Home / ComeDonChisciotte / A CHI DOBBIAMO RESTITUIRE IL DEBITO PUBBLICO ?

A CHI DOBBIAMO RESTITUIRE IL DEBITO PUBBLICO ?

debito con marte

DI FABIO CONDITI

comedonchisciotte.org

Ci siamo talmente abituati alla crisi economica, che facciamo fatica ad immaginare che possa esistere una società che non ne sia caratterizzata.

Sono anni che ci ripetono che il debito pubblico è insostenibile e che dobbiamo seguitare con politiche di austerity perchè in questo modo riusciremo a risolvere il problema : ma nonostante i grandi sacrifici a cui ci sottoponiamo, la situazione invece che migliorare, peggiora.

Tutti gli Stati del mondo sono indebitati, per una cifra complessiva che supera i 200.000 mld di euro, e questo dovrebbe insospettirci: come mai siamo “tutti” indebitati, a chi dobbiamo tutti questi soldi ?

Ovviamente non ad una altro pianeta, ma ai mercati finanziari, visto che è lì che i Titoli di Stato vengono collocati per essere acquistati da una piccolissima percentuale della popolazione mondiale, principalmente costituita da operatori del mondo finanziario.

Lo Stato italiano, se ha bisogno di denaro, anziché crearlo, è costretto a reperirlo sui mercati finanziari, aumentando continuamente il debito pubblico.

Ma lo Stato è anche il titolare della sovranità monetaria, perché da secoli emette la propria moneta con la propria effige e le conferisce valore attraverso l’imposizione del valore legale e l’obbligo di utilizzarla per pagare le tasse.

Quindi è lo Stato che dà valore al denaro, perché per averlo allora lo prende in prestito ?

In fondo, se ci pensiamo bene, all’origine di tutti i problemi che abbiamo attualmente, c’è sempre una mancanza di denaro che impedisce la risoluzione del problema stesso.

Nonostante gli aumenti delle tasse, le riduzioni della spesa pubblica, le privatizzazioni continue, lo Stato ha sempre problemi economici per i quali non può attuare politiche economiche a favore dei suoi cittadini.

Diceva Ezra Pound : “Uno Stato che non ha il denaro per costruire un ospedale, è come un ingegnere che non ha i chilometri per costruire una strada”.

chi

Ma allora chi crea il denaro e come lo usa ?

Attualmente in Italia, nel nostro sistema economico noi utilizziamo tre tipi di moneta :

– monete metalliche coniate dallo Stato, pari allo 0,3% del totale che usiamo;

– banconote emesse dalla BCE, pari al 6,7% del totale che usiamo;

– moneta bancaria creata dalle banche, pari al 93% del totale che usiamo.

Trascurando i contanti, che costituiscono solo il 7% del denaro totale che usiamo, in realtà la maggior parte del denaro che usiamo è creato dal nulla dalle banche quando fanno prestiti.

E’ la cifra che è scritta nei nostri conti correnti bancari, che ci permette con bonifici, assegni, carte di credito e bancomat, di pagare qualsiasi bene o servizi di cui abbiamo bisogno.

Senza voler approfondire il sistema che utilizzano per creare e gestire questo denaro, per capirne la reale natura, è necessario analizzare l’art.1834 del c.c. che definisce i depositi nelle banche, che dice testualmente : “Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, …, a richiesta del depositante“.

In definitiva, la cifra scritta sul nostro conto corrente bancario, rappresenta una promessa della banca, che si obbliga a restituirci quella cifra in contanti, se e quando glieli richiederemo.

Come ad esempio quando andiamo in uno sportello bancomat e preleviamo un certo quantitativo di contanti, riducendo corrispondentemente il saldo del nostro c/c.

uso

Quello che voglio evidenziare, è che la maggior parte del denaro che usiamo, di cui ha bisogno sia lo Stato che noi aziende e cittadini, viene creato dal sistema bancario attraverso il prestito.

Anche la banconote, inizialmente create dalla BCE, non vengono messe in circolazione direttamente nel sistema economico, ma date solo alle banche, che poi ce le forniscono esclusivamente attraverso i prestiti.

Quindi tutto il denaro che usiamo sia noi che lo Stato, proviene dal sistema bancario e viene messo in circolazione solo attraverso una prestito iniziale, che alla scadenza deve essere restituito, per poi essere sostituito da altro denaro creato con un nuovo prestito.

Le conseguenze di un sistema monetario così congegnato sono .

– se le banche smettessero di fare prestiti, tutta la moneta in circolazione sparirebbe;

– su tutta la moneta che usiamo, qualcuno sta pagando continuamente un interesse.

Questo significa che sia noi che lo Stato, avendo bisogno di denaro per far girare la nostra economia reale, abbiamo la necessità di mantenere in vita un debito pubblico e privato sul quale paghiamo continuamente un interesse, e che per questo è matematicamente inestinguibile.

Supponiamo l’Italia sia un’isola, nella quale tutto il denaro utilizzato proviene da una sola banca che è l’unica in grado di crearlo, ma lo fornisce solamente prestandolo ad un tasso di interesse pari al 10%.

Il 1° anno ne crea e ne presta 100 mln di euro, ma alla fine dell’anno dovrebbe chiedere indietro i 100 mln di euro di denaro prestato maggiorati di 10 mln di euro di interessi.

Ma è matematicamente impossibile la restituzione 110 mln di euro, perché ne esistono solo 100. Inoltre l’economia seguita ad aver bisogno anche il 2° anno di 100 mln di euro, per cui la soluzione praticata è quella di lasciarli in circolazione, portando il debito a 110 mld di euro e pagando 11 mln di euro di interessi. Ma il 3° anno si ripresenta lo stesso problema, non ci sono 121 mln di euro da restituire, per cui il debito diventa 121 mln di euro e gli interessi da pagare 12,1 mln di euro. Andando avanti di questo passo il debito aumenta sempre di più in modo esponenziale, per cui dopo soli 25 anni ha superato i 1.000 mln di euro e gli interessi da pagare ogni anno sono maggiori dei 100 mln di euro di moneta in circolazione !

debito

Un sistema economico basato su una moneta creata quasi esclusivamente dal sistema bancario ed immessa in circolazione solo attraverso il prestito gravato da interesse, non è sostenibile e provoca continuamente le situazioni di crisi economica che stiamo sperimentando sulla nostra pelle.

L’unica soluzione per interrompere questa follia, è immaginare un altro sistema monetario che non sia basato sul debito perché il denaro viene immesso nell’economia in un altro modo.

I meccanismi che attualmente regolano la creazione del denaro, arricchiscono pochi privilegiati a discapito di tutti gli altri, senza che i governi democraticamente eletti possano controllare o modificare il processo.

Proprio perchè la moneta è alla base di tutto, occorre prima di tutto riformare radicalmente il sistema monetario per risolvere o attenuare molti dei problemi di ingiustizia sociale della società moderna.

Dobbiamo immaginare un sistema monetario che:

– sia a vantaggio della società, e non di grandi banche e istituti finanziari;

– sia sottoposto a un controllo democratico dei cittadini;

– funzioni in modo più semplice e trasparente;

– sia più stabile e meno incline a bolle speculative e crisi finanziarie.

E’ possibile ottenere tutto ciò, e in modo semplice e non violento.
Nei prossimi articoli vedremo come.

Per approfondimenti visita il sito www.monetapositiva.it

Fabio Conditi

Fonte: Comedonchisciotte.org

28.06.2016

Pubblicato da Truman

  • polidoro

    Mi pare che Ezra abbia detto :
    " Dire che uno stato non può perseguire i suoi scopi per mancanza di
    denaro è come dire che un ingegnere non può costruire strade per
    mancanza di chilometri
      "

    Non " come un ingegnere che non ha i soldi per costruire una strada "

  • RedLizard

    A me questo articolo sembra pieno di inesattezze: "Ma lo Stato è anche il titolare della sovranità monetaria". Mi risulta che gli stati abbiano ceduto la sovranità monetaria alle banche centrali. Che chiedano il denaro in prestito è del tutto normale. Poi che ciò sia giusto o sbagliato è tutto un altro discorso.

    "se le banche smettessero di fare prestiti, tutta la moneta in circolazione sparirebbe". Perché? Ma se ha appena scritto che il denaro del correntista, quando viene depositato in banca diventa della banca fino a che il correntista non lo richiede indietro, significa che il denaro è prestato dal correntista alla banca, e non viceversa. Esiste una cosa che si chiama risparmio privato. Se le banche smettessero di fare prestiti, il risparmio privato continuerebbe ad esistere. Non confondiamo la minaccia che il sistema bancario fallisca con la possibilità di smettere di fare prestiti. Nel primo caso, ovviamente il sistema bancario si approprierebbe in modo fraudolento del risparmio privato, almeno di quello che non è stato prelevato in contanti, nel secondo i correntisti userebbero solo i contanti, ovvero quel 7-10% che poi è grosso modo la riserva frazionaria di cui tanto si parla.

    Certo, eliminare il 90% del denaro in circolazione e usare solo quello cartaceo altererebbe di molto la struttura della nostra società, ma non sarebbe la totale sparizione del denaro. sarebbe la totale sparizione delle banche

  • iskra

    Con il  prossimo macello mondiale a cui i padroni  si stanno preparando  il debito verrà azzerato e si ripartirà con i sopravvissuti come nei due macelli mondiali che già si sono succeduti ,il clima economico finanziario e l’alta disoccupazione avevano le caratteristiche attuali .

  • castagna

    E allora il reciproco del precedente:

    “Dire che uno stato può
    perseguire i suoi scopi perché ha tutto il denaro che vuole è come
    dire che un ingegnere può costruire strade perché ha di fronte una
    infinità di chilometri
    "

    Qualcuno ha mai visto un ingegnere o
    chichessia costruire strade solo perché ha i km davanti?

    Oppure frasetta per frasetta si
    potrebbe dire

    “Dire che uno stato può
    perseguire i suoi scopi perché può stampare tutto il denaro che
    vuole è come dire che possiamo fare la metropolitana perché
    possiamo stampare i biglietti del tram”

    Fantastico,
    gli africani hanno svoltato : mandategli giù qualche tipografia!
    Tanto semplice, nessuno cccia’ penzato brima??

  • natascia

    L’interesse. L’interesse speculativo fa si che si soffochi l’economia reale. Uno Stato che tutelasse i suoi cittadini dovrebbe isolare adeguatamente chi rischia finanziariamente da chi risparmia e lavora. Nessun contatto è giustificabile. Si tratta di due modi di vedere il mondo. L’interesse speculativo, fino a che Il Signor Bill Clinton non decise che era possibile dare sfogo agli avventurieri del suo calibro era relegato a degli zero virgola zero. Sempre di decisioni  di persone si tratta. Nessuna legge divina. 

  • gaia

    Truman dov’era quando agli esordi di questo sito si trattavano i medesimi argomenti?

  • fabionew

    Ti ringrazio per la segnalazione, che è corretta se per l’ingegnere mancano i "chilometri". Essendo il denaro l’unità di misura del valore di beni e servizi, dire che manca per uno Stato che li può creare, è come dire che "un ingegnere non ha i chilometri per costruire le strade". Grazie davvero. 

  • AlbertoConti

    La questione è molto semplice, dipende dagli obiettivi.

    Se vogliamo che i soldi facciano altri soldi e quindi i ricchi diventino sempre più ricchi, andiamo avanti così, facciamo pagare gli interessi ai debitori. La Grecia è un monumento a questa ideologia.

    Se al contrario vogliamo la redistribuzione di redditi e ricchezze, facciamo pagare gli interessi ai creditori, a chi detiene il denaro, ai "risparmiatori", e i proventi vanno allo Stato, cioè alla comunità. Praticamente una rivoluzione fiscale, dove non si tassano più i redditi (le ricchezze già sono poco tassate), ma direttamente il denaro alla fonte, eliminando così ogni potenziale evasione fiscale. Occorre però comprendere che tutti i prodotti finanziari sono denaro sotto altra veste, ed agire di conseguenza.

  • fabionew

    Sulla sovranità monetaria che è ancora dello Stato, ho scritto questo articolo che approfondisce la tematica e che ti consiglio di leggere http://qe4people02.blogspot.it/p/punto-n.html. Semplificando, l’unica istituzione che ha il potere di creare il denaro è oggi lo Stato, come una volta era il sovrano, perchè è l’unico che ha la capacità di dichiararne il corso legale.

    Per quanto riguarda l’affermazione sulla sparizione della moneta, mi permetto di farti riflettere su un aspetto fondamentale : come viene immesso il denaro in circolazione attualmente ? 
    Prediamo tutti i soggetti che operano nel sistema economico, ed analizziamo se sono in grado di creare denaro per immetterlo in circolazione : lo Stato crea solamente le monete metalliche, che sono importantissime perchè danno valore a tutte le altre monete, ma sono una percentuale talmente piccola del totale, che possiamo trascurarle. Le aziende ed i cittadini non sono in grado di creare e distribuire denaro nel sistema economico, altrimenti vengono arrestati come falsari. La BCE crea le banconote, ma non le fornisce al sistema economico, cioè agli Stati, aziende e cittadini, ma solo al sistema bancario. Rimangono le banche le quali creano denaro bancario, cioè credito, solo ed esclusivamente attraverso un prestito che poi deve essere restituito. Se le banche decidessero di smettere di fare nuovi prestiti, e si arrivasse alla scadenza di tutti quelli già creati, il denaro scomparirebbe, anzi, considerato che il debito privati si dice sia superiore ai 3.000 mld di euro, mentre la moneta in circolazione in Italia è pari a circa 2.250 mld di euro, non c’è sufficiente denaro per rimborsare tutti i debiti esistenti attualmente. Un piccolo inciso, il denaro bancario è un debito della banca nei confronti del cliente, cioè una promessa di pagamento o volgarmente detta "cambiale", e non corrisponde a denaro "prestato dal cliente", ma è denaro "creato letteralmente dal nulla" senza neanche la necessità della riserva frazionaria. Per approfondimenti  http://moneta5stelle.blogspot.it/2016/06/esempi-di-contabilita-bancaria.html   
  • fabionew

    E’ una ipotesi reale e verificatasi più volte nella storia. Sono però convinto che la consapevolezza delle persone sta aumentando e potrebbe rendere impraticabile questo scenario. O almeno lo spero ! 🙂

  • AlbertoConti

    By S.Carnemolla

    …. Benché ammaccato dalle sconfitte elettorali, Renzi sente, illudendosi,
    di vivere un momento di gloria e considerazione internazionale. Dopo la
    Brexit, dove è tutta una gara a spiluccare coscia e petto, Beppe Sala,
    dimenticando le grandi fughe da Milano del passato, spera che, lasciata
    Londra, società finanziarie e multinazionali sbarchino in città. A
    pomparlo, Renzi, con la sua idea di una no tax area nelle ex
    installazioni di Expo 2015. Una a Milano e una a Bagnoli. Anche alle
    aziende italiane, ha ironizzato qualcuno, piacerebbe, ma loro "possono
    pure crollare sotto il peso di tasse, orpelli, burocrazia, concorrenza
    sleale, corruzione". Il balsamo, nell’Italia renziana, è "solo per
    multinazionali e grandi istituzioni finanziarie", con la
    defiscalizzazione di capitali esteri, così, tanto per creare nuove
    diseguaglianze.

    Venite, no tax. È l’Italia renziana, bellezza, dove più d’ogni cosa poterono le Cayman.

  • fabionew

    Facciamo l’ipotesi di isola dove è naufragata una nave da crociera con a bordo 1.000 persone. Sull’isola c’è ogni bene e la possibilità di riprodurre una società come la nostra, ma non c’è oro per fare le monete e manca anche qualsiasi forma di denaro in banconote o elettronico, quindi si decide di stampare banconote,  

    Il problema è stabilire chi le crea e come vengono immesse in circolazione nell’economia dell’isola. Viene creato per elezione un Governo dell’isola ed uno dei naufraghi si propone come Banca dell’isola. Si possono a questo punto ipotizzare tre soli sistemi monetari :

    1 – la banca stampa le banconote e le presta a tutti come fa attualmente chiedendo un tasso d’interesse;

    2 – il Governo dell’isola stampa le banconote e le spende per fare i lavori e servizi "pubblici" di cui c’è necessità nell’isola per tutti;

    3 – i cittadini li stampano e se li distribuiscono in parti uguali, disposti a pagare delle tasse sulla loro attività economica che permetterà di pagare la spesa del Governo.

    E’ chiaro che se nell’isola non ci fossero beni e servizi a sufficienza, come in qualche paese africano, stampare denaro non servirebbe a crearli, ma l’unico effetto sarebbe la perdita di valore di quella moneta. Ma se ci sono beni e servizi a sufficienza, come nell’isola o in un paese "ricco" come il nostro, la creazione di denaro serve ad aumentare la possibilità di scambi e quindi permette di produrre maggiori beni e servizi, cioè di aumentare la nostra ricchezza.

  • fabionew

    Assolutamente d’accordo, l’aver permesso alle banche di speculare finanziariamente con il nostro denaro, è un altro dei problemi da affrontare. Stiamo assistendo alla finanziarizzazione dell’economia reale, con l’aggravante che quando guadagnano speculando con i nostri soldi, se li tengono, quando perdono ce li rimettiamo noi ! Forse dobbiamo iniziare a riflettere …

  • fabionew

    Spero concorderai che sono temi che non passano ti moda. Ci sono ancora molte persone che ancora pensano che siamo noi cittadini evasori e spendaccioni, la causa del debito pubblico … 🙂 

  • fabionew

    Il denaro svolge una funzione pubblica fondamentale, e semplicemente non può essere creato da istituzioni private. Punto. Lo Stato deve creare il denaro per conto della comunità ed utilizzarlo per raggiungere il benessere di tutti, non solo di pochi privilegiati.

  • daveross

    La teoria della moneta positiva non introduce concetti nuovi, ma aiuta a capire meglio il contesto dell’uso politico del debito. Vedere come la ‘moneta bancaria’ sia preponderante oggi è rivelatore di come la sua scarsità sia artificiale e il suo ‘libero’ accesso limitato a pochi. Noi, classemedia della gleba, principalmente accediamo alla moneta con lavoro o con debito (che ripaghio in lavoro). L’1% ha accesso facile con l’uso di strumenti finanziari complessi o, se questi toppano, col quantitative easing delle BC.

  • fabionew

    Grazie per la corretta analisi. Moneta Positiva ha il grande merito di aver concentrato la sua attenzione sulla comprensione del meccanismo attuale di creazione del denaro dal nulla da parte delle banche e della sua immissione nel sistema economico con il prestito. Questo ci permette di spiegare in modo semplice ed accessibile a tutti, come riesca l’1% della popolazione che ha facilità di accesso al credito, a sottrarre enormi ricchezze al restante 99%. Costringendoci a lavorare per pagare gli interessi che si generano automaticamente solo con l’utilizzo di una moneta emessa esclusivamente a debito. In realtà la moneta potrebbe essere tranquillamente creata senza debito ed accreditata allo Stato, che la dovrebbe utilizzare direttamente nell’economia reale e per tutti i cittadini. 

  • AlbertoConti

    D’accordissimo. Ma il denaro è anche, o soprattutto, fiscalità, cioè gestione di Stato delle "eccedenze". Dimmi che fiscalità subisci e ti dirò chi sei!

    Gli interessi sul prestito, come i canoni di locazione di un bene, vanno sempre ed esclusivamente ai ricchi, cioè alimentano le differenze sociali e la recrudescenza delle classi sociali contrapposte. Compito dello Stato è riequilibrare questa tendenza, contrastandola, e lo strumento necessario è la fiscalità.

    Il circolante è dell’ordine di grandezza del PIL. La spesa pubblica è attorno ai 600 miliardi, un quarto circa del PIL. La pressione fiscale sui non-evasori, cioè i poveracci, è superiore al 50%. Questa è una situazione fallimentare per uno Stato, che dimostra che non sa fare, o meglio non vuole fare (visto da chi è abusivamente occupato) il suo mestiere, di regolatore e armonizzatore dell’economia e della società.

    Mi rendo conto che questo è un passo in più per te, ma confidando nella tua buona fede mi aspetto che lo compirai.

  • AlbertoConti

    Mi correggo, volevo dire "un quarto circa del debito pubblico".

    Cosa molto più importante, dimenticavo di citare la ricchezza finanziaria, cioè il denaro non circolante nell’economia fisica, ma in quella speculativa del "risparmio gestito". Questa è cresciuta a dismisura, come un tumore devastante per l’equilibrio sistemico, ed è fonte di continue bolle e crisi. Solo la fiscalità può curare questa forma cancerosa, ormai giunta allo stadio terminale.

  • fabionew

    Non si tratta di fare un passo in più, ma di evitare di farne uno inutile ! La fiscalità è importante, ma non è il problema principale. Tu dici che gli interessi sul prestito vanno sempre ai ricchi, come i canoni di locazione di un bene. Ma dobbiamo riflettere su una particolarità, che è la natura della moneta bancaria sulla quale le banche percepiscono un interesse. Se, come sostiene la Banca d’Italia, le banche prestassero il denaro che hanno, pur se depositato dai clienti, potrei anche giustificare un interesse. In pratica io ti presto un denaro che ho o ho ricevuto, per cui può anche essere giusto pagare un interesse. Ma se io ti presto una cosa che non ho, perchè il denaro lo creo dal nulla ponendo addirittura all’attivo le ipoteche sui tuoi beni come garanzia, cioè sei tu che mi permetti di crearlo, è giusto farmi pagare un interesse ? La fiscalità è importante, ma non è lo strumento principale di sottrazione di ricchezza del 99% della popolazione. La ricchezza finanziaria è cresciuta a dismisura perchè si alimenta degli interessi pagati su tutta la moneta che usiamo. La fiscalità è uno dei problemi e risolverlo può essere un palliativo, ma non rappresenta la soluzione definitiva del problema. Ma accetto il confronto e ne possiamo parlare.  

  • AlbertoConti

    Facciamo un esempio concreto, riferito ai dati odierni.
    Un mio amico ha chiesto un mutuo in banca di 200.000 euri per comprarsi casa.
    In 20 anni a tasso fisso supponiamo una rata mensile di 1.000 €.
    Alla fine dei 20 anni avrà sborsato 240.000 €, cioè il 20% in più della cifra ottenuta, circa l’1% all’anno.
    Negli stessi 20 anni avrà dovuto guadagnarsi quel surplus di 240.000 € al netto delle imposte, cioè un surplus lordo di almeno 400.000 €, senza contare l’IVA sulla casa e tutte le imposte indirette sulle spese fatte per realizzare quel reddito (ne avrà fatta di strada!).

    Morale, pur con tutte le approssimazioni del caso, cos’è che ha più inciso sulla sua spesa complessiva?

    Con questo sono d’accordissimo con te che gli interessi sui mutui sono veri e propri furti legalizzati da parte delle banche privatizzate, fatta salva la quota riferibile al costo del servizio ed al rischio insolvenza del mutuatario. Effettivamente sono proprio gli npl che stanno affossando il sistema bancario italiano.

  • Quantum

    È la solita questione per la quale sono stati ammazzati presidenti e politici di vario tipo, il non permettere allo Stato di avere la sua banca pubblica, sovrana del popolo.

    Il controllo sulla moneta lo vogliono i privati, oligarchie di potenti con disturbi psicotici.
  • Quantum

    Insomma ci stai dicendo che la moneta funziona se si applicano cose come le Teorie Monetarie Moderne?

    Ma tutto il fracasso fatto da Barnard, Warren Mosler, i convegni di Rimini ecc. Che hanno proposto ogni singolo dettaglio dove li mettiamo?
  • fabionew

    Scusa AlbertoConti, ma non puoi aggiustarti i numeri per far quadrare i "conti" … Innanzi tutto l’interesse pagato su un mutuo a 20 anni non è l’1%, ma mediamente è più alto, circa 3-4%, che comporta alla fine una spesa di circa il 30-40% in più. Ma la casa che paghiamo al costruttore 200.000 euro, è gravata anch’essa dal costo degli interessi che l’imprenditore ha pagato per comprare il terreno, i materiali, ecc… finanziandosi con un prestito in banca. Inoltre anche il costo dei materiali sono caricati anch’essi di oneri finanziari, per cui alla fine un 20-30% del costo della casa sono interessi pagati sul denaro. Quindi per una casa che costa 140-160.000 euro, ne paghiamo  260-280.000 euro, cioè quasi il doppio. Intanto una parte di quelle tasse sono legate al pagamento degli interessi sul debito pubblico dello Stato. Poi le tasse le paghiamo allo Stato che siamo noi e non a dei privati, e servono anche a ripagare il costo dei servizi pubblici erogati, scuole, ospedali, ecc… 

    In definitiva, se non ci fossero gli interessi sul debito pubblico e privato, non avremmo un costo di circa 200 mld di euro all’anno, che permetterebbero di pagare tasse certamente più congrue rispetto ai servizi effettivamente erogati. Quindi se devo individuare una priorità da risolvere, io preferisco riformare il sistema monetario, perchè se ho capacità di creare denaro senza debito, posso affrontare il problema delle tasse con maggiore tranquillità !
  • fabionew

    Rispetto molto la MMT e collaboro attualmente con diversi loro rappresentanti, ma credo che la moneta funziona solamente se viene creata dal nulla esclusivamente da un organismo pubblico, democratico ed indipendente per conto dei cittadini, e non certo da istituzioni private che lo fanno solo per il loro esclusivi interessi. Siamo con loro d’accordo che lo Stato deve poter creare moneta ed immetterla direttamente nell’economia reale, ma in più riteniamo sia necessario anche impedire alle banche di creare denaro dal nulla. https://www.facebook.com/groups/1182341171785342/

  • gaia

    Sono più che d’accordo.

    Aggiungo che l’argomento sarà attuale ancora per millenni.

    Conosco delle persone che usano ancora la clava e altri che sostengono di aver allunato.

  • gaia

    Firmo.

  • melisva1

    Se vogliamo che qualcosa cambi dobbiamo prendere in considerazione anche un’altra frase di Pound: " I disordini non avranno mai fine, non avremo mai una sana amministrazione della cosa pubblica, se non acquisteremo una nozione precisa e netta della NATURA e della FUNZIONE del denaro."



    La situazione economica sociale che stiamo vivendo comincera’ a cambiare  quando si uscira’ dagli attuali "schemi mentali" che ci vengono "imposti" dal sistema politico finanziario che detiene il potere.

    A proposito di debito , interessi etc… Se uno stato SOVRANO è veramente tale con chi mai si indebiterebbe?……….

    L’inflazione – deflazione si potrebbe tranquillamente controllare istituendo una sorta di "Corte dei Conti" che controlli in tempo reale che la quantita’ di moneta circolante, (cartacea  elettronica e altra) sia direttamente
    proporzionale alla quantita’ di beni e servizi in essere necessari alla normale vita sociale di una nazione.

    E’ da millenni che ci viene indicato il trucco…… ma non vogliamo svegliarci.

     Deuterenomio:
    “non farai al tuo FRATELLO prestiti ad interesse, né di denaro né di viveri, né di qualunque cosa che si presta ad interesse.

      Allo STRANIERO potrai prestare ad interesse, ma non al tuo FRATELLO, perché il Signore tuo Dio ti benedica in tutto ciò a cui metterai mano, nel Paese in cui stai per andare a prendere possesso”.

    Tu suggerai il latte delle Genti
    e popperai le mammelle dei Re 

    Isaia,  60,12 

  • castagna

    Ma non puoi muoverti in un mondo di
    concetti irreali e favolistici come “naufragare si un’isola in cui
    c’è ogni bene e la possibilità di riprodurre una società come la
    nostra “ oppure “se nell’isola non ci fossero beni e servizi a
    sufficienza, come in qualche paese africano “ come se i beni e i
    servizi fossero funghi che nascono spontanei e non oggetti e funzioni
    che si producono ogni giorno…

    Paese “ricco”….?    La Nigeria è
    un paese ricco (come risorse naturali) , e la Svizzera è un paese
    povero…. Ma non vuol dire nulla. Sono concetti infantiloidi.

    Non esistono paesi ricchi o poveri,
    esistono società capaci o incapaci.

    Puoi stampare tutto il denaro che vuoi
    ma non cavi un ragno dal buco.

    Che lo Stato al meno parzialmente
    stampi moneta per pagare le spese pubbliche è qualcosa con cui
    concordo, ma è solo una maniera più efficiente e meno invasiva di
    riscuotere le imposte; tutto qui.

    Comunque, avendo smesso da un pezzo di
    discutere di certi argomenti per evidente incapacità del 98% della
    popolazione di capirne i concetti e le implicazioni reali, mi sono
    scappate solo due battute; ma non le avrei neanche fatte se
    nell’articolo fosse stato evidente che sei del 5s.

    Ti auguro buona fortuna, anche se credo
    non ti serva visto che anche se naufraghi sbatti in isole incantate
    piene di beni e servizi….. ovviamente mancanti solamente del
    solito noioso verbo ipersocialista, adesso riadattato in salsa di
    grilli serviti su un letto di blog.

    (Vere e proprie inconvergenze
    disallele)

    Ciao.

  • Truman

    @gaia: io ci sono fin dagli esordi, ma non fa male tornare ogni tanto sull’argomento.

  • gaia

    Posso anche essere d’accordo che ripetere giova, ma a chi?

    Come sostiene Freda in altro articolo è questione di coscienza, o lei è convinto che uno la coscienza se la sviluppa in un’unica incarnazione?

  • fabionew

    La favoletta serve solo a far capire che il sistema monetario che scegliamo di usare, influisce sullo sviluppo del sistema economico. Inoltre dei tre sistemi monetari possibili, il primo, che è quello che usiamo, è sicuramente il più inefficiente e causa dell’enorme debito pubblico e privato che stiamo continuamente cercando di ripagare, tra l’altro senza riuscirci. Un pò come un criceto dentro la sua ruota, che nonostante tutti i suoi sforzi e la sua fatica, non va mai da nessuna parte. Se invece il denaro viene creato senza debito ed accreditato allo Stato per conto dei cittadini, vedrai che il ragno lo cavo dal buco … Grazie comunque per le osservazioni stimolanti ! 

  • AlbertoConti

    OK, non stiamo a polemizzare su cosa incide di più sulla levitazione dei costi, se le tasse o gli interessi finanziari, anche se resto dell’idea che le tasse facciano la parte del leone, soprattutto quando la pressione fiscale è dell’ordine del 50%.

    Resta il fatto che i due fenomeni sono concorrenti, e tanto vale assumere il punto di vista che sono entrambi parte integrante della realtà monetaria.

    Ad es. l’euro rappresenta un’evidente anomalia, poichè scinde nettamente le responsabilità gestionali: di interessi (privati e pubblici) si occupa la BCE, espressione di un sistema bancario prevalentemente privatizzato, di tasse si occupano i vari Stati membri, in relativa autonomia (col fiscal compact si vuole togliere anche quella). L’euro è una moneta schizofrenica, nata per fallire, ma nel durante per favorire i kapò tedeschi del lager nazista europeo made in USA.

    La logica conseguenza di quest’analisi è che una sana riforma della moneta deve innanzitutto riconciliare le due responsabilità (credito e imposte), abrogando il divorzio (in)ciampesco del 1981, al fine di gestire democraticamente la naturale tendenza dell’economia alla concentrazione della ricchezza, contrastandola senza necessariamente adottare la soluzione estrema "comunista". La Svezia non è comunista ma realizza politiche sociali efficacissime, pur non rappresentando affatto il riferimento ideale.

    Sia chiaro che stiamo parlando di modelli ideali, realistici in un mondo che li adotti con una certa omogeneità, mentre ora occorre fare i conti con la potenza dominante di un sistema assurdo quanto reale ed opprimente.

    Il principio che intendevo accennare è che la ricchezza, se la si vuole tassare equamente ed efficacemente affinchè non esploda destabilizzando la società, è meglio tassarla alla fonte, in modo automatico impossibile da evadere, cioè direttamente sul denaro che la rappresenta, in tutte le sue forme (monetarie e finanziarie).

  • snypex

    Per quelli che NON vogliono guardare il DITO ma la LUNA, volendo semplificare al massimo:

    PER RISOLVERE IL DEBITO PUBBLICO VA ABOLITA L’USURA LEGALIZZATA DEL SISTEMA BANCARIO

    Volete sognare? Immaginate il pianeta terra che funziona senza usura.

    Ecco perche’ non si potra’ mai risolvere la crisi del debito pubblico.

    Il limite (matematico) dell’usura nel tempo e’ pari all’ESPROPRIO DI QUALSIASI COSA ai danni di chi lavora e a favore di chi esercita l’usura.

  • fabionew

    OK, sono d’accordo che i due strumenti fiscale e monetario, siano assolutamente necessari per fare politiche per una equa ridistribuzione dei redditi. Una delle nostre proposte è il Certificato di Riduzione o di Credito Fiscale, che unisce questi due aspetti. L’analisi che ci ha portato alla conclusione che sia predominante il problema monetario, è il fatto acclarato che l’aver ceduto a soggetti privati la gestione della creazione del denaro, obbliga lo Stato a "dover far quadrare i conti" solo con le entrate fiscali, la riduzione della spesa o le privatizzazioni, che come sai peggiorano la situazione economica del 99% dei cittadini. Ci sono molti metodi per migliorare la fiscalità, ed il tuo è uno dei migliori, ma se lo Stato ed i cittadini non hanno la possibilità di creare il denaro senza debito, non andiamo da nessuna parte !  

  • fabionew

    Grazie per il contributo, è curioso pensare che certe cose siano scritte nel libro più vecchio, più letto e maggiormente diffuso al mondo. 

    Viene in mente il racconto de "La lettera rubata" di Edgar Allan Poe, nel quale si dimostra che "la
    tecnica migliore per nascondere una cosa è proprio quella di metterla bene in
    evidenza in mezzo ad altre simili
    ".

    E’ giunta l’ora di svegliarsi, e di riuscire ad immaginare una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito.

  • fabionew

    Sono perfettamente d’accordo … grazie !

  • AlbertoConti

    La piena occupazione della MMT mi ricorda stranamente i mini jobs tedeschi.
    Il peccato originale della MMT è il sottostante liberismo di cui è talmente intrisa la cultura USA che non lo vedono neanche più, lo danno per scontato come fosse un fatto "naturale", e non ideologico come invece lo è.