Home / ComeDonChisciotte / … ADDOSSATEVI IL FARDELLO DEL BIANCO – LE BARBARE GUERRE DELLA PACE
11798-thumb.jpg

… ADDOSSATEVI IL FARDELLO DEL BIANCO – LE BARBARE GUERRE DELLA PACE

DI ALESSANDRA COLLA
eurasia-rivista.org

«… Addossatevi il fardello del Bianco – Le barbare guerre della pace»

(Rudyard R. Kipling, Il fardello dell’uomo bianco)

Difficile, a prima vista, trovare un punto di contatto fra il suicidio spettacolare di un intellettuale nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi (21 maggio) e la macellazione rituale di un soldato britannico in un sobborgo di Londra (22 maggio).

Tutt’al più, la furia del giovane inglese di colore che si è riversata sul militare reduce dall’Afghanistan sembra suggerire la correttezza delle riflessioni di Dominique Venner sui pericoli che minacciano “la patria francese ed europea”.

Paradossalmente, invece, il gesto estremo di Venner anticipa la denuncia di Michael Olumide Adebolajo — che non parla certo a nome dell’Islam, ma che tuttavia si fa portavoce di un disagio diffuso meritevole di maggiore e più approfondita considerazione da parte dell’Occidente — il quale così si esprime nell’ultimo messaggio lanciato pubblicamente prima dell’arresto:

«We swear by almighty Allah we will never stop fighting you. The only reasons we have  done this is because Muslims are dying every day. This British soldier is an eye for an eye, a tooth for tooth. We must fight them. I apologise that women had to witness this today, but in our land  our women have to see the same. You people will never be safe. Remove your government. They don’t care about you.» — “Per Allah onnipotente, noi giuriamo che non smetteremo mai di combattere contro di voi. La sola ragione per cui abbiamo fatto questo è che i Musulmani muoiono ogni giorno. Questo soldato inglese rappresenta soltanto un occhio per occhio, dente per dente. Noi dobbiamo combattere contro di loro. Mi scuso con le donne che hanno dovuto assistere a questo, ma nella nostra terra le nostre donne devono vedere le stesse cose. La vostra gente non sarà mai al sicuro. Cambiate governo. Al vostro governo non importa niente di voi”.

Mi spiego meglio. I francesi, galanti e galantuomini ma anche pragmatici, sono soliti dire che nella vita di una donna non conta il primo uomo, ma l’ultimo. Questa dell’ultimo impegno mi è sempre parsa un’osservazione pertinente, e suscettibile di applicazione in molti ambiti: così, non m’interessa che cosa Venner abbia fatto nei suoi 78 anni di vita — combattente in Algeria, militante e intellettuale di destra, amante di caccia e armi, pagano etc. M’interessa invece quello che Venner ha lasciato scritto nell’ultimo post del suo blog (http://www.dominiquevenner.fr/2013/05/la-manif-du-26-mai-et-heidegger/) e nel messaggio lasciato sull’altare di Notre-Dame.

Sul blog, dopo aver denunciato l’ “infamia” della legge a favore dei “matrimoni” omosessuali, Venner parla di una “tradizione europea che rispetta la donna” e dell’ “islam che non la rispetta”; parla di una “Francia caduta in potere degli islamici”; parla del “pericolo catastrofico” di una sostituzione della popolazione di Francia ed Europa con una popolazione afro-maghrebina; parla di “riconquista della memoria identitaria francese ed europea”. Nel messaggio, denuncia “gli immensi pericoli per la patria francese ed europea”, la distruzione degli “ancoraggi identitari” e “il rimpiazzo delle nostre popolazioni”.

Ora, a parte ogni valutazione sugli omosessuali, scendiamo nello specifico: ammetto serenamente di faticare non poco a comprendere in cosa una legge che, consentendo il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, attua di fatto una politica di normalizzazione della trasgressione possa nuocere alla tradizione e all’identità della patria francese ed europea più dell’appoggio senza riserve alle guerre imperialiste americane; più del sostegno incondizionato all’entità sionista che occupa militarmente la Palestina; più della totale acquiescenza verso l’occupazione americana del suolo europeo che si protrae da settant’anni; più dell’islamofobia e dello “spirito di crociata” instillato da George Bush jr. nelle torpide coscienze occidentali all’indomani dell’11 settembre.

Con tutto il rispetto per le opinioni e le scelte di Dominique Venner e di chi la pensa come lui, non posso non rilevare che da decenni, ormai, da più parti si afferma a gran voce la necessità imprescindibile di liquidare le categorie mentali di “Occidente” e di “Europa”: perché desuete e anzi dannose per la comprensione delle nuove dinamiche planetarie — e tutto questo a maggior ragione dopo la catastrofe dell’11 settembre 2001: intendendo qui catastrofe nel suo senso più strettamente etimologico di “repentino cambiamento di stato”. A partire da quella data, niente è rimasto come prima: la situazione internazionale è mutata radicalmente, e gli eventi hanno subìto un’accelerazione esponenziale con sviluppi imprevisti. Che a più di un decennio da quei fatti si possa ancora parlare con orgoglio di un’Europa (ma quale?!?) da salvare, è cosa che lascia perplessi — me, almeno.

Non trovo, per concludere, parole migliori di quelle scritte da Alain de Benoist proprio in risposta a Dominique Venner («Alain de Benoist répond à Dominique Venner. La droite en questions», in “Eléments”, n. 119, décembre 2005-février 2006): «La fedeltà è, per esempio, la fedeltà alle promesse che si sono fatte, la fedeltà agli amici che si comportano da amici, la fedeltà al compito che ci si è assegnato, la fedeltà al metodo che si è scelto. La fedeltà non è la testardaggine o l’ostinazione, e meno che mai l’alibi dell’impotenza o della rigidità. Non consiste nel ripetere idee false, anche se questo può aiutare a vivere, né nel gloriarsi di non rimpiangere per principio niente di quel che si è fatto».

Alessandra Colla
Fonte: www.eurasia-rivista.org
Link: http://www.eurasia-rivista.org/addossatevi-il-fardello-del-bianco-le-barbare-guerre-della-pace/19467/
24.05.2013
 

Pubblicato da Davide

  • Servus

    “«La fedeltà è, per esempio, la fedeltà alle promesse che si sono fatte, la fedeltà agli amici che si comportano da amici, la fedeltà al compito che ci si è assegnato, la fedeltà al metodo che si è scelto. La fedeltà non è la testardaggine o l’ostinazione, e meno che mai l’alibi dell’impotenza o della rigidità. Non consiste nel ripetere idee false, anche se questo può aiutare a vivere, né nel gloriarsi di non rimpiangere per principio niente di quel che si è fatto».

    Che azzeccagarbugli questo Benoist. Questa frase non dice o afferma assolutamente niente. La fedeltà alle promesse fatte? a chi? E le promesse fatte a Dio non sono niente? e la fedeltà alla propria nazione, o alla propria religione, o ai propri cari non sono niente?

    E quali sono le idee false? Le sue o le nostre?

  • Fernesto

    Il fatto ( apparentemente paradossale , ma solo apparentemente ) è che il professor Venner , l’islamico Adebolajo , George Bush jr. , Alain de Benoist e la rivista eurasia sono identici nell’ideologia di fondo : sono tutti dei reazionari identitari .

  • guido

    In Italia possiamo stare più tranquilli, da noi adesso i reality show li stanno facendo senza vittime, come a Montecitorio.

  • siletti86

    Sì, ma converrai con me sul fatto che un uomo non può vivere senza uno straccio di identità. Cosa rimarrebbe altrimenti dell’uomo una volta venuta meno l’identità? Solo il fatto che nasce, consuma e crepa? Non ti sembra un controsenso? L’articolo, al di la dei riferimenti giusti o sbagliati, dice una cosa molto interessante: e cioè che bisogna tenersi alla larga dalle “false e/o strumentali identità”, ma non dalle identità in genere. Inoltre “identità” e “reazione”, non sono assolutamente mai state due sinonimi, come molti ci hanno voluto far credere: al contrario. Esse cambiano continuamente perchè soggette al tempo come ogni altra cosa. Ma sta a noi saperle rinnovare.

  • Zret

    Ma se la decollazione di Londra è una finzione, perché pubblicate articoli che elucubrano sul nulla?

  • Fernesto

    Io non li ho mai capito questi che parlano di “identità italiana” , “identità islamica” “identità ebraica” , “cristiana” , “francese” , “euroasiatica” ecc.. Ci sono mille tipi di isalmici , mille tipi di ebrei , di cristiani , di italiani ecc.. E poi , come dici tu , cambiano continuamente . Per me le identità non esistono . Esiste un’unica Patria , il Mondo , ed esistono solamente ricchi e poveri .

  • castigo

    sbagliato.
    le vittime del reality di montecitorio ci saranno.
    e se ti guardi allo specchio ne vedrai una…..

  • Jor-el

    Caro compagno (ti chiamo “compagno” con serietà, perché la mia storia personale credo che mi dia il diritto di farlo), stai mistificando, e non è bello. Sai bene che non ci sono “solo” i ricchi e i poveri e che le identità esistono. Che mi dici, per esempio, delle donne? Stanno con i ricchi o con i poveri? E i neri? E gli omosessuali? Diciamo piuttosto, caro compagno, che esistono identità che piacciono alla sinistra e identità che piacciono alla destra. E quindi, ancora una volta, è pari e patta.

  • Fernesto

    “Nero” non è un identità , è un pigmento della pella ; “omosessuale” non è un’identità , sono solo cazzi suoi ; Compagno è un complimento , se me lo fanno i veri compagni , cioè comunisti e anarchici . Non se me lo fa qualche rossobruno .

  • Jor-el

    Rossobruno sari tu, io sono un comunista rivoluzionario militante dell’Autonomia Operaia.

    Riguardo ai “pigmentati”, ecco la piattaforma delle Pantere Nere: Vogliamo la libertà, vogliamo il potere di determinare il destino della nostra COMUNITA’ NERA. Vogliamo piena occupazione per la NOSTRA GENTE. Vogliamo la fine della rapina della NOSTRA COMUNITA’ NERA da parte dell’uomo bianco. Vogliamo abitazioni decenti, adatte a esseri umani. Vogliamo per la NOSTRA GENTE un’istruzione che smascheri la vera natura di questa società americana decadente. Vogliamo un’istruzione che ci insegni la nostra vera storia e il nostro ruolo nella società attuale. Vogliamo che tutti gli UOMINI NERI siano esentati dal servizio militare.
    Vogliamo la fine immediata della brutalità della polizia e dell’assassinio della GENTE NERA. Vogliamo la libertà per tutti gli UOMINI NERI detenuti nelle prigioni e nelle carceri federali, statali, di contea e municipali. Vogliamo che tutta la GENTE NERA rinviata a giudizio sia giudicata in tribunale da una giuria di loro pari o da gente delle COMUNITA’ NERE, come è previsto dalla costituzione degli Stati Uniti. Vogliamo terra, pane, abitazioni, istruzione, vestiti, giustizia e pace. Riguardo agli omosessuali, i loro diritti non sono “cazzi loro”, mi pare. Ecco il proclama costitutivo del FUORI (fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano): “Noi oggi rifiutiamo quelli che parlano per noi. (…) Per la prima volta degli omosessuali parlano ad altri omosessuali. Apertamente, con orgoglio, si dichiarano tali. Per la prima volta l’omosessuale entra sulla scena da protagonista, gestisce in prima persona la sua storia (…). Il grande risveglio degli omosessuali è cominciato. E’ toccato a tanti altri prima di noi, Ebrei, Neri (ricordate?), ora tocca a noi. Ed il risveglio sarà immediato, contagioso, bellissimo.” Notare l’inizio, “NOI OGGI RIFIUTIAMO QUELLI CHE PARLANO PER NOI”. Riguardo alle donne, sulle quali hai glissato con eleganza, da “vero comunista”, ti risparmio la storia del movimento femminista. E ti ripeto: ci sono identità che piacciono alla sinistra e identità che piacciono alla destra. Essere comunisti non significa raccontare menzogne, ma il suo esatto contrario. A meno che di non essere “comunisti” come quelli del P.C.I., oggi sparpagliato fra Pd, Rifondazione e una mezza dozzina di gruppuscoli, ma sempre unito, alla resa dei conti.

  • Fernesto

    da militante di Autonomia Operaio dovresti capire che c’è differenza tra “comunità” e “comunismo” e che le Pantere Nere non han capito un tubo . Le Pantere Nere ragionavano come i razzisti americani . Al massimo le Pantere Nere potevano essere dei socialistiperlacomunitàdipellenera oppure dei nazionalsocialisti per la nazione nera . Sono idenici ai nazisti , ai sionisti . Il vero comunista era Martin Luther King , anche se la sua figura è stata scippata dai liberal democratici , il quale faceva scioperi , picchetti , faceva lotta di classe insieme agli sfruttati di qualsiasi colore : è stata questa la sua attività principale , anche se meno nota -> il suo discorso famoso “ho un sogno” aveva proprio quel significato , un significato antirazzista , proprio perchè voleva l’emancipazione dell’essere umano in quanto tale , non in quanto nero giallo o blu . I comunisti non hanno patria , e non si definiscono in base al colore della pelle o in base ad una nazione di origine o in base ad altre minchiate rossobrune .

  • Jor-el

    NO su tutta la linea. 2) i comunisti combattono per la liberazione dell’essere umano, che è bianco, nero, donna e individuo. Il comunista non nega le differenze e le identità. 2) Le Pantere Nere erano il partito rivoluzionario dei neri americani, il movimento per i diritti civili erano la versione riformista. 2) tu non sei internazionalista, sei COSMOPOLITA. “Il cosmopolitismo e’ una ideologia del tutto estranea alla classe operaia. Esso e’ invece l’ideologia caratteristica degli uomini della banca internazionale, dei cartelli e dei trusts internazionali, dei grandi speculatori di borsa e dei fabbricanti di armi. Costoro sono i patrioti del loro portafoglio. Essi non soltanto vendono,ma si vendono volentieri al migliore offerente tra gli imperialisti stranieri.” Palmiro Togliatti

  • Jor-el

    Ho sbagliato i numeri, sorry. Mi si è incagliata la tastiera…

  • Fernesto

    Togliatti era uno stalinista , non un comunista . Il comuinista nega le differenze di razza , di religione , di sesso , di gusto … appunto perchè “combatte per la liberazione dell’essere umano, che è bianco, nero, donna e individuo ” e quello che vuol essere lui . L’unica differenza per i comunisti è quella tra sfruttati e sfruttatori , l’unica patria per i comunisti è il Mondo . Poi per stalinisti e nazionalisti lo so che non è così .

  • Jor-el

    Per i riformisti tutte le scuse sono buone per NON fare la rivoluzione. Se dei neri si sollevano con le armi, allora sono fascisti, razzisti e nazionalsocialisti, molto meglio i neri pacifici, che magari citando il vangelo dicono che “tutti gli esseri umani sono uguali”.
    Ma chi ti ha raccontato queste cose? Chi ti ha detto che i comunisti negano le differenze? I cattolici negano le differenze che hai elencato, oppure, in tempi più recenti, i fautori dei “diritti umani”, gli esportatori di democrazia che vogliono liberare le donne afgane, salvare il popolo iraniano e via dicendo. Loro negano ogni differenza, e sai perchè lo fanno? Perchè negando ogni differenza, ogni identità, potranno arrivare a negare anche la differenza fondamentale, quella che sta alla base di tutte, quella fra sfruttati e sfruttatori.

  • Fernesto

    Eccolo l’argomento dei rossobruni : poichè gli USA , con la scusa dei diritti umani , impongono il loro imperialismo del mercato , allora i diritti umani sono sbagliati ( bella logica del cazzo = gli usa non rispettano i diritti umani come non li rispetta chi parla di differenze tra bianco e nero ) . Altrò “perchè” dei rossobrubi , perchè negano le differneze , che invece ci sono . Differenze tra chi ? tra ariano ed ebreo ? tra bianco e nero ? Ma che cazzo dici ? L’unica differenza è quella tra sfruttati e sfruttatori . Punto . Io sono un rivoluzionario , tu sei un rossobruno .