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A COSA MIRA DAVVERO RENZI…

DI MARCELLO FOA

blog.ilgiornale.it

La governabilità, la riforma elettorale. Ma non solo. Renzi sta perseguendo un disegno più ampio. Accettando di incontrare Berlusconi, anzi riportandolo al centro del dibattito, compie un gesto non solo tatticamente indispensabile – considerata l’impossibilità di dialogare con Grillo, le riforme possono essere fatte solo con il consenso di Forza Italia – ma strategicamente audace e rivoluzionario, rivolto sia alla destra che alla sinistra.

Renzi sa che il suo vero nemico è dentro al Pd – non fuori – ed è rappresentato dalla corrente, finora onnipotente – dei post comunisti. E sa anche che le elezioni le può vincere solo se riesce a conquistare la fiducia di almeno una parte dell’elettorato di centrodestra, che può contare su uno zoccolo duro di almeno un terzo dell’elettorato.

Dichiarando pubblicamente “Sono d’accordo con Berlusconi” e imponendo una tabella di marcia rapidissima alla direzione del proprio partito – che si ritrova già lunedì pomeriggio – Renzi mira a scavalcare e a mettere con le spalle al muro la minoranza dissidente; nel senso che la rende responsabile dell’eventuale fallimento di un accordo invocato a gran code del Paese. E’ consapevole però di dover agire in fretta per impedire agli altri di organizzare il boicottaggio indiretto e invisibile in Parlamento, che comunque verrà tentato. Le congiure, le manovre di Palazzo volte alla gestione del potere personale e di gruppo rientra nei cromosomi di una classe dirigente cresciuta alla scuola gramsciana e togliattiana delle Botteghe Oscure (ex sede del Pci); non si arrenderanno facilmente. Quando dice “Mi sto giocando tutto” non mente. E rischia tantissimo.

Parallelamente, infatti, si riposiziona nei confronti dell’elettorato moderato. Ha ignorato le proteste degli oltranzisti di sinistra e ha incontrato Berlusconi, considerandolo non un impresentabile condannato ma il leader del legittimo del centrodestra. Berlusconi ovviamente ha apprezzato, il suo elettorato anche. E Renzi ha verosimilmente ottenuto il suo scopo: quello di venir considerato dal popolo di centrodestra non come l’ennesimo trinariciuto di sinistra, ma come un leader moderato e davvero democratico, dunque accettabile.

Da oggi Renzi può pescare anche nell’elettorato di centrodestra con la speranza – è questo uno dei suoi obiettivi principali – di costruire una maggioranza “progressista” ma imperniata su un elettorato moderato e borghese, in cui le fazioni e i partiti estremisti di sinistra (Vendola, dipietristi, ala sinistra del Pd), grazie anche alla nuova legge elettorale, abbiano un ruolo minoritario, anzi marginale.

Che ci riesca è tutto da vedere; politicamente, però, l’uomo ha dimostrato di essere abile, veloce di pensiero e spregiudicato. O, per dirla con il sul linguaggio, di essere ancora una volta, un gran dritto…

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2014/01/19/a-cosa-mira-davvero-renzi/

19.01.2014

Pubblicato da Davide