse. È chiaro che è intervenuta una strategia d’assalto esterna, abile ed esperta in operazioni di guerriglia.

Per di più i continui contatti tra Moretti e la scuola di lingue dell’Hypérion di Parigi, sono rivelatori del possibile intervento di servizi segreti internazionali, perché in rue de la Tournelle 27 aveva la propria sede una “scuola” internazionale di terrorismo e di destabilizzazione che agiva sotto il controllo, assai tollerante dell’Eliseo. Hyperion fu fondata nel 1977 da Duccio Berio, Vanni Mulinaris e Corrado Simioni e Francoise Tuscher (nipote dell’Abbé Pierre), esponenti della sinistra extraparlamentare italiana, che avevano partecipato con Renato Curcio, Alberto Franceschini alla fondazione delle BR. Durante gli anni settanta molti ideologi dell’estrema sinistra italiana, ricercati o sotto inchiesta da parte della magistratura italiana trovarono rifugio in Francia, ricevendo il riconoscimento di rifugiati politici. Il riconoscimento di questo status da parte delle autorità francesi, di fatto, li sottraeva alle indagini e bloccava ogni richiesta di estradizione degli stessi in Italia.

Secondo le dichiarazioni del brigatista Alberto Franceschini nella sua audizione in Commissione Stragi, i tre fondatori di Hyperion erano in disaccordo con l’impostazione dei “leader storici” delle Brigate Rosse, in quanto il gruppo originale della scuola parigina (soprannominato “Superclan”, nato da una costola delle BR) era ritenuto troppo violento. I vertici di Hyperion avrebbero mantenuto un legame speciale invece con Moretti, e questo legame si sarebbe rafforzato nel 1974, dopo la cattura dei capi brigatisti Curcio e Franceschini, a seguito della quale Moretti rimase l’unico tra i capi storici brigatisti in libertà.

Al tempo del sequestro Moro, Hyperion di Parigi aveva collegamenti con una scuola francese di lingue con sede a Roma, in piazza Campitelli, a 150 metri da via Caetani, la via dove fu rinvenuto il 9 maggio 1978 il corpo di Moro. Nel mese di febbraio, prima del sequestro Moro, Hyperion aveva aperto a Roma un ufficio di rappresentanza in via Nicotera 26, nel medesimo palazzo dove si trovavano alcune società coperte del Sismi, poi l’ufficio venne chiuso subito dopo il sequestro. Hyperion fu sospettata di essere da un lato una struttura di riferimento per organizzazioni terroristiche come OLP, IRA, ETA, e BR, dall’altro di mantenere rapporti contemporaneamente con CIA, KGB e Mossad.

Per di più Corrado Simioni godeva di amicizie ad altissimo livello, tanto da essere omaggiato, nel novembre 1992, di un’udienza privata con Papa Giovanni Paolo II insieme con Abbé Pierre. Nel libro intervista con Mario Scialoja “A viso aperto” Curcio dice: “Tutto cominciò da uno scontro di potere al convegno di Pecorile. Corrado Simioni arrivò con l’intenzione di conquistarsi una posizione egemonica all’interno dell’agonizzante sinistra proletaria: pronunciò un intervento particolarmente duro, e sostenne che il servizio d’ordine andava ulteriormente militarizzato. La sua operazione non riuscì, ma una volta tornato a Milano non si diede per vinto: propose attentati inconcepibili per una organizzazione ancora inserita in un movimento molto vasto e, praticamente, aperta a tutti. Margherita, Franceschini e io ci trovammo d’accordo nel giudicare le sue idee avventate e pericolose. Decidemmo così di isolarlo assieme ai compagni che gli erano più vicini, Duccio Berio e Vanni Mulinaris: li tenemmo fuori dalla discussione sulla nascita delle Brigate rosse e non li informammo della nostra prima azione, quella contro l’automobile di Pellegrini. Simioni radunò un gruppetto di una decina di compagni, tra cui Prospero Gallinari e Francoise Tusher, nipote del celebre Abbé Pierre: si staccarono dal movimento sostenendo che ormai non erano altro che cani sciolti. C’erano però degli amici comuni che ci tenevano informati delle loro discussioni interne e conoscevamo il loro progetto di creare una struttura chiusa e sicura, super-clandestina, che potesse entrare in azione come gruppo armato in un secondo momento: quando noi, approssimativi e disorganizzati, secondo le loro previsioni saremmo stati tutti catturati”.

Simioni fu definito dal Generale Dalla Chiesa “una intelligenza a monte delle BR”, il socialista Silvano Larini, a dieci anni dagli eventi, definirà esplicitamente Simioni “capo delle BR” e persino Craxi disse che il fantomatico “Grande Vecchio” a capo del partito armato andava cercato a Parigi, seppure smentendo riferimenti diretti a Simioni. Sul conto di questa scuola dunque i sospetti si sprecano in quanto pare accertato che fosse appoggiata dai servizi francesi e dal servizio segreto vaticano “Pro Deo”, il cui fondatore padre Morlion era a libro paga della CIA (ciò emerge da inchieste giudiziarie).

L’Hypérion poi raggiunse l’apice della sua attività durante il settennato di Giscard d’Estaing che fu, al contempo, un mandato di gestione politica della Commissione Trilateral, vero e proprio direttivo mondialista creato nel 1971. Fu infatti durante la presidenza Giscard che Hypérion e il Superclan ebbero carta bianca. Curcio e Franceschini, che avevano appena rifiutato l’offerta di cooperazione espressa proprio dal Mossad, vennero arrestati, Moretti invece l’accolse e si mise, di fatto e senza nemmeno nasconderlo, al servizio di Hypérion.

Ma fondamentale nella vicenda sembra essere il “lodo Moro” (ricordato anche da minuzioso studio di Miguel Gotor), di cui parla lo stesso Moro nel memoriale, che nasceva dalla necessità di prevenire il manifestarsi del sanguinoso conflitto israelo-palestinese anche in Italia. Questa circostanza non riguarda solo il problema del trasporto di armi nel territorio italiano e i rapporti con i palestinesi. Moro strinse un “forte rapporto” con l’Fplp (gruppo della galassia dell’Olp), e con loro sancì un “patto”: mai più attentati in Italia in cambio di un lasciapassare per le armi ed esplosivi che l’Fplp deteneva in Italia, destinate alla “lotta contro Israele”. Questo tipo di “accordi”erano in antitesi rispetto all’altro “patto” il “lodo De Gasperi” che dal dopoguerra favoriva il Mossad, il servizio segreto israeliano (vedasi “Mossad base Italia” di Eric Salerno, Il Saggiatore, 2010).

Si deve anche ricordare la politica di Aldo Moro, quando nel 1973 da Ministro degli Esteri, durante la guerra dello “Yom Kippur”, non permise agli aerei americani di sorvolare lo spazio aereo italiano per andare a sostenere l’esercito israeliano impegnato nella guerra contro i paesi arabi (il 1973 è lo stesso anno in cui il Mossad contatta le Br). Il patto del 1973 poi durò molti anni: fu stabilito dopo la strage di Fiumicino del novembre (e successiva ritorsione israeliana con l’abbattimento dell’areo del Sid “Argo16”) e durò almeno fino al 9 ottobre 1981, quando un attentato del Mossad uccide Majd Abu Sharar, responsabile del dipartimento informazione dell’OLP. I “servizi segreti italiani” sapevano del suo arrivo e del suo passaporto algerino con false generalità (da un commento di fourfive19).

Dunque probabilmente Moro è stato eliminato non per l’apertura governativa ai comunisti che avrebbe permesso alla “balena bianca” di cannibalizzare l’avversario politico, neutralizzando le sue velleità rivoluzionarie di giustizia sociale, ma per la politica filoaraba e filopalestinese adottata. Insomma l’ebreo e filoisraeliano Henry Kissinger, la Trilateral, ma anche Israele, furono parte attiva in tutto l’affare Moro. Israele ne approfittò per influenzare la decisione finale dell’esecuzione, presa contro il volere della maggioranza delle BR, dell’ala brigatista del Superclan, che con il Mossad aveva relazioni privilegiate.

E il Kgb? Sapeva bene che il Pci, nella stanza dei bottoni del governo italiano, ci sarebbe entrato solo e soltanto sottoposto alla volontà della Nato. Dunque ironia della sorte, la bandiera rossa a palazzo Chigi l’avrebbero gradita di più a Washington che non a Mosca.

Ma vale anche la pena concentrarsi sulla “Trilateral Commission”, creata nel 1973 come fucina dei poteri forti dell’Occidente. L’organizzazione, oscurata per lungo tempo dalla stampa globalizzata, riunisce altissime personalità della finanza, della politica, della cultura e del mondo dell’informazione. Riassume le istanze economico finanziarie di Stati Uniti, Europa e Giappone. Il nome rimanda all’idea di un’azione comune delle élites, non elette dal popolo, delle tre grandi aree del mondo industrializzato in vista di un “nuovo ordine”. Ispiratore e creatore dell’organizzazione è stato David Rockefeller.

Nel 1973, all’atto della fondazione, il direttore operativo era Zbigniew Brzezinski, che sarebbe poi divenuto consigliere speciale per la sicurezza degli Stati Uniti sotto la presidenza di Carter. Brzezinski, proprio lui, il simbolo vivente dell’ultraliberismo di Milton Friedman, e Carter, una “creatura” del gruppo Rockefeller, un servitore docile e fedele dei progetti della Commissione.

Insomma nell’affare Moro esistono molte coincidenze … forse troppe, e dunque come dare torto a Leonardo Sciascia quando diceva: “Credo che le uniche cose sicure a questo mondo siano le coincidenze …”

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchosciotte.org

30.10.2015

RIFERIMENTI

http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=17043:quando-si-dice-esplosivo&catid=8:storiaasorte&Itemid=19&el_mcal_month=5&el_mcal_year=2014

http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=88887&start=350

http://comedonchisciotte.org/controinformazione/modules.php?name=News&file=article&sid=2989&mode=&order=0&thold=0

http://italian.irib.ir/analisi/interviste/item/76400-eric-salerno-il-mossad-offriva-collaborazione-alle-brigate-rosse-nelluccisione-di-aldo-moro

23 novembre 1973 – Italia, Mossad e Olp: il mistero dell’Argo 16

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/25/il-mossad-italia-la-decima-mas.html

http://www.francocenerelli.com/antologia/trilateral.htm

http://studimonetari.org/u/articoli/mossadebr.html

http://www.valeriolucarelli.it/Hyperion.htm

http://www.ereticamente.net/2015/03/i-rossi-i-neri-e-la-morte.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Hyperion_%28Parigi%29

http://win.storiain.net/arret/num114/artic4.asp

https://www.youtube.com/watch?v=W3QXcCLVDKs

Pubblicato da Davide

  • GiovanniMayer

    Bel racconto. Punto di vista molto interessante e verosimile. Brava 🙂

  • IVANOE

    Bè  che c’è di nuovo  che non si sapeva ?

  • PietroGE

    Un articolo scritto molto bene e molto informativo soprattutto per me che in quegli anni vivevo all’estero e  non ho potuto seguire la vicenda Moro.

    Mi rimane un dubbio : il caso Moro ha fatto parte della strategia della tensione, quella iniziata con le bombe a Piazza Fontana nel lontano ’69, oppure è stata una vicenda separata?

  • IVANOE

    Quella che è chimata dai mass-media strategia della tensione per uso e consumo dell’uomo qualunque è più appropriatamente chiamata: destabilizzazione programmata per stabilizzare… E il caso Moro fa parte di questa strategia.
    ciao

  • Rosanna

    Il caso Moro fa perfettamente parte di quella strategia della tensione inserita in quel contesto che viene definito "anni di piombo", e che vede opporsi i due schieramenti, perché per esempio le Br dicono che avrebbero rivelato il memoriale di Moro, con tutto quello che comportava, i retroscena squallidi e corrotti del potere DC, espressione dei poteri imperiali delle multinazionali, invece le Br poi non rivelano un bel nulla …

    Perché non rivelano nulla?  Infatti il memoriale viene ritrovato dal Generale Dalla Chiesa nell’ottobre del ’78, e poi 12 anni dopo ci sarà un altro rinvenimento, nel 1990, quando nello stesso appartamento vengono trovate le fotocopie dei manoscritti, nascoste dietro un pannello, per di più ordinate in ordine di tempo, post eventum, da una mano che conosceva tutto l’accaduto. Quindi l’azione delle Br, con le loro omertà e con l’uccisione di Moro,  ha favorito proprio la Dc, quel partito che avevano detto di voler combattere e invece ha danneggiato il popolo italiano, tenuto all’oscuro del memoriale, in tempi in cui quelle rivelazioni avrebbero potuto guastare definitivamente la fiducia degli italiani, e di conseguenza danneggiato anche il Pci.

    La "strategia della tensione", pur pescando nel clima culturale dell’epoca,  corrispondeva appunto all’esplosione a livello nazionale di quegli interessi incrociati delle potenze straniere, soprattutto Usa, Urss, Israele, Palestina … perché se buona parte degli storici che si sono occupati della vicenda sostengono che sia stata soprattutto la Cia ad intercettare il "compromesso storico", invece le ultime interpretazioni vanno in un altro senso, sostenendo che sarebbe stato il Mossad ad intervenire, per colpire il "Lodo Moro", cioè l’accordo con i palestinesi che Moro aveva fatto, per scongiurare eventuali diramazioni della guerra israelo palestinese sul suolo italiano. Come sostiene Miguel Gotor nel suo libro di 600 pagine e come ha affermato anche fourfive19, in un commento sul forum.

    Comunque questa seconda tesi mi convince più dell’altra …

  • Rosanna

    Sono d’accordo con te … infatti l’articolo sostiene proprio questo ..
    ciao a te

  • Rosanna
  • Stodler

    Ora la parola e un commento a radisol.

  • Rosanna

    Infatti lo stavo aspettando anch’io …

  • varim

    Mai banale la Spadini, che brutta epoca e in che brutta Società viviamo…

  • andriun

    " il TTIP, una riforma autoritaria e classista della scuola, una legge elettorale simil porcata, l’eliminazione dispotica del Senato della Res pubblica, meglio identificatasi come Res privata, una disoccupazione giovanile al 43%, il Jobs Act che precarizza a vita il lavoro, 40 miliardi all’Esm in tre anni, e infine una mutazione etnica della popolazione europea,…" e poi e poiii le quote rosa l’assegno divorzile, incompetenza femminile ed effeminata(in quanto favorisce tale imcopetenza) nelle istituzioni…chissà perchè queste le dimentica sempre..

    Come ho gia scritto in un altro post, in Italia le tesi si sprecano e nessuno saprà mai la verità accertata dei fatti: la dietrologia è sempre possibile, anche se più difficile da sostenere, persino in presenza di confessioni..figuriamoci quando mancano. 
  • Rosanna

    Hai ragione andriun, che i veri mandanti dell’omicidio Moro siano state Marilyn Monroe, Brigitte Bardot e Claudia Cardinale ???  Altro che Cia o Mossad o P2 !!
    Le donne sono la vera disgrazia della storia !!

  • andriun

    beh, certo ho detto che la dietrologia è sempre possibile…

    Però anche se non proprio responsabili, almeno direttamente dell’omicidio di Moro(come facciamo ad esserne certi), possiamo sempre dire che quelle Donne con le quote rosa non hanno mai avuto nulla a che spartire. Certo possono essersi "vendute" a qualche impresario(opportunismo femminile), però poi non si sono appellate al decoro per apparire diverse da ciò che erano.
    Poi se nell’immaginario maschile sono state per anni l’icona della femminilità in persona un motivo ci sarà di certo. 
    Guardi, proprio disgrazia non direi: le donne, proprio per la loro docilità e dolcezza aiutano a ristabilire l’armonia famigliare(se ancora ne è rimasta qualcuna), però sono del tutto inaffidabili ed a loro malgrado facilmente indisciplinate. Pensi che nemmeno Dio, che di voi ne saprà qualcosa, si fidava..tant’è che nel 9 comandamento si rivolge all’UOMO. Che maschilista questo Dio non trova? e chissà come se la riderà a vedere questi effeminati italiani farsi prendere per i fondelli e ancora ringraziare.
  • fourfive19

    informazioni riguardo alla fuga di Kappler, garantita dall’appoggio dei servizi segreti italiani

    ecco hai toccato un altro tasto…………….la fuga di Kappler, l’omicidio Moro, il sequestro del capo degli industriali tedeschi Hans Martin Schleyer…

  • Stopgun

    In attesa di un commento di Radisol, alcuni piccoli commenti:

    1) si corregga immediatamente la data dell’assalto di Via Fani 16 Marzo 1978, e non 26 Marzo…
    2) Il Memoriale Moro ricorda molto il Memoriale Giuliano…e tutti e due sono stati gestiti da Dalla Chiesa, prima capitano e poi Generale.
    3) Giovanni Battista Montini era stato a capo dei servizi segreti vaticani durante WW2, quindi era capace di vedere la questione da dietro le quinte.
    4) Israele vedeva di buon occhio l’eliminazione di Moro. La vicenda della liberazione di  Kappler aveva fatto saltare i nervi al mondo legato ad Israele, infatti questi nonostante avesse ricevuto un pagamento in oro dalla comunità  ebrea a Roma, aveva organizzato la deportazione di molte persone di quella comunità nei lager nazisti.
  • Rosanna

    Infatti tra il sequestro Moro e quello di Hanns Martin Schleyer, avvenuto il 5 settembre 1977 a
    Colonia, ci sono delle affinità, per esempio la tecnica di attacco "a cancelletto", e va
    ricordato anche che tra le primissime testimonianze raccolte da chi era presente all’eccidio dei cinque uomini della scorta, qualcuno disse
    di aver sentito un terrorista parlare con accento tedesco.

    Ed anche le prime impressioni dei quotidiani del 16 marzo 1978, giorno stesso del rapimento,   ma anche dei giorni successivi, nella prima pagina di Stampa Sera del 17 marzo
    comparve questo sottotitolo: “Rapito da commando con tedeschi?”, mentre a
    pagina due veniva sviluppato il ragionamento nel pezzo “Molti tedeschi
    nel commando?”

    Quindi una ipotesi verosimile è che a compiere la strage di via Fani a sequestrare  Moro sia stato un commando paramilitare super
    addestrato giunto dall’estero e appoggiato da basisti italiani.


  • Rosanna

    Allora mentre aspettiamo radisol …

    1) Hai ragione per la data, mi è sfuggita …

    2) Il Memoriale Moro è stato gestito dal Generale Dalla Chiesa (il grado di comando non è particolarmente significativo ai fini della vicenda) solo nel ritrovamento dell’ottobre 1978, quando ne tenne una parte e si recò direttamente a Roma, e di quella parte non si seppe più nulla …  però quel memoriale era composto solo di dattiloscritti, non firmati da Moro, e quindi non pienamente attendibili, perché potevano essere stati scritti da chiunque … invece al momento del secondo ritrovamento, nel 1990, Dalla Chiesa era già morto … e per di più quello era il vero memoriale, scritto a mano direttamente da Moro e fotocopiato, quindi molto più attendibile

    3) d’accordo su questo, ma non capisco cosa smentisca di quello che ho detto, per di più sembra che Moro stesso si sia lamentato del fatto che il Vaticano avrebbe dovuto avere più coraggio

    4) Questo commento conferma quanto ho detto

  • Stopgun

    Per i memoriali volevo sottolineare solo la similitudine di gestione

    Mentre per Montini volevo sottolineare come l’uomo che aveva le mani in pasta ad eventi fondamentali di WW2 e trattava "personalmente" con gente del tipo di Donovan e Wolff, doveva trattare la vicenda Moro come una semplice bazzecola.
    Ne doveva sapere più di ogni altro…e se si racconta che avesse raccolto una somma di denaro contante, vuol dire che aveva una trattativa aperta con un canale sicuro.
  • Primadellesabbie

    A me sembra che il verificarsi di questi ed altri eventi di quel periodo, oggi riletti in un modo o in un altro, abbia contribuito, allora, ad interrompere definitivamente ed efficacemente la vivacità culturale che aveva caratterizzato il dopoguerra nel nostro Paese.

    É anche di questo che si dovrebbe parlare.
  • Stopgun

    Si! È proprio così!

    Non solo hanno ucciso Aldo Moro, che politicamente era qualcuno, ma non aveva grande seguito popolare, ma sopratutto hanno tenuto sotto scacco LO STATO ITALIANO e TUTTI GLI ITALIANI, non solo nei 55 giorni, ma per venti/trent’anni con lo spauracchio delle BR.
    Poteva mai una comunità come quella italiana mettersi paura di Moretti,Gallinari, Braghetti & C?
  • fourfive19

    "Israele vedeva di buon occhio l’eliminazione di
    Moro. La vicenda della liberazione di  Kappler aveva fatto saltare i
    nervi al mondo legato ad Israele, infatti questi nonostante avesse
    ricevuto un pagamento in oro dalla comunità  ebrea a Roma, aveva
    organizzato la deportazione di molte persone di quella comunità nei
    lager nazisti".

    Si infatti, hai proprio ragione io inquadrerei la vicenda Moro in questa "ottica"….
    Fu il governo italiano a sfidare la rabbia "israeliana", organizzando la fuga del colonnello Herbert Kappler (condannato all’ergastolo per la fuciliazione di alcuni ostaggi alle fosse Ardeatine) dall’ospedale militare del Celio, dove era ricoverato. Chi erano i protagonisti di tutta questa "operazione"?

    Sul piano "politico" sicuramente Aldo Moro, è significativo che nel mese di ottobre 1977 (quindi circa due mesi dopo la "fuga" di Kappler) le BR dell’israelita Moretti (quello della stella "sei punte") iniziano a pedinare Moro vero regista della fuga di Kappler.

    Il 31 ottobre l’elicottero sul quale viaggiava, insieme ad altri ufficiali, il comandante dell’Arma dei Carabinieri Enrico Mino, esplode in volo nei cieli della Sila. Enrico Mino, inoltre, aveva rimosso dal proprio incarico, l’israelita generale Arnaldo Ferrara (potentissima "eminenza grigia", e passato inosservato), il quale mai si sarebbe prestato a compiere questa operazione considerata una gravissima "offesa" nei confronti della comunità ebraica e dello Stato d’Israele.

    "Giovanni Battista Montini era stato a capo dei
    servizi segreti vaticani durante WW2, quindi era capace di vedere la
    questione da dietro le quinte".

    si! proprio cosi!. Aldo Moro era il vero "referente" a livello politico ed istituzionale di Giovanni Battista Montini,
    alis "Paolo VI", colpevole, agli occhi di Israele di aver diretto la politica estera vaticana e di essere quindi coinvolto nel silenzio con il quale la Chiesa di Roma seguì
    le deportazioni degli ebrei europei durante la seconda guerra mondiale.

  • terzaposizione

    RingraziandoTi per la pubblicazione e presumendo che tu sia stimolata dalla ricerca delle " coincidenze " ( aberrazioni della logica ) ti lascio un input per una ricerca confidando in un tuo interesse che produca una nuova pubblicazione, prendendo spunto da via Montenevoso 9.
    Fausto che insieme Jaio, fu assassinato da prezzolati neofascisti pochi giorni dopo il sequestro Moro, abitava in v.Montenevoso 8.
    Se cerchi l’archiviazione del caso prodotto dal GUP C. Forleo,credo nel 2005, legegndola troverai correlazioni interessanti.
      

  • Rosanna

    Hai ragione, anche questo è vero e se poi consideri che in quel tempo c’erano politici che difendevano l’identità italiana, la sovranità italiana, anche contro l’arroganza delle superpotenze, e se fai il confronto con la politica di oggi completamente asservita al potere finanziario euroatlantico, ti rendi conto che in quegli anni, pur essendo stati definiti "anni di piombo", però in occasione di eventi così traumatici come questo, tutto il popolo si sentiva unito, partecipe e coinvolto nella difesa degli interessi della nazione, che doveva essere difesa da attacchi terroristici di qualsivoglia genere, infatti il caso Moro segna anche la fine delle Br.

    Però per ironia della sorte quel periodo così travagliato dal punto di vista politico, vedrà l’Italia raggiungere i massimi risultati in campo economico, tant’è che poco dopo comincia il lento declino, fino al crollo defiitivo con l’euro e l’Europa.

    C’è un bell’intervento di Nino Galloni sulle origini del declino italiano

    https://www.youtube.com/watch?v=5lPGzvfnI9M

    Nino Galloni: "Come ci hanno deindustrializzato", un viaggio che passa da Enrico Mattei e Aldo Moro

  • Rosanna

    Ok ti ringrazio, molto interessante, farò la ricerca …

    comunque credo che la ricerca storica debba procedere per fatti, eventi documentati, testimonianze ecc. le coincidenze però sono curiose, e quando si concentrano troppo intorno ad un evento, segnalano inevitabilmente altri livelli di lettura, che magari sono stati omessi o trascurati … insomma la ricerca storica assomiglia un po’ alla ricerca del colpevole di un delitto, e se pensiamo che l’80% dei delitti in Italia resta irrisolto, è comprensibile quanto sia difficile ricostruire perfettamente il passato.

  • Stopgun

    Il 27 luglio Mino trasferisce Ferrara da Capo Stato Maggiore CC a Vicecomandante CC

    Il 12 Agosto Mino presenta le dimissioni.
    Il 12 Agosto il Gen Anza’, che probabilmente avrebbe sostituito Mino, si suicida per una "delusione amorosa".
    Il 12 Agosto Mino ritira le dimissioni
    Il 14 Agosto scappa Kappler
    Il 31 Ottobre l’elicottero di Mino ha un incidente ed i rottami e parti umane si spargono su una vasta area ed anche sopra gli alberi.
  • fourfive19

    tra il sequestro Moro e quello di Hanns Martin Schleyer, avvenuto il 5 settembre 1977 a
    Colonia, ci sono delle affinità

    La "dinamica dell’agguato" utilizzato nel caso Schleyer e molto simile a quella utilizzata nel caso di Aldo Moro.

    Il 5 settembre del 1977 a Colonia, la Raf (Rote Armee Faction) realizzava l’agguato al presidente degli industriali tedeschi Hans Martin Schleyer che si concluderà con la morte dell’autista e della sua scorta.
    Perché è stato scelto Hans Martin Schleyer (che pure era protetto da una scorta di tre umoni) e non un obiettivo più facile?

    Il sequestro di Schlyer è stato ideato ideato per servire da ritorsione nei confronti della Germania, colpevole a detta di "Israele", di aver favorito qualche mese prima, la rocambolesca "fuga" dall’ospedale del Celio a Roma di Herbert Kappler, ex colonello delle SS condannato all’ergastolo per la rappresaglia delle Ardeatine (dove tra gli altri erano morti 75 "ebrei").

    La "fuga" del colonnello Kappler fu in realtà un "espendiente" escogiato dai governi italiano e tedesco per rimettere in libertà il "prigioniero"….

    Sia il sequestro Moro che quello di Schleyer furono voluti dal "rabbinato" internazionale e da ambienti vicini alla causa sionista di Israele per punire i principali ideatori e registi della liberazione di Kappler.

    Nel primo caso (sequestro di Aldo Moro) l’operazione fu gestita dalle Br, dell’israelita Mario Moretti, nel secondo caso (sequestro Schleyer) l’agguato al capo degli industriali tedeschi fu condotto dalla Raf, al tempo in cui il Mossad attraverso la Stasi del cripto israelita Markus Wolf controllava la Raf di "seconda generazione".

    E molto altro ci sarebbe da dire sulla eventuale e sospettata ultima prigione di Moro situata nel Ghetto ebraico di Roma……..

  • Primadellesabbie

    La posizione di Galloni é interessante e da un po’ ne seguo gli sviluppi.

    Qui io voglio alludere proprio alla vivacità intellettuale di quegli anni che aveva reso l’Italia il Paese di riferimento culturale nel Mediterraneo, se mi passi la definizione.
    Tu sai che non mi entusiasmo per i nazionalismi, e comunque credo vada tenuto ben separato il dovere di chi governa, o occupa posizioni strategiche, di difendere gli interessi del Paese al quale fa capo, dalla disposizione d’animo della "gente minuta", la quale ha a disposizione, per difendere la propria appartenenza, usi, costumi, abitudini e tradizioni che, se percepite e coltivate come un tesoro ereditario sono un vero scudo e la più efficace ed appropriata delle difese.
    Stimolare sentimenti di appartenenza "la qualunque", o di bandiera, genera attitudini discriminatorie nel contesto dello stesso popolo coinvolto, e financo bassi istinti ed avversione per "gli altri", troppo facilmente strumentalizzabili da personaggi senza scrupoli per finalità che finiscono per umiliare chi accetta di praticarle.
    Vorrei che fossimo coscienti che il benessere é una gran bella cosa, ma non abbastanza da consentire a coloro che non vedono altro che questo aspetto, di compromettere la libertà di scegliere il modo di pensare e di vivere, di ogni singolo o di un intero Paese. 
    In modo particolare se questo Paese ha già vissuto un’esperienza di questo genere e sperimentato le conseguenze.
  • andriun

    già, adesso è chiaro perchè la donna e l’effeminato sono stati favoriti soprattutto in Italia.. i poteri internazionali volevano un Paese asservito al 200% e l’hanno ottenuto con poco impegno favorendo il caos. Poi dicono che la donna è intelligente…certo è naturalmente dotata di buona memoria, ma scambiare l’intelligenza per cultura è uno di quegli errori che solo in un’epoca decadente come la nostra è possibile ancora commettere: l’apparenza a scapito della sostanza, anche se poi le conseguenze non sono certo entusiasmanti. In epoca meno decadenti la donna sarebbe una Donna e l’uomo un UOMO.

  • Rosanna

    Beh certo, la vivacità culturale degli anni del dopoguerra è sicuramente superiore all’omologazione attuale, ma è stata proprio la trasformazione culturale indotta dal consumismo e dal benessere capitalista, denunciato anche da Pasolini,  che hanno mutato gradualmente la civiltà contadina che aveva il grande merito di essere strettamente legata alla tradizione, alla cura della terra e della natura, in una nuova civiltà, quella dell’usa e getta, dell’inquinamento dell’aria e della terra, dell’edonismo esasperato, del consumismo promosso a norma di vita …

    fino ad arrivare alle estreme conseguenze di una politica nazionale che viene sopraffatta dagli interessi lobbistici, e il declino politico credo che vada di pari passo con il declino culturale ed anche con quello economico … infatti ho ricordato i successi economici dell’Italia degli anni ’70, proprio perché sono convinta che il benessere economico abbia generato attraverso i secoli sempre anche  fermento culturale, se tu pensi all’età di Pericle, V sec. a.C. , oppure all’età del Rinascimento italiano …

  • Veron

    Le BR, come Prima Linea e i gruppi eversivi di orientamento marxista (RAF, IRA; Action Dirette, ecc.), furono infiltrate e gestite dalle agenzie di intelligence della NATO sin dagli esordi. Credevano di "preparare la rivoluzione" ma erano controllate da coloro che dirigevano ANCHE il terrorismo neofascista.

    Tutte le agenzie dei paesi NATO (compresa Israele che ufficialmente non ne fa parte) dipendono in ultima istanza dalla CIA, che in Italia utilizzava la P2 per le sue riunioni informali.

    Oggi i criminali imbecilli non si chiamano più Moretti o Senzani. Hanno nomi arabi e viaggiano su Toyota blindati. Ma sono comunque zimbelli pagati e armati dalle stesse mani per analoghi motivi.

  • Rosanna

    Sono d’accordo con te, ma mentre per molti anni ho pensato che la responsabilità fosse della Cia, ora mi sembra più attendibile l’intervento del Mossad, per la politica filoaraba di Moro … se tu consideri che anche la strage di Bologna sembra essere stata di responsabilità dei gruppi terroristici palestinesi, perché Moro aveva stretto un "forte rapporto" con l’Fplp (gruppo della galassia dell’Olp), e ora quel "patto" che aveva sancito era stato interrotto … da qui la strage di Bologna …

    che poi Mossad e la Cia abbiano spesso "collaborato" insieme lo sappiamo … probabilmente in quel momento il Mossad ha avuto la meglio …

  • andriun
    "se tu consideri che anche la strage di Bologna sembra essere stata di responsabilità dei gruppi terroristici palestinesi".

    Sembra? suvvia siamo seri un esperto di esplosivi che circola in Italia con il suo vero nome. Ma come minimo mi aspetto che si procuri un passaporto falso. Certo un passaporto di quel tipo costa un pochino e mica te lo fanno così su due piedi: forse questa potente organizzazione voleva risparmiare, chi lo sa. E poi l’alibi dove sta? Non ci ha pensato nemmeno a procurarsi un alibi come insegnano fare anche i peggiori film polizieschi, ma forse questi terroristi non guardano quel genere di film. La dietrologia è sempre dietro l’angolo…e intanto l’Italia va a remengo..

  • fourfive19

    la strage di Bologna sembra essere stata di
    responsabilità dei gruppi terroristici palestinesi, perché Moro aveva
    stretto un "forte rapporto" con l’Fplp (gruppo della galassia dell’Olp),
    e ora quel "patto" che aveva sancito era stato interrotto … da qui la
    strage di Bologna …

    no la strage alla stazione di Bologna non è stato un attentato "palestinese"….
    A Bologna ci fu un passaggio di esplosivo consegnato al terrorista Carlos e destinato a colpire il porto di Taranto proprio il giorno in cui l’Italia firmava un accordo con Malta che avrebbe escluso i sovietici dal Mediterraneo….

    Gli uomini di Carlos si trovvavano effettivamente a Bologna quel giorno per effettuare il trasporto ma, poi intervenne il Mossad che li fecero staltare in aria per "rappresaglia" e "ritorsione", (anche questa una strage Israeliana, vedi Claudio Gatti, Il Quinto Scenario) e per il sostegno dell’Italia e della Francia al programma nucleare di Saddam Husseyn.

    Evidentemente Carlos era stato attirato in una trappola, inoltre faceva sponda a Berlino, su Markus Wolf, direttore del servizio HVA della Stasi, che se da un lato sosteneva frange plaestinesi dall’altro collaborava con il Mossad (al comunista cripto-israelita Markus Wolf, tramite la Stasi, il Mossad aveva il controllo sulla Raf di "seconda generazione", un pò come Moretti e le Br).

    A Parigi esisteva una costola di Hyperion, chiamata CRISE, che sosteneva ed armava le fazioni palestinesi ostili ad Arafat e all’OLP, ma lo faceva con la "benedizione" francese e con il controllo israeliano. CRISE a Parigi era il "trat d’union" tra francesi, israeliani e tedesco-orientali……..

    Tra Ustica e Bologna (stragi israeliane) il Mossad prese l’iniziativa contro di noi, perché Israele voleva al contempo destabilizzare il Mediterraneo (come annunciato dal Mossad alle Br qualche anno prima) e far saltare il "Lodo Moro" che ci legava ai paesi arabi.

    Pertanto, le considerazioni che suggeriscono che la strage venne commessa dai "palestinesi" è da rigettare. Peraltro l’ipotesi che i palestinesi si mettessero in testa di far saltare accordi con l’Italia e si condannasero da soli ad un isolamento controproducente solo perché il loro dirigente Saleh era stato arrestato, quando sarebbe stato facile liberarlo per vie diplomatiche, comme effettivamente poi accadde, non sta in "piedi".

    Inoltre, la "gestione" del dopo-strage fu appannaggio della frangia "atlantista e israeliana" e non certo di quella favorevole alla politica filoaraba di Moro…

     

  • Rosanna

    Ok, questo aspetto io l’ho trattato in maniera molto affrettata e in realtà non ho mai approfondito l’argomento, approfitterò delle tue indicazioni per leggermi quello che mi consigli …

    Claudio Gatti, Il Quinto Scenario   –  un altro libro da leggere

    grazie

  • fourfive19

    Grazie a te Rosanna……….

    Se ti interessa, inserisco alcuni link:

    http://www.stragi80.it/gatti-ancora-bufale-su-ustica/

    http://archiviostorico.corriere.it/1994/maggio/09/lunga_pista_Ustica_che_punta_co_0_9405095112.shtml

    e qui sotto due commenti che pubblicai sul sito Oknotizie, alcuni anni fa in merito ai fatti di Ustica….

    L’abbattimento del DC9 dell’Itavia a Ustica è avvenuto ad opera degli israeliani, impegnati ad impedire il rifornimento di 24 chili di uranio arricchito dalla Francia all’Iraq.

    Questa tesi è sostenuta da Claudio Gatti, nel suo libro "Il quinto
    scenario", acquisito agli atti del processo dal giudice istruttore
    Rosario Priore.

    Già nel marzo 1980 un Tir che trasportava per conto della Snia 23
    tonnellate di materiale destinato all’ente nucleare iracheno scompare
    con il suo carico insieme all’autista, Edoardo Pancaldi, ricomparso misteriosamente un mese dopo.

    La strage di Bologna del 2 agosto del 1980 non ebbe mandanti italiani,
    ma fu responsabilità del Mossad, che risposero al traffico di materiale
    nucleare con i paesi arabi. A Bologna, infatti c’erano due impianti nucleari di ricerca gestiti dall’Eni e dall’Agip nucleare.
    Lo stesso tipo di esplosivo utilizzato nella strage, una miscela di
    tritolo e T4, non utilizzata in Italia in altre occasioni, induce a
    pensarlo.

    Il coinvolgimento del Mossad è descritto nel libro di Victor Ostrowski,
    agente del Mossad, The other side of deception: racconta di aver fatto
    un trasporto di armi in Italia con l’aiuto di esponenti della P2
    all’inizio del 1980.

    La pista degli Usa, quindi israeliana, venne seguita dal giudice Carlo Mastelloni.

    Recentemente Roberto Fiore, leader di Forza Nuova a proposito della strage di Bologna ha dichiarato: ”Nessuno vuole parlare dei legami tra P2 e Mossad illustrati da un protagonista diretto: l’ex spia israeliana Victor Ostrowsky.
    Si è spesso detto che fondamentale è il ruolo della P2 in questi
    drammatici eventi. Lo è certamente per il depistaggio e per il ruolo
    egemonico che esercitò in quei mesi in una serie di gravi e sanguinosi
    accadimenti. Ebbene c’è un elemento che collega la P2 al Mossad. Questo
    elemento è descritto nel libro di Victor Ostrowski ‘The other side of
    deception’. In questo libro Ostrowski, colonnello del Mossad, racconta
    di aver fatto un trasporto di armi in Italia con l’ aiuto di esponenti
    della P2 all’inizio del 1980: questo racconto fatto en passant, per noi
    che sappiamo cosa avvenne nell’ agosto di quell’anno, ha un’ importanza
    fondamentale”.

    Il complotto venne predisposto accuratamente all’aeroporto di Parigi, a
    cui partecipa Michael Ledeen, a quei tempi capo della CIA in Italia,
    oggi importantissimo esponente neoconservative americano, strenuo
    difensore di Israele ( è dotato di doppia cittadinanza americana e
    israeliana ).
    Di Ledeen, ne fu chiesta l’ immediata espulsione, come “persona non
    grata” da parte del Capo dei servizi Italiani Ammiraglio Martini.

    Nessuno ne chiese l’ arresto perché avrebbe implicato il coinvolgimento
    nell’ inchiesta della strage di uno o forse due servizi segreti ‘amici’
    dell’ italia.

    Pacini Battaglia sarebbe intervenuto nel recupero dell’ uranio subito dopo la tragedia con una società, la Mediterranean survey services spa, allo scopo costituita".

    Il 27 giugno dell’ 80, la "Mediterranean Survey Service Spa"
    chiese al governo italiano l’appalto per recuperare un carico di uranio
    che si era inabissato con l’aereo. La "Mss" era legata a un’ altra
    societa’ "La Mandria", che faceva capo a Chicchi.

    Il magistrato romano, ed ex procuratore generale di Roma Franz Sesti e
    l’ ex giudice della Corte dei conti Silvio Pirrani Traversari erano
    intimi di Battaglia. Sesti, in particolare, risulta socio di Pacini nella "Mandria". Ed e’ stato presidente proprio della "Mss".

    Il materiale radioattivo sarebbe stato poi venduto all’Iraq ed una prova
    di questa circostanza sarebbe stata acquisita nelle indagini del
    giudice istruttore Carlo Palermo.

    I periti riscontrarono tracce di radioattivita’ in un rottame della stiva del Dc9 dell’Itavia precipitato al largo di Ustica.

    In una zona molto ridotta di un micropezzo della stiva del velivolo (20 centimetri per 30) venne rilevata la presenza di "torio 234" e di "protoattimio metastabile".
    I periti hanno ricordato che si tratta di "due elementi prodotti dal
    decadimento dell’uranio 238" e questo, secondo loro, dimostrerebbe che
    "nella stiva c’e’ stato uranio".

    A suo tempo la Procura della Spezia portò alla luce un traffico di armi e materiale strategico che ha coinvolto non solo Pierfrancesco Pacini Battaglia ma anche l’affarista arabo Omar Yaya.

    In parole povere, il DC9 Itavia quella sera del 27 giugno, stava
    trasportando Uranio destinato si alla Libia, ma che poi lo rivendeva
    all’Iraq di Saddam Husseyn.

    Una operazione di questo genere, ovvero la consegna di materiale
    nucleare prevede una preparazione lunghissima, non solo per per quanto
    riguarda la parte finanziaria contrattuale, ma per la logistica e la
    guerra tra servizi segreti dei paesi interessati. Qundi puo’ essere
    stata pianificata fin dai tempi di Moro e la società ALI ne è una dimostrazione.

    Ma vediamo il legame tra la società Itavia, i servizi deviati e i libici.

    Questo legame si chiama AVVOCATO ERA

    L’Avvocato Era al processo della strage di Bologna dovette ammettere di essere un uomo che collaborava con i servizi dal 1946.

    L’Avvocato Era amministrava Villa MafaldA, frequentata dai lbici). A
    Villa Mafalda lavorava il criminologo nero Aldo Semerari (quello ucciso
    con la testa tagliata sul sedile ed il corpo incaprettato in bauliera). A
    vila Mafalda si "curavano" molti libici. L’avocato Era in passato
    risultava essere l’amministratore delegato di ITAVIA.

    Questo non prova assolutamente niente, ma lega la società ITAVIA ai servizi deviati.

    Inoltre il Criminologo Aldo semerari (P2) nel giugno- luglio 1980 fece
    un viaggio in Libia insieme al capo della polizia libica (commissione
    stragi 23 novembre 1989, l’Onorevole Zamberletti rivolgendosi al P2
    lista ammiraglio Torrisi, all’epoca capo di stato maggiore della difesa,
    ebbe ad affermare che Aldo Semerari fece quel viaggio). In quella
    occasione incontrò Gheddafi.

    Il fulcro dell’inchiesta di Palermo provo che i nostri cieli venivano
    bucati con traffici di ogni tipo dalla Libia alla Yugoslavia.

    L’inchiesta di Carlo Palermo era intersecata con quella di: Costa, Chinnici, e poi Falcone e Borsellino.

    http://oknotizie.virgilio.it/info/28945a9de6910638/ustica_un_delitto_della_nato_per_il_nostro_sostegno_politico_e_militare_al_colonnello_libico_gheddafi.html

  • Rosanna

    Informazioni molto interessanti … ho notato che stai seguendo l’argomento da tempo, quindi hai avuto modo di approfondire … in realtà apprezzo il tuo approccio alla ricerca storica, perché mi sembri libero da particolari condizionamenti ideologici, e ciò è fondamentale … notizie particolarmente preziose, perché le relazioni logiche tra le documentazioni sono garanzia di risoluzione delle problematiche storiche, che sono parecchio complesse e inestricabili se non ci si accede liberi da pregiudizi ideologici …

    "Sine ira ac studio"   diceva appunto Tacito

    grazie ancora

  • andriun
    "in realtà apprezzo il tuo approccio alla ricerca storica, perché mi sembri libero da particolari condizionamenti ideologici"

    Le donne sono donne. Nulla di male intendiamoci, basta saperlo e soprattutto ricordarlo.

    Resta un mistero della psiche umana come certi revisionismi storici, stimolino la volontà di "giustizia" scevri da pregiudizi ed altri invece vengano del tutto rifiutati, proprio perchè ci facciamo condizionare da quei pregiudizi che tanto diciamo di odiare. Vediamo di chiarire un po’ meglio questo concetto. Carlo Mattogno, definito semplicisticamente un revisionista ha fornito delle tesi credibili su basi oggettive. che se proprio non devono essere assunte come vere e assolute, dovrebbero però, per lo meno istigare in soggetti che si reputano scevri da ogni pregiudizio, ad una ricerca storica più obbiettiva, anche alla luce di quanto lui stesso ha fatto emergere con le sue ricerche documentate(non dimentichiamo che ha sbugiardato un falso testimone di quegli eventi, nei primi anni 90, e con lui gli storici e gli intellettuali che lo sostenevano a per ovvi motivi di interesse diretto o indiretto). Ovviamente sto parlando dell’Olocausto: argomento che se non ricordo male(o per lo meno da quanto veniva riportato nel post di Barnard del 13 Ottobre) risulta essere tabù per le sue orecchie. Quindi: 
    ""Sine ira ac studio"   diceva appunto Tacito"
    Appunto dico io, le donne sono donne. Nulla di male intendiamoci, basta saperlo e soprattutto ricordarlo.
  • Rosanna

    ""Sine ira ac studio"   diceva appunto Tacito"

    appunto, sine ira ac studio, l’argomento negazionismo proprio non mi interessa, perché se anche i nazisti ne avessero ammazzati solo un milione di ebrei, sarebbe stato comunque un OLOCAUSTO …
    tenendo presente che sembra che una buona parte di ebrei ne abbiano eliminati per stenti, fame, fucilazioni, deportazioni su carri di bestiame appunto come bestie da immolare … quindi questa ricerca storica che non mi interessa minimamente, la lasco fare ad altri che sono più interessati a dimostrare che i nazisti ne avrebbero fatti fuori non 6 milioni … ma forse 5 milioni … o forse 4 milioni … o forse 3 milioni … o forse 2 milioni … o forse 1 milione ….

    insomma vorrebbero dimostrare che i nazisti non erano poi così male come si dice … sta di fatto che una volontà di "sterminio di un’etnia" da parte del nazismo ad un certo punto della storia c’è stata, anche se prima si erano cercate strategie diverse …  per quanto riguarda il fatto che la politica sionista abbia giocato alla grande sul vittimismo, su questo non ci piove …

    comunque sia …  l’argomento non mi interessa proprio … e non mi interessa nemmeno convincere te del contrario …

    sine ira ac studio …

  • andriun

    Cioè lei sta dicendo: non mi interessa la ricerca storica perchè non conosco nulla di quello che è avvenuto in quel periodo, ma comunque ci sarebbe stato ugualmente un OLOCAUSTO. Sulle basi di cosa lo sta dicendo se non le interessa approfondire la verità? Sulla base del fatto che sono morti durante il trasporto, fucilati ecc. Considerando che in quei campi ci sono finiti un po’ tutti(compreso italiani), mi sembra un po’ pochino come base di sostegno, Poi, non le sorge il sospetto che ci fosse una guerra in corso al quel tempo? 

    Voglio dire che se l’argomento non interessa, il che è lecito, si dovrebbe però anche evitare di assumere una posizione in merito perchè altrimenti più che un confronto per la ricerca della verità, si alimenta la disinformazione. 
    sine ira ac studio …

    appunto.
  • Rosanna

    Carissimo andriun, da buon maschio maschilista stai girando la frittata … ti piace la cucina italiana? e poi perché continui a darmi del Lei quando io ti do del TU ? vuoi passare per quello che non sei? cioè per uno che rispetta le donne? non mi sembra da tutto quello che continui a scrive su di loro …

    quindi tornando a noi … non ho detto "non mi interessa la ricerca storica", ho detto una cosa diversa, molto diversa … diversissima !!

    carissimo andriun, amante del sesso femminile a tal punto da scassinargli gli zenzeri fino allo sfinimento … ho detto che "questo argomento non mi interessa approfondirlo", perché anche se le camere a gas non fossero esistite, anche se i nazisti avessero ammazzato solo 1 milione di ebrei, sarebbe stato sufficiente per definire quell’eccidio un crimine di guerra e un olocausto …

    lascio a te l’approfondimento di questa tematica, così potrai dedicarti alla lettura del tuo idolo Mattogno, che ha trascorso la vita a scrivere libri su libri per sostenere le teorie naziste …
    quindi non sto a confutarti le tue teorie che ritieni giuste, perché non ho nessuna intenzione di convincere nessuno … voglio semplicemente  dirti che ho conosciuto personalmente un negazionista, per di più insegnante di storia, che mi diceva che Pasolini era un pedofilo, non un omosessuale (mi sembra che ci sia una bella differenza) e che era talmente egocentrico e narciso che nel suo film "Il vangelo secondo Matteo" avrebbe scelto la propia madre per il ruolo di Maria,  perché lui si sentiva come Cristo …

    beh … per quello che mi diceva, quel mio collega l’ho giudicato un cretino … cioè un docente di storia, negazionista, che non ha capito una mazza di Pasolini …

    degli altri negazionisti non so … ma non ci tengo nemmeno a conoscerli …

    naturalmente … sine ira ac studio …

  • Rosanna

    Devo anche aggiungere però, che PietroGe è un negazionista e invece mi sembra una persona intelligente e intellettualmente onesta …

    sempre per rispettare il famoso motto di P.Cornelio Tacito …

  • andriun

    L’associazione del suo collega che non "capisce una mazza" di Pasolini, a quanto lei afferma, quindi che non è credibile nemmeno nel suo atteggiamento negazionista, bilanciato da PietroGe che al contrario pur essendo negazionista è persona intelligente e intellettualmente onesta, non l’ho capita. E’ come dare un colpo alla botte ed uno al cerchio. Tipico atteggiamento femminile appunto. Nulla di male intendiamoci, ma certamente contraddittorio. E’ come dire che dal momento che se lei non è considerata una brava cuoca non possa poi essere capace a fare le torte(sempre per stare in tema di cucina). 

    Un affermazione che già in sè collide con il motto a cui tacito si riferiva. Perchè ancora una volta parla di olocausto senza cognizione di causa. Se non può provare l’esistenza delle camere a gas viene a cadere anche il concetto di olocausto. Ergo non sto girando nulla anzi sto puntualizzando ancora una volta l’errore che sta compiendo. 
    Mi pieghi poi cosa dovrei "romperle" essendo lei donna, almeno credo.
    Per finire IO credo che la decadenza nella scuola la dobbiamo principalmente alla componente femminile e a quel modo di rapportarsi con lo studente favorendone l’empatia, succube ovviamente(femmina=passivo) dei nuovi credo psico pedagogici, poi certamente anche a quella maschile ovvero alla componente effeminata. 
    Quindi ancora una volta le dico: chi è causa del proprio mal pianga se stesso.
    Inoltre il mio concetto di Donna anche se giustamente comunque subordinato all’UOMO per complementarietà biologiche e per ovvi motivi logistici va ben oltre il concetto di donna attuale. 
    Il discorso come al solito non può che estendersi per essere maggiormente comprensibile, quindi sono costretto a chiuderla qui.
  • Veron

    Gli omicidi eccellenti richiedono sempre una coincidenza o un concerto di interessi. Israele aveva i suoi motivi, la NATO i suoi. E coincidevano.

    Ad esempio, gli israeliani volevano Saddam Hussein morto, perché loro acerrimo nemico. Gli americani volevano il suo petrolio e la sua posizione strategica. Ergo, Saddam è caduto.

    Oggi Israele ha interesse a distruggere Assad, suo nemico giurato. Gli americani hanno interesse a distruggere la Siria, perché ciò garantirà loro ampi spazi di manovra contro l’Iran, vero obiettivo a medio termine. Ergo, Assad deve cadere, e cadrà.

  • helios

    Ci saranno pure molte coincidenze e tutti di mettono a dirne una più degli altri.

    Quello che non viene spiegato e la cosa più semplice e cioè chi ha  ucciso  Moro  e perché.
    Perché al momento non lo,sappiamo ancora.
    Il resto è sempre e solo letteratura che ogni anno continua a diventare sempre più letteratura e si scosta dal contesto reale dei fatti del 16 marzo 1978.
    Orami a molti piace solo che sia così e non di chiede altro. Purtroppo.