Home / ComeDonChisciotte / ADDIO EUROPA: LA CINA SCALZA LA GERMANIA COME MAGGIOR IMPORTATRICE DI PETROLIO DALLA RUSSIA
16148-thumb.jpg

ADDIO EUROPA: LA CINA SCALZA LA GERMANIA COME MAGGIOR IMPORTATRICE DI PETROLIO DALLA RUSSIA

FONTE. RUSSIA-INSIDER.COM

La collaborazione petrolifera russo-cinese si presenta come la più importante delle collaborazioni di questo tipo al mondo.

C’era da aspettarselo. Avevamo già segnalato che la Russia aveva sostituito l’Arabia Saudita come primo fornitore di petrolio alla Cina. Adesso l’Agenzia internazionale dell’Energia (AiE) annuncia che alla fine del 2015 la Cina ha sorpassato la Germania come primo importatore dalla Russia.

Nella sua relazione di Marzo sul mercato petrolifero pubblicata Venerdi [11 marzo 2016 – N.d.T.] l’AIE ha dichiarato: “I dati delle spedizioni suggeriscono che la Cina importa sempre più greggio ESPO [Greggio dell’oceano Pacifico e della Siberia dell’Est] e che a fine 2015 ha sorpassato la Germania per diventare il maggior cliente della Russia.”

La Russia è ormai il primo fornitore del primo importatore di petrolio del mondo. Non è ancora comunque il maggiore accordo energetico del mondo perché il flusso di petrolio dal Canada verso gli Stati Uniti è più grande, ma è certamente quello più rilevante sotto il profilo geopolitico.

Le relazioni canadesi-americane sarebbero praticamente le stesse con o senza il massiccio commercio di petrolio, ma il fatto che la Cina e la Russia diventino commercialmente sempre più reciprocamente indispensabili l’una verso l’altra contribuirà a rinforzare i numerosi legami politici che Pechino e Mosca hanno intessuto fino ad ora (OCS, BRICS [Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica -N.d.T.] in effetti la crescente interdipendenza commerciale (in particolare per il petrolio e le armi) è in larga parte conseguenza del maggiore accordo politico tra i due paesi dopo il 2014 e il voltafaccia dell’Occidente contro la Russia. L’accordo commerciale sul petrolio è decollato in particolare quando la Russia ha siglato una convenzione con la quale la Russia accetta il pagamento [del greggio – N.d.T.] direttamente in valuta cinese renmimbi.

Questo dà un’ulteriore tranquillità psicologica a Pechino e non pone alcun problema alla Russia, se non altro perché la Cina attualmente è un’immensa fabbrica e i Renmimbi che la Russia incassa con le vendite del petrolio possono essere facilmente usati per l’acquisto di merci cinesi. Di fatto la Russia ogni anno importa più dalla Cina di quanto non vi esporti, e dunque non corre alcun rischio di accumulare valuta indesiderabile.

Photo : Commerce en 2013, depuis lors, il a chuté à 31 milliards $ de la Russie à la Chine et 33 milliards $ de la Chine à la Russie

In calce uno schema della bilancia commerciale russo-cinese riferita all’anno 2013 (in dollari) fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico Russo

Dopo il 2013 il saldo è sceso a 31 miliardi di dollari di merci dalla Russia alla Cina e 33 miliardi di dollari dalla Cina alla Russia.

Fonte: http://reseauinternational.net

Link: http://reseauinternational.net/bye-bye-leurope-la-chine-detrone-lallemagne-en-tant-que-plus-grand-client-de-petrole-de-la-russie/

15.03.2016

(art originale QUI)

Traduzione dal francese per wwww.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49

Pubblicato da Davide

  • giannis

    Era il minimo che la Russia potesse fare : L’ occidente vuole rovinare la Russia di Putin quindi la Russia fa affari con altri paesi

  • Cataldo

    E’ una notizia emblematica, ma per andare oltre la suggestione almeno alcune considerazioni di base su come ci si è arrivati, a questo sorpasso.

    1) Le importazioni di petrolio della Germania sono inferiori a quelle degli anni passati, quindi una flessione delle importazioni russe non ha di per se un segno particolare, e non dipende di per se delle sanzioni, rientra in una economia che vede iniziare la decrescita della produzione elettrica, oltre ad altri segnali di minor esigenze energetiche, con tutto quello che ne consegue sulle dinamiche future della "crescita"

    2) La Cina dal 2013 sta riequilibrando le sue fonti, decresce la quota saudita ed aumenta quella russa, qui c’è un segno geopolitico

    3) Le importazioni di petrolio cinesi negli ultimi mesi fino a gennaio, sono comunque aumentate, malgrado i segnali di un rallentamento della produzione,  c’è una componente tecnica, dovuta alla messa in produzione di raffinerie private che possono comprare direttamente petrolio, e la rivendita di prodotti raffinati in aumento.

  • ilsanto

    Si va bene ma la Germania ha 80 milioni di abitanti la Cina 1300, che confronto è ?

  • geopardy

    Infatti, concordo pienamente, a me sembra un articolo senza fondamento.