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A COSA MIRA DAVVERO RENZI…

DI MARCELLO FOA

blog.ilgiornale.it

La governabilità, la riforma elettorale. Ma non solo. Renzi sta perseguendo un disegno più ampio. Accettando di incontrare Berlusconi, anzi riportandolo al centro del dibattito, compie un gesto non solo tatticamente indispensabile – considerata l’impossibilità di dialogare con Grillo, le riforme possono essere fatte solo con il consenso di Forza Italia – ma strategicamente audace e rivoluzionario, rivolto sia alla destra che alla sinistra.

Renzi sa che il suo vero nemico è dentro al Pd – non fuori – ed è rappresentato dalla corrente, finora onnipotente – dei post comunisti. E sa anche che le elezioni le può vincere solo se riesce a conquistare la fiducia di almeno una parte dell’elettorato di centrodestra, che può contare su uno zoccolo duro di almeno un terzo dell’elettorato.

Dichiarando pubblicamente “Sono d’accordo con Berlusconi” e imponendo una tabella di marcia rapidissima alla direzione del proprio partito – che si ritrova già lunedì pomeriggio – Renzi mira a scavalcare e a mettere con le spalle al muro la minoranza dissidente; nel senso che la rende responsabile dell’eventuale fallimento di un accordo invocato a gran code del Paese. E’ consapevole però di dover agire in fretta per impedire agli altri di organizzare il boicottaggio indiretto e invisibile in Parlamento, che comunque verrà tentato. Le congiure, le manovre di Palazzo volte alla gestione del potere personale e di gruppo rientra nei cromosomi di una classe dirigente cresciuta alla scuola gramsciana e togliattiana delle Botteghe Oscure (ex sede del Pci); non si arrenderanno facilmente. Quando dice “Mi sto giocando tutto” non mente. E rischia tantissimo.

Parallelamente, infatti, si riposiziona nei confronti dell’elettorato moderato. Ha ignorato le proteste degli oltranzisti di sinistra e ha incontrato Berlusconi, considerandolo non un impresentabile condannato ma il leader del legittimo del centrodestra. Berlusconi ovviamente ha apprezzato, il suo elettorato anche. E Renzi ha verosimilmente ottenuto il suo scopo: quello di venir considerato dal popolo di centrodestra non come l’ennesimo trinariciuto di sinistra, ma come un leader moderato e davvero democratico, dunque accettabile.

Da oggi Renzi può pescare anche nell’elettorato di centrodestra con la speranza – è questo uno dei suoi obiettivi principali – di costruire una maggioranza “progressista” ma imperniata su un elettorato moderato e borghese, in cui le fazioni e i partiti estremisti di sinistra (Vendola, dipietristi, ala sinistra del Pd), grazie anche alla nuova legge elettorale, abbiano un ruolo minoritario, anzi marginale.

Che ci riesca è tutto da vedere; politicamente, però, l’uomo ha dimostrato di essere abile, veloce di pensiero e spregiudicato. O, per dirla con il sul linguaggio, di essere ancora una volta, un gran dritto…

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/01/19/a-cosa-mira-davvero-renzi/

19.01.2014

Pubblicato da Davide

  • Tao

    Matteo Renzi che progetta il futuro dell’Italia con Silvio Berlusconi. Renzi, cioè il Nulla elevato a insidia: oggi per il governo Letta, domani per gli italiani tutti. A cui proporrà, tra un sorrisone e l’altro, il Programma di Afflizione Definitiva messo a punto dai “padroni dell’universo” e affidato alla manovalanza tecnocratica di Bruxelles (Barroso, Van Rompuy, Schulz, Draghi) cui obbediscono mercenari e maggiordomi italici, da Letta a Saccomanni, in un tragicomico gioco delle parti secondo cui il pericolo che ci minaccia è Beppe Grillo, è la Costituzione antifascista, è la rappresentanza democratica – e non l’euro-catastrofe, non la disoccupazione a valanga che disintegra il tessuto sociale, non l’astuto Marchionne che ripiega su marchi prestigiosi come Alfa e Maserati per non dire apertamente che l’epoca delle utilitarie Fiat è finita, e che gli operai di Melfi, Pomigliano e Mirafiori, esaurita l’ultima cassa integrazione, dovranno cercarsi un altro lavoro, magari emigrando a Detroit.

    Ma niente paura, sul futuro dell’Italia deciderà lo storico summit convocato nella tana del Pd il fatidico 18 gennaio 2014. Renzi e Berlusconi: due tipi «la cui bocca è scollegata dagli occhi», scrive Pierfranco Pellizzetti su “Micromega”. «Fateci caso, sia Silvio Berlusconi che Matteo Renzi sorridono all’insegna della massima affidabilità, ma il loro sguardo resta gelido, da gente “che non fa prigionieri”».

    E se Berlusconi è il rudere vivente di vent’anni nei quali il centrosinistra ha finto di combatterlo, in realtà sdoganando la dottrina neoliberista euro-globale e smantellando il welfare – fino alla menzogna della flessibilità come leva di sviluppo, spacciata con l’aiuto di sindacati che hanno rinnegato la propria missione – la disinvoltura del sindaco di Firenze conferma una dose di cinismo che supera persino quella del Caimano: a parte la rottamazione dell’indecente legge elettorale, l’insistenza di Renzi è sullo smantellamento della Costituzione, in linea con il Ceo della Jp Morgan, Jamie Dimon, che considera “spazzatura della storia” il nostro impianto democratico così attento, almeno sulla carta, alla tutela del lavoro come diritto.

    Dietro alle sue false rassicurazioni, Renzi nasconde la fretta di andare velocemente alle elezioni per consolidare la sua leadership, liquidando la succursale italiana della Troika, cioè il tandem Letta-Napolitano. Il che sarebbe una buona notizia, se non fosse che il non-programma renziano – senza uno straccio idea su come superare la grande crisi – non è altro che l’applicazione dogmatica degli ordini della cupola finanziaria, quella che ci ha già imposto Mario Monti ed Elsa Fornero. Curioso, aggiunge lo stresso Pellizzetti: Renzi o non Renzi, «i leader centrosinistri – alla fin fine – corrono sempre al salvataggio di Berlusconi. Sarà perché gli sono antropologicamente affini? Guarda caso, anche D’Alema e Veltroni hanno bocca e occhi scollegati».

    Prima di loro, però, e molto lontano da Roma, ci fu chi decise per tutti e all’insaputa dei più: i grandi privatizzatori occulti e i loro tecnocrati oscuri, fino ai profeti nostrani delle riforme strutturali – da Andreatta a Ciampi, da Padoa Schioppa a Bassanini – tutti ben collegati con l’establishment di Washington e di Bruxelles, irritato dall’autonomia finanziaria italiana e dalla capacità economica del Belpaese che tanto disturbava i signori di Berlino.

    Il Genio Fiorentino però corre veloce, grazie alla leggenda metropolitana del “nuovo che avanza”. E adesso ha fretta di rottamare, in collaborazione con l’amico Silvio, soprattutto l’odiata Costituzione. «Puntano il dito contro le lungaggini del bicameralismo – protesta il grillino Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera – ma per varare il Lodo Alfano gli sono bastati otto giorni». L’obiettivo è sempre lo stesso, da anni: presidenzialismo, potere verticale. Mani libere, per scelte sbrigative truccate da “riforme”, mentre tutto intorno sta crollando: l’unica vera notizia è che l’economia globalizzata della fabbrica-mondo avrà sempre meno bisogno dei lavoratori italiani, a meno che non intervenga – con una svolta radicale – la protezione dello Stato, cioè il potere pubblico che i “nuovisti” vogliono morto, perché fa da argine allo strapotere delle multinazionali.

    E intanto parlano d’altro, assecondati dalla loro corte mediatica. “Sburocratizzare”: lo slogan grottesco di Renzi ricorda l’invocazione crepuscolare dell’ultimo Prodi (“un po’ di felicità”), pronunciata con una bonomia sospetta dall’uomo che lavorava per la Goldman Sachs e preparava i micidiali diktat della Commissione, il super-potere europeo mai eletto da nessuno. Oggi però la ricreazione è davvero finita. La verità è un iceberg, e lo schianto si sta avvicinando.

    Giorgio Cattaneo

    Fonte: http://megachip.globalist.it

    Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=95606&typeb=0&Al-peggio-non-c-e-mai-fine

    20.01.2014

  • clausneghe

    E’ un bene che Renzie abbia gettato la maschera, scoprendo il sorriso complice riservato al suo naturale compagno di merende, il noto pregiudicato di Arcore. Così ci troveremo con loro da una parte (pd&fi) e noi M5* dall’altra. Se plus facìle. Nessuna sorpresa dal toscanino ebetino,dunque. Al voto,al voto.

  • AlbertoConti

    Chi persevera nell’errore di votare PD è veramente irrecuperabile, marcio,
    peggio che democristiano. E’ l’asino perfetto che si identifica con gli asini
    che volano, quelli che ama tanto vedere in TV tutti i giorni, fino a crederci
    ciecamente.

  • robotcoppola

    Sì buongiorno, anche l’articolista è ipnotizzato dal pifferaio di firenze scambiandolo come il nuovo che vuole eliminare la vecchia politica brutta e cattiva.
    Ma per favore.
    Siamo completamente circondati da questa disinformazione/propaganda su tutti i canali ufficiali e  a quanto pare anche qui su CDC.
    L’incontro tra i 2 mentalisti era con ogni probabilità deciso da tempo, l’unico ostacolo era presentarlo al popolo ormai completamente rincoglionito.
    http://urlin.it/569b1 [urlin.it]

    Infatti si vogliono far passare come normali

    1. incontrare un pregiudicato e decidere con lui il futuro del paese;

    2. fottere il popolo italiano con false priorità (vedi l’eliminazione del senato, utile più che altro a guadagnare un anno di governo … Il risparmio di 1 miliardo di €/anno è una goccia nel mare e peraltro sarà molto improbabile che ciò avvenga, in quanto verranno creati altri sprechi …);
    3. assicurare il dominio delle elite criminale per sempre, grazie ad una legge elettorale ammazza democrazia che si basa sulle seguenti caratteristiche

      – soglie di sbarramento abnormi per le forze politiche. Si parla dell’8% per i singoli partiti, ridotte al 5% per quelli interni alle coalizioni (addio alla speranza di ingresso a eventuali nuove forze politiche sane. I partiti che fanno parte delle coalizioni hanno come priorità la spartizione delle poltrone …);

      – liste chiuse => nominati;

      – premio di maggioranza per le COALIZIONI che vincono superando la soglia del 35% =>forze politiche come il M5S non potranno usufruire di tale premio perché non sono coalizioni (trucchetto che serve a tutelare la casta da un’eventuale vittoria del M5S con superamento della soglia definita);

      – incostituzionalità ai massimi livelli di quanto sopra descritto, aiutati da una vergognosa consulta che agisce con ritardi anni a norme del genere (vedi porcellum).

    In conclusione tutti quanti ci stanno vendendo una TRUFFA colossale, facendola passare attraverso il solito slogan "per il bene del paese".

  • radisol

    E’ abbastanza normale che un "destro" come Foa …. dimenticando nel tempo di un battito di ciglia tutta la sua critica, probabilmente ultra-strumentale, di anni alle politiche Usa ed anche "europee", si innamori di Renzi …. il dna quello è …

  • Truman

    All’origine delle mosse di Renzi c’è il conflitto tra le finanza e il diritto. Il mondo finanziario, che manovra il pupazzo Renzi, ha bisogno di mantenere il proprio potere, finanziando le banche a spese delle masse. Per fare ciò è ormai necessario massacrare intere popolazioni (es. Grecia, Cipro). Ma il massacro delle popolazioni per arricchire le banche si può fare solo demolendo la Costituzione. La recente sentenza della Corte Costituzionale mostra quali inconvenienti succedono se si fanno riforme senza prima distruggere la Costituzione.

    E allora il primo obiettivo tattico di Napolitano, Letta, Renzi, è demolire le garanzie costituzionali per i cittadini. Ma per fare questo ci vuole la maggioranza dei due terzi del Parlamento. Letta si è fatto fregare, non ha più la maggioranza dei due terzi, e perde pezzi in continuazione. Allora serve un altro pupazzo, uno che rimetta assieme centro-destra e centro-sinistra, in modo da proseguire nell’opera di demolizione. La maggioranza individuata ha nuovamente bisogno di Berlusconi.

    Secondo me hanno fatto male i conti, Alfano non ci starà a essere messo da parte, a quest’ora sta affilando coltelli. E vale lo stesso per la sinistra del PD, che l’alleanza con Berlusconi la vede male.

    Insomma, ciò che vogliono fare è abbastanza chiaro, come pure è chiaro che hanno scarse possibilità di riuscita.

    E’ una guerra, e la stanno perdendo.

  • Marcellos

    Tuttavia sono convinto che questa mossa di renzi comportera’ uno spostamento a sinistra dell’elettorato del M5S, che raccogliera’ certo i "delusi" del pd: e per farlo in modo profiquo sara’ costretto a tarare di conseguenza la sua proposta, orientandola solo in quella direzione. Questo e’ davvero un peccato, perche’ un partito che era nato come superamento dell’idea di destra/sinistra si trovera’, ancora piu’ di adesso, a rappresentare in aula un’unica ideologia, anche se questo e’ contrario alla sua ragione di nascita.

  • Hamelin

    Il problema non è Renzie ,  ma quei Milioni di PiDioti che lo voterebbero.
    Renzie è lo specchio perfetto del nulla e dell’ipocrisia dei suoi votanti .

  • pietroancona

      Mi domando a c he cosa mira questo Marcello Foa che tiene bordone a quanti abusano della democrazia italiana per fare i loro comodo

  • oriundo2006

    Io vi vedo invece il vizio del vecchio PC che trattava solo con i piu’ grossi ( come l’Urss del tempo ) e se ne infischiava degli altri piu’ piccoli, giudicandoli non all’altezza di un ‘grande Partito’. Di conseguenza faceva compromessi su tutto in nome della governabilità e delle poltrone, escludendo ed eliminando ogni dissenso, e marginalizzandone la voce. Dunque, discuto il metodo. Sarebbe stato piu’ opportuno stabilire un giro di consultazioni con tutti e a partire dalle formazioni intermedie per poi dopo tirarne le fila in una discussione di partito, di tutto il partito, possibilmente…Morale: iniziare dal piu’ grosso significa solo una spregiudicatezza che si vuole ‘machiavellica’ ma che indebolirà senza ombra di dubbio il tasso di democrazia nell’agone politico, come se ce ne fosse poi troppa: è la vittoria del primato della ‘casta’ sopra la politica come partecipazione democratica…E’ indubbio guardando le cose sotto l’occhio storico che oramai siamo avviati ad una china oligarchica in nome di una presunta ‘governabilità’ che significa solo primato assoluto del piu forte. E piu’ arrogante e prepotente. 

  • Firenze137

    Ieri ho seguito l’intervista di Renzi alle invasioni barbariche. E qui esprimo non un’approvazione al programma di distruzione della Costituzione, ma una nota  all’efficienza mentale e fisica di Renzi.

    Non ci sono politici che io conosca che hanno le di lui capacità mentali, mnomoniche, abilità dialettiche, e non ultima padronanza dei mezzi informatici dimostrata in diretta oltre che la battuta facile che persegue un ben – secondo me – e precisa funzione di "giullare".

    E’ noto che il giullare è una "figura" che ben-dispone tutti o quasi tutti alle volte financo il Potere. E lui in questa suo ruolo che gli viene naturale ( io noto che il tono della voce è molto simile a Panariello.) è davvero un numero 1.

    Quindi Renzi in questo Paese malato quasi alla stato comatoso, con un Fiorito che solo a vederlo e rivederlo …e rivederelo … e rivederloi su tutti i media e sentirlo parlare fa venire i brividi per la sua tronfia e disincantata incoscienza per la corruzione, è una sorta di antibiotico ad ampio ‘spettro’ 
    che in qualche modo fa comodo a molti di noi  per innescare una terapia d’urto. Potente e rapida. Da notare che la tecnica della velocità è spesso usata per amplificare il potere di convincimento. 

    Va beh.. forse perderemo l’uso di qualche ‘organo vitale’ importante ( la costituzione ad es. ) ma esiste "altro" politico, gruppo, con la stessa efficienza e sopratutto apparentemente  innocua azione risolutriche dei mali che ci affliggono ?

    Io non ne vedo. Ma mi posso sbagliare.

  • Tao

    In attesa di fare un confronto puntuale fra la bozza di legge elettorale di Renzi e la recente sentenza della Corte Costituzionale, credo di dover fare delle valutazioni politiche sull’incontro fra il neo segretario Pd e l’intramontabile Cavaliere, la cui portata va ben oltre il merito della legge elettorale.

    In primo luogo, mi sembra che questo accordo abbia gambe molto corte e scarsa possibilità di riuscita. Esso è articolato in tre punti: legge elettorale, riforma del Senato e riforma del titolo V della Costituzione. Lasciamo da parte l’ultimo punto su cui è stato detto troppo poco e concentriamoci sui primi due, iniziando dal Senato. Di fatto lo si abroga sia perché gli si toglie il potere di votare la fiducia e, necessariamente, la finanziaria, sia perché si pensa di renderlo non più elettivo, sostituendo gli attuali senatori con Presidenti di Regione, sindaci ecc. Quindi, gli attuali senatori possono prepararsi per la panchina ai giardinetti.

    Ma, siccome sino a quando la Costituzione è questa, occorre che la riforma la voti anche il Senato (ed a scrutinio segreto) voi ve li vedete i nostri baldi senatori che votano a favore di una riforma che li abroga? Sarà, ma ci credo poco.

    Legge elettorale: se dovesse restare questa, sicuramente contrari dovrebbero essere Lega, M5s, centristi vari. Il che dice che la sommatoria Pd-Fi è di 168 seggi, c’è poi un’area di incerti composta da Gal, Misto, Sel, Autonomie e senatori a vita che assommano a 48 seggi. La maggioranza richiesta è 164, sulla carta bastano Pd e Fi. Però, c’è da considerare che il gruppo del Pd è composto in larga parte di bersaniani e cuperliani, per cui occorre vedere quanti ribelli ci saranno, ed anche Fi non è detto che resti compatta, sia perché potrebbero esserci ancora cripto alfaniani in attesa di venir fuori, sia perché alcuni potrebbero votare contro la riforma della legge elettorale anche per sabotare quella del Senato.

    Si consideri che si vota a scrutinio segreto e che il Presidente, Grasso, per consuetudine non vota. Anche alla Camera i renziani sono minoranza rispetto al totale del gruppo. Dunque anche sulla legge elettorale non pare che le cosa vadano così lisce come molti sostengono.

    In secondo luogo, la riforma del Senato richiede la revisione costituzionale che ha i suoi tempi, quindi non se ne parla più di votare per tutto il 2014, il che liquida implicitamente l’aspirazione di Renzi a votare subito anche per evitare la “conta” (per lui inutile e pericolosa) delle europee. D’altra parte, senza la “riforma” del Senato, quella della legge elettorale della Camera è inutile. Resta da capire chi e con quali voti governerà nel frattempo. Dunque un accordo che difficilmente troverà realizzazione, ma questo a Berlusconi non importa. A lui interessava riemergere, poi se l’accordo dovesse saltare sarebbe colpa del Pd, mentre lui avrà fatto il possibile e, per il resto, gli va benissimo di guadagnare tempo mentre il Pd cuoce nel suo brodo.

    Per cui, in terzo luogo, mi sembra che chi ne esce clamorosamente vincitore è il Cavaliere che, ancora una volta giganteggia rispetto ai suoi interlocutori: solo due settimane fa era un uomo finito, condannato, espulso dal Senato, a capo di un partito che, anche dopo la scissione, è dilaniato dalle faide interne, in attesa di altre condanne e, per di più, senza un candidato da proporre come capo coalizione in caso di elezioni. Oggi, grazie a Renzi, riemerge come uno dei due protagonisti della scena politica e già prospetta un “governo di scopo” presieduto da Renzi e sostenuto da Fi (ma forse anche con ministri di Fi) che metta nell’angolo gli alfaniani. Per ora Renzi non ci sta, ma… mai dire mai.

    Manco a dirlo, in caso di governo Renzi, uno degli “scopi” da realizzare sarebbe una bella amnistia, che ne dite? E non mi sembra che il ragazzotto fiorentino si farebbe poi tutti questi scrupoli. La cosa suona anche come irrisione alla magistratura che, dopo aver interdetto per alcuni anni, l’uomo dai pubblici uffici, se lo ritrova come “padre della Patria” e fondatore della Terza Repubblica.

    Al solito il Cavaliere non perde occasione per fare goal. Chi ne esce sicuramente in difficoltà è proprio Renzi che già riceve le tirate di orecchie di amici come Scalfari e che già ha deluso una parte dei suoi sostenitori. Credo che lui sottovaluti il viscerale antiberlusconismo di gran parte della sua base.

    Per di più egli ha proceduto con una rozzezza ed un autoritarismo sbalorditivo: su una materia come la legge elettorale non ha consultato prima nemmeno il gruppo dirigente del suo partito, si è gestito l’incontro con Berlusconi come se fosse un suo affare privato, parla per editti (“Se salta tutto è chiaro che si torna allo spagnolo secco… Non si può tornate al proporzionale ecc.”). Oltre che assai poco intelligente Renzi è un uomo molto pericoloso per la democrazia, per il metodo e per il merito delle sue proposte. Ed una volta di più il Pd si manifesta come il partito più antidemocratico del nostro sistema politico. Bisognerà tenerne conto anche nelle elezioni europee.

    Un paio di mesi fa scrissi che non sapevo chi avrebbe vinto le elezioni prossime, ma ero sicuro che le avrebbe perse il Pd. Ora ho la conferma che le cose stanno proprio cosi: Renzi è solo un Berlusconi più giovane ma anche molto più stupido.

    Aldo Giannuli

    Fonte: http://www.aldogiannuli.it [www.aldogiannuli.it]

    20.01.2014

     

     

  • consulfin
    tenendo conto della provenienza dell’articolo, tutto si comprende.
    Mi auguro che la "gestione renzi" serva finalmente a far uscire i miei ex compagni (ultime frequentazioni 1996) da quel partito che, sempre più, si è trasformato nell’unico partito della destra europea/anglosassone presente in italia e che niente ha a che fare con quella sinistra (seppur male) rappresentata dal vecchio PCI.
    Con la proposta dell’italicum (italicus?), dopo aver fatte proprie le istanze della destra (gli interessi della finanza e del capitalismo più in generale – privatizzazioni, spesa pubblica gestita a esclusivo favore dei padroni del vapore a spese del contribuente medio e proletario, competizione, concorrenza selvaggia, liberalizzazioni…), il PD fa proprie anche quelle richieste che consentono alla classe dominante di avere pochi e ben fidati interlocutori alla guida della cosa pubblica. La legge truffa, di molto peggiorata, diviene un passaggio obbligato: deve essere impedito l’ingresso nei palazzi del potere a qualsiasi potenziale disturbatore incontrollabile, per piccolo che sia.
    Per quanto mi riguarda, sono sempre più orientato all’azione di rivendicazione diretta e credo che la strada dei movimenti sia molto più efficace della via della rappresentanza politica. Nel Lazio si è visto come i movimenti per l’abitare siano riusciti a innescare un meccanismo positivo nelle politiche istituzionali degli alloggi pubblici: addirittura i fondi gescal dovrebbero essere usati per lo scopo per cui sono raccolti: in italia è una rivoluzione!
    Purtroppo occorre fare i conti con le istituzioni che sono governate dai soggetti eletti dalla platea degli ipnotizzati. Non resta che sperare che, come già scritto, gli ipnotizzati siano svegliati dalle urla stridule del boy scout dell’anno!
  • alvise

    Scusa, non ho capito questo passaggio:

    «uno spostamento a sinistra dell’elettorato del M5S, che raccogliera’ certo i "delusi" del pd»

    Cioè, l’elettorato del M5S, secondo te, potrebbe spostarsi a sinistra, e così rimpiazzerebbe i delusi del PD? E’ questo il tuo pensiero?

    Se è questo, io penso di no, perchè i fatti parlano chiaro.Se qualcuno si è spostato sono proprio i delusi del PD, verso il Movimento.Per me non è così perchè dopo anni che non votavo ho votato 5 stelle, e rivoterò, e comunque il 25% dei voti dimostrano il contrario di quello che dici, ma il mio è un punto di vista che potrebbe essere errato .Peraltro, mi pare invece che, il 5 Stelle si stia riguadagnando quello che aveva perso nel dopo consultazioni del 2013.
    Certo che, l’Armageddon è iniziato, non in cielo ma in terra. Forse anche in cielo, perchè non è possibile che tutta la terra sia implicata in questo progrom economico, completamente avvolta dalle ali dei vampiri. Salvo alcune "isole" dispensate.

  • geopardy

    Vi ricordate quando 7 o 8 anni fa Berlusconi era politicamente finito, stava per uscire di scena e fu Veltroni (l’autore segreto nel 1984 della spartizione di potere sulle tv "pubbliche-private") che lo rimise in sella con un accordo, attraverso il quale ritornò il comando italico sotto Arcore (D’alema era l’eminenza grigia)?
    Si trattò di un’opera che garantì il protrarsi della casta attuale.
    Renzi vuole unire sotto di se l’intera casta per finire il lavoro in atto sulla destrutturazione nazionale.
    Prenderà sotto custodia buona parte dell’elettorato irriducibile di dx, cercheranno di fare una legge elettorale che gli possa garantire una governabilità assoluta.
    Da notare che non c’è giorno che radio (tutte) e non solo sui notiziari, ma anche durante i palinsesti giornalieri, non parlino che di Renzi.
    Ce lo condiscono in tutte le salse e questo è già un allarme che si percepisce.
    A me non dà alcuna fiducia, per certi aspetti era addirittura migliore Bersani, mentre paragonerei Renzi ad una logica evoluzione del metodo inciuciante e dominante dalemiano, sfuggito, però, di mano all’autore pugliese.

  • Truman

    Dai Forum (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=67069):

     

    Il rottamatore-riciclatore, le menti arrugginite e la democrazia

    Quando chiedevo ad alcuni estimatori di Renzi “ma che ci trovate in Renzi? Qual è il suo programma?”, nessuno sapeva rispondermi sul contenuto del programma.
    Un solo concetto si era ficcato nella loro testa: “Renzi vuole rottamare”. La comunicazione aveva funzionato; pesci ingenui avevano abboccato.

    Replicavo: guardate che rottamare una classe dirigente pessima non esclude che ne venga una peggiore. Pensate all’esito di tangentopoli! La classe dirigente si rottama come conseguenza della sua sostituzione con un altra. Potreste stimare Renzi per la classe dirigente che promuove ma non perché vuole rottamare. E’ stupido stimarlo perché vuole rottamare. Anzi voler fondare il proprio successo sul concetto di rottamazione è chiaramente un inganno. Un chiaro inganno del COMUNICATORE, che paradossalmente stimate proprio perché comunicatore, ossia perché vi prende in giro.

    Spiegazione credo logica ma troppo raffinata per menti arrugginite.

    Ora le menti arrugginite si sentiranno deluse: ci hai tradito; hai detto che rottamavi e invece hai riciclato Berlusconi!

    Le menti arrugginite non danno mai colpa a se stesse. Possono apprezzare un politico senza conoscerne il programma, perché si sono fatte abbindolare dalla parola inventata dal comunicatore (o magari dal guru della comunicazione); possono non essere in grado di capire che uno che si presenta con la parola d’ordine “rottamiamo”, senza indicare la nuova classe dirigente, ti sta prendendo in giro ed è un furbastro; e tuttavia non si sentiranno mai colpevoli. Mai che dicano: ho sbagliato con Occhetto, ho sbagliato con D’Alema; ho sbagliato con Veltroni; ho sbagliato con Bersani; ho sbagliato con Renzi; quindi di politica non capisco un tubo e sono pericoloso per il mio paese: meglio che smetta di votare.

    LA DEMOCRAZIA E’ IL REGIME DELLE MENTI ARRUGGINITE. Perciò vanno al potere delle nullità.
    Per chi voglia candidarsi a un’elezione con un nuovo partito, a prescindere dalla giustezza e addirittura grandiosità delle analisi e delle proposte, si porrà sempre il problema: COME DEVO CONQUISTARE I CONSENSO DI MILIONI DI MENTI ARRUGGINITE?

    Stefano D’Andrea
    Fonte: http://www.appellolapopolo.it [www.appellolapopolo.it]
    20.01.2014

  • ildieffe

    basta considerare PD non più acronimo di Partito Democratico ma di Partito Democristiano e il gioco è fatto